









Un’operazione accolta con grande soddisfazione dall’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni: «Ad appena una settimana dalla firma a Roma, il nuovo accordo nazionale Agea-Arpea dà già il suo primo frutto concreto. Sono 43 milioni di euro che, grazie al nuovo coordinamento che accelera e razionalizza la collaborazione, tramite Arpea entrano a tempo di record e in anticipo rispetto agli anni passati nelle casse di 10mila aziende agricole piemontesi sotto forma di aiuti diretti, un sostegno prezioso che va a impattare sul reddito dei nostri agricoltori. Un sollievo per i nostri imprenditori agricoli, un esempio reale di cosa significa per noi “mettere l’agricoltore al centro”, superando lungaggini burocratiche, recuperando ritardi del passato e avviando un circuito virtuoso in cui il Piemonte è oggi, assieme al Veneto, la Regione pilota in Italia».
Gli anticipi sono erogati in relazione alle domande risultate ammissibili all’esito dei controlli amministrativi e di monitoraggio e riguardano: sostegno di base e ridistributivo complementare al reddito per la sostenibilità (titoli PAC), sostegno al reddito per la sostenibilità, sostegno complementare al reddito per i giovani agricoltori, sostegno accoppiato al reddito esclusivamente riferito alle superfici, regimi per il clima, l’ambiente e il benessere degli animali (Ecoschemi).
Il cronoprogramma dell’Agenzia prevede per le prossime settimane un’altra parte di pagamenti che andranno ad erogare un ammontare fino al 70% dell’importo ammissibile e che dal 1° dicembre inizierà il pagamento dei saldi per il rimanente 30%, che dovrà concludersi entro il 30 giugno 2026. In totale Arpea erogherà entro questa data l’importante somma di circa 185 milioni di euro.
Fra i compiti di Arpea c’è anche il pagamento dei sostegni del “Secondo Pilastro” Pac, il Feasr o Sviluppo rurale. Per questo caso è in corso l’attività di elaborazione dei dati per procedere anche ai pagamenti degli anticipi già nel mese di novembre.
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Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “L’indagine congiunturale relativa al quarto trimestre del 2025 fotografa la sfiducia delle imprese artigiane nelle prospettive a breve e medio termine: continuano le politiche recessioniste legate ai vincoli comunitari, cosa che appare ancor più paradossale se si pensa che l’avanzo primario cresce da anni. Si rafforza inoltre la stretta creditizia e aumenta la burocrazia”.
Le previsioni circa l’andamento occupazionale registrano un aumento di quasi 2 punti percentuali passando da -6,17 a -4,62%.
Il dato relativo all’ipotesi di assunzione di apprendisti sale di circa 4 punti percentuali, passando da -20,96% al -17,34%.
Peggiora il dato relativo alle previsioni di produzione totale, passando da -13,06% a -16,65%.
Il saldo relativo all’acquisizione di nuovi ordini mantiene un valore negativo, ma migliora leggermente passando da -14,44% a -11,27%.
Diminuisce la percentuale di imprese che non hanno programmato investimenti: dal 78,35% al 63,63%.
Per quanto concerne l’acquisizione di nuovi ordini per esportazioni, il dato passa da 22,34% a 48,23%, un dato fortemente negativo rispetto al trimestre precedente, che fa registrare una percentuale maggiore di imprese che prevedono una diminuzione di acquisizioni di ordini per esportazioni.
Diminuisce la previsione di regolarità negli incassi: da 68,38% a 64,22%; aumenta la stima dei ritardi, passando dal 30,58% al 35,22%; le previsioni di anticipi negli incassi continuano a rimanere minimi con un leggero peggioramento, passando da 1,03% a 0,56%.
Commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte: “L’indagine congiunturale relativa al quarto trimestre del 2025 ci restituisce un quadro di sfiducia da parte delle imprese artigiane. Continuano le paradossali politiche recessioniste legate ai vincoli comunitari, aumenta la burocrazia e il credito si sfila progressivamente dalle opzioni in mano agli imprenditori (a giugno di quest’anno i prestiti alle micro e piccole imprese del Piemonte, fino a 20 dipendenti, sono diminuiti del 4,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). La crescita dei costi energetici (il Piemonte si colloca al quarto posto tra le regioni più penalizzate, con 181 milioni di euro di extra-costi per le micro e piccole imprese rispetto alla media europea che gravano proprio sulle aree manifatturiere), il caro materiali e i costi di produzione, la debolezza della domanda legata al progressivo impoverimento della popolazione (con buona pace dell’aumento del rating) determinano un generale clima di attendismo e sfiducia in un sistema-paese che non è più capitale per cittadini e imprese. Ad essere penalizzate dal costo elevato dei finanziamenti e dall’assenza di un vero impulso espansivo, sono soprattutto le mpi, infatti, peggiora il dato relativo alla programmazione di investimenti che passa dal 78,35% al 63,63%.
Preoccupante anche il dato previsionale di regolarità negli incassi e nella stima dei ritardi, che infatti peggiora passando dal 30,58% al 35,22%. Una situazione che potrebbe mettere sotto scacco le imprese artigiane causando crisi di liquidità e frenata negli investimenti per le evoluzioni di processo, l’acquisto di nuovi macchinari, la rivoluzione degli spazi di lavoro ecc. Tutto questo costa e le Pmi non possono permetterselo e quindi riducono drasticamente la loro capacità di stare sul mercato e di esprimere tutto il loro valore”.
“Segnali di miglioramento arrivano, invece, – continua Felici – dalle previsioni circa l’andamento occupazionale che aumenta di quasi 2 punti percentuali passando da -6,17% a -4,62%, dall’ipotesi di assunzione di nuovi apprendisti che, pur rimanendo negativo, sale di circa 4 punti percentuali passando da -20,96% a -17,34% e dalla previsione di acquisizione di nuovi ordini che, pur rimanendo negativa migliora di quasi 3 punti percentuali passando da -14,44% a -11,27%”.
“Cresce, invece, in negativo il dato previsionale relativo alle imprese che prevedono una diminuzione di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni, che passa da 22,34% a 48,23% -conclude Felici-Valori che segnalano una congiuntura di forte sofferenza e contrazione del volume di affari. Questa situazione di turbolenza di mercato rischia di tradursi in un colpo proprio per quei settori simbolo del nostro saper fare: gioielleria, occhialeria, macchinari, bevande. Ora è più che mai necessario che la politica si concentri sulle misure finalizzate ad aumentare la competitività delle aziende, a cominciare dalle indispensabili misure per il contenimento dei costi energetici”.
L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte ha redatto la quarta indagine trimestrale congiunturale del 2025 utilizzando un questionario telematico rivolto ad un campione significativo di 2.250 imprese selezionate nei comparti di produzione e di servizi che rappresentano maggiormente l’artigianato della nostra regione.
Torino – Successo di pubblico alla Sala Piemonte del Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino, il secondo di una serie di incontri dedicati alla prevenzione sanitaria. L’evento, “Fasi al tuo fianco, dalla prevenzione alla cura”, promosso dal Fondo in collaborazione con Unione Industriali Torino-Federmanager Torino APDAI, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione tra i dirigenti delle imprese private industriali e promuovere modelli di welfare aziendale capaci di tutelare concretamente la salute.
