ilTorinese

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

After The Hunt – Thriller. Regia di Luca Guadagnino, con Julia Roberts, Andrew Garfield e Ayo Edebiri. Terzo film su suolo americano del regista di “Chiamami col tuo nome”, dove Alma è insegnante di filosofia all’università di Yale, del suo gruppo fanno parte l’assistente Hank, quarantenne, e la dottoranda Maggie, in non completa armonia tra loro. Un giorno la ragazza si presenta a casa di Alma (che ha anche un proprio segreto da camuffare) e le confessa di aver subito molestie da Hank: all’insegna del me too, da un lato una credibilità verso chi combatte per il presente delle donne e dall’altro in beneficio del dubbio da riconoscere comunque a Hank, entrambi metteranno a dura prova il fisico e la mente dell’insegnante. Scrive Maurizio Porro nelle colonne del Corriere: “Guadagnino padroneggia l’atmosfera con un certo esibizionismo dialettico, che però si dipana òlungo la bravura notevole di tutto il cast, tra ambiguità, sottintesi e dialoghi quasi vintage tanto sono ben scritti e una Julia Roberts che colpisce, di raffinata malinconia.” Durata 139 minuti. (Lux sala 2, Reposi sala 5 V.O.)

Anemone – Drammatico. Regia di Ronan Day-Lewis, con Daniel Day-Lewis, Sean Bean e Samantha Morton. Ambientato a Sheffield, nel nord dell’Inghilterra, Seguiamo la storia di Jem, un uomo di mezza età che vive con la compagna Nessa e con il figlio adolescente di lei, Brian. Il ragazzo è piuttosto turbato e irrequieto, al punto di essere arrivato quasi a picchiare ferocemente un suo coetaneo. A questo Jem, sentendosi sopraffatto dagli eventi, prende una decisione importante per se stesso. Con una parola d’ordine, delle coordinate geografiche e una moto come unica compagnia, l’uomo parte alla ricerca di suo fratello Ray, un eremita che ha scelto di allontanarsi dalla famiglia e dalla società anni prima. Il viaggio nei boschi diventa così un percorso di riconciliazione. Il riavvicinamento tra i due fratelli riapre vecchie ferite, porta a galla ricordi dolorosi e obbliga entrambi a confrontarsi con un’eredità familiare segnata da incomprensioni e violenze passate. Tra tensioni e momenti di fragile tenerezza, il film racconta la difficoltà di mantenere i legami familiari in un mondo che cambia, la forza dei rapporti fraterni e la possibilità di guarigione anche dopo anni di separazione e silenzi dolorosi. Durata 121 minuti. (Eliseo, Greenwich Village anche V.O., Uci Lingotto)

L’attachement – La tenerezza – Drammatico. Regia di Carine Tardieu, con Valeria Bruni Tedeschi e Pio Marmaï. L’occupazione di Sandra è la gestione di una libreria, conduce una vita tutta sua tra molte sigarette, vari compagni occasionali, la certezza di non aver mai voluto avere figli. Ma se poi prevale l’incontro con la propria vicina di casa che s’allontanerà qualche giorno per andare in ospedale a partorire, vicina che le rifila il primogenito Elliott di cinque anni perché sia lei a occuparsene? Una tragedia inaspettata stravolgerà la via e le abitudini di Sandra, costringendola a far parte contro ogni sua volontà del ménage della porta accanto. Ma intanto stanno entrando in scena un grande attaccamento e una immensa tenerezza. Tratto dal romanzo “L’intimité” di Alice Ferney. Durata 106 minuti. (Centrale)

