ilTorinese

“Caro Sindaco, non mi pare che Torino oggi stia meglio di tre anni e due mesi fa, anzi”

LA LETTERA DI GIACHINO
Caro Sindaco,
Visto che mi hai definito il Tuo censore, Ti allego una analisi sui Tuoi primi 38 mesi di lavoro in Comune. Visto che non mi hai invitato  all’incontro delle OGR, malgrado io da semplice cittadino abbia fatto qualcosa per Torino, dallo spostamento della Autorità dei Trasporti a Torino, alla grande Manifestazione per la TAV, ai fondi per l’auto, ho letto i resoconti sul Bilancio del Tuo lavoro fatto ben oltre la metà del Tuo mandato e francamente non vedo le ragioni della Tua soddisfazione.
Torino purtroppo non è sicuramente ripartita. Torino e’ la prima Città per cassa integrazione e come sai in cassa integrazione lo stipendio è ridotto del 30-40% il numero dei disoccupati e’ aumentato. Le periferie sono sempre abbandonate e insicure come si è visto sabato scorso alla Assemblea in Barriera di Milano alla quale ho partecipato. Il settore auto è in grave crisi a causa di una decisione europea votata dal PD e che Tu avevi appoggiato. Le previsioni su 2025 degli industriali non sono buone come ha detto ieri il Presidente della piccola industria, Cellino.
La situazione sociale si è aggravata e non esplode solo grazie alla grande rete di solidarietà a partire dalle dodici Mense per i poveri che operano grazie a meravigliosi volontari cui  anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo dato una piccola mano raccogliendo ieri generi alimentari. Che la situazione sia così lo conferma stamane l’economista Mauro Zangola che dice che Torino per raggiungere le altre Città deve recupera 15 punti di valore aggiunto e aumentare il lavoro.
Per fortuna che la Meloni ora in Europa , dopo le elezioni europee, conta di più e ora possiamo sperare che cambino quella decisone che puntava solo sull’auto elettrica .  Meno male che il Governo da un anno sta chiedendo il rilancio della produzione di auto nel nostro Paese e oltre al miliardo dello scorso anno ha stanziato per quest’anno quasi un milione di euro per il settore auto chiedendo in cambio a Stellantis di non chiudere stabilimenti e di riportare una produzione a Mirafiori.  Con quello stanziamento si punterà a ridurre il costo della energia in modo da rendere competitivo produrre in Italia. Dal punto di vista delle infrastrutture nulla  cambiato. Mentre noi difendiamo in ogni modo la TAV, il Vice Sindaco della Città Metropolitana che Tu hai nominato ha mandato il gonfalone della sua cittadina , Condove, alla manifestazione NoTav. Altri Sindaci del PD erano presenti con la fascia tricolore e i violenti di Askatasuna con i quali Tu cerchi di dialogare continuano ad assaltare il cantiere.
In quasi 4 anni nulla è cambiato per Piazza Baldissera e per la rotonda Maroncelli. La Città Metropolitana che Tu presiedi non ha migliorato la viabilità provinciale , la Tangenziale è sempre più insufficiente. GTT malgrado l’impegno dei nuovi vertici non ha avuto miglioramenti salvo l’arrivo dei nuovi mezzi pubblici ma quelli sono stati acquistati con i soldi del PNRR e per quelli pagheremo i soldi degli interessi.  Sulla Linea 2 della Metropolitana il progetto partito con Fassino tredici anni fa sta arrivando alla fine ma i lavori inizieranno solo tra 1 anno . Sulla Metro Ti do atto di aver nominato la persona giusta a Commissario.
I lavori finanziati del PNRR non sono riusciti però’ a rilanciare la edilizia e la economia. Il commercio continua a soffrire con la chiusura di tante attività commerciali e artigianali . L’aeroporto è sempre tra la dodicesima e la tredicesima posizione in Italia , uno scandalo. Le Fiere e i Congressi non hanno svoltato.  Per fortuna il Governo Meloni ci ha assegnato il Centro per la Intelligenza artificiale e continua a spingere la nostra Cittadella dello Aerospazio. Purtroppo neanche i capitali privati torinesi sono stati convinti a investire nella nostra Città.  Le attività sponsorizzate dal Comune e dalla Regione si svolgono tutte nel Centro della Città accentuando la distanza con la periferia della quale si occupano ormai solo più le Parrocchie.
Se invece di convocare  alle OGR solo gli amici  , organizzavi gli Stati Generali della Città avresti potuto chiedere a ogni torinese di buona volontà ,a partire dalla famiglia Agnelli , di dare un contributo straordinario al rilancio di Torino e della sua economia.
Le notizie positive a questo punto le dobbiamo aspettare da Roma sia per il settore auto, dai lavori della TAV  e finalmente  dalla apertura della seconda canna del traforo autostradale del Frejus , la cui costruzione , Ti ricordo, venne autorizzato dal Ministero  dei Trasporti quando io ero al Governo. La sinistra infatti non ha mai visto di buon occhio le infrastrutture e lo ha confermato l’intervento alla trasmissione di Gramellini di Achille Occhetto che ha invitato la sinistra non a battersi per rimettere in moto lo sviluppo economico ma per difendere lo Stato sociale.
Mino Giachino 
SITAV SILAVORO

