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Decathlon Wansport Padel Cup, torneo diffuso di padel

IL PIU’ GRANDE DEL PIEMONTE

7 aprile – 21 giugno 2026

65 circoli attivi, circa 400 giocatori

La Decathlon Wansport Padel Cup è il più grande torneo diffuso di padel mai organizzato in Piemonte e uno dei più grandi d’Italia. Un format rivoluzionario che, per la prima volta, dal 7 aprile al 21 giugno, trasforma il Piemonte in un unico grande campo di gioco interconnesso: 65 circoli coinvolti, circa 400 giocatori iscritti alla prima edizione e una community che segue in tempo reale l’andamento delle partite grazie a un’infrastruttura digitale proprietaria. Non un semplice torneo, ma un nuovo standard competitivo e organizzativo per il padel italiano.

 

A ideare questo modello è Wansport, piattaforma digitale specializzata nella gestione e nella connessione dello sport, oggi vera e propria infrastruttura tecnologica, per club e giocatori. Con oltre 2.000 club attivi, più di 13.000 risorse prenotabili e oltre 20 milioni di prenotazioni gestite solo nel 2025, Wansport connette una community di 3,4 milioni di utenti registrati. In Piemonte sono 160 i club che utilizzano Wansport, con 318 utenti attivi. Numeri che rendono possibile un torneo “phygital” – fisico e digitale insieme – capace di coordinare in modo sincrono circoli anche geograficamente distanti, garantendo aggiornamenti live, gestione centralizzata dei match, classifiche integrate e un’esperienza unificata per tutti i partecipanti.

 

La Decathlon Wansport Padel Cup – promossa da Wansport e patrocinata dalla Città di Torino. Assessorato allo Sport – introduce per la prima volta nel panorama nazionale un circuito diffuso che supera il modello tradizionale concentrato in un’unica venue. Ogni club affiliato diventa tappa attiva del circuito, ogni giocatore parte di un ecosistema interconnesso. Una vera community del torneo che si sviluppa sull’esperienza già consolidata della community padel costruita da Wansport negli ultimi anni.

Il Piemonte è tra le regioni italiane a più alta densità padelistica. Secondo la Federazione Italiana Tennis e Padel, il movimento nazionale conta oltre 1,5 milioni di praticanti e più di 9.000 campi attivi, con il Nord-Ovest tra le aree più dinamiche.

Dai circoli storici ai nuovi impianti, dalla collina torinese alla cintura ovest e nord, passando per il Canavese, Carmagnola, Ivrea, Biella, Bardonecchia e Pinerolo, la Wansport Padel Cup coinvolge strutture di ogni dimensione e tradizione, trasformandole in veri palcoscenici per i loro giocatori e rendendo ciascun club protagonista di un evento unico.

Il torneo prende avvio il 7 aprile e le finali si disputeranno il 20 e 21 giugno 2026 in due delle location simbolo del padel torinese, il Palavillage e il Motovelodromo, che ospiteranno l’evento conclusivo con esperienze immersive, presenza di brand, momenti di intrattenimento e il WPC Padel Party.

 

Inoltre, durante la finale del 21 giugno, ci sarà una partita del Torneo VIP di Italy Padel Tour con le Football Legends, che vedrà scendere in campo alcune grandi figure del calcio italiano. Hanno già confermato la loro partecipazione Nicola Amoruso, Cristian Brocchi, Alessio Tacchinardi e Mark Iuliano, protagonisti di una giornata di sport e spettacolo all’insegna del padel.

 

 

“Torino diventa ancora una volta laboratorio d’avanguardia per lo sport grazie alla Decathlon Wansport Padel Cup, una manifestazione che, da aprile a giugno, abbatterà i confini dei singoli circoli per creare un unico grande campo da gioco che unirà Torino, la sua provincia e tutto il Piemonte. – dichiara l’Assessore Domenico Carretta – Il padel ha dimostrato in questi anni una capacità straordinaria di aggregazione e questo torneo, con il suo format ‘phygital’, rappresenta lo step successivo: una community interconnessa che valorizza l’impiantistica locale, dai circoli storici ai centri più moderni. Siamo orgogliosi che le finali si disputino in due luoghi simbolo della nostra città come il PalaVillage e il Motovelodromo, a testimonianza di una Torino che sa fare squadra e che continua a investire nella promozione dello sport per tutti.”

