ilTorinese

Si ferma la serie A

Si riprende con le 2 ultime gare di qualificazione ai mondiali di calcio

Programma
13 novembre 2025, ore 20:45: Moldavia-Italia
16 novembre 2025, ore 20:45: Italia-Norvegia

Mondiali 2026: l’Europa mette in palio 16 posti
Le qualificazioni UEFA per il Mondiale 2026, che si giocherà tra USA, Canada e Messico, assegneranno 16 posti alle nazionali europee.
I 12 gironi comprendono quattro o cinque squadre ciascuno (l’Italia è in un gruppo da cinque) e solo le prime classificate staccheranno subito il biglietto per il Mondiale.
Le quattro restanti qualificate usciranno dagli spareggi, che coinvolgeranno le 12 seconde e quattro squadre provenienti dalla Nations League 2024/25.
Le 16 nazionali saranno divise in quattro percorsi (A, B, C, D) con semifinali e finali secche. Le otto migliori seconde saranno teste di serie e giocheranno in casa la semifinale: un vantaggio cruciale nella corsa verso USA, Canada e Messico.

Enzo Grassano

Il tesoro alla fine della solitudine: la letteratura del ritorno

L’Angolo della Poesia

Di Gian Giacomo Della Porta

“Mi trovo gettato sopra un’isola orribile e desolata senza alcuna speranza di uscirne, sono in un certo modo separato e isolato dal resto del mondo, infelice e per sempre”.

Così scrive Robinson Crusoe nel suo diario, battezzando la piccola terra dove si è salvato “Isola della disperazione”. Su quell’isola dovrà percorrere, da solo, tutte le tappe dell’evoluzione della civiltà umana, con la conquista del fuoco, l’agricoltura, la memoria. L’isola di Robinson è luogo di punizione e redenzione di un uomo colpevole di essersi avventurato per mare contro il volere della comunità, espresso perentoriamente dalla figura del padre.

A differenza della storia che si svolge su un’altra isola, dove la redenzione opera diversamente, per sortilegio, incanto, amore, e dove gli spiriti e i demoni dialogano con i personaggi, unificati alla fine dalla magia di Prospero, a differenza dell’isola della “Tempesta” di Shakespeare, dove si svolge una vicenda teatrale sinfonica, la storia di Robinson Crusoe e della sua solitudine è espressa nella forma del monologo. Non c’è concorso di voci ma una sola voce che parla nel deserto di un’isola sperduta nel mare.

La letteratura del secolo trascorso, e quella contemporanea, leggono prevalentemente il mondo come l’isola di Robinson, un luogo di prigionia e solitudine, e tendono a dimenticare il finale, il ritorno. Sembra esserci un tentativo di smitizzazione del mito d’avventura, conoscenza e mistero su cui si basa la letteratura d’Occidente: illusorie Penelope e Itaca, risibili le apparizioni delle dee e delle ninfe marine, sgraziate le voci che incantarono Ulisse, immotivato il viaggio e insignificante il ritorno. Dopo molto più di duemila anni il mondo legge il poema di Omero, non so se tra cento anni si leggerà l’”Ulisse” di Joyce. Certo la pensano diversamente dallo scrittore irlandese, in merito al mito di fondazione della nostra avventura letteraria e conoscitiva, gli autori che re immettono il passato nel presente, come Borges; certo prendono molto sul serio Odisseo e le sue avventure gli scrittori che gettano i semi della letteratura dal duemila in avanti, come l’africano Wole Soyinka o il caraibico Derek Walcott.

Più in generale, credo che la metafora della navigazione sia quella che esprime con maggiore potenza la nostra avventura umana nel mondo e la natura metafisica della letteratura: andare oltre, verso terre lontane, per tornare e restituire l’esperienza vissuta in forma di racconto, la visione tradotta in poesia. Il viaggio per mare, la partenza per l’isola, microcosmo perfetto, la discesa agli inferi che la memoria mantiene in vita come legame con il passato e unione della specie: queste grandi esperienze non sono morte perché la letteratura ha saputo preservarne il senso e il mistero, e la presenza nella nostra vita, se vissuta poeticamente, che non significa in modo sovreccitato o enfatico, ma guardando gli accadimenti nella luce che meritano.

