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Non solo intelligenza artificiale: Cartabia delenda est (la riforma, naturalmente…)

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RUBRICA A CURA DI  IRMA CIARAMELLA*

 

Torino ha ospitato il 36° Congresso Nazionale Forense (Torino).
Otre 2500 avvocati provenienti da tutta Italia per tre giorni hanno dibattuto sui temi e sulle sfide che l’avvocatura è chiamata ad affrontare prima tra tutte l’impatto dell’intelligenza artificiale e la riforma della legge professionale.
La conferenza stampa è’ stata ospitata nella magnifica Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze.
QLa Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino Simona Grabbi ha consegnato idealmente le chiavi della città al Presidente del Consiglio Nazionale Forense Francesco Greco . La presidente nel suo discorso introduttivo ha citato il motto coniato nel XVIII dell’accademia ’Veritas et utilitas ‘ la ricerca della verità scientifica all’utilità sociale del sapere sono intrinsecamente connessi al progresso della collettività.

Il 36° Congresso Nazionale Forense, ospitato a Torino e promosso dal Consiglio Nazionale Forense insieme all’Ordine degli Avvocati torinese, ha restituito un quadro complesso dello stato dell’avvocatura italiana. La professione vive una fase di transizione strutturale, segnata da un calo costante di nuove iscrizioni e da un cambio generazionale che riflette non solo il mutato scenario economico, ma anche l’impatto profondo delle tecnologie digitali — prima fra tutte, l’intelligenza artificiale.

Ed è proprio il rapporto tra diritto e tecnologia, professione e intelligenza artificiale il vero spartiacque del dibattito torinese.
Secondo un’indagine Ipsos realizzata per il Consiglio Nazionale Forense, un avvocato su tre (36%) utilizza già strumenti di intelligenza artificiale per scopi professionali. La percentuale cresce fino al 47% nella fascia di età 35-44 anni, e raggiunge addirittura il 76% negli studi strutturati con più di 20 collaboratori.

Per il Presidente del CNF, Francesco Greco, la sfida è costruire un modello di IA “interna e controllata”, al servizio della categoria, che garantisca la tutela dei dati sensibili e la parità di accesso agli strumenti digitali anche per gli avvocati più giovani o non integrati in grandi Law Firm che non può permettersi Algoritmi addestrati su misura costosi.
Un approccio che riflette la necessità di integrare il sapere scientifico e tecnologico nel diritto, senza snaturare il ruolo fondamentale dell’avvocato come garante dei diritti.

Al Teatro Regio giovedì scorso il vero incipit.

Sul palco del tempio della Lirica , il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove ha difeso la riforma della separazione delle carriere come “passo decisivo verso la parità processuale davanti a un giudice terzo”, annunciando anche interventi in favore dell’avvocatura per rafforzare indipendenza, segreto professionale ed equo compenso.
Un’idea di avvocatura al passo con i tempi ma non dipendente”, dove la competenza resta un sapere costruito ed acquisito con professionalità e studio.

Il Presidente del CNF Francesco Greco ha invece rilanciato il vero punto dolente dell’attuale assetto processuale: ”. La Riforma Cartabia la peggiore che il nostro sistema giudiziario, civile e penale abbia subito”, colpevole di aver  “reso il nostro sistema giudiziario lontano, indecifrabile, quasi estraneo ai principi del giusto processo”, e di aver “snaturato il rito civile, trasformandolo in un processo senza il processo, prevedendo un contraddittorio senza contraddittori, un dibattimento senza alcuno che dibatte” e con un abuso della trattazione scritta.
Nel processo penale sottolinea il Presidente Greco, “sono state introdotte norme che possono essere definite solo spaventose, come quella che prevede che per interporre appello al difensore deve essere rinnovata la procura, dimenticando o forse nella consapevolezza che i meno abbienti, ai quali in udienza viene nominato il difensore d’ufficio, mai si recheranno a conferire il mandato di fiducia al difensore per proporre appello”.
Bisogna restituire gli avvocati ai Tribunali e la richiesta del Presidente consegna CNF alla politica bipartisan intervenuta al Congresso e’ chiara: abolire la Riforma Cartabia.