Bugonia – Commedia / Fantascienza. Regia di Yorgos Lanthimos, con Emma Stone, Jesse Plemons e Alicia Silverstone. Due giovani ossessionati dalle teorie del complotto che decidono di rapire l’influente CEO di una grande azienda, convinti che sia un’aliena decisa a distruggere la terra. Convinti della sua natura extraterrestre, passano alla cattura e a un serrato interrogatorio. La situazione si complica quando la ragazza del giovane rapinatore, l’imprenditrice e un investigatore privato coinvolto nella vicenda si ritrovano intrappolati in una battaglia mentale ad alta tensione. La Stone nuovamente musa ispiratrice del regista di origini greche. Presentato a Cannes. Durata 120 minuti. (Fratelli Marx sala Chico e sala Harpo V.O., Greenwich Village sala 1 anche V.O., Ideal V.O., Nazionale sala 4 anche V.O., Reposi sala 2, The Space Torino, The Space Beinasco)

Cinque secondi – Drammatico. Regia di Paolo Virzì, con Valerio Mastandrea, Valeria Bruni Tedeschi e Galatea Bellugi. Chi è quel tipo dall’aria trascurata che vive da solo nelle stalle di Villa Guelfi? Passa le giornate a non far nulla ed evitando il contatto con tutti. E quando si accorge che nella vita si è stabilita abusivamente una comunità di ragazzi che si dedicano a curare quella campagna e i vigneti abbandonati, si innervosisce e vorrebbe cacciarli. Sono studenti, neolaureati, agronomi e tra loro c’è Matilde, che è nata in quel posto e da bambina lavorava la vigna con il nonno Conte Guelfo Guelfi. Anche loro sono incuriositi da quel signore misantropo dal passato misterioso: perché sta lì da solo e non vuole avere contatti con nessuno? Mentre avanzano le stagioni, il conflitto con quella comunità di ragazze e ragazzi si trasforma in convivenza, fino a diventare un’alleanza. E adriano si troverà ad accudire nel suo modo brusco la contessina Matilde, che è incinta di uno di quei ragazzi… Durata 105 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Eliseo Grande, Ideal, Nazionale sala 2, Reposi sala 4, Uci Moncalieri)

Le città di pianura – Commedia. Regia di Francesco Sossai, con Filippo Scotti, Sergio Romano, Andrea Pennacchi e Robero Citran. Due spiantati cinquantenni sono ossessionati di bere l’ultimo bicchiere. Una sera incontrano un ragazzo, Giulio, timido studente di architettura e il modo di vedere il mondo e l’amore all’improvviso si trasforma pian piano mentre i tre girano tra i locali del Veneto. Durata 90 minuti. (Romano sala 3)

La divina di Francia – Sarah Bernhardt – Biografico. Regia di Guillaume Nicloux, con Sandrine Kiberlein e Laurent Lafitte. Definita da Victor Hugo “la voce d’oro”, ritratto di una certa Francia ad inizio dell’altro secolo, campionessa della Belle Epoque, un racconto e tanti aneddoti che riempiono l’esistenza della “divina di Francia”, una gamba tagliata e “L’aiglon”, libertà sessuale e ribellioni estreme, un boa che si trascina per casa, un teatro tutto suo a disposizione, omaggi in grandi quantità, i suoi cento amanti e un unico grande amore, Lucien Guitry, al cui figlio Sacha, nuovo astro nascente del teatro e del cinema d’oltralpe, la grande attrice renderà piene confessioni. Durata 98 minuti. (Centrale V.O., Fratelli Marx sala Harpo)

DJ Ahmet – Commedia. Regia di Georgi M. Unkovski, con Arif Jakup. Ahmet, un ragazzo quindicenne, proveniente da uno sperduto villaggio nella Macedonia del Nord, trova rifugio nella musica mentre cerca di destreggiarsi tra le aspettative del padre, una comunità conservatrice e la sua prima esperienza amorosa con una ragazza già promessa a un altro. Durata 99 minuti. (Greenwich Village sala 2)

Dracula – L’amore perduto – Fantasy, horror. Regia di Luc Besson, con Caleb Landry Jones, Christoph Waltz e Matilda De Angelis. Transilvania, XV secolo. Il principe Vladimir, dopo la perdita improvvisa della sua amata, rinnega Dio, ereditando così una maledizione eterna: diventare un vampiro. Condannato a vagare per secoli, sfida il destino e la morte stessa, guidato da un’unica speranza: ritrovare l’amore perduto. Durata 129 minuti. (Massaua, Ideal, Massimo V.O., Nazionale sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri V.O.)

