ilTorinese

Duecento italiani a Gerusalemme, preti torinesi ancora bloccati

Da La Voce e il Tempo

Ancora nessuna indicazione sui tempi di rientro dei pellegrini italiani e piemontesi. La guerra è lontana dalla città santa, dove la vita scorre normale e senza pericoli. Gli unici scoppi domenica sera in periferia per l’intercettazione di un missile diretto a Tel Aviv (VIDEO)

MARTEDI 3 MARZO – I cieli restano chiusi in Terra Santa, i voli aerei interrotti: tutti i pellegrini per ora restano a Gerusalemme, dove la vita scorre comunque tranquilla perchè la guerra è altrove. Non così a Tel Aviv e ad Haifa, colpite da missili.

Neanche oggi si fanno previsioni sulla data di rientro dei sedici preti piemontesi, in gran parte torinesi, che sono bloccati in città insieme a un diacono e a due addetti dell’Opera Diocesana Pellegrinaggi, in contatto continuo con l’Ambasciata Italiana per organizzare il rientro appena sarà possibile.

Attendono a Gerusalemme vari gruppi di pellegrini italiani, più di 200, fra essi alcune decine di giovani della diocesi di Lucca con il loro Vescovo e un gruppo di 70 lucani. Gerusalemme, come detto, non è toccata dalla guerra che oppone l’Iran e Israele da sabato 28 febbraio. Al di là del clima di apprensione per la crisi internazionale, nella città santa la vita è normale e senza pericoli. Gli scoppi uditi domenica sera nell’estrema periferia della città dipendono dall’intercettazione di un missile in volo dall’Iran verso Tel Aviv, documentato dal video che abbiamo ricevuto e pubblicato.

 

Il Procuratore e gli esorcismi di via Cappel Verde

Giorgio Vitari e il suo settimo romanzo tra esorcismi e alta finanza

Con il suo nuovo romanzo, Il procuratore e gli esorcismi di via Cappel Verde, pubblicato da Neos Edizioni, Giorgio Vitari torna a Torino e alle indagini del procuratore Rotari; lo fa, però, attraversando una soglia nuova, dove il diritto si confronta con l’ombra. «Perseverare è diabolico», osserva con ironia lo scrittore, giocando sul fatto che questo sia il suo settimo romanzo. Un modo per entrare subito nel cuore del libro, dove il tema del diavolo e degli esorcismi non è mai semplice folklore, ma diventa chiave narrativa e simbolica. L’ispirazione, racconta Vitari, nasce dalla figura reale di un’esorcista, Enrichetta Naum, e da quell’appartamento di via Cappel Verde, a Torino, dove abitava prima di trasferirsi in via Garibaldi.

Cento metri quadri che diventano spazio letterario, luogo chiuso e denso, quasi un personaggio, con mobili raffinati tendaggi pesanti, candelabri e dove un tecnico che deve piazzare delle microspie, per conto della Procura, percepisce ancora delle presenze. «Abbiamo provato ad andare a vedere quell’appartamento diverse volte», racconta l’autore, «non è stato facile entrarci, ma alla fine ci siamo riusciti»; come se anche la realtà opponesse una resistenza, un filtro tra il visibile e ciò che resta nascosto. Il romanzo si apre con un incidente sospetto durante un rito satanico in una casa torinese dalla fama sinistra. Il procuratore Rotari torna in città per indagare sulla morte di un dirigente di banca, precipitato tra le montagne della Val di Susa in circostanze apparentemente accidentali. Ma le perplessità dell’avvocata Isotta Fraschini insinuano il dubbio che dietro quella fine si celi altro.

Il passato della vittima è più opaco del previsto e l’inchiesta conduce verso un gruppo esoterico torinese le cui riunioni notturne gettano un’ombra inquietante sull’intera vicenda. Rotari si muove tra silenzi interessati, menzogne costruite con abilità e un potere che agisce lontano dalla legge, in una Torino bene fatta di alte sfere economiche e figure influenti. In questo crescendo di tensione, la dimensione sovrannaturale sembra sfidare la razionalità dell’indagine, ma è proprio la procedura, con la sua logica e i suoi strumenti, a mantenere saldo il contatto con la realtà.