Forse nessuna opera letteraria può esprimere il senso della nostra vita e della letteratura come la storia di quel ragazzo che salpa alla ricerca di un tesoro, seguendo una mappa, avventurandosi in mari lontani. La storia dell’uomo che dopo mille prodigi scopre che il vero miracolo è il ritorno. Perché solo il ritorno consente racconto, memoria, narrazione. Rendere comune a chi ascolta, a chi legge, l’avventura del tesoro, la sua ricerca, gli ostacoli, i misteri, ma anche la certezza che sotto qualche strato di terra, nascosto, sepolto, il tesoro esisteva.

Crolla il Pil pro capite piemontese: è ora di smetterla di raccontare una realtà rosea

Caro Direttore, 
mi chiedi perché sono sempre così severo nelle mie analisi sulla nostra situazione  economica mentre chi governa Comune e Regione, le Banche e i veri componenti del Sistema Torino esprimono sempre ottimismo. La classifica europea  del PIL procapite delle varie regioni purtroppo mi dà ragione e  retrocede il Piemonte che ha un PIL procapite inferiore alla media europea ,che è tenuta bassa dalle regioni ex comuniste.  Il punto è che nel 2003 il PIL procapite piemontese era 120 sui 100 della media europea. Certo è la bassa crescita della economia torinese che abbassa il dato piemontese. Ma tant’è. In ventidue anni abbiamo perso oltre 20 punti e questo calo pesa soprattutto sulla metà della Città che sta male come disse inascoltato l’Arcivescovo NOSIGLIA. Scrivo a Te per dirlo a tutti, Sindaco di Torino, Presidente della Regione, giornali, presidenti delle  associazioni, sindacati etc: e’ ora di smetterla di fare analisi ottimistiche perché questi vent’anni ci hanno impoverito. Non aver difeso la nostra industria e pensare che puntare tutto sul turismo potesse bastare e’ stato un grave errore che pagano i più deboli, dai disoccupati ai cassaintegrati . La politica non è il Rotary dove persone per bene si riuniscono  per discutere attorno a un piatto di agnolotti. La politica è la ricerca del bene comune attraverso il buon governo della cosa pubblica. I risultati di questi ultimi vent’anni sono negativi.  Chiediamo la convocazione degli Stati generali per chiedere a tutti i torinesi e piemontesi di fare la propria parte. Occorre che chi ha ricevuto importanti eredità di aziende e patrimoni abbia un forte senso di responsabilità verso il nostro territorio prima di investirli all’estero. Occorre senso di responsabilità delle Banche e delle Fondazioni bancarie che in questi stessi vent’anni hanno versato al territorio cinque miliardi ma con risultati scarsi sulla economia e sulla società torinese. I partiti che studiano le tattiche per non perdere le prossime elezioni sono chiamati a rispondere sui risultati poco lusinghieri delle loro scelte. E per fortuna noi SITAV abbiamo salvato l’opera più importante.
Mino GIACHINO 
SITAV SILAVORO

