ilTorinese

San Martino trionfa con El Greco

L’11 novembre si festeggia San Martino, un Santo venerato dalle chiese cattolica, ortodossa e copta. Patrono di mendicanti, albergatori e cavalieri, è diventato famoso per l’episodio del mantello. Secondo la tradizione popolare, il Santo vedendo un mendicante seminudo soffrire il freddo durante un temporale gli donò metà del suo mantello e poco dopo fece la stessa cosa con un altro poveraccio offrendogli l’altra metà del manto e subito il cielo si rasserenò e la temperatura si alzò. È da questa leggenda che deriva l’espressione “l’estate di San Martino” che indica un periodo in cui in autunno, dopo le prime gelate, le temperature diventano più miti con belle giornate di sole e un clima gradevole. Quest’anno San Martino di Tours trionfa nel celebre dipinto di El Greco in mostra al Palazzo Reale di Milano nell’esposizione dedicata al pittore cretese del Rinascimento, fino all’11 febbraio 2024. El Greco dipinse “San Martino e il mendicante” a Toledo alla fine del Cinquecento. L’opera è conservata alla National Gallery of Art di Washington.  FR

 “Un irriducibile contro il declino di Torino” il nuovo libro di Mino Giachino

             Patrizia CORGNATI intervista gli on. Giorgio MERLO  e Mino GIACHINO  Domenica 12 Novembre ore 10.30 agli Artigianelli di c. Palestro 14

“Un irriducibile contro il declino di Torino”: è il titolo del libro  che verrà presentato Domenica 12 Novembre ore 10.30 agli Artigianelli di Torino in c. Palestro 14. L'”irriducibile” del titolo è Mino Giachino, l’ex sottosegretario di Stato ai Trasporti che da anni denuncia con numeri e azioni il declino vissuto da Torino, sempre più indietro nella graduatoria delle città italiane ed europee.

«Lo ha ribadito di recente anche la Banca d’Italia – afferma Giachino – : Torino negli ultimi vent’anni ha perso 18 punti rispetto alle città italiane più competitive. Il PIL procapite è diminuito e oggi nella metà della città che non sta bene si vive peggio di vent’anni fa. Una città bellissima che attrae turismo da weekend come ha scritto “The Times” ma che ha perso Salone dell’automobile e Salone dell’auto storica. Una città che non attrae più investimenti e non trova il modo di invertire questa tendenza e ieri ci han detto che ormai a Torino il numero delle colf ha superato il numero degli operai.

Pur distante dal Palazzo, negli ultimi anni Giachino è riuscito a realizzare la più grande e significativa manifestazione di piazza della storia recente di Torino (10 novembre 2018 con oltre 40mila persone a sostenere la TAV), è stato capace di “dirottare” a Torino l’Autorità dei Trasporti che il Governo Monti aveva inizialmente previsto a Roma (2013) e, storia più recente, ha avuto un ruolo decisivo nel veicolare al settore auto oltre 8 miliardi di euro destinati a finanziare gli incentivi per chi decide di cambiare la propria vettura.

Accanto a tutto questo, Mino Giachino ha sempre tenuto uno stretto rapporto con Torino e l’intero territorio cittadino, con un’attenzione particolare per il Sermig e per la Chiesa che guarda agli ultimi e agli esclusi. GIACHINO al termine della sua analisi presenta 10 Proposte per il rilancio della economia e del lavoro e tra queste il forte sostegno al Piano Auto del Ministro URSO che potrà contare su oltre 6 miliardi di euro non ancora spesi del fondo Giorgetti.

Prevenzione serena, al via in Piemonte la campagna di screening oncologici

L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’, LUIGI ICARDI: «LA PREVENZIONE INVESTE SULLA QUALITÀ»

 

Al via la nuova campagna di comunicazione del programma piemontese di screening dei tumori Prevenzione Serena, promossa dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Rete oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta e con il Centro di riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte.

