È morto oggi a 88 anni, Pierluigi Baima Bollone, medico legale torinese e tra i massimi esperti mondiali della Sindone di Torino. Professore di Medicina legale all’Università di Torino, ha formato generazioni di studenti e firmato numerose pubblicazioni scientifiche. Celebre per le sue analisi sul Sacro Lino, fu tra i primi a identificarvi tracce di sangue umano, sostenendone l’autenticità. Rigoroso ricercatore e grande divulgatore, ha unito scienza e fede in un percorso di studio che ha lasciato un segno profondo nella cultura italiana.
Donna investita da furgone muore in ospedale
Una donna 45enne è deceduta questa sera durante il trasporto in ambulanza. Era stata investita da un furgone a Moncalieri, in strada Revigliasco, nei pressi del civico 170.
L’incidente è avvenuto pochi minuti prima delle 19. Le sue condizioni sono sembrate subito disperate: il personale del 118 di Azienda Zero ha tentato di rianimarla mentre veniva trasferita al CTO, ma ogni sforzo si è rivelato inutile. La donna è morta poco dopo l’arrivo in ospedale.
La Giunta comunale ha approvato – su proposta dell’assessore alla Cura della città, Francesco Tresso – due interventi di manutenzione straordinaria, finalizzati a garantire la sicurezza e la funzionalità delle infrastrutture cittadine.

Il primo intervento riguarda il cavalcaferrovia tra corso Trapani e corso Siracusa, per un importo complessivo di 800 mila euro. L’opera prevede il rifacimento della guaina bituminosa impermeabilizzante della soletta dell’impalcato, la sostituzione dei giunti di dilatazione sotto pavimentazione e il rifacimento dell’intero pacchetto stradale. L’obiettivo è salvaguardare gli elementi strutturali dell’infrastruttura dalle infiltrazioni di acqua piovana, preservandone la durabilità nel tempo. I lavori verranno eseguiti per fasi successive, parzializzando la viabilità in entrambe le direzioni durante il periodo di cantiere.
Il secondo intervento riguarda la realizzazione di opere di consolidamento di due muraglioni in strada Superga, in corrispondenza della prima fermata della tranvia Sassi-Superga, con un costo complessivo di 250mila euro. Le due strutture in muratura, risalenti a fine Ottocento, saranno rinforzate mediante un cappotto in cemento armato, successivamente rivestito in mattoni per preservare l’aspetto originario. L’intervento permetterà di stabilizzare il versante collinare e di garantire la sicurezza della sede stradale.
“Si tratta di due interventi di manutenzione importanti – ha sottolineato l’assessore Francesco Tresso – che confermano l’impegno costante dell’Amministrazione nella cura della città e nella tutela delle sue infrastrutture, con particolare attenzione alla sicurezza e alla prevenzione del degrado strutturale”.
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India: qui il Caos diventa Luce
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C’è un momento, appena atterri in India, in cui tutto si ferma.
Non è il caldo che ti taglia il respiro, né l’odore acre di terra, spezie e fumo che sale dalle strade. È un istante sospeso, un battito che si arresta, quando capisci di essere entrato in un mondo che non obbedisce a nessuna delle regole che conoscevi.
L’India non ti accoglie. Ti travolge. Ti disarma, ti mette a nudo, ti costringe a fare i conti con l’essenziale.
Appena fuori dall’aeroporto di Delhi, un’onda umana ti avvolge: clacson che suonano ininterrotti, motorini che sfrecciano tra mucche e risciò, voci che si intrecciano, colori che esplodono in ogni direzione.
All’inizio cerchi di resistere, di trovare un ordine nel disordine. Poi capisci che non serve. L’India non vuole essere capita — vuole essere sentita.
In ogni città c’è un ritmo, una preghiera, un respiro collettivo che unisce miseria e grazia, fede e sopravvivenza.
