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Due Comuni, un solo entusiasmo: il 12 settembre torna la Hope Color

Una scia di emozioni, allegria, inclusione e solidarietà colorerà per un pomeriggio intero Castiglione Torinese e Gassino Torinese: il ricavato della manifestazione sosterrà il progetto “Hope Well – Il Pozzo della Speranza” realizzato con Nuru Home ETS

Castiglione Torinese si prepara ad accogliere una nuova edizione della Hope Color, l’evento organizzato dalla ASD Hope Running APS che unisce sport, divertimento e solidarietà, in programma sabato 12 settembre. La manifestazione rientra nella convenzione stipulata dallAmministrazione Comunale guidata dal sindaco Loris Giovanni Lovera che porterà sia la Just The Woman I Am che la Hope Color sul territorio castiglionese nel triennio 2025-2027.

Un appuntamento ormai atteso da famiglie, giovani e associazioni del territorio, capace di trasformare una giornata di festa in un’occasione per condividere valori come inclusione, partecipazione e vicinanza alla comunità. Colori, emozioni, solidarietà ed entusiasmo saranno ancora una volta i protagonisti di un evento pensato per coinvolgere persone di tutte le età.

Tra le novità più significative dell’edizione 2026 spicca il nuovo percorso di 4 chilometri, realizzato grazie alla preziosa sinergia tra le Amministrazioni Comunali di Castiglione Torinese e Gassino Torinese. Per la prima volta, infatti, la Hope Color non verrà effettuata solamente sul territorio castiglionese, ma toccherà anche Gassino Torinese.

La partenza e l’arrivo, come da tradizione, saranno ospitati nello splendido scenario del Parco del Chiostro di Castiglione Torinese, mentre una tappa intermedia del percorso verrà effettuata presso lo Stadio Comunale “Valentino Bertolini” di Gassino Torinese, grazie alla collaborazione della società calcistica Gassino F.C. guidata dal presidente Simone Fortuna.

Questa importante collaborazione rappresenta un esempio concreto di lavoro di squadra tra istituzioni, associazioni e realtà associative del territorio, con l’obiettivo di offrire ai partecipanti un’esperienza ancora più coinvolgente e valorizzare le eccellenze locali.

La Hope Color si conferma così non solo una camminata colorata, ma una vera festa della comunità, capace di unire persone, territori e generazioni all’insegna della condivisione, del benessere e della solidarietà. Proprio a questo riguardo da sottolineare che il ricavato della manifestazione andrà a sostenere il progetto “Hope Well – Il Pozzo della Speranza” realizzato in collaborazione con Nuru Home ETS, associazione nata su idea dell’insegnante di scuola primaria veneta Greta Mion per offrire un futuro più luminoso a minori in situazioni di vulnerabilità della Tanzania. In particolare i fondi raccolti verranno utilizzati per la costruzione di un pozzo nel villaggio di Kilwa. Nuru, che in swahili significa luce, vuole essere una speranza concreta che ogni bambino merita.

Oltre a iscriversi alla Hope Color di Castiglione Torinese, chi volesse può effettuare una donazione a favore di Nuru Home ETS utilizzando l’IBAN IT27B0306909606100000411110.

L’appuntamento è quindi per sabato 12 settembre, quando Castiglione Torinese e Gassino Torinese si coloreranno di allegria per vivere insieme una memorabile giornata di sport, amicizia, partecipazione e solidarietà.

Queste le parole di Loris Giovanni Lovera, sindaco di Castiglione Torinese: “Prosegue la bella collaborazione tra il Comune di Castiglione e la Hope Running per l’organizzazione di eventi legati allo sport, all’inclusione e al divertimento. Con entusiasmo invito tutti a partecipare alla prossima Hope Color, la camminata colorata inserita all’interno di Sport and Music, evento comunale di due giorni intensi legati allo sport, all’integrazione e alla solidarietà. Un evento che non è solo sportivo, ma anche profondamente simbolico. Il colore, che tingerà le strade e i volti dei partecipanti, è il linguaggio universale della gioia, della diversità e della creatività. Lo sport, che ci unisce in un gesto semplice come la corsa o la camminata, è strumento di benessere, rispetto e collaborazione. Quest’anno unisce anche simbolicamente i territori perché si sta lavorando ad un percorso condiviso che unisca Castiglione e Gassino, simbolicamente per legare l’intero territorio collinare. L’integrazione, che questa manifestazione vuole promuovere, è il valore che rende la nostra comunità più forte, più aperta, più umana. Hope Color è una festa per tutti: grandi e piccoli, famiglie, gruppi di amici, cittadini di ogni origine e provenienza. Unoccasione per ritrovarsi, condividere un sorriso e correre insieme verso un futuro più colorato e inclusivo. Ringrazio ancora una volta il presidente Giovanni Mirabella e tutto lo staff della Hope Running per continuare a credere nel progetto e nel nostro paese. Aspetto tutti numerosi con voglia di colorare la città di speranza”.
L’assessore allo Sport del Comune di Gassino Torinese, Vito Santoliquido, esprime la sua soddisfazione: “Sono immensamente felice di poter realizzare questo evento insieme al Comune di Castiglione Torinese, perché rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra territori vicini, uniti dalla volontà di creare momenti di partecipazione, sport e condivisione per i cittadini. Sono convinto che iniziative come questa possano essere proficue e vincenti per il nostro territorio. Mettere insieme energie e idee permette di costruire eventi più importanti e coinvolgenti, capaci di rafforzare il legame tra le nostre comunità e creare nuove opportunità di incontro. Ringrazio lassociazione Hope Running per lorganizzazione della manifestazione e il Gassino F.C. per la disponibilità e la collaborazione nellapertura dei cancelli del campo sportivo Valentino Bertolini, che ospiterà la pausa di metà percorso della Hope Color”.