 

Decathlon, in qualità di Title Sponsor, conferma il suo impegno nello sviluppo del padel attraverso progetti ad alto impatto territoriale e tecnologico. Al suo fianco, partner come BIAUTO e Liquid I.V. rafforzano il posizionamento della manifestazione come evento di riferimento nel panorama del padel. media partner Padel Magazine.

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 marzo sul sito ufficiale https://wpc.wansport.com/iscriviti/: i giocatori possono registrarsi, selezionare la categoria e completare l’iscrizione tramite app, gestendo calendario, risultati e ranking in tempo reale. È questa l’essenza del format: rendere ogni match parte di un racconto collettivo, connesso e continuo.

 

https://wpc.wansport.com/

“Per Lei”, prodotti per la cura femminile per donne in difficoltà

Sabato 7 marzo – Carrefour “La Certosa” di Collegno – dalle ore 9 alle 19

I Lions International promuovono “Per Lei”, la colletta di prodotti per l’igiene e la cura personale femminile destinati alle donne in difficoltà

In occasione della Festa della Donna 2026, i Lions International tornano a promuovere un’iniziativa di solidarietà a sostegno delle donne più fragili. Sabato 7 marzo 2026dalle ore 9 alle 19, presso L‘Ipermercato Carrefour “La Certosa” di Collegno (via Spagna, 10/12), si terrà una raccolta di prodotti per l’igiene e la cura personale femminile, destinata a realtà che ogni giorno sono accanto a donne in situazioni di difficoltà. 

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare la ricorrenza dell’8 marzo in un’occasione di aiuto reale, sensibilizzando la cittadinanza su un bisogno spesso silenzioso ma molto concreto: l’accesso a prodotti essenziali per l’igiene personale e la cura di sé.

I prodotti raccolti verranno devoluti a importanti realtà del territorio: Associazione San VincenzoCentro d’Ascolto P.G. Frassati di Collegno, Il Pane sul Muricciolo di Rivoli, Colazione Solidale e il Carcere Femminile, così da raggiungere donne che vivono condizioni di vulnerabilità economica, sociale o personale. 

A promuovere il service sono i Lions Club Torino DueTorino RinascimentoTorino RisorgimentoPrincipe EugenioRivoli Castello e Gran Madre. 

«Con questa iniziativa vogliamo dare un segnale semplice ma profondo: prendersi cura delle donne in difficoltà significa anche garantire loro accesso a beni essenziali che troppo spesso vengono dati per scontati. Ogni donazione, anche piccola, può diventare un gesto di rispetto, vicinanza e solidarietà; Per raccogliere i prodotticollaboreremo con gli Alpini di Collegno, alcuni studenti dell’Unitre di Collegno, il gruppo torneo di Burraco e la Proloco Associazione San Lorenzo». Spiega Fedora Feltrin Bondesan, referente Lions del service.

La raccolta rappresenta un invito aperto a tutta la cittadinanza: partecipare significa contribuire in modo diretto a una rete di aiuto che, partendo da un gesto quotidiano, può fare la differenza nella vita di molte donne.

Semaforo antismog, da sabato 7 marzo scatta il livello 2 (rosso)

 

Da  sabato 7 marzo, e fino a lunedì 9 marzo compreso (prossimo giorno di controllo), le misure di limitazione del traffico passeranno al livello 2 (rosso).
I dati previsionali forniti da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento per tre giorni consecutivi del valore di 75 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria.

Oltre alle limitazioni strutturali in vigore, continua dunque il blocco dei veicoli diesel adibiti al trasporto persone e al trasporto merci, con omologazione Euro 5, tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 8 alle 19.

Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute.

Extinction Rebellion incolla i nomi delle partigiane sui cartelli stradali

Extinction Rebellion scrive in una nota che alcune sue attiviste “sono state fermate, perquisite e denunciate, per avere semplicemente attaccato con acqua e farina i nomi di alcune partigiane su cartelli stradali della città di Torino, sostituendoli a quelli di figure legate a storie di violenza e repressione, come Pietro Toselli, comandante impegnato nelle campagne militari coloniali.

Un gesto simbolico per richiamare l’attenzione sul ruolo spesso dimenticato delle donne partigiane, in un momento storico in cui i processi democratici diventano essenziali per affrontare le più grandi crisi del nostro tempo, da quella climatica a quella sociale”.