Nei mercati di Chandni Chowk, le stoffe di seta si mischiano al profumo del cardamomo e dei fiori d’incenso. Le mani degli artigiani si muovono come in una danza antica, intessendo fili che diventano opere d’arte.
E mentre ti perdi in quel labirinto di vita, senti di essere parte di un disegno più grande, invisibile ma perfettamente armonioso.
A Varanasi, il tempo smette di scorrere.
All’alba, il Gange si tinge di luce dorata e migliaia di persone si immergono nelle sue acque per lavare il corpo e l’anima.
Sulle rive, altri accendono pire funebri, lasciando che la cenere voli leggera sull’acqua.
È una scena che ti spoglia di ogni certezza: la vita e la morte convivono, si guardano negli occhi, si accettano.
Non c’è paura, solo ritualità e accoglienza.
Lì, dove il sacro e il quotidiano si toccano, capisci che la spiritualità indiana non è una fuga dalla realtà — è il suo abbraccio più profondo.
Ogni gesto, in India, è un atto sacro.
Il saluto di un bambino, il sorriso di una donna che porta un cesto di fiori sul capo, la mano rugosa di un uomo che tinge conchiglie per il tempio.
Tutto è preghiera in movimento.
A Jaipur, la Città Rosa, il sole tramonta dietro i bastioni di arenaria, tingendo l’aria di una dolce malinconia.
A Mumbai, grattacieli e baraccopoli convivono come due facce della stessa anima: una che sogna il futuro, l’altra che vive nel presente eterno.
E poi c’è il Kerala, dove l’India rallenta.
Le backwaters scorrono placide tra palme e risaie, e ogni barca diventa un tempio galleggiante di silenzi e riflessioni.
È qui che comprendi quanto il Paese sia un mosaico di mondi diversi, eppure uniti da un unico spirito: quello dell’accettazione.
L’India è un grande specchio.
Ti mostra chi sei davvero, al di là delle maschere.
Ti insegna che la vita è fatta di contrasti, di caos e di grazia, di dolore e di festa.
E che la bellezza, spesso, nasce proprio dall’imperfezione.
Molti viaggiatori arrivano in India cercando risposte.
Ma l’India non dà risposte: pone domande. Ti obbliga a guardarti dentro, a mettere in discussione le tue verità.
Ti insegna la pazienza, la compassione, l’abbandono.
E quando impari a non resisterle più, lei si apre, come un fiore di loto che sboccia solo per chi sa attendere.
In un villaggio sperduto del Rajasthan, un vecchio sadhu mi disse una frase che non ho più dimenticato:
«Chi cerca Dio nelle stelle, non lo troverà mai. Ma chi lo cerca nel fango, lo troverà ovunque.»
Forse è questo, in fondo, il segreto dell’India: la capacità di vedere il divino nel quotidiano, di trasformare il caos in luce, di accettare la vita nella sua interezza, senza giudizio.
Quando lasci l’India, non sei più la stessa persona.
Il rumore, i colori, i profumi ti restano addosso come una seconda pelle.
Ti porti dentro una nuova consapevolezza: che la felicità non è un traguardo, ma uno stato dell’essere.
E che per trovarla, a volte, bisogna attraversare la confusione, la polvere, il disordine — fino a toccare il cuore pulsante del mondo.
In India impari che la vita non si spiega, si vive.
E che il caos, se impari ad ascoltarlo, può essere la più luminosa forma di verità.
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In occasione delle Nitto ATP Finals Riccardo Crivelli presenta giovedì 6 novembre alle 18.30, presso l’Osteria Rabezzana, il libro dal titolo “Jannik Sinner” edito da Diarkos, la storia del campione che ha scritto la sua leggenda con silenziosa determinazione. Modera Alessandro Sartore.
Nato in val Pusteria, ai confini con l’Austria, Sinner ha intrapreso un viaggio straordinario che lo ha condotto dalle montagne alpine alle vette del tennis mondiale.