Giovanni Mirabella, presidente della ASD Hope Running APS di Chivasso, sottolinea le grandi novità dell’edizione 2026: “Quando il territorio si unisce non possono che nascere grandi eventi e siamo orgogliosi che il nostro evento coinvolga entrambe le comunità di Castiglione Torinese e Gassino Torinese, le cui Amministrazioni Comunali hanno concesso il patrocinio. Quest’anno abbiamo tutti un motivo in più per non mancare all’imperdibile appuntamento di sabato 12 settembre: il ricavato delle iscrizioni sosterrà il progetto Hope Well – Il Pozzo della Speranza, a cui tutti noi teniamo davvero molto. Nei mesi scorsi ci ha contattati la Dottoressa Greta Mion e siamo rimasti colpiti dal suo impegno quotidiano in favore di bambini vittime di violenza e di tratta umana nelle zone rurali della Tanzania. Sin dalla sua nascita la Hope Running è schierata quotidianamente al fianco delle persone più fragili e abbiamo organizzato in questi anni diversi eventi e iniziative. In occasione della Hope Color di Castiglione Torinese vogliamo fare qualcosa di concreto per questi bambini della Tanzania e contribuire alla realizzazione di un pozzo. Un motivo in più per partecipare al nostro evento e credere nella possibilità di dare un futuro migliore a chi é meno fortunato di noi”.

Greta Mion, fondatrice di Nuru Home ETS, punta l’attenzione sui diritti dell’infanzia: “A volte quando si pensa a posti come la Tanzania, in Africa ciò che manca” è la prima cosa che si vede.

L’infanzia, invece, bisogna imparare a guardarla. Perché dietro a una casa di fango, a un vestito consumato o a piedi scalzi non c’è una storia diversa dalla nostra. C’è una bambina che vorrebbe sentirsi al sicuro. C’è un bambino che cerca qualcuno di cui fidarsi. C’è lo stesso bisogno di essere amati, ascoltati, protetti. Le differenze appartengono al contesto. Le emozioni appartengono all’essere umano. Noi siamo cresciuti sapendo che, anche nei momenti più difficili, esistono persone, servizi e istituzioni che, almeno in parte, possono intervenire. Non sempre è sufficiente. Non sempre funziona. Ma c’è una rete. In tanti luoghi della Tanzania, quella rete non esiste. E quando un bambino subisce violenza, viene sfruttato o semplicemente perde chi avrebbe dovuto proteggerlo, spesso non rimane nessuno. È da questa consapevolezza che nasce Nuru Home. Non per cancellare le differenze. Ma perché nessun bambino dovrebbe vedere negato il proprio diritto a sentirsi al sicuro solo per il luogo in cui è nato. L’infanzia non ha confini. E nemmeno la responsabilità di proteggerla”.

Alla Hope Color di Castiglione Torinese ci si può iscrivere online al link https://www.endu.net/it/events/hope-color-castiglione-torinese/book oppure su whatsapp al 371 517 2531 o ancora nei punti di iscrizione fisici presenti sul territorio, che riportiamo qui sotto:

Chivasso

1) Hope Running

Corso Galileo Ferraris 60

Castiglione Torinese

1) Bar Papillon

Viale Bollino 11

2) Cartoclub DND Soluzioni Grafiche

Via Torino 186

3) La Bottega dei Sapori

Via Don Brovero 2/50

– Gassino Torinese

1) Panetteria Bakey V.L.

Corso Italia 53

2) Tabaccheria Edicola di Denis Policleto

Corso Italia 47

Questi i costi di iscrizione comprendenti il kit evento (maglietta ufficiale, sacca colorata e bustine di polveri di colore) e le relative scadenze delle tariffe promozionali :

– Adulti

13 Prenotazione entro il 6 settembre 2026

15 Prenotazione dal 7 al 12 settembre 2026

– Bambini (tra i 3 e i 12 anni d’età) € 10

– Bambini (sotto i 3 anni) gratuito

– Pacchetti Famiglia (validi esclusivamente via whatsapp e nei punti di iscrizione fisici)

1 adulto + 1 bambino 21 (invece di 23)

1 adulto + 2 bambini 30 (invece di 33)

2 adulti + 1 bambino 32 (invece di 36)

1 adulto + 3 bambini 40 (invece di 43)

2 adulti + 2 bambini 41 (invece di 46)

3 adulti + 1 bambino 42 (invece di 49)

1 adulto + 4 bambini 48 (invece di 53)

2 adulti + 3 bambini 51 (invece di 56)

3 adulti + 2 bambini 52 (invece di 59)

4 adulti + 1 bambino 54 (invece di 62)

2 adulti + 4 bambini 60 (invece di 66)

3 adulti + 3 bambini 61 (invece di 69)

4 adulti + 2 bambini 63 (invece di 100)

Per i gruppi e per chi volesse iscriversi direttamente su whatsapp contattare il 371 517 2531.