Calci e pugni ai carabinieri: arrestato diciannovenne

 

Il 14 dicembre, nel primo pomeriggio, in via berthollet angolo via Saluzzo (San Salvario), nel corso del servizio “strade sicure” i carabinieri della stazione San Salvario hanno arrestato un diciannovenne di origini tunisine per resistenza a pubblico ufficiale.
Il giovane era in compagnia di altre persone che vedendo avvicinarsi i carabinieri di sono date alla fuga mentre l’interessato, per eludere il controllo, ha aggredito con calci e pugni i militari.
L’uomo è stato bloccato, arrestato e condotto in caserma, poi ristretto in camera di sicurezza a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Juve: è solo pareggio con il Venezia

I bianconeri sono stati fischiati dai tifosi al termine dell’incontro finito 2-2 in casa contro il Venezia. Gatti segna nel primo tempo e poi nella ripresa il Venezia, squadra ultima in classifica, va in vantaggio grazie a Ellertsson e Idzes. Verso la fine al 95′ si verifica  il fallo di mano di Candela, con rigore di Vlahovic che segna congelando il risultato sul pareggio.

Quattro ragazzi fermati con attrezzi da scasso: cercavano di rubare nelle case

Gli agenti della volante si sono insospettiti per un’auto che viaggiava lentamente e si fermava di tanto in tanto per le vie di Biella. Da un controllo sono stati trovati attrezzi da scasso nascosti nella vettura. A bordo tre ragazzi e una ragazza, tutti sui 20 anni, con precedenti per furto e residenti in un campo nomadi. Cercavano appartamenti da “svuotare”

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Le Red Rebel di Extinction Rebellion manifestano in centro città

Le Red Rebel di Extinction Rebellion hanno sfilato ieri per le vie del centro: una decina di figure silenziose vestite di rosso, i cui movimenti lenti simboleggiano il dolore per la distruzione di ecosistemi e popoli a causa di crisi ecoclimatica, guerre e disuguaglianze.

Partite dalle Porte Palatine, si sono dirette con una camminata lenta verso Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale, bloccato da Extinction Rebellion pochi giorni fa. Lungo il cammino una sosta simbolica al presidio di Torino per Gaza in Piazza Castello.

“Nel giorno in cui a Roma decine di migliaia di persone protestano contro il ddl sicurezza, le Red Rebel lanciano un grido di dolore e allarme chiedendo una sicurezza che metta al primo posto le persone e il pianeta. Non una sicurezza a difesa di interessi economici e politici”.

Come sarà la Torino che verrà? sportiva, verde, giovane, culturale, all’avanguardia

Una Torino sportiva, verde, giovane, culturale, all’avanguardia, con il lungo fiume riqualificato e spiagge balneabili sul Po. Immaginano così la Torino del futuro giovani e adulti, interpellati attraverso un sondaggio nei giorni scorsi alle Ogr nel corso dell’annuale evento in cui il Sindaco e la Giunta comunale fanno il punto sui progetti realizzati nell’anno che si sta per concludere. Un appuntamento che quest’anno è stato l’occasione per tracciare un bilancio di metà mandato, di fronte ad una platea di circa 1400 persone tra cui 700 studenti provenienti di 25 istituti superiori torinesi.

