ilTorinese

Focus settimanale Covid Piemonte

SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA E VACCINALE 

In Piemonte l’occupazione dei posti letto ordinari si attesta all’1,1%, quella dei posti letto in terapia intensiva è allo 0.3%, mentre la positività dei tamponi è allo 0.7%.

Si registra un andamento stabile rispetto al periodo precedente e la situazione rimane ampiamente sotto controllo.

VACCINAZIONI

Dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate in Piemonte 11.080.113 dosi, di cui 3.347.666 come seconde, 2.966.874 come terze, 838.032 come quarte, 268.790 come quinte, 50.335 come seste.

Tra giovedì 15 febbraio e giovedì 22 febbraiosono state vaccinate 521 persone: 4 hanno ricevuto la prima dose, 1 la seconda, 10 la terza, 94 la quarta, 289 la quinta, 123 la sesta.

FOCUS CONTAGI NELLE PROVINCE

In Piemonte nel periodo da giovedì 15 febbraio amercoledì 21 febbraio i casi medi giornalieri dei contagi sono stati 15.

Suddivisi per province: Alessandria 1, Asti 0, Biella 0, Cuneo 2, Novara 1, Vercelli 0, VCO 0, Torino città 3, Torino area metropolitana 5.

In totale, su base regionale, i casi degli ultimi 7 giorni sono stati 102 (5). Questa la suddivisione per province: Alessandria 7 (invariato), Asti 0 (-5), Biella 3 (invariato), Cuneo 14 (+4), Novara 6 (-8), Vercelli 3 (+2), VCO 1 (-5), Torino città 21 (-1), Torino area metropolitana 38 (+5).

INCIDENZA DEL CONTAGIO NEGLI ADULTI

Nel periodo 15-21 febbraio l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è stata 2.4 (-4.7%) rispetto a 2.5 del periodo precedente.

Nella fascia di età 19-24 anni l’incidenza è 0.4(invariata). Nella fascia 25-44 anni è 1.3 (-7.1). Tra i 45 ed i 59 anni si attesta a 1.8 (-14.3%). Nella fascia 60-69 anni è 2.3 (-37.8%). Tra i 70-79 anni è5.3 (+65.6%). Nella fascia over80 l’incidenza risulta 7.2 (-4%).

INCIDENZA DEL CONTAGIO IN ETÀ SCOLASTICA

Nel periodo 15-21 febbraio, l’incidenza nella fascia 0-2 anni è 3.6 (50%), nelle fascia 3-5anni non si sono registrati casi (come nel periodo precedente), nella fascia 6-10 anni è1.1 (-2.9%), nella fascia 11-13 anni non si sono registrati casi (come nel periodo precedente). Nella fascia tra i 14 ed i 18 anni l’incidenza è 0.5 (-68.8%).

Bardonecchia, Campionato del Mondo ICF (International Canicross Federation)

È stata ufficialmente presentata la prossima edizione del Campionato del Mondo ICF (International Canicross Federation). Il Comune di Bardonecchia ospiterà questo importante evento organizzato da CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) in collaborazione con ASD Canicross, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino. La conferenza stampa di presentazione si è tenuta  presso la sede della Città Metropolitana di Torino in corso Inghilterra 7.

Durante la conferenza stampa sono intervenuti Valentina Cera, Consigliera della Città Metropolitana di Torino delegata alle politiche giovanili, sociali e di parità, Vittorio Montabone, Vice sindaco di Bardonecchia, Gianluca Carcangiu, Presidente di CSEN Piemonte e Franco Quercia, Responsabile Nazionale della disciplina Canicross.

Il Canicross è nato come forma di allenamento per i cani che portano le slitte ed è diventato molto popolare come sport nel continente europeo. Il Campionato del Mondo di Canicross si svolgerà a Bardonecchia dal 18 al 20 ottobre 2024. Sono attesi oltre 600 partecipanti provenienti da 30 nazioni e tre continenti.