Antica Grecia protagonista alla Millenium di Torino

Una festa dedicata all’Antica Grecia ha portato un’atmosfera speciale, il 13 agosto scorso, sulla terrazza della casa di riposo Millenium di corso Moncalieri a Torino.

Per gli ospiti della RSA è stata un’occasione di incontro, divertimento e condivisione, resa possibile dall’impegno e dalla creatività del personale della struttura. Gli operatori si sono trasformati per l’occasione in personaggi dell’antica Grecia, indossando costumi a tema e coinvolgendo gli ospiti in un momento di festa pensato per regalare loro qualche ora di allegria e spensieratezza.

Le fotografie raccontano proprio questo spirito: il personale della Millenium, in costume, insieme agli ospiti della struttura, in una terrazza trasformata per l’occasione in un piccolo angolo dell’antica Grecia.

Un’iniziativa semplice ma significativa, conclusasi con un abbondante rinfresco, che conferma quanto le attività ricreative e la partecipazione del personale possano contribuire a rendere più piacevole la quotidianità degli anziani ospiti della RSA.

Ricetta dematerializzata, Canalis (Pd): “Mancano le disposizioni”

L’introduzione dal primo marzo della ricetta dematerializzata (DEMA) nei servizi territoriali ad accesso diretto (Salute Mentale, Dipendenze, Neuro Psichiatria Infantile) ha generato confusione e criticità amministrative.

 Come avevo già segnalato il 21 aprile scorso, in sede di discussione di un mio Question time in Consiglio regionale, la Giunta Cirio, nel gestire l’introduzione della ricetta dematerializzata DEMA, ha dimenticato le peculiarità organizzative e normative dei servizi territoriali ad accesso diretto delle dipendenze (SERD), salute mentale (CSM) e neuro psichiatria infantile (NPI), che rispondono a modelli organizzativi e informativi differenti rispetto alla specialistica ambulatoriale tradizionale, essendo fondati su percorsi di presa in carico continuativa, spesso multiprofessionali, e non su singole prestazioni isolate su prescrizione.

La DEMA mette anche a rischio la tutela della riservatezza, in particolare nell’ambito delle dipendenze patologiche, dove il tema dell’anonimato costituisce un elemento strutturale del sistema di cura.

I servizi territoriali continuano a navigare a vista, mancando tutt’ora un’indicazione della Regione alle Direzioni aziendali.

A decorrere dal 1° marzo 2026, l’auto-impegnativa aziendale avrebbe dovuto essere sostituita dalla ricetta dematerializzata (DEMA) anche nei servizi territoriali ad accesso diretto, ma questi ultimi, in assenza di disposizioni regionali che riconoscano la loro specificità organizzativa, legale e clinica, hanno derogato in autonomia, riuscendo a proseguire la presa in carico continuativa dei loro pazienti con l’auto impegnativa. Ora, però, i nodi stanno venendo al pettine: la Regione ha mantenuto negli obiettivi aziendali il numero di prestazioni dei servizi ad accesso diretto, ma questi non riescono a caricare le prestazioni sulle piattaforme informatiche, non essendo supportate dalla ricetta dematerializzata.

C’è un problema di rendicontazione. Da quando è stata introdotta la DEMA, infatti, sono sorti ostacoli per la corretta e completa registrazione delle attività svolte, con potenziali ricadute sui flussi informativi e sul debito/credito amministrativo.

Nel rispondere al mio Question time di aprile, l’assessore Riboldi aveva negato che la DEMA fosse stata introdotta per le attività sanitarie territoriali ad accesso diretto e che le criticità relative agli applicativi fossero già state superate. Purtroppo non è così.

Occorre dare indicazioni chiare alle ASL, al più presto.  

