ilTorinese

Stellantis, il dibattito in Sala Rossa

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DA PALAZZO CIVICO

Nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale, il sindaco Stefano Lo Russo ha riferito in aula, su richiesta del capogruppo del PD Claudio Cerrato, a proposito del suo recente incontro con il nuovo amministratore delegato del Gruppo Stellantis, Antonio Filosa.

Stefano Lo Russo ha definito l’incontro quale momento molto di importante di confronto tra azienda e istituzione, che ha permesso di approfondire le scelte strategiche del Gruppo e di chiarire al tempo stesso le posizioni della Città. Si è trattato di un primo segnale di discontinuità positiva, con un nuovo metodo di lavoro basato su dialogo e trasparenza, che il sindaco ha auspicato si mantenga nel tempo e diventi la regola nel rapporto tra impresa e territorio.

Stellantis, ha riassunto Lo Russo, vuole proporre un approccio realistico alla transizione ecologica, chiedendo all’Unione Europea di rendere più flessibili le regole che governano la transizione energetica e le emissioni, per evitare di compromettere occupazione e competitività. Filosa ha affermato di non voler mettere in discussione la transizione verde ma renderla attuabile e socialmente sostenibile, richiamando il principio della neutralità tecnologica effettiva. Le regole europee, a detta dell’azienda, non devono imporre un’unica tecnologia, quella con batterie elettriche, ma consentire più soluzioni verso un unico risultato: la riduzione di CO2. Occorrerebbe mettere i costruttori in condizione di scegliere la combinazione di tecnologie più adatta (elettrico, ibrido, biocarburante…) e inoltre riconoscere il valore ambientale effettivo sulla base delle emissioni totali lungo tutto il ciclo di vita del veicolo, evitare monopoli tecnologici e dipendenze esterne, come nel caso della filiera asiatica per le batterie. In questa logica, secondo l’azienda, la mobilità futura non potrà basarsi solo sull’elettrico a batteria e la regolamentazione europea dovrà tenere contro delle situazioni specifiche dei vari Paesi, come nel Sud Europa dove reti di ricarica e costi dell’elettricità sono a livelli insoddisfacenti. Stellantis ritiene anche che siano troppo rigide le regole europee su emissioni dei veicoli commerciali LCV e termine al 2035 della produzione di motori termici, proponendo due soluzioni come i “supercrediti” (peso maggiore dell’elettrico nei calcoli delle emissioni aziendali) e la revisione dei target LCV. L’azienda ritiene che andrebbero premiate le auto piccole ibride o elettriche prodotte in Europa, con incentivi mirati; inoltre andrebbe difesa la produzione europea a scapito di quelle asiatiche. Filosa, ha spiegato Lo Russo, ha fatto riferimento al modello francese di eco score che valuta impatto di ogni veicoli dalla produzione allo smaltimento, compresa distanza tra luogo di produzione e vendita, legando i bonus alla sostenibilità complessiva del veicolo. Per gli LCV, il mercato non è pronto ad assorbire grandi quote veicoli elettrici, servono modifiche nei target per transizione equilibrati. Il rinnovo del parco veicoli (240 milioni in Europa, età media 12 anni) è da Stellantis considerato centrale e chiede incentivi per rottamare veicoli più vecchi e misure fiscali (Iva) per l’acquisto di auto più efficienti.

L’amministratore delegato di Stellantis ha confermato il valore strategico del Piano Italia e del polo torinese, ha aggiunto il sindaco, con 2 miliardi di investimenti negli stabilimenti italiani, 6 miliardi di acquisti da fornitori nazionali nel 2025, l’avvio di 500 ibrida a Mirafiori (che resta polo decisivo in italia, con forti investimenti nella componentistica) e di Jeep Compass a Melfi. Filosa ha poi annunciato 400 nuove assunzioni a Mirafiori e programmi di riqualificazione professionale per i dipendenti, oltre alla volontà di mantenere aperto il dialogo con istituzioni e rappresentanze sindacali. Stellantis, quindi. Non mette in discussione la transizione ecologica ma ne chiede una revisione basata su realismo, competitività e tutela dell’occupazione.