In Italia esistono 10 club di Canicross che racchiudono 400 atleti. Sarà la seconda volta che il nostro paese ospiterà una competizione internazionale. La prima si è svolta nel 2017 a Santa Maria Maggiore nella Provincia del Verbano-Cusio-Ossola e si è trattato di un campionato Europeo.

Gianluca Carcangiu, Presidente CSEN Piemonte: “Siamo veramente entusiasti di sostenere e promuovere, a livello internazionale, uno sport di questo tipo con il binomio cane-conduttore che produce valore oltre a qualcosa in più di quello che è un gesto atletico. Il Canicross è importante, come tutti gli sport nuovi, perché colma le esigenze delle nuove generazioni. Motivo della nostra felicità è anche quello di far scoprire la montagna in un’altra veste e di portare migliaia di persone a Bardonecchia. Tanta gente che potrà godere della bellezza delle nostre maestose montagne”.

Franco Quercia, Responsabile Nazionale della disciplina Canicross: “Fino al 2015 questo era uno sport completamente sconosciuto in Italia. In quell’anno abbiamo presentato domanda per poter organizzare l’Europeo 2017. L’evento ha riscosso un successo talmente importante che è stato ripreso da tutti i media e ha dato all’Italia una grossa credibilità internazionale. Nel 2022, quando abbiamo fatto domanda di poter ospitare i Mondiali, siamo stati votati per alzata di mano. Siamo molto felici di tornare a ospitare un evento così importante e di farlo nuovamente in Piemonte”.

Valentina Cera, Consigliera Città Metropolitana Torino: “Per noi è un onore patrocinare questo bellissimo evento. Il mio ringraziamento va ai comuni che compongono la Città Metropolitana. Dai grandi agglomerati urbani agli splendidi contesti montani e di valle, il nostro territorio è molto variegato. Quando un importante evento internazionale, come il Mondiale di Canicross, si svolge a Bardonecchia, nelle nostre bellissime montagne, non possiamo che essere accanto e sostenere l’iniziativa”


Vittorio Montabone, Vicesindaco di Bardonecchia: “Siamo molto contenti di ospitare, nel prossimo mese di ottobre, il Campionato Mondiale di Canicross. Una disciplina relativamente nuova in Italia ma che è già riuscita a raccogliere un pubblico numeroso. Una disciplina che riunisce amore per la natura, per l’ambiente,  per lo sport e per gli animali. Valori e sentimenti assolutamente condivisi dall’Amministrazione Comunale di Bardonecchia. Non vediamo l’ora di accogliervi, di ospitare al meglio le vostre gare e di farvi conoscere le bellezze che il nostro territorio sa offrire”.

Cantiere aperto nel Parco storico del “Castello di Miradolo”

Visite guidate, in esclusiva, prima dell’ormai prossima riapertura

Domenica 25 febbraio, ore 10,30

San Secondo di Pinerolo (Torino)

Edificio storico (le origini risalgono al XV secolo), appartenuto all’antica casata nobiliare dei Conti Cacherano di Bricherasio – che, per alcuni suoi membri vantò addirittura il titolo di viceré dei Savoia – il “Catello di Miradolo”, con sede a San Secondo di Pinerolo, dal 2008 è sede della “Fondazione Cosso” (Centro di “ricerca culturale, naturalistica e didattica” presieduto da Maria Luisa Cosso) che, in esclusiva, prima della riapertura fissata per il 23 marzo, domenica 25 febbraio, alle 10,30, aprirà le porte per una visita guidata al grande “Parco storico” della dimora (sei ettari, 1740 alberi di diverse dimensioni per un totale di circa 70 varietà botaniche), al fine di mostrare in anteprima lo sviluppo dei lavori di risistemazione ancora in corso.

