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L’obiettivo è quello di migliorare le conoscenze dei cittadini sui temi assicurativi, previdenziali e di gestione delle risorse finanziarie per effettuare scelte sempre più consapevoli
Ha fatto tappa oggi a Torino, nel Palazzo delle Poste di Via Vittorio Alfieri, EDUFinTOUR, una delle iniziative con cui Poste Italiane intende contribuire alla diffusione della cultura economica attraverso una serie di incontri gratuiti di educazione finanziaria in presenza dedicati ai cittadini.
Durante l’appuntamento sul tema della “Gestione dell’economia personale e familiare”, sono stati trattati argomenti di interesse come il credito, gli investimenti, la protezione, la previdenza e il passaggio generazionale, illustrati dagli esperti di educazione finanziaria di Poste Italiane, che si sono confrontati con i partecipanti su come rendere efficiente la gestione della finanza personale attraverso scelte sempre più consapevoli.
Nel corso dell’evento sono state anche illustrate le iniziative che l’Azienda dedica all’educazione finanziaria dei cittadini come l’ampio spazio presente sul sito internet posteitaliane.it, accessibile a tutti gratuitamente in diverse forme (podcast, videopillole e guide) e per diversi livelli di conoscenza e consapevolezza economica. La sezione ospita anche un ampio glossario contenente termini finanziari, assicurativi, creditizi e previdenziali spiegati in modo semplice e comprensibile per tutti.
Il Responsabile della Macro Area Nord Ovest, Giovanni Accusani, ha commentato:” Oggi siamo presenti a Torino per raccontare quanto sia importante parlare di educazione finanziaria, dare indicazioni puntuali ai nostri correntisti, oggi sono oltre 40, e migliorare le loro conoscenze finanziarie e sottolineare l’importanza del risparmio all’interno dell’economia famigliare”
EDUFinTOUR nel corso dell’anno interessa complessivamente sei città italiane e dopo Torino toccherà a Firenze.
L’iniziativa si muove nel segno della tradizionale attenzione di Poste Italiane alle esigenze dei cittadini e in coerenza con la sua storica vocazione di azienda socialmente responsabile che aderisce ai principi internazionali ESG, promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Dal 1 al 3 novembre la Gipsoteca torinese Mondazzi ospiterà l’urban artist Etnik e sarà teatro di “Un/classic/, l’ultima innovativa mostra di Etnik. Questa esposizione, nata dalla collaborazione con Square 23 Gallery, galleria con la quale l’artista lavora da anni) si configura come un’operazione espositiva di rottura, un esperimento che decostruisce il concetto stesso di esposizione scultorea, collocandosi al confine tra classico e contemporaneo.
Inserita nel contesto di una gipsoteca, simbolo della tradizione scultorea classica, la mostra crea un ponte tra passato e presente, mettendo in dialogo forme e materiali classici con l’estetica urbana contemporanea di Etnik. Le sue opere nascono da una sintesi tra texture e geometrie urbane, risultato di oltre trent’anni di carriera pittorica.
Negli ultimi venti anni ha applicato e affiancato a questo percorso un’esplorazione scultorea e installativa raramente esibita.
‘Un/classic’ rappresenta una delle prime mostre di sola scultura nel mondo dell’arte urbana, offrendo una sinergia perfetta tra le opere classiche custodite nella gipsoteca e le creazioni innovative di Etnik.
L’artista con questa mostra offre una riflessione critica e visivamente potente sul mondo contemporaneo, in cui classico ed urbano si fondono in una nuova e originale visione estetica, creando sinergia attraverso l’incontro inedito dei due mondi del passato e del presente. L’inaugurazione si terrà il 1 novembre alle ore 18 e sarà arricchita dalla performance live del collettivo Pso e dal video mapping di Luca Torakiki. Capaci di trasformare lo spazio espositivo in un’esperienza sensitiva multisensoriale.