Mario Coda, il socialista monarchico di Biella

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
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E’ morto a Biella a 91 anni il commendatore dell ‘Ordine Mauriziano Mario Coda, una vita per il socialismo democratico e l’ideale monarchico. Le sue idee potevano essere  anche considerate un ossimoro vivente, mentre l’idea di una monarchia nordeuropea poteva essere un’ipotesi possibile, anche se oggettivamente  lontana dalla storia sabauda. Fu un socialista saragattiano in un terra, quella biellese , ricca di tradizioni socialiste riformiste, che espresse anche dei parlamentari. Coda ,che fu consigliere e assessore comunale di Biella, avrebbe potuto rappresentare in Parlamento la sua zona, ma gli fu preferito un tal Barbera che non aveva storia e venne eletto al Senato. La politica anche nella prima repubblica andava così. Coda aveva un rapporto diretto con Saragat che lo invitava a pranzo quando era in vacanza in Valle d’Aosta. Sicuramente ha conservato testimonianze preziose di questa lunga amicizia che in parte ho condiviso. Il PSDI era il partito di Nicolazzi e di  Magliano e un uomo di vasti interessi culturali come lui  doveva sentirsi a disagio in un partito di grandi e nobili ideali , ma totalmente assoggettato al clientelismo che privilegiava i mediocri e i procacciatori di tessere. Un suo grande amico Marziano Magliola che fu anche lui assessore a Biella , scelse di entrare nel PRI, stanco di una stagnazione politica mortificante.
Ricordo che una volta in cui mi trovai in un caso pazzesco e mi avevano clonato una mia lettera del tutto falsa pubblicata su un giornale a mia firma, fu il primo a scendere in campo a mia difesa senza neppure chiedermi la benché minima spiegazione. Nell’ambiente monarchico fu una rara avis, considerato al pari di un eretico. Nell’ Umi ebbe pochi amici come Vincenzo Pich e Guido  Aghina che fu assessore socialista a Milano. I vari gerarchi monarchici  da Boschiero al generale Mazzara lo detestavano e fecero di tutto per farlo tacere, ma il suo giornale “Il sentiero“ continuò ad uscire imperterrito. I capi non capirono che Coda dimostrava che la monarchia era al di sopra delle parti e che l’Umi raccoglieva monarchici di ogni orientamento. A loro andava bene un’associazione di fatto allineata con la destra reazionaria, in alcuni casi anche fascista. Solo il Re Umberto, come disse anche a me più volte, stimava ed apprezzava Coda insignito di una onorificenza sabauda che lo nobilitava. Su un punto dissentivamo: Piero  Gobetti che lui vedeva come un mito. Quando lesse  un mio libro, Mario si convinse che Gobetti non meritava il culto ostentato da molti  che più che liberali progressisti  erano  in realtà dei veri comunisti. Credo  si sia dissociato  dal centro Gobetti di Torino, covo di gente incompatibile con le nostre idee democratiche ed europeiste. E’  stato anche uno studioso e un cultore  scrupoloso di storia locale. Ebbe una predilezione per il Santuario di Oropa dove ricoprì incarichi di responsabilità.
A Pollone nella biblioteca “Benedetto Croce”  il 25 aprile di quest’anno venne insieme a Marziano Magliola a presentare il mio libro su Matteotti. Io ero ancora un po’ acciaccato dall’intervento del ‘24, mentre il novantenne Coda fu  molto brillante e fonte inesauribile di ricordi precisi e lucidissimi. Sarei stato tentato di chiedergli la ricetta dell’elisir della sua  lunga vita, poi ritenni la battuta fuori posto perché Mario era rimasto giovane nella mente e nel fisico. Era inevitabile ricordare insieme un convegno a Sauze d’ Oulx nel 1967 di cui siamo unici superstiti Magliola e chi scrive . Al ritorno Vittorio Prunas Tola ci invitò a cena a Cavour alla Locanda della Posta. Prunas che era un uomo colto ed onesto ,aveva capito chi era Coda. Viene da dire: O gran nobiltà dei cavalieri antiqui. In riferimento ovviamente  a Prunas e a Coda. Ci sarebbero tanti altri ricordi di una lunga amicizia che era iniziata nel  1963  e che segnò anche incontri a me non graditi, legati ad una rancorosa invidia  giovanile nei miei confronti. Di quegli anni l’unico amico che resta  oggi, è  il conte Giorgio Brinatti, gentiluomo di antico stampo ritrovato in questi ultimi anni con gli stessi sentimenti di allora. Con Mario c’erano anche idee  diverse e persino contrastanti – io sono rimasto soprattutto un liberale – , ma l’onestà intellettuale che improntava il nostro rapporto, ci consentì di vivere un’esperienza che non ha  eguali. Nella mia vita ho conosciuto tanta gente e sono stato amico di molti , ma la longevità del rapporto con Coda e con Magliola resta unica insieme a quella con Brinatti  fortunatamente “recuperato” di recente quando venne ad ascoltarmi a ricordare Umberto II. Coda fu molto legato a Gustavo Buratti Zanchi , imprenditore illuminato, politico che dal PNM passò al PSI  , poeta raffinato e molto altro. Pur riconoscendone l’importanza, non ho mai legato con Buratti che finì anche di condividere posizioni un po’ estremiste a me lontanissime. Buratti, non a caso, si riteneva un gobettiano. Coda seppe tenere salda una coerenza che resta la parte più nobile della sua lunga vita e rende ancor più  dolorosa la sua morte. Resta di lui un ricordo pieno di dignità e di cultura. Un esempio da indicare ai giovani che non appartengono  alla generazione Z e che vogliano riscoprire le radici della storia e della vita.

Spoiler, Ti Sposo!