Eddington – Drammatico. Regia di Ari Aster, con Joaquin Phoenix, Pedro Pascal, Austin Butler ed Emma Stone. Maggio 2020, in periodo di piena pandemia, nella piccola cittadina di Eddington, nel New Mexico, lo sceriffo Cross si ritrova a dover osteggiare l’imposizione della mascherina protettiva, venendo immediatamente in contrasto con il sindaco Garcìa, che della moglie di Cross, donna mentalmente instabile, è stato in passato l’amante. Contrasti politici riversati nel personale. Quando Cross decide di candidarsi a sindaco, ecco che la cittadine si divide in gruppi di diversi interessi, il tutto coinvolgendo proteste giovanili e post e messaggi virali, sino a degenerare in un fatto di violenza che metterà a repentaglio la vita della comunità. Durata 148 minuti. (Centrale V.O., Lux sala 1)

Fuori la verità – Commedia. Regia di Davide Minnella, con Claudio Amendola, Leo Gassmann, Claudia Pandolfi e Claudia Gerini. Quando una famiglia affiatata – padre e madre si occupano dell’azienda che organizza eventi, il figlio Flavio laureando in economia e la giovane Prisca studentessa universitaria – decide di partecipare a un reality, auspice la più piccola Micol, di professione influencer. Dura la presentatrice, solo sei domande, in diretta televisiva, grande onestà nelle sei risposte, altrimenti “via di qua!”. La borsa vincitrice è, più che appetibile, di un milione di euro. Ma tutti riusciranno a dire la (propria) verità? E quella verità, non farà soffrire a qualcuno? Durata 112 minuti. (Massaua, Ideal, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Io sono Rosa Ricci – Drammatico. Regia di Lyda Patitucci, con Maria Esposito, Andrea Arcangeli e Raiz. Figlia minore di Don Salvatore, Rosa cresce all’ombra della malavita, tra lusso e pericoli. Un invito a cena da parte di un potente narcotrafficante che vuole impadronirsi dell’impero della famiglia si rivelerà un agguato: ma Rosa, uscitane salva, tornerà a Napoli capace di riaffermare il potere di un tempo. Durata 91 minuti. (Massaua, Reposi sala 5, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Per te – Drammatico. Regia di Alessandro Aronadio, con Edoardo Leo, Javier Francesco Leoni e Teresa Saponangelo. Paolo, quarantenne, ha cominciato a poco a poco svanire parti della propria memoria, a causa di una malattia neurovegetativa, Accanto a lui ci sono la moglie e il piccolo Mattia, di soli undici anni, che dimenticando tutto ciò che fanno i ragazzini della sua età, diverrà la sua guida, il suo sostegno. Lo sosterrà anche con le più piccole cose, con i gesti d’affetto, con i momenti di allegria che riuscirà a costruire. Durata 115 minuti. (The Space Beinasco)

Il sentiero azzurro – Drammatico. Regia di Gabriel Mascaro, con Denise Weinberg. Tereza è una delle tante vittime, in età avanzata, che un Brasile prossimo venturo ha deciso di relegare in una qualche parte lontana, impedita di lavorare e sotto la tutela completa della figlia. Ma Tereza vuole ancora sentirsi, ed è tale, indipendente, non volendo certo arrendersi a quella decisione: si ribella intraprendendo in solitaria un viaggio tra il reale e il fantastico. Orso d’Argento alla Berlinale 2025. Durata 85 minuti. (Fratelli Marx sala Chico)

