ilTorinese

Consegnata la maxi talpa degli scavi Tav

E’ stata consegnata la prima delle due grandi frese destinate al lato italiano del tunnel di base del Moncenisio, elemento fondamentale della futura linea ferroviaria Torino-Lione. La cerimonia ieri nello stabilimento della Herrenknecht in Germania, dove è stata costruita per il consorzio UXT, formato da Itinera, Ghella e Spie Batignolles.

Lo comunica TELT, la società responsabile della realizzazione dell’opera. La macchina sarà ora trasferita al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa. Qui inizierà lo scavo della seconda discenderia, poi proseguirà con la realizzazione della galleria sud del tunnel di base. I lavori sono già partiti dal lato francese, avanzando sotto la montagna fino a Susa.

Nei prossimi anni in totale entreranno in funzione sette frese, che realizzeranno circa il 75% degli scavi del tunnel di base sia sul territorio italiano sia su quello francese. Il tunnel rappresenta uno dei progetti chiave della nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione.

Case che respirano: dalle pareti verdi ai materiali che catturano lo smog

/

ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.

.

.

 

Torino è una città elegante, ricca di storia e di architetture straordinarie. Eppure negli ultimi anni si trova a fare i conti con un primato poco invidiabile: secondo l’Indice del clima 2026, il capoluogo piemontese è la città italiana dove l’aria ristagna di più.

La ragione è anche geografica. Torino si trova in una sorta di conca naturale, circondata su tre lati dalle montagne e chiusa dalla collina sul quarto. Questo assetto ostacola il ricambio dell’aria e favorisce fenomeni di inversione termica, che intrappolano smog e polveri sottili nei bassi strati dell’atmosfera.

Quando il vento manca — cosa frequente soprattutto nei mesi invernali — gli inquinanti si accumulano, rendendo più intensi fenomeni come le notti tropicali, le ondate di calore e gli episodi di smog.

Le politiche urbane stanno giustamente lavorando su mobilità sostenibile e riduzione del traffico privato. Ma esiste anche un altro livello di intervento, più vicino alla nostra quotidianità: la casa.

Oggi l’architettura e il design stanno sviluppando soluzioni sempre più sofisticate per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti domestici e persino contribuire alla purificazione dell’aria urbana.

Case che respirano: i materiali che catturano l’inquinamento

Negli ultimi anni la ricerca sui materiali da costruzione ha fatto passi da gigante. Esistono oggi superfici e rivestimenti progettati per neutralizzare o assorbire le sostanze inquinanti presenti nell’aria.

Tra i più interessanti:

  • Cementi e intonaci fotocatalitici, che grazie alla luce solare attivano un processo chimico capace di trasformare gli ossidi di azoto e alcune particelle inquinanti in composti innocui.

  • Pitture murali purificanti, contenenti biossido di titanio o altri componenti attivi che aiutano a ridurre smog, batteri e odori negli ambienti interni.

  • Materiali naturali traspiranti, come calce, argilla e fibre vegetali, che favoriscono un microclima interno più sano regolando umidità e qualità dell’aria.

 

Questi sistemi non sostituiscono naturalmente le politiche ambientali, ma rappresentano un piccolo contributo diffuso: migliaia di case che respirano meglio contribuiscono a città più sane.

Le pareti verdi: quando l’architettura diventa un filtro naturale

 

Un’altra soluzione sempre più diffusa nelle città europee sono le facciate verdi e i giardini verticali.

A Milano, Parigi, Madrid o Vienna interi edifici vengono progettati con superfici vegetali capaci di:

  • assorbire parte delle polveri sottili

  • ridurre la temperatura urbana

  • migliorare il microclima

  • aumentare la biodiversità urbana

Le piante, infatti, funzionano come filtri naturali, intrappolando particelle inquinanti e rilasciando ossigeno.

Non è solo una questione estetica — anche se l’effetto visivo è spesso straordinario — ma una vera strategia di rigenerazione ambientale.