Riassunte le posizioni del gruppo industriale, il sindaco Lo Russo è poi passato a illustrare quanto sostenuto dall’Amministrazione comunale: tutela dell’occupazione, garanzia della continuità produttiva, conferma di nuovi modelli di lungo periodo, sostegno alla filiera della componentistica auto, conferma di Torino come polo di innovazione, con sinergie tra industria, università e poli tecnologici, con confronto costante e condivisione con il territorio. Come Città, si è evidenziato come il Governo nazionale debba dotarsi di una politica industriale efficace, orientata alla produzione e non solo agli incentivi all’acquisto, come avviene ora con i 597 milioni stanziati per sostenere acquisto di veicoli elettrici, fondi che non hanno prodotto secondo Lo Russo risultati apprezzabili né sul piano ambientale che su quello industriale. L’Italia è al 27mo posto in Europa per l’acquisto di auto elettriche e il 90% dei veicoli acquistati con i suddetti incentivi sono di produzione estera, con 2/3 dei modelli costruiti nel nostro Paese esclusi per prezzo e categoria, senza ricadute positive sui nostri stabilimenti e sull’occupazione in Italia e a Torino.

Il sindaco ha aggiunto che la richiesta al Governo è quella di passare da bonus basati sull’acquisto a una politica industriale integrata, che colleghi incentivi e produzione, soprattutto occupazione, evitando di finanziare con risorse pubbliche prodotti importati dall’estero. Servono interventi strutturali per rafforzare la manifattura nazionale, ha insistito il primo cittadino, sostenendo l’innovazione tecnologica, con approccio unitario dell’Europa che coniughi transizione ecologica e competitività industriali, senza trascurare gli obbiettivi ambientali ma correggendone le modalità di attuazione. In ogni caso, ha concluso Lo Russo, l’incontro con Stellantis ha rappresentato un passo concreto verso un nuovo modo di affrontare le grandi questioni industriali che riguardano la nostra città, basato su trasparenza e condivisione: il Comune sarà collaborativo e vigile, con l’obiettivo di trasformare il dialogo in occupazione, innovazione e valore aggiunto sul nostro territorio.

Il primo consigliere ad intervenire dopo il sindaco è stato Ferrante De Benedictis (Fd’I) che ha sottolineato come l’incontro con Filosa abbia consegnato alla città un sindaco che si avvicina alle posizioni del centrodestra. Critiche verso i green deal, che ha rovinato la nostra industria a favore di Cina e India, e le posizioni ideologiche che si scontravano con il concetto di sostenibilità intesa in modo più ampio. Così sugli incentivi, che non vanno più concessi per l’acquisto dell’auto ma per aumentare la sua produzione nel nostro Paese. Bene l’annuncio delle 400 nuove assunzioni se si considera che negli ultimi quattro anni, solo in Carrozzeria a Mirafiori, si sono persi quasi quattromila lavoratori.

Per Giuseppe Catizone (Lega) in Stellantis sono bravi nella teoria, nella pratica un po’ meno, perché 400 nuove assunzioni “somministrate” non sono vere assunzioni. Come si fa a credere ad un’azienda, si chiede il consigliere, che sta per chiudere un piano di licenziamenti che riguarda 2500 lavoratori in tutto il Paese, operai, quadri e dirigenti. Sembra più un’azienda in fase di smantellamento e non un’azienda che vuole investire.

Anche per Andrea Russi (M5S) le 400 assunzioni annunciate sono una buona notizia, ma ritiene serva realismo che, senza un nuovo modello Mirafiori non possa avere prospettive di medio lungo periodo. Non c’è un bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, oggi c’è solo il bicchiere. Per vederlo mezzo pieno servono un nuovo modello, un piano d’investimenti e una visione industriale stabile. Tutto il contrario di quello capitato negli ultimi anni. La transizione ecologica o la guidiamo noi o continueremo a subirla. Torino deve continuare a chiedere impegni precisi anche per salvaguardare l’indotto.

Il consigliere Pino Iannò (Torino Libero pensiero) si è detto rammaricato della mancanza di un Consiglio comunale aperto per un confronto più ampio e profondo. Ha rilevato che in Sala Rossa sono quattro anni che non si parla di Stellantis e permangono atti di indirizzo giacenti che aspettano il voto dell’assemblea ed ha auspicato una discussione sul tema ad ampio raggio.