Torino Comics cambia date

La XXX edizione si svolgerà dal 30 maggio al 1⁰ giugno alla Certosa Reale di Collegno

La scelta di riprogrammare l’evento, inizialmente previsto dal 17 al 19 aprile 2026, dal 30 maggio al 1⁰ giugno nasce dal chiaro principio di garantire alla community di Torino Comics che, da oltre trent’anni, contribuisce alla riuscita e alla crescita della manifestazione, uno spazio e un tempo pienamente dedicati, in cui pubblico e operatori possano vivere l’evento senza sovrapposizioni e con la massima libertà di partecipazione.

“La trentesima edizione rappresenta un passaggio simbolico per Torino Comics – ha dichiarato  Maurizio Ragno, head of Organization di Just for Fun – la decisione di rivedere le date nasce da una riflessione sul ruolo che Torino Comics intende continuare a ricoprire nel panorama culturale italiano,  un soggetto culturale aperto e inclusivo, capace di generare valore per l’intero ecosistema creativo .
In questo contesto la scelta di una nuova collocazione temporale rappresenta un’assunzione di responsabilità nei confronti della community, mettere al centro il pubblico e rispettare il lavoro di artisti, editori, espositori, fornitori e partner resta una priorità. La cultura  cresce quando si tutela il valore delle relazioni e si costruiscono spazi di partecipazione autentica”.

“Abbiamo deciso di essere partner strutturali di questo grande evento e ci siamo resi disponibili a riprogrammare Torino Comics e a collocare la sua trentesima edizione negli spazi della Certosa Reale e del Parco della Chiesa, in accordo con gli eventi già in corso nella nostra città,  in modo da rendere questa manifestazione la più partecipata, seguita e coinvolgente possibile – commenta il sindaco della Città di Collegno Matteo Cavallone – La scelta da parte degli organizzatori di puntare su un format  outdoor più accessibile e sostenibile risulta perfettamente in linea con la visione con cui stiamo trasformando la Certosa Reale e il Parco, in spazi vivi, aperti, capaci di ospitare esperienze culturali di qualità e di generare partecipazione
Siamo particolarmente orgogliosi che la mostra dedicata a Milo Manara, maestro del fumetto internazionale, trovi casa nella Sala delle Arti del Parco. Collegno è pronta ad accogliere questa edizione speciale di Torino Comics tra maggio e giugno, consapevole che la cultura è motore di comunità, di sviluppo e di futuro”.

La XXX edizione conferma il percorso evolutivo già annunciato e tra le novità  dell’edizione 2026 figura una diversa tipologia di accesso agli spazi , che vuole rendere il festival più aperto e migliorare l’esperienza del pubblico.
L’area commerciale con stand dedicati a rivenditori di fumetti vintage e da collezione,  gadget, oggettistica, carte collezionabili, magliette, accessori e prodotti legati alla cultura pop, sarà a ingresso gratuito e aperta a tutti. Una scelta che amplia l’accessibilità del festival e permette a chi non lo conosce di avvicinarsi per la prima volta all’evento.
Il biglietto darà l’accesso alle aree culturali e ai contenuti di eccellenza,  area autori, mostre tematiche, competizioni cosplay internazionali,  l’area dedicata al fumetto erotico,  concerti ed eventi sul main stage , talk e incontri con autori e ospiti; la partecipazione all’area sarà gratuita per gli artisti.

L’autore del manifesto ufficiale della XXX edizione è Vittorio Pavesio, figura storica del fumetto italiano e fondatore di Torino Comics e patron della manifestazione; protagonista del manifesto è Pietro Miccia, storica mascotte di Torino Comics, raffigurato sulla cima della Mole Antonelliana menter allarga lo sguardo verso nuovi orizzonti. Main guest di Torino Comics sarà  Milo Malara, maestro indiscusso del fumetto internazionale,  a cui è  intitolata la mostra dal titolo “Manara e l’arte del racconto, letteratura, cinema e storia”, allestita nelle sale delle Arti del Parco, che celebra il talento straordinario dell’autore veronese, capace di attingere ai grandi del patrimonio della cultura per rielaborarli attraverso il suo segno inconfondibile.  Malara, nel corso della sua lunga carriera, ha reinterpretato opere iconiche della letteratura, del cinema, della musica, dando vita a personaggi immortali ed eventi storici.
L’esposizione,  aperta al pubblico dal 17 aprile al 28 giugno, organizzata dall’Associazione culturale Torino Comics, presenta una ricca selezione di tavole originali, riproduzioni, storyboard, documenti e materiali vari. Le opere, del formato variabile da 50×70 a 70×100, consentono di apprezzare da vicino la precisione del tratto e la cura compositiva che hanno reso Manara uno degli autori più influenti e riconoscibili del fumetto contemporaneo.