Questo volume racconta la sua storia, che è una storia di passione, ma anche di determinazione e crescita. Fin da giovane Sinner ha dovuto scegliere tra la sua passione per gli sci e quella per il tennis. A tredici anni, scegliendo la racchetta, intraprende un cammino che lo porterà lontano da casa per trasferirsi a Bordighera dove inizia a frequentare una delle accademie tennistiche più prestigiose del mondo. Un passo che segnerà l’inizio della sua ascesa verso la grandezza. In questo libro viene raccontata la forza di un ragazzo che ha imparato a credere in sé, abbracciando una filosofia di vita rigorosa, fatta di educazione, umiltà e un’etica del lavoro che gli sono stati insegnati dalla sua stessa famiglia, sempre pronta a supportarlo senza mai ostacolarne le scelte. A soli diciotto anni, la vittoria al torneo di Milano segna il suo primo grande trionfo, un risultato che in passato era riuscito solo ad Edberg e Federer. Il cammino di Sinner è caratterizzato da alti e bassi, ma la sua continua crescita lo ha condotto a dominare il tennis mondiale.
Le vittorie agli US Open e agli Australian Open del 2024 hanno riportato uno Slam in Italia dopo 48 anni, consacrando definitivamente il suo nome nella storia dello sport. Il libro non solo celebra i trionfi di un campione, ma invita a scoprire la sua essenza, un ragazzo che con un talento silenzioso e una dedizione incrollabile ha forgiato la sua leggenda.
Sinner è destinato a rimanere sul palcoscenico del tennis mondiale per anni e a diventare un’icona indimenticabile, un esempio di come lavoro e perseveranza possano trasformare il sogno in realtà.
L’autore, Riccardo Crivelli, originario di Voghera, giornalista professionista, è responsabile della rubrica Tennis della Gazzetta dello Sport.
Per Diarkos ha pubblicato i volumi intitolati “Rafael Nadal. Una questione di talento” nel 2022 e “Novak Djokovic. The Dioker” nel 2023.
Osteria Rabezzana Via San Francesco d’Assisi 23/c, giovedì 6 novembre ore 18.30.
Mara Martellotta
Impastate la farina con le uova e i tuorli, il vino, il sale e un cucchiaio di extravergine; iniziate a lavorare l’impasto, che deve risultare liscio e non appiccicoso…
Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:
https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/corsetti-con-pesto-di-maggiorana
Per disegnare il futuro delle costruzioni
Costruire meno, costruire meglio, una nuova visione che promuove il dialogo tra tradizione e progresso, esplorando come materiali, tecnologie e competenze possano contribuire a trasformare il patrimonio esistente in chiave efficiente, salubre e duratura, nel rispetto del contesto e del paesaggio.
Per discuterne sarà l’occasione presso Restructura dal 13 al 15 novembre all’Oval Lingotto Fiere di Torino.
Il 75% degli edifici europei è inefficiente dal punto di vista energetico. La Renovation Wave promossa dalla Commissione Europea indica la necessità di raddoppiare gli interventi di rigenerazione urbana e sostenibilità, i temi centrali di Restructura 2025.
Organizzato da GL events Italia dal 13 al 15 novembre, il Salone torna all’Oval Lingotto Fiere di Torino per raccontare come l’edilizia possa diventare leva di cambiamento ambientale, sociale ed economico.
“La sfida oggi è costruire meglio e valorizzare ciò che già esiste, un atto tecnico, ma anche un gesto culturale che ridisegna il modo di vivere le città. Restructura vuole dare spazio a questa evoluzione, creando connessioni tra chi progetta, produce e costruisce il futuro partendo dall’esistente – afferma Gábor Ganczer, Amministratore Delegato di GL events Italia.
Tra i temi principali di Restructura 2025 l’impiego dei materiali naturali come leva per la rigenerazione del patrimonio edilizio. Rinnovabili e riciclabili sono protagonisti di un’edilizia capace di generare filiere sostenibili e circolari.
