ilTorinese

Ruba pc e smartphone, in manette

Un cittadino italiano di 57 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato per furto aggravato.

Alcuni giorni fa gli agenti del Commissariato di P.S. San Secondo intervengono presso le OGR di Torino per la presenza di una persona che si è introdotta abusivamente in un’area della struttura con accesso alle sole persone autorizzate.

Gli agenti intercettano l’uomo che finge di parlare al telefono una volta accortosi della presenza degli operatori di polizia. Il cinquantasettenne viene trovato con nove pc e sei smartphone, all’interno di due zaini in suo possesso, e un pass intestato a un’altra persona. Gli agenti appurano che il materiale è stato asportato negli uffici di una società con sede al piano terra. Tutta la refurtiva veniva consegnata ai legittimi proprietari.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto, con la misura dell’obbligo di presentazione alla P.G.

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza degli indagati sino alla sentenza definitiva.

L’ultimo libro di Travaglini al Centro Pannunzio venerdì 13 giugno

Vite e dicerie di strapaese tra laghi, monti e vigne, l’ultimo libro di Marco Travaglini, verrà presentato venerdì 13 giugno alle 18 al Centro Pannunzio di Torino. Con l’autore dialogherà Laura Pompeo. La narrativa dell’autore, nato sulla sponda piemontese del lago Maggiore e torinese d’adozione, è intesa a dare voce soprattutto alla gente comune, a quel mondo piccolo ma non minore col quale ha sempre amato convivere, assimilandone i problemi, le speranze, le gioie e i dolori. Una scrittura la sua che nasce dal cuore e arriva al cuore, che sa cogliere con passione e slancio poetico la vita delle strade, dei piccoli paesi tra i laghi e le montagne così come delle vie di Torino o della campagna canavesana, con attenzione particolare – è il caso de Il seggio del peccato come di gran parte dei suoi libri di racconti – al passato, a tempi meno facili, ma più ricchi di semplicità, di saggezza antica, di rapporto umano. Erano gli anni delle case di ringhiera e dei circoli operai, dei grandi prati non ancora invasi dal cemento; delle quattro stagioni; degli inverni dalle abbondanti nevicate e delle primavere verdi punteggiate di rondini e maggiolini.  Storie che si ritrovano ne Il seggio del peccato, attraverso ventisette racconti, guidando il lettore in un itinerario emozionale che abbraccia città, campagne, laghi e montagne. Come scrive nell’introduzione Sergio Chiamparino, già sindaco di Torino, “sono racconti ricchi di riferimenti storici, di notizie su luoghi, edifici storici, di curiosità, ricostruzioni di antiche tradizioni e motti popolari, molte cose che si ignorano o almeno io ignoravo”.

“Voci del Piemonte”: i Consiglieri regionali Pd tornano nei territori

Una politica che ascolta è una politica che costruisce.

A un anno dalle elezioni regionali del 2024, i Consiglieri regionali del Partito Democratico tornano nei territori da cui hanno ricevuto fiducia e mandato, per dare voce alle comunità e raccogliere proposte, esperienze, idee.

“Voci del Piemonte” è il nome del ciclo di incontri che il Gruppo Pd in Consiglio regionale avvierà nelle prossime settimane: un viaggio nella regione reale, quella dei cittadini, delle associazioni, delle imprese, dei giovani e degli amministratori locali. Per raccontare ciò che si sta facendo in Consiglio, ma soprattutto per ascoltare, per costruire insieme, per restituire ai cittadini un ruolo centrale nell’azione politica.

Gli incontri saranno occasioni aperte, pubbliche, senza filtri né formalismi. Perché il Partito Democratico crede che la buona politica si nutra del dialogo e si rafforzi nella prossimità.

Il tour partirà dalla provincia di Cuneo – terra di lavoro e comunità solidali – per poi toccare tutte le province del Piemonte.

I primi appuntamenti già in calendario sono:

  •             🗓️ 20 giugno 2025 – Mondovì
  •             🗓️ 27 giugno 2025 – Vercelli
  •             🗓️ 4 luglio 2025 – Biella
  •             🗓️ 10 luglio 2025 – Asti

 

Ogni incontro sarà un’occasione per guardare insieme al futuro del Piemonte, confrontandosi sui temi che contano: sanità, lavoro, ambiente, mobilità, diritti, istruzione.

Perché non c’è rappresentanza senza relazione, e non c’è cambiamento senza condivisione.