Sul palco il racconto dei progetti in corso, dei cantieri attivi e in partenza, dei grandi eventi in arrivo, di investimenti e sfide dei prossimi anni che disegneranno la Torino del futuro, suddivisi nei quattro ambiti che hanno dato il titolo all’evento: “sviluppo, coesione, cura, sostenibilità”. Proprio come ha fatto un’illustratrice chiamata a mettere su un foglio da disegno la Torino che immaginano i componenti della giunta: “la città dei quartieri” per l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, una città “con le piazze illuminate” per quello alla sicurezza Marco Porcedda, “un alveare che brulica” per la titolare del Bilancio Gabriella Nardelli e una città “che si specchia nei volti dei ragazzi” per il collega con la delega alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli. E ancora: la città “delle nascite di bambini, imprese, talenti e luoghi” per la vicesindaca Michela Favaro, “un mosaico” per l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, una città “poliedrica” per quello allo Sport Domenico Carretta, un luogo ideale per “bambini e giovani” per l’assessora alle Politiche Educative Carlotta Salerno, una Torino “Verde e blu, i colori della natura e del fiume” come le deleghe dell’assessore Francesco Tresso, “un mare” per l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia e “una grande costruzione di mattoncini Lego” per quella all’Innovazione e Mobilità Chiara Foglietta.

“Arrivati a metà mandato”- ha commentato il Sindaco – il bilancio è sostanzialmente positivo. È stato fatto tanto, tanto resta ancora da fare; abbiamo ancora problemi da risolvere ma mi sembra di poter dire che, complessivamente, la strada che abbiamo iniziato a percorrere sia quella giusta e che sta iniziando a dare risultati tangibili, con progetti per 2,6 miliardi di euro che segnano una stagione di grandi investimenti per Torino”.

TORINO CLICK

“DEADHEAD”, il nuovo progetto dell’artista Yto Barrada

Fondazione Merz, in collaborazione con il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino, presenterà nei suoi spazi espositivi “DEADHEAD”, il nuovo progetto dell’artista Yto Barrada, vincitrice del Mario Merz Prize

Da mercoledì 19 febbraio a domenica 18 maggio 2025, la Fondazione Merz presenterà, in collaborazione con il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino, la mostra dell’artista Yto Barrada intitolata DEADHEAD, a cura di Davide Quadrio con Giulia Turconi.

Il titolo della mostra, “DEADHEAD”, rimanda alla pratica agricola di rimuovere foglie e fiori appassiti di una pianta per stimolarne la crescita. Riprendendo la metafora di un ritorno all’essenziale per liberare nuove energie, l’esposizione accoglie le opere più rappresentative della ricerca artistica di Yto Barrada, tra cui film, sculture, installazioni, tessuti e stampe, alcune delle quali appositamente realizzate per l’occasione.

Tra echi, rimandi e sperimentazioni visive presenti in mostra, Yto Barrada trae ispirazione dalla teoria del colore dell’artista, collezionista e filantropa Emily Noyes Vanderpoel (1842 – 1939), descritta nel libro “Color Problems: A Practical Manual for the Lay Student of Color” (New York, 1902). Il volume, pensato per un pubblico di donne, specialmente sarte, fioriste e decoratrici, mostrava le rivoluzionarie tavole di analisi del colore dell’autrice, dove le immagini degli oggetti sono trasformate e tradotte in griglie geometriche. Attraverso una disposizione sistematica del colore, definita “la musica della luce”, Vanderpoel ha creato dei campi relazionali in cui ogni tinta, sfumatura e ombra sono in perfetta relazione con tutte le altre.