A moderare l’incontro è stato Daniele Damele, Presidente Fasi, affiancato dal Vicepresidente Fabio Pengo, che ha illustrato le attività del Fondo, sottolineando il valore strategico attribuito alla prevenzione. «Il Fasi – ha dichiarato Pengo – oltre ad offrire 22 pacchetti di prevenzione completamente gratuiti per i propri assistiti, opera costantemente affinché gli stessi diventino responsabili attivi della propria salute e benessere, contribuendo così anche alla sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale. La prevenzione è un investimento, non un costo: investire sulla salute significa investire sulla tenuta sociale del Paese. Il Fasi ha compiuto una trasformazione importante, passando dal semplice rimborso delle cure a un modello che parte dalla prevenzione e valorizza l’educazione sanitaria, il coinvolgimento attivo e l’uso del digitale. Ogni cittadino deve diventare protagonista della propria salute, perché un euro investito in prevenzione genera quattordici euro di risparmio sociale e sanitario».
Particolarmente rilevanti sono stati gli interventi degli esperti clinici invitati, come la Dott.ssa Vanesa Gregorc, Direttrice ricerca clinica e innovazione, Direttrice scientifica Istituto di Candiolo FPO IRCCS: «Candiolo è uno dei 50 Cancer Center europei impegnati a mettere la prevenzione al centro della missione oncologica. La diagnosi precoce, infatti, cambia tutto: non solo le possibilità di guarigione, ma anche la qualità della vita delle persone. Prevenzione primaria, screening mirati e tecnologie d’avanguardia sono strumenti che permettono di trasformare la cura in un percorso di salute condiviso. La prevenzione, oggi più che mai, è una responsabilità collettiva».
Il Dott. Andrea Droghetti, Direttore di Chirurgia Oncologica Toracica dell’Istituto di Candiolo, ha evidenziato che il tumore al polmone può essere sconfitto grazie alla diagnosi precoce con TAC spirale a basse dosi e chirurgia mini-invasiva, raggiungendo tassi di guarigione fino all’80%.
Il Dott. Enrico Checcucci, Dirigente Medico della Chirurgia Urologica dell’Istituto di Candiolo, ha ricordato che, per il tumore alla prostata, PSA, risonanza magnetica e tecniche robotiche avanzate permettono diagnosi iniziali e trattamenti meno invasivi, a beneficio di pazienti e sistema sanitario.
Il Dott. Luigi Turco, Direttore dell’Ovarian Cancer Center dell’Istituto di Candiolo, ha infine sottolineato l’importanza della prevenzione in ginecologia oncologica: vaccino anti-HPV, screening e analisi genetiche salvano vite e aprono nuove prospettive con tecnologie diagnostiche evolute.
«La prevenzione non può essere improvvisata – ha aggiunto il Dott. Leonardo Maggiolini, Professore AC Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria Unicamillus –. Deve poggiare su basi scientifiche solide e su protocolli validati. Dal 2011 il Fasi ha costruito oltre venti programmi di prevenzione, dall’oncologia all’odontoiatria, fino al nuovo pacchetto dedicato alla parodontite. Si tratta di un approccio One Health, che considera il legame tra salute orale, diabete, cuore e qualità di vita. Prevenire non significa solo vivere più a lungo, ma vivere meglio, in salute e con dignità».
Durante l’evento sono intervenuti anche Massimo Richetti (Vice Direttore e Responsabile dell’Area Lavoro e Welfare Unione Industriali Torino) e Massimo Rusconi (Vicepresidente Federmanager Torino APDAI).
Massimo Richetti ha evidenziato il ruolo del Fasi come pilastro del contratto dei dirigenti, esempio virtuoso di welfare condiviso tra imprese e management, fondato su equilibrio ed efficienza. Ha sottolineato il valore della collaborazione tra le Parti Sociali nella costruzione di un sistema integrato di formazione, previdenza e sanità.
Massimo Rusconi ha ribadito che il Fasi nasce dall’alleanza tra Federmanager e Confindustria, modello di sostenibilità multisettoriale. In un contesto di crescente pressione sul SSN, ha ricordato l’importanza della sanità integrativa come presidio complementare e preventivo.
L’evento, destinato agli assistiti Fasi del Piemonte e di tutto il Nord Ovest dell’Italia, ha registrato un’ampia partecipazione, con numerosi dirigenti presenti in sala e molti collegati da remoto. Un chiaro segnale dell’interesse verso un tema centrale per il benessere individuale e collettivo.