La Vice Presidente del Senato, Anna Rossomando, è intervenuta ricordando il ruolo costituzionale dell’Avvocatura, richiamandone i valori fondanti di libertà, autonomia e tutela dei diritti. Valori che — ha sottolineato — trovarono la loro più alta espressione nella figura di Fulvio Croce, l’Avvocato e Presidente dell’Ordine torinese ucciso dalle Brigate Rosse per aver difeso, con coraggio e senso delle istituzioni, il principio del diritto alla difesa.

Il focus sui temi della Giustizia è proseguito nel pomeriggio all’Auditorium di Renzo Piano del Lingotto con l’intervento della Presidente del Conseil National des Barreaux, Julie Couturier sulle regole imposte dal sistema francese all’Intelligenza artificiale .
Quindi un panel di avvocate e avvocati parlamentari, in un’ottica bipartisan e di equilibrio di genere – tra cui gli On.li Avv.ti Maria Elena Boschi, Enrico Costa, Ada Lopreiato, Debora Serracchiani, Francesco Urraro e Maria Carolina Varchi .
Gli onorevoli e la senatrice hanno dato voce a un confronto vivace e trasversale sulle riforme, l’etica e IA, l’uguaglianza di genere anche con riferimento alla disparità salariale e il ruolo dell’avvocatura come garante del bilanciamento tra innovazione e diritto e il riconoscimento del suo ruolo all’interno della Costituzione della sua funzione sociale in quanto garante del corretto esercizio della giurisdizione e della effettività della tutela dei diritti.

Allo stesso modo, l’impiego dell’intelligenza artificiale nella redazione delle sentenze apre un fronte etico e giuridico delicatissimo: se da un lato promette efficienza e rapidità, dall’altro rischia di appiattire la giurisprudenza, uniformandola e privandola di quella tensione interpretativa che è linfa vitale del diritto.
Come ha efficacemente ricordato il Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto nel suo brillante intervento che ha concluso la prima giornata del Congresso, “la standardizzazione del diritto porta alla sua banalizzazione.”

Un confronto denso e appassionato, nel segno del motto che accompagna da secoli la tradizione scientifica torinese, come ha ricordato la Presidente dell’Ordine Simona Grabbi? Veritas et Utilitas — la verità come fondamento, l’utilità come fine.

* Avvocata

Spacciatori in Barriera, in manette 5 nigeriani

Negli ultimi giorni, la Polizia di Stato ha arrestato cinque persone per spaccio di sostanza stupefacente nel quartiere Barriera Milano. Si tratta di cittadini nigeriani fermati nel corso di tre diverse operazioni condotte da personale del Commissariato di P.S. Barriera Milano.

Nel primo caso un quarantasettenne è stato fermato a bordo di un’auto in corso Mortara. L’uomo è stato trovato in possesso di una cinquantina di grammi tra eroina e cocaina. Nel corso della perquisizione domiciliare, gli agenti hanno rinvenuto sostanza da taglio e il materiale occorrente per il confezionamento delle dosi.

Un secondo cittadino nigeriano, invece, è stato tratto in arresto in corso Svizzera. L’uomo è stato trovato in possesso di alcune dosi di crack e cocaina, nascoste nel bracciolo della sua auto. Altre dosi delle stesse sostanze stupefacenti, una quarantina di grammi, sono state poi rinvenute a casa del trentaduenne, occultate all’interno di due deodoranti per ascelle roll-on e in un giocattolo per bambini.

Nella terza operazione, gli agenti del Commissariato hanno fermato un uomo che viaggiava su un taxi abusivo (kabu-Kabu) dopo essere salito a bodo in via Cervino. Fermato il veicolo, gli agenti hanno trovato l’uomo in possesso di 34 ovuli di cocaina per un peso di 560 grammi. A casa del quarantunenne, sono stati sequestrati 2.900 euro in contanti e materiale per il confezionamento delle dosi. Gli agenti poi hanno perquisito l’alloggio di via Cervino dal quale l’uomo si era mosso, qui scoprendo ulteriori 165 grammi di cocaina e 850 euro in denaro contante ed arrestando le due persone presenti, due cittadini nigeriani di 38 anni.

Gli arresti sono stato convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

Torino sempre più “città cardioprotetta”: dieci nuovi defibrillatori nei parchi e negli spazi pubblici

 

La Giunta comunale, su proposta dell’assessore Francesco Tresso, ha approvato  le linee di indirizzo per il progetto “Torino Città Cardioprotetta”, un’iniziativa che mira a diffondere la cultura della prevenzione e a rendere sempre più sicura e accessibile la città attraverso l’installazione di nuovi defibrillatori semiautomatici (DAE) negli spazi pubblici.