Yto Barrada reinterpreta in maniera analoga la storia attraverso gesti contemporanei legati alla natura degli oggetti esposti. Nella serie “Color Analysis”, presentata in anteprima al MAO Museo d’Arte Orientale all’interno della mostra “Trad u/i zioni d’Eurasia” (2023-24), l’artista propone griglie di velluto tinte a mano in cui applica la tecnica di Vanderpoel per trasformare immagini che trae dalla collezione personale di antichità di Vanderpoel, dalle opere selezionate dalla collezione d’arte islamica del MAO e da un disegno di Marisa Merz. I pigmenti naturali impiegati nell’opera sono realizzati in “The Mothership”, un progetto artistico ideato da Barrada come un “eco-campus femminista” per la coltivazione, la produzione e l’apprendimento delle tinture naturali e delle tradizioni indigene radicali perdute, nel suo giardino a Tangeri in Marocco.

La mostra sarà arricchita dalla pubblicazione di un catalogo da parte della casa editrice Hopefulmonster per Fondazione Merz. La mostra “DEADHEAD” consolida il dialogo tra la Fondazione Merz e il MAO Museo d’Arte Orientale, dove il lavoro di Yto Barrada è stato presentato nell’ambito della mostra collettiva “Trad u/i zioni d’Eurasia” (2023-24).
Yto Barrada è la quarta artista a ricevere il Mario Merz Prize, premio internazionale biennale ideato con l’obiettivo di celebrare Mario Merz e individuare talenti nell’ambito artistico e musicale attraverso la commissione di un progetto espositivo e un progetto musicale inedito all’artista selezionato per ciascuna delle due categorie di concorso. La stessa edizione ha visto l’assegnazione del premio per la musica a Füsun Köksal, il cui concerto si terrà mercoledì 2 luglio 2025 negli spazi della Fondazione Merz.

19 febbraio – 18 maggio 2025
Fondazione Merz
Torino, via Limone 24

Gian Giacomo Della Porta

Prendiamoci cura del nostro “bambino interiore”

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Parte 2 

Molti di noi, convinti che il nostro essere adulti possa farne a meno, dimenticano quel piccolo bambino che è parte di noi, il bambino che siamo stati, con le sue paure, le insicurezze e l’intenso bisogno di amore e attenzioni.

Dovremmo invece ascoltare le sue esigenze. Il nostro bambino interiore ha bisogno di sapere che può fidarsi di noi. Che noi (la parte adulta di noi) non lo trascureremo come forse hanno fatto altri adulti nel passato.

Sfortunatamente, spesso finiamo con il perpetuare il ciclo. Trascurando e maltrattando il nostro bambino interiore come forse i nostri genitori hanno fatto con noi. Lo ignoriamo, ci vergogniamo di lui. E non ce ne prendiamo cura in modo appropriato.

Facciamo finta che i suoi sentimenti di paura e insicurezza e il suo bisogno di essere amato non esistano. Ricordiamoci che tipo di bambino siamo stati. Chiudiamo gli occhi e visualizziamo il nostro bambino. Quando aveva bisogno di nutrimento e di protezione.

Prendiamo l’intera immagine, compresa l’espressione facciale e la postura del corpo. Possiamo immaginarci da neonati, da bambino piccolo o più grande. L’immagine è significativa, dal momento che può rappresentare il momento in cui abbiamo avuto più bisogno.

Accettiamo questo bambino interiore, che talvolta è stato emotivamente deprivato e ha dovuto far finta che le emozioni non esistessero. Non continuiamo a negargli l’amore e il supporto che ci chiede. Solo così il nostro adulto potrà trovare oggi l’armonia che, spesso senza percepirlo e in modo confuso, desidera e cerca.

(Fine della seconda e ultima parte)

Potete trovare questi e altri argomenti legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it

Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”

Chieri, Protocollo di Intesa sul “Controllo di Vicinato”

Il Prefetto Donato Cafagna ed il Sindaco di Chieri Alessandro Sicchiero hanno sottoscritto il Protocollo di Intesa sul “Controllo di Vicinato”, finalizzato a stimolare la partecipazione attiva della cittadinanza di Chieri sui temi della sicurezza urbana, strutturando un canale di ascolto diretto e semplificato verso il comune, la polizia locale e le forze dell’ordine.

