ilTorinese

I Kanerva trionfano ad Arezzo Wave 2025

I Kanerva, giovane band di Pinerolo (TO), sono i vincitori assoluti di Arezzo Wave 2025, uno dei festival più importanti dedicati alla musica emergente in Italia. Sul palco del Teatro Tenda di Arezzo, hanno conquistato tre riconoscimenti:
Premio Assoluto nazionale,
Premio Under 21,
Premio Gente Emergente.
Il gruppo è composto da Pietro Carità (voce), Francesco Abrate (chitarra), Tommaso Mulatero (tastiere), Luigi Bianco (batteria) e Luca Giro (basso). attivi dal 2019 con uno stile che fonde indie rock, post-punk e alternative. Dopo l’LP Fortemente Romantici e vari singoli, nel 2025 sono usciti con Come Stai, pubblicato da Tuma Records.
Durante la finale hanno colpito con un brano inedito e una cover originale di “Discolabirinto” dei Subsonica, ricevendo anche i complimenti della band torinese.
Per i Kanerva, questa vittoria rappresenta un passo importante verso la scena nazionale. “Un onore essere stati scelti, ora non vediamo l’ora di portare la nostra musica in giro per l’Italia”, ha dichiarato il frontman Pietro Carità.

Enzo Grassano

Gianfranco Raffaldi, una splendida carriera. Dai Beatles a Fausto Leali, da Peppino di Capri al Gospel Choir

Armano Luigi Gozzano,noto ricercatore dei documenti  storici di famiglie nobiliari, in particolare dei Gozzano e dei Gonzaga, essendo anche musicista si interessa di argomenti musicali.