«Prevenzione Serena ha recuperato pienamente gli obiettivi pre-pandemia – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -, annullando le liste di attesa grazie agli sforzi messi in campo dalle professioniste e dai professionisti dello screening. Ora l’obiettivo è promuovere il nuovo programma organizzato di screening, che non solo è gratuito in tutte le sue tappe (dai test ai richiami per gli accertamenti, dall’eventuale diagnosi ai percorsi di cura e follow-up), ma vanta anche un alto livello di assicurazione della qualità e di appropriatezza dei percorsi».

Quanto alle novità, l’assessore Icardi dichiara: «Sono stati aggiornati  i protocolli di ‘screening organizzati’ per i tumori di mammella, collo dell’utero e colon retto. Le novità più rilevanti riguardano gli esami di primo livello, con l’introduzione dei test per la ricerca del sangue occulto nelle feci (in sostituzione della  rettosigmoidoscopia) e del test per l’HPV (papilloma virus test) per le donne dai 30 ai 64 anni, mentre per il protocollo di screening del cancro del colonretto viene anticipata la fascia di età bersaglio che passa da 58 anni a 50 anni».

Lo slogan della campagna “Scegli anche tu la qualità. Prevenzione Serena, il mio screening di fiducia” è stato concepito per enfatizzare un valore che è al centro del programma di screening.

«Prevenzione Serena – sottolinea l’autorità centrale per il coordinamento della rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, nella persona del suo coordinatore, Massimo Aglietta – è all’avanguardia nell’offrire soluzioni sempre più mirate ed efficaci per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore della mammella, del collo dell’utero e del colon retto. Il lancio di questa campagna è finalizzato a incrementare l’adesione della popolazione per intercettare la malattia nelle fasi precoci e ridurre la mortalità».

Prevenzione Serena da sempre dedica alla comunicazione una particolare attenzione, per promuovere una scelta consapevole nelle persone invitate allo screening. La qualità del percorso è garantita da un sistema informativo di monitoraggio, la verifica sistematica del raggiungimento degli standard e il miglioramento continuo, l’alta specializzazione, la multi-professionalità e la formazione continua.

In dettaglio, qui di seguito i punti essenziali dei tre screening.

PROTOCOLLO DI SCREENING DEL CARCINOMA MAMMARIO

Esame di primo livello: mammografia

Esame di secondo livello: ecografia mammaria (ed eventuale prelievo per biopsia)

La popolazione bersaglio è costituita da tutte le donne residenti o domiciliate di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Sono, inoltre, inseribili nel programma di screening, a richiesta, le donne di età compresa tra i 45 ed i 49 anni, a norma di quanto disposto all’articolo 85 della Legge Finanziaria del 2001.

A partire dai 50 anni l’intervallo tra due inviti successivi è di due anni.

Nei prossimi anni avverrà in modo graduale l’estensione dell’invito attivo per le donne di 45-49 anni e di 70-74 anni. Le donne 45-49enni saranno invitate ad effettuare la mammografia di screening ad intervallo annuale fino al compimento del 50° anno di età. Le donne di età superiore a 69 anni e fino al compimento dei 75 anni continueranno ad essere invitate a sottoporsi alla mammografia di screening con cadenza biennale. L’invito in tali fasce di età potrà essere modulato in base alle necessità organizzative dei vari programmi in modo tale da mantenere la priorità di invito e copertura per le donne di età compresa tra 50 e 69 anni.

PROTOCOLLO DI SCREENING DEL CANCRO DELLA CERVICE UTERINA

Esame di primo livello: ricerca del Papilloma virus (HPV) e paptest (a seconda della fascia di età bersaglio)

Esame di secondo livello: colposcopia (ed eventuale prelievo per biopsia)

La popolazione bersaglio è costituita da tutte le donne residenti o domiciliate di età compresa tra i 25 ed i 64 anni. Non sono previsti particolari criteri di selezione.

