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Le finali del Torneo Nazionale degli Oratori 2024



Un’estate TUTTINGIOCO

 

Lecce, Genova, Reggio Emilia, Pesaro e Foligno ospitano gli eventi finali della seconda edizione del Torneo Nazionale estivo degli Oratori, promosso da Fondazione Conad ETS e Centro Sportivo Italiano, nell’ambito del progetto “TUTTINGIOCO”. Fondazione Conad ETS ha donato 1.800 voucher a ragazzi con limitata disponibilità economica per consentire loro di praticare sport insieme ad altre migliaia di giovani, in 50 centri estivi di oratori e società sportive dislocati in ben 21 città italiane

 

Si avvicinano le fasi finali del progetto “TuttInGioco”, arrivato alla sua seconda edizione e sostenuto anche quest’anno da Fondazione Conad ETS. Organizzato dal Centro Sportivo Italiano, ha visto svolgersi nelle scorse settimane un programma di attività sportive in tutta Italia, con la finalità di rendere lo sport accessibile a tutti, in particolare ai ragazzi che vivono difficoltà economiche: un modo efficace per promuovere, attraverso lo sport, i valori dell’inclusione e dell’attenzione all’altro.

Il CSI ha infatti organizzato, con alcune tra le sue società sportive affiliate ai vari Comitati territoriali, dei camp estivi in 21 città in tutta Italia, per un totale di circa 50 oratori e 9.000 ragazzi coinvolti, tra i quali 1.800 con limitate risorse economiche, che hanno potuto beneficiare dei voucher di Fondazione Conad ETS e accedere gratuitamente alle attività.

«Dopo l’entusiasmante esperienza dello scorso anno, siamo felici di ribadire il nostro sostegno al progetto “TuttInGioco” e partecipare attivamente agli appuntamenti in tutta Italia, grazie all’impegno delle nostre Cooperative e dei Soci sul territorio – ha dichiarato Maria Cristina Alfieri, Direttrice di Fondazione Conad ETS –. L’attività filantropica della Fondazione mette al centro i giovani, la loro formazione e il loro benessere psicofisico. Siamo convinti che lo sport sia per eccellenza un veicolo di aggregazione, capace di trasferire in modo immediato e concreto alle generazioni più giovani i valori della socialità e dell’inclusione. Per questo ci sentiamo così vicini all’iniziativa, che mette in pratica i valori più alti dello sport, rendendo protagonisti di attività coinvolgenti bambini e ragazzi che vivono situazioni di fragilità e trasmettendo loro un messaggio di solidarietà e uguaglianza», ha concluso Alfieri.

Gli oratori di ogni città, durante le settimane del camp estivo, nel periodo di giugno e luglio, hanno disputato gare sportive e ludiche a tema, tra pallavolo, pallacanestro, calcio, atletica leggera e altre discipline, che hanno contribuito a realizzare un punteggio finale. Gli oratori che hanno totalizzato più punti si sono aggiudicati la possibilità di ospitare uno degli eventi finali del progetto e adesso, nella terza settimana di luglio, organizzano un’ulteriore giornata di gare finali, in programma in cinque concentramenti su tutto il territorio nazionale e in cui i ragazzi, suddivisi in squadre, scenderanno in campo in attività multisport per conquistare il titolo di vincitori.

Sono previste cinque finali, organizzate dai cinque oratori e società vincitori di Lecce, Genova, Reggio Emilia, Pesaro e Foligno. In ognuno dei concentramenti, i 20 ragazzi di ogni squadra arrivata alla vittoria (per un totale di 100 premiati) si aggiudicheranno ciascuno una carta prepagata Fondazione Conad ETS del valore di 50 euro, mentre tutti gli altri riceveranno un piccolo gadget a ricordo dell’iniziativa. A tutti gli oratori del progetto, inoltre, Fondazione Conad ETS ha donato del materiale ludico-sportivo per lo svolgimento delle attività prescelte.

Ad aprire il sipario sulle dispute finali, gestite da personale qualificato del CSI, sarà la città di Lecce, dove il 15 luglio i ragazzi si incontreranno per l’atto conclusivo. La seconda tappa è in programma il giorno successivo a Genova, mentre Reggio Emilia, Pesaro e Foligno ospiteranno rispettivamente la terza, quarta e quinta tappa il 17, 18 e 19 luglio.