In questo caso ripercorre
l’ascesa vertiginosa della vita dedicata alla musica leggera del maestro Gianfranco Raffaldi, monferrino residente a Vignale,dalle
esibizioni senza rivali nel suo primo complesso formato per le gare scolastiche e dalle incredibili immagini della sua collezione
privata.
Il primo ingaggio nel 1957 con la band casalese dei Blue Star,uno dei 70 gruppi nati
nel nostro territorio nei favolosi anni ’60.Nel
1959 nasce con lui il gruppo dei Novelty,
collaborando con il fisarmonicista Giuseppe
Cacciabue, educatore musicale giovanile e
componente dell’operatore radiofonico EIAR di Torino ,oggi RAI,gruppo sciolto nello stesso anno.Nella nuova band si inserisce
Fausto Denis,non ancora con il nome d’arte
Leali, incontrato durante un ingaggio in una
festa patronale di tre giorni come da tradizione dell’epoca.Nel 1962 avvenne il loro
lancio al Principe di Piemonte di Viareggio, ricalcando la musica beat inglese. Iniziarono
le esibizioni al City Club e nei Night Club di Milano,e le prime incisioni con la casa discografica Jolly con due cover dei Beatles.
Leali venne definito “il negro bianco” e nel 1964, ormai affermati in Italia, parteciparono al mitico “Cantagiro” di Radaelli con la canzone “La campagna in città”, gareggiando con Betty Curtis, Lucio Dalla,Gino Paoli e Nico Fidenco.
Pippo Baudo ed Enrico Maria Salerno presentarono l’evento in diretta RAI con la finalissima di Fiuggi.Nel 1965 la grande occasione: arrivarono i Beatles in Italia! Furono scelti come supporters Fausto Leali e i Novelty,i New Dada di Maurizio Arcieri, Guidone e gli amici,i Giovani Giovani e Peppino di Capri.Nel secondo tempo si esibirono i Beatles aprendo lo spettacolo con il celebre “Twist and Shout”.Le tappe dell’unico concerto italiano furono il 24 giugno al Velodromo Vigorelli di Milano,il 26 giugno al Palazzo dello Sport alla fiera del mare di Genova,e il 27-28 di giugno al Teatro Adriano di Roma, purtroppo non registrati e snobbati dalla RAI.I biglietti dei concerti erano reperibili tramite la rivista “Ciao Amici”.
La conferma definitiva avvenne nel 1966
partecipando al “Giro Festival” al seguito del
49° Giro d’Italia con la canzone “Mamma perdonami”,e apparvero in TV durante le tappe di Parma e di Monte Carlo.Furono ospiti della storica trasmissione radiofonica
“Bandiera Gialla” condotta su Radio 2 da Arbore e Boncompagni,e fu in quel momento
che presentarono la famosa canzone “A chi “,
cover della versione USA di Roy Hamilton “Hurt” del 1954 portata alla ribalta dalla cantante italo-americana Timi Yuro.Si esibirono anche in concerti al Bang Bang di Milano con la partecipazione di Teo Teocoli.
In seguito il gruppo cambiò casa discografica, passando dalla Jolly alla Ri.Fi. Records.Il grande risultato arrivò nel
1967 ricevendo sulla Terrazza Martini di Milano il primo disco d’oro per la canzone
“A chi”.Nel 1968 Leali partecipò al Festival di Sanremo con la canzone “Deborah” in coppia con Wilson Pickett,nome attribuito alla figlia
avuta da Milena Cantù,la grande incognita del 45 giri “La ragazza del Clan” di Celentano.
In seguito Leali verrà scelto da Pickett come padrino della figlia anch’essa chiamata Deborah.I Novelty facevano parte del Clan Celentano Center,e con loro eseguirono i concerti nei locali più belli d’Italia ,in primis alla Bussola di Viareggio.Leali nello stesso
anno divorziò dai Novelty,e Raffaldi entrò nel
complesso dei New Rockers di Peppino di Capri, partecipando a tournée negli USA esibendosi al Metropolitan di New York,poi in Canada, Venezuela, Brasile, Australia, Emirati Arabi e in Europa.
Raffaldi collaborò alla celebre composizione “Champagne”,e si esibirono anche nelle sale da ballo di Torino “Arlecchino”e “Le Roi” (sala
Lutrario)progettata dall’architetto Carlo Mollino, progettista del Teatro Regio.Nel 1977 si concluse il suo viaggio musicale intorno al mondo con Peppino di Capri,e rientrò a Vignale per motivi di famiglia, iniziando ad accompagnare con la tastiera il coro parrocchiale durante le celebrazioni religiose.Ma nel 2004,con altri due amici,ebbe una grande idea:prese le redini del coro e fondò il “San Bartolomeo Gospel Choir”dall’omonima chiesa del paese, inizialmente per eseguire musica sacra e profana, proseguendo l’opera della fondatrice
Millina Martinelli.Il coro è composto da 30 cantanti del territorio,guidati ed istruiti dal maestro con la sua esperienza di mezzo secolo.Tra il 2007 e il 2011 si inserì nel coro Armano Luigi Gozzano in qualità di tenore,e conobbe Leali in compagnia del maestro durante una sua esibizione a Trino Vercellese. Durante i concerti l’ensemble esegue brani di gospel, funky,blues e soul a 4 voci, formula alquanto insolita per il gospel.
Nel 2011 Raffaldi e Leali hanno festeggiato a Casale i 50 anni dal loro debutto.Nella sua carriera Raffaldi ha suonato con tastiere Honner,Vox 1,Vox 2 e con il favoloso organo elettrico Hammond,in origine destinato alle chiese in alternativa ai costosi organi a canne.Molto versatile nella musica sacra, gospel e jazz ed in seguito nel rock,fu utilizzato da Gershwin,Doors,Pink Floyd,
Deep Purple e Procol Harum.Il gospel del
coro esprime la gioia di pregare cantando e coinvolgendo il pubblico con la sua capacità
di espressione armonica.Con i sapienti e
competenti arrangiamenti del maestro Raffaldi il divertimento è assicurato!
Giuliana Romano Bussola

A 68 anni rapinava le farmacie: arrestato

I carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Moncalieri hanno tratto in arresto a Torino, nel quartiere Mirafiori Sud, un uomo di 68 anni, cittadino italiano e senza fissa dimora, ritenuto il responsabile di diverse rapine commesse ai danni di farmacie e sale scommesse nel Torinese.

Il fermo è avvenuto in un alloggio di corso Traiano, dove il sospettato si trovava ospite di un conoscente.

Durante la perquisizione, i militari hanno scoperto e sequestrato un casco integrale, gli indumenti presumibilmente indossati durante i colpi e una moto di grossa cilindrata utilizzata per la fuga dopo le rapine.