La tecnologia che migliora l’aria dentro casa

Anche all’interno degli edifici la qualità dell’aria è diventata un tema centrale. Le nuove abitazioni progettate secondo criteri di sostenibilità integrano sistemi come:

  • ventilazione meccanica controllata (VMC) con filtri anti-smog

  • purificatori d’aria integrati negli impianti

  • sensori che monitorano CO₂ e particolato

  • materiali low-VOC, privi di sostanze tossiche.

La casa contemporanea non è più soltanto un rifugio estetico o funzionale. Sta diventando un ecosistema intelligente, capace di proteggere il benessere di chi la abita.

Abitare il futuro

Torino ha sempre avuto una grande tradizione di innovazione urbana e architettonica.

Se da un lato il problema della qualità dell’aria è reale e richiede interventi strutturali, dall’altro il mondo dell’architettura, del design e dei materiali sta aprendo scenari interessanti.

In un’epoca in cui le città diventano sempre più dense e complesse, la vera sfida sarà progettare case che non si limitino a consumare spazio e risorse, ma che contribuiscano attivamente al benessere dell’ambiente urbano.

Perché abitare con stile, oggi, significa anche questo:

vivere in spazi belli, ma soprattutto sani

“ACTORMAN” in scena il 14 marzo con Simone Moretto

Il sipario su “ACTORMAN” si alza sabato 14 marzo e l’attore Simone Moretto mette in scena sé stesso, al Teatro Q77, a Torino

 

Spettacolo “One-man show” in cui ripercorre la sua vita, coinvolgendo il pubblico nell’esilarante e autoironico viaggio che attraversa vent’anni della sua carriera e della sua esistenza fino ad oggi.

Credo sia giusto sottolineare, prima di tutto, che “ACTORMAN” non è uno spettacolo qualsiasi; ma un particolare e suggestivo esempio di talento e bravura.

È un monologo -tutt’altro che facile- dietro al quale c’è un immenso e duro lavoro.

Sul palco c’è solo Simone.

Lui, con la potenza della sua recitazione, conduce tutta la serata avvolgendo il pubblico in un’autentica esperienza emozionale indimenticabile.

Ed è proprio così che emerge tutta la caratura di questo artista; risultato di un innato talento, che ha saputo coltivare e fare crescere con la costante e seria preparazione, in anni di studio appassionato e rigoroso.

La definizione migliore di cosa comporti questo “One-man show” me la diede proprio Simone Moretto quando lo intervistai a lungo per “Il Torinese quotidiano online”:

«… occorrono sfrontatezza e coraggio infiniti. Per esempio, è impegnativo tenere la scena in un teatro pieno con un monologo; implica una mole di lavoro che gli altri non vedono… ma non sai quanta fatica per arrivare lì!».

 

LEGGI ANCHE:

L’attore Simone Moretto si racconta

Dunque “ACTORMAN” è l’occasione da non perdere per ammirare la bravura di questo talentuoso interprete camaleontico, in continua e rapida ascesa; tra fiction tv, film, teatro e pubblicità.

Lo spettacolo -il cui testo è stato scritto da Massimo Pica e Giampiero Perone- era già andato in scena al Teatro Gioiello una settimana prima che dilagasse il Covid. Fu subito un grande successo, con il teatro pieno, 500 persone; purtroppo fermato dall’epidemia.

Ora, Simone Moretto, riprende laddove il progetto era stato interrotto, perché ha un legame particolarmente profondo con “ACTORMAN”.

 

È la sua storia. A partire da quando era ragazzino e viveva in uno sperduto paesino della Valle D’Aosta in cui non accadeva mai niente. É cresciuto lì, dove negli anni 80 c’era solo una videoteca e si potevano prendere 3 VHS per volta.

Ma è proprio allora che ha iniziato a vedere tutti i film dei grandi maestri, ed incominciato ad accarezzare l’idea che la sua strada, forse, poteva essere quella della regia.

Poi ci sono state le peripezie degli inizi, gli stati d’ansia dei primi provini, per arrivare infine all’approdo dei grandi set cinematografici. Le fiction e i film stranieri dove, come una mosca bianca, spiccava come unico attore italiano capace di misurarsi con produzioni a stelle e strisce; ovvero, una gran bella sfida! Egregiamente vinta!