Il gruppo, limitato a un numero ristretto di persone, sarà accompagnato da Paola Eynard, vicepresidente della “Fondazione”, che sottolinea: “La visita al cantiere è un’occasione per conoscere dall’interno l’imponente progetto di restauro che sta coinvolgendo gli spazi del Parco storico, della serra neogotica e dell’antica casa del custode, nell’ambito del progetto ‘Storia di una rinascita’ con cui la ‘Fondazione Cosso’ ha ottenuto i fondi del PNRR del bando del Ministero della Cultura dedicato ai parchi e ai giardini storici, finanziato dall’Unione Europea attraverso i fondi ‘NextGenerationEU’”.

I visitatori che parteciperanno all’iniziativa potranno constatare de visu (pur se ancora in atto) il grande lavoro compiuto in questi mesi dalla folta e competente squadra di agronomi, dottori forestali e vivaisti intenti a lavorare, con l’aiuto dell’architetto paesaggista Paolo Pejrone (narratore in molteplici libri di “giardini e orti felici”), alla ridefinizione della “corte aulica” del Castello e della “zona antistante la serra” , con il rinfoltimento della collezione botanica, il ripristino delle antiche “vaserie” e la selezione di arbusti idonei ad attrarre gli insetti “pronubi”, preziosi per la loro attività di impollinatori.

“La sistemazione – sottolinea Paola Eynard – di pavimenti drenanti, cordoli dei vialetti e rondò migliorerà l’esperienza di visita e aiuterà il pubblico a orientarsi meglio all’interno del parco, anche con l’ausilio di un sistema di segnaletica inclusiva, di sicurezza e informatica”.

Il restauro dei serramenti darà, inoltre, nuovo lustro alla “citroniera” neogotica, dove la luce sarà protagonista grazie al progetto di illuminazione studiato dall’architetto Elettra Bordonaro , “co-founder” e “creative director” dello studio “Light Follow Behaviour” – “La luce segue il comportamento”) con sede a Torino. Parallelamente il cantiere procederà negli ambienti dell’“ex – portineria” dove sorgeranno “spazi di studio e lettura” per gli studenti.

In cantiere, per concludere, anche il “riallestimento del parcheggio” con postazioni di ricarica per auto e bici elettriche, un punto accoglienza e un’area dedicata al cicloturismo.

Per info e prenotazioni: Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (Torino); tel. 0121/502761 o www.fondazionecosso.com

g.m.

Nelle foto:

–       Il Castello di Miradolo

–       Paola Eynard e Maria Luisa Cosso

Due progetti della Città di Torino si aggiudicano “La città per il verde”

 

Due iniziative della Città di Torino, Torino Spazio Pubblico e CWC City Water Circles – Open 011, sono state premiate con il prestigioso riconoscimento “La città per il verde”. Questo premio celebra i comuni italiani che si distinguono per l’innovativa gestione del proprio patrimonio verde, anche attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini nella cura degli spazi pubblici.

La cerimonia di consegna del Premio, promosso dalla casa editrice “Il Verde Editoriale” e giunto alla sua 24a edizione, si è svolta oggi a Milano all’interno di “Myplant & Garden”, fiera professionale dell’orto-florovivaismo, del garden e del paesaggio. I riconoscimenti alla Città di Torino sono stati ritirati da Chiara Foglietta, assessora all’Ambiente e alla Transizione ecologica, accompagnata dall’architetto Alessandra Aires (a cui è andato il riconoscimento ‘Donna del paesaggio weTree) e dall’ingegnere ambientale Laura Ribotta del team del progetto CWC e da Giulio Taurisano, responsabile di Torino Spazio Pubblico.

Torino Spazio Pubblico è stato premiato in particolare nella sezione “migliore iniziativa di volontariato per la gestione degli spazi verdi urbani”, per “l’esemplare contributo al decoro e al miglioramento estetico della città, con positive ricadute di stimolo alla valorizzazione e rispetto del verde degli abitanti”, come si legge nelle motivazioni. Il progetto CWC è risultato invece vincitore del premio “Verde Urbano” per i comuni con più di 50mila abitanti, per la “realizzazione di un’area verde sperimentale tesa all’integrale e diversificato utilizzo dell’acqua piovana in uno spazio ridotto come quello di un terrazzo”, in un progetto “che dimostra come sia possibile trasformare luoghi marginali in scrigni di rigenerazione urbana sostenibile”.