Dal 6 marzo è aperta la biglietteria del Torino Comics 2026. Prevendita online su www.ticketone.it. i biglietti acquistati per le date di aprile rimarranno validi per quelle di giugno. Si potrà chiedere il rimborso, se impossibilitati nelle nuove date, entro il 20 aprile 2026.

Mara Martellotta

L’eco della passante

BRANDELLI  Postille di troppo su artisti contemporanei

Di Riccardo Rapini

 

Letizia Carattini mi parla della sua poetica artistica come di una domanda che non smette di farsi: una domanda opprimente raggomitolata in un fazzoletto di pensiero accartocciato nell’immenso di un deserto abbuiato.
Schiudendosi, come una preghiera laica, espande il tessuto di questa pezzuola psichica, dilatandola inesauribilmente e bisbigliando di sfere sovrumane, margini, eternità e zone abissali.

Raccontandomi il suo percorso, parte da un’immagine letteraria: una figura che attraversa la strada, un’occhiata e il suo rapido eclissarsi. È La passante di Baudelaire. Un incontro liminale capace di increspare violentemente la superficie della vita quotidiana. Da quell’immagine nasce in Letizia un asse dal quale si diramano innumerevoli raggi, direzioni.

Mi viene in mente la poesia senza titolo di Amalia Rosselli, ispirata anch’essa da una persona sconosciuta incrociata su un marciapiede dalla poetessa: “Se sinistramente, ti vidi / apparire, come un sole nero / la tua biondezza, e il sole / recuperava tutto – o quasi / il tutto che in te trovai

Carattini nasce nel 1993 a Santiago del Cile.
Dopo l’adozione l’infanzia e l’adolescenza si svolgono però in Svizzera, dove vive per circa vent’anni.
Più tardi decide di trasferirsi a Milano e di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Brera.
Il passaggio accademico arriva dopo un inizio quasi solitario: i primi disegni compaiono durante gli anni del liceo linguistico, senza una formazione tecnica specifica. Disegnare non è ancora un proposito.

Nel tempo l’artista ha avuto la possibilità di lavorare anche in Francia.
Alcuni soggiorni, incontri con fondazioni e con collezionisti parigini, perfino l’ospitalità inattesa di anziani mecenati che hanno deciso di sostenerla.

Nonostante gli studi si definisce autodidatta: prima della tecnica deve essersi già rivelato uno sguardo sul mondo – o almeno una sua propensione – che è poi la febbrile fucina della domanda di cui accennavo prima.
Nel suo caso lo sguardo si articola e struttura soprattutto attraverso la letteratura.

Nella nostra chiacchierata mi parla di influenze come Rimbaud, Céline e del già citato Baudelaire, ma anche di Dostoevskij, Thomas Bernhard, Lyotard e il suo L’inumano.
Poeti e scrittori del sottosuolo che dal male e dal vuoto hanno eretto cattedrali che sono rifugio di tanti.

Nel 2020, a Torino, realizza l’etichetta per una bottiglia di gin prodotta dalle Distillerie Subalpine, sviluppando un progetto grafico ispirato all’immaginario egizio.

Nel 2022 collabora con Artàporter Torino, realizzando una serie di disegni destinati a edifici commerciali.

Nello stesso anno partecipa a Paratissima, presso l’ARTiglieria Con/temporary Art Center di Torino. Proprio in quell’occasione entra in contatto con diversi collezionisti torinesi, che iniziano a seguire con interesse il suo percorso artistico.

La prima cosa che ho avvertito quando ho visto le opere di Letizia è la sensazione che abitino un territorio sospeso: non sembrano essere accadute nel momento rappresentato sulla tela, nel tempo dell’evento, ma in uno ad esso precedente e che ciò che osserviamo ne descriva solo l’eco.

