A Torino vortice di iniziative culturali, dopo i festeggiamenti dei 200 anni del Museo Egizio, una sfilata di grandi personaggi per l’inaugurazione del Torino Film Festival. I Musei Reali offrono una chicca imperdibile, una mostra iconica, un concentrato di espressioni sulla figura di Cleopatra.
Pittura, scultura, numismatica, letteratur , cinema, fumetto e intrattenimenti ludici tutti ispirati ad una donna che ha cambiato il mondo.
Dal 23 novembre 2024 al 23 marzo 2025 nella Galleria Sabauda Spazio Scoperte, una mostra celebra Cleopatra: la donna, la Regina, il mito.
Curata da Annamaria Bava e Elisa Panero la mostra, racconta la Regina D’Egitto in un percorso di 2000 anni dalle tracce archeologiche al personaggio che ha sedotto nel corso dei secoli, rappresentata nei diversi campi della cultura, della letteratura, dell’arte e del cinema.
Grazie all’attenzione del Direttore Mario Turetta i Musei Reali di Torino svolgono un ricco programma coinvolgente con temi sempre attuali e interessanti. In occasione dei 300 anni del Museo d’ Antichità è in programma una rassegna dal titolo “Echi di Antichità dalla penna al Museo”
Gabriella Daghero

La Fondazione Agnelli dà la pagella, come ogni anno, agli Istituti superiori torinesi facendone una graduatoria. Che l’emanazione di una famiglia che ha contribuito a mandare a ramengo la Fiat, appare quasi incredibile possa valutare il merito delle scuole che dovrebbero fondarsi in primis sulle qualità dei docenti e dei dirigenti. La scuola inclusiva che promuove tutti e non deve bocciare nessuno sembra essere il modello vincente oggi. Ma i meriti di una scuola sono fondati sulla qualità degli insegnanti e di chi la dirige e non sulle demagogie ricorrenti. Ma spesso non è così perché il bravo docente non è quello che promuove tutti e non è quello che si riduce a fare il burocrate o addirittura il propagandista politico. Che il liceo classico “d’Azeglio” non goda più di buona fama non deve stupire, perché anche in passato il suo presunto primato era di natura politica. Alcuni presidi hanno messo in crisi da tempo quella scuola. Altre scuole giudicate con la lente agnellesca non appaiono valutate con un criterio giusto: il fatto inoltre che gli Istituti di provincia siano migliori non può essere una regola. Può valere per una recente eccellenza come il “Botta” di Ivrea e non per altri. Andare a scuola in un piccolo centro non basta a spiegare nulla. A fare la differenza non è sufficiente la vita di provincia. Il dato più negativo di tante scuole paiono le etichettature politiche che fanno di esse delle enclavi di intolleranza ideologica e di antisemitismo in cui il fanatismo ideologico soffoca la cultura come in certi licei classici. Una valutazione meriterebbero anche i presidi manager. Un tempo presidi come Vigliani, Fornaca, Perelli, Giudice, Taricco, Ramella, erano eccellenze conosciute e stimate. Oggi sono spesso grigi burocrati molto politicizzati. L’ultimo di quei presidi noti e qualificati è Gianni Oliva, scrittore, storico e giornalista. Molti suoi colleghi sono oggi vere nullità. Il fatto di aderire ai parametri stabiliti da casa Agnelli, normalmente, non basta. Un obiettivo spesso trascurato è quello della formazione culturale e civile dei giovani.
prestigiosi come dimostra la sua sfolgorante carriera, ma è anche e soprattutto un uomo e un cittadino che sa porre se’ stesso al servizio dell’Italia, come ha dimostrato il suo impegno nel combattere la pandemia, che altri voleva affrontare con i banchi a rotelle a scuola. Ed oggi come commissario straordinario per le inondazioni in Emilia Romagna dimostra rara efficienza. Figliuolo è stato nominato recentemente Cavaliere di Gran Croce dal Capo dello Stato. Ma c’è da sperare che il generale Figliuolo venga davvero considerato anche in futuro una grande riserva per la Repubblica al di là delle stellette che porta con onore. In persone come lui potrà sempre fare affidamento un paese la cui classe dirigente è sempre meno affidabile. Lui ha dimostrato e dimostra con i fatti cosa significhi essere un soldato anche in tempo di pace. Domani gli consegnerò il Premio “Pannunzio” 2024 dedicato al settantesimo del ritorno di Trieste all’Italia. Mai un premio “Pannunzio” appare più meritato. Lui andrebbe indicato come modello ed esempio ai giovani d’Italia.
Credo che come tanti sia anche lei stupefatto per la riconferma di 4 anni alla presidenza del museo fino a stupire la stessa presidente, che si aspettava per il bicentenario del museo una proroga di un anno. Anche Emanuele Filiberto ha voluto essere al museo. Cosa ne pensa? C.R.



Tenta il ritratto della natura incontaminata e solitaria, della vecchiaia, del dolore soffocato e della solitudine Charlie McDowell – il figlio del Malcom dell’”Arancia meccanica” kubrikiana – in “The Summer Book”, fuori concorso, tratto dal romanzo del finlandese Tove Jansson. Tenta perché la materia che può trovare liberi spazi in un libro davvero stenta a prendere corpo e spessore se portata sullo schermo. Racconta di Sophia, bambina di nove anni, e della sua nonna, a cui con molte probabilità non resta più molto da vivere. C’è anche il padre di Sophia, rimasto vedovo, tutti si insediano su di una spoglia isola della Finlandia, per parlare di vita e della sua spicciola filosofia, per dare un’occhiata a un vecchio faro e per salvarsi da una tempesta, per rinvigorire qualche albero e per scoprire un piccolo gatto all’interno di una scatola, per cercare quella pace che solo quell’angolo di paradiso può offrire, per trovarsi davanti qualche sconosciuto vicino, per improvvisare una festicciola di mezza estate, per scoprire parole nuove. La materia non è delle più ricche e avvincenti, dopo la prima mezz’ora il gioco, seppur sincero, non regge più e anche Glenn Close viene catturata in un tentativo affatto riuscito.