Progetto di cittadinanza attiva per la cura degli spazi verdi, Torino Spazio Pubblico nasce nel 2013, incardinato presso gli uffici della Divisione Verde e Parchi della Città, con l’obiettivo di elevare lo standard degli interventi essenziali già garantiti dall’amministrazione pubblica. Dal suo avvio ha coinvolto oltre 2100 cittadini in più di 160 aree verdi. Attualmente, circa 300 volontari partecipano attivamente ogni settimana, dedicandosi alla pulizia e ad interventi di piccola manutenzione del verde e degli elementi di arredo urbano in 40 aree della città, tra parchi, giardini, piccole aiuole e aree verdi residuali. Numerose realtà del terzo settore collaborano al progetto, inclusivo anche verso persone con disabilità, immigrati di recente arrivo in Italia o individui soggette a misure alternative alle pene.

CWC City Water Circles è un progetto europeo al quale ha partecipato la Città di Torino, che si pone l’obiettivo di riformare i sistemi delle infrastrutture idriche urbane obsolete, proponendo un approccio di economia circolare per generare benefici economici e ambientali. La promozione di una cultura del risparmio idrico e l’utilizzo di risorse idriche non convenzionali, come le acque piovane urbane, rivestono infatti un’importanza cruciale in un contesto di cambiamenti climatici accelerati e della necessità di rendere le città più resilienti. A Torino la sperimentazione pilota è stata implementata presso l’Ostello Open 011 di corso Venezia 11, dove sono state realizzate una terrazza verde, una serra aeroponica e un Rain Garden, puntando a un ciclo virtuoso di risparmio e riciclo delle risorse idriche, a partire dall’acqua piovana.

Riaprirà al pubblico lunedì 26 febbraio l’Ufficio Postale di Avigliana

Disponibili nella nuova sede i certificati previdenziali (cedolino della pensione, la certificazione unica e il modello “OBIS M”)

Sono terminati nella sede di via Sant’Agostino 1, infatti, i lavori di ristrutturazione e ammodernamento finalizzati ad accogliere, anche tutti i principali servizi della Pubblica Amministrazione grazie al progetto “Polis – Casa dei Servizi Digitali”, l’iniziativa ideata da Poste Italiane per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale nei 7 mila comuni con meno di 15mila abitanti contribuendo al loro rilancio.

Tra gli interventi effettuati il rinnovo del back office, degli infissi, dell’impianto di illuminazione e di condizionamento, lavori di tinteggiatura, nuovi arredi e postazioni ergonomiche, oltre al riposizionamento della sala consulenze direttamente collegata con la sala al pubblico. Oltre ai servizi postali, finanziari, di assicurazione ed energia presso l’ufficio postale di Avigliana sono disponibili anche i servizi INPS (il cedolino della pensione, la certificazione unica e il modello “OBIS M” che riassume i dati informativi relativi all’assegno pensionistico).

L’ufficio postale di via Sant’Agostino è a disposizione dei cittadini con il consueto orario: da lunedì a venerdì dalle ore 8.20 alle ore 13.35 e il sabato fino alle ore 12.35.

Poste Italiane conferma, ancora una volta, non solo la missione al servizio del sistema Paese ma anche il valore della capillarità, elemento fondante del proprio fare impresa, in netta controtendenza con il progressivo abbandono dei territori.

Dopo l’autorizzazione della Commissione Europea a fine ottobre 2022 i lavori di ristrutturazione sono stati avviati in 300 Uffici Postali in tutta Italia ed entro la fine del 2026 saranno complessivamente 7000 i nuovi uffici Polis.

Perché i monumenti hanno dimenticato le donne?

