Alcuni studenti del Politecnico facenti parte di Extinction Rebellion hanno appeso un grande striscione a una gru dentro il Politecnico di Torino, in solidarietà con gli studenti in occupazione.
Sullo striscione si legge “Stop alla ricerca per il genocidio”. Dopo 53 giorni di occupazione ieri il Senato Accademico ha bocciato in blocco la mozione presentata dagli studenti, negando ogni possibilità di dialogo. La mozione chiedeva di esprimere solidarietà per la società civile palestinese e il diseinvestimento da progetti militari.
In una nota gli attivisti commentano: “Il Politecnico, con un investimento di 50 milioni, è partner nella realizzazione della Cittadella dell’Aerospazio, con Leonardo, la più grande azienda di armi europea. Critici anche gli accordi con ENI, una delle 30 aziende delle fossile più inquinanti al mondo e il maggiore inquinatore italiano”.

Di fronte alla perdurante e strutturale radicalizzazione della lotta politica nel nostro paese con una sinistra – seppur nelle sue multiformi espressioni – tesa ad annientare e a demolire l’avversario/nemico implacabile ed una destra che risponde per le rime, è di tutta evidenza che una presenza politica di centro si impone. A prescindere, com’è altrettanto ovvio, da chi sino ad oggi si è intestato questa causa e poi è miseramente fallito sia sul versante politico e sia, e soprattutto, su quello elettorale. Come le ultime elezioni europee hanno platealmente confermato. Una politica di centro utile ed indispensabile non per riscoprire una categoria politica ma, soprattutto, per difendere e valorizzare la qualità della nostra democrazia.