Monica CANALIS – Consigliera regionale PD

Nuovo TuDay Conad in strada Altessano

Il punto vendita si rinnova completamente dopo un importante intervento di ristrutturazione: un format urbano e funzionale, un’ampia offerta di freschi e prodotti tipici torinesi, un nuovo Bistrot e soluzioni all’avanguardia per l’efficienza energetica.
Aperto da ieri a Torino, in Strada Comunale di Altessano 131, il nuovo punto venditaTuday Conad: un’insegna moderna e dinamica, pensata per rispondere ai ritmi e alle esigenze della vita quotidiana, offrendo praticità, qualità e servizi in un unico ambiente. Il punto vendita propone un assortimento completo per la spesa di tutti i giorni, con particolare attenzione ai prodotti freschi e freschissimi, alle eccellenze del territorio e alle nuove esigenze di consumo, integrando anche soluzioni on the go  e take away, per una spesa veloce e funzionale.
L’offerta commerciale mette al centro le eccellenze del territorio e l’attenzione ai reparti freschi. L’assortimento comprende un ricco reparto ortofrutta con prodotti locali e la macelleria a libero servizio. Particolare attenzione è riservata alla cantina vini, un’area dedicata che valorizza le etichette del territorio piemontese affiancate da una selezione nazionale.
Grande rilievo è dato al localismo con un’area dedicata ai prodotti “I Nostri Ori” e alle aziende piemontesi: in assortimento figurano circa 80 referenze tipiche, tra cui i tradizionali amaretti “Chivassini”, i celebri grissini “Rubatà” e il classico liquore torinese “Bicerin al gianduiotto”. Non manca un’accurata selezione di prodotti healthy e un’importante novità per la pausa e il ristoro: la presenza del nuovo corner Bistrot, integrato all’offerta di servizi della struttura.
Il punto vendita si distingue per una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale: l’area di vendita e il Bistrot sono dotati di illuminazione a LED e della tecnologia ecologica AirLite, applicata su una superficie di 600 mq. Nell’ottica del risparmio energetico e della riduzione dell’impatto ambientale sono stati introdotti anche i nuovi banchi frigo di ultima generazione.
«Siamo felici di inaugurare questo punto vendita Tuday a Torino, un negozio pensato per offrire una proposta sempre più vicina alle esigenze quotidiane dei nostri clienti», dichiara Giuseppe Fornasiero, Direttore Area Soci Piemonte di Conad Nord Ovest. «Questo nuovo negozio ci consente di mettere a disposizione una struttura moderna, efficiente sotto il profilo energetico e capace di coniugare la praticità di un format urbano con l’eccellenza dei prodotti del nostro territorio. Il nostro obiettivo è continuare ad essere ogni giorno un riferimento per la comunità, offrendo qualità, convenienza e servizi innovativi in un ambiente accogliente, per un’esperienza di spesa smart.»
Il Tuday Conad si sviluppa su una superficie di 475 mq di vendita e dispone di 7 casse, tra cui un’ampia area dedicata alle casse SELF, pensate per velocizzare l’esperienza d’acquisto.
Situato all’interno di un polo commerciale dotato di un ampio parcheggio gratuito con 2.000 posti auto e 6 colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, il punto vendita garantisce ai clienti l’accesso a una vasta gamma di servizi: connessione Wi-Fi, locker per il ritiro degli acquisti e la possibilità di effettuare ricariche telefoniche, garantendo inoltre la piena accessibilità agli animali domestici. Nell’area del centro sono inoltre presenti altre insegne e concept del sistema Conad, come il Bar Con Sapore, la Parafarmacia e l’Ottico, oltre alla già presente panchina rossa, simbolo dell’impegno contro la violenza sulle donne.
Tra le convenzioni attive figurano il pagamento con buoni pasto e i buoni per celiaci. In occasione della riapertura sono previste speciali iniziative promozionali, campagne dedicate e l’omaggio di borse della spesa per i clienti.
Il punto vendita è aperto dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 21:00 e la domenica dalle 9:00 alle 21:00.

Torino tra architettura e pittura. Filippo Juvarra

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Torino tra architettura e pittura

1 Guarino Guarini (1624-1683)
2 Filippo Juvarra (1678-1736)
3 Alessandro Antonelli (1798-1888)
4 Pietro Fenoglio (1865-1927)
5 Giacomo Balla (1871-1958)
6 Felice Casorati (1883-1963)
7 I Sei di Torino
8 Alighiero Boetti (1940-1994)
9 Giuseppe Penone (1947-)
10 Mario Merz (1925-2003)

1) Filippo Juvarra

Ribadisco il concetto che l’arte vada insegnata nel modo più concreto possibile, invitando i ragazzi a guardare le architetture dal vivo -nel limite del possibile ovviamente- e non solo sulle pagine dei libri o attraverso la LIM, convincendoli a toccare colori e materiali, e se anche se ci si sporca un po’ non è un problema. È così che mi piacerebbe poter spiegare alle mie classi il “Barocco”, portando i ragazzi a passeggiare per le vie del centro, fermandoci a commentare e a chiacchierare tra piazza Castello e Piazza Vittorio, desidererei poterli condurre alla Palazzina di Caccia di Stupinigi o alla Basilica di Superga, rendendo loro lo studio un’esperienza concreta e trasformando delle nozioni prettamente storico-artistiche in un autentico ricordo di vita.

