In occasione del Festival Nazionale della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che animerà Torino dal 30 settembre al 3 ottobre, sulla facciata nord del Grattacielo Piemonte, via Nizza 330, la sera di domenica 1° ottobre, dalle ore 17 all’1 di notte, è stato proiettato il logo “L’Italia delle Regioni”.
Per la prima volta la nuova sede della Regione Piemonte, operativa da dicembre 2022, diventa schermo per proiezioni finalizzate alla promozione di celebrazioni e manifestazioni. Si comincia con un appuntamento che ospiterà tutti i presidenti delle Regioni italiane. La sera successiva, lunedì 2 ottobre, dalle ore 19.45 all’1 sarà la cupola della Mole Antonelliana, simbolo della Città di Torino e sede del Museo Nazionale del Cinema, a illuminarsi con il logo del Festival.
In una sorta di dialogo immaginario su due degli edifici più alti del capoluogo piemontese comparirà il logo dell’evento celebrando così le notti principali della manifestazione.
RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
A partire da quando nasce, a fine Ottocento, in una nobilissima famiglia russa; ultima figlia di Sua eccellenza Zakrevskij proprietario terriero (di foreste, villaggi, distillerie e raffinerie di salnitro) e padrone di 2000 anime. La madre è una baronessa, detta “la vipera”, donna fredda e dal carattere impossibile.
In questo romanzo la scrittrice, giornalista e femminista inglese, morta nel 1992, imbastisce una storia di violenza e soprusi con al centro la protagonista Melanie.
In questo romanzo del poliedrico e famoso scrittore americano è centrale il tema del razzismo, narrato dalla genialità di Everett e dunque tra il pulp, il fantasy e il thriller.
Questa è la raccolta di poesie di Nancy Cunard: miliardaria, bellissima, poetessa, scrittrice, editrice ed attivista che incrociò le traiettorie di grandi personaggi del Novecento. Una vita intensa, scivolata verso un epilogo tristissimo con la brillante mente che si sfalda. Delirante, alcolizzata e scheletrica finì per aggirarsi sempre più sperduta per le vie parigine; invecchiata e distrutta precocemente, muore a 69 anni, in totale solitudine il 17 marzo 1965 all’Hospital Cochin.