Il salone anti-cliché che trasforma la fiera del wedding in una festa


Domenica 16 novembre 2025 – Le 5 Frecce, Campiglione Fenile (TO)
Orario: 14:30 → 22:30

Cosa aspettarsi

Un calice di vino, una playlist che fa muovere anche gli sposi più timidi e una selezione di fornitori fuori dagli schemi: così nasce Spoiler, Ti Sposo!, il salone del wedding che mette al centro la festa, non lo stress.

Lontano dai saloni tradizionali e dai cliché ingessati, l’evento all’agriturismo Le 5 Frecce di Campiglione Fenile (Pinerolo), a un’ora di auto da Torino, si presenta come un pomeriggio esperienziale dove le coppie possono scoprire nuovi modi di vivere il matrimonio: autentici, leggeri e personalizzati, incontrando professionisti del settore in un contesto conviviale.

Sono caldamente invitati anche le famiglie e gli amici della coppia, per accompagnare i futuri sposi nella creazione del loro matrimonio ideale e godersi l’atmosfera di festa.

Un programma da vivere

Alle 14:30, apertura delle porte e prime consulenze gratuite con Rebel Artists (make-up) e Riali (cadeaux e grafiche).

Durante il pomeriggio si alterneranno momenti di show live e spettacoli al dj set.

Bouquet Live di Sonia Fiori (17:00)

Spettacolo di danza salsa con i Vicecampioni mondiali (ore 16:00 e ore 18:00)

Aperitivo in area food del ristorante Le 5 Frecce con proposte gourmet locali (dalle 16:30)

Accompagnamento musicale jazz con Diego Sergi & The Swaggers (19:00–21:00)

DJ set finale di Alex Eventi per chiudere in bellezza

Potrete conoscere direttamente il produttore di vini della cantina Garesio durante l’arco di tutto il pomeriggio, mentre l’area food curata da Le 5 Frecce sarà aperta dalle 16:30 alle 22:00.

Degustazioni food su prenotazione via Eventbrite e pagamento all’ingresso.

Esperienze su prenotazione

Alcune attività richiedono la prenotazione su Eventbrite:

Consulenze make-up gratuite e make-up completo a prezzo scontato con Rebel Artists

Consulenze Riali gratuite su cadeaux artigianali e grafiche su misura

L’ingresso include consulenze con gli espositorə e dà accesso a tutte le aree espositive e ai momenti live.

Un evento inclusivo e accessibile

Gli animali sono i benvenuti (sarà presente EmyAcademy con i suoi wedding dog trainers).

La location è accessibile, con parcheggio gratuito e spazi senza barriere architettoniche.

Espositori, fornitori e partner

Un mix di professionisti/e del wedding e dell’artigianato creativo, tra esperienze live, design e convivialità.

Dario Dusio – Fotografia
Diego Sergi & The Swaggers – Musica live
Alex Eventi – DJ set ed effetti speciali
Rebel Artists – Make-up e consulenze beauty
Francesca Discenza – Hair stylist
Vanity Beauty – Estetica avanzata
Fein Le Officine Orafi – Gioielleria su misura
Sonia Fiori – Floral design e bouquet dal vivo
Riali – Cadeaux e grafiche personalizzate dall’anima siciliana
Tecla Lab – Ceramiche e bomboniere fatte a mano
Jessica Donham – Vasi e decorazioni in argilla naturale
Container Torino – Liste nozze alternative e design d’autore
Garesio Vini – Degustazioni e percorsi enologici
Renzo Gotto – Truck birre e convivialità on the road
Pasticceria RE – Dolci e dessert d’autore locali
Servizi in Carrozza – Arrivi scenografici e romantici
Aria di Festa – Allestimenti e decorazioni
Thuras – Luci e scenografie d’atmosfera
Alessio & Giorgia Show Creator – Performance di danza salsa e spettacolo
EmyAcademy – Wedding dog training e cerimonie pet friendly
Beatrice Viaggi – Viaggi e lune di miele su misura
Crafts by Tecla Lab – Artigianato contemporaneo e piccoli oggetti d’amore

Informazioni utili

Dove: Le 5 Frecce – Strada Vecchia di Pinerolo 6, Campiglione Fenile (TO)

Quando: Domenica 16 novembre 2025 – ore 14:30 → 22:30

Biglietti: €7 singolo / €10 coppia

Biglietti in prevendita su Eventbrite – Disponibili anche alla porta

Contatti: sposamisalonedelwedding@gmail.com

Instagram: @spoiler_tisposo

La salute in Valle di Susa: stessi dati della provincia di Torino. I cantieri Tav non influiscono

Lo stato di salute della Valle di Susa si conferma in linea con gli andamenti della provincia di Torino e del Piemonte, senza variazioni legate alla presenza dei cantieri della nuova ferrovia Torino-Lione.