Oggi è un attore affermato, conteso da teatro, tv, cinema e pubblicità. Ha validi agenti che lo rappresentano nel mondo, perché il suo è uno sguardo che punta sempre anche oltreconfine. In questo è parecchio favorito dall’essere poliglotta, valore aggiunto che gli consente di destreggiarsi facilmente sui set di tutte le latitudini.

 

È capace di calarsi perfettamente in molteplici ruoli che spaziano dal cattivo (che ama moltissimo), all’uomo buono ed eroe positivo, al rappresentante della legge, o ancora, nella straripante e contagiosa comicità di “Forbicifollia”, che, sempre nell’intervista per “Il Torinese quotidiano online” definì:

«….spettacolo che adoro e ho fatto più a lungo nella vita; sono in scena da 16 anni ininterrotti con oltre 2000 repliche. É un giallo comico, ma interattivo. Il pubblico impazzisce all’accendersi delle luci in sala e le indagini le svolge lui».

 

Allora appuntamento con “ACTORMAN”: concentrato di bravura, presenza scenica ed autoironia.

Sul palco, al centro della scena e attore unico, Simone Moretto, ci conduce dietro le quinte della vita e del mondo di un attore.

Scoprirete follie, fragilità, sfide, discese e risalite di chi ha scelto un mestiere che gli consente di vivere mille vite oltre la sua.

Tutto raccontato con strategica ed affascinante autoironia….perché la grandezza di un uomo, ancor prima che dell’attore, è saper ridere di se stesso.

LAURA GORIA

 

Sabato 14 Marzo 2026 Ore 21,30 Teatro Q77 Vertigo Live di Corso Brescia 77 a Torino

Acquisto biglietti sito: www.teatroq77.it

 

 

 

 

 

 

 

Al Peraga Garden Center di Mercenasco torna la mostra  degli animali

Un weekend di tenerezza e incontri speciali il 14e 15 marzo

Sabato 14 e domenica 15 marzo torna al Peraga Garden Center di Mercenasco, in provincia di Torino, la nuova edizione della mostra degli animali, un evento a ingresso gratuito  e libero che, nelle passate edizioni, ha richiamato famiglie, appassionati e curiosi di tutte le età.
Per due giorni il Garden center si trasformerà in un piccolo universo dedicato alla natura e agli animali più amati , un’occasione per ammirare da vicino specie diverse, conoscere allevatori , esperti e scoprire tante curiosità sul mondo animale. Tra i protagonisti della mostra ci saranno cani e cuccioli, eleganti gatti British, ma anche furetti, cincillà, conigli nani Mini Loop e criceti. Non mancheranno animali più particolari come galline decorative, galli Brahma, tartarughe, ricci tropicali, oltre a pesci, axoloti e farfalle coloratissime. Lo spazio dedicato agli uccelli  ospiterà cocorite e calopsitte, pronte a conquistare  il  pubblico  con i loro colori vivaci.
La mostra sarà  anche un momento prezioso per chi desidera informarsi sull’adozione responsabile di un animale domestico. I visitatori potranno confrontarsi direttamente con allevatori e appassionati, ricevere consigli utili  e capire quale animale possa essere più adatto al proprio stile di vita.
La manifestazione, pensata per le famiglie e bambini, permette di regalare qualche ora di scoperta, meraviglia e dolcezza, in un’atmosfera accogliente e coinvolgente.

