La giornata di sabato 24 maggio presso l’Area Archeologica di Industria è stata davvero speciale. Le antiche strutture sono state ricoperte di fango a causa dell’alluvione, e insieme ai volontari si è cominciato a ripulire a preparare il sito per i lavori di restauro, finanziati con risorse ministeriali. L’iniziativa è stata organizzata dalla Direzione dell’Area Archeologica, in collaborazione con i team di progetto CAMI e CAMELOT del Politecnico di Torino, con il supporto dell’amministrazione comunale di Monteu da Po e delle associazioni culturali locali, che operano per promuoverne il potenziale culturale.
“È stata un’esperienza costruttiva, quasi come essere degli archeologi in erba” racconta il sindaco Elisa Ghion, che ha partecipato come volontaria insieme alla consigliera comunale Manuela Rebaudengo. “Armati di pazienza e di scopette di saggina, abbiamo riportato alla luce alcuni resti coperti dal fango depositatosi durante l’alluvione di aprile,” aggiunge il primo cittadino.
“Voglio ringraziare gli organizzatori con cui abbiamo lavorato e ci siamo anche divertiti. Sarebbe stato utile avere qualche mano in più, ma l’INDUSTRIA DREAM TEAM 2025 ha comunque dato il massimo della sua energia,” conclude il sindaco.





Ho visto in prima televisiva su Sky il film di Andrea Segre su Enrico Berlinguer “La grande illusione” . L’ho seguito con attenzione, anche se non ho mai avuto simpatia per il politico sardo che andai anche ad ascoltare tanti anni fa al Palazzetto dello Sport di Torino. Allora mi parve algido nel suo ideologismo togliattiano, nel film mi è apparso invece un uomo appassionato e un grande trascinatore di masse ,pur travagliato da qualche dubbio. L’idea del compromesso storico mi sembrò fin da subito un progetto ostico e inaccettabile per un liberale. Perfino Valerio Zanone si dovette accorgere che il governo delle grandi intese era invotabile. Come scrisse Mario Soldati che non era un politico, ma un uomo di grandi intuizioni, la democrazia italiana rischiò di venire stritolata dall’abbraccio catto-comunista voluto da Berlinguer e da Moro e realizzato da Andreotti :un pastrocchio che ci avrebbe isolati dall’Europa. Fu il rapimento e l’omicidio di Moro a mandare all’aria il progetto che qualcuno definì cin termine colorito gli “spaghetti in salsa cilena”. Nel 1975 i comunisti conquistarono le grandi città e laddove non riuscirono ad avere la maggioranza sfruttarono il trasformismo di socialdemocratici e liberali che si offrirono di fare da puntello a maggioranze di sinistra in cambio di assessorati e di presidenze.