Il Fondo, attraverso iniziative come questa, rinnova il proprio impegno nella promozione di una cultura della salute fondata sulla prevenzione, l’informazione e l’ascolto dei bisogni della dirigenza.
Il prossimo evento è in programma a Roma, il 4 febbraio 2026, nella sede nazionale di Confindustria.

Che leggiRUBRICA A CURA DI IRMA CIARAMELLA*
Torino ha ospitato il 36° Congresso Nazionale Forense (Torino).
Otre 2500 avvocati provenienti da tutta Italia per tre giorni hanno dibattuto sui temi e sulle sfide che l’avvocatura è chiamata ad affrontare prima tra tutte l’impatto dell’intelligenza artificiale e la riforma della legge professionale.
La conferenza stampa è’ stata ospitata nella magnifica Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze.
QLa Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino Simona Grabbi ha consegnato idealmente le chiavi della città al Presidente del Consiglio Nazionale Forense Francesco Greco . La presidente nel suo discorso introduttivo ha citato il motto coniato nel XVIII dell’accademia ’Veritas et utilitas ‘ la ricerca della verità scientifica all’utilità sociale del sapere sono intrinsecamente connessi al progresso della collettività.
Il 36° Congresso Nazionale Forense, ospitato a Torino e promosso dal Consiglio Nazionale Forense insieme all’Ordine degli Avvocati torinese, ha restituito un quadro complesso dello stato dell’avvocatura italiana. La professione vive una fase di transizione strutturale, segnata da un calo costante di nuove iscrizioni e da un cambio generazionale che riflette non solo il mutato scenario economico, ma anche l’impatto profondo delle tecnologie digitali — prima fra tutte, l’intelligenza artificiale.
Ed è proprio il rapporto tra diritto e tecnologia, professione e intelligenza artificiale il vero spartiacque del dibattito torinese.
Secondo un’indagine Ipsos realizzata per il Consiglio Nazionale Forense, un avvocato su tre (36%) utilizza già strumenti di intelligenza artificiale per scopi professionali. La percentuale cresce fino al 47% nella fascia di età 35-44 anni, e raggiunge addirittura il 76% negli studi strutturati con più di 20 collaboratori.
Per il Presidente del CNF, Francesco Greco, la sfida è costruire un modello di IA “interna e controllata”, al servizio della categoria, che garantisca la tutela dei dati sensibili e la parità di accesso agli strumenti digitali anche per gli avvocati più giovani o non integrati in grandi Law Firm che non può permettersi Algoritmi addestrati su misura costosi.
Un approccio che riflette la necessità di integrare il sapere scientifico e tecnologico nel diritto, senza snaturare il ruolo fondamentale dell’avvocato come garante dei diritti.
Al Teatro Regio giovedì scorso il vero incipit.
Sul palco del tempio della Lirica , il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove ha difeso la riforma della separazione delle carriere come “passo decisivo verso la parità processuale davanti a un giudice terzo”, annunciando anche interventi in favore dell’avvocatura per rafforzare indipendenza, segreto professionale ed equo compenso.
Un’idea di avvocatura al passo con i tempi ma non dipendente”, dove la competenza resta un sapere costruito ed acquisito con professionalità e studio.
Il Presidente del CNF Francesco Greco ha invece rilanciato il vero punto dolente dell’attuale assetto processuale: ”. La Riforma Cartabia la peggiore che il nostro sistema giudiziario, civile e penale abbia subito”, colpevole di aver “reso il nostro sistema giudiziario lontano, indecifrabile, quasi estraneo ai principi del giusto processo”, e di aver “snaturato il rito civile, trasformandolo in un processo senza il processo, prevedendo un contraddittorio senza contraddittori, un dibattimento senza alcuno che dibatte” e con un abuso della trattazione scritta.
