32esima giornata serie A
Zappacosta A
Sanabria T
Zapata T
Il solito Toro,discontinuo,perde in casa contro l’Atalanta e da l’addio, in maniera definitiva,alla piccola speranza di potersi qualificare in Europa.La squadra di Juric gioca una gara attenta ma nel momento in cui si distrae subisce i 2 gol su distrazioni difensive evitabili.
Un primo tempo tattico che si sblocca con un gran gol dell’ex Zappacosta, in fuga sulla fascia sinistra che sorprende,di sinistro,un disattento M.Savic. Nella ripresa cambia un po’ il ritmo, grazie ai nuovi subentrati che diventano i veri protagonisti. Vlasic, fin dai primi minuti, cerca il gol del pareggio, che arriva al minuto 75 da Sanabria,lesto ad approfittare di una corta respinta da parte di Sportello,su gran tiro di Miranchuk. Gasperini si gioca la carta Zapata:puntualmente l’attaccante colombiano, dopo una grande azione personale, trova il gol del vantaggio a pochi minuti dalla fine.
Vana la reazione del Torino che perde la gara e la possibilità di qualificazione in Conference League.I granata sono discontinui e commettono ancora errori ingenuo,anche quando giocano bene:serve migliorare nella mentalità,non solo sul mercato,per poter ambire alla qualificazione in una coppa Europea, già a partire dal prossimo anno.
Enzo Grassano
Ricordate la famosa canzone degli “Equipe 84”? Erano tempi di scorribande notturne in una metropoli molto diversa da quelle attuali che anche oggi, però, possono trasformarsi in “deserto”.
Cristiano Bussola
Il percorso è definito dagli organizzatori “medio – facile” da effettuare sotto l’occhio vigile di un accompagnatore cicloturistico e non è detto che, sulla base delle richieste che perverranno, non si attivino altre date. Il ritrovo è sempre alle 9 a Prali. Si parte attraversando su due ruote la “miniera Gianna”, lunga circa due chilometri e si sbuca in località “Antouard”, a Salza di Pinerolo, per poi salire al “Colle delle Fontane”. Circa 15 chilometrisulle due ruote. Rossana Turina, presidente del “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli”: “E’ un’esperienza unica a livello italiano sia per la tipologia di proposta sia per le caratteristiche della miniera”. La “Gianna” è, infatti, una delle rare gallerie minerarie “one way”, ovvero si entra da una valle, quella di Prali, la stazione turistica più conosciuta, e si esce nella valle parallela, quella di Salza, bella e riservata, con offerte paesaggistiche oltreché gastronomiche e curiosità varie di indubbio rilievo. Dietro il progetto, c’è il “sogno visionario” di tenere in vita a Prali le “Miniere di Talco” ( della “peiro duso”, la “pietra dolce” come i valligiani chiamano, per la sua tenerezza, il talco) e la tradizione di un lavoro duro e pericoloso che in Valle Germanasca ha origini assai antiche, modesto fino a metà Ottocento, allorché, di botto, si è passati fino a 350 minatori impiegati nelle Gallerie e al giorno d’oggi con le 30mila tonnellate di talco (il “bianco delle Alpi”) prodotte ogni anno in Valle dalla “miniera Rodoretto”, dove sono impiegati circa un decimo dei minatori rispetto al passato con metodi di lavoro decisamente più moderni. “Sogno visionario” si diceva. Concretizzatosi 25 anni fa con l’apertura dell’“Ecomuseo”, e reso ancor più solido oggi con l’iniziativa della “biciclettata in Galleria”. “Nato per preservare uno dei simboli identitari del territorio, l’‘Ecomuseo delle Miniere di Talco’ della Valle Germanasca e del Chisone, chiamato familiarmente ‘Scopriminiera’, accoglie ogni anno – precisa la presidente Laura Sottovia –migliaia di studenti e di famiglie nel periodo da marzo a novembre. Per i visitatori è una scoperta sorprendente e indimenticabile, per gli abitanti della valle è la memoria radicata di un riscatto sociale: la figura del contadino-minatore”.
Chiacchierare con Luciano Stillitano, per chi come me da bambina mangiava i pasticcini e le torte di Daturi & Motta e Stratta, è un’esperienza tanto intensa quanto lo è assaggiare ed assaporare una delle sue creazioni; l’amore e la passione per il suo lavoro si intuiscono rapidamente e si viene ammaliati dai suoi racconti di vita e lavoro.
servizio di ristorazione. Poi è il momento della pasticceria in Gran Madre, ormai conosciuto da tutti i torinesi come il numero uno, riceve periodiche visite di un altro grande Maestro, Falchero, inventore della pasticceria mignon torinese, che vede in lui il suo unico erede, tanto da lasciargli in dono i suoi appunti e le sue ricette segrete.
Tre mesi fa apre una nuova pasticceria in via Pietro Micca, nei locali della storica libreria Petrini, di fianco al ristrutturato bar Norman, che offre i prodotti del Maestro, soprattutto brioches, croissant e pasticcini da servire ai tavoli.
Ma non finisce qui, il Maestro ha ancora due grandi sogni e ascoltandolo siamo sicuri che li realizzerà.