Springsteen – Liberami dal nulla – Drammatico/Biografico. Regia di Scott Cooper, con Jeremy Allen White e Stephen Graham. Il film segue il cantante nella realizzazione dell’album “Nebraska” del 1982, anno in cui era un giovane musicista sul punto di diventare una superstar mondiale, alle prese con il difficile equilibrio tra la pressione del successo e i fantasmi del suo passato. Inciso con un registratore a quattro piste nella sua camera da letto in New Jersey, l’album segnò un momento di svolta nella sua vita ed è considerato una delle sue opere più durature: un album acustico puro e tormentato, popolato da anime perse in cerca di una ragione in cui credere. Durata 112 minuti. (Greenwich Village sala 3 anche V.O., Lux sala 3, The Space Torino, The Space Beinasco)

The Mastermind – Thriller. Regia di Kelly Reichardt, con Josh O’Connor. Nel Massachusetts, 1970. J.B. è figlio del giudice di una contea, ha una moglie che pensa a portare avanti le necessità familiari e due figli, ma è senza una occupazione. Decide un giorno che per sbarcare il lunario sia opportuno affidarsi al furto di quattro tele di un pittore astrattista dal museo locale, raccoglie un pugno di compagni d’avventura ma il colpo non riesce proprio come dovrebbe e le giornate di J.B. nascono e muoiono obbligando l’uomo a una vita di latitanza in giro per gli States. Sono gli anni del Vietnam e gli interi Stati uniti non se la passano davvero bene. Suona ironico quel titolo, che si potrebbe tradurre “mente come campione d’organizzazione e padronanza” mentre quella di J.B. è tutt’altro che solida. “Un perdente senza qualità che cerca un impossibile equilibrio”, ho definito il protagonista Maurizio Porro nelle colonne del Corriere, aggiungendo: “Un’opera molto interessante proprio nei suoi aspetti nascosi, nelle scene di colloqui con se stesso, nella pignoleria psicologica con cui l’autrice, grazie al formidabile inglese Josh O’Connor, indossa le domande della borghesia Usa anni ’70, uscita ammaccata da un lungo balordo culturale.” Durata 110 minuti. (Massimo V.O.)

Tre ciotole – Drammatico. Regia di Isabel Coixet, con Elio Germano e Alba Rohrwacher. Dopo quello che sembrava un banale litigio, Marta e Antonio si lasciano. Marta reagisce alla rottura chiudendosi in se stessa. L’unico sintomo che non può ignorare è la sua improvvisa mancanza di appetito. Antonio, chef in rampa di lancio, si butta sul lavoro. Ma sebbene sia stato lui a lasciare Marta, non riesce a dimenticarla. Quando Marta scopre che la mancanza di appetito ha più a che fare con la propria salute che con il dolore della separazione, tutto cambia: il sapore del cibo, la musica, il desiderio, la certezza delle scelte fatte. Dal romanzo di Michela Murgia. Durata 122 minuti. (Romano sala 3)

Un crimine imperfetto – Thriller. Regia e con Franck Dubosc, con Laure Calamy e Benoît Poelvoorde. Ambientato in un remoto villaggio del Giura, dove Michel e Cathy tirano avanti vendendo alberi di Natale. Con il figlio dodicenne Doudou, ragazzino con difficoltà, vivono in una vecchia fattoria tra montagne innevate, conti in rosso e sogni ormai sbiaditi. La coppia è allo stremo: troppe rate da pagare, troppe delusioni e un inverno che non sembra finire mai. Una sera, sulla strada del ritorno, Michel inchioda di colpo per evitare quello che sembra un orso sulla carreggiata. La manovra azzardata lo fa schiantare contro un’auto sul ciglio della sttada, i cui passeggeri a bordo muoiono sul colpo. Preso dal panico, Michel chiama Cathy. Dopo un breve, gelido silenzio, decidono insieme di nascondere tutto. Mentre tentano di far sparire i corpi, nel bagagliaio dell’auto incidentata scoprono una borsa con oltre due milioni di euro in contanti. Quello che inizialmente sembra un miracolo natalizio si trasforma in un incubo a occhi aperti, innescando una serie di eventi caotici e assurdi. Ha scritto Maurizio Porro nelle colonne del Corriere della Sera: “Il problema è l’accumulazione dei fatti, tanti da sembrare un sogno, indagini e rimorsi, euro ed etica, un’alta tensione che si stempera in osservazioni di colore umoristico ma in un panorama notturno tenebroso, come se fosse tutto una paurosa favola per grandi.” Durata 109 minuti. (Classico)