È quanto emerge dall’analisi 2025 della Valutazione di impatto sulla Salute, presentata il 10 novembre 2025 a Torino nel corso di un incontro istituzionale al Grattacielo della Regione Piemonte, i cui risultati sono la combinazione di dati sanitari e dati del monitoraggio ambientale, eseguito intorno ai cantieri dell’opera, elaborati dal Dipartimento di Scienze e Sanità pubbliche dell’Università di Torino nell’ambito del tavolo tecnico di pilotaggio della VIS.

La VIS sulla Torino-Lione ha caratteristiche inedite: per la prima volta viene applicata a una grande opera. La VIS, infatti, non è prevista per la costruzione di infrastrutture, ma si utilizza per comprendere se un nuovo progetto che si inserisce sul territorio (come un sito industriale, ecc.) può rappresentare un rischio per la salute. Nel caso della Torino-Lione, la VIS integra la Valutazione di impatto ambientale, già eseguita e approvata dai ministeri, e rafforza il monitoraggio ambientale svolto sui cantieri, a ulteriore garanzia della salute delle persone.

Il lavoro del Tavolo di Pilotaggio

L’analisi è stata elaborata nell’ambito del Tavolo di Pilotaggio, luogo tecnico di garanzia e accompagnamento della VIS, che si riunisce periodicamente ed è coordinato dalla Regione Piemonte con la partecipazione di TELT, Arpa, Asl TO3 e del rappresentante tecnico nominato dai Comuni interessati dai cantieri della Torino-Lione.

L’appuntamento, il terzo dall’avvio del Tavolo, è stato aperto dai saluti dell’assessore alla Logistica e Infrastrutture strategiche della Regione Piemonte, Enrico Bussalino: <<La Valutazione di Impatto sulla Salute non è solo un adempimento tecnico: è uno strumento concreto di conoscenza e di fiducia. Attraverso i dati che vengono raccolti e analizzati, – ha detto Bussalino – abbiamo la possibilità di disporre di un quadro preciso e aggiornato sugli effetti dell’opera, sullo stato dell’ambiente e sulla salute della popolazione. Vogliamo essere certi che i cantieri non comportino impatti negativi per la salute dei cittadini e che le attività vengano condotte in modo controllato, sicuro e rispettoso del territorio. E questi dati lo confermano. La Regione Piemonte continuerà a sostenere con convinzione questo lavoro di monitoraggio e di verifica, proprio perché rappresenta una garanzia di trasparenza nei confronti delle comunità locali. Riteniamo fondamentale che ogni grande opera proceda in equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela ambientale. E la Torino-Lione ne è un esempio: un’infrastruttura strategica non solo per il Piemonte, ma per l’Italia e per l’Europa intera>>.

Collegato da Roma anche il presidente dell’Osservatorio Tecnico sulla Torino-Lione, Calogero Mauceri, che ha segnalato come il metodo della VIS sulla Torino-Lione può essere da apripista per altre grandi opere. Dopo l’introduzione del dirigente regionale del settore Infrastrutture strategiche, arch. Riccardo Lorizzo, il professor Carlo Zocchettiche ha eseguito l’analisi, ha spiegato l’andamento dei dati. <<La valutazione condotta dall’Università di Torino ha interessato due categorie di rischio tossicologico, cancerogeno e non cancerogeno – ha spiegato Zocchetti. Per entrambe, secondo la metodologia VIS, i valori sono ampiamente al di sotto dei valori di accettabilità>>.

L’ing. Manuela Rocca, vicedirettrice generale di TELT, ha invece illustrato i dati del Piano di monitoraggio ambientale che viene svolto su tutti i cantieri dell’opera, da cui non emergono criticità: <<Siamo impegnati, con le imprese al lavoro sui cantieri sia italiani sia francesi, per prevenire situazioni di rischio: i monitoraggi interni ed esterni ai cantieri, supervisionati dal Coordinatore Ambientale, tracciano in tempo reale tutte le variazioni collegate alle lavorazioni e ogni qual volta le centraline segnalano superamenti di soglia, la comunicazione arriva direttamente ad ARPA per le opportune verifiche>>.