Peraga Garden Center via Nazionale 9 Mercenasco
Mara Martellotta

“L’uomo dei sogni”, incubi e divertimento di una perfetta commedia

Al Gobetti, sino a domenica 15 marzo

Sfiora il cinema, in dose minima, magari con uno sguardo sghembo e velocissimo, la nuova commedia di Giampiero Rappa – che anche la dirige e ne ricopre vari ruoli – “L’uomo dei sogni”, in scena al Gobetti sino a domenica prossima per la stagione dello Stabile. Che dovrebbe assolutamente essere visto. Perché nel titolo ti torna alla mente inevitabilmente l’eguale titolo dell’hollywoodiano Kevin Costner mentre in quel Joe Black, che soppianta il Giovanni Bizzarro del protagonista, torni facilmente al biondino Brad Pitt che prende le sembianze della Morte una trentina d’anni fa. Come pensi che Rappa non può non essersi ricordato di Calderon o del mago Prospero per il quale “noi siamo della stessa stoffa di cui son fatti i sogni”. Ma forse non si tratta che di assonanze e di impalpabili libertà d’autore e tutto finisce qui. Perché il Giovanni in questione è un noto creatore di fumetti, di quelli che godono di agganci con la Marvel, da gran tempo esclusosi dal mondo e altezzoso, egocentrico, esasperato ed esasperante, anche assai originale e fantasioso, ormai insensibile a tutto e a tutti, pronto ad annullare le sue lezioni ad allievi che sognano di diventare cartoonist, da settimane barricato in casa sua, dove non entra anima viva. Sino all’arrivo della figlia Viola dalla Nuova Zelanda, fatidicamente incinta, gran frequentatrice del sesso maschile negli ultimi mesi, confusionaria ma con l’animo di riprendere in mano la situazione di papà, montatrice di successo anche e di un successo che cresce sino a toccare la collaborazione con Peter Jackson per il prossimo film.

Giovanni vive le giornate, e le notti soprattutto, tra i suoi personaggi e gli incubi che essi gli producono (la scena con tanto di siparietto per le apparizioni è di Laura Benzi), quelli che la sua fantasia ha già generato come gli altri che, simili a quelli che entrano misteriosamente in teatro durante le prove della commedia di Pirandello, ancora sono alla ricerca di una realizzazione propria. Trappole e materializzazioni, l’Uomo bianco e l’Uomo nero e terrificanti monaci, senza tralasciare il socio e lo psichiatra di Giovanni, funeree e odiose presenze; inquietudini e tormenti che vanno a invadere quella parasonnia di cui il protagonista sempre più soffre e ad attraversare con gli squarci di luce inventati da Gianluca Cappelletti l’anima buia che invade l’intero palcoscenico, i surreali dialoghi con il gatto di casa di cui è facile confondere nome e colore del pelo, anche un inevitabile “viaggio” che Giovanni/Joe è obbligato a compiere, introdotto da una coppia di steward e hostess, messi anche lì a rivendicate tutto quel mondo di sogni che il teatro porta con sé (“perché, in fondo, il teatro è questo:un luogo dove la realtà e l’immaginazione si fondono, dove gli incubi possono essere sconfitti e i sogni possono diventare possibili”, dice l’autore): inventando Rappa in 90’ un felice alternarsi – o un sapiente confondersi che a tratti sbilancia lo spettatore – tra realtà e sogno, tra momenti che s’avvicinano al dramma e altri decisamente divertenti o decisamente feroci, tutto quanto immerso in una favola acida. Alle incertezze iniziali di Viola – voglio tenere questo bambino oppure no? – si sostituiscono i piedi ben piantati per terra e una certa buona dose d’affetto della vicina di casa, di mestiere poliziotta, pronti a ridare un briciolo di speranza e a far quadrare i conti: perché alla fine Giovanni un viaggio lo farà, i suoi personaggi si apriranno alle immagini delle nuvole viste dagli oblò e la visita alla figlia in Nuova Zelanda, dove farsi veramente chiamare nonno, ci sarà davvero. Davvero? o sarà ancora l’ennesimo sogno nelle giornate del protagonista?