Lo screening basato sulla citologia cervicovaginale (Pap-test) come test primario è offerto alle donne di età dai 25 ai 29 anni, con intervallo triennale tra i round di screening.

Lo screening basato sul test per l’HPV come test primario si applica alle donne di età dai 30 ai 64 anni, con intervalli quinquennali tra round di screening.

In ottemperanza alle indicazioni del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 del Ministero della Salute, per le donne di età 25-29 anni vaccinate contro HPV (secondo la definizione ONS – data della seconda dose entro il compimento del 15° anno di età) è previsto il posticipo del primo invito al programma di screening all’età di 30 anni, con test HPV. Per le donne non vaccinate (secondo la definizione ONS) viene utilizzata la citologia come test primario ad intervalli triennali.

Per la gestione delle donne giovani non vaccinate c’è un’indicazione da parte dell’ONS di mettere in atto una revisione del protocollo di screening attraverso la valutazione dell’utilizzo del test HPV anche in questo gruppo di donne. Progetti con protocolli ad hoc, in cui il Piemonte è coinvolto, sono attualmente in corso.

L’intervallo tra un test negativo ed il successivo è di tre anni per il Pap-test e 5 anni per il test HPV.

I test di primo livello sono la ricerca del papilloma virus come test primario e la citologia cervicovaginale indicata anche come Pap-test in base all’età e allo stato vaccinale (secondo definizione ONS).

In caso di impossibilità tecnica ad eseguire il test di screening di I livello, o di grave sospetto di lesione invasiva, la donna può essere inviata direttamente dall’unità di prelievo all’esecuzione di una colposcopia.

Per le donne tra i 30 ed i 64 anni, il test HPV è l’unico test primario. La citologia verrà utilizzata come sistema di triage delle donne HPV positive, ma è escluso il suo utilizzo sistematico come test primario assieme al test HPV.

IL PROTOCOLLO DI SCREENING DEL CARCINOMA DEL COLON-RETTO

Esame di primo livello: ricerca del sangue occulto nelle feci

Esame di secondo livello: colonscopia (ed eventuale prelievo per biopsia)

La popolazione bersaglio è costituita dalle persone di età compresa tra 50 e 74 anni.

Costituisce motivo di esclusione una storia personale di cancro colorettale (CCR), o adenomi (se il paziente è ancora inserito in protocollo di sorveglianza), o malattia infiammatoria cronica intestinale (IBD).

Non si ritiene di indicare protocolli di screening diversi da quelli previsti per la popolazione generale per quei soggetti con un solo parente di primo grado con CCR, o con parenti di grado superiore al I con CCR.

Una familiarità positiva (definita come presenza di due parenti consanguinei di I grado con neoplasia intestinale, o un parente consanguineo con diagnosi di CCR prima dei 55 anni di età) non costituisce un motivo di esclusione. Questi soggetti verranno successivamente indirizzati presso un ambulatorio per lo studio della familiarità dei tumori colorettali per la verifica dell’anamnesi familiare e per la valutazione del rischio di CCR.

Gli assistiti che in passato hanno eseguito la sigmoidoscopia, aderendo all’invito secondo il precedente protocollo regionale, saranno in questa prima fase esclusi da successivi inviti ad eseguire il FIT, poiché sulla base delle conoscenze attuali, l’effetto protettivo della sigmoidoscopia si mantiene per oltre 18 anni, con una riduzione del 35% dell’incidenza e del 40% della mortalità per CCR dopo un singolo esame.

 

“La strategia dell’attenzione”: Marco Ponzi svela l’Europa del 2050

Informazione promozionale

L’Europa del 2050 è lo scenario (stravolto da rivoluzioni culturali e tecnologiche) in cui si sviluppa la vicenda di Liborio Epis ed Elisabetta Covi, entrambi inconsapevolmente sulle tracce dei loro genitori, e non solo. La loro storia è il paziente assemblaggio di un puzzle i cui tasselli sono i personaggi stessi e la cui immagine d’insieme si rivelerà solo alla fine della loro ricerca. La vita e l’amore richiedono attenzione”

 

L’autore

Marco Ponzi è nato a Milano nel 1976.