La firma è avvenuta in  occasione della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ospitata dalla Biblioteca Civica di Chieri, con l’obiettivo di realizzare sul territorio uno spazio di confronto e dialogo sulle tematiche della sicurezza. Erano presenti gli amministratori di 20 Comuni del circondario e i rappresentanti delle realtà sociali, economiche e sindacali del territorio.

Il “Controllo del Vicinato” è uno strumento di prevenzione contro la criminalità, il degrado urbano e il disagio sociale, che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini residenti in una determinata zona o quartiere, e la cooperazione con le forze dell’ordine e la Polizia Locale, alle quali potranno essere segnalati fatti e circostanze a rischio.

 

«Questo Protocollo di Intesa è il punto di arrivo di un percorso che ha due parole-chiave: sicurezza partecipata e prevenzione. Siamo davvero soddisfatti per il risultato raggiunto, perché questo strumento ci consentirà di rafforzare la sicurezza urbana e di valorizzare al massimo la collaborazione con i cittadini, riavvicinandoli agli attori della sicurezza, ovvero Carabinieri e Polizia Locale. Un sentito ringraziamento al Prefetto e ai suoi uffici per il lavoro svolto e il proficuo confronto con la nostra amministrazione comunale. Nel passato ci sono già state iniziative spontanee e informali, ora abbiamo definito un preciso quadro istituzionale, che prevede la formazione e il rispetto di un codice di comportamento. Non si tratta in alcun modo di “ronde” o di forme di “pattugliamento”, ma un’attività di mera osservazione e segnalazione, che deve avvenire nel rispetto di regole e di garanzie»: così dichiarano il Sindaco Alessandro SICCHIERO e l’assessore alla Prevenzione e Sicurezza e Polizia Locale Biagio Fabrizio CARILLO.

L’attività di “Controllo di Vicinato” potrà essere svolta da gruppi di cittadini che individueranno, di concerto con il Comandante della Polizia Locale, un “coordinatore” per ciascun gruppo, una figura che riceverà adeguata formazione e che dovrà tenere rapporti costanti e tempestivi, tramite appositi canali informativi, con i referenti della Polizia Locale e dell’Arma dei Carabinieri. I nomi dei coordinatori saranno comunicati alla Questura e ai Comandi provinciali dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza. Nelle aree interessate sarà predisposta un’apposita cartellonistica.

I gruppi di “Controllo del Vicinato” svolgeranno solo attività di segnalazione, in stretto coordinamento con la Polizia Locale, e non potranno tradursi in forme di pattugliamento attivo ed è fatto divieto di utilizzare uniformi, simboli, altri segni distintivi e sponsorizzazioni. Lo scopo principale è quello di raccogliere informazioni utili a prevenire e contrastare eventi e situazioni che possono compromettere la sicurezza, escludendo qualsivoglia iniziativa personale, evitando anche di alimentare polemiche sui social attraverso la pubblicazione di “notizie” non sempre verificate, e da cui possono scaturire allarmi infondati o favorire comportamenti imprudenti o irresponsabili.

Le segnalazioni potranno riguardare atti vandalici, spaccio, situazioni di degrado urbano e disagio, presenza di persone o di mezzi di trasporto palesemente sospetti, persone in stato confusionale o in evidente difficoltà, gravi fenomeni di bullismo, presenza in luogo pubblico di auto, moto o biciclette che si sospettano rubate, presenza di ostacoli pericolosi sulle vie di comunicazione, fino ai casi di interruzione dei servizi di fornitura di energia.

 

Aggiunge l’assessore Biagio Fabrizio CARILLO: «A Chieri non ci servono “sceriffi” improvvisati, che si mettono a fare ciò che a loro non compete. I gruppi di “Controllo del Vicinato” saranno palestre di cervelli e non esibizioni di muscoli. L’obiettivo è quello di promuovere la sicurezza urbana e diffondere la cultura della prevenzione attraverso la solidarietà tra i cittadini, riducendo l’anonimato tra vicini, creando reti di protezione per i soggetti più vulnerabili come anziani e persone sole (pensiamo al deprecabile fenomeno delle truffe e dei raggiri), contrastando la percezione dell’insicurezza, così da ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone. Alla luce delle segnalazioni che ci giungeranno dai vari coordinatori dei gruppi, potremo organizzare assemblee pubbliche nelle zone interessate e valutare anche l’implementazione della videosorveglianza».