Una battaglia dopo l’altra – Thriller, azione. Regia di Paul Thomas Anderson, con Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Benicio Del Toro e Chase Infiniti. Un gruppo di ex rivoluzionari si riunisce quando un loro perfido nemico riemerge dal loro passato, dopo sedici anni di silenzio. Tra loro, Bob Ferguson, che ha sognato per anni un mondo migliore ai confini tra Messico e States. Appeso al chiodo l’artiglieria e il nome di battaglia, Ghetto Pat, fa il padre a tempo pieno di Willa, adolescente esperta di arti marziali. Tra una canna e un rimorso prova a proteggerla dal suo passato che puntualmente bussa alla porta e chiede il conto. Dall’ombra riemerge il colonnello Lockjaw, che più di ogni altra cosa vuole integrare un movimento suprematista devoto a San Nicola. Il gruppo avrà il duro compito di salvare la ragazza, che verrà rapita, prima che accada l’inevitabile. Durata 161 minuti. (Greenwich Village V.O.)

Una famiglia sottosopra – Commedia. Regia di Alessandro Genovesi, con Luca Argentero, Valentina Lodovini e Licia Maglietta. Alessandro e Margherita e la mamma di lei, tutti a vivere sotto lo stesso tetto, aggiungendoci la progenie Alice e Leo e la piccola Anna che in vista del suo compleanno chiede una gitarella a Gardalang, con tutti i festeggiamenti di rito. Alessandro anni fa ha perso il lavoro e superati i cinquanta è difficile che qualcuno ti regali qualcosa, mamma Margherita continua a ripetere che quella santa donna di sua figlia poteva certo trovare di meglio: forse quel tal collega, medico pure lui, con la signora da tempo intrattiene una vivacizzata relazione. Che lo sposo non ne possa più è fuor di luogo, sino a gridare a squarciagola di voler cambiare famiglia: ma se quel cambiamento avviene nel modo più strampalato, per cui un componente della family prende la identità di un altro componente, allora che succede? Quando si dice i soggettisti e gli sceneggiatori che ti vanno a inventare! Durata 100 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

La vita va così – Commedia drammatica. Regia di Riccardo Milani, con Ignazio Mulas, Virginia Raffaele, Diego Abatantuono e Aldo Baglio. Il protagonista, un pastore sardo, abbandonato da moglie e figlia che si sono trasferite nel paese vicino, vive alla fine del millennio solitario in una casa che s’affaccia su una stupenda spiaggia dove le pecore possono pascolare. Non vuole assolutamente abbandonare quella propria casa: neppure quando un prestigioso gruppo immobiliare lo vorrebbe riempire di quattrini, nel progetto di costruire proprio in quel tratto di spiaggia un resort a cinque stelle. Ecosostenibile. Il responsabile del gruppo, al fine di convincerlo, manda sul posto Mariano, il capocantiere in cui ha piena fiducia: da quel momento Francesca, la figlia del pastore, si ritroverà tra la solidarietà nei confronti del padre e l’ostilità dei suoi concittadini. Durata 118 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Eliseo, Fratelli Marx sala Groucho, Ideal, Reposi sala 3, Romano sala 1, The Space Torino, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

In arrivo le Atp Finals: un ricco panorama di eventi collaterali

Dall’ 8 al 16 novembre 2025, Torino e il Piemonte saranno al centro dell’attenzione internazionale grazie alle Nitto ATP Finals, un evento di grande prestigio organizzato dalla FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel) e dall’ATP (Associazione Tennisti Professionisti).