Stimolare una riflessione civica intorno al patrimonio artistico urbano e all’esiguità dei monumenti dedicati alle donne. È quanto si prefigge Monumenta Italia, un progetto di arte pubblica a cura di Lisa Parola e Tea Taramino, realizzato anche con il sostegno della Consulta femminile regionale, che riunisce le competenze di lavoratrici della cultura accompagnate da una serie di opere ideate dall’artista Irene Pittatore.

“La scenografia urbana delle nostre città è composta soprattutto da ‘uomini che hanno fatto la storia’, mentre la partecipazione delle donne a fatti grandi e piccoli del passato è spesso sottaciuta. Poiché non raccontare la storia equivale a negarla, ritengo sia doveroso rovesciare la prospettiva e per questo la Consulta femminile sostiene con convinzione Monumenta Italia”, dichiara Ornella Toselli, presidente della Consulta femminile regionale. “Auspichiamo che queste azioni favoriscano il progressivo riconoscimento dei meriti di varia natura che le donne nel corso della storia hanno espresso, rendendo giustizia al loro effettivo contributo allo sviluppo della civiltà”.

L’iniziativa prevede una serie di affissioni pubblichea Torino, che contengono dati e interrogativi rispetto alla presenza delle donne nel patrimonio pubblico monumentale piemontese. Si parte con l’affissione del primo manifesto il 26 febbraio alle 18.30 in piazza Bottesini, nell’ambito della rassegna Opera Viva Barriera di Milano (fino all’11 marzo), per proseguire all’Urp del Consiglio regionale dove, dal 4 al 29 marzo, sarà esposta una serie completa di manifesti e due video e si concluderà con un’affissione di manifesti e light box alla stazione della metropolitana di piazza Bengasi (dal 6 al 31 marzo).

Il progetto riprende alcuni dati di Monumentale dimenticanza, un censimento a cura del Centro Studi e Documentazione Pensiero femminile APS sui monumenti dedicati a figure storiche femminili nelle città e comuni piemontesi e italiani. Dalla ricerca del 2018, sostenuta dal Consiglio regionale, è emerso che a Torino, nei capoluoghi di provincia piemontesi e nei 1.088 comuni sopra i 5mila abitanti il numero dei monumenti alle donne è esiguo, ove non pari a zero.

Il marzo alle 18 sarà invece inaugurata una mostra laboratorio, negli spazi dell’associazione culturale Recontemporary (in via Gaudenzio Ferrari 12b). Le opere di Irene Pittatore saranno presentate come strumenti di riflessione sulla presenza delle donne nello spazio pubblico e nella sua narrazione e saranno il punto d’avvio di laboratori e incontri aperti anche alle scuole e all’università.

Monumenta Italia parte quindi da Torino ma ha l’obiettivo, in un lungo periodo, di raggiungere altre città e contesti per proporre affissioni pubbliche e momenti di incontro.

Il Salone del Vermouth a Eataly Lingotto

Il 24 e 25 febbraio arriva a Torino un nuovo evento dedicato a una grande eccellenza italiana: nasce infatti il Salone del Vermouth. La manifestazione, che coinvolgerà i principali produttori, animerà il capoluogo piemontese con un ricco palinsesto, per due giorni dedicati alla cultura intorno a questo vino liquoroso. E in concomitanza con l’evento, dal 19 al 25 febbraio il Fuorisalone porterà la cultura del vermouth in tutta Torino, per una settimana di appuntamenti nei luoghi simbolo e nei migliori locali della città.