Sono consapevole di quanto sia utopico il mio pensiero, non solo per la drammatica situazione pandemica che pone ovvi divieti e limitazioni alle nostre abitudini quotidiane, ma anche perché il tempo scolastico pare trascorrere a ritmi insostenibili, le lezioni si susseguono e le ore non sono mai abbastanza per stare al passo con i programmi ministeriali. Non mi dilungo poi su quanto sia diventato complicato a livello burocratico organizzare attività sia dentro che fuori le aule.
Facciamo un gioco, facciamo finta che quanto appena premesso non sia del tutto vero, e fingiamo di poter organizzare un tour della Torino barocca. Prima di tutto occorre mettere in evidenza la personalità che più di tutte ha contribuito alla trasformazione dell’aspetto del capoluogo piemontese, si tratta di Filippo Juvarra, nato a Messina in una famiglia di orafi e cesellatori, è stato scenografo, disegnatore e architetto, la sua formazione è stata decisamente “pratica”, volta a migliorare le qualità tecniche artigianali.
Filippo Juvarra, (1678-1736), arriva a Torino nei primi anni del Settecento. Quando l’architetto messinese mette piede nel territorio si trova circondato da cantieri, lavori di ammodernamento e di ristrutturazione urbanistica, tutti interventi volti a rendere la città esteticamente degna del ruolo di capitale che le era stato decretato da Emanuele Filiberto nel 1563. In questo senso era risultato essenziale il contributo di Guarino Guarini, al servizio dei Savoia a partire dalla seconda metà del Seicento; all’architetto si deve infatti l’edificazione di vari edifici, tra cui la chiesa di San Lorenzo e la realizzazione della Cappella della Sacra Sindone.

E’ tuttavia con Juvarra che la città acquista effettivamente un nuovo aspetto, degno delle idee innovative che investono il Settecento.
Nel 1714 Vittorio Amedeo II di Savoia chiama a suo servizio l’artchitetto siciliano e lo nomina “primo architetto del re”, grazie a questo titolo Juvarra ottiene immediata visibilità all’interno dell’ambiente artistico e la sua ben più che meritata fama viene riconosciuta in poco tempo anche in territori stranieri. Egli infatti intraprende molti viaggi durante la sua vita, lavorando in Austria, Portogallo, Londra, Parigi e Madrid, città in cui morì improvvisamente nel 1736.
La sua formazione avviene prevalentemente a Roma, dove frequenta lo studio di Carlo Fontana e ha l’occasione di studiare dal vivo le opere classiche, rinascimentali e barocche, soffermandosi soprattutto sugli esempi di Michelangelo, come attestano i numerosi schizzi sui quali era solito appuntare le sue osservazioni. A Roma Juvarra esordisce anche in qualità di scenografo, come attestano i fondali che egli realizza per il teatrino del cardinale Ottoboni, al cui circolo arcadico era strettamente legato. I fogli juvarriani del periodo romano evidenziano i suoi molteplici interessi: progetti per architetture e apparati effimeri, capricci scenografici e vedute equiparabili a quelle del Vanvitelli, con cui in effetti Juvarra era entrato in contatto.
Juvarra esercita la sua opera come architetto soprattutto in Piemonte, più precisamente a Torino e dintorni. Egli non solo progetta chiese e residenze reali ma si occupa anche di riorganizzare interi quartieri periferici; lavora sullo spazio urbano e si conforma ai dettami dell’urbanistica torinese, riuscendo tuttavia a creare nuovi punti focali, quali i “Quartieri Militari” nei pressi di porta Susa, la facciata principale di Palazzo Madama (che di conseguenza rinnova anche l’aspetto di Piazza Castello), le chiese di San Filippo Neri, Sant’Agnese del Carmine, e, soprattutto, la Basilica di Superga, che si erge sulla collina e determina un nuovo confine visivo della città. Decisamente degni di nota sono anche i suoi interventi extraurbani, come dimostrano i nuclei architettonici nei pressi di Venaria, Rivoli e Stupinigi.

Tutte le sue costruzioni si inseriscono nell’ambiente in modo armonioso e studiato, ogni cantiere viene soprinteso con rigorosissimo controllo dallo steso architetto messinese; per ogni progetto egli recupera sapientemente il proprio ricco bagaglio culturale, riuscendo di volta in volta a riplasmare e innovare i modelli di riferimento in senso moderno e suggestivo, secondo una razionalità e una sensibilità del tutto settecentesche.
Continuiamo il gioco e immaginiamo di poterci fisicamente spostare per il territorio alla ricerca delle realizzazioni architettoniche di Juvarra. Partiamo da Palazzo Madama: per la ristrutturazione di tale edificio Juvarra parte da modelli francesi, (fronte posteriore di Versailles), e romani, (palazzo Barberini), e arriva però a una soluzione originale: conferisce unità alla parete grazie all’utilizzo di un unico ordine corinzio sopra l’alto basamento a bugnato piatto e sottolinea la zona centrale dell’ingresso con colonne aggettanti e lesene plasticamente decorate. Il palazzo, classicheggiante nella netta spartizione degli elementi, risulta settecentesco nelle ampie finestre attraverso le quali una ricca luce illumina adeguatamente i vani interni. Nella realizzazione dello scalone d’onore, opera unica nel suo genere, Juvarra fa invece affidamento alla sua esperienza teatrale: lo spazio che la gradinata marmorea occupa è uno spazio scenografico. La struttura si presenta di grande impatto visivo ma al contempo è calibrata e misurata, le decorazioni, segnate da delicati stucchi a forma di conchiglie e ghirlande floreali, aderiscono alla scalinata e si amalgamano all’architettura, rendendo più incisivo l’effetto della luce che trapassa le vetrate.