L’uomo dei sogni” è un testo attuale, di quelli che t’accorgi scritti bene, che non gira mai a vuoto, senza sbavature, in maniera convinta, capace di coinvolgere lo spettatore anche in quella sua girandola di conscio/inconscio, di pastiglie prese secondo i canoni e ridotte a piacimento, un testo di depressioni e di sostegni, di risate (tanto per far la vita meno amara, avrebbe detto un tempo il grande attore malincomico), bello e tutto da ri-pensare. Di quelli che ti metti in poltrona e ammiri, lo sguardo perso lontano e dentro se stessi, come il protagonista quando contempla il mare: accresciuto nei propri valori da un eccezionale quartetto d’attori, da Nicola Pannelli – in altre occasioni uno degli assi portanti dello Stabile torinese, un’occasione per tutte il padre bilioso della “Gatta” di Williams messa in scena da Lidi -, voce fatta salire dal basso, grande nei rancori come negli squarci di positività, ad Elisabetta Mazzullo che è Viola, accattivante e disperata e solare presenza resa con grande convincimento, dallo stesso Giampiero Rappa alla divertentissima Lisa Galantina, che si sdoppiano e si triplicano, come tanti fuochi d’artificio, che “fanno voci” come il compianto Robin Williams di “Mrs. Doubtfire”.

Elio Rabbione

Le immagini dello spettacolo sono di Achille Lepera.

Nuovo volo per Palermo con Wizz Air

Wizz Air, la seconda compagnia aerea del paese per quota di mercato, ha celebrato oggi aTorino insieme a Torino Airport, il traguardo dei 3 milioni di passeggeri trasportati dallo scalo piemontese dall’avvio delle operazioni nel 2014. Dal primo volo Torino-Bucarest operato nel 2014, Wizz Air è cresciuta esponenzialmente nel capoluogo, merito della solidità della partnership con la gestione aeroportuale e dell’efficacia di un modello operativo capace di intercettare sia la domanda leisure che quella business.

L’evento è stato anche l’occasione per presentare la strategia di espansione della compagnia e confermare il ruolo di primo piano di Torino nei piani di sviluppo del network nazionale. Il piano operativo per il 2026 prevede un potenziamento strutturale dell’offerta senza precedenti: la compagnia metterà in vendita oltre 955mila posti, segnando un incremento del +97% rispetto alla capacità offerta nel 2025.

Il principale motore di questa espansione sarà la stagione Summer 2026, durante la quale l’offerta salirà a 618mila posti, con un incremento del 122% rispetto all’estate precedente. Il network della stagione estiva da Torino oggi conta 8 rotte totali verso 6 Paesi, bilanciando destinazioni internazionali strategiche e collegamenti domestici ad alta frequenza.

Da un lato viene consolidato ulteriormente il focus sull’Est Europa, a partire dalle due novità della stagione estiva Budapest e Chisinau (che proseguono dopo l’avvio avvenuto nella stagione Winter 2025) a cui si sommanoTirana e i due scali di Bucarest Otopeni e Bucarest Baneasa; dall’altro viene rafforzato l’asse con il Regno Unito tramite la rotta per Londra Luton al via dal 13 giugno 2026con tre frequenze settimanali (martedì, giovedì e sabato). Si rafforza anche il segmento domestico con il potenziamento della connettività con il Sud Italia attraverso i collegamenti per Catania e per Palermo, quest’ultimo operativo dal 4 maggio 2026 con frequenza giornaliera:una rotta strategica che accorcia le distanze tra il polo industriale piemontese e il cuore del Mediterraneo, garantendo una connettività costante per il traffico business e leisure.

Torino accoglie il Festival della Felicità 2026

/

 

Dal 13 al 17 marzo, presieduto da Walter Rolfo

Approda a Torino per la sua terza edizione, dal 13 al 17 marzo, il Festival della Felicità, che non sarà soltanto un grande show, ma un percorso che attraversa la città e raggiunge  ruoli simbolici e delicati, per portare momenti di condivisione e di leggerezza in modo il più possibile diffuso.

“Torino è pronta a diventare il cuore pulsante di un movimento collettivo: il Festival della Felicità 2026, che non è solo un evento, ma un grande abbraccio partecipato per ribadire che la felicità è un diritto universale, senza barriere di genere, età o provenienza – spiega Walter Rolfo, presidente della Fondazione della Felicità – Quest’anno il viaggio si fa ancora più profondo e abbiamo chiamato a raccolta protagonisti del mondo dello sport, della scienza e del mondo dello spettacolo per offrire, gratuitamente, le loro testimonianze più autentiche e inedite. Sono certo che ogni storia condivisa lascerà un segno profondo, trasformandosi nella scintilla necessaria per realizzare i sogni di felicità di ciascuno di noi”.