Etnik è un artista italiano di origini svedesi, noto a livello internazionale per i suoi murales su larga scala. Nasce negli anni Novanta come writer e ha evoluto il suo stile sviluppando un linguaggio personale che combina architetture urbano e geometrie astratte. Il tema del dualismo, centrale nella sua produzione, mette in relazione l’ambiente urbano e gli elementi naturali, riflettendo il precario equilibrio tra questi due mondi. Le sue opere scultoree, cosiccome i suoi murales, si presentano come un’analisi critica della città e dei suoi contrasti, offrendo una doppia chiave di lettura che varia in base all’osservatore. La sua arte, sia su tela, sia scultorea, su larga scala, si distingue per la sua continua ricerca di nuove forme di espressione, senza mai abbandonare le sue radici urbane.
Gipsoteca Mondazzi, via Orvieto 20/A
Orari:1 novembre dalle 18 alle 21, 2 e 3 novembre dalle 16 alle 20
Mara Martellotta
Oltre Torino. Storie, miti, leggende del torinese dimenticato.
Le storie spesso iniziano là dove la Storia finisce.
Il fil rouge di questa serie di articoli su Torino vuole essere l’acqua. L’acqua in tutte le sue accezioni e con i suoi significati altri, l’acqua come elemento essenziale per la sopravvivenza del pianeta e di tutto l’ecosistema ma anche come simbolo di purificazione e come immagine magico-esoterica.
1. Torino e i suoi fiumi
2. La Fontana dei Dodici Mesi tra mito e storia
3. La Fontana Angelica tra bellezza e magia
4. La Fontana dell’Aiuola Balbo e il Risorgimento
5. La Fontana Nereide e l’antichità ritrovata
6. La Fontana del Monumento al Traforo del Frejus: angeli o diavoli?
7. La Fontana Luminosa di Italia ’61 in ricordo dell’Unità d’Italia
8. La Fontana del Parco della Tesoriera e il suo fantasma
9. La Fontana Igloo: Mario Merz interpreta l’acqua
10. Il Toret piccolo, verde simbolo di Torino

Basta poco per far sì che la gente si ritrovi a chiacchierare, che i ragazzi riscoprano il piacere di uscire e stare insieme, basta veramente un nonnulla per trasformare un anonimo luogo ombroso in una zona di piacevole ristoro. É sufficiente, ad esempio, un po’ d’acqua zampillante e po’ di luce al neon, ed ecco realizzata la magia: il degrado pian piano si dissolve e tornano le risate e le chiacchiere del fresco della sera. La fontana conosciuta come la Fontana di Italia ’61 era proprio questo: una bella scusa per disincentivare il decadimento di una zona cittadina e lavorare per ricostruire un bell’ambiente sia a livello urbano che per le condizioni di vita dei cittadini di quel luogo specifico. Si può dire che la Fontana abbia ben svolto il suo ruolo, anche se a singhiozzi: essa infatti per un po’ di tempo è riuscita ad allontanare spacciatori e tossicodipendenti e a richiamare a ségiovani e anziani che non volevano starsene a casa da soli, nonostante il freddo pungente dell’aria di Torino nei tristi mesi invernali. Per assurdo, anche ora che è di nuovo sprofondata nella dimenticanza, essa svolge il suo antico ruolo: è un memento a quello che accade quando la città non esercita il suo compito di accoglienza e protezione nei confronti dei cittadini, e cioètestimonia il decadimento e il buio della notte che sovrastano le risate dei passanti, che hanno addirittura timore di passare di lì. Tracciamo allora un po’ di storia di questa particolare Fontana di Italia ’61 e del suo contesto.
Italia ’61 è il quartiere situato nella circoscrizione 8 che ospitòExpo 1961 (Esposizione Internazionale del Lavoro-Torino 1961) anche conosciuta appunto come Italia ’61, svoltasi a Torino per celebrare il primo centenario dell’Unità d’Italia.
Il grande evento diviene occasione per mettere in luce il progresso raggiunto dalla città industriale subalpina, con la realizzazione di edifici di straordinaria qualità architettonica.