Secondo Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) l’annuncio di quattrocento assunzioni a Mirafiori è una notizia importante e si è soffermato sulle contraddizioni torinesi da parte di coloro che auspicano una Torino auto free senza preoccuparsi del settore produttivo in una delle cinque province europee più rilevanti del settore.

Fabrizio Ricca (Lega) si è detto felice di aver ascoltato da parte del sindaco posizioni simili a quelle del ministro Salvini. Non si può immaginare una Torino città a vocazione automotive senza più produrre automobili, ha commentato, per poi definire giusta la produzione di auto elettriche anche nella nostra città.

Claudio Cerrato (PD) sottolinea come in questi ultimi tre anni il Governo si sia moltiplicato negli annunci ma senza nessun atto concreto. Manca una politica italiana che si confronti con quella europea, manca un piano sull’energia. Importante il cambio di passo annunciato da Stellantis ma ritiene necessaria una politica di lungo periodo, di Stellantis e del Governo. Serve un’altra linea di produzione a Mirafiori, anche a sostegno dell’indotto e la trasformazione della politica dei bonus a favore di politiche di interventi strutturali

Per Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) le assunzioni annunciate sono una buona notizia, anche se Stellantis ha fatto utili creando però desertificazione a livello industriale. Il Governo, ha evidenziato, non sta accompagnando la transizione ecologica delle aziende, ritenendo che serva un piano industriale serio costruito con le parti sociali e il territorio. Servono, ha aggiunto, modelli accessibili ai cittadini e ha rimarcato la necessità di vincolare Stellantis a investire nel nostro Paese.

Federica Scanderebech (Forza Italia) si è dichiarata concorde con buona parte di quanto affermato dal Sindaco aggiungendo però che occorre incentivare la produttività del territorio. Ci sono responsabilità torinesi, la città governata negli ultimi anni in buona parte dal centrosinistra deve esprimere quale sia la sua visione della città, perché l’automotive va tutelato e non demonizzato.

Definisce surreale il dibattito di questo pomeriggio Silvio Viale (+Europa, Radicali italiani), convinto che le misure cittadine contro l’inquinamento non incidano sul volume delle vendite delle auto. E se anche non ci fosse l’elettrico, il rapporto fra auto prodotte in Italia e all’estero, sarebbe uguale. Stellatis produce in Italia solo il 5% delle sue auto.

Trova interessante il cambio di passo e apprezzabile il metodo inaugurato Elena Apollonio (Alleanza dei democratici, DemoS) e accoglie con fiducia e speranza l’annuncio delle 400 nuove assunzioni. Così come accoglie favorevolmente il sano pragmatismo rappresentato da Filosa e per come è stato condotto il dialogo. Infine, per la consigliera, il richiamo al concetto della neutralità ecologica effettiva non significa dire si o no alla transizione ma significa essere contrari a qualsiasi approccio ideologico.

Per Simone Fissolo (Moderati) nessuno è in grado di fare un’analisi migliore di quella che ha fatto il sindaco. Insieme, però, si può cercare di capire cosa può fare la città per il cambiamento. Ad esempio incentivando l’installazione delle centraline per la ricarica delle auto, nei nuovi parcheggi sotterranei, nei garage, nei box privati dei palazzi di nuova costruzione. Infine, se le vendite sono basse, il problema è economico, lo dicono i dati di quest’anno sulle vendite. Servono incentivi che devono essere governativi, nazionali.

Domenico Garcea (Forza Italia) ha chiesto che dibattiti sul futuro dell’auto a Torino in Sala Rossa siano accettate anche quando chieste dalle minoranze consiliari; si è detto preoccupato di una Città che sembra pensare soltanto ai ristoranti senza ricordare il settore dell’auto e la situazione occupazionale tragica degli operai e delle maestranze Stellantis.

Ha concluso il dibattito il sindaco Lo Russo con una replica agli intervenuti: il sindaco ha posto l’accento sull’assenza di una politica industriale in Italia e ha ricordato come negli ultimi tre anni si sia registrato un calo dei salari, un calo della produzione e il record assoluto di ore di cassa integrazione, una situazione che non si ripete in Germania e in Francia. Il primo cittadino ha criticato lo stanziamento governativo di seicento milioni di euro di incentivi per l’acquisto di auto elettriche, fondi che potevano essere usati per nuove colonnine elettriche; per la detassazione di utili da reinvestire per lo sviluppo produttivo; per piani di formazione.