L’appuntamento serale del grande show di martedì 17 marzo, all’Inalpi Arena, è già sold out, a conferma dell’interesse del pubblico torinese. Per chi non abbia fatto in tempo a prenotare, si rendono disponibili ingressi per il mattino, momento in cui parteciperanno alcune scuole di Torino e cintura.

Il Festival sceglie di iniziare il proprio percorso dove la felicità può fare la differenza: venerdì 13 marzo, dalle ore 15 alle 17, farà tappa all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino presso l’Aula Magna con “Sorrisi magici”, un’iniziativa speciale per i bambini ricoverati nei reparti di Oncologia e Neuropsichiatria. Il programma prevede una performance di magia interattiva con narrazione poetica, progettata nel rispetto delle esigenze emotive e cognitive dei piccoli partecipanti. Lo spettacolo è realizzato da Mattia Bidoli, in arte Flip, operatore umanitario, fotografo e prestigiatore, che da 15 anni porta la sua arte in ospedali, campi profughi e zone di conflitto, insieme a un team di artisti, tra cui Luciano Ariaudo, in arte clown Spatagnau, con esperienza in contesti sanitari ad alta sensibilità. Completamente gratuito, lo show coinvolgerà un centinaio di persone, tra bambini, famiglie e personale sanitario, trasformando per un pomeriggio lo spazio sanitario in un luogo di meraviglia e relazione.

Lunedì 16 marzo, dalle ore 13 alle 15, il Festival raggiungerà la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, dove con il supporto di Mattia Bidoli verrà proposto uno spettacolo di magia dedicato ai detenuti.

Domenica 15 marzo, alle ore 15, il Festival farà tappa in un quartiere cittadino, quello di Vanchiglia, con uno spettacolo di magia gratuito aperto alle famiglie e ai cittadini del territorio. Protagonista dell’iniziativa sarà ancora una volta Mattia Bidoli, in arte Flip.

La scelta di Vanchiglia non è casuale, poiché il quartiere rappresenta uno dei luoghi più animati della vita notturna torinese, ma convive anche con situazioni di fragilità e disagio sociale, che emergono in particolar modo negli spazi pubblici. Proprio per questo il Festival ha scelto di portare in Vanchiglia uno spettacolo aperto e gratuito, con l’obiettivo di restituire alle piazze e alle aree del quartiere ai bambini, alle famiglie, alla comunità, e trasformare uno spazio urbani segnato da contrasti in un momento di incontro e partecipazione. Si tratta di un’iniziativa che vuole dimostrare come la felicità possa diventare uno strumento di aggregazione  e bellezza condivisa, capace di riempire gli spazi pubblici con nuove energie.

Il momento culminante del Festival sarà martedì 17 marzo all’Inalpi Arena, con l’evento “Vite-Storie di Felicità”, realizzato con il supporto di Generali Italia. La mattinata, dalle ore 10, sarà dedicata alle scuole con un grande evento formativo che porterà sul palco diverse voci ed esperienze. Insieme al fondatore del Festival, Walter Rolfo, autore e coach impegnato da anni nella formazione dell’educazione emotiva, interverranno Arturo Brachetti, showteller e maestro internazionale di trasformismo, capace di unire stupore e riflessione, e Mattia Villardita, noto come Spider-Man dei bambini per il suo impegno nei reparti pediatrici italiani. Con loro vi sarà Consuelo Agnesi, architetto esperto in accessibilità, divulgatrice e formatrice, l’atleta paralimpico Emanuele Lambertini, Ping Pong Pang e Flip (Mattia Bidoli). Un intreccio di storie vere pensato per dialogare con le nuove generazioni, attraverso testimonianze concrete di vita.