Ha conseguito un diploma di Perito Turistico e uno di illustratore presso la Scuola Superiore di Arti applicate all’Industria. Ha infatti la passione per l’arte che esplicita anche attraverso la pittura, la fotografia e la scultura partecipando a diverse mostre collettive.

È autore di quattro libri: “Perché diffidare degli assistenti di volo” (Greco & Greco, 2011), “L’accento sulla A” (Edizioni Il Foglio, 2019), vincitore di un premio nell’ambito della Festa del libro in Mediterraneo nel 2021, “Le aspirazioni mortali o dei crimini d’autore” (Edizioni Il Foglio, 2022) e “La strategia dell’attenzione” (Guida editori), vincitore del premio Cimitile 2023.

Numerosi racconti e poesie sono raccolti in diverse antologie.

Il suo ultimo importante riconoscimento artistico è stata la menzione d’onore per l’opera complessiva conferita dal Luxembourg Art Prize nel 2022.

 

L’intervista

Da cosa deriva l’idea di questo romanzo?

I miei romanzi nascono tutti dal titolo: prima creo il titolo e poi vi costruisco attorno un racconto. Nel caso di quest’ultimo libro, il titolo mi è venuto in sogno, come mi capita spesso. Durante la pandemia, riflettevo sul martellamento continuo di informazioni che contraddicevano se stesse e questo portava le persone a distrarsi. Da qui la necessità di creare una strategia per focalizzarsi sulle cose importanti, su quello che tendiamo a trascurare, su ciò che il mainstream ci porta a dimenticare o ignorare.

Sappiamo che “La strategia dell’attenzione” è un seguito…

Sì, è il seguito de “L’accento sulla A” ma si può leggere indipendentemente dal romanzo precedente. È autoconclusivo ma ci sono alcuni personaggi che sono presenti in entrambe le opere e che creano un collegamento. Il titolo si richiama anche al fatto che un lettore attento potrà scovare alcune cose, stupirsi per un certo sviluppo e anche notare delle piccole incoerenze del tutto volontarie, proprio perché il mio scopo, in questa epoca di esasperata tecnologicizzazione che conduce alla costante distrazione, è portare a fare caso a quel che accade, nel mondo e anche nel mio libro, senza la pretesa di voler insegnare nulla. A dire il vero, tutte le mie opere sono disseminate di tranelli, enigmi, misteri, a partire dai titoli.

La tua biografia ora si è arricchita di un importante riconoscimento letterario, il premio Cimitile. Come hai accolto questa notizia?

Io non sono abituato, non troppo, per lo meno, a ricevere premi e nemmeno è lo scopo della mia scrittura o della mia pittura. Lo scopo della mia arte è trasmettere una visione, sollecitare un dibattito, stimolare delle discussioni, anche delle critiche, volendo. Quasi preferisco essere criticato che lodato perché ciò è alla base dello scambio di idee, oltre che essere uno spunto fondamentale per migliorarmi.

Ebbene, quando mi è stato comunicato che avevo vinto il Cimitile 2023 sono rimasto incredulo, soprattutto pensando al contenuto dei miei libri che non assecondano mai il gusto di ciò che va per la maggiore. La mia è una scrittura/pittura di contestazione, sebbene non troppo esplicita, e dunque non è facile incontrare il favore del pubblico o delle giurie. Forse sono troppo modesto ma ogni qualvolta qualcuno mi comunica un apprezzamento io stento a crederci.

Dunque vedere selezionato il mio lavoro inedito da una giuria super competente, abituata da ventotto anni a giudicare opere letterarie di ogni tipo (tra i premiati quest’anno c’erano Ezio Mauro, Mario Tozzi, Simona Sparaco e Sigfrido Ranucci) e sostenere con grande impegno e partecipazione la mia opera mi ha fatto indubbiamente molto piacere e, per una volta, mettendo la modestia da parte, fatto sentire orgoglioso di questo importante risultato.