Astrattismo Inverso: il primo concorso artistico della Città di Rivoli

 

Sabato 8 novembre Rivoli ha vissuto un momento significativo con la premiazione di “Astrattismo Inverso”, il primo concorso artistico promosso dalla Città di Rivoli nell’ambito del progetto “Rivoli Città d’Arte” con il contributo di TurismOvest.
L’iniziativa, realizzata in stretta collaborazione con i laboratori artistici cittadini — E20 d’Arte al Castello di Fulvio Bresciani, Galleria Belle Epoque di Diego Sestero, Imparalarte di Amelia Argenziano e Atelier di Pittura Lud Chamorro Art di Luisa Maria Diaz Chamorro — ha registrato un’ampia partecipazione e un pubblico numeroso, segno di una città sempre più coinvolta nella vita culturale e creativa.

Il concorso ha stimolato la creatività di molti artisti, che hanno saputo instaurare, attraverso le loro opere, un dialogo originale con l’arte astratta e con il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea. L’atmosfera di entusiasmo e condivisione che ha accompagnato la premiazione ha confermato la vitalità di un tessuto artistico in costante fermento.

«Investire nell’arte e nei laboratori creativi – ha dichiarato il Sindaco Alessandro Errigo – significa costruire un’identità più forte per Rivoli. La partecipazione registrata è un segnale di come la cultura, quando è condivisa, diventi un linguaggio capace di unire le persone e dare nuova vitalità alla città».

Si sono distinti Margherita Garetti, vincitrice del primo premio, seguita da Nunzia Lastella e Michela Fischetti, mentre a Monica Falchero è andato il quarto posto. Le menzioni di merito sono state attribuite a Sara ForlaniRosanna Costanzo e Roberto Trucco per l’originalità, la tecnica e la sensibilità artistica. Riconoscimenti speciali sono andati ai giovani talenti Emma Farfariello e Giorgio Cusanza, premiati con la menzione “Bambini” della Giuria.

Il percorso avviato con “Astrattismo Inverso” proseguirà nel 2026 con una mostra collettiva presso la Casa del Conte Verde, che offrirà nuova visibilità a tutte le opere partecipanti e confermerà Rivoli come luogo di incontro tra arte, comunità e innovazione culturale.

La squadra mobile arresta altri cinque spacciatori a Torino

Continua a Torino l’attività della Polizia di Stato volta al contrasto dello spaccio di stupefacente; gli investigatori della Squadra Mobile torinese, sotto le direttive della Procura della Repubblica di Torino, hanno proceduto ad altri 5 arresti, in diversi quartieri cittadini, portando a 8 il bilancio complessivo delle ultime due settimane.

In particolare, gli investigatori della Sezione Falchi, nel corso di un servizio in borghese di pattugliamento in via Livorno, hanno arrestato un cittadino marocchino di trentaquattro anni che, prima di essere sottoposto a controllo, ha cercato di allontanarsi a bordo di un monopattino per eludere il controllo, ma è stato fermato dai poliziotti. All’atto della perquisizione, l’uomo ha cercato di disfarsi di un involucro, risultato poi contenere cocaina. Il cittadino straniero è stato anche trovato in possesso di 350 euro in contanti.

Stessa sorte è toccata ad un cittadino gabonese di 30 anni. L’uomo spacciava sostanze stupefacenti nel Parco Sempione. Fermato per strada, il cittadino straniero è stato trovato in possesso, dagli agenti della Squadra Mobile, di numerosi involucri e frammenti di droga tra eroina, cocaina e crack; a casa dell’uomo poi, sono stati trovati 334 grammi di cocaina, 240 di eroina e altro crack, oltre a 420 euro in denaro contante. Complessivamente sono stati sequestrati oltre 300 grammi di eroina, 350 di cocaina e più di una cinquantina di crack.

Sempre nel quartiere “Barriera di Milano”, i poliziotti hanno arrestato un cittadino ghanese (classe 1990), nel corso di un servizio mirato, tra via Livorno e corso Umbria. L’uomo, all’altezza di una fermata dell’autobus, effettuava una cessione di droga ad una donna. La perquisizione ha permesso di trovare, in possesso della donna, del crack già pronto per l’uso, motivo per cui l’uomo è arrestato.