Il Festival aprirà le porte al grande pubblico con lo show formativo “Vite-Storie di Felicità”, che vedrà alternarsi sul palco protagonisti del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della divulgazione. Accanto a Rolfo e a Brachetti, saranno presenti La Pina, storica voce di Radio DJ, il giornalista e storyteller Pablo Trincia, noto per i suoi reportage e podcast di approfondimento, e Sebastiano Gravina “Videociecato”, content creator impegnato sui temi della crescita personale. Completeranno la crew Ping Pong Pang, Patrizio Ratto e Alessandro Mosca Balma.

La manifestazione è realizzata con il patrocinio di Regione Piemonte, Comune di Torino, Città Metropolitana di Torino, Politecnico di Torino e Università di Torino, in collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte e grazie al supporto di Generali Italia.

Info per la partecipazione alla mattinata di martedì 17 marzo all’Inalpi Arena: https://www.eventbrite.com/e/1984390805317?aff=oddtdtcreator

Mara Martellotta

Il barbiere di Siviglia nella Palazzina di Caccia di Stupinigi

Lirica a corte

 

Il primo appuntamento della rassegna domenicale del TSN nel Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi è un omaggio alla lirica italiana.

Considerato il capolavoro di Gioachino Rossini, Il barbiere di Siviglia (Roma, Teatro di Torre Argentina, 1816) è una delle più scoppiettanti opere buffe della tradizione musicale italiana. Musicata su libretto di Cesare Sterbini tratto dall’omonima commedia di Beaumarchais del 1775, mette in scena la forza dell’amore giovanile che supera convenzioni e convenienze sociali, interessi economici e intrighi di palazzo. Un grande affresco che deride la società del bel mondo settecentesco e che rivoluziona l’opera buffa, opera di un geniale ventitreenne pesarese che, grazie alla fama ottenuta con quest’opera, divenne il più richiesto compositore del primo Ottocento.

La rassegna Lirica a Corte è organizzata da TSN Teatro Superga Nichelino in collaborazione con STM Scuola del Teatro Musicale e Fondazione Ordine Mauriziano.

PROGRAMMA

Ecco ridente in cielo (Conte)

Largo al factotum (Figaro)

Fra momenti io torno… All’idea di quel metallo(Bartolo, Conte, Figaro, Rosina)

Una voce poco fa (Rosina)

Ma bravi! Ma benone!… Donne donne, eterni dei(Rosina, Figaro)

Ora mi sento meglio… A un dottor della mia sorte(Bartolo, Rosina)

Fredda ed immobile… Mi par d’esser con la testa(Rosina, Bartolo, Conte, Figaro)

Venite signorina… Vedete che gran cosa (Conte, Bartolo, Rosina)

Ah, qual colpo inaspettato (Rosina, Conte, Figaro)

Di sì felice innesto (Figaro, Rosina, Conte, Bartolo)

CREDITI

Figaro (baritono): Gabriele Nani

Conte d’Almaviva (tenore): Michele Galbiati

Rosina (soprano): Anna Bordignon

Bartolo (basso): Cesare Filiberto Tenuta

Al pianoforte: M° Paolo Grosa

Guida il concerto: Roberto Tagliani

Info

Domenica 15 marzo 2026, ore 19

Musical a Corte

Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi – Nichelino (TO)

Il barbiere di Siviglia

Biglietti: prezzo unico 38,50 euro

011 6279789 biglietteria@teatrosuperga.it

www.teatrosuperga.it

IG + FB: teatrosuperga

Orari biglietteria: dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Superga, sul luogo dell’evento nei giorni di spettacolo dalle ore 18, online su Ticketone.it

MARA MARTELLOTTA

Sciatore inglese salvato dalla rete ospedaliera di AslTo3

Grazie alla tempestività dell’intervento, rimosso un mielolipoma di 30 centimetri

Una vacanza sulla neve in Val di Susa si è trasformata all’improvviso in un’emergenza sanitaria per uno sciatore inglese di 67 anni, colpito da una grave emorragia interna. A salvarlo è stata la rapidità della rete ospedaliera dell’AslTo3: prima il Pronto soccorso dell’ospedale di Susa, poi l’intervento urgente al DEA di Rivoli, dove Radiologia interventistica e Urologia hanno lavorato in sequenza per fermare il sanguinamento e rimuovere la massa responsabile dell’emorragia, senza danneggiare il rene.