Eataly Lingotto, nato negli spazi che furono dell’Opificio Carpano, partecipa al Fuorisalone con attività speciali. Tutti i giorni alle ore 19 ecco l’appuntamento con i tour guidati del Museo Carpano, lo spazio al primo piano di Eataly creato in collaborazione con la Fratelli Branca Distillerie e i Servizi Museali della Città di Torino e dedicato alla storia di un marchio e di un prodotto storici. Il Museo si sviluppa nelle stanze utilizzate in origine per l’archivio documenti, l’estrazione delle erbe, la combinazione degli ingredienti e la conservazione degli estratti. Qui si snoda un percorso museale che fa rivivere i momenti salienti della storia e della produzione del vermouth Carpano: la realizzazione è raccontata attraverso l’esposizione di numerosi oggetti ritrovati nello stabilimento e testimonianze legate alla sua diffusione e al suo consumo dal 1786, quando Antonio Benedetto Carpano inventò quella che in breve tempo divenne la bevanda preferita del re, fino a oggi. Durante i tour, ci si potrà immergere nel mondo del vermouth, con una degustazione finale di tre tipologie, per trovarne somiglianze e differenze.

Lunedì 19 febbraio, poi, si terrà la speciale masterclass: in compagnia dell’herbalist Matteo Bonoli, i partecipanti scopriranno le tante sfumature diverse che le erbe di montagna possono donare al vermouth. Non mancherà naturalmente l’assaggio guidato.

E alle 20.30 Giù da Guido, il bistrot torinese della famiglia Alciati (già alla guida di Guido Ristorante, 1 stella Michelin), propone una cena in collaborazione con Carpano, con un menu di cinque portate pensato da gustare in abbinamento alle proposte drink, selezionate e raccontate sempre dall’herbalist Matteo Bonoli. Si inizia con il fagottino di lingua e la grissinopoli di guancia, proposti assieme al Milano Torino. Immancabile come primo piatto i plin di Lidia al sugo d’arrosto, da assaggiare assieme al Carpano Dry Martini. Si prosegue poi con l’agnello con gnocco alla romana e cavolo viola e l’Antica Formula Negroni, per concludere in dolcezza con il gianduiotto alla moda del Conte Negroni, perfetto in abbinamento all’Antica Formula.

Tutti i giorni alle ore 19 | Il Vermouth: tour e degustazione | 18 €

Lunedì 19 febbraio alle ore 18 | Masterclass gratuita con degustazione

Lunedì 19 febbraio ore 20.30 | Cena con degustazione di Vermouth | 50 €

Per informazioni e prenotazioni: www.torino.eataly.it

I tabù

Tutti noi conosciamo il termine tabù ma pochi ne conoscono l’origine: deriva dalla lingua polinesiana, dove la parola tapuindica quei comportamenti che la società condanna perché contrari alla religione o all’etica.

E’ evidente che il tabù, di qualsiasi natura, ha senso se lo inquadriamo nell’epoca e nella latitudine in cui nasce: nella nostra cultura fino a qualche decennio fa era tabù, per una donna,indossare i pantaloni o fumare per strada perché venivano considerate, ipso facto, donne volgari o prostitute.

Per fortuna i tempi cambiano e le persone, almeno in teoria, si dovrebbero evolvere ma certi tabù rimangono: soprattutto rimane la censura che la società pone in essere nei confronti di chi si allontana dalla retta via, via che nessuno sa da chi sia stata disegnata.

La religione, quella cattolica in particolare, ma anche islam ed ebraismo, forti della loro diffusione sul pianeta sono tra le principali fonti di tabù.

Pensiamo soltanto a concetti quali i rapporti prematrimoniali, il sesso anale, l’unicità della coppia, l’incesto, la prostituzione (sia nell’esercitarla che nel rivolgersi ad essa) e molto altro.

Come sanno sia coloro che seguono le mie lezioni presso l’Università popolare sia chi si rivolge a me come coach, io sottolineo sempre come un tabù sia tale per la propria coscienza, in quanto nessuno deve permettersi di dirci se sia corretto o meno agire in un certo modo né può sostituirsi a noi nello stigmatizzareo nel propugnare un comportamento.