Giorgio Vitari spiega dell’evoluzione nella sua scrittura affermando che il primo romanzo, ambientato nel 1983, era fortemente ancorato a fatti storici realmente accaduti: la trama ruotava attorno alla ricostruzione documentata degli eventi. «Dal terzo libro in poi, invece, mi sono spostato sulla credibilità della trama», chiosa. L’obiettivo, dunque, non era più unicamente raccontare una storia, ma costruire un intreccio verosimile, capace di reggersi sulla coerenza interna dei personaggi e delle loro scelte. Per questo settimo libro, tuttavia, il metodo cambia ancora. «Non avevo tutta la trama», confessa. «Scrivo quando mi viene l’ispirazione. Sto nella mia stanza, nel silenzio. Gli altri libri avevano una struttura già formata, questa volta mi sono lasciato trasportare».

Quella dello scrittore, ora, è una scrittura più istintiva, che segue l’ombra anziché illuminarla subito. Il risultato è un ottimo romanzo dal ritmo serrato, ma enigmatico fino all’ultima pagina in cui la verità resta una presenza sfuggente. «La verità è un’ombra che a qualcuno serve rimanga tale», sembra suggerire la vicenda di Rotari. E forse è proprio qui il nucleo giuridico del libro: non nel rito, non nell’esorcismo, ma nello scontro tra ciò che appare e ciò che può essere dimostrato. In un tempo in cui il confine tra credenza e manipolazione è sempre più sottile, Vitari affida alla legge il compito di attraversare il buio. Anche quando il diabolico sembra insinuarsi tra le pieghe della realtà.

 Maria La Barbera

Memorandum triennale tra Unione Industriali e AI4I

Dare un impulso immediato e concreto all’adozione dell’intelligenza artificiale nel tessuto industriale piemontese,  con particolare attenzione alle PMI  e con un approccio orientato al mercato. È questo l’obiettivo del Memorandum of Understanding triennale siglato tra Unioni Industriali Torino e l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale  (AI4I) , istituito nel 2021 per incrementare la ricerca scientifica, il trasferimento tecnologico e l’innovazione del Paese, con particolare riguardo all’intelligenza artificiale e alle sue applicazioni industriali.

“L’intelligenza artificiale nelle filiere industriali non è più futuro, è presente che richiede decisioni – afferma il presidente dell’Unione Industriali Marco Gay – Con questo accordo vogliamo concretamente promuovere e consolidare la trasformazione digitale e la costruzione di un ecosistema efficace. L’obiettivo per noi è  chiaro, creare percorsi scalabili a beneficio delle aziende del territorio, aggregare domanda e formazione pratica in ambienti dimostrativi, così da rendere l’innovazione concreta e applicabile.
Una filiera è competitiva solo se i suoi anelli evolvono insieme. L’AI può ridurre le distanze, non ampliarle”.

“Con questo memorandum rafforziamo un passaggio essenziale, portare l’intelligenza artificiale dentro i processi produttivi reali e accompagnare le imprese lungo percorsi concreti di adozione e trasformazione – spiega Fabio Pammolli, presidente dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale – La collaborazione con Unione Industriali Torino permette di connettere in modo stabile la domanda industriale con le competenze scientifiche e tecnologiche disponibili sul territorio. L’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I) nasce per rendere accessibili alle imprese la ricerca applicata, le capacità ingegneristiche , le infrastrutture di calcolo e i servizi di trasferimento tecnologico.
Ricerca, ingegneria, sviluppo industriale,  gestione dei processi: quando queste dimensioni operano insieme l’intelligenza artificiale entra nella produzione e diventa una leva concreta  di competività e crescita per il sistema industriale”
Un ruolo centrale nel memorandum sarà svolto dalla piattaforma  di AI4I denominata SUK  ( System User Knowledge) che ha l’obiettivo di facilitare l’incontro tra aziende che offrono e aziende che cercano soluzioni di intelligenza artificiale anche attraverso percorsi di accompagnamento mirato. Sarà inoltre possibile sviluppare i progetti pilota industriali, cosiccome partecipare a progetti di filiera, usufruendo dei laboratori di ricerca e sviluppo  AI4I R&D Center con funzioni di ricerca applicata e di trasferimento tecnologico, nonché delle facilità HPC di ultima generazione AI4I Foundry.