 “Una mole di Panettoni” a Torino dal 28 al 30 novembre

Torna a Torino, dal 28 al 30 novembre 2025, la 14esima edizione di “Una Mole di Panettoni”, storica kermesse che celebra l’eccellenza artigianale nostrana nell’arte dei grandi lievitati. Lo storico concorso enogastronomico nazionale, che rispecchia dal Nord al Sud della Penisola gli orientamenti sul tradizionale dolce natalizio, quest’anno consacra una nuova tendenza inserendo il Panettone al Cioccolato come nuova categoria del concorso, accanto a quelle tradizionali del Panettone Scuola piemontese (basso con la glassa), Panettone Scuola milanese (alto senza glassa) e Panettone Creativo.
Dalla Campania al Piemonte, dalla Toscana alla Sicilia, dalla Liguria alle Marche, sono 30 i maestri lievitisti che verranno selezionati per gareggiare a una delle manifestazioni più rilevanti d’Italia sull’iconico dolce natalizio. La Giuria assegnerà ai panettoni, resi anonimi per la degustazione da parte dei sette professionisti del settore, un punteggio da 1 a 10, in base a vari parametri.

“L’arte pasticcera regionale comincia a disegnare una nuova geografia. A ‘Una Mole di Panettoni’ tutti potranno compiere un viaggio gourmet attraverso l’Italia del panettone: scoprire i segreti dei pasticceri, degustando, appagando i sensi e conoscendo da vicino il nostro ricco patrimonio agroalimentare – affermano le due fondatrici, Laura Severi e Matilde Sclopis di Salerano di Dettagli Eventi – Il panettone ha visto una notevole espansione negli ultimi anni, attirando l’attenzione di tanti, soprattutto delle nuove generazioni. La sfida è conquistare soprattutto i giovani con l’estetica e l’alta qualità della creazione”.

Hotel Principi di Piemonte
28 novembre – 30 novembre
via Piero Gobetti, 15, 10123 Torino
Acquisto online consigliato e prioritario tramite il quale sarà possibile prenotare la fascia oraria di accesso

Mara Martellotta

Juventus, esonerato Igor Tudor: squadra affidata a Massimo Brambilla

La Juventus ha annunciato ufficialmente l’esonero di Igor Tudor dal ruolo di allenatore della Prima Squadra maschile. Insieme al tecnico croato lasciano anche i suoi collaboratori Ivan Javorcic, Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci.
La società bianconera ha comunicato che la guida tecnica sarà affidata momentaneamente a Massimo Brambilla, attuale allenatore della formazione Under 23, che siederà in panchina già mercoledì sera nella sfida contro l’Udinese.
Nel comunicato ufficiale, il club ha ringraziato Tudor e il suo staff per “la professionalità e la dedizione dimostrate in questi mesi”, augurando loro il meglio per il futuro.
La decisione arriva in un momento delicato della stagione, con la Juventus alla ricerca di nuova stabilità e di un rilancio immediato in campionato.

Enzo Grassano

Kappa FuturFestival, il più grande evento di musica elettronica open air d’Italia: da oggi i biglietti

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Dopo lo straordinario successo della scorsa edizione, che ha radunato a Torino oltre 120 mila persone provenienti da più di 150 Paesi e ospitato oltre 130 DJ distribuiti su 6 palchi, Kappa FuturFestival annuncia ufficialmente il lancio dei biglietti per l’edizione 2026, in programma dal 3 al 5 luglio 2026 al Parco Dora di Torino.

Da oltre un decennio, Kappa FuturFestival è un punto di riferimento internazionale per la musica elettronica contemporanea e le arti digitali, unendo i più importanti artisti della scena a un pubblico
cosmopolita, sullo sfondo dell’imponente Parco Dora, primo parco post-industriale italiano, che incarna una visione futuristica della rinascita cittadina. Un paesaggio in cui le tracce dell’industria si
fondono con natura, arte e cultura contemporanea. Le strutture in acciaio, lasciate a vista come sculture monumentali, dialogano con spazi verdi, giochi di luce e aree dedicate allo sport e alla creatività, trasformando l’archeologia industriale in un’opera di estetica urbana.

