RITRATTI TORINESI
Amministratore Unico di ATT srl impresa sociale
“L’Associazione Attivitabile – dichiara Carlo Maria Tresso, Amministratore Unico di ATT – il 5 settembre cambia nome e rinnoverà le cariche elettive, oltre a rilanciare i laboratori di teatro, orti urbani, ceramica, disegno manga, scacchi e scrittura fantasy, proponendo nuove attività al servizio delle necessità dei giovani con autismo e disabilità cognitive che emergono oltre al lavoro. L’impresa sociale ATT è una realtà creata nel 2021 per dare prospettive di lavoro e occupazione a giovani con disabilità cognitive e sindromi dello spettro autistico. A questo scopo conduce un progetto formativo finalizzato all’inserimento lavorativo dedicato alle persone iscritte alle liste delle categorie protette con fragilità, in particolare del settore ristorativo. Nel corso dell’anno scolastico 2023/2024 ha fornito occupazione a più di cinquanta giovani tra i 20 e i 35 anni, impegnandoli nella preparazione e nella vendita degli alimenti nelle scuole superiori della città metropolitana di Torino. Divisi in “team”, al momento dell’intervallo, i giovani provvedono alla distribuzione di brioche vuote o al cioccolato, ciambelle, tranci di focaccia bianca e pizza rossa, panini normali, panini speciali con la cotoletta e, con la loro presenza al servizio di studenti e professori, hanno trasformato l’ambiente scolastico in un luogo sempre più inclusivo. I panini vengono preparati alla cascina Fossata e, per rendere un servizio dai parametri “green”, è stato utilizzato come mezzo di trasporto un servizio di city riding. Le scuole che beneficiano del servizio di distribuzione di alimenti freschi di giornata e “plastic free” sono il Maria Mazzarello, il Santorre di Santarosa, l’Einstein, l’IIS Galileo Ferraris di Settimo Torinese, l’8 marzo di Settimo Torinese, la Casa di Carità di Arti e Mestieri, Maria Ausiliatrice, Gioberti, il Monti di Chieri, il Filos e il liceo Majorana. La distribuzione di panini avviene tramite un servizio di cargo bike anziché di mezzi a motore, in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale”.

“L’impresa sociale offre inoltre ai propri giovani – spiega Carlo Maria Tresso – altri tipi di esperienze occupazionali, organizzando servizi di catering e gestendo la Buvette del Consiglio Comunale di Torino presso Palazzo Civico. Il laboratorio dove il cibo viene preparato per essere poi distribuito nelle scuole si trova a cascina Fossata, casa ideale per questa attività, uno spazio polifunzionale, innovativo in un territorio che sta subendo una trasformazione sia urbana sia sociale. L’impresa sociale ATT è riconosciuta come protagonista nel piano di inclusione della città di Torino. Per partecipare a questa sfida sono molto gradite le donazioni che permettono ai giovani di sostenere questo percorso di autonomia e indipendenza”.
Carlo Maria Tresso ha fondato ATT nel 2021, lavorando prima nel settore delle assicurazioni a Milano e facendo qualche esperienza nel settore dell’inserimento lavorativo. Tornato a Torino, ha avviato questo progetto anche alla luce di una situazione personale, quella di avere una figlia ipovedente e di avere constatato quanti passi in avanti abbia compiuto in autonomia e indipendenza da quando ha iniziato a lavorare. Spesso, però, le persone con disabilità, nel campo lavorativo, si scontrano contro un muro di pregiudizi.

“Non bisogna guardare alla disabilità ma alle potenzialità”, sostenere Carlo Maria Tresso. È così che nasce la sua impresa sociale che coinvolge questi giovani. Partecipano al progetto psicologi e educatori che aiutano i ragazzi nell’intermediazione con il mondo esterno. Ciascuna persona dimostra le sue abilità e passioni. Una di queste è una ragazza che disegna dei manga fantastici. Un altro ragazzo è appassionato di videogiochi e viaggi, ha visitato New York e Parigi e vorrebbe andare a Tokyo. I giovani lavoratori iniziano con uno stage e poi avviano percorsi di tirocinio e apprendistato, e al termine del percorso può avvenire l’assunzione. Lavorano per ATT più di cinquanta persone, di cui sei assunte.
Mara Martellotta




Gianni Calamassi. La combinazione di ogni poesia e disegno vuole tradurre, interpretare, evocare una città, che è anche e soprattutto un luogo interiore. Questo viaggio poetico e visivo attraverso queste città si articola in tre momenti e tipologie delle stesse. La prima parte, composta da otto poesie e disegni, è quella relativa alle città in stato di abbandono o spopolate. Sono state prese come esempio e riferimento otto città tuttora esistenti e abbandonate sparse da nord a sud, molte delle quali visitate personalmente dall’autore in un suo viaggio intrapreso alla scoperta delle rovine e dei luoghi abbandonati del nostro territorio. La seconda parte riguarda invece le città scomparse o distrutte, composta da altrettante otto città. Sono state prese a riferimento le città citate nelle opere di Dante Alighieri, Tito Livio e Plinio il Vecchio oppure in documenti storici comunali. La terza e ultima parte si riferisce alle città immaginarie, composta di cinque città. Sono state prese a riferimento le città citate da fonti letterarie e da autori come Pirandello (Montelusa), Calvino (Maurilia e Fedora) e Kubin (Perla) oppure da fonti orali, città immaginarie raccontate allo stesso autore da familiari (Sterlingo). L’idea che sta alla base di questa raccolta poetica e artistica è discendere negli inferi di ciò che non esiste più o non è mai esistito né mai esisterà, nelle ombre di ciò che è abbandonato o dimenticato, nel notturno che abita non solo il territorio fisico, ma ancor più metaforicamente l’anima dell’essere umano, per scovare in queste rovine, in questo nulla che sia stato distrutto o mai esistito o solo sognato, un valore, una dignità, una notturna gloria appunto e in questo modo attraverso la bellezza e la creatività tentare un’ascesa dagli inferi dell’indicibile e dell’oblio verso la memoria e una via differente all’idea comune di gloria. Questo contenuto si sposa con l’excursus artistico dei disegni associati alle poesie, che vanno dal realismo paesaggistico per le città abbandonate, passando dall’astrazione e il minimalismo per quelle distrutte o scomparse fino a corrispondenze simboliste e surreali per le città immaginarie. In questo senso l’associazione non casuale con i disegni del Maestro Gianni Calamassi approfondisce e arricchisce il significato di questa notturna gloria verso altre articolazioni e prospettive. Un modo differente per riflettere sul senso della città nel tempo contemporaneo, alla luce del passato che non c’è più o del futuro ideale che può essere ricostruito o anche solo sognato attraverso l’arte, la bellezza e la poesia.
Emanuele Martinuzzi, classe 1981, Pratese. Si laurea a Firenze in Filosofia. Da qualche anno scrive recensioni teatrali per Teatrionline – il Portale del Teatro Italiano. Numerose pubblicazioni poetiche: “L’oltre quotidiano – liriche d’amore” (Carmignani editrice, 2015) “Di grazia cronica – elegie sul tempo (Carmignani editrice, 2016) “Spiragli” (Ensemble, 2018) “Storie incompiute” (Porto Seguro editore, 2019) “Notturna gloria” (Robin edizioni, 2021) “L’idioma del sale” (Nulla Die, 2022) “Intarsi” (Robin edizioni, 2024).