Il nostro impegno è semplice e profondo: ascoltare per agire, rappresentare per servire, costruire insieme una politica che non smette mai di mettersi in cammino.

 

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Fdi, Referendum Sanità, Riva Vercellotti: “la sinistra evita il confronto e grida per coprire i suoi disastri”

Quello che è accaduto oggi in Consiglio Regionale è semplicemente vergognoso. Nel giorno in cui la sinistra ha scelto deliberatamente di sottrarsi al confronto democratico sull’ordine del giorno che condannava le violenze contro la sede di Fratelli d’Italia a Torino, il Partito Democratico ha pensato bene di trasformare l’aula in un’arena, degenerando il dibattito sul Referendum in un vergognoso teatrino” lo dichiara Carlo Riva Vercellotti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale.

I toni e l’atteggiamento assunti dal consigliere del Pd, Domenico Rossi, nei confronti dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi sono assolutamente inaccettabili – prosegue Riva Vercellotti -. È indegno che un rappresentante delle istituzioni perda il controllo e accusi un assessore di mentire, solo perché vengono ricordati numeri e dati reali ‘scomodi’.

La verità è che la sinistra non tollera la realtà, perché quei numeri raccontano il disastro che proprio loro hanno lasciato in eredità. Inoltre a sinistra parlano di crisi democratica per giustificare il fallimento dei referendum, l’unica crisi che abbiamo visto è quella del centro sinistra a Roma come a Torino, una crisi di nervi per la figura penosa. Ma chi non ha argomenti, urla. Noi siamo pronti a discutere, sempre, anche sul referendum voluto dal Pd, ma non accettiamo provocazioni né lezioni da chi ha dimostrato di avere solo la memoria corta e la faccia tosta. Non dimentichiamo Artesio e Saitta: è la sinistra che dovrebbe vergognarsi” conclude il Capogruppo Riva Vercellotti.

Caldo africano (e qualche temporale) nel mese di giugno a Torino e in Piemonte

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La prima parte di giugno sarà all’insegna del bel tempo su gran parte del Piemonte, con condizioni che si manterranno in prevalenza stabili e soleggiate, accompagnate da un graduale aumento delle temperature dovuto all’arrivo di un’intensa ondata di caldo africano.

Oggi  martedì 10 giugno, correnti più umide provenienti da est portano un temporaneo aumento della nuvolosità, specie al mattino. Non sono però previste precipitazioni significative, e già dal pomeriggio il cielo è tornato a schiarirsi a partire dalle pianure orientali.

Tra venerdì 13 e sabato 14 giugno, sarà possibile lo sviluppo di locali temporali di calore, soprattutto sulle zone alpine, con possibili sconfinamenti verso le aree pedemontane tra Torinese e Cuneese. Fenomeni isolati potrebbero interessare anche i rilievi del Rosa e dell’Ossola, mentre il tempo dovrebbe rimanere più stabile tra il Verbano e il Novarese.

Domenica 15 giugno potrebbe segnare un cambio più significativo: un possibile cedimento dell’anticiclone potrebbe favorire la formazione di temporali più diffusi e localmente intensi nel tardo pomeriggio e in serata. Tuttavia, data la distanza temporale, si tratta ancora di una tendenza da confermare nei prossimi aggiornamenti.

Temperature in netto aumento con picchi fino a 35°C

Le giornate centrali della settimana, in particolare mercoledì 11 e giovedì 12 giugno, saranno dominate dal caldo africano, con temperature in forte rialzo. Si prevedono punte di 33-34°C nel Torinese, Cuneese e Biellese, 31-33°C su Verbano e Novarese, e fino a 34-35°C tra Vercellese, Astigiano e Alessandrino.

L’aumento termico sarà accompagnato da senso di afa, data l’umidità presente sulla Pianura Padana, con un impatto maggiore nelle ore serali e nei centri urbani. Un lieve calo delle temperature è possibile nel fine settimana, specie domenica, ma il clima resterà comunque caldo e afoso su tutta la regione.

Parla con Me: quando un like può costare il lavoro

Social e dovere di lealtà

Nel mondo del lavoro digitale di oggi, anche un semplice “like” o una battuta sui social possono trasformarsi in fonte di rischio. È ancora possibile distinguere la vita professionale da quella online? E cosa dice il diritto?