Riconosciuto a livello globale come uno degli appuntamenti più attesi dell’estate, Kappa FuturFestival è stato votato come il sesto miglior festival al mondo da DJ Mag, magazine inglese punto di riferimento per la scena, confermando la sua posizione d’eccellenza nel panorama
mondiale.
Il successo travolgente del festival è confermato anche dal fatto che gli Early Bird per l’edizione 2026 sono stati polverizzati in sole 48 ore lo scorso luglio, a testimonianza dell’entusiasmo e della fiducia che la community globale ripone in questo evento unico.
Kappa FuturFestival continua a consolidare il proprio ruolo di protagonista assoluto nella mappa dei grandi festival internazionali.
Saranno presto svelati i primi nomi della line up per la XIII edizione del festival, che trasformeranno ancora una volta Torino nel cuore pulsante della musica elettronica globale.

I biglietti sono disponibili da oggi alle 15:00 sul sito
www.kappafuturfestival.it

Mara Martellotta

Damiano Caddeo, da Torino a X Factor

Tra le rivelazioni dell’edizione 2025 del celebre programma.

La faccia pulita di un ragazzo sensibile che guarda dentro, il coraggio di chi ha deciso di cambiare vita lasciando gli affetti. Damiano Caddeo, in arte eroCaddeo, è una delle rivelazioni dell’edizione 2025 di X Factor: un cantautore dall’anima romantica che ha conquistato pubblico e giuria con la sua voce limpida e la scrittura sincera. Nato nel 1998 a Modena, ma cresciuto a Sinnai, in provincia di Cagliari, Damiano porta con sé le radici della Sardegna e un temperamento gentile, che traspare in ogni sua canzone così come la tristezza per un amore perduto. Achille Lauro gli ha detto che: “Si sente che hai sofferto, ma è da lì che si riparte: bisogna andare avanti.”

Dopo aver lavorato per qualche anno con un impiego stabile, Daniano ha scelto di mollare tutto per dedicarsi completamente alla musica. Una decisione non semplice, ma necessaria: “Sentivo di doverci provare, di non poter più rimandare”, ha raccontato in un’intervista. Oggi vive a Torino, città che è diventata la sua casa e la sua fucina creativa. Nel capoluogo piemontese ha trovato un ambiente musicale vivo, aperto alla sperimentazione e, soprattutto, il laboratorio per costruire la propria identità artistica. “Torino mi ha adottato”, ha detto sorridendo dopo la sua prima apparizione televisiva, e non è difficile credergli: nella città sabauda, Damiano scrive, prova, registra, e coltiva il suo sogno con ferma determinazione. Il suo percorso musicale è iniziato nel 2022 con il singolo “Gravità Zero”, seguito da brani come “Prima Vera” e “Non Esiste”, dove già si intravedeva la cifra che oggi lo distingue: un pop elegante e contemporaneo, venato di malinconia, capace di parlare con semplicità di fragilità con garbo, ma senza paura. A X Factor si presenta con “Punto”, un inedito che è quasi una confessione: “Non so più dove sono, ma so chi vorrei essere”. Quattro “sì” convinti lo portano ai Live, dove Achille Lauro – suo giudice e mentore – lo definisce “la quota indie più autentica del programma”. Sul palco televisivo Damiano non urla, non esagera, non cerca effetti. Canta sottovoce, con un sorriso timido e gentile, eppure la sua voce arriva lontano. Il legame con Torino resta centrale anche nella sua narrativa personale: la città è lo sfondo silenzioso delle sue giornate, tra i parchi dove scrive i testi e i piccoli club dove si esibisce prima del successo televisivo. “Torino è piena di malinconia e luce insieme. È la città perfetta per scrivere canzoni”, ha detto. Oggi, con X Factor che lo ha portato sotto i riflettori nazionali, Damiano Caddeo rappresenta una nuova generazione di cantautori: capaci di fondere il mondo digitale con la sincerità del racconto personale, la leggerezza pop con la profondità emotiva.

Damiano, Torino è con te!