«Siamo felici di portare avanti questo progetto insieme a Fondazione Conad ETS, che ringraziamo per il sostegno e la vicinanza al territorio. Grazie a “TuttInGioco” abbiamo coinvolto per il secondo anno consecutivo migliaia di ragazze e ragazzi all’interno dei centri estivi organizzati in tutta Italia, con l’aiuto dei nostri oratori e società sportive, che da sempre si impegnano ad essere vicini alle famiglie con un’offerta sportiva che abbracci anche il periodo estivo ha affermato Vittorio Bosio, Presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano . Questo progetto sviluppato in collaborazione con Fondazione Conad ETS consente di sostenere concretamente chi ha più bisogno e di diffondere, attraverso la pratica dello sport, l’importanza della collaborazione, della solidarietà e dell’inclusione, portando in primo piano quei valori positivi di cui lo sport è portavoce».

Borello supermercati e Glovo portano la spesa a casa tua

Fiorenzo Borello: “Un nuovo e comodo servizio per i nostri clienti”

Da lunedì 17 giugno, i  negozi di Borello Supermercati di Corso Racconigi, Via Farinelli e Aldo Moro offrono il servizio Glovo per la consegna della spesa.

Fiorenzo Borello

Ora è quindi possibile ricevere i prodotti preferiti direttamente a casa propria con pochi semplici click.

“Un servizio in più per i nostri clienti, in particolare – commenta Fiorenzo Borello (nella foto) presidente della catena di supermercati- per chi ha difficoltà a muoversi da casa”.

Moncalieri, inaugurato il Centro Polifunzionale Outdoor piazza D’Alleo

Taglio del nastro  al Comune di Moncalieri per la cerimonia di inaugurazione del Centro Polifunzionale Outdoor piazza D’Alleo, riqualificata in un luogo di ritrovo ludico, motorio e culturale
La consigliera di Città metropolitana di Torino delegata al turismo e alle attività produttive Sonia Cambursano ha partecipato portando i saluti istituzionali della Città metropolitana di Torino, che ha inserito l’intervento di riqualificazione della piazza nel progetto “resiDenza-resiLIenza” del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (#Pinqua) con un contributo #PNRR complessivo di 15 milioni di euro
Molti gli amministratori locali presenti insieme al sindaco Paolo Montagna e l’assessore Angelo Ferrero (Facebook Città Metropolitana)

Laghi Avigliana e Viverone, acqua pulita secondo la Goletta

In questi giorni è ritornata in Piemonte la Goletta dei Laghi, storica campagna dedicata al monitoraggio dei laghi italiani per evidenziare la salute delle acque, denunciare le criticità e promuovere gli esempi virtuosi di gestione e sostenibilità a cura di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta
Esame superato a pieni voti per i laghi piemontesi di Avigliana e di Viverone dove gli otto punti campionati hanno mostrato concentrazioni microbiologiche entro i limiti.
Alla presentazione dei risultati oggi ad Avigliana ha partecipato anche Città metropolitana di Torino con l’intervento del consigliere metropolitano delegato all’ambiente Alessandro Sicchiero che ha confermato l’impegno sul contratto di Lago. (Facebook Città Metropolitana)

Allarme bomba, metropolitana ferma un’ora

La fermata  della metropolitana di Torino di Porta Nuova ieri sera è rimasta chiusa per circa un’ora verso le 20 a causa di una borsa abbandonata sulla banchina. Sono scattate le misure   di sicurezza per allarme bomba. Nella borsa c’erano fortunatamente solo indumenti.

Cyberbulli si nasce?

Il bullismo non è una novità dei nostri tempi: già 50 anni fa, e anche prima, era piuttosto frequente che nelle scuole ci fosse uno in ogni classe che bullizzava i compagni, o alcuni di essi, forte della sua possenza fisica o del prestigio paterno o, semplicemente, perché abituato a incutere timore.

Con il peggioramento delle condizioni di vita nella società, anche il bullismo è aumentato iperbolicamente non soltanto nelle scuole ma, grazie allo sviluppo dei social e dei media, soprattutto virtualmente.

Leggiamo spesso di adolescenti, ma non soltanto, vittime di cyberbullismo che, complice l’anonimato, percepiscono difficoltà nel reagire, nel denunciare il sopruso.

I cyberbulli, spesso totalmente ignoranti circa il funzionamento della rete, pensano che evitando il contatto fisico e grazie all’anonimato o a false generalità sia impossibile, o quanto meno difficile, risalire all’autore dei reati.

Gli elementi caratteristici del bullismo sono aggressione, molestia e discriminazione, anche nella sua forma virtuale; in realtà una segnalazione alla Polizia postale sfocia in brevissimo tempo nell’identificazione degli autori di un reato informatico, sia esso una calunnia, una diffamazione o una minaccia per la propria incolumità.