Hai altri progetti in cantiere?

Purtroppo o per fortuna, continuo a sognare e creo titoli a tambur battente. Ho già pronto un romanzo spiritoso in cerca di editore e sto scrivendo un racconto lungo e un romanzo ambientato nel futuro, un futuro diverso da quello immaginato ne “La strategia dell’attenzione”, il 2050. Un futuro opposto e, come quello descritto nel mio ultimo romanzo, non saprei se definire auspicabile o temibile.

 

Contatti

www.marcoponziartista.com

FB Marco Ponzi Scrittore

IG marco_ponzi_artista

 

La Dc non c’è più ma ritorna il Pci

LO SCENARIO POLITICO  di Giorgio Merlo

La Dc è consegnata alla storia e qualunque tentativo che viene messo in campo per farla rinascere è destinato a sbattere contro gli scogli. Come l’esperienza concreta ha puntualmente confermato in questi ultimi trent’anni. Ma, al contempo, stanno ritornando i vari tasselli che hanno segnato ed accompagnato la storia del Pci. Certo, si tratta di un confronto che deve necessariamente tenere conto del mutamento radicale della politica e delle stesse fasi storiche nel nostro paese. I grandi partiti popolari e di massa del passato non esistono più. Sono stati sostituiti da cartelli elettorali, partiti personali, partiti proprietari e partiti del capo. Ma è indubbio che persistono i vizi e le virtù, come si suol dire, dei vecchi partiti anche nella politica contemporanea seppur con nuovi soggetti e altri protagonisti. E, nello specifico, stanno ritornando uno ad uno, pur tenendo conto delle profonde differenze storiche, politiche, culturali, di costume ed ambientali, alcuni elementi che hanno contraddistinto le esperienze del passato. Tanto sul fronte moderato quanto su quello progressista. Ma è proprio su quest’ultimo versante che si registra una straordinaria somiglianza del cosiddetto ‘nuovo corso’ del Pd della Schlein con il vecchio Pci. Pur non essendoci più, come ovvio, una Democrazia Cristiana a cui ci si deve contrapporre e che dispiega una politica e una prassi democratica, riformista e con una spiccata cultura di governo. Perchè su questo versante, la segreteria della Schlein è alquanto chiara e netta.

E i tasselli di questa somiglianza sono abbastanza semplici da snocciolare: opposizione frontale alla maggioranza di governo; una presunta, e neanche tanto nascosta, ostentazione della ‘superiorità morale’ nei confronti degli avversari politici; il ricorso sistematico alla ‘piazza’ come elemento salvifico e miracolistico per affrontare e risolvere i principali nodi politici; il ritorno al collateralismo’ con il mondo sindacale di riferimento, cioè la Cgil, l’ormai celebre e famosa ‘cinghia di trasmissione’; il sostanziale rifiuto del dialogo e del confronto – anche su temi importanti e dedicati come la riforma costituzionale ed istituzionale – perchè con il ‘nemico’ politico irriducibile non si tratta; e, in ultimo, la puntuale conferma che quando la sinistra non è al governo persiste il rischio concreto o della “torsione autoritaria” o della “svolta a destra” o del “ritorno del regime” o del “golpe strisciante” o del sostanziale “rinnegamento e tradimento dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana”. Insomma, la solita e ormai persin macchiettistica “minaccia fascista”. Un campionario che per quasi cinquant’anni si è scagliato contro la Democrazia Cristiana e larga parte della sua classe dirigente e che poi si è trasferita meccanicamente a Berlusconi e poi a Renzi a conclusione della sua segreteria nazionale del Pd, e quindi a Salvini e adesso, e a maggior ragione, contro il centro destra a guida Giorgia Meloni. Cambia, cioè, l’interlocutore politico ma l’accusa politica specifica resta sempre la stessa. Ossia, detta in termini ancora più semplici, senza la sinistra al potere la democrazia è sempre a rischio. E, con la democrazia, la tenuta dello Stato di diritto e addirittura la permanenza delle libertà democratiche e sociali.