Maria La Barbera

Cuore Reale, rimonta da -22 e batte Milano

Torino, venerdì 24 ottobre 2025 – La reazione d’orgoglio che ci voleva dopo la sonora sconfitta ad Avellino. Così la Reale Mutua Basket Torino ritrova il successo davanti al proprio pubblico, una vittoria che fa benissimo al morale dell’ambiente gialloblù, maturata dopo un’altra grande rimonta, simile a quella dell’esordio stagionale contro Cividale. Infatti, dopo un inizio preoccupante, con un atteggiamento timoroso e sfiduciato che si era visto anche ad Avellino, capitan Schina e compagni hanno cambiato faccia nella seconda metà di gara, con una progressiva rimonta da -22 che ha portato poi al primo sorpasso a soli 28 secondi dalla sirena finale. Una vittoria al fotofinish per 70-67 che ha fatto esplodere di gioia il Pala Gianni Asti. Decisivi gli adattamenti difensivi schierati da coach Moretti, con una zona per contenere Alessandro Gentile, dominante per tre quarti (34 punti alla fine), e la grande energia di Robert Allen (27 punti e 13 rimbalzi).

QUINTETTI
Torino: Schina, Teague, Tortù, Allen, Bruttini
Milano: Sabatini Taylor Cavallero Gentile D’Almeida

Un inizio complicato per la Reale Mutua che subisce la partenza agguerrita da parte di Gentile e del grande ex Kevion Taylor. I gialloblù fanno anche fatica a trovare concretezza in attacco, dopo cinque minuti di gioco coach Moretti chiama timeout sul 4-13. Un accenno di reazione torinese con l’ingresso in campo di Massone viene subito interrotto dagli Wildcats che continuano a controllare e incrementano il gap portandolo in doppia cifra. Il primo quarto si chiude sul 10-23.

Torino continua ad accusare i colpi del duo Gentile-Taylor, mentre dall’altra parte prosegue la produzione offensiva insufficiente degli uomini di coach Moretti. L’enorme fatica in costruzione di gioco è evidente e i gialloblù affondano sul -22 dopo la tripla di Cavallero (16-38). Gentile è impossibile da contenere e sale a quota 20 punti ancora prima della pausa lunga. Si va negli spogliatoi sul 29-44.

La Reale Mutua rientra in campo con il piglio giusto, affidandosi ad Allen e a un finalmente sbloccato Teague per provare ad accorciare le distanze, ma l’Urania risponde con l’energia di Cavallero e soprattutto un immarcabile Gentile. Torino però sembra più intraprendente e inizia a prendere fiducia: ancora Allen e Severini portano i torinesi sul -10 alla chiusura del terzo periodo: 50-60.

Cambia la musica in apertura di ultimo quarto: Torino rientra definitivamente in partita, con la difesa sempre più attenta, schierata a zona da coach Moretti, oltre la precisione di Severini e la solita energia nel pitturato di Allen. Di colpo, la Reale Mutua si ritrova a un solo possesso di distanza dalla Wegreenit (61-64), con il pubblico del Pala Gianni Asti che inizia a scaldarsi. L’attacco milanese si inceppa e arriva il primo sorpasso torinese proprio a 30 secondi dalla fine, con un tap-in vincente di Allen per il 68-67. La difesa gialloblù regge, Teague è glaciale in lunetta e arriva così la vittoria al fotofinish. Finisce 70-67.

Coach Moretti in sala stampa: “Nel primo tempo sembravamo la squadra scesa in campo ad Avellino. Sono molto contento di questa reazione d’orgoglio che poi si è riversata anche sul piano tecnico. Abbiamo cambiato marcia dal punto di vista dell’intensità, abbiamo controllato i rimbalzi. Non è una cosa banale aver rimesso in piedi una partita del genere, ci siamo riusciti come con Cividale, sono davvero soddisfatto di questa vittoria.”

Reale Mutua Torino – Wegreenit Urania Milano 70-67 (10-23, 19-21, 21-16, 20-7)

Reale Mutua Torino: Robert Allen 27 (11/14, 0/4), Macio Teague 14 (2/6, 2/6), Federico Massone 11 (4/7, 0/5), Giovanni Severini 6 (0/1, 2/3), Marco Cusin 4 (2/4, 0/0), Lorenzo Tortu’ 3 (0/0, 1/5), Davide Bruttini 2 (1/4, 0/0), Umberto Stazzonelli 2 (1/2, 0/0), Matteo Schina 1 (0/2, 0/1), Dario Zucca 0 (0/0, 0/0). Tiri liberi: 13 / 15 – Rimbalzi: 30 9 + 21 (Robert Allen 13) – Assist: 17 (Robert Allen 5).