Il luogo prescelto dal comune per l’allestimento degli eventi èl’area compresa tra il Po e Via Ventimiglia, lungo Corso Unitàd’Italia. Le architetture espositive realizzate per l’evento e l’organizzazione stessa delle celebrazioni, puntano a diffondere un’immagine patinata del progresso tecnico raggiunto dalla grande città industriale: cantieri conclusi in tempi rapidissimi, impiego di tecnologie avanzate, organizzazione scientifica del lavoro. In edifici appositamente costruiti, durante il mandato dell’allora sindaco di Torino Amedeo Peyron, si svolgono i tre eventi principali curati dal comitato nazionale “Italia ’61”presieduto dal politico, economista, accademico Giuseppe Pella: la Mostra Storica, a cura di Augusto Cavallari Murat, la Mostra delle Regioni, curata da Mario Soldati, e l’Esposizione Internazionale del Lavoro, patrocinata dal parigino Bureau International des Expositions. Gli eventi collaterali sono a cura del comitato “Torino ’61” che, tramite l’omonima Società per Azioni, finanzia le manifestazioni. Il piano urbanistico del comprensorio è affidato all’architetto Nello Renacco, che articola intorno alla radiale per Moncalieri due palazzi per esposizioni: il Palazzo del Lavoro, degli ingegneri Pier Luigi Nervi, Antonio Nervi, Mario Nervi con Gino Covre; il Palazzo a Vela, dell’architetto Annibale Rigotti e degli ingegneri Giorgio Rigotti, Franco Levi e Silvio Bizzarri, una Fontana Luminosa, la Monorotaia, l’Ovovia verso Cavoretto e la Circarama Disney, (non più esistenti), oltre a un complesso di padiglioni lungo il Po.
Dopo il grande evento, tuttavia, piano piano, alcuni edifici per mancanza di fondi vennero abbandonati a sé stessi, alcuni sono stati dimenticati, come la Fontana Luminosa, che è rimasta spenta per moltissimo tempo.
Finalmente le Olimpiadi Invernali di Torino del 2006 la riaccendono e, dopo decenni di abbandono e di degrado, essa ritorna all’originale splendore grazie ai lavori di ristrutturazione della città in vista del grande evento sportivo. In questi anni la Fontana ritrova il suo massimo fulgore specie la sera e nelle ore notturne, quando mille giochi di luci colorate la rendono splendida e spettacolare. Ma anche questa volta il brusio dei festeggiamenti dura meno di quanto sperato e tutto di nuovo si spegne e amaramente tace.
Alessia Cagnotto
Ho iniziato a scrivere dai tempi delle elementari dove ho vinto una borsa di studio con un tema intitolato “Lo schiaffo del vento”, poi non mi sono più fermata ma solo nel 2018 (dopo aver frequentato un corso di scrittura creativa) ho pubblicato la mia opera prima.



L’approfondimento a cura della redazione de “Il Torinese”


Le indagini sullo stupro avvenuto tra i ruderi dell’ex Club 84 al parco del Valentino di Torino hanno portato la polizia al fermo di un 18enne di nazionalità egiziana, gravemente indiziato di violenza sessuale di gruppo. L’arresto è avvenuto in piazza Carlo Felice.
I capigruppo di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Lista Cirio Presidente Piemonte Moderato e Liberale chiedono la convocazione urgente di un Consiglio Regionale aperto sull’automotive.
“La transizione ecologica con costi sociali enormi – dichiara Carlo Riva Vercellotti, Capogruppo di Fratelli d’Italia – è stato un errore che ora stiamo pagando ed è bene trovarsi per valutare le azioni migliori per contrastare la deriva green e tutelare il lavoro in Piemonte”.
“Le misure previste dalla legge di bilancio, contro cui oggi le forze di minoranza si scagliano dando la colpa al governo, sono le conseguenze dei provvedimenti folli che le stesse sinistre hanno appoggiato a Bruxelles – afferma il Capogruppo leghista Fabrizio Ricca -. La transizione all’auto elettrica, votata a maggioranza dai colleghi che adesso gridano allo scandalo, costringe le aziende a ridurre la produzione dell’endotermico. Il mantenimento dei posti di lavoro e il risanamento delle aziende restano prioritari per la Lega. L’apertura di un confronto diretto con gli addetti del settore servirà a trovare la soluzione a un problema che ci riguarda da vicino.”