Due gli arresti nel quartiere San Donato: un cittadino senegalese fermato in corso Inghilterra dopo che aveva ceduto sostanza stupefacente a una donna, in cambio di una banconota. Al termine dello scambio il cittadino senegalese veniva fermato dai poliziotti, mentre stava cercando di allontanarsi in bici.

E, infine, un cittadino italiano di 20 anni: è stato arrestato sempre in zona San Donato. Il giovane, fermato per un controllo nei pressi della propria abitazione, è stato trovato in possesso di un panetto di hashish superiore ad un etto e di 250 euro in denaro contante. Altri 750 euro sono stati poi rinvenuti nel corso della perquisizione domiciliare insieme a tutto il materiale necessario al confezionamento delle dosi.

Che storia i caffè di Torino!

C’è un primato poco noto che Torino condivide con Vienna. È quello dei caffè storici, che nel capoluogo piemontese eccellono per numero, bellezza e storia: sono veri e propri salotti cittadini, anzi crocevia, ai cui tavolini si incontravano (e talvolta si incontrano ancora) intellettuali, giornalisti, aristocratici. Proprio a questo intreccio di cultura e sapori sarà dedicato l’appuntamento in programma lunedì 24 novembre alle 18.30 allo storico Caffè Pepino, in piazza Carignano 8 a Torino. L’occasione è la presentazione della monografia “Caffè & Locali storici di Torino”, ottavo volume della collana “Bellezze di Torino, blësse ‘d Turin” (edizioni Inspire Communication). L’incontro è promosso dall’Associazione Monginevro Cultura insieme all’Associazione Caffè Storici di Torino e del Piemonte, presieduta da Edoardo Cavagnino. Il libro, bilingue in italiano e piemontese, racconta in immagini e parole i caffè simbolo dell’eleganza sabauda: locali ancora in attività o scomparsi, ma rimasti impressi nella memoria cittadina. A condurre la serata sarà Sergio Donna, coordinatore del progetto editoriale, affiancato da alcuni coautori e dai fotografi Carla Colombo, Beppe Lachello e Vittorio Greco. Ad accompagnare il pubblico nel viaggio tra passato e presente ci saranno letture, aneddoti e poesie, impreziosite dalla presenza di figuranti in abiti d’inizio Novecento. Protagonista dell’aperitivo sarà naturalmente il vermouth di Torino, il vino aromatizzato che è diventato, negli anni, il simbolo dei caffè storici torinesi. La degustazione, al costo di 15 euro, è su prenotazione: segreteria@monginevrocultura.net, 011 0437207.

Nitto ATP Finals, non solo tennis. Un ricco calendario di talk, degustazioni, mostre, eventi speciali

Torino e il Piemonte accolgono per il quinto anno consecutivo le Nitto ATP Finals di tennis con un ricco calendario di appuntamenti fatto di talk, degustazioni, mostre, eventi speciali, visite guidate e molto altro.

Tutti gli eventi

Regione Piemonte, Città e Camera di commercio di Torino, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e Visit Piemonte, hanno infatti organizzato una serie di iniziative per valorizzare le eccellenze turistiche, culturali ed enogastronomiche del territorio e rendere ancora più coinvolgente l’esperienza del pubblico che partecipa a questa grande festa di sport.

“Le Nitto ATP Finals confermano il Piemonte come punto di riferimento internazionale per il tennis e, allo stesso tempo, come laboratorio di opportunità per sport, cultura, turismo e sviluppo del territorio – commentano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore allo Sport Paolo Bongioanni – Come accade da diversi anni, il territorio si anima con una settimana di iniziative diffuse e grazie a questo lavoro comune diventano molto più di una competizione sportiva: sono un’occasione unica per scoprire e vivere le eccellenze del territorio, tra tradizioni enogastronomiche, innovazioni culturali

e tecnologiche, percorsi storici e attività pensate per i giovani. Torino si trasforma così in un palcoscenico dove sport, cultura e divertimento si incontrano, coinvolgendo cittadini e visitatori in esperienze indimenticabili. Lo sport diventa strumento di promozione e crescita: racconta la passione e l’eccellenza dei campioni e allo stesso tempo si trasforma in motore per l’economia, il turismo e l’immagine internazionale del Piemonte. Gli eventi Off offrono a tutti la possibilità di vivere la manifestazione in modo originale, creando momenti di incontro e socialità che accompagnano il pubblico per tutta la durata del torneo che riunisce gli otto migliori tennisti del mondo. Vogliamo che ogni visitatore percepisca la nostra regione come un territorio vivo, accogliente e innovativo, dove lo sport diventa occasione di scoperta e di esperienza. Questa visione rappresenta la nostra forza. Insieme trasformiamo un grande evento sportivo in una piattaforma capace di raccontare al mondo l’identità e le potenzialità del Piemonte”.