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: “Benito” di Guerri – Il soldato Balbis , un vero patriota – “Copie d’autore”, una mostra molto speciale – Lettere

“Benito” di Guerri
Il nuovo libro di Giordano Bruno Guerri, “Benito, storia di un italiano” sta avendo grande successo. Guerri è uno storico a 24 carati che ha indagato a lungo il fascismo e alcuni gerarchi come Bottai  e Ciano con quel distacco critico che esige la storia. Nel mare magnum degli ideologi preconcetti e dei tuttologi antifascisti, Guerri rappresenta un’altera pars senza la quale la storia diventa  misera propaganda politica alla maniera di Scurati. Guerri ha realizzato un libro fatto anche di fotografie che consentono di  cogliere il contesto nel quale Mussolini seppe muoversi, ottenendo il consenso soprattutto delle masse e del mondo intellettuale, mentre la borghesia fu più impermeabile alle sue seduzioni. Il “figlio del fabbro” fu il primo richiamo alla sua persona fin da quando era un leader socialista rivoluzionario di fronte a cui il capo della Cgil attuale  Landini è un semplice imitatore.
Guerri parla anche di una definizione di sé stesso da parte di Mussolini di un certo fascino intellettuale che lo allontana dall’uomo del manganello e dell’olio di ricino. Amava usare lo pseudonimo “l’uomo che cerca” che indica, come bene colse De Felice, che il potere non gli aveva dato alla testa. Gli italiani, secondo Guerri, più che fascisti divennero mussoliniani. La biografia aiuta a capire il perché si fosse via via determinato il culto del duce. Per capire la differenza tra la storia di Guerri e la “vulgata” basterebbe ricordare che lo storico del Medio Evo tuttologo Barbero citò la frase volgare con cui gli operai torinesi definivano Mussolini: “Monsu’ Cerutti, cul ch’a lu fica ‘n cul a tuti”, che coglie solo una parte di dissenzienti che senza pagare dazio si divertivano alle spalle del duce, andando poi regolarmente alle adunate in camicia nera. Guerri racconta  che i figli della lupa segnarono un futuro sinistro: come Romolo uccise il fratello Remo, così quelli che furono figli della lupa si scannarono in una sanguinosa guerra civile tra il ‘43 ed il ‘45. Abituati ai vari libri, figli monotoni di un pregiudiziale antifascismo, apprezziamo il tentativo che Guerri fa di capire prima di giudicare. E’ il discorso di Bloch. E il testo fotografico diventa di fondamentale importanza per capire una storia complessa come quella di oltre un ventennio in cui non ci possono essere solo ombre. La fotografia ci aiuta a capire come in parte Mussolini finì per ipnotizzare parte degli italiani. E a capire oltre le visioni settarie.
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Il soldato Balbis , un vero patriota
Alassio ha ricordato il capitano Franco Balbis, fucilato al Martinetto 80 anni fa , membro del Comitato militare del CLN piemontese comandato dal Generale Perotti,  anche lui condannato a morte nel 1944.
Balbis aveva combattuto eroicamente ad El Alamein e per fedeltà al giuramento al Re, come il generale Perotti, aveva offerto la sua esperienza militare alla Resistenza che senza l’apporto di militari come lui avrebbe fatto ben poco.
Gli smargiassi dell’antifascismo parolaio hanno avuto grandi celebrazioni torinesi, Balbis nulla. Perchè? Ad Alassio è stata celebrata una Messa in suffragio suo  e  dei suoi commilitoni caduti in Africa che Balbis chiese di celebrare ogni anno nella sua lettera di addio ai genitori.
Dieci anni fa fui io a ricordare Balbis nella basilica torinese di Maria Ausiliatrice. Ieri è stato ricordato nella chiesa salesiana dell’istituto Don Bosco di Alassio che lo vide allievo in liceo.
Un allievo davvero fuori ordinanza che forse i dirigenti dell’Istituto alassino oggi  non considerano abbastanza. Sta a ricordare Balbis ad Alassio una grande piastrella che onora un eroico soldato e un cristiano autentico fedele e coerente fino alla fine.
Ieri abbiamo onorato i soldati caduti ad El Alamein, come voleva lui prima di morire.Valdo Fusi in “Fiori Rossi al Martinetto “ ha scritto in modo mirabile  dell’epopea di “Francis”.
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“Copie d’autore”, una mostra molto speciale