Ora, se con il Pci c’era una classe dirigente di straordinario livello e di rara qualità, è di tutta evidenza che invece con il nuovo corso del Pd della Schlein e il ritorno di una sinistra radicale, massimalista ed estremista, si ripropone il tema di come far ripartire quella “cultura della mediazione” e quella “politica del confronto” che erano, e restano, i tasselli cardinali della tradizione e del pensiero autenticamente democratico. Per larga parte frutto e conseguenza anche dell’influenza del pensiero cattolico democratico e popolare. Per questi motivi è fondamentale in questa fase politica – anche in vista del dibattito sulla riforma istituzionale e costituzionale che è decollato dopo la presentazione da parte del Governo del relativo progetto – far sì che le forze riformiste e tutti coloro che hanno una concezione autenticamente democratica e costituzionale della politica, non facciano la politica dello struzzo ma si assumano la responsabilità e il compito – politico, culturale e di metodo – di partecipare attivamente al confronto politico battendo alla radice quel tentativo di radicalizzare il conflitto e di delegittimare moralmente e politicamente l’avversario/nemico. Perchè in gioco, ancora una volta, ci sono la qualità della nostra democrazia e la stessa credibilità delle nostre istituzioni.

San Secondo, tre esercizi commerciali sanzionati per 10 mila euro

Ieri ha avuto luogo un controllo straordinario del territorio ad alto impatto coordinato dal Commissariato di P.S. San Secondo, con l’ausilio degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte” e di personale della Polfer, e svolto in collaborazione con personale della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale.

L’attività si è concentrata nell’area circostante la zona della stazione Porta Nuova e nelle vie limitrofe ed ha consentito, complessivamente:

ü l’identificazione di 148 persone;

ü la denuncia in stato di liberà di 2 persone;

ü il sequestro amministrativo di 17498 accessori/articoli;

ü  il controllo di 3 esercizi pubblici.

Nel corso dell’attività, i titolari di tre minimarket sono stati sanzionati complessivamente per 10000 euro, in quanto personale della GdF riscontrava la detenzione per la vendita di articoli/accessori per il consumo di tabacco, senza il previsto patentino e al di fuori dai canali ufficialmente autorizzati, sequestrando oltre 17000 articoli.

Un dipendente di uno dei minimarket, di nazionalità bengalese, è stato denunciato per violazione della Legge sull’immigrazione, essendo risultato inottemperante a un decreto di espulsione dal territorio nazionale; all’interno di un altro dei minimarket, invece, un altro cittadino bengalese è stato denunciato poiché il locale era totalmente sprovvisto di dispositivi antincendio e poiché l’uscita di sicurezza del locale risultava ostruita e pertanto inaccessibile in caso di necessità.

Il capogruppo della Lega Molinari assolto dall’accusa di falso elettorale

Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, già assessore regionale del Piemonte, è stato assolto dall’accusa di falso elettorale. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Paolo Gallo, del tribunale di Torino:  “il fatto non sussiste”, valida anche per altri due imputati. La procura della repubblica aveva chiesto otto mesi di reclusione.

Iren, il Consiglio di Amministrazione approva i risultati al 30 settembre 2023

EBITDA in forte crescita +13%, trainata dal recupero della marginalità della BU Mercato, dalla crescita organica dei business regolati e dalla piena integrazione delle società acquisite. Utile netto in crescita (+26%). Oltre 780 milioni di euro di investimenti (+4%) nel periodo destinati all’efficientamento delle reti di distribuzione, allo sviluppo degli impianti di trattamento rifiuti e ai progetti di efficientamento energetico.