Immaginiamo ora di prendere un pullman e di allontanarci dei rumori della città. La nostra direzione è la verdeggiante collina torinese, dove ci aspetta uno dei simboli della città subalpina. La Basilica di Superga, edificata tra il 1717 e il 1731, svolge una duplice funzione, essa è sia mausoleo della famiglia Savoia, sia edificio celebrativo dedicato alla vittoria ottenuta contro l’esercito francese nel 1706. L’edificio svetta su un’altura, la posizione è tipica dei santuari tardobarocchi, soprattutto di area tedesca. L’impianto centralizzato con pronao ricorda il Pantheon, la cupola inquadrata da campanili borrominiani, invece, si ispira a Michelangelo. Nonostante i modelli di riferimento, sono del tutto assenti quelle tensioni tipiche del Buonarroti o dell’arte barocca: il nucleo centrale ottagonale si dilata nello spazio definito dal perimetro circolare del cilindro esterno, perno di tutto l’edificio; da qui si protendono con uguale lunghezza il pronao arioso e le due ali simmetriche su cui si innestano i campanili. Quest’ultima parte è in realtà la facciata del monastero addossato alla chiesa che su uno dei lati corti fa corpo con essa. L’edificio si estende nello spazio e asseconda l’andamento della collina, e diventa un nuovo e interessante punto di osservazione per chi si trova a guardare verso le alture torinesi.
Impossibile non ricordare la tragedia di Superga, avvenuta il 4 maggio 1949, alle ore 17.03, quando l’aereo su cui viaggiava il Grande Torino si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica, provocando trentuno vittime. Certi luoghi assorbono tristezza e per quanto siano architettonicamente belli, rimangono velati di malinconia e accoramento. Sempre rimanendo sul nostro iniziale filone dell’ipotetico tour scolastico, immagino che mi sarei allontanata dalla Basilica riferendo ai miei allievi una certa superstizione: meglio non visitare la chiesa in compagnia della propria metà, pare infatti che porti sfortuna alla coppietta innamorata.
Saliamo sul nostro pullman e dirigiamoci ora verso un’altra meta.

Nella Palazzina di Caccia di Stupinigi (1729-1733), troviamo un oscillamento tra la tradizione francese e la pianta italiana a forma di stella. Qui ritorna il motivo della rotonda, ma da essa fuoriescono quattro bracci a formare una croce di sant’Andrea, schema su cui Juvarra medita fin dagli anni giovanili. Il nucleo centrale e centralizzato costituisce il punto focale di un disegno vasto e articolato: esso è preceduto da una corte d’onore dal perimetro mistilineo, che si innesta nell’ambiente naturale e per gradi conduce fino al palazzetto vero e proprio; lungo il perimetro della corte d’accesso si dispongono le costruzioni dedicate ai servizi. L’impianto del grande salone richiama precedenti illustri, ma il tutto è trasfigurato in senso rococò, grazie ai ricchi stucchi, alle elaborate pitture, agli arredi e al particolare cadere della luce sui dettagli preziosi delle decorazioni artistiche e artigianali. La muratura esterna è scandita da una successione di lesene piatte nettamente profilate. Tutta la struttura della Palazzina risulta raffinata e in studiato rapporto dialettico con la natura che la circonda; le numerose finestre che si trovano su tutto il perimetro contribuiscono a dare un senso di generale leggerezza, controbilanciando l’impatto visivo dato dalle dimensioni imponenti dell’edificio.
Siamo alla fine del nostro gioco immaginato e ci manca ancora una meta per terminare la lezione sul Barocco.

Le chiese juvarriane presentano soluzioni architettoniche originali, soprattutto la chiesa del Carmine (1732-1735), dove le alte gallerie aperte sopra le cappelle si rifanno ad uno stile nordico e medievale. In queso edificio (che si trova in via del Carmine angolo via Bligny) l’impianto tradizionale a navata unica con cappelle lungo i lati è rinnovato dalla riduzione del muro delimitante la navata a una ossatura essenziale di alti pilastri di ribattutta e dalla sapiente modulazione della luce che, piovendo dall’alto fra i pilastri, si diffonde nella navata e nelle cappelle. Lo storico dell’arte Cesare Brandi così descrive l’elaborata chiesa del Carmine: “L’invenzione appare così una felice contaminazione coll’architettura del teatro e aggiunge un segreto senso di festa e di leggerezza all’ardita struttura della chiesa che solo nella volta, appunto a somiglianza di un teatro, ha una superficie unita, e quasi un velario teso sugli arredi delle grandi pilastrate.”
Ecco, il tour fantastico è terminato, e così anche l’articolo che concretamente sto scrivendo: come nelle favole realtà e immaginazione si mescolano, si sovrappongono e si uniscono, in una sorta di “kuklos” che alla fine fa quadrare tutto.
D’altronde sognare è gratis. Per ora.