Oggi per le Pmi è  fondamentale accelerare l’adozione delle soluzioni di intelligenza artificiale, partendo dai fabbisogni reali e individuando percorsi adatti alla propria tipologia di impresa e di business. Per questo va aumentata là conoscenza della best practice e dei percorsi di accompagnamento,  anche per individuare le opportunità offerte da tanti strumenti di finanza agevolata. Dal lato delle grandi aziende, invece, è  urgente che aumenti la condivisione dei percorsi avviati e la sperimentazione su progetti di innovazione che siano capaci di integrare l’AI per sviluppare nuovi prodotti e nuove soluzioni di processo.
Per rispondere a queste esigenze, il Memorandum punta a favorire la conoscenza delle infrastrutture e dei servizi di AI4I presso il tessuto industriale piemontese attraverso eventi, iniziativa territoriale  e settoriali.
Mara Martellotta

Visite guidate alla Statua di San Carlo dedicate alle scuole

Nel mese di marzo la statua di San Carlo Borromeo, monumento simbolo della città di Arona e punto di riferimento storico e culturale del territorio,  sarà protagonista dell’iniziativa “I venerdì di San Carlo”, un ciclo di visite guidate riservate alle scuole di Arona e dei comuni limitrofi.
L’iniziativa offre agli studenti un’esperienza unica per conoscere da vicino uno dei simboli più rappresentativi di Arona, approfondendone storia,  valore artistico e significato simbolico.
È  richiesto soltanto il costo simbolico di 1 euro cad. per il biglietto di ingresso.
Le visite si svolgeranno tutti i venerdì di marzo dalle ore 10 ed avranno la durata complessiva di un’ora. Il percorso guidato comprenderà la salita al terrazzo panoramico e l’accesso all’interno della statua, secondo le modalità possibili in base all’età e al numero dei partecipanti. Si tratterà  di un’esperienza per conoscere la storia della sua costruzione e ammirare la modalità di realizzazione del colosso, oltre a un panorama unico sul lago Maggiore.

La statua di San Carlo Borromeo, rinomata affettuosamente come San Carlone, è una delle statue visitabili più alte al mondo ed è  stata voluta nel Seicento da Federico Borromeo per celebrare il cugino santo nato ad Arona nel 1538. Da oltre tre secoli domina il lago Maggiore con i suoi oltre 35 metri di altezza ed è un punto di riferimento identitario e spirituale del territorio.

Date

Venerdì 6, 13,20, 27 marzo.

Orario dalle ore 10

Mail statuasancarlo@ambrosiana.it

Tel 3288377206

Mara Martellotta

Expo Machieraldo 2026, edizione col botto fra grandi ospiti e sold-out

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Una due giorni partecipatissima per la Fiera di riferimento del Nord Italia dedicata a ferramenta e casalinghi.

Oltre 3.500 partecipanti in un weekend, e più di 140 espositori da tutta Italia sono i numeri che danno la dimensione della crescita costante di ‘Expo Machieraldo 2026’, Fiera di riferimento nel Nord Italia del settore ferramenta e casalinghi svoltasi a Malpensa Fiere (Busto Arsizio), che porta a casa un sold-out e tanta soddisfazione per questa nona, azzeccata edizione.

Un evento promosso da ‘Machieraldo Gustavo Spa’, dal 1910 azienda leader del comparto, e ottimamente organizzato da ‘Ma.Mu. Srl’, rinomata agenzia di marketing dedicato, con la sapiente direzione e guida di Sebastian Galimberti.

Felice del risultato sin qui raggiunto, frutto di un ottimo lavoro di squadra, e dell’impegno quotidiano espresso sul campo”, commenta l’AD Michele Raselli. “Anche quest’anno abbiamo avuto ottime e importanti anteprime di prodotto che i dettaglianti e gli esercenti nostri abituali clienti hanno avuto modo di scoprire e di testare direttamente sul campo qui in kermesse”, prosegue soddisfatto Raselli.

Il nostro è un format che punta molto al coinvolgimento e all’interazione diretta fra i partecipanti, alternando momenti di scambio commerciale ad altri di intrattenimento, come testimonia il successo riscosso dalla presenza interattiva con il pubblico di ospiti di primo piano quali Diletta Leotta, Testimonial del brand U-Power, Pietro Senaldi Condirettore di ‘Libero’, Giuseppe Cruciani e Maurizio Scandurra, rispettivamente conduttore e opinionista de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’.

Tutte le informazioni sul sito www.machieraldo.it.

Enzo Tortora, storia di un gentiluomo fuori ordinanza

IL COMMENTO Di Pier Franco Quaglieni

Pier Franco Quaglieni

Spesso la rete “Nove” propone programmi che non mi piacciono o che addirittura ritengo totalmente di parte e quindi improponibili. Ma ieri sera la “Nove” ha offerto una serata entusiasmante e commovente che ha rievocato Enzo Tortora. Una trasmissione storica, destinata a restare, che costringerà a riflettere inevitabilmente anche sul prossimo referendum, anche se accostare la serata alle polemiche spicciole di Gratteri sarebbe un sacrilegio.