Spesso, però, le giovani vittime temendo la reazione dei genitori o ignorando i loro diritti lasciano correre, consentendo ai cyberbulli di continuare la loro attività criminale.

A chi va attribuita la colpa di tutto ciò? Sicuramente i genitori, troppo impegnati a fare gli amici dei figli non si accorgono del disagio vissuto da questi; gli educatori, che troppo spesso tendono a sorvolare su compiti gravosi preferendo non rischiare denunce o problemi. I ragazzi stessi, colpevoli indirettamente, perché non essendo seguiti, non sviluppando autostima, non riescono a reagire, non necessariamente in senso fisico, alle prevaricazioni.

I tribunali sono ulteriori colpevoli: la riforma Cartabia che pareva risolvesse ogni problema del mondo ed è servita soltanto a crearne di ulteriori, ha di fatto svuotato le aule giudiziarie creando il caos nei procedimenti giudiziari, come si nota bene nei Tribunali dei minori di 30 città italiane. Qualsiasi persona, anche non addetta ai lavori, sa che un caposaldo perché la giustizia funzioni è la certezza della pena: se hai serie possibilità che il reato cada in prescrizione o venga giudicato in fretta perché esaminato male, come vittima ti sentirai demotivato a adire le vie giudiziarie, macome carnefice ti sentirai legittimato a reiterare il comportamento deviato.

I costi della Giustizia, l’impunibilità dei magistrati, il sovraffollamento degli istituti di pena, un codice penale non aggiornato alla reale situazione della Società, i costi elevati di indagini ed intercettazioni sono tutti elementi che concorrono, da un lato, a vanificare alcuni tentativi di chiedere ed ottenere giustizia, dall’altro a ridurre l’efficacia di molte indagini.

Ma è dalla società che devono venire i principali segni di miglioramento: i genitori devono tornare a fare i genitori e non essere complici, sempre e comunque, dei figli e delle loro azioni; la scuola, con i limiti che le appartengono, deve vigilare sui comportamenti tenuti nel suo ambito ed educare anche in tal senso. Le istituzioni devono farsi carico della repressione di ogni condotta illecita, di concerto tra educatori, magistrati e psicologi, per prevenire prima che combattere ogni forma di bullismo, violenza, prevaricazione.

Il buon senso sarebbe, in realtà, la prima soluzione al problema:capire che ogni bullo può in realtà trovarne un altro che lo bullizza e, dunque, la catena non si interrompe mai; allo stesso modo, ma è un concetto riservato alle persone intelligenti, quindi ad una élite, che senso ha bullizzare un altro essere umano quando tu hai ottime probabilità di essere peggio di lui?

Molti fattori hanno contribuito a questo peggioramento: non si legge più, troppe ore passate davanti alla tv, genitori assenti, educatori impreparati, compagnie composte da tanti singoli, ognuno intento sul proprio cellulare, hanno modificato, in peggio,il carattere delle persone.

Se cessasse il concetto che mettere al mondo figli sia un “must” e si accettasse che i figli non sono soltanto un atto biologico ma un complesso evento di biologia, psicologia, sociologia, medicina e altro forse, e sottolineo forse, la nostra società potrebbe sperare in un futuro di persone educate, interessate al proprio e altrui benessere anziché essere gettate in pasto ai leoni senza preparazione alcuna.

Sergio Motta

UNC Piemonte: “Un esposto contro il degrado dei portici di Corso Vinzaglio e dintorni”

L’ Unione Nazionale Consumatori Piemonte al fianco di negozianti, professionisti e residenti su un problema igienico e di ordine pubblico che si protrae da tempo a Torino.

Numerose sono le segnalazioni pervenute agli sportelli della sede di Torino dell’Unione Nazionale Consumatori Piemonte da parte di negozianti, professionisti e residenti che da parecchi anni combattono contro lo stato di degrado che sta colpendo principalmente la Circoscrizione I – zona Centro tra Corso Vittorio Emanuele II e Corso Vinzaglio, ma che riguarda tutto il circondario.

I portici della zona sono diventati rifugio stabile per sbandati e gente che non ha il minimo rispetto del bene comune, delle persone e della proprietà privata; mendicanti che stazionano di fronte alle vetrine dei negozi delle attività commerciali anche durante tutta la giornata, arrecando disturbo ai passanti, oltre al racket dei parcheggi.

I negozianti intervistati riferiscono di non sentirsi più al sicuro, né protetti. Anche molti residenti, tra cui anziani e famiglie con bambini, e titolari di studi professionali di prestigio sono preoccupati da tale situazione e degrado avendo “persino paura ad uscire”.