L’uomo si è presentato nella notte del 10 febbraio al Pronto soccorso dell’ospedale di Susa, diretto da Walter Brancaleoni, con un forte dolore al fianco sinistro, comparso all’improvviso dopo cena. Gli accertamenti eseguiti immediatamente dai medici hanno evidenziato una voluminosa massa surrenale con sanguinamento in corso, una situazione potenzialmente molto grave che richiedeva un intervento tempestivo.

Dopo i primi esami e il consulto specialistico, il paziente è stato trasferito rapidamente al DEA dell’ospedale di Rivoli, diretto da Paola Molino, dove la diagnostica ha confermato la presenza di un’emorragia attiva causata da un grosso mielolipoma del surrene di circa 30 centimetri, un tumore benigno ma molto vascolarizzato che si era rotto provocando una perdita di sangue importante.

Il primo tentativo di fermare l’emorragia è stato eseguito nel reparto di Radiologia guidato da Marco Busso, con una procedura mini-invasiva di embolizzazione dei vasi sanguinanti. Quando questa strategia non è risultata sufficiente, si è deciso di procedere immediatamente con la chirurgia.

«Il nostro primo obiettivo è stato quello di tentare una soluzione mini-invasiva – aggiunge Serena Tettoni referente della Radiologia interventistica dell’AslTo3 – Quando abbiamo capito che, data la complessità della massa la procedura non sarebbe stata conclusiva, il paziente è stato immediatamente indirizzato alla chirurgia, garantendo continuità e rapidità nel percorso di cura».

L’intervento d’urgenza è stato eseguito dall’equipe di Urologia diretta da Salvatore Stancati, che ha rimosso la massa e controllato i focolai di sanguinamento retroperitoneali, riuscendo a risolvere una situazione ad alto rischio, eccezionalmente senza danneggiare il rene omolaterale.

«Si trattava di una massa molto grande e sanguinante – spiega Salvatore Stancati, direttore della Urologia di Rivoli – L’intervento è stato eccezionale: abbiamo rimosso completamente la massa del surrene senza danneggiare il rene sottostante. La rapidità e il lavoro di squadra tra radiologia, chirurgia e terapia intensiva hanno permesso di salvare il paziente».

Dopo un breve monitoraggio in terapia intensiva e alcuni giorni di degenza in reparto, il paziente si è ristabilito ed è stato dimesso in buone condizioni.

«Questa vicenda dimostra quanto sia importante la rete tra i nostri ospedali e tra le diverse specialità – sottolinea Giovanni La Valle, direttore generale dell’AslTo3 – Il rapido intervento del Pronto soccorso di Susa, il trasferimento immediato a Rivoli e il lavoro integrato delle equipe hanno consentito di gestire con efficacia una situazione molto delicata. La nostra sanità dell’emergenza è al servizio dei cittadini che vivono sul territorio, ma anche delle migliaia di turisti che ogni inverno frequentano le stazioni sciistiche della Val di Susa, e che possono contare su strutture e professionisti di alto livello».

«La vicenda di questo sciatore – ricorda Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – dimostra in modo concreto l’efficacia della rete dell’emergenza-urgenza piemontese e la capacità delle nostre strutture di intervenire con tempestività anche in situazioni estremamente complesse. La collaborazione tra l’ospedale di Susa e il DEA di Rivoli, insieme al lavoro multidisciplinare tra radiologia interventistica, chirurgia e terapia intensiva, ha permesso di salvare la vita a un paziente e di garantire cure di alto livello anche ai tanti turisti che scelgono le nostre montagne. Un ringraziamento a tutti i professionisti dell’AslTo3 per la competenza e la dedizione dimostrate ogni giorno».