“Siamo estremamente preoccupati per il futuro dell’automotive in Piemonte e soprattutto a Torino. Il capoluogo piemontese in particolare ha sempre rappresentato la capitale dell’automotive e della grande industria in Italia ora è indispensabile un confronto serio sull’argomento in Consiglio regionale dove ogni attore ci metta la faccia. Il rischio di perdere come comparto 10mila lavoratori costituisce una bomba sociale che va disennescata. Da questa convinzione nasce l’esigenza di un Consiglio aperto in Regione” a dichiararlo Paolo Ruzzola Capogruppo Forza Italia in Regione Piemonte
“Affrontare in modo aperto il tema dell’automotive – afferma Silvio Magliano, Capogruppo della Lista Civica Cirio Presidente Piemonte Moderato e Liberale -, è doveroso per dare un riscontro a una filiera fondamentale per il territorio: qualità ed esperienza di tutti gli addetti, operai, impiegati e dirigenti, sono un valore per Torino e per il Piemonte che va tutelato e che non può assolutamente andare perduto. Dobbiamo dare risposte alle famiglie che sull’indotto dell’auto hanno creato esistenze e costruito le basi per il proprio futuro e che ora, giustamente, temono che tutto questo venga messo in discussione”.
Oggi, mercoledì 30 ottobre 2024, nella sala Musy di Palazzo Civico, è stato presentato il nuovo servizio di sportello psicologico gratuito, rivolto alle famiglie e a coloro che soffrono di disturbi alimentari. Ideata dall’Associazione “Lo Specchio ritrovato” e promossa e sostenuta dalla Circoscrizione 1, l’iniziativa è rivolta alle famiglie e ai ragazzi affetti da disturbi del comportamento alimentare. Sono intervenuti la Vicesindaca Michela Favaro, la Presidente della Circoscrizione I Cristina Savio, la coordinatrice di IV Commissione Vittoria Nallo e la Presidente dell’Associazione “Lo Specchio Ritrovato” Cristiana Ivaldi.
Nel suo intervento la Vicesindaca Michela Favaro ha sottolineato l’importanza di questo nuovo servizio, dichiarando che “i servizi di prossimità sono il primo approccio per intercettare il disagio e svolgere la necessaria opera di prevenzione. Questa iniziativa, attualmente presente e sostenuta dalla Circoscrizione 1, ci auguriamo possa in seguito avere il sostegno anche da altri enti territoriali e cittadini.”
La Presidente della Circoscrizione 1 Cristina Savio ha evidenziato come “il territorio è sensibile alle problematiche dei giovani e delle loro famiglie. Lo sportello è aperto però ai cittadini di tutta la Città di Torino (e non solo).”

La Coordinatrice di IV Commissione Vittoria Nallo, che si è impegnata in prima persona a lanciare il progetto in Circoscrizione, ha espresso grande soddisfazione affermando che “a fronte delle numerose segnalazioni delle famiglie, coinvolte in prima persona nel turbine della malattia, è partito un un dialogo con le associazioni per aprire uno sportello che potesse intervenire tempestivamente e fornire una prima risposta. Il primo passo è spesso il più difficile ma è anche il più importante: una diagnosi precoce salva le vite ai nostri ragazzi.”
Cristiana Ivaldi, Presidente dell’Associazione “Lo Specchio Ritrovato” ideatrice e promotrice del progetto, ha ricordato: “Dai colloqui con i genitori che accogliamo durante le riunioni del gruppo di auto mutuo aiuto è emersa la necessità da parte delle famiglie di poter accedere a supporti di tipo psicologico individuale. Le richieste di aiuto che pervengono alla nostra associazione negli ultimi anni sono aumentate, di fatto, nel post-Covid c’è stato un aumento del 30% dei pazienti al Centro Regionale per i Disturbi del Comportamento Alimentare. Da queste considerazioni è nata l’idea di istituire uno sportello che, presente tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 17:00, possa rispondere a questi bisogni.”