E’ stato pertanto inviato un esposto al Sindaco di Torino, Dott. Stefano Lorusso, alla Questura, alla Circoscrizione 1, al Corpo di Polizia Municipale e al Difensore Civico della Regione Piemonte al fine di segnalare tale problema che, con il passare del tempo, sta diventando sempre più grave, chiedendo all’Amministrazione ed alle Autorità Competenti un intervento immediato e mirato che possa restituire decenza all’area e disincentivare comportamenti penalmente rilevanti, incivili e pericolosi, riqualificando e bonificando la zona, proponendo delle soluzioni quali l’installazione di telecamere di sicurezza e l’organizzazione di presidi giornalieri della forza pubblica in tutto il quartiere.

Da ultimo, infatti, lo scorso 30 giugno 2024, come riportato da tutti i quotidiani locali e nazionali, un senzatetto munito di oggetti contundenti ha distrutto senza motivo una decina di vetrine in Corso Vinzaglio, all’angolo con Corso Vittorio Emanuele II, compresa l’insegna led a croce della Farmacia Montanaro e l’insegna Tabacchi, del relativo negozio.

Tale condizione oltre a mettere a rischio concreto tutti i residenti impatta negativamente sul decoro della Città di Torino, anche agli occhi di turisti e papabili investitori, con una conseguente perdita anche di tipo economico.

Partorire in anonimato La storia di un’insegnante torinese

Nel libro “Una vita in Dono”, a “Palazzo Conti di Bricherasio”

Domenica 14 luglio

Bricherasio (Torino)

L’incontro rientra nella quinta edizione di “Bellezza tra le righe”, rassegna (che nasce, attraverso incontri e presentazione di libri e letture, “per guardare al futuro e acquisire nuovi punti di vista e strumenti per meglio viverlo e comprenderlo”) organizzata da alcune fra le più prestigiose dimore storiche del Pinerolese, in programma – dopo l’avvio di domenica 30 giugno scorso – fino a domenica 13 ottobre. Tema di quest’anno: “Ci vuole coraggio”. Un tema che affronta con grande determinazione e “coraggio”, per l’appunto, il libro “Una vita in dono” (“ed. 99 Edizioni”), opera di Claudia Roffino (torinese,docente liceale di Latino e Greco) insieme a Barbara Di Clemente, che verrà presentato domenica prossima 14 luglio, alle 17, nel giardino di “Palazzo Conti di Bricherasio”, residenza storica costruita fra Sei e Settecento ai piedi del Castello di Bricherasio, dove sorgevano le fortificazioni distrutte nel corso dell’assedio del 1594 in cui Bricherasio, occupata dai Francesi, venne riconquistata dai Savoia.

 

Contenuto di grande attualità e di profondo valore etico-sociale, “Una vita in dono” è la storia di un’adozione, di un parto in anonimato e di una figlia (la stessa scrittrice) non riconosciuta. Una storia, dunque, autobiografica, in difesa delle donne e della scelta di “partorire in anonimato”. Troppo spesso, infatti, si parla di loro con assoluta e impietosa superficialità e troppo spesso si abusa, di conseguenza, del termine “abbandono”. La “presunta” vittima, Claudia, si schiera invece, in una non semplice autobiografia di 314 pagine, dalla parte della presunta “colpevole”. Sua madre. Che Claudia difende nella sua sicuramente non facile scelta. Quella donna, non conosciuta ma immaginata (attraverso le parole di Barbara Di Clemente) che l’ha messa al mondo e che Claudia non conoscerà mai, per una duplice scelta: quella della donna, che scegliendo il non riconoscimento alla nascita della bambina optò per non essere nominata per cento anni nella documentazione ufficiale come madre biologica e quella di Claudia stessa, che dopo essersi interrogata per una vita su questa scelta si schiera a suo favore, difendendo il “parto in anonimato” come una tutela fondamentale per i bambini e per le donne che non possono o non vogliono essere madri. Due storie. Due vite. E intorno un fitto intreccio di esistenze: quelle di chi ha accolto, amato e cresciuto Claudia, quelle di chi ne ha messo in questione le origini portandola a interrogarsi su sé stessa e quelle di chi ha accompagnato la madre biologica nel suo percorso dopo una decisione troppo spesso oggetto di un giudizio semplicistico.

“Una vita in dono” è, quindi, una difesa della “libertà delle donne” e dei “diritti dei bambini”, nella forma di un invito alla società contemporanea a pensare “con più delicatezza e più profondità i concetti di famiglia e adozione”.