La pittura che sorge da questa zona d’interesse non è dunque narrativa: le figure, quando appaiono, sembrano piuttosto scaturire da un nodo mal sciolto della memoria.
Alcune di esse mi rievocano i Muselman, che nel perverso idioma Lagersprache dei campi di sterminio nazisti, erano quei prigionieri ridotti ormai a ombre fataliste.

Oltrepassando il concetto di ritratto nel senso classico del termine, si definiscono dunque più come presenze che galleggiano incerte nella materia, come per un disguido, e che hanno una consistenza e una durata crepuscolare.

In molti suoi lavori la figura si dissolve fino a diventare percezione pura, come se la sua pittura cercasse di raggiungere il momento in cui un profilo non è ancora definito ma sta per levarsi.

Un’immagine che mi viene in mente è quella dello sviluppo fotografico in camera oscura: i volti e le forme di Letizia risiedono nella fase in divenire del procedimento in cui i cristalli d’argento stanno man mano venendo colpiti dalla luce per essere ridotti ad argento metallicoma a processo ancora incompleto.
Ciò che si distingue è quindi sul crinale tra l’abbagliante e il percepibile.

Anche la scelta dei materiali segue questa logica: il pastello su carta è uno dei suoi strumenti preferiti.
La carta, fragile per natura, costringe il gesto a una certa delicatezza, dunque il segno non può essere violento ma restare vicino alla superficie, similmente ad una traccia di pulviscolo.

Le superfici sono leggere, talvolta quasi in evaporazione in uno spazio vuoto che le invade.

Tra i pigmenti che utilizza compare il nero di candela, un nero profondo, quasi organico, capace di assorbire la luce invece di rifletterla.
Accanto a questo lavoro sulla carta esiste anche una ricerca su tela.

Per anni l’artista ha usato l’acrilico sovrapponendo centinaia di strati di avorio.
Una pittura volutamente povera nel medium, lontana dalla tradizione più “nobile” dell’olio, ma trattata con una lentezza quasi sfiancante.
Nelle ultime opere sta tornando proprio all’olio, mantenendo però quella stratificazione lenta che caratterizza il suo metodo.

Il risultato sono superfici dove la luce sembra sedimentata mantenendo però un fulgore intenso, più psicologico che fisico.

Una delle serie più informali del suo lavoro si intitola P288.
Il titolo è preso in prestito dal nome di una coppia di asteroidi binari: sistemi composti da due corpi celesti, che gravitano uno attorno all’altro mentre, insieme, orbitano il Sole errando nel cosmo secondo una matematica invisibile.

In queste opere la pittura tende verso un orizzonte a tratti monocromo, dominato da un bianco avorio che ricorda l’acqua vaporizzata nell’aria dopo l’eruzione di un geyser.
Nello schermo della tela si agita dolcemente qualcosa di primordiale, metafisico.

Quando la luce si intensifica, il bianco si avvicina al nero, all’oscurità, come nei racconti di coloro che a Hiroshima e Nagasaki hanno assistito all’esplosione della bomba atomica e che descrissero di un secondo Sole apparso nel cielo, seguito poi, immediatamente, dal buio della cecità.
Il principio di opposizione e differenza nella sua massima attuazione: ogni cosa richiama il suo inverso.

E in questa indeterminatezza si spalanca la domanda: ciò di cui facciamo esperienza è il vero, o la sua corteccia ingannevole? Ciò che si cela al di sotto è ciò che più conta?
Per quanto mi riguarda anche l’ingannevole ci parla del vero.

Oggi Letizia seguita a lavorare nel suo studio milanese, che sta lentamente trasformando in uno spazio più aperto alle visite e agli incontri.
Seguita anche a guardare dentro la domanda, che strofinandosi tra i gherigli del nostro cervello ne elettrifica le sinapsi.

Link Linkedin e Instagram: https://www.linkedin.com/in/riccardo-rapini-31097438/
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La cura della vista su misura a Torino

Informazione promozionale

Lenti e montature per ogni problema visivo

In giornate intense alternate al lavoro al computer, spostamenti in metropolitana e momenti di relax, la vista merita attenzioni specifiche. Da Ottica Catalanotto di Via XX Settembre 51, Marta accoglie i clienti con un approccio che unisce misurazioni refrattive digitali a una consulenza sull’uso quotidiano delle lenti, trasformando la scelta di montature e lenti in un percorso personalizzato per il ritmo torinese. La differenza sta nel dettaglio: non si tratta solo di correggere un difetto visivo, ma di abbinare la lente giusta alla montatura adatta, insegnando le abitudini corrette per mantenerne l’efficacia nel tempo.