Il fatto stesso che un comportamento sia censurato fino ad una certa data e poi consentito o viceversa dovrebbe far capire come non sia il fatto in sé sbagliato, ma sia la modalità con cui la società lo percepisce a fare la differenza. In Italia andare a convivere senza matrimonio fino a 40 anni fa era considerato “peccato”, mentre in Germania, Francia, Svizzera era una cosa perfettamente normale: eppure il Dio è lo stesso nei quattro Paesi.

Girare nudi per casa, anche davanti ai figli è tutt’ora tabù nel Belpaese, mentre nei Paesi citati prima e ancor più nel Paesi scandinavi è cosa perfettamente normale. Vorrei ricordare che, quando nel 1929 venne istituito il proibizionismo negli Stati Uniti, il consumo di alcool non si azzerò come previsto dalla norma ma, al contrario, diminuì pochissimo mentre peggiorò enormemente la qualità del prodotto perché distillato clandestinamente, senza controlli igienici e spesso con tracce pericolosissime di alcool metilico.

Allo stesso modo se facciamo crescere i nostri figli con l’ossessione per il corpo, facendo percepire una cosa normale come il corpo nudo in ambito familiare come se fosse il peggior peccato, otterremo solo di instaurare in loro un concetto totalmente errato e malizioso del rapporto genitori-figli. Non ci si stupisca poi se, quando avremo bisogno di essere accuditi perché non più autosufficienti, i nostri figli non riusciranno a lavarci e vestirci perché saranno in imbarazzo o avranno un’idea falsata del contatto con il corpo del genitore.

Che dire, poi, del rapporto con le altre fedi e con gli atei? Pensate solo che regioni come il Veneto hanno un tasso elevato di praticanti (a messa tutte le domeniche) ma, al contempo, detengono il primato delle bestemmie: ipocrisia? Se è vero che dobbiamo amarci uno con l’altro, perché poi associamo inevitabilmente il nero con lo spaccio di droga, la nera con la prostituzione, i cinesi con prodotti fabbricati a basso costo (ricordo che le maggiori aziende di informatica, telefonia ed elettronica sono cinesi) e così via. Eppure, il tabù è ancora vivo: mogli e buoi dei Paesi tuoi. Voglio vedere se un siciliano che sposa una altoatesina la considera dello stesso Paese. A meno che per paese non si intenda il Comune, magari di 3000 abitanti, dove si vive entrambi, e allora abbiamo buone probabilità di sposare qualcuno della nostra linea di parentela.

E la pornografia? Nessuno la vieta per i danni che può avere a livello sessuale e psicologico sui giovani e sui meno giovani: la si vieta perché è peccato. Qualcuno dovrebbe spiegarmi, poi, perché non diciamo ai maschi che se si eiacula sovente (in caso di solitudine la pornografia può aiutare) si riduce notevolmente il rischio di carcinoma prostatico e si ha un miglioramento del tono muscolare e del riposo dovuto alla produzione di endorfine.

Oltretutto, ciò che dovrebbe far riflettere sull’assurdità dei tabù è il detto “fate come dico, non fate come faccio” come venne rinfacciato a Platone (“In un modo tu parli, in un altro vivi”): se una cosa è tabù per me, perché tu la fai? Sottolineare come un comportamento sia vietato, riprovevole ottiene molto spesso l’effetto contrario: spingere le persone a verificare di persona gli effetti dell’infrazione: effetti che, praticamente sempre, non esistono.

Sergio Motta

A teatro l’importanza di chiedere scusa

Allo Spazio Kairos domenica 25 febbraio alle 16,30

TEATRO PER FAMIGLIE

Lo spettacolo ha vinto “Nuove generazioni” in Trentino Alto Adige


Torna il teatro per le famiglie allo Spazio Kairos di via Mottalciata 7. Onda Larsen organizza domenica 25 febbraio alle 16 la merenda (che viene offerta), seguita alle 16,30 dallo spettacolo di “Scusa” del Collettivo Clochart di Trento,  un testo scritto e diretto da Michele Comite con Viviana Pacchin e Stefania Favero.
“Scusa” è lo spettacolo vincitore della “Piattaforma per la circuitazione dello spettacolo professionale in Trentino Alto Adige – Nuove Generazioni”, bando promosso dallo Stabile di Bolzano, Centro Santa Chiara e Coordinamento Teatrale Trentino.

