Continuano con regolarità i servizi di controllo del territorio svolti dalla Polizia di Stato. Nelle scorse ore personale del Commissariato di P.S. Barriera Nizza, con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine, ha concentrato la propria attività nell’area di via Nizza sottoponendo a controllo 1 locale pubblico, identificando 35 persone, controllando una decina di veicoli, uno dei quali è stato sanzionato per violazioni del Codice della Strada e sottoposto a fermo amministrativo per tre mesi.
Nel corso delle attività, un uomo è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, mentre l’acquirente è stato sanzionato amministrativamente.
Nello specifico, intorno alle 18, personale del Commissariato Barriera Nizza nota un uomo, un cittadino marocchino di 32 anni, stazionare con fare sospetto all’inizio di via Nizza e poco dopo alzare la serranda di un locale in disuso e nascondervi all’interno qualcosa. Dopo qualche minuto gli agenti vedono un secondo soggetto il quale, dopo aver interloquito con il trentaduenne, riceve in cambio di denaro quella che appare verosimilmente essere una dose di sostanza stupefacente, appena prelevata da sotto la serranda.
I poliziotti fermano l’acquirente per accertare la natura dello scambio appena avvenuto rinvenendo nella sua disponibilità una dose di hashish; lo stesso viene sanzionato amministrativamente, mentre il nordafricano di 32 anni, viene arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Gli agenti rinvengono sei grammi di hashish occultati nella manica del giubbotto del cittadino straniero e una quarantina nascosti sotto la serranda.
“Un museo che ripensa a se stesso è un’istituzione culturale viva, dinamica, e moderna, che mira a diffondere conoscenza.” queste le parole di Christian Greco attuale direttore del Museo Egizio di Torino. Torino ospita il museo più antico del mondo, il Museo Egizio secondo per importanza solo a quello del Cairo.
L’antico Egitto ha da sempre un fascino magnetico e nonostante i numerosissimi visitatori del Museo Egizio emerge dai dati Istat che oltre il 50% di diciottenni e diciannovenni in Italia non visitano in un anno neanche un museo perché lo trovano vetusto; per questo motivo, il Museo Egizio in collaborazione con il Club Silencio ha organizzato delle serate molto particolari e coinvolgenti per incentivare i ragazzi ad andare nei luoghi di arte e cultura. Le serate prevedono musica dal vivo con un noto dj e drink dalle 19 alle 24 all’interno del museo e nel cortile, circondati da un’atmosfera araba e mediterranea.
Proprio dal Cairo arriva una notizia di questi giorni che sta attirando particolarmente l’attenzione tra gli appassionati e non dell’antico Egitto; è quella data direttamente da Zahi Hawass, archeologo ed egittologo egiziano, Segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie, ovvero, il ritrovamento di tre nuove porte all’interno della Piramide di Cheope e che il 5 dicembre prossimo verranno quindi probabilmente svelati nuovi segreti di questa maestosa costruzione.

C’è già un piccolo passato cinematografico alle spalle della regista sudcoreana Jiyoung Yoo. In “Birth” la giovane Jay è una scrittrice che tenta di sfondare nel mondo dell’editoria, il suo compagno Gun-woo un apprezzato insegnante di lingua inglese che viene spinto dal direttore della scuola a accettare il posto di responsabile della nuova succursale per i più piccoli. Tutto pare filare nel migliore dei modi: se non fosse per una indesiderata gravidanza che viene a disturbare i progetti del futuro. Jay vorrebbe rinunciare al proprio bambino, il suo stato fisico non glielo permette mentre la situazione inizia a rovinare un solido rapporto di coppia; lui coltiva in sé il desiderio di costruire una famiglia e si deve addossare l’intero andamento della casa. Come se non bastasse, a confondere l’esistenza della donna è quella autobiografia con cui costruisce il suo nuovo romanzo “Birth” come la consapevolezza tutta personale che la gravidanza stia rendendo sterile la sua vena di scrittrice, che altre del suo gruppo abbiano quel successo è ormai negato, che anche chi ha sempre creduto in lei e sempre l’ha sostenuta stia tornando sulle proprie idee. Resistono appieno due caratteri che continuano a fronteggiarsi, fermo ognuno nelle proprie convinzioni: ed è nello studio finissimo di quelli che la buona mano della regista eccelle. Tuttavia, secondo un modo di fare cinema intimamente legato al suo tempo e soprattutto ai suoi luoghi, un mondo di silenzi, di sguardi, di scene bruscamente interrotte, di dialoghi asciugati e rarefatti, di fissità protratte per troppi secondi che stridono con i nostri “mezzi” e con i nostri sentimenti di fare cinema.