Alessia Cagnotto

Quattro agenti aggrediti nel carcere di Torino da un detenuto finiscono all’ospedale

La denuncia del Sappe

E’ allarme tensione delle carceri piemontesi dopo l’ennesima grave aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale di Torino. Questa mattina, intorno alle 9.30, nel Padiglione D dell’istituto, quattro appartenenti al Corpo sono stati aggrediti violentemente da un detenuto italiano sottoposto al regime previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento Penitenziario. Gli agenti, rimasti feriti nella colluttazione, hanno dovuto essere trasportati in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria per le cure del caso.

Secondo una prima ricostruzione, il detenuto avrebbe dovuto essere accompagnato per la fruizione dell’ora d’aria. Al momento dell’uscita dalla cella, senza apparenti motivazioni, avrebbe improvvisamente colpito gli agenti con calci e pugni. Solo grazie all’intervento del personale presente è stato possibile riportare la situazione sotto controllo.

“Quanto accaduto a Torino è l’ennesima dimostrazione di quanto sia ormai difficile e rischioso il lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria – denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria –. Non possiamo continuare a considerare le aggressioni come una componente inevitabile del servizio. Ogni agente che entra in un reparto deve poter sapere di avere alle spalle un’organizzazione capace di proteggerlo e strumenti adeguati per affrontare le situazioni di maggiore criticità”.

“Il problema – prosegue Capece – non è soltanto il singolo episodio, ma una condizione complessiva di crescente insicurezza. Il personale opera quotidianamente sotto pressione, spesso con carenze di organico e in contesti caratterizzati da elevata conflittualità. Servono interventi strutturali e immediati: più personale, migliore organizzazione dei servizi, formazione specifica e strumenti operativi adeguati a prevenire e gestire le aggressioni”.

Sulla vicenda interviene anche Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE, che rilancia l’allarme sulla situazione degli istituti penitenziari piemontesi: “Non è più possibile aspettare che siano gli agenti a pagare sulla propria pelle le conseguenze delle inefficienze del sistema. Quattro poliziotti aggrediti nello stesso episodio, costretti a ricorrere alle cure ospedaliere, rappresentano un fatto di estrema gravità. A Torino, come in altri istituti del Piemonte, il personale sta lavorando in condizioni sempre più difficili”.

“Chiediamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia – aggiunge Santilli – di intervenire immediatamente. Occorre rafforzare gli organici, garantire una presenza adeguata di personale nei reparti più problematici e mettere gli agenti nelle condizioni di lavorare in sicurezza. La Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola a fronteggiare una situazione che rischia di diventare fuori controllo”.

Il SAPPE esprime infine vicinanza ai quattro poliziotti feriti e auspica un rapido accertamento delle loro condizioni, ribadendo che la tutela dell’incolumità del personale deve tornare a essere una priorità assoluta dell’Amministrazione penitenziaria.

Rosso e Fontana (FI): “Giù le mani dall’aeroporto di Torino”

«SALA E LO RUSSO SONO GIÀ SCADUTI»

«Giù le mani dall’Aeroporto Sandro Pertini. Qualsiasi decisione venga assunta dopo le elezioni del 2027. Lo Russo e Sala sono già scaduti, prorogati solo per una questione di opportunità politica, per riordinare le tornate elettorali post-Covid». La dura presa di posizione arriva dal senatore di Forza Italia Roberto Rosso e da Marco Fontana, rispettivamente segretari provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino che proseguono:
«Su qualsiasi cosa il centrosinistra abbia fatto sinergia con Milano, il risultato è stato farsi fagocitare. I numeri parlano chiaro: il Sandro Pertini rischierebbe di essere svuotato, mentre in questi anni ha saputo ritagliarsi numeri in crescita. L’eventuale accordo sia oggetto di confronto in campagna elettorale e a nuovi Consigli comunali insediati. Basta accordi al ribasso: quando il Piemonte e Torino hanno provato a rientrare nel discorso dei Giochi invernali, ci è stata sbattuta la porta in faccia. Ora Lo Russo vuole anche regalare il nostro hub aeroportuale al collega milanese? Ci saremmo aspettati, invece, che Lo Russo sostenesse il rafforzamento con Genova e Lione. È ora che si metta un freno ai giochetti nazionali del Pd pre-elezioni politiche: in gioco ci sono gli interessi dei piemontesi», concludono i due azzurri.