I difetti visivi più comuni e le lenti specifiche

Ogni problema visivo richiede una soluzione tecnica precisa. Ecco le corrispondenze più frequenti:
Dato curioso: Il 68% delle montature italiane poggiano male sulle tempie, causando emicranie croniche secondo studi optometrici europei.
Miopia (difficoltà a vedere da lontano): lenti con indice di rifrazione personalizzato per ridurre spessore
Presbiopia (difficoltà da vicino sopra i 40 anni): lenti progressive con canali di progressione larghi 16-18mm per transizioni fluide
Astigmatismo (vista sfocata in alcune direzioni): lenti che garantiscono nitidezza periferica senza distorsione
Affaticamento digitale (sindrome da schermo): lenti office con filtro blue block (410-450nm) e deprogressione asimmetrica
Marta abbina queste prescrizioni a montature corrette per forme e del viso specifiche: visi ovali richiedono forme squadrate, tondi necessitano linee angolari, rettangolari catene leggere e sottili.

Lenti giuste per ogni momento torinese

Mattina in ufficio (Piazza Castello): lenti office digitali per i 60 cm tra monitor e tastiera.
Sera in automobile: trattamenti antiriflesso multistrato per ridurre abbagliamenti.
Weekend aperitivo: fotocromatiche polarizzate che scuriscono in 20 secondi.
Passeggiate collinari: lenti sportive idrofobiche antigraffio.
Ogni tipo di lente ha regole d’uso specifiche che Marta spiega direttamente.

Il valore della consulenza personalizzata

Mentre le catene offrono prescrizioni standardizzate, Ottica Catalanotto costruisce un piano visivo individuale: controllo della vista gratuito e senza impegno, scelta lente/montatura, istruzioni d’uso e follow-up, servizio di valutazione occhiali vecchi o rotti in collaborazione con noicompriamoocchiali.it. Questo approccio facilita il ritiro della tua vecchia montatura danneggiata o rotta direttamente in negozio, con la valutazione ed il rilascio di un coupon spendibile in un nuovo paio di occhiali completo di lenti.
Torino, con la sua luce particolare e i suoi ritmi, richiede occhiali che funzionino davvero: “La lente perfetta è quella che migliori la qualità visiva senza che tu ci pensi” spiega Marta durante ogni consulenza.

Territorio torinese nelle scelte quotidiane
La posizione in Via XX Settembre, arteria storica tra Porta Nuova e il Quadrilatero Romano, rende Ottica Catalanotto punto di riferimento per professionisti che cercano soluzioni rapide senza rinunciare alla qualità. Aperti da Martedì al Sabato dalle 10:00-13:30 e dalle 14:30 alle 19:00.

Ottica Catalanotto Torino
Via XX Settembre 51, 10121 Torino TO
3515514151 | torino@otticacatalanotto.it

www.noicompriamoocchiali.it

 

Torino, muore donna investita da auto

Una donna di 80 anni è deceduta investita da un’automobile.  L’incidente è avvenuto questa mattina in corso Casale all’angolo con via Bricca, a Torino. Sul posto i soccorsi e la polizia locale.