In essa risalta l’uomo di straordinario livello morale e di grande coraggio intellettuale, umano e civile. L’uomo televisivo diventa quasi secondario rispetto a chi seppe difendere il commissario Calabresi, ucciso dalla canea urlante di giornalisti e intellettuali che uscirono moralmente distrutti dalla firma a un infame manifesto di Camilla Cederna, che ebbe l’ardire di scrivere contro Tortora imputato, mentre contribuì ad armare la mano degli assassini di Calabresi. È il Tortora che affrontò i giudici a testa alta, come quando venne arrestato in diretta televisiva e ammanettato in modo incompatibile con un paese civile. La trasmissione, per pietà, non cita il PLI di Zanone che abbandonò il liberale Tortora nelle grinfie dei suoi accusatori, dimenticando la presunzione di innocenza sancita dalla Costituzione e le basi stesse della civiltà giuridica liberale, che venne invece difesa da Marco Pannella e dai radicali. Lo conobbi da liberale quando Enzo era consigliere nazionale di un PLI ormai solo preoccupato di tornare al governo, e lo rividi quando si candidò al Parlamento europeo, nel quale venne eletto nelle liste radicali. Condannato in modo che definire pazzesco non risulta un’esagerazione, Enzo si dimise da Strasburgo, rinunciando all’immunità parlamentare per difendersi nel processo. La sua vicenda giudiziaria, che grida ancora oggi vendetta, lo portò alla malattia e alla morte.

«Fu un gentiluomo fuori ordinanza, un uomo del Risorgimento nato in un secolo sbagliato», mi disse una volta Mario Soldati, che lo volle in un suo film oggi introvabile. Protagonista indiscussa della serata è stata la sua compagna, la senatrice Francesca Scopelliti, che ha dedicato la sua vita alla causa della giustizia nel ricordo indelebile di Enzo. Chi non avesse potuto vedere la trasmissione cerchi di recuperarla. Una parte della storia italiana è passata dal martirio non voluto di Tortora, che ebbe da un giorno all’altro la reputazione e l’onorabilità distrutte dalle accuse di pentiti destituite di ogni fondamento, come riconobbero i giudici di appello. Il sindaco di Torino Piero Fassino gli dedicò un ricordo nella toponomastica torinese che non può essere dimenticato. Il nome di Tortora avrebbe meritato di più, ma è importante che Torino lo ricordi come un cittadino esemplare dell’Italia civile.

Semaforo antismog: da oggi torna il livello 0 (bianco)

Secondo i dati previsionali forniti  da Arpa Piemonte, da martedì 3 marzo, e fino a mercoledì 4 marzo 2026 (prossimo giorno di controllo), le misure di limitazione del traffico torneranno al livello 0 (bianco), con le sole misure strutturali di limitazione del traffico previste del semaforo antismog.

Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute .

Addio al giornalista Pier Paolo Luciano

È morto improvvisamente a Torino il giornalista Pier Paolo Luciano, nome noto dell’informazione piemontese. Aveva 65 anni ed è stato a lungo un punto di riferimento per l’edizione torinese di Repubblica, guidando la redazione per molti anni.

Originario di Caraglio, in provincia di Cuneo, aveva mosso i primi passi professionali a La Stampa per poi proseguire il suo percorso a Repubblica, dove si era distinto per competenza e attenzione ai temi economici e territoriali. La notizia della sua morte ha suscitato  messaggi di cordoglio da parte di colleghi e lettori, del governatore Cirio e del sindaco Lo Russo.

Melanzane grigliate in salsa verde, più di un antipasto

Un piatto facile, veloce e gustoso da abbinare alla carne o al pesce o come insolito antipasto. Melanzane grigliate e successivamente condite con una salsina profumata e stuzzicante.

Ingredienti

3 Melanzane
1 Spicchio d’aglio
1 Peperoncino
2 cucchiai di capperi
5 Pomodorini secchi
Prezzemolo, origano, sale, olio evo q.b.
8 foglioline di menta
1 Limone

Lavare e asciugare le melanzane. Tagliarle a fette non troppo sottili e grigliarle pochi minuti per parte. Preparare la salsina, tritare il prezzemolo con la menta, l’aglio, i capperi, l’origano, il sale, l’olio ed il succo del limone. Tagliare a listarelle sottili i pomodori secchi ed unire alla salsa. Spennellare le melanzane con la salsa e disporle a strati sul piatto di portata. Lasciare riposare in frigo 12 ore.
Servire a temperatura ambiente.