La canapa rappresenta un esempio particolarmente efficace che, dalla produzione agricola alle applicazioni architettoniche, mostra come sia possibile unire rigenerazione urbana e sviluppo locale. Accanto ad essa il legno si conferma capace di coniugare durabilità, innovazione e versatilità, con impieghi che spaziano dal consolidamento strutturale all’ampliamento.
Uno spazio inedito è dedicato alla filiera della pietra naturale, si tratta della Re-Stone area, realizzata in collaborazione con ISIM, Istituto Internazionale del Marmo, con l’obiettivo di valorizzare un comparto di eccellenza, occasione anche per presentare il Manifesto della Pietra Sostenibile.
Con più di 150 espositori e un palinsesto di oltre cento eventi, Restructura si conferma piattaforma di riferimento per il mondo dell’edilizia, dell’architettura e della progettazione.
Tra le novità presenti in fiera materiali e tecnologie che incarnano il futuro dell’edilizia sostenibile. In mostra la eco-malta realizzata con aggregati materiali provenienti dalla demolizione di opere edili, il biomattone in canapa e calce capace di sottrarre anidride carbonica dall’atmosfera, e le tegole fotovoltaiche in ardesia ceramica, che uniscono estetica e produzione energetica.
Sul fronte delle tecnologie costruttive, vengono presentati un sistema a incastro brevettato per la posa flottante di pavimentazioni in gres porcellanato senza l’uso di colle, soluzioni per la qualità dell’aria indoor e il monitoraggio delle strutture in legno per garantirne durabilità e sicurezza.
Spazio anche ai metodi di risanamento murario a zero impatto ambientale e ai sistemi di rilievo 3D con tecnologia laser scanner.
Tra i mezzi e le attrezzature, spiccano le mini gru cingolati e semoventi adatte ai centri storici e piattaforme di sollevamento per persone e materiali che coniugano alte prestazioni e dimensioni compatte.
Il programma di incontri tecnici, convegni e workshop rappresenta un momento di confronto tra istituzioni, imprese, professionisti e artigiani. Tra i temi cruciali la riflessione su come l’IA e le tecnologie digitali stiano ridefinendo il modo di progettare e gestire i processi edilizi, divenendo uno strumento per rendere i cantieri più efficienti, sicuri e controllabili, aprendo la strada a una gestione integrata e responsabile delle risorse.
La transizione energetica del patrimonio immobiliare e la direttiva europea Energy Performance of Buildings Directive vengono analizzate anche in chiave economica, la rigenerazione come investimento capace di migliorare la qualità della vita e accrescere il valore degli edifici con costi inferiori alle previsioni iniziali.
Riqualificare l’esistente diventa una scelta consapevole, sostenuta da un ecosistema di competenze e con una visione di lungo periodo.
In questa prospettiva Restructura dà spazio anche alla visione dell’architettura contemporanea, chiamata a interpretare i bisogni della collettività con linguaggi innovativi e capace di incidere positivamente sui contesti urbani con gli interventi degli studi di MVRDV (Rotterdam), Henning Larsen (Copenaghen) e Zaha Hadid Architects (Londra).
Restructura 13-15 novembre Oval Lingotto Fiere
Orari di apertura 9-19
Mara Martellotta
Statali Castellamonte e Ceresole, lavori in corso
Anas ha programmato il ripristino della pavimentazione sulla strada statale 565 “di Castellamonte” e sulla statale 460 “di Ceresole”, nell’ambito della Città Metropolitana di Torino.
A partire da giovedì 6 novembre e fino al 28 novembre i lavori interesseranno la SS565 “di Castellamonte” in tratti saltuari tra l’innesto con la SS460 a Salassa (km 18,515) e Banchette (km 0,230). Per consentire l’esecuzione dei lavori sarà in vigore il senso unico alternato, esclusi i giorni festivi.