Giornata Internazionale della Donna, le iniziative a Torino

8 Marzo, le iniziative della Città di Torino e del Consiglio regionale del Piemonte

In occasione della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, la Città di Torino e il Consiglio regionale del Piemonte  propongono un ricco calendario  di appuntamenti, incontri e iniziative dedicati ai diritti, al talento e alla partecipazione femminile.
Momento centrale l’incontro pubblico di venerdì mattina 6 marzo, al Polo del ‘900: “Democrazia, sostantivo femminile. 1946–2026: 80 anni dal voto delle donne”: un appuntamento di alto profilo civile e culturale che intende offrire uno spazio di riflessione sul valore della partecipazione femminile alla vita democratica e sul significato storico del suffragio universale, ripercorrendo il cammino che ha condotto al riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia quale tappa decisiva nella storia del Paese.
La sera dell’8 marzo la Mole Antonelliana  si illuminerà di viola. L’ievento, curato da Iren in collaborazione con il Dipartimento Gabinetto del Sindaco della Città di Torino, rappresenta un segno visibile dell’impegno condiviso nel promuovere una cultura del rispetto, dell’inclusione e delle pari opportunità.
A supporto delle iniziative, la Città di Torino promuove una campagna di comunicazione dedicata a informare la cittadinanza sul significato della ricorrenza. In coerenza con il messaggio visivo della campagna, sono state realizzate delle locandine distribuite nelle biblioteche civiche e negli uffici comunali aperti al pubblico e  locandine elettroniche trasmesse sui mezzi di superficie di Gtt.
Come di consueto, tutte le ulteriori iniziative organizzate dalla Città e dalle associazioni ed enti della Rete del Coordinamento Contro la Violenza sulle Donne in occasione della ricorrenza, sono indicate nel sito istituzionale della Città, i canali social e il portale delle Pari Opportunità “I.R.M.A.” ( http://www.irma-torino.it/it/ )
Il Consiglio regionale del Piemonte promuove la mostra “Donne del Piemonte. Potere, cura, diritti, futuro”. Allestita a Palazzo Lascaris dal 5 marzo al 30 aprile, inizia con Adelaide di Susa, figura centrale del Medioevo europeo, per arrivare ai primi del Novecento con Lidia Poët ed Emma Strada, Rita Levi-Montalcini e le tre donne piemontesi che fecero parte dell’Assemblea Costituente: Teresa Noce, Rita Montagnana, Angiola Minella.
“Donne del Piemonte. Potere, cura, diritti, futuro” si tiene in collaborazione con la Fondazione Torino Musei, in occasione della Giornata internazionale della Donna 2026.

“L’Anima del Vino” entra nel circuito Asti Musei

Un passaggio simbolico e significativo, oltre che strategico, rafforza il dialogo tra cultura, impresa e territorio. Il museo “L’Anima del Vino”, ospitato a  Castelnuovo Calcea, entra ufficialmente nel circuito di Asti Musei, consolidando un progetto che unisce arte contemporanea, memoria agricola e identità vitivinicola.
Il museo ha sede presso il Centro Enoturistico Il Risveglio del Ceppo, all’interno della Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, nel territorio di Castelnuovo Calcea.

Nato da un ‘idea innovativa, il progetto recupera ceppi di vite colpiti dalla fillossera trasformandoli in opere d’arte grazie alla sensibilità creativa dell’artista. Materia viva che si fa linguaggio, radici che si fanno racconto, memoria agricola che si trasforma in patrimonio culturale.
Le opere accompagnano il visitatore in un percorso esperienziale in cui ogni ceppo conserva tracce di stagioni, vendemmie e lavoro nei vigneti, attraverso un racconto che valorizza la Barbera d’Asti non solo come eccellenza enologica, ma come espressione identitaria di un paesaggio e di una comunità.
L’ingresso nel circuito museale rappresenta un riconoscimento significativo per il territorio e per il modello di collaborazione tra realtà produttive e istituzioni culturali.

“L’ingresso de ”L’Anima del Vino” nel circuito di Asti Musei – ha sottolineato il Presidente Maurizio Bologna –  rappresenta un riconoscimento che va oltre il museo stesso: è un attestato del valore per il territorio, per la sua storia vitivinicola e per la comunità che ogni giorno lavora per custodire e innovare. Questo progetto nasce dalla nostra terra e alla nostra terra restituisce identità, cultura e prospettiva “.

Il direttore Enzo Gerbi ha evidenziato la coerenza tra filosofia produttiva e visione culturale: “Ogni ceppo recuperato è una testimonianza.  Trasformarlo in opera significa dare continuità alla sua storia. Qui il vino si racconta attraverso la materia stessa della vite, in un dialogo tra agricoltura, arte e consapevolezza. È un modo elegante e autentico per esprimere la Barbera d’Asti”.
Con questo ingresso il museo si inserisce pienamente nella rete culturale di Asti Musei, rafforzando la valorizzazione del paesaggio vitivinicolo quale patrimonio condiviso e interpretandolo attraverso linguaggi  contemporanei.

Mara Martellotta