Le indagini, avviate dai carabinieri a seguito di una rapina in un centro scommesse di Orbassano e di un’altra in una farmacia di Nichelino, entrambe avvenute nelle ultime settimane, hanno permesso di risalire all’uomo ora in custodia.

Possibili opportunità per far crescere un’impresa

Informazione promozionale

Far crescere un’impresa non significa soltanto aumentare il fatturato: è un processo più ampio, che riguarda la capacità di leggere i mercati, attrarre capitali e trasformare l’innovazione in valore concreto. In un contesto segnato da volatilità economica, rialzo dei tassi e nuove sfide globali, le aziende italiane hanno davanti a sé uno scenario complesso ma ricco di possibilità. Dalla diversificazione delle fonti di finanziamento alla digitalizzazione dei processi, fino all’apertura a partnership strategiche e mercati internazionali, ogni scelta può diventare un moltiplicatore di crescita.

La domanda non è più se espandersi, ma come farlo in modo sostenibile e competitivo, bilanciando rischi e opportunità con la giusta strategia finanziaria.

La crescita come scelta strategica

Per un’impresa, crescere non è mai un processo lineare né scontato. Si tratta di una scelta che implica visione, capacità di leggere i trend di mercato e volontà di destinare risorse a progetti che spesso danno frutti nel medio-lungo termine. In un contesto come quello odierno, caratterizzato da cicli economici instabili e da una competizione sempre più globale, la crescita non significa soltanto aumentare le dimensioni aziendali, ma rafforzare la competitività, consolidare la propria identità e prepararsi a cogliere nuove opportunità. Pianificare questo percorso con lucidità e metodo è il primo passo per trasformare un’aspirazione in un risultato concreto.

Innovazione come motore di sviluppo

La capacità di innovare è oggi la leva principale per differenziarsi e restare rilevanti. L’innovazione si traduce non solo in nuovi prodotti o servizi, ma anche in processi più efficienti, modelli organizzativi agili e strategie di digitalizzazione che consentono di sfruttare i dati come asset competitivo. Settori come l’intelligenza artificiale, l’automazione industriale o le tecnologie green stanno ridisegnando interi comparti e le imprese che vi investono acquisiscono un vantaggio significativo. Naturalmente, l’innovazione richiede investimenti consistenti in ricerca e sviluppo e spesso si accompagna a una richiesta di capitali destinati a progetti ad alto contenuto tecnologico, che necessitano di tempo per esprimere pienamente il loro potenziale.

Internazionalizzazione e apertura a nuovi mercati

L’internazionalizzazione rappresenta un passaggio cruciale per le imprese che vogliono crescere non solo in termini di fatturato, ma anche di resilienza. L’accesso a mercati esteri consente di diversificare i ricavi, ridurre i rischi legati al ciclo economico nazionale e confrontarsi con standard più elevati. Tuttavia, aprirsi a nuovi mercati significa affrontare barriere normative, logistiche e culturali: richiede quindi analisi approfondite, reti di distribuzione adeguate e competenze manageriali specifiche. Il sostegno finanziario può arrivare da strumenti come i finanziamenti agevolati per l’export, i programmi europei per l’internazionalizzazione o le partnership con operatori locali, che riducono il rischio d’ingresso e accelerano la penetrazione commerciale.

Acquisizioni mirate per accelerare la crescita

Le operazioni di acquisizione sono una strategia spesso utilizzata dalle imprese che desiderano crescere rapidamente. Rilevare un concorrente diretto permette di consolidare la propria quota di mercato, mentre acquisire un’azienda in un settore complementare può ampliare l’offerta e aprire nuovi canali di ricavo. Le acquisizioni offrono vantaggi immediati in termini di competenze, clienti e infrastrutture, ma vanno pianificate con estrema attenzione. La valutazione del target, l’analisi dei flussi di cassa e la sostenibilità finanziaria dell’operazione sono elementi determinanti per evitare che un’operazione potenzialmente strategica si trasformi in un peso sul bilancio.