A queste domande risponderà la nuova puntata di Parla con Me®, il format ideato e condotto da Simona Riccio, in programma giovedì 12 giugno alle ore 18.00, in diretta su LinkedIn, Facebook e YouTube.

Titolo della puntata: “Social network, dovere di lealtà e diritto alla comunicazione”


Ospite: Avv. Alessia Ledda, Esperta in diritto del lavoro e tutela aziendale | Consulente ed esperta in materia di parità di genere UNI/PdR 125:2022 | Founder Galilex Studio Legale Associato

La diretta affronterà casi concreti e attuali: dal dipendente che commenta ironicamente un post aziendale su LinkedIn, fino a chi pubblica contenuti polemici su policy interne non ancora ufficiali.


Si parlerà dell’articolo
2105 del Codice Civile, di licenziamenti confermati dai tribunali e dell’importanza di una social media policy chiara anche nelle PMI.


Non mancherà uno sguardo costruttivo sull’
employee advocacy e sulla formazione integrata tra marketing, privacy e diritto.

I social non sono più strumenti privati. Sono spazi visibili, pubblici e intrecciati con la reputazione aziendale. Serve consapevolezza, ma anche cultura organizzativa”, sottolinea l’Avv. Ledda.

Una puntata fondamentale per imprenditori, responsabili HR, consulenti, comunicatori e chi lavora nella gestione della reputazione aziendale.

📌 DIRETTA SU:

  • LinkedIn – profilo Simona Riccio
  • Facebook – Simona Riccio
  • YouTube – urly.it/3144rz

Ragazzo cade nel canale e muore affogato

Un giovane di 29 anni è caduto in un canale a Cerano nel Novarese ed è annegato. Nonostante l’intervento dei sanitari del 118 non è stato possibile salvarlo. I vigili del fuoco che hanno recuperato il corpo senza vita. Le indagini sono state avviate per capire  la dinamica dei fatti.

Mirafiori, più di 600 operai in esubero incentivati a lasciare il posto

Se il buongiorno si vede dal mattino… il nuovo ad di Stellantis, Antonio Filosa, aveva annunciato il rilancio di Mirafiori. Ma la notizia delle scorse ore è di oltre 600 operai in esubero nello storico stabilimento. L’azienda ha comunicato l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo, con incentivi all’esodo. Riguarda 250 operai delle Carrozzerie, 19 del reparto Presse e a 31 della Costruzione Stampi. Sono 212 a doversene andare dagli enti centrali, 20 lavoratori al Services, 16 al Centro Ricerche Fiat. Sono invece 53 gli operai in esubero alla PCMA di San Benigno e 9 alla ex Tea a Grugliasco. Il  polo produttivo torinese di Stellantis conta circa 12mila dipendenti.

I referendum abrogativi

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Per espressa dichiarazione di Landini e di altri leaders politici i referendum abrogativi sono stati usati contro il governo per dare spallate e addirittura fomentare “rivolte sociali“ . I risultati sono stati molto deludenti perché il quorum non è stato raggiunto e quindi sia gli scopi abrogativi che quelli secondari e impropri in una democrazia normale sono andati in fumo. Landini ha dichiarato che siamo in presenza di una “crisi democratica” perché gli Italiani non hanno accolto i suoi quesiti referendari e sono rimasti a casa o hanno votato no. Landini ha un’idea strana della democrazia, forse anche per carenza di cultura politica e non soltanto. In realtà perdere o vincere è sempre un fatto altamente democratico se i contendenti rispettano la Costituzione e non trasformano gli avversari in nemici come tende a fare Landini.
Non votare in un referendum manipolato politicamente non è assenteismo, ma è un preciso atto politico.  Il qualunquismo non c’entra.  Già il giurista Galante Garrone vedeva la possibilità di un uso distorto del referendum che fu tenuto per la prima volta nel 1974, malgrado la Costituzione fosse del 1948. La sinistra alla Landini non sa, ma il referendum fu attuato su richiesta degli antidivorzisti e molti giuristi videro nel referendum abrogativo pur limitato ad alcuni temi un pericolo alla democrazia parlamentare e un modo per inserire in modo surrettizio una forma di  antiparlamentarismo come il plebiscito che non è proprio l’esempio della democrazia sia nella storia italiana sia nella storia francese e non soltanto.  Landini e i suoi amici mancano di quello che Adolfo Omodeo definiva il “Senso della storia” , come ricordava spesso Galante Garrone. Nessuno può essere costretto a votare in un referendum abrogativo, altrimenti si lede la Costituzione. I perdenti dovrebbero chiedersi se i quesiti referendari sono stati convincenti oppure no, fermo restando che il quorum  stabilito dalla Costituzione offre la possibilità, costituzionalmente sacrosanta, di non votare.
Aggiungo un mio modesto parere: io non potrò mai stare dalla stessa parte di Landini e dell’attuale CGIL senza tradire il mio essere liberale e democratico. La politica per me non è fatta di spallate e di rivolte sociali. Credo di essere un democratico laico “adulto”, parafrasando Prodi, per poter decidere del mio voto in libertà, secondo scienza e coscienza. Chi ha perso adesso propone l’abolizione del quorum e dimostra di non capire il legislatore costituente. È un bambino che, avendo perso,  frignando, dice : “E adesso io con te non gioco più” . Povera Italia, anzi Italietta. Quella di Giolitti era una grande Italia!