I lavori riguarderanno anche lo svincolo di innesto tra la SS565 e la SS460 “di Ceresole” a Salassa: per consentire gli interventi, giovedì 6 novembre sarà chiusa la rampa di uscita dalla SS460 per chi procede in direzione Cuorgnè e si immette sulla SS565, mentre venerdì 7 novembre sarà chiusa al traffico la rampa di uscita dalla SS565 sulla SS460 in direzione Cuorgnè. Lunedì 10 novembre è prevista la chiusura al traffico della rampa di uscita dalla SS460 per chi procede in direzione Rivarolo Canavese e si immette sulla SS565, mentre martedì 11 novembre sarà chiusa al traffico la rampa di uscita dalla SS565 per l’immissione sulla SS460 in direzione Torino.
Durante la chiusura delle rampe la viabilità sarà deviata con indicazioni sul posto.
Gli interventi di ripristino della pavimentazione lungo l’asse principale della statale 460 “di Ceresole”, in tratti saltuari tra Torino (lm 0,365) e Salassa (km 24,580), sono programmati tra il 24 e il 28 novembre. Durante i lavori sarà attivo il senso unico alternato.
Al Centro Interculturale della Città di Torino

Marco Travaglini
L’assessore regionale a margine degli Stati Generali della Cultura: “Come Regione continuiamo a investire con convinzione – 148 milioni di euro nel nuovo piano triennale – perché la cultura non è un costo: è futuro, competitività e qualità della vita”
“Gli Stati generali della cultura sono un’occasione preziosa per ribadire che la cultura è il vero motore dello sviluppo del Piemonte e del Paese. Oggi parliamo di una cultura che genera impatto, che trasforma i territori e crea valore sociale ed economico, opportunità e lavoro. Il comparto culturale e creativo piemontese vale 7,8 miliardi di euro, con 122 mila occupati e il 3,5% del nostro PIL regionale. Sono numeri che raccontano che fare cultura significa creare impresa, occupazione qualificata e offrire ai giovani prospettive concrete: lo vediamo nel successo dei nostri eventi internazionali, sempre più attrattivi per gli under 35. Lavorare nella cultura e nella bellezza oggi significa essere al centro della trasformazione dei territori, dell’innovazione e della costruzione di comunità più aperte e competitive. Come Regione continuiamo a investire con convinzione – 148 milioni di euro nel nuovo piano triennale – perché la cultura non è un costo: è futuro, competitività e qualità della vita per la nostra comunità. E lo è soprattutto perché parla alle persone, ispira, unisce e accende passioni: la cultura è ciò che ci fa sentire parte di una storia comune e ci dà la forza e la responsabilità di costruire insieme il futuro.” Con queste parole l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli è intervenuta agli Stati Generali della Cultura 2025, organizzati dal Sole 24 Ore e ospitati all’Auditorium del Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino. “Gli Stati generali della cultura sono un’occasione preziosa per ribadire che la cultura è il vero motore dello sviluppo del Piemonte e del Paese. Oggi parliamo di una cultura che genera impatto, che trasforma i territori e crea valore sociale ed economico, opportunità e lavoro. Il comparto culturale e creativo piemontese vale 7,8 miliardi di euro, con 122 mila occupati e il 3,5% del nostro PIL regionale. Sono numeri che raccontano che fare cultura significa creare impresa, occupazione qualificata e offrire ai giovani prospettive concrete: lo vediamo nel successo dei nostri eventi internazionali, sempre più attrattivi per gli under 35. Lavorare nella cultura e nella bellezza oggi significa essere al centro della trasformazione dei territori, dell’innovazione e della costruzione di comunità più aperte e competitive. Come Regione continuiamo a investire con convinzione – 148 milioni di euro nel nuovo piano triennale – perché la cultura non è un costo: è futuro, competitività e qualità della vita per la nostra comunità. E lo è soprattutto perché parla alle persone, ispira, unisce e accende passioni: la cultura è ciò che ci fa sentire parte di una storia comune e ci dà la forza e la responsabilità di costruire insieme il futuro.”