Le opzioni finanziarie a supporto della crescita

Per sostenere strategie ambiziose, le imprese possono contare su diverse forme di finanziamento. L’ingresso di nuovi soci non porta soltanto capitali freschi, ma anche competenze e relazioni utili allo sviluppo del business. I finanziamenti alternativi, come il direct lending o i minibond, garantiscono maggiore flessibilità rispetto al credito bancario tradizionale e permettono di diversificare le fonti di raccolta. Un ruolo crescente è giocato dai fondi di private equity e venture capital, che investono in aziende con elevato potenziale di crescita, spesso affiancando al capitale un supporto manageriale e strategico. La scelta della struttura finanziaria più adatta dipende dal grado di rischio che l’impresa è disposta a sostenere e dalla velocità con cui vuole realizzare i propri obiettivi.

Visione e pianificazione di lungo periodo

Qualunque strada venga intrapresa, resta fondamentale la pianificazione di lungo periodo. La crescita non può essere interpretata come un obiettivo a sé stante, ma deve inserirsi in un disegno coerente con l’identità aziendale, la disponibilità di risorse e l’impatto desiderato sul posizionamento competitivo. Significa stabilire priorità, definire tempistiche realistiche e misurare i ritorni attesi con strumenti di analisi rigorosi. Solo così la crescita diventa sostenibile, evitando mosse dettate dall’urgenza o dall’emotività. Un’impresa che cresce con visione non accumula soltanto fatturato, ma costruisce valore duraturo, rafforzando la propria reputazione e assicurandosi una posizione di solidità nel mercato del futuro.

Settimana al via a Hiroshima Mon Amour con Nori e Dostoevskij

Inizia stasera il primo degli eventi della settimana presso lo storico locale Hiroshima Mon Amour di via Bossoli 83 alle 21 con Paolo Nori,  che porta in scena Delitto e castigo, il capolavoro di Dostoevskij, in una narrazione già sold out nel primo spettacolo delle 19. Lo scrittore e traduttore parmigiano, tra le voci più originali e appassionate della scena letteraria italiana, porta sul palco un viaggio dentro il romanzo più celebre di Dostoevskij.
Non una semplice lettura, ma una narrazione viva e coinvolgente che restituisce al pubblico la forza di un’opera capace di segnare generazioni di lettori. “Delitto e castigo è forse il romanzo con cui Dostoevskij riconquista la celebrità dopo la condanna a morte e l’esilio – spiega Nori – ed è anche il primo in cui i personaggi più interessanti sono quelli negativi. Per me, quando l’ho letto a quindici anni, fu come una ferita che non avrebbe smesso di sanguinare.”
Con il suo stile diretto e ironico, Nori intreccia aneddoti, ricordi personali e riflessioni, mostrando come la storia di Raskol’nikov, dei suoi tormenti e delle figure che lo circondano continui a parlarci con sorprendente attualità. Classe 1963, laureato in letteratura russa, Paolo Nori ha firmato romanzi, saggi e traduzioni dei grandi classici. Tra i suoi titoli più noti Bassotuba non c’è, I russi sono matti, Sanguina ancora e i più recenti Vi avverto che vivo per l’ultima volta (2023) e Chiudo la porta e urlo (2024). Quella di stasera è un’occasione unica per ascoltarlo dal vivo e lasciarsi trasportare dalla passione con cui restituisce la potenza intramontabile di Dostoevskij.
Valeria Rombolá

Troppo traffico: ZTL notturna ‘Salita Cai – Monte dei Cappuccini’, da oggi via alla prima fase

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Al via lunedì 13 ottobre la fase di pre-esercizio della nuova Zona a Traffico Limitato (ZTL) notturna nell’area del Monte dei Cappuccini, che ha l’obiettivo di migliorare la vivibilità di questa zona di grande pregio culturale e paesaggistico.

L’aumento del traffico veicolare serale e notturno ha reso necessaria la misura, finalizzata a tutelare l’ambiente, la sicurezza stradale e la qualità della vita di residenti e visitatori. La ZTL sarà attiva tutti i giorni, dalle ore 23.00 alle 7.00, e interesserà il tratto compreso tra circa 10 metri a est del civico 12 della Salita al C.A.I. e il piazzale Monte dei Cappuccini, con controllo elettronico degli accessi.