Roddi, da 500 anni legati alla famiglia Pico della Mirandola

Domenica 8 giugno 2025 l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha organizzato a Roddi (CN) una commemorazione del 500° anniversario del legame del Comune con la Nobile famiglia Pico della Mirandola.

Hanno concesso il patrocinio all’evento: il Consiglio Regionale del Piemonte, la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Cuneo ed i Comuni di Roddi (CN), Maddaloni (CE) e Mirandola (MO).
Il 5 dicembre 1525 la Marchesa Anna d’Alençon, reggente al trono del Monferrato per il figlio il Marchese Bonifacio IV, per far fronte alle ingenti risorse economiche richieste dall’Imperatore dei Romani Carlo V ai feudatari che come lei avevano appoggiato il suo avversario il Re di Francia Francesco I, sconfitto nella Battaglia di Pavia, cedette il feudo e il Castello di Roddi, citato per la prima volta nel X secolo come casaforte di proprietà dell’Abbazia di San Pietro di Breme, a Giovanna Carafa, consorte di Gianfrancesco II Pico, Signore di Mirandola e Conte di Concordia, nonché nipote del celebre filosofo Giovanni Pico della Mirandola, dalla prodigiosa memoria.
La commemorazione di questo importante atto, che segnò la storia del Comune langarolo, è iniziata alle ore 11 con una Santa Messa celebrata da Don Massimo Scotto nella Chiesa Parrocchiale di Maria Vergine Assunta.


Successivamente i numerosi partecipanti e i gruppi storici hanno raggiunto in corteo il castello, dove nel Salone d’onore si è tenuta una solenne cerimonia, aperta dai discorsi di Roberto Davico, Sindaco di Roddi; Flavio Borgna, Sindaco di Cerreto Langhe; Silvia Molino, Assessore alla Cultura di Castelvecchio di Rocca Barbena (SV); Alessandra Arlorio, Assessore alle Politiche Giovanili di La Morra (CN); Christian Rocco, Consigliere di Novello (CN); Pierangela Castellengo, Consigliere di Alba (CN) e del Senatore Marco Perosino.
In modo particolare, il Sindaco di Cerretto Langhe nel suo intervento ha annunciato l’ingresso del suo Comune nell’ Associazione Siti storici Grimaldi di Monaco in Italia, reso possibile grazie alle ricerche storiche effettuate dallo scrivente, il quale, nella sua qualità di Vice Segretario Amministrativo Nazionale dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv nel 2025 con la sua consulenza ha permesso l’ingresso nella sopraccitata associazione legata ai Grimaldi anche dei Comuni di Novello e Zuccarello (SV).
Riccardo Corino, Presidente del Centro Studi Beppe Fenoglio di Alba, insieme alla Dott.sa Laura Della Valle, Presidente dell’Associazione Culturale Premio Roddi, ha fatto scoprire al pubblico il legame tra Roddi e la Nobile famiglia Pico della Mirandola, iniziato, come sopraccitato, il 5 dicembre 1525, quando Giovanna Carafa, figlia di Giovanni Tommaso, Conte di Maddaloni e moglie del sopraccitato Gianfrancesco II Pico, acquistò con fondi propri il feudo dalla Marchesa reggente del Monferrato.