Incendi ancora attivi in Piemonte

Alcuni incendi sono ancora attivi nel Verbano-Cusio-Ossola, a Piedimulera e a Calasca Castiglione.La protezione delle abitazioni, che sono presidiate dalle squadre a terra dei volontari e dei vigili del fuoco, e’ la priorità assoluta. Le squadre sono pronte a intervenire se le fiamme si dovessero avvicinare alle zone abitate

Samba triste per Marilene. I Gozzano in Brasile 

“Sento una forte nostalgia sul petto, certezza di un nostro futuro incontro”. Con le parole tratte dal “Soneto da Saudade” del musicista e poeta brasiliano Vinicius de Moraes, creatore negli anni ’60 della bossanova con Antonio Carlos Jobim e Joao Gilberto, riaffiora la mancanza di Marilene Gliório Gozzano ad un anno dalla scomparsa avvenuta il 29 agosto 2025, mia corrispondente quotidiana con immagini familiari da Itu in Brasile, molto interessata alla storia della grande famiglia piemontese Gozzano sparsa nel

mondo. Marilene era moglie di Hamilton Gozzano, direttore scolastico ed in seguito avvocato, figlio di Octaviano ultimo capostipite di una famiglia originaria della provincia torinese trasferita in Brasile all’inizio del ‘900, periodo di grandi emigrazioni in Sud America in cerca di fortuna. Octaviano, nato in Brasile dal canavesano Giuseppe detto “il canonico”, proprietario con la moglie Nair de Siqueria della farmacia Santa Therezinha in Rua Hermelino Matarazzo di Sorocaba, ebbe due figli con i quali generò due gruppi di famiglie ancora ben presenti a Itu e Sorocaba, comuni storici e sedi industriali nell’entroterra ad Ovest dello Stato di

San Paolo. Con la nascita di Valério Gozzano, professore di fisica e statistica sposato con Maria Iraydes Alquezar, Octaviano creò la linea di Sorocaba. Importanti le professioni dei Gozzano esercitate in Brasile: nel campo medico titolari di una clinica chirurgica di odontoplastica, un centro medico di pneumologia, dottori in reumatologia, dermatologia, pedagogia, psicologia, ingegneri, insegnanti, avvocati, direttori scolastici e direttori eventi automobilistici.

Nel 1976, per la messa nel settimo giorno dalla sua morte, Octaviano volle pubblicare sul proprio ricordino una poesia dedicata a Nostra Signora di Fatima che termina con queste frasi: “Tu sei il conforto che lenisce la nostra sventura. Per questo Dio ti ha posto sulla fronte illuminata, più bella del sole, più amabile dell’aurora. La grazia di essere belli, il fascino di essere puri”.

Octaviano, molto devoto alla Vergine Maria, diede continuità alla devozione dei Gozzano in Piemonte che edificarono in Monferrato le chiese di San Giorgio, Odalengo Grande, Cereseto, Treville, Acqui e Luzzogno in provincia di Verbania, il Santuario dove il giorno 8 settembre si rinnova la festa della Natività della Beata Vergine Maria, costruito nel XVI secolo dalla intraprendente famiglia Gozzano che diventò la più ricca di sempre del Monferrato, in origine nobili non titolati poi conti ed in seguito marchesi di San

Giorgio e Treville che diedero lustro a Casale Monferrato costruendo gli splendidi palazzi in via Mameli. Negli anni ’80, la scomparsa centenaria Pina Gozzano fece visita ai parenti di Itu e Sorocaba, memoria storica che ha ricostruito integralmente l’emigrazione di queste famiglie nelle Americhe, incontrata in Canavese nel 2022 proveniente da New York. Dal suo racconto ricordiamo la visita effettuata negli anni ’60 ai cugini brasiliani di San Paolo e ai cugini americani del neuropsichiatra Mario Gozzano
con la moglie Walburga Bollendorf di Norimberga, nipoti materni del nonno del principe Maurizio Gonzaga, vivente a Roma classe 1938, discendente dai duchi di Mantova e Monferrato. Nel 1708 il territorio monferrino fu annesso al ducato di Savoia mentre la signoria di Mantova, dopo 400 anni, fu sottomessa alla dominazione austriaca.
Armano Luigi Gozzano 

Trenitalia: modifiche linea Cuneo Fossano Ventimiglia

Dal 23 agosto al 13 settembre

Modifiche alla circolazione ferroviaria da domenica 23 agosto fino a domenica 13 settembre per lavori programmati tra le stazioni di Cuneo e Limone Piemonte.

Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con un servizio bus per i treni della linea Torino-Cuneo/Ventimiglia nella tratta tra Cuneo e Limone.

L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza. Si consiglia pertanto di valutare la ripianificazione del proprio viaggio.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.

VIAGGIARE INFORMATI

È possibile consultare la sezione “Infomobilità” su sito e app Trenitalia, chiamare il call center gratuito 800 89 20 21 e rivolgersi al personale di stazione.

I viaggiatori saranno anche informati tramite sms, e-mail e notifiche su app. I clienti del Regionale possono ricevere sms ed e-mail grazie al biglietto digitale acquistabile anche in tutte le biglietterie di stazione. Inoltre, è possibile attivare, tramite App Trenitalia, le notifiche Smart Caring.

I canali di acquisto sono aggiornati.