Wegreenit Urania Milano: Alessandro Gentile 34 (15/21, 0/0), Ion Lupusor 9 (4/6, 0/4), Kevion Taylor 7 (3/7, 0/3), Matteo Cavallero 7 (2/3, 1/2), Gherardo Sabatini 5 (1/2, 1/8), Karl Gamble 3 (1/2, 0/1), Ursulo D’almeida 2 (1/4, 0/0), Morgan Rashed 0 (0/0, 0/0), Lionel Abega 0 (0/0, 0/1), Luca Rossi 0 (0/0, 0/0), Giovanni Lo martire 0 (0/0, 0/0), Stefano Bracale 0 (0/0, 0/0). Tiri liberi: 7 / 11 – Rimbalzi: 35 10 + 25 (Alessandro Gentile 9) – Assist: 9 (Alessandro Gentile 6).

Reale Mutua Basket Torino

Aiom: “in Piemonte stimati oltre 30mila nuovi casi di tumore”

Oggi a Torino la nuova tappa del progetto nazionale di Fondazione AIOM   

Sono cinque le immunizzazioni fortemente consigliate dagli esperti: Covid-19, anti-influenzale, anti-pneumococcica, HPV ed Herpes Zoster. Il prof. Massimo Di Maio: “Sono presidi sanitari sicuri e fondamentali per evitare infezioni che in un malato di cancro possono essere molto pericolose”
 
 
Torino, 27 ottobre 2025 – Tutti i pazienti oncologici in cura presso le strutture sanitarie della Regione Piemonte devono vaccinarsi. Cinque sono le immunizzazioni fortemente raccomandate dagli specialisti: Covid-19, anti-influenzale, anti-pneumococcica, HPV ed Herpes Zoster. La sopravvivenza dal cancro è in costante aumento ed è importante tutelare a 360 gradi la salute dei malati anche prevenendo pericolose infezioni. E’ quanto affermano oggi gli esperti riuniti per il convegno La Vaccinazione nel Paziente Oncologico organizzato da Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica). L’evento si svolge presso l’Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino. Fa parte di una campagna nazionale che prevede un tour di sensibilizzazione in 10 Regioni con incontri tra oncologi medici, associazioni pazienti e altre figure del team multidisciplinare. L’intero progetto è reso possibile grazie alla sponsorizzazione non condizionante di GlaxoSmithKline.
“Ogni anno in Piemonte sono stimati oltre 30mila nuovi casi di tumore – afferma Massimo Di Maio, Presidente Eletto AIOM, Professore Ordinario di Oncologia Medica presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e Direttore dell’Oncologia Medica 1U dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino -. In totale nella Regione vivono più di 280mila persone con una neoplasia e spesso sono uomini e donne non più giovanissimi. I vaccini sono un’arma fondamentale per evitare alcune malattie che in un paziente oncologico possono essere davvero pericolose. L’AIOM è stata una delle prime Società Scientifiche al mondo a pubblicare delle Linee Guida specifiche sulle immunizzazioni. Un documento importante e uno strumento di lavoro, per molti professionisti, nel quale indichiamo modalità e tempistiche di somministrazione dei vaccini. Queste devono tenere conto degli schemi terapeutici del paziente e delle sue condizioni generali di salute. Con la nuova campagna stiamo girando tutta l’Italia per sensibilizzare clinici, malati e caregiver su un aspetto non più secondario dell’assistenza oncologica. Notiamo, infatti, un'”esitazione vaccinale” del tutto ingiustificata e che intendiamo contrastare anche attraverso una corretta informazione”.
“Il virus Herpes Zoster non provoca solo forte dolore, prurito o la comparsa di rash cutanei – sostiene Roberta Siliquini, Professore Ordinario di Igiene, Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino -. In alcuni casi può anche essere fatale soprattutto per i pazienti già fortemente immunocompromessi dalla malattia e dalle terapie. I vaccini disponibili sono in grado di dare risposte anticorpali, prevenire l’insorgenza della patologia e ridurre la gravità dei sintomi. Le immunizzazioni vanno incentivate e favorite il più possibile anche rendendole più facilmente accessibili. Per esempio è consigliabile eseguirle all’interno degli ospedali che fanno parte della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta. Sono strutture dove malati ricevono i trattamenti anti-cancro e qui possono anche reperire informazioni e consigli da personale medico-sanitario che già conoscono”.
La campagna La Vaccinazione nel Paziente Oncologico è stata lanciata lo scorso aprile da Fondazione AIOM per promuovere il valore delle vaccinazioni tra i malati di tumore. Oltre al tour in 10 Regioni prevede la diffusione di opuscoli, un portale informativo ([vaccininelpazienteoncologico.it]vaccininelpazienteoncologico.it), spot di sensibilizzazione e attività sui social media.
cs