Nel processo penale sottolinea il Presidente Greco, “sono state introdotte norme che possono essere definite solo spaventose, come quella che prevede che per interporre appello al difensore deve essere rinnovata la procura, dimenticando o forse nella consapevolezza che i meno abbienti, ai quali in udienza viene nominato il difensore d’ufficio, mai si recheranno a conferire il mandato di fiducia al difensore per proporre appello”.
Bisogna restituire gli avvocati ai Tribunali e la richiesta del Presidente consegna CNF alla politica bipartisan intervenuta al Congresso e’ chiara: abolire la Riforma Cartabia.
La Vice Presidente del Senato, Anna Rossomando, è intervenuta ricordando il ruolo costituzionale dell’Avvocatura, richiamandone i valori fondanti di libertà, autonomia e tutela dei diritti. Valori che — ha sottolineato — trovarono la loro più alta espressione nella figura di Fulvio Croce, l’Avvocato e Presidente dell’Ordine torinese ucciso dalle Brigate Rosse per aver difeso, con coraggio e senso delle istituzioni, il principio del diritto alla difesa.
Il focus sui temi della Giustizia è proseguito nel pomeriggio all’Auditorium di Renzo Piano del Lingotto con l’intervento della Presidente del Conseil National des Barreaux, Julie Couturier sulle regole imposte dal sistema francese all’Intelligenza artificiale .
Quindi un panel di avvocate e avvocati parlamentari, in un’ottica bipartisan e di equilibrio di genere – tra cui gli On.li Avv.ti Maria Elena Boschi, Enrico Costa, Ada Lopreiato, Debora Serracchiani, Francesco Urraro e Maria Carolina Varchi .
Gli onorevoli e la senatrice hanno dato voce a un confronto vivace e trasversale sulle riforme, l’etica e IA, l’uguaglianza di genere anche con riferimento alla disparità salariale e il ruolo dell’avvocatura come garante del bilanciamento tra innovazione e diritto e il riconoscimento del suo ruolo all’interno della Costituzione della sua funzione sociale in quanto garante del corretto esercizio della giurisdizione e della effettività della tutela dei diritti.

Allo stesso modo, l’impiego dell’intelligenza artificiale nella redazione delle sentenze apre un fronte etico e giuridico delicatissimo: se da un lato promette efficienza e rapidità, dall’altro rischia di appiattire la giurisprudenza, uniformandola e privandola di quella tensione interpretativa che è linfa vitale del diritto.
Come ha efficacemente ricordato il Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto nel suo brillante intervento che ha concluso la prima giornata del Congresso, “la standardizzazione del diritto porta alla sua banalizzazione.”
Un confronto denso e appassionato, nel segno del motto che accompagna da secoli la tradizione scientifica torinese, come ha ricordato la Presidente dell’Ordine Simona Grabbi? Veritas et Utilitas — la verità come fondamento, l’utilità come fine.
* Avvocata
Negli ultimi giorni, la Polizia di Stato ha arrestato cinque persone per spaccio di sostanza stupefacente nel quartiere Barriera Milano. Si tratta di cittadini nigeriani fermati nel corso di tre diverse operazioni condotte da personale del Commissariato di P.S. Barriera Milano.
Nel primo caso un quarantasettenne è stato fermato a bordo di un’auto in corso Mortara. L’uomo è stato trovato in possesso di una cinquantina di grammi tra eroina e cocaina. Nel corso della perquisizione domiciliare, gli agenti hanno rinvenuto sostanza da taglio e il materiale occorrente per il confezionamento delle dosi.
Un secondo cittadino nigeriano, invece, è stato tratto in arresto in corso Svizzera. L’uomo è stato trovato in possesso di alcune dosi di crack e cocaina, nascoste nel bracciolo della sua auto. Altre dosi delle stesse sostanze stupefacenti, una quarantina di grammi, sono state poi rinvenute a casa del trentaduenne, occultate all’interno di due deodoranti per ascelle roll-on e in un giocattolo per bambini.