Casa Tennis

Il cuore pulsante è piazza Castello, dove Casa Tennis si sdoppia in due cupole geodetiche, una destinata all’accoglienza di cittadini e turisti e l’altra, con una capienza ampliata a 199 posti, per incontri e talk con i protagonisti dello sport, della cultura, dello spettacolo e del giornalismo, tutti a ingresso gratuito.

Tra i numerosi ospiti il personaggio televisivo, imprenditore e cantante Joe Bastianich, gli stand up comedian Michela Giraud e Luca Ravenna, la campionessa olimpica Michela Palmisano, gli ex campioni di sci Deborah Compagnoni e Giorgio Rocca, il cantautore e performer Lodo Guenzi, i cantanti Willie Peyote e Sarah Toscano, la coppia più celebre del tennis azzurro, Adriano Panatta e Paolo Bertolucci.

La Regione Piemonte organizza i seguenti appuntamenti:

– sabato 8 ore 19.30 “Per i veri tennisti e antennisti del web con gli Open Talks”

– lunedì 10 ore 18.30 “Tu, come passi la palla?”, dialogo con Barbara Bonansea (Juventus Women) e Alice Degradi (Volley Nations League)

– mercoledì 12 ore 18.30 “Fabio Aru: dai campi da tennis alle salite del ciclismo”

– giovedì 13 ore 14.30 “Rugby e Futuro: lezioni di squadra per gli studenti” (riservato agli iscritti a IoLavoro) e ore 15.30 “Eccellenze piemontesi 2025: celebrazione dei Campioni”, durante il quale atleti di diverse discipline salgono sul palco per ricevere riconoscimenti e testimoniare storie di sacrificio, dedizione e successi conquistati con determinazione.

Elenco completo con prenotazione obbligatoria e ingresso gratuito su www.visitpiemonte.com

Casa Gusto

All’Archivio di Stato, in piazzetta Mollino, è nuovamente allestita Casa Gusto, lo spazio curato da Camera di commercio di Torino e Regione Piemonte dedicato alle degustazioni guidate delle eccellenze enogastronomiche del territorio. Non semplici assaggi veloci, ma presentazioni accurate per raccontare prodotti, abbinamenti, tradizioni, luoghi e storie di imprenditrici e imprenditori.

Le degustazioni hanno un costo simbolico di 5 euro e il ricavato che verrà devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo.

Elenco completo e prenotazioni (obbligatorie) su www.visitpiemonte.com

A Casa Gusto sono inoltre ospitate, con ingresso gratuito, due mostre dedicate al mondo del tennis, a cura del MOR – Museo della Racchetta e del MuPIn-Museo Piemontese dell’Informatica.

Gli altri eventi

L’atmosfera di festa avvolge tutta la città: dal centro storico fino a piazzale Grande Torino, sede dell’Inalpi Arena e del Fan Village, che offre un’esperienza ancora più immersiva.

Tra i momenti più attesi, dopo il Grand Opening Show all’Inalpi Arena (giovedì 6 novembre con i Pinguini Tattici Nucleari e Max Pezzali), la sfilata dei campioni sul Blu Carpet (venerdì 7 novembre) in piazza Castello e al Teatro Regio, il nuovissimo Tennis Take Over (sabato 15 novembre) giornata completamente dedicata al tennis, con eventi speciali, ospiti e tante sorprese alla vigilia della finale. La chiusura, domenica 16 novembre, sarà affidata al The Final set Closing Party alle OGR Torino.

I campioni delle Nitto ATP Finals sono anche protagonisti delle tre mostre fotografiche allestite sotto i portici di piazza Palazzo di Città, in piazza San Carlo e in via Po.

Infine, novità di quest’anno una nuova Luce d’Artista in piazza San Carlo ispirata al tennis, che entra stabilmente nel catalogo di opere della Città, e due nuovi murales a tema tennis e sostenibilità.