Il libro è stato scritto facendo “interviste in vari ospedali” del Piemonte e della Lombardia, da Torino, Novara a Milano e raccogliendo testimonianze di assistenti sociali, ginecologi, infermieri e operatori dei reparti di Neonatologia.  “Io sono nata– afferma Roffino – in tutta sicurezza, in ospedale, per questo non riesco a dire di essere stata abbandonata. Vedo dietro questa scelta la consapevolezza della mia madre biologica di non farcela, ma di decidere per me un’altra possibilità. È forse questo che mi ha permesso di condurre la mia ricerca, da adulta, nel modo in cui ho scelto di farlo.

Gli incontri di “Bellezza tra le righe” sono compresi nel biglietto di ingresso valevole sia per gli interni sia per il parco. E’ consigliabile prenotare la visita per gli interni e al parco (con visita guidata) al costo di 8 euro, gratuito fino a 10 anni.

Per info e prenotazioni: Palazzo Conti di Bricherasio, via Vittorio Emanuele II 7, Bricherasio (Torino); tel. 366/6866556 o www.palazzocontidibricherasio.com o palazzocontidibricherasio@gmail.com

La novità di quest’anno è che la rassegna si è anche dotata di un sito: www.bellezzatralerighe.it, dove vengono caricate le registrazioni di tutti gli incontri.

g.m.

Nelle foto: “Palazzo Conti di Bricherasio”, Claudia Roffino, Cover “Una vita in dono”

Giovane impediva l’ingresso alla stazione: daspo urbano

È stato emesso un provvedimento di Daspo urbano nei confronti di un soggetto straniero che, nei giorni scorsi, all’interno della stazione ferroviaria di Cuneo, interferiva sul libero accesso e la fruizione dell’infrastruttura da parte degli utenti.

Il cittadino marocchino di 29 anni, veniva sorpreso da personale della Polizia Ferroviaria sul binario 1 e veniva allontanato per 48 ore dall’area, provvedimento che violava poche ore dopo.

È Stat quindi emessa la misura di prevenzione, che comporta il divieto di accesso e stazionamento a tutti i bar, caffè, ed esercizi della provincia di Cuneo per un periodo di 36 mesi.

Place des Vosges, tra Victor Hugo e George Simenon

Uno dei luoghi più belli di Parigi è senz’altro Place des Vosges al Marais, nell’ XI arrondissement della ville lumière. Realizzata per volere di Enrico IV sul posto dell’antico Palais des Tournelles fatto distruggere nel 1559 da Caterina de’ Medici in seguito alla morte del marito, il re Enrico II, la piazza più antica della capitale francese venne inaugurata ufficialmente con il nome Place Royale nel 1612. In breve tempo diventò il posto più frequentato e alla moda di Francia, punto d’incontro di aristocratici e intellettuali. Dopo la Rivoluzione, nel 1799, prese il nome di Place des Vosges, in onore del dipartimento dei Vosgi che per primo versò le imposte al neonato Stato Repubblicano. Oltre alla sua bellezza architettonica esercita un fascino letterario. Nel marzo del 1924 i giovani coniugi Simenon vi si trasferirono al numero 21. Quell’abitazione ebbe un significato particolare nella toponomastica della letteratura di George Simenon. Non per caso era vicina a quel Boulevard Richard Lenoir dove lo scrittore collocò l’abitazione del commissario Maigret, e poco distante dalla Senna dove, quasi all’altezza dell’Ile de la Cité, si trova il Quai des Orfèvres che al numero 36 ospitava la polizia giudiziaria di Parigi. A Place des Vosges Simenon scrisse il suo primo degli oltre duecento romanzi popolari, siglati con più di venti pseudonimi. Anche il suo Maigret amava la zona del Marais: “un quartiere che conosceva bene tanto che gli sarebbe piaciuto andare ad abitare”. Per un breve periodo, a causa di alcuni lavori di ristrutturazione nella sua casa di boulevard Ginard-Lenoir, ci abitò e la descrizione di un risveglio mattutino in quell’appartamento svela le autobiografiche sensazioni dello scrittore belga: “In casa c’era un buon odore di caffè. Si sentivano gli uccelli e le fontane di place des Vosges. La gente andava al lavoro nel sole ancora fresco e leggero del mattino”. Al numero sei della stessa piazza c’è la maison parigina di Victor Hugo, la casa dove l’autore di Notre-Dame de Paris e de I Miserabili visse per più di sedici anni, dal 1832 al 1848. Fu tra quelle mura che Hugo scrisse i suoi più grandi capolavori. L’appartamento nell’elegante palazzo Rohan-Guéménée rappresenta oggi, insieme alla Maison de Balzac e al Museo della Vita Romantica, uno dei tre musei letterari di Parigi.

Marco Travaglini