Manovra, Confartigianato: rilanciare investimenti

Tra le misure più attese dal mondo delle imprese rispetto alla Manovra di Bilancio 2026 approvata dal Consiglio dei Ministri, ci sono la riduzione della pressione fiscale e il rilancio degli incentivi agli investimenti, temi che toccano da vicino l’economia produttiva torinese e piemontese. La riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro viene accolta positivamente come segnale di attenzione verso il “ceto medio produttivo”.

“Un piccolo sollievo – commenta Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino – ma importante, perché ogni euro restituito al reddito disponibile dei lavoratori e degli imprenditori si traduce in fiducia e consumi. La vera sfida resta però la riduzione strutturale del carico fiscale complessivo”.

“Se ben calibrata, questa misura può spingere le imprese a rinnovare macchinari e tecnologie. Ma attenzione – avverte De Santis -servono regole chiare e tempi rapidi, non nuovi paletti che scoraggino gli investimenti. Bene la conferma della nuova Sabatini”.

Resta da capire l’entità della maxi deduzione e quali strumenti sostituiranno concretamente i crediti d’imposta 4.0 e 5.0, oggi fondamentali per la trasformazione digitale delle PMI. Resta il problema di chi non riesce ad accedere alle misure 4.0/5.0 per colpa della burocrazia o non ha i partner, le competenze né la scala per farlo

Sul fronte dell’edilizia, Confartigianato accoglie favorevolmente la conferma del doppio binario 50%-36% per le ristrutturazioni anche nel 2026, così come la proroga del bonus mobili.
Meno gradita, invece, la riduzione delle percentuali per altri incentivi – come il bonus barriere architettoniche, che scende dal 75% al 50% – che rischia di frenare interventi su efficienza e sicurezza degli edifici.

Infine, sul tema della rottamazione delle cartelle, l’associazione auspica che la misura sia realmente mirata a chi è in regola con le dichiarazioni ma in difficoltà nei versamenti.
L’ipotesi di prevedere un versamento iniziale del 5% viene vista come un modo efficace per distinguere chi vuole davvero rimettersi in carreggiata da chi cerca scorciatoie.

Per il Presidente De Santis la manovra va nella direzione giusta sul fronte del cuneo, ma non basta agire solo per via legislativa, serve aprire con decisione la strada della contrattazione di secondo livello. È lì che si può davvero costruire una riduzione strutturale e mirata del costo del lavoro, legata ai territori, ai settori e ai risultati delle imprese. Gli artigiani chiedono di valorizzare gli accordi decentrati come strumento di competitività, welfare e partecipazione: meno burocrazia, più fiducia e più contrattazione di prossimità.

“Il giudizio complessivo, per ora, è di cauto ottimismo – conclude De Santis – la direzione è quella giusta: meno tasse e più investimenti. Ora serve coerenza nei dettagli, perché è lì che, come sempre, si gioca la vera partita della crescita”.

La Treccani presenta l’enciclopedia della Musica Contemporanea

Martedì 28 ottobre 2025 alle 18, al Polo del 900, viene presentata l’Enciclopedia della Musica Contemporanea Treccani. Opera in 4 volumi diretta da Ernesto Assante e Sandro Cappelletto. Progetto interamente dedicato a 2 secoli “rivoluzionari” di musica globale dal 900 ad oggi. Fondata nel 1925, la Treccani nasce con la missione di realizzare e diffondere l’enciclopedia Italiana di Scienza Lettere ed Arti. Interveranno: Carlo Ossola-Presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Andrea Estero musicologo e conduttore scientifico dell’opera, Cristiano Godano musicista e scrittore. Introduce Alberto Sinigaglia, Presidente del Polo del 900.

Pier Luigi Fuggetta