Gli otto migliori giocatori di singolare e le otto migliori coppie di doppio si sfideranno all’Inalpi Arena per contendersi l’ultimo trofeo della stagione di uno dei tornei più importanti del tennis maschile mondiale. Tra gli eventi in programma, si attendono la rassegna “Tennis in Città” e il “Grand Opening Show”, oltre a una serie di iniziative che arricchiranno il calendario con attività per tutti.

 

Tutte le informazioni: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/nitto-atp-finals-2025-1

Mauro Glorioso, la laurea dopo il dramma dei Murazzi

Mauro Glorioso, il giovane che perse l’uso delle gambe dopo essere stato colpito dalla bici lanciata dai Murazzi si è laureato in Medicina. Nel 2023, in seguito all’aggressione di un gruppo di ragazzi  poi condannati per tentato omicidio, è rimasto ferito gravemente. La sua tesi sulle funzionalità del cuore sarà pubblicata, e il prossimo anno inizierà la specializzazione.

La straordinaria “anima pittorica” di Paolo Conte. “Original”

Nella sua città natale la più ampia mostra mai dedicata al grande Maestro astigiano

Fino al 1° marzo 2026

Asti

“Il disegno è uno dei miei due vizi capitali, più antico di quello per la musica e le canzoni”. A confessarlo, rivolgendosi a quanti ancora non lo conoscessero sotto questa veste artistica, è proprio lui. Icona indiscussa della storia della canzone d’autore, pianista di singolare formazione jazz e compositore dalle straordinarie risorse acclamato dai più prestigiosi palcoscenici mondiali, dall’“Olympia” di Parigi alla “Scala” di Milano nel 2023 (primo e unico artistica della scena cantautorale internazionale a calcare il palco del “Tempio” assoluto della Lirica), Paolo Conte (classe ’37) – dopo la breve parentesi dedicata all’“avvocatura” – dal ’74 decide di dedicarsi esclusivamente al “mestiere d’artista”, esercitato in quei due campi di passione e infinita visionarietà che sono per l’appunto la “musica” e la “pittura”. La “sua” musica e la “sua” pittura. Ancora Conte: “La composizione musicale manovra su di me in forma di eccitazione, mentre pittura e disegno mi danno calma e leggerezza”.

Dunque, passioni antiche, perseguite su strade parallele che spesso non hanno reticenza alcuna (anzi!) ad intrecciarsi fra segni, note, libertà di parola, di gesto e colore (quanta forza, in tal senso, in quell’uomo-scoiattolo “Squirrel – Uomo Circo” del ’74 e in quei “Fiori in un vento novecentista del 2000”) che, insieme, configurano “tanta, tanta roba”, ma soprattutto quella “malandrina originalità” d’espressione che subito ti fa capire da chi proviene il tutto. “Originalità” …  e di qui il titolo perfetto – “Original” – dato alla mostra, la più ampia (dopo quelle dedicategli nel 2000 dal “Barbican Hall” di Londra fino al 2023, quando Conte è invitato ad esporre addirittura agli “Uffizi” di Firenze) mai dedicata in Italia e all’estero  dalla sua Asti ed ospitata, fino al 1° marzo 2026, al barocco “Palazzo Mazzetti”, sede della “Pinacoteca Civica” astigiana. Qui hanno trovato posto, a firma del grande Maestro, e in una cornice che parla allo spettatore di una poetica “elegante, malinconica, jazzata e ironica”, ben 143 lavori su carta, realizzati con tecniche diverse e in un arco temporale durato quasi settant’anni. Curata da Manuela Furnari– saggista e autrice dei più importanti testi critici dedicati all’ opera di Paolo Conte – e organizzata, fra le varie Istituzioni, dalla “Fondazione Asti Musei”“Fondazione Cassa di Risparmio di Asti”“Regione Piemonte” e “Città di Asti” (con il contributo del “Ministero della Cultura”), l’esposizione dà anche ai visitatori la possibilità di accostarsi ad opere mai prima d’ora esposte, tra cui “Higginbotham del 1957, tempera e inchiostro, dedicata a uno dei primi “swinganti” trombonisti jazz americani.

