Riceviamo e pubblichiamo – Il sindacato degli infermieri italiani Nursing Up, insieme a ostetriche e altre professioni sanitarie regolamentate dalla Legge 43/2006, annuncia la propria adesione allo sciopero nazionale del 20 novembre. La mobilitazione, che vedrà la partecipazione di migliaia di operatori sanitari da tutta Italia, è il frutto di un’esasperazione ormai generalizzata per la cronica carenza di personale, le condizioni di lavoro insostenibili e l’assenza di un riconoscimento economico e professionale adeguato. Anche il Piemonte, regione tra le più colpite dalla crisi del settore sanitario, sarà presente in prima linea. Claudio Delli Carri, Segretario Regionale del Nursing Up, sottolinea la necessità di un intervento immediato: «Lo sciopero non è solo una richiesta di aumenti salariali: è un grido d’allarme per la sopravvivenza stessa del Servizio Sanitario Nazionale. Gli infermieri piemontesi, come i colleghi