 

 

Principali indicatori:

• Margine Operativo Lordo (EBITDA) pari a 857 milioni di euro (+13% rispetto a 759 milioni di euro al 30/09/2022). L’incremento dell’EBITDA è principalmente determinato dal recupero della marginalità della BU Mercato, dalla crescita organica dei business regolati (+20 milioni di euro) e dall’integrazione delle società acquisite (+20 milioni di euro) in un contesto caratterizzato da maggiori costi per effetto dell’inflazione, minor contributo dal teleriscaldamento e dalla vendita di energia sul mercato dei servizi di dispacciamento (MSD)

• Risultato operativo (EBIT) pari a 325 milioni di euro (+1% rispetto ai 321 milioni di euro al 30/09/2022), in quanto risente dei maggiori accantonamenti al fondo rischi per 41 milioni di euro relativi al Decreto Legge Sostegni ter riguardante il “price cap” sui prezzi dell’energia elettrica generata da fonti rinnovabili, di cui 14 milioni di euro riferiti al 2022 e 27 milioni di euro riguardanti il 2023

• Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti pari a 177 milioni di euro (+26% rispetto a 141 milioni di euro al 30/09/2022)

• Investimenti tecnici e lavori di efficienza energetica pari a 781 milioni di euro in crescita del 4% rispetto al 2022, volti principalmente allo sviluppo delle infrastrutture territoriali, a migliorare la qualità del servizio, in particolare nel settore idrico, e a sostenere la transizione energetica

• Indebitamento finanziario netto pari a 3.930 milioni di euro (+17% rispetto a 3.347 milioni di euro al 31/12/2022) sostanzialmente in linea (+10 milioni di euro) con il valore al 30 giugno 2023. Rispetto al 31 dicembre 2022 si tratta di un incremento riconducibile prevalentemente agli investimenti realizzati nel periodo e all’incremento temporaneo del capitale circolante

• Ottimi risultati degli indicatori di performance ESG in linea rispetto alle previsioni di Piano e in miglioramento rispetto al 2022: +30% di materia recuperata negli impianti del Gruppo, +72% di produzione di biometano, raccolta differenziata pari al 71% e calo del -5% dei prelievi idrici per abitante al giorno

• Organico complessivo pari a 10.979 dipendenti, in incremento di circa 400 persone rispetto al 31/12/2022

Più verde e funzionale, inaugurato il nuovo corso Marconi

Taglio del nastro ufficiale ieri pomeriggio per il rinnovato corso Marconi. Con la conclusione dei lavori nel tratto tra corso Massimo d’Azeglio e via Madama Cristina torna così nelle piena disponibilità dei cittadini l’intero asse viario.

 

Ad inaugurarlo ufficialmente sono stati il Sindaco Stefano Lo Russo, l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta e il presidente della Circoscrizione Otto Massimiliano Miano.

“Restituiamo ai cittadini – ha detto il Sindaco – un luogo più verde, accogliente e vivibile, che favorirà la socialità e l’incontro grazie alla nuova grande area pedonale con alberi e panchine. Sono numerose le progettualità come questa che come amministrazione metteremo in campo in tutti i quartieri cittadini nei prossimi mesi, anche grazie alle risorse europee”.

L’intervento ha visto la sostituzione della pavimentazione della carreggiata centrale, pedonalizzata, dove il manto in calcestruzzo ha preso il posto dell’asfalto, rimosso, con l’obiettivo di ridurre l’effetto isola di calore e migliorarne il confort ambientale. Contestualmente, al centro del viale, è stato realizzato un percorso in pietra per consentire alle persone con disabilità visiva di muoversi con maggiore sicurezza. Il viale è stato arredato con panchine per piccoli gruppi, mentre il sistema di illuminazione è stato implementato con apparecchi su palo ad hoc, posti in prossimità delle sedute, per creare un ambiente raccolto e confortevole, più adatto ai salotti urbani. I lavori hanno riguardato anche le banchine alberate e la sosta, rimodellata, con le auto parcheggiate in linea e più distanti dai delicati apparati radicali delle piante. Si è inoltre trovata una nuova collocazione per il ‘turet’ di fronte alla Scuola ed è stato risistemato il bagno pubblico presente all’interno dell’area pedonale. Riorganizzati anche i controviali.