Nel 1533, Gianfrancesco II e il suo settimogenito Alberto vennero assassinati nel Castello di Mirandola dal nipote Galeotto II e così Giovanna Carafa insieme agli altri figli si trasferì a Roddi, dove morì il 4 agosto 1536. Suo figlio Paolo fu il primo Conte di Roddi; gli succedette la figlia Eleonora, avuta dalla seconda moglie Costanza Del Carretto di Millesimo, che sposò il nobile mantovano Ascanio Andreasi, dei Conti di Ripalta, portandogli in dote il feudo paterno. Il loro figlio Paolo ottenne il titolo marchionale e alla sua morte senza eredi nel 1630 i suoi beni passarono alla sorellastra Costanza Biandrate di San Giorgio, la quale aveva sposato Antonio Maria Tizzone, Conte di Desana.
Roddi diventò quindi feudo dei Tizzone, i quali dimoravano raramente nel maniero, preferendo alloggiare nel loro palazzo di Torino e nel Castello di Desana, dove era attiva una zecca. Nel 1675

Maria Camilla Tizzone sposò Francesco Filippo Della Chiesa, portandogli in dote Roddi. Il loro discendente Saverio cedette il maniero nel 1836 a Re Carlo Alberto, il cui figlio Re Vittorio Emanuele II lo alienò a sua volta al Regio Economato Generale Apostolico. Dal 2001 il castello è di proprietà del Comune.
Lo scrivente nel suo discorso ha illustrato il legame tra i Savoia e le tre dinastie che si succedettero per via ereditaria alla guida del Marchesato del Monferrato: gli Aleramici, che vi regnarono dalla sua fondazione nell’XI secolo fino al 1305, quando alla morte di Giovanni I, che dalla consorte Margherita di Savoia, figlia del Conte di Savoia Amedeo V non aveva avuto figli, il trono passò al nipote Teodoro I Paleologo, figlio di sua sorella Violante e dell’Imperatore di Bisanzio Andronico II; i Paleologi, i quali vi  regnarono dal 1305 fino al 1533, quando al decesso senza figli del Marchese Giangiorgio il trono andò al Duca Federico II Gonzaga di Mantova, che aveva sposato sua nipote Margherita Paleologa e i Gonzaga, i quali governarono queste terre con il loro ramo principale fino al 1627 e poi fino al 1708 con ramo cadetto dei “Nevers”.


Ha quindi preso la parola Manuela Massola, del “Filo della Memoria” de “Il Colibrì Aps” di Buttigliera Alta, la quale ha illustrato il legame tra Roddi e il suo paese, attraverso le nozze nel 1698 tra Carlo Giuseppe Antonio Della Chiesa e Delfina Carron di San Tommaso, figlia di Carlo Giuseppe Vittorio, terzo Marchese di San Tommaso e Conte di Buttigliera Alta. Manuela ha annunciato una sua scoperta storica: Gaspare Della Chiesa, Marchese di Roddi, rimasto vedovo di Seyssel d’Aix intorno al 1754, nel 1755 si risposò con Maria Maddalena Ruffino dei Conti Diano D’Alba e dalla loro unione nacquero tre figlie, tra le quali Luigia che nel 1781 sposò il Marchese Paolo Luigi Guasco di Bisio di Alessandria e fu madre di Enrichetta Guasco di Bisio, colei che nel 1806 impalmò Alessandro Carron, Marchese di San Tommaso e Conte di Buttigliera Alta.

Il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha conferito uno speciale attestato di benemerenza al Comune di Roddi e all’Associazione Culturale “Premio Roddi” e lo speciale attestato creato in occasione del Giubileo 2025 a Don Massimo Scotto e Don Renato Oggero Norchi.
L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata rappresentata dal Vice Segretario Nazionale Amministrativo, dal Fiduciario di Chivasso Silvano Borca con la consorte e dalla Dama Maria Vittoria Pelazza.
La giornata è stata impreziosita dalla presenza dei seguenti gruppi storici:
“La Corte del Conte Rosso” di Avigliana; “Conte Occelli” di Nichelino; “Il Filo della Memoria” de “Il Colibrì Aps” di Buttigliera Alta e “I Signori di Rivalba” di Castelnuovo Don Bosco.
Nel maniero di Roddi fino al 29 giugno sarà allestita la 32ª Esposizione del Maestro Francesco Paula Palumbo dal titolo: “Vintage 70s collection by Francesco Paula Palumbo at Roddi Castle” visitabile ogni sabato e domenica con orario continuato dalle 10 alle 19.

ANDREA CARNINO