Il piano prevede l’installazione di dieci nuovi defibrillatori in parchi, giardini e luoghi di forte aggregazione, oltre a un censimento completo dei dispositivi già presenti negli edifici e nei luoghi pubblici comunali, per garantirne la tracciabilità e l’efficienza attraverso la registrazione sul “Portale DAE” della Regione Piemonte e del 118.

“Con questo progetto – spiega l’assessore Francesco Tresso – vogliamo rendere Torino una città sempre più sicura e attenta alla salute dei suoi cittadini. I defibrillatori sono strumenti che possono davvero salvare vite: diffonderli nei luoghi di maggiore frequentazione, garantirne la manutenzione e far conoscere alla popolazione come utilizzarli significa investire concretamente in prevenzione e solidarietà.”

I nuovi apparecchi, dotati di teche riscaldate e localizzazione GPS, sono in grado di attivare automaticamente una chiamata al sistema di emergenza 112/118 in caso di utilizzo e saranno oggetto di manutenzione costante per i prossimi quattro anni. Le installazioni interesseranno aree particolarmente frequentate e recentemente riqualificate della città, con diversi giardini distribuiti nelle varie circoscrizioni: Parco del Valentino, Murazzi del Po, Parco Carrara, Giardini Cavour, Parco Di Vittorio, Parco Madre Teresa di Calcutta, Giardino San Paolo, Giardino Nuova Delhi, Giardino Peppino Impastato e Giardino Don Gnocchi.

Accanto all’intervento materiale, la Città avvierà la campagna di comunicazione e sensibilizzazione “Torino Città Cardioprotetta”, in collaborazione con gli attori impegnati sui temi della prevenzione cardiovascolare. La campagna avrà l’obiettivo di informare cittadini e cittadine sulla localizzazione e sull’uso corretto dei DAE, di promuovere la donazione e la sponsorizzazione di nuovi dispositivi, di diffondere la cultura della prevenzione attraverso iniziative e dimostrazioni pubbliche con il supporto della Protezione Civile e delle associazioni del territorio.

TORINO CLICK

Criminalità organizzata: sequestro di 2 milioni di euro

La Dia e i carabinieri del comando provinciale di Asti, hanno eseguito un decreto di confisca del tribunale di Torino nei confronti della famiglia di un pregiudicato di Asti ritenuto vicino a esponenti della ‘ndrangheta attivi in Piemonte.Il provvedimento riguarda 15 immobili, due compendi aziendali, quote societarie e rapporti finanziari per un totale di circa 2 milioni di euro, ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

Women and the City: “Dove c’è parità c’è futuro”

 

 

 

 

 

Torino  Al via oggi la III edizione di Women and the City, il festival diffuso tra i luoghi di Torino dedicato alla parità di genere, promosso dall’associazione Torino Città per le Donne (TOxD). Women and the City avrà inizio domani, mercoledì 22 ottobre, alle 17.00 nell’Aula Magna del Campus Luigi Einaudi Università di Torino, per una giornata evento introdotta della presidente Antonella Parigi, con due importanti appuntamenti: la lectio di Tito Boeri “Paternità e divari di genere” e la prima presentazione del libro Male-dette. Manuale di Imprecazione etica (Capovolte). Si potrà partecipare all’inaugurazione del festival solo tramite l’iscrizione al link dedicatoL’appuntamento del pomeriggio inaugurale è accreditato per la formazione dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

 

Mercoledì 22 ottobre. Inaugurazione del festivalLa prima giornata di Women and the City si aprirà con il benvenuto dell’ideatrice e presidente del festival, Antonella Parigi, e il primo incontro sarà “Il valore della cura (dentro e fuori la famiglia)”, l’attesa lectio di Tito Boeri, alle ore 17.00 nell’Aula Magna del CLE – Campus Luigi Einaudi Università di Torino. L’economista, presidente dell’Inps dal 2014 al 2016, si soffermerà sul ruolo della paternità come leva per colmare i divari di genere. Attraverso l’analisi delle pratiche familiari e delle politiche del welfare, la lezione esplorerà come una maggiore partecipazione dei padri possa non solo sostenere le donne, ma anche ridisegnare equilibri economici e sociali. L’obiettivo è mettere in luce che la vera parità non è solo una questione femminile, ma un beneficio collettivo: per le famiglie, il lavoro e la società. Infine, sarà proposto un orizzonte di azione in cui la cura — dentro e fuori la famiglia — viene riconosciuta come investimento sul futuro.