Il fascino dell’arte abbraccia la nostra vita da sempre e la potenza della bellezza arriva nel profondo dell’anima ,diceva Thomas Mann. Davanti ad un’opera pittorica spesso possiamo ritrovarci, sentire, condividere sentimenti profondi. I grandi classici suscitano sempre forti emozioni: meraviglia e calore. Poterli ammirare è un dono che facciamo a noi stessi.  Risvegliare il  brivido emotivo, ammirando opere  di grandi pittori del passato è lo scopo di questa bella esposizione unica nel suo genere che viene allestita a Torino, ad ARTE, da Marco Giordano, pittore e musicista, nel suo atelier in corso Francia 169.

Si tratta di “COPIE D’AUTORE”: vengono proposte in copia opere di grandi maestri come Vincent Van Gogh, Modigliani, Jean Baptiste Corot, Michelangelo Merisi “Caravaggio”, ed altri. Le opere selezionate, ad olio, sono un percorso di studio, dedizione, amore e tecnica realizzate da diversi autori di alto livello formativo. Se non si può arrivare all’intoccabile opera dei grandissimi maestri, ci sono le copie d’autore. VENERDI’ 20 DICEMBRE ore 17- 21 potremo ammirare in anteprima la mostra che rimarrà aperta fino al 27 febbraio 2025, martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica ore 17-21. Marco Giordano è ‘ un artista di grande valore e di grandi meriti con un curriculum esemplare . che merita l’attenzione dovuta ad un uomo libero che vive per l’arte, senza arzigogoli politici, facendone la passione della sua vita.

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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

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Ricordare Tortora!
La proposta di legge che intende riconoscere una giornata alle vittime della mala giustizia che hanno pagato con il carcere dei vistosi errori giudiziari. Una  di queste vittime è  stato Enzo Tortora. Ebbene l’associazione dei magistrati si dice contraria alla giornata perché indurrebbe “sfiducia” verso l’operato dei giudici. In più la data dell’arresto di Tortora , il 17 giugno, è considerata improponibile per lo stesso motivo del discredito. Il Pd si asterrà sulla proposta, dimostrando una concezione giacobina della giustizia. Siamo in un regime!  Susanna Tirozzi
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E’ vergognosa l’opposizione dell’associazione magistrati che dovrebbe tacere perché quei fatti di mala giustizia gettano di per sé discreto sui magistrati come il Caso Palamara,  quello che Cossiga definiva un tonno. Circa l’astensione del Pd va detto che il Partito è  pieno zeppo di magistrati intoccabili e anche faziosi. Ricordare le vittime della mala giustizia e anche i magistrati che non hanno mai pagato per i loro comportamenti, è un dovere civile. Basta alla impunità dei giudici!
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Tolte le sanzioni  ai no vax
L’idea di togliere sanzioni a chi in modo incivile e socialmente pericoloso davanti ad una epidemia si è sottratto al dovere della mascherina e dei vaccini, appare un colpo di spugna che viola le più elementari regole della giustizia. Questo fatto ci fa capire i personaggi che invece di dimostrare disciplina solidale si sono lasciati andare ad un ribellismo
ignobile come i leghisti e fratelli d’Italia.  Jacqueline Lupo
Mascherine coronavirus
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Togliere le sanzioni giustamente comminate a tutela della salute pubblica è un atto di barbarie che disonora chi ha promosso questa operazione davvero ingiusta che offende anche la memoria di chi la combattuto la pandemia e di chi è morto per il covid.