La pandemia ha esacerbato il problema: nel 2024, i casi di disturbi alimentari tra i giovani sono aumentati rispetto al periodo pre-pandemico, con un esordio delle patologie anche in età prepuberale. Solo in Piemonte, si stima che circa 28.000 persone siano affette da disturbi alimentari, un dato che comprende molti adolescenti.
Lo sportello psicologico nasce con l’obiettivo di offrire un supporto individuale, ad accesso diretto e gratuito a chi soffre di disturbi alimentari e alle loro famiglie, diventando anche un punto di riferimento per indirizzare verso percorsi di cura adeguati, oltre che sensibilizzare, informare e rendere maggiormente consapevoli rispetto ai precoci segnali di malattia.
Ci scrive Patrizia Alessi consigliera FdI della circoscrizione 7
Oggi alle 13,30 circa una ennesima violenta rissa al Giardino Madre Teresa di Calcutta, una violenza inaudita con tanto di lancio di bottiglie e altri oggetti come bastoni e cestini dei giardini. Da sempre dico che le tante bottiglie di vetro diventano armi pericolose durante le risse. I vetri sono pericolosi per le persone e per i cani che transitano in quel luogo.
In questo Giardino c’è sempre una violenza latente che da un attimo all’altro sfocia in risse come oggi
Siamo stufi delle parole mai seguite dai fatti, senza la volontà politica non si risolvono le criticità sempre maggiori di questo Giardino
La Città anni orsono ha posizionato 6 telecamere, da poco ha speso 500 mila euro per riqualificare questo Giardino, ora la Giunta della Circoscrizione 7 ha inserito tra giugno e luglio alcuni momenti culturali e di gioco, ma tutto viene vanificato se non si rende “vivibile” non solo a parole ma con i fatti questo bel tratto di verde a pochi passi dal Centro della Città
A giugno ho scritto una lettera al nuovo Assessore alla Sicurezza della Città di Torino insieme ai miei colleghi di FdI in Circoscrizione 7, ora chiederò un incontro con il nuovo Questore perché questa situazione (insieme ad altre a pochi metri di distanza) non è più né tollerabile né accettabile
Dai balconi i residenti ogni giorno continuano vedere di tutto, compresa la vendita di droghe e a volte il loro consumo, bivacchi, risse quotidiane, persone che si fanno il bidè alla fontanella sotto gli occhi di tutti e tanto altro
Infine ricordo che il 7 marzo, dopo l’inaugurazione della riqualificazione su FB si leggevano i seguenti post. Post completamente fuori dalla realtà quotidiana che cercano solo di nascondere le quotidiane situazioni inaccettabili
Lo Russo: Con la riqualificazione del giardino Madre Teresa di Calcutta restituiamo alle persone che vivono nel quartiere Aurora e a tutta la città un luogo più verde e vivibile.
Un luogo che sarà un punto di incontro e favorirà l’aggregazione e la pratica sportiva all’aria aperta, grazie anche alla piastra sportiva e alla nuova area giochi, pensata per essere accogliente e inclusiva per tutte e tutti.
L’inaugurazione di oggi è un segnale ulteriore della nostra volontà di puntare sulla zona di Aurora, e si inserisce pienamente in quella serie di progetti diffusi che stiamo mettendo in campo nelle nostre circoscrizioni in aree protagoniste di interventi particolarmente attenti anche ad aspetti di sostenibilità, inclusione e alle esigenze delle comunità e dei quartieri. #stefanolorussosindaco
Deri: Con la riqualificazione del giardino Madre Teresa di Calcutta restituiamo alle persone che vivono nel quartiere Aurora e a tutta la città un luogo più verde e vivibile.
Dopo la rigenerazione dei giardini Michele Pellegrino e Alimonda un’altra area di Aurora è stata completamente recuperata. All’appello manca solo il giardino di via Saint Bon i cui lavori di riqualificazione partiranno tra poche settimane. Tutti gli interventi sono stati realizzati con fondi dell’Unione Europea.