“La risistemazione del corso va a valorizzare un asse storico di pregio e permette agli studenti e alla cittadinanza di fruire di uno spazio più vivibile. Gli interventi sono stati pensati per una permanenza ancora più piacevole e sicura. Un risultato frutto di una condivisione del progetto con la Circoscrizione Otto, con le realtà associative del quartiere, con l’Istituto comprensivo Manzoni, con la Consulta Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico e con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio”, ha sottolineato l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta.

“Ciò che solo qualche anno fa non pensavamo si potesse realizzare, oggi è realtà – commenta il presidente della Circoscrizione Otto, Massimiliano Miano -. La progettualità del viale pedonale di corso Marconi ha radici lontane e nasce dalle esigenze di un territorio attento alle tematiche ambientali e di aggregazione sociale collettiva. La restituzione del viale riqualificato è il primo di una lunga serie di interventi che da qui al 2026 cambieranno il volto di San Salvario è della nostra Città.”

La spesa complessiva per l’intervento è stata di 1 milione e 200 mila euro finanziata con fondi Pon Metro.

Focus settimanale Covid Piemonte

SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA E VACCINALE

In Piemonte l’occupazione dei posti letto ordinari si attesta al 7.3%, quella dei posti letto in terapia intensiva è all‘1.6%, mentre la positività dei tamponi è al 15.5%.

Questa settimana sregistra un andamento in crescita rispetto al periodo precedente ma la situazione rimane sotto controllo.

VACCINAZIONI

Dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate in Piemonte 10.922.533 dosi, di cui 3.346.916 come seconde, 2.965.630 come terze, 820.720 come quarte, 181.905 come quinte, 9.995 come seste.

Tra giovedì novembre e giovedì 9 novembre sono state vaccinate 14.443 persone: 72 hanno ricevuto la prima dose, 12 la seconda, 110 la terza, 1.558 la quarta, 8.310 la quinta, 4.381 la sesta.

FOCUS CONTAGI NELLE PROVINCE

In Piemonte nel periodo da giovedì 2 novembre a mercoledì 8 novembre i casi medi giornalieri dei contagi sono stati 499.

Suddivisi per province: Alessandria 45, Asti 23, Biella 22, Cuneo 51, Novara 33, Vercelli 15, VCO 23, Torino città 112, Torino area metropolitana 157.

In totale, su base regionale, i casi degli ultimi 7 giorni sono stati 3.493 (+783). Questa la suddivisione per province: Alessandria 318 (+101), Asti 164 (+41), Biella 157 (+56), Cuneo 356 (+61), Novara 233 (+42), Vercelli 107 (+24), VCO 164 (+11), Torino città 783 (+171), Torino area metropolitana 1.099 (+244).

INCIDENZA DEL CONTAGIO NEGLI ADULTI

Nel periodo 2-8 novembre l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è stata 82.1 in aumento (+28.9%) rispetto a 65.0 del periodo precedente.

Nella fascia di età 19-24 anni l’incidenza è 28.1 (+42.6%). Nella fascia 25-44 anni è 54.7 (+51.5%). Tra i 45 ed i 59 anni si attesta a 71.5 (+20.8%). Nella fascia 60-69 anni è 95.1 (+19.0%). Tra i 70-79 anni è 153.5 (+36%). Nella fascia over80 l’incidenza risulta 223.9 (+25.4%).

INCIDENZA DEL CONTAGIO IN ETÀ SCOLASTICA

Nel periodo 2-novembrel’incidenza nella fascia 0-2 anni è 46.1 (invariata), nella fascia 3-5 anni 6.4 (+483%), nella fascia 6-10 anni 4.0 (11.9%), nella fascia 11-13 anni 7.8 (+50.0%)mentre nella fascia tra i 14 ed i 18 anni è 15 (+61.3%).