Paperita Patty

 

Industria 2026: Torino regge il confronto, ma il Nord-Est corre di più

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Torino, marzo 2026 – L’industria piemontese si presenta all’appuntamento con il 2026 in una fase di graduale recupero, ma senza slanci. Dopo un biennio segnato da rallentamenti produttivi e contrazioni in alcuni comparti chiave, il 2025 ha mostrato segnali di stabilizzazione. Il quadro resta però articolato, soprattutto se confrontato con le altre grandi regioni manifatturiere del Paese.

Crescita contenuta, ma segnali di stabilità

Le stime più recenti indicano per il Piemonte una crescita del PIL attorno allo 0,5–0,7% nel 2025, con un andamento leggermente migliore nella seconda parte dell’anno. Si tratta di un incremento modesto, in linea con la media italiana ma inferiore rispetto ai ritmi europei. La manifattura ha dato segnali di recupero rispetto ai trimestri precedenti, pur senza tornare ai livelli pre-rallentamento.

Alcuni comparti hanno mostrato maggiore vitalità: l’aerospazio, l’agroalimentare e parte della meccanica specializzata hanno beneficiato della domanda estera e di investimenti mirati in innovazione. Più complessa la situazione dell’automotive, storicamente centrale per Torino, ancora alle prese con la transizione elettrica, la riorganizzazione produttiva e volumi inferiori rispetto al passato.

Export in recupero, ma non ai vertici nazionali

Le esportazioni piemontesi sono tornate a crescere nel corso del 2025, con un incremento moderato su base annua. Il rimbalzo è legato soprattutto ai mercati extra-UE e ai settori ad alta specializzazione tecnica.

Nel confronto con altre regioni, tuttavia, il Piemonte non guida la classifica nazionale.

  • Lombardia continua a rappresentare il principale motore industriale del Paese per valore aggiunto e volumi di export.

  • Veneto mantiene una forte vocazione manifatturiera diffusa, con performance solide nei distretti della meccanica e del sistema casa.

  • Emilia-Romagna si distingue per l’elevata competitività della meccanica avanzata e dell’automazione, con tassi di crescita superiori alla media nazionale.

Rispetto a queste realtà, il Piemonte conserva una struttura industriale robusta ma meno dinamica, con una crescita più prudente e una maggiore esposizione alle difficoltà del settore automobilistico.

Attrattività e investimenti esteri: un punto di forza

Un elemento positivo per Torino e per l’intera regione resta la capacità di attrarre capitali stranieri. Il tessuto industriale piemontese ospita numerose imprese a controllo estero che hanno confermato piani di investimento e sviluppo, in particolare nei settori ad alta tecnologia.

Questa presenza contribuisce a mantenere elevato il livello di competenze e a integrare il territorio nelle catene globali del valore. In questo ambito, il Piemonte si colloca tra le regioni italiane più credibili sul piano internazionale, anche grazie alla disponibilità di competenze tecniche e infrastrutture logistiche strategiche.

Mercato del lavoro: crescita fragile

Se la produzione mostra segnali di tenuta, l’occupazione industriale non evidenzia un’espansione significativa. La creazione di nuovi posti di lavoro procede lentamente e si concentra soprattutto nei segmenti più innovativi. Le piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del sistema produttivo piemontese, faticano a sostenere investimenti consistenti in digitalizzazione e formazione.

A differenza di regioni come Lazio, dove la crescita è sostenuta anche dai servizi avanzati e dal comparto farmaceutico, il Piemonte resta fortemente ancorato alla manifattura tradizionale, con minori effetti compensativi provenienti dal terziario ad alto valore aggiunto.

Le prospettive per il 2026

Per il 2026 le previsioni delineano uno scenario di consolidamento: crescita moderata, export stabile e progressiva normalizzazione delle filiere produttive. Molto dipenderà da tre fattori chiave:

  1. Evoluzione della domanda internazionale.

  2. Stabilità dei costi energetici e delle materie prime.

  3. Capacità delle imprese di accelerare su innovazione e transizione ecologica.

Nel confronto nazionale, il Piemonte dovrebbe mantenersi nella fascia intermedia-alta delle regioni italiane per crescita del PIL, ma difficilmente supererà le performance delle realtà più dinamiche del Nord-Est.