Lo spettacolo

E’ uno spettacolo che parla dell’importanza di chiedere scusa quando si sbaglia o nel chiedere una cortesia quando si interrompe qualcosa o qualcuno. Saper chiedere scusa influisce sulle nostre relazioni. Basta una frase di scuse, poche semplici parole, ed un possibile litigio finisce in un abbraccio o una stretta di mano e tutto si risolve per il meglio.

Chiedere scusa non è segno di debolezza, ma di grande intelligenza. È segno di maturità, di prendersi le proprie responsabilità ed essere capaci di capire di aver sbagliato.

Per i bambini il litigio è un fatto assolutamente naturale, quasi un’attività ludica endemica alle dinamiche relazionali. I litigi tra bambini sono delle occasioni di crescita cognitiva, emotiva e sociale. Le due protagoniste vivranno in una carambola divertenti dispute che provengono dal mondo infantile che spesso però ritroviamo anche negli adulti ed ecco perché è uno spettacolo da condividere

con le famiglie.

“Scusa”, una parola contro migliaia di azioni. Ci sono molti modi di chiedere scusa, in certi casi vanno usati tutti in altri ne basta uno. Così chiedere scusa può essere un gesto che rafforza l’amicizia, chiarisce i dubbi, è un rimedio contro l’odio che aiuta a riflettere senza essere mai un segno di debolezza. Chiedere scusa è educazione saperlo fare è arte.

SCUSA

Collettivo Clochart (TN)

Scritto e diretto da Michele Comite

Con Viviana Pacchin e Stefania Favero

Coreografie a cura di Hillary Anghileri

Musiche a cura di Daniela Savoldi

Scenografie a cura di Gigi Giovanazzi e Gianmarco Sartori

Costumi a cura di Elisa Caleon

Durata 50’

Teatro danza, di figura e narrazione

Dai 4 anni in su

Biglietto unico (con merenda omaggio alle 16): 8 euro.  Info: biglietteria@ondalarsen.org

 

Ristorante chiuso per carenze igieniche in Borgo san Paolo

I poliziotti del Commissariato di P.S. San Paolo, con l’ausilio dell’unità cinofila antidroga dell’UPGSP e di personale della Polizia Municipale, hanno svolto un servizio di controllo straordinario del territorio nella zona di competenza. Insieme all’ASL-SIAN hanno, inoltre, proceduto alla verifica del rispetto delle normative attinenti alle condizioni igieniche presenti all’interno di alcuni esercizi commerciali.

L’attività si è in particolare concentrata su nove esercizi commerciali, ricompresi nell’area pedonale di via Di Nanni, via Pollenzo, corso Racconigi, fra cui due bar, due sale scommesse, tre minimarket, un negozio di alimentari e un ristorante.

In quest’ultimo sono state riscontrate gravi carenze igienico sanitarie, tali da non garantire un sufficiente livello di sicurezza alimentare, in particolare sporcizia diffusa sul pavimento della cucina e in prossimità delle attrezzature di preparazione degli alimenti, pareti e soffitto anneriti, servizi igienici ad uso del personale in pessime condizioni. A seguito della situazione riscontrata è stata decretata dal SIAN l’immediata chiusura dell’attività, fino al ripristino delle previste condizioni igieniche, con sanzione di 2000 €.

Altre 1400 € di sanzioni sono state comminate nei confronti di tre locali sottoposti a controllo, in particolare la somma di €950 presso un bar di via Di Nanni ove il titolare non esponeva i prezzi praticati su alimenti e bevande e in considerazione della scarsa igiene riscontrata nel locale cucina.

Nel corso dell’attività i poliziotti hanno identificato 58 persone e controllato 15 veicoli.