Altro nucleo importante della mostra è costituito dalla selezione di tavole tratte dalle oltre 1800 di “Razmataz, l’undicesimo album registrato in studio e interamente scritto, musicato e disegnato da Paolo Conte. Ambientata in una Parigi anni ‘20, l’opera celebra – dietro la misteriosa scomparsa di una ballerina – l’attesa e l’arrivo in Europa della giovane musica americana, il jazz, interpretato nelle sue forme e figure più esotiche – spesso contorte, strette strette e alte alte – in una libertà formale che richiama le “Avanguardie del primo Novecento”, dai movimenti “futuristici” all’“espressionismo” più convulso e ribelle, “un periodo – afferma l’artista – carico per me di sensualità e di una immediata danzabilità che lo contraddistingue”.

Infine una terza sezione di opere (29) su “cartoncino nero” in cui Paolo Conte si affida alla suggestione delle linee e dei colori “in un omaggio garbato, talvolta venato di ironia, alla musica classica, al jazz, alla letteratura, all’arte”. Racconta Conte: “In un fornito negozio di belle arti, mi sono imbattuto in alcuni album di cartoncino nero che mi hanno immediatamente attratto. Quando li ho riguardati a casa non ho provato la ‘sindrome della pagina bianca’ come capita sovente agli scrittori, ma la curiosità del ‘foglio nero’ su cui ho fatto danzare i pastelli colorati. Tra curiosità e divertimento ho difeso questo mio esercizio di stile cercando la complicità nella cultura (musica classica, jazz, teatro, letteratura, arte)”“Esercizio di stile”: così definisce l’artista questa nuova “pensata”. Ma anche in quei “cartoncini” c’è molto di più. C’è soprattutto quello che si chiama “il ritmo della composizione: linee, piani colorati, forme irregolari che si intersecano o si susseguono in un omaggio cordiale e divertito”. Da sottolineare ancora, fra le specificità della mostra, il singolare “percorso espositivo”. Le opere viaggiano affiancate secondo una scelta che non poteva che essere determinata, in maniera “original”, dallo stesso Maestro, con una sola avvertenza: “Lasciare al pubblico – sue parole  la possibilità di immaginare con libertà massima”.

Gianni Milani

Paoli Conte. “Original”

Palazzo Mazzetti, Corso Vittorio Alfieri 357, Asti; tel. 0141/530403 o www.museidiasti.com

Fino al 1° Marzo 2026 – Orari: dal lun. alla dom. 10/19

Nelle foto: Paolo Conte “Squirrel – Uomo Circo”, 1974; “Danza cinese vestita”, 2000; “Red Hot Mama, da Ramataz”, 1996; “Valigetta creola”, 1988

Scritte contro il generale Vannacci

Ieri in occasione del convegno organizzato dal sindacato Fsp di polizia, ospite il parlamentare europeo Roberto Vannacci, alcune scritte ingiuriose nei suoi confronti sono apparse sui muri dell’Educatrio della Provvidenza, sede dell’incontro.