Nella terza operazione, gli agenti del Commissariato hanno fermato un uomo che viaggiava su un taxi abusivo (kabu-Kabu) dopo essere salito a bodo in via Cervino. Fermato il veicolo, gli agenti hanno trovato l’uomo in possesso di 34 ovuli di cocaina per un peso di 560 grammi. A casa del quarantunenne, sono stati sequestrati 2.900 euro in contanti e materiale per il confezionamento delle dosi. Gli agenti poi hanno perquisito l’alloggio di via Cervino dal quale l’uomo si era mosso, qui scoprendo ulteriori 165 grammi di cocaina e 850 euro in denaro contante ed arrestando le due persone presenti, due cittadini nigeriani di 38 anni.
Gli arresti sono stato convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
La Giunta comunale, su proposta dell’assessore Francesco Tresso, ha approvato le linee di indirizzo per il progetto “Torino Città Cardioprotetta”, un’iniziativa che mira a diffondere la cultura della prevenzione e a rendere sempre più sicura e accessibile la città attraverso l’installazione di nuovi defibrillatori semiautomatici (DAE) negli spazi pubblici.
Il piano prevede l’installazione di dieci nuovi defibrillatori in parchi, giardini e luoghi di forte aggregazione, oltre a un censimento completo dei dispositivi già presenti negli edifici e nei luoghi pubblici comunali, per garantirne la tracciabilità e l’efficienza attraverso la registrazione sul “Portale DAE” della Regione Piemonte e del 118.
“Con questo progetto – spiega l’assessore Francesco Tresso – vogliamo rendere Torino una città sempre più sicura e attenta alla salute dei suoi cittadini. I defibrillatori sono strumenti che possono davvero salvare vite: diffonderli nei luoghi di maggiore frequentazione, garantirne la manutenzione e far conoscere alla popolazione come utilizzarli significa investire concretamente in prevenzione e solidarietà.”
I nuovi apparecchi, dotati di teche riscaldate e localizzazione GPS, sono in grado di attivare automaticamente una chiamata al sistema di emergenza 112/118 in caso di utilizzo e saranno oggetto di manutenzione costante per i prossimi quattro anni. Le installazioni interesseranno aree particolarmente frequentate e recentemente riqualificate della città, con diversi giardini distribuiti nelle varie circoscrizioni: Parco del Valentino, Murazzi del Po, Parco Carrara, Giardini Cavour, Parco Di Vittorio, Parco Madre Teresa di Calcutta, Giardino San Paolo, Giardino Nuova Delhi, Giardino Peppino Impastato e Giardino Don Gnocchi.
Accanto all’intervento materiale, la Città avvierà la campagna di comunicazione e sensibilizzazione “Torino Città Cardioprotetta”, in collaborazione con gli attori impegnati sui temi della prevenzione cardiovascolare. La campagna avrà l’obiettivo di informare cittadini e cittadine sulla localizzazione e sull’uso corretto dei DAE, di promuovere la donazione e la sponsorizzazione di nuovi dispositivi, di diffondere la cultura della prevenzione attraverso iniziative e dimostrazioni pubbliche con il supporto della Protezione Civile e delle associazioni del territorio.
TORINO CLICK
Operazione delle Fiamme Gialle e dei Carabinieri. Leggi l’articolo su Canavesano e dintorni:
Sequestrati 7 opifici clandestini per il contrabbando di sigrarette: uno a Caselle
La Dia e i carabinieri del comando provinciale di Asti, hanno eseguito un decreto di confisca del tribunale di Torino nei confronti della famiglia di un pregiudicato di Asti ritenuto vicino a esponenti della ‘ndrangheta attivi in Piemonte.Il provvedimento riguarda 15 immobili, due compendi aziendali, quote societarie e rapporti finanziari per un totale di circa 2 milioni di euro, ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.