Negli orari di ZTL potranno circolare solo i veicoli autorizzati, tra i quali: mezzi privati in uscita e ingresso dai passi carrabili, taxi per la salita e discesa passeggeri, veicoli di persone con disabilità, mezzi di emergenza, veicoli di residenti e attività per carico/scarico o necessità, veicoli AMIAT,  biciclette e monopattini.

La fase di pre-esercizio consentirà di testare il corretto funzionamento del sistema, informare gli utenti e consentire il rilascio dei permessi agli aventi diritto che potranno richiedere l’inserimento nella “White List” degli autorizzati tramite il portale Torino Facile (https://servizi.torinofacile.it/info/servizi/accesso-aree-pedonali-videosorvegliate-fuori-ztl ). L’iscrizione alla White List non comporta alcun costo. Le richieste saranno valutate dagli uffici competenti.

Da sabato 15 novembre partiranno i controlli automatici e le sanzioni per i veicoli non autorizzati.

Questo intervento si inserisce in un piano più ampio di monitoraggio elettronico degli accessi anche in altre aree della città, come Crocetta, via Vibò, Borgo Campidoglio e via Di Nanni, per valorizzare spazi urbani di pregio e favorire una mobilità sostenibile.

TORINO CLICK

Piemonte e Cai insieme per la montagna

 

La Regione Piemonte e il Club Alpino Italiano hanno firmato  a Macugnaga, in occasione della Quarta Conferenza Europea sui Sentieri e Cammini, il nuovo Protocollo d’intesa per il potenziamento, lo sviluppo e la valorizzazione delle attività in ambiente naturale, che resterà in vigore fino al 2030.

Si tratta di un atto atteso e strategico, che consolida la collaborazione tra la Regione e il CAI dopo oltre vent’anni di lavoro congiunto. L’accordo definisce una programmazione pluriennale di interventi dedicati alla manutenzione, al ripristino e alla promozione del patrimonio escursionistico e rifugistico piemontese, riconosciuto come uno dei più estesi e frequentati d’Europa.
Il Piemonte infatti può contare su oltre 60 rifugi gestiti10 autogestiti21 incustoditi e 47 bivacchi, per un totale di circa 3.740 posti letto, e oltre 20.800 chilometri di sentieri censiti che fanno del Piemonte la Regione con una delle più estese reti escursionistiche d’Europa, che offre itinerari dalle passeggiate turistiche alle grandi traversate alpine.

Il nuovo protocollo, firmato dall’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo, dall’assessore ai Fondi di Sviluppo e Coesione, Gian Luca Vignale, e dal presidente del Cai, Antonio Montani, individua sette aree di intervento, tra cui: il ripristino e la messa in sicurezza della rete escursionistica e delle infrastrutture montane; l’aggiornamento dei percorsi, delle vie ferrate e dei siti di arrampicata; la manutenzione della segnaletica e delle strutture della Grande Traversata delle Alpi (GTA) e del Sentiero Italia CAI; la formazione degli operatori e dei volontari; la promozione della sicurezza e dell’uso di strumenti digitali come GeoResQ; la creazione di una piattaforma unica di prenotazione digitale dei rifugila realizzazione di eventi culturali, scientifici e divulgativi per la valorizzazione delle attività in ambiente naturale, con particolare attenzione all’inclusione e all’accessibilità.

Per l’attuazione delle azioni sarà istituito un Tavolo tecnico paritetico Regione–CAI, che definirà priorità e modalità operative dei singoli interventi.

«Questo protocollo – commenta l’assessore regionale alla Montagna, Marco Gallo – rappresenta un passaggio fondamentale nelle politiche regionali per la montagna. Il Piemonte è la prima Regione italiana a dotarsi di uno strumento così completo e strutturato, che non solo riconosce il valore del lavoro del CAI ma ne fa un partner stabile per la gestione, la sicurezza e la promozione delle attività in ambiente naturale. Abbiamo una rete di sentieri e rifugi che è un patrimonio di identità e sviluppo: vogliamo renderla più sicura, più accessibile e più sostenibile. Con questo accordo investiamo nel futuro delle Terre Alte, promuovendo un turismo responsabile, la manutenzione del territorio e la valorizzazione delle comunità montane».

«Grazie al protocollo siglato, Regione e Cai si dotano di un efficace e concreto strumento per la gestione di uno dei più grandi patrimoni alpini italiani – aggiunge l’assessore ai Fondi di Sviluppo e Coesione, Gian Luca Vignale –. La grande rete sentieristica così come i tanti rifugi e bivacchi gestiti dal Cai hanno permesso di rendere le nostre valli e montagne fruibili al turista ben oltre il periodo invernale, aprendo un ventaglio di possibilità e opportunità mai conosciuto prima. Il protocollo, quindi, non solo riconosce il valore di questo bene essenziale per il settore turistico outdoor, ma il ruolo fondamentale del CAI nella sua tutela e promozione».

«Auspico che questo protocollo possa essere un esempio anche per altre realtà. L’attenzione verso i sentieri e i territori montani deve essere a 360 gradi, sia da parte delle istituzioni e degli enti locali, che del mondo delle associazioni e del terzo settore. In particolare, il protocollo con Regione Piemonte, permette di mettere in campo un’azione coordinata per quanto riguarda la messa in sicurezza, la digitalizzazione della rete sentieristica e la fruizione sostenibile della montagna, per gestire l’arrivo dei grandi flussi turistici in montagna», ha dichiarato il Presidente generale del CAI Antonio Montani.

Il protocollo integra le finalità della Legge regionale 12/2010 (“Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte”) e della Legge regionale 14/2019, rafforzando la strategia regionale a favore del turismo sostenibile, della tutela ambientale e della fruizione consapevole delle aree montane.

La firma del documento ha anticipato il panel dal titolo “Verso un linguaggio comune per i sentieri”. Un dibattito che conferma il ruolo del Piemonte come Regione capofila nelle politiche di valorizzazione e gestione del patrimonio escursionistico a livello nazionale ed europeo.

Investe con l’auto uomo in monopattino e fugge

La Polizia Stradale sta indagando per rintracciare l’automobilista che, nella notte tra sabato e domenica, ha investito un uomo in monopattino in Spalto Marengo fuggendo senza prestare soccorso.
L’incidente è avvenuto intorno alle 4 del mattino.

La vittima, ferita lievemente, è stata soccorsa e dimessa con una prognosi di cinque giorni.
Gli agenti del distaccamento di Tortona stanno lavorando per identificare il responsabile e chiarire la dinamica dell’accaduto.

L’automobilista rischia una denuncia per omissione di soccorso e lesioni personali stradali.

Basket: Torino reagisce, vittoria in casa contro Livorno

Torino, domenica 12 ottobre 2025 – Torna al successo la Reale Mutua Basket Torino di coach Paolo Moretti: il gruppo gialloblù esce bene dal primo periodo negativo della stagione, rialzandosi dopo due sconfitte consecutive e trovando la vittoria davanti al proprio pubblico contro un avversario in grande forma come la Libertas Livorno, che arrivava al Pala Gianni Asti dopo tre vittorie consecutive. Una partita ad alta intensità da cui alla fine Torino è uscita vincente, resistendo ai pericolosi tentativi di rimonta degli ospiti. I gialloblù hanno potuto contare sulle iniziative di Federico Massone (21 punti) e MaCio Teague (18), ma nel finale è stata determinante l’energia sotto canestro di Robert Allen (21 punti e 15 rimbalzi) per mettere in cassaforte la vittoria per 77-72.

QUINTETTI
Torino: Schina, Teague, Severini, Allen, Bruttini
Livorno: Woodson, Valentini, Piccoli, Tiby, Possamai

Primi minuti di gioco che vedono la Reale Mutua condurre nel punteggio grazie a un buon avvio di Teague e Allen. La difesa è attenta e Torino inizia ad aumentare il ritmo attaccando al ferro per il +6 (13-7). Dopo il timeout di coach Diana, arriva la reazione amaranto con il buon apporto dalla panchina di Tozzi e Filoni per riportare in equilibrio il punteggio, poi è Woodson a dare il vantaggio alla Libertas alla chiusura della prima frazione.

Il secondo quarto si apre con un momento di difficoltà per la Reale Mutua che va anche sotto di sei lunghezze, ma i gialloblù sono bravi a uscirne con compattezza, andando in lunetta con Bruttini per ricucire lo strappo e poi è Massone a firmare l’incursione e la tripla del sorpasso. Proprio il prodotto di Biella (15 punti nel primo tempo) sale in cattedra per guidare Torino all’allungo per chiudere la prima metà di gara sopra di 8 lunghezze: 46-38.

Terzo quarto dalle due facce per Torino che controlla nei primi minuti, guidata dal duo Teague-Massone per tentare la fuga sul +14, ma qualche passaggio azzardato di troppo permette agli ospiti di trovare punti facili in transizione con Tozzi, per accorciare nuovamente le distanze: alla chiusura della terza frazione, Torino è avanti di 4 sul 59-55.

In un 4° quarto in cui i primi minuti sono fondamentali per l’inerzia del gioco in vista della volata finale, Torino trova punti preziosi con l’energia a rimbalzo di Allen e la creatività del solito Massone. Woodson però non ci sta e sale oltre quota 20 punti per riportare tutto in equilibrio: parità a 69 e tutto apparecchiato per un finale da thriller al Pala Gianni Asti. Nel finale è decisivo Allen, una belva nei pressi del canestro per segnare i punti fondamentali e la schiacciata che di fatto chiude l’incontro sul 77-72.

Coach Moretti nel postpartita: “Sono contento e soddisfatto per il risultato ma soprattutto per la reazione che avevo chiesto ai ragazzi. Avevo chiesto loro una partita di energia, intensità e la loro risposta è stata ottima, dal punto di vista dell’impegno e della voglia nonostante il periodo faticoso da cui venivamo, con il turno infrasettimanale in trasferta.”

Reale Mutua Torino – Libertas Livorno 1947 77-72 (17-20, 29-18, 13-17, 18-17)

Reale Mutua Torino: Robert Allen 21 (6/12, 1/2), Federico Massone 21 (5/7, 3/7), Macio Teague 18 (5/9, 2/6), Davide Bruttini 5 (2/8, 0/0), Matteo Schina 5 (0/1, 1/1), Giovanni Severini 4 (2/3, 0/3), Lorenzo Tortu’ 3 (0/2, 1/2), Marco Cusin 0 (0/1, 0/0), Umberto Stazzonelli 0 (0/1, 0/0), Dario Zucca 0 (0/0, 0/0). Tiri liberi: 13 / 13 – Rimbalzi: 42 8 + 34 (Robert Allen 15) – Assist: 13 (Macio Teague, Matteo Schina 3).

Libertas Livorno 1947: Avery Woodson 21 (3/5, 4/6), Luca Tozzi 19 (6/8, 2/2), Fabio Valentini 11 (2/3, 2/5), Matt Tiby 10 (1/6, 1/2), Ariel Filloy 5 (1/4, 1/4), Luca Possamai 4 (2/5, 0/0), Niccolo Filoni 2 (1/3, 0/0), Matteo Piccoli 0 (0/3, 0/2), Tommaso Fantoni 0 (0/2, 0/0), Mattia Pacitto 0 (0/0, 0/0). Tiri liberi: 10 / 22 – Rimbalzi: 28 2 + 26 (Avery Woodson 9) – Assist: 15 (Avery Woodson 4).

Reale Mutua Basket Torino

Paola Ambrogio (FdI): “Corte europea, la famiglia è una sola: quella naturale”

«La Corte europea dei diritti dell’uomo ha riaffermato una verità che appartiene alla natura stessa delle cose. Non esistono due madri. Non esistono due padri. È la realtà della vita, non un’ideologia».

Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Paola Ambrogio, componente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, commentando la sentenza della CEDU che ha stabilito che l’Italia non è obbligata a riconoscere la seconda madre nei casi di bambini nati da fecondazione artificiale all’estero.

«La sentenza – prosegue Ambrogio – smentisce clamorosamente la Corte Costituzionale, che aveva spalancato le porte al riconoscimento della cosiddetta madre intenzionale, un vero ossimoro giuridico, trasformando la famiglia da realtà naturale a paradosso modificabile a piacimento».

«La CEDU ci riporta alla realtà in cui la famiglia è una sola, quella capace di generare la vita. Tutto il resto è un costrutto sociale degli adulti. La natura non si cancella con una sentenza» conclude Ambrogio.