 

Seguirà poi la prima presentazione del libro a cura delle socie di TOxD Male-detteManuale di Imprecazione Etica, edito da Capovolte. Il libro nasce da un’idea di Stefania Doglioli che lo presenterà insieme alla coautrice Elena Miglietti con Arianna Montorsi Sara Alessandra Sottile, insieme alle altre protagoniste di un’opera collettiva inedita nel panorama editoriale italiano. Una presentazione ironica e spiazzante, che diventa talk performativo e laboratorio esperienziale, con momenti di lettura, pratica vocale e svelamento autoriale, per un libro full immersion seria e originale sull’imprecazione. Attraverso un viaggio nel tempo (dall’antica Grecia all’epoca della trap), nelle latitudini che portano oltre confine, esplorando le geniali inventive dei dialetti, passando per la musica, il cinema, lo sport e il giornalismo, questo Manuale di imprecazione etica si offre come cassetta degli attrezzi – con tanto di esercizi pratici – costruita in maniera corale e collettiva per comprendere, approfondire, sovvertire le regole, iniziare a imprecare con creatività.

 

I due eventi saranno preceduti dai saluti e brevi interventi di Elena Baralis, prorettrice del Politecnico di Torino; Annapaola Venezia, vice segretario generale della Fondazione Crt, Carlotta Salerno, Assessora Istruzione, Edilizia scolastica, Politiche giovanili, Periferie e Rigenerazione urbana Comune di Torino Ida Chiauzzi, Assessora Manutenzione Cittadina, Quartieri, Partecipazione e Pari Opportunità Comune di Collegno, Marinella Orsino, Vicesindaca e Assessora Cultura e Pari Opportunità Comune di Druento, Maria Vittoria Onadi, Assessora Cultura Comune di Val della Torre, Annamaria Ferretti, Presidente Municipio 1 Bari, Lucia Francesca Pellino, HR Director Lavazza Group, Flavia Zarba, General Counsel Legal and Corporate Affairs Sparco, Barbara Truffelli, Vicepresidente Federfarma Torino, Giorgia Garola, Vice Presidente Unione Industriali Torino e Presidente AMMA, Membro Giunta camerale Camera di commercio Torino.

 

Programma Off, “L’educazione dei maschi” a Druento. Al via anche gli appuntamenti del calendario Off di Women and the City. A Druento, presso il Centro Culturale San Sebastiano, alle 20.45 si terrà la presentazione del libro L’educazione dei maschiPer un mondo senza femminicidi. Per le generazioni di domani, più giuste e più uguali” (edizioni Minerva) di Federica Benassi. L’escalation dei casi di femminicidio indica l’esigenza di trovare modelli in grado di allevare le nuove generazioni impartendo loro principi autentici di giustizia sociale, uguaglianza, rispetto e dignità della persona. L’autrice, counselor con esperienza trentennale al fianco delle famiglie e nelle scuole, analizza attentamente i fenomeni in atto, per arrivare a identificare i principali nodi che hanno condotto tanti adulti di oggi alle drammatiche situazioni quotidianamente sotto i nostri occhi. Conduce l’incontro Domenica Solinas, Presidente dell’Associazione Insieme Cambiamo Pianezza e Socia TOxD.

 

Giovedì 23 ottobreIl giorno dopo, giovedì mattina dalle 9,30, al Campus Luigi Einaudi, una lunga mattinata dedicata alle scuole: studentesse e studenti  in presenza e collegati da remoto, non solo da Torino ma anche da Bari (Liceo Scientifico “Gaetano Salvemini”) incontreranno Piero Grasso, presidente della Fondazione “Scintille di Futuro”, magistrato ed ex presidente del Senato e Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ricercatore e scrittore. Il titolo dell’evento Educare all’amore è un atto politico”. Partendo dagli ultimi casi di femminicidi, un’emergenza nazionale, si parlerà di Codice Rosso e degli inceppi della legge, della consapevolezza e azione collettiva contro la violenza di genere. Sarà anche l’occasione di ascoltare direttamente dalla voce delle studentesse e degli studenti  un parere sull’insegnamento dell’educazione sessuo-affettiva a scuola, sul Ddl Valditara.