San Baudolino e il tartufo

Torna anche quest’anno, con l’arrivo dell’autunno, uno degli appuntamenti più attesi del territorio: la Fiera di San Baudolino – Fiera Regionale del Tartufo di Alessandria, giunta alla sua 39ª edizione. Domenica 9 novembre 2025, dalle ore 9.00 alle 19.00, il centro storico della città si trasformerà in un vivace palcoscenico dedicato ai profumi e ai sapori del Piemonte, con una ricca proposta di eventi, degustazioni e intrattenimenti culturali.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/san-baudolino-tartufi-e-sapori-del-piemonte-ad-alessandria

Scuola Sinigaglia, un murale a tema tennis e sostenibilità 

 

E’ partita la realizzazione del nuovo murale che arricchirà la facciata della scuola primaria Leone Sinigaglia, in corso Sebastopoli 258, nel quartiere Santa Rita. L’opera prende forma in occasione delle Nitto ATP Finals, e nasce grazie al sostegno della Federazione Italiana Tennis e Padel e di Nitto. Autore del progetto è lo street artist Mr Fijodor, attivo da circa vent’anni nel mondo del graffiti writing, autore di molteplici opere in città e in diversi paesi d’Europa e del mondo.

Questa mattina, per un momento simbolico di “prima pennellata” del murale, erano presenti l’assessora alle Politiche educative e giovanili Carlotta Salerno, l’autore dell’opera e i rappresentanti di Nitto e di FITP, promotori dell’iniziativa che donerà alla città un’opera d’arte urbana destinata ad arricchire il quartiere che ospita la venue dell’importante evento sportivo, che proprio questa sera si aprirà ufficialmente con il Grand Opening Show all’Inalpi Arena.

La realizzazione di questo murale – ha spiegato l’assessora alla Politiche Educative Carlotta Salerno – va molto al di là del gesto creativo e racchiude in sé un messaggio concreto di responsabilità verso l’ambiente e il nostro futuro, in seno alla collaborazione tra scuola, istituzioni sportive e del territorio. Questo intervento unisce sport, arte ed educazione in un dialogo che parla alle giovani generazioni di rispetto, partecipazione e cura dell’ambiente. Le Nitto ATP Finals lasciano un segno concreto sul nostro territorio e dimostrano che anche un’opera di arte urbana può contribuire a costruire una città più consapevole e sostenibile”.

L’inizio delle Nitto ATP Finals – dichiara l’assessore allo Sport e ai Grandi Eventi, Domenico Carretta – è un momento di grande fermento per la nostra città, e iniziative come questa dimostrano come il tennis e i grandi eventi sportivi possano lasciare un segno duraturo e positivo sul tessuto urbano e sociale. Attraverso i due murales, che saranno realizzati grazie al sostegno di FITP e Nitto, creeremo un vero e proprio percorso artistico diffuso che consoliderà il legame tra le ATP e Torino ben oltre la durata dell’evento. Apprezziamo in modo particolare l’omaggio a Leone Sinigaglia, illustre musicista torinese, che rende questa prima opera di street art, qualcosa di profondamente radicato nella storia e nell’identità di Torino“.

Il murale celebra l’unione tra tennis e sostenibilità e verrà realizzato con vernici Airlite, una pittura ecologica capace di purificare l’aria dagli inquinanti atmosferici. L’opera includerà anche alcune note musicali, un omaggio a Leone Sinigaglia, musicista torinese vittima dell’Olocausto, a cui è intitolata la scuola.

Per Marco Martinasso, direttore generale FITP “Questo murales rappresenta il primo segno tangibile di un percorso che unisce sport, arte e sostenibilità. Con le Nitto ATP Finals vogliamo non solo offrire uno spettacolo sportivo di livello mondiale, ma anche lasciare alla città un segno fatto di valori e di bellezza condivisa. L’iniziativa nasce proprio con questo spirito: coinvolgere le scuole, i giovani, gli artisti, e fare in modo che il tennis diventi un punto di incontro, uno strumento per valorizzare Torino e per accendere nuove passioni. Ogni progetto come questo contribuisce a rendere le Finals non solo un evento sportivo, ma un’esperienza che appartiene davvero a tutta la città”.

Nei prossimi mesi prenderà il via anche la realizzazione di un secondo murale, con l’obiettivo di creare un percorso artistico diffuso che, attraverso diverse opere, rafforzi in modo sempre più profondo il legame tra le Nitto ATP Finals e la città di Torino.

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