Sarà presentata la petizione del Festival https://www.womenandthecity.it/firma-la-petizione che chiede che l’insegnamento sia materia scolastica in ogni ordine e grado di scuola e il bugiardino https://www.womenandthecity.it/il-bugiardino che è in distribuzione in 700 farmacie di Torino e provincia grazie a una partnership del Festival con l’Ordine dei Farmacisti e Federfarma Torino. L’evento è sold out, si può seguire in streaming sul canale youtube

https://www.youtube.com/@WomenandTheCity

 

Dobbiamo aiutare le giovani generazioni, soprattutto le donne a riconoscere e a prendere le distanze dall’amore tossico”, sottolinea Antonella Parigi, presidente di ToxD, l’associazione che organizza e promuove il Festival. “Noi proviamo a farlo in tanti modi, non solo con gli incontri. Il murale che il Festival e l’associazione Torino Città per le Donne hanno voluto far realizzare e dedicare a Giulia Cecchettin  a Torino mostra alcune di quelle frasi  della lista dei comportamenti controllanti e ossessivi che Filippo  Turetta metteva in atto nei suoi confronti. Ecco, quella lista  di Giulia  dovrebbe essere imparata a memoria, tutti dovrebbero conoscerla”, aggiunge.

 

Dobbiamo favorire anche un nuovo protagonismo del genere maschile che può essere utile al necessario cambio culturale”, sottolinea Elisa Forte, direttrice del Festival Women & the City. “Per scelta ‘editoriale’ – spiega – abbiamo voluto che nel Festival a parlare di violenza di genere ci fossero Alberto Pellai e  Pietro Grasso. E poi, Marco Bouchard, Stefano Ciccone e Giancarlo Marenco. Abbiamo scelto che ad inaugurare il Festival ci fosse un economista (Boeri) che porta una riflessione sulla paternità e i divari di genere. Abbiamo  scelto di proporre dei veri manel per una nuova narrazione e consapevolezza, da rafforzare. Gli uomini devono esserci nei percorsi sui diritti e sul protagonismo femminile, renderli “sensibilizzatori” di temi che non sono – e non devono essere – appannaggio delle donne”.

 

La terza edizione di Women and the City. Quest’anno il festival raddoppia l’appuntamento, diventa diffuso e si prepara per un’edizione speciale che sarà ospitata a Bari dal 28 al 30 maggio 2026. Dopo il successo delle prime due edizioni, Women & the City torna in una nuova veste: 8 giorni di festival (5 a ottobre a cui si aggiugono 3 giornate a novembre) e un ricchissimo programma Off, per un totale di 300 ospiti, italiani e internazionali e oltre 100 eventisparsi tra i luoghi della città di Torino e con tappe in 7 comuni del territorio: a Collegno, Druento, Nichelino, Torre Pellice e Val Della Torre dove gli eventi sono organizzati in collaborazione e con il sostegno degli Enti comunali; a Settimo in partnership con il Festival dell’Innovazione e della Scienza e a Pianezza con l’associazione “Insieme”. Novità di quest’anno anche la collaborazione con 5 festival: si consolida il rapporto con Contemporanea Film Festival, e si inaugura quello con il Festival dell’Accoglienza, Festival dell’Innovazione e della Scienza, Incanti Festival e Festival Donne Incontro Scena.

Promosso dall’Associazione Torino Città per le Donne (TOxD) presieduta da Antonella Parigi, ideatrice del format, manager culturale, ex assessora alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, fondatrice del Circolo dei Lettori, della Scuola Holden (con Alessandro Baricco) – e diretto dalla giornalista Elisa Forte, Women and the City è realizzato grazie al contributo della Fondazione Compagnia San Paolo (maggior sostenitore), della Fondazione CRT, di Unione Industriali, della Camera di Commercio e al sostegno di Regione Piemonte e Comune di Torino. 

 

Il festival è organizzato dall’Associazione Torino Città per le Donne (TOxD), con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo, di Fondazione CRT, di Camera di Commercio di Torino, di Unione Industriali Torino, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Città di Torino, della Città di Collegno, del Comune di Druento e del Comune di Val della Torre. Sponsor: Lavazza, Sparco e Iren. Patrocini: Rai Piemonte, Rai per la Sostenibilità ESG, Ordine dei Giornalisti, Ordine dei Farmacisti, Federfarma. Partner istituzionali: Politecnico, Campus Luigi Einaudi e Università di Torino.

Eventi ad accesso libero fino ad esaurimento posti, tranne quelli qui indicati www.womenandthecity.it/prenotazioni ai quali si accede solo previa iscrizione

Restano ancora pochi posti, si possono prenotare QUI 
 

 

 

IL PROGRAMMA COMPLETO

 

Solidarietà a Ranucci. Senza se e senza ma

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Pier Franco Quaglieni

Credo che sia e debba essere unanime la condanna dell’attentato – sia pure fortunatamente mancato – al giornalista Sigfrido Ranucci e a sua figlia. La libertà di stampa è un valore assolutamente irrinunciabile per ogni democrazia. Il clima di odio e’ palpabile. Esso è prodotto dagli estremismi, dagli “opposti estremismi” come diceva Spadolini. Il governo non c’entra. Questo è un dato di fatto oggettivo al di là di battute estemporanee non opportune. L’intolleranza nei confronti di chi scrive e manifesta le proprie idee appare evidente. Non voglio anch’io sentirmi vittima, ma nel giro di una settimana ho ricevuto insulti pubblici e privati. In termini così aspri non mi era mai capitato. Eppure ho vissuto il periodo del ‘68 e del terrorismo. Ho vissuto da vicino il ferimento a morte di Carlo Casalegno a cui l’Ordine dei Giornalisti ha intitolato una delle sale di Palazzo Ceriana – Mayneri. Ho ricordato spesso Casalegno, considerato da un direttore de “La stampa” “un uomo di destra”. Io stesso che ero oratore ufficiale, non ebbi il coraggio di obiettare nulla al giornalista. La condanna dell’estremismo deve sempre andare oltre le semplificazioni manichee.La moglie di Casalegno Dedy fu esterrefatta. Etichettare le vittime della violenza è stato un gioco pericoloso in passato e resta un qualcosa di profondamente sbagliato anche oggi. Ha ragione Luciano Violante nel valutare negativamente le affermazioni apodittiche della Segretaria del Pd. Sono sbagliatissime le tesi dell’avvocato degli Italiani Conte sulle querele, legittimi strumenti per tutelare la propria dignità personale, considerata la depenalizzazione dell’ingiuria. La querela non è una minaccia alla libertà di stampa, specie quando il querelante offre la facoltà di prova. Un grande giurista diceva “Querelare o scomparire”. La tolleranza di chi non querela non è buonismo, ma indica a volte la paura di scoperchiare il vaso di Pandora. Queste osservazioni sono un piccolo e modesto contributo ad un dibattito che è giusto avviare con fermezza ed aperture non ideologiche, guardando non solo alla delinquenza politica, ma anche a quella criminale che Ranucci ha denunciato con coraggio. Non ho quasi mai condiviso nei suoi contenuti il giornalismo di Ranucci, ma credo che oggi non si possa non stare, senza se e senza ma,  dalla parte di Ranucci e di tutti i giornalisti al di la’ dei colori politici.

Centro Pannunzio e Città Metropolitana celebrano Valdo Fusi 

“Ho assistito all’esecuzione . Sono stati eroici e sereni. Giunti al Martinetto si sono abbracciati. Il generale (Giuseppe Perotti, uno dei condannati a morte) ha dato l’attenti con voce così imperiosa che non solo i condannati, ma perfino il plotone si è irrigidito. Allora il generale ha gridato “Viva l’Italia libera!” E tutti hanno risposto “ Viva l’Italia libera!”

Si tratta di uno dei passi del libro intitolato “Fiori rossi al Martinetto”, un testo indimenticabile scritto da Valdo Fusi sul processo e la condanna a morte dei componenti del Comitato militare di liberazione nazionale piemontese nell’aprile del ’44, che saranno letti lunedì 27 ottobre alle ore 10 e commentati nell’incontro organizzato con studenti e studentesse dal Centro Pannunzio, in collaborazione con la Città metropolitana di Torino, nella sede di corso Inghilterra 7, nella Sala panoramica al 15esimo piano.
L’iniziativa rientra nei progetti sostenuti dall’Ente di area vasta attraverso il bando sulla storia locale, in occasione dell’ottantesimo anniversario  della liberazione dal Nazifascismo.
A parlar e dibattere della figura di Valdo Fusi, avvocato,  partigiano,  dirigente politico e scrittore, e della sua opera letteraria più nota, saranno il nipote di Valdo, Luigi Fusi, e la consigliera metropolitana con delega all’Istruzione Caterina Greco. Interverrà anche il presidente del Centro Pannunzio,  Pier Franco Quaglieni.
Verrà trasmesso un videomessaggio del vicesindaco della Città Metropolitana Jacopo Suppo.  Le letture di alcuni passi di “ Fiori rossi al Martinetto”, che si alterneranno agli interventi dei relatori e alle domande degli studenti, saranno proposte all’uditorio da Enrico Lupano e Ornella Pozzi.

Mara Martellotta

Un autunno ricco di cibi e di colori da Borello Supermercati

Informazione promozionale

Il mese di ottobre e l’autunno in generale rappresentano un’opportunità per spaziare tra i tanti prodotti di stagione in vendita da Borello Supermercati: un trionfo di bontà, genuinità e colori a tua disposizione.

A proposito di autunno ecco una curiosità sulle castagne, regine di stagione:

🌰 𝐋𝐨 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐢 𝐜𝐡𝐞…
Le castagne, regine indiscusse dell’autunno, un tempo erano considerate anche un portafortuna! 🍀
In molte culture si credeva che tenerne una in tasca proteggesse dai malanni e scacciasse le energie negative.

E tu, come ami gustarle? Arrosto, bollite o nei dolci?

www.borellosupermercati.it

Nursing Up: “Aggressioni al pronto soccorso, servono misure strutturali”

Una nuova aggressione al Pronto Soccorso dell’Ospedale Cardinal Massaia di Asti, avvenuta nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 ottobre, riaccende il dibattito sulla sicurezza negli ospedali. Una dottoressa e due guardie giurate sono state colpite da un giovane nell’area dei codici bianchi, episodio che si aggiunge ai troppi casi di violenza ai danni di operatori sanitari registrati in Piemonte negli ultimi mesi.

«Siamo di fronte a una deriva che non può più essere considerata episodica — dichiara Enrico Mirisola, referente sindacale del Nursing Up per l’Ospedale di Asti —. Le aggressioni nei pronto soccorso sono ormai una costante. Ogni giorno infermieri, professionisti sanitari, OSS e medici lavorano in condizioni di forte pressione, spesso senza tutele adeguate. Non possiamo accettare che chi cura e accoglie lo faccia nel timore di subire violenze».

Mirisola esprime solidarietà ai colleghi coinvolti e chiede interventi immediati. «Servono presidi di sicurezza permanenti, la presenza fissa delle forze dell’ordine nelle aree di emergenza, formazione specifica per il personale e un supporto psicologico per chi subisce aggressioni. Il problema non si risolve con proclami: servono risorse, programmazione e volontà istituzionale».

Il sindacato condivide anche la proposta avanzata nelle scorse ore a livello politico locale dal presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Luigi Giacomini, che ha chiesto l’istituzione di un presidio stabile delle forze dell’ordine nei pronto soccorso. «Ringraziamo Giacomini per aver posto pubblicamente la questione e per la sensibilità dimostrata verso il personale sanitario — aggiunge Mirisola —. Dare voce a questo tema significa riconoscere il valore di chi, ogni giorno, lavora per garantire la salute dei cittadini, spesso in condizioni difficili e senza tutele adeguate».

Sulla stessa linea, il segretario regionale del Nursing Up Piemonte Valle d’Aosta, Claudio Delli Carri, richiama l’urgenza di un coordinamento regionale. «Occorre un piano di sicurezza sanitario che metta insieme le aziende ospedaliere, le prefetture e la Regione Piemonte — afferma Delli Carri —. Solo un’azione congiunta può fermare un fenomeno che mina la fiducia dei cittadini e mette a rischio la tenuta del sistema. Ringraziamo chi, anche sul piano politico, ha scelto di accendere i riflettori su questa emergenza, ma ora è il momento dei fatti».

Il Nursing Up Piemonte Valle d’Aosta rinnova infine la disponibilità a collaborare con le istituzioni per definire strategie condivise di prevenzione e tutela.

«Difendere chi cura significa difendere la salute di tutti — concludono Delli Carri e Mirisola —. La sicurezza del personale sanitario non è un privilegio, ma un diritto e una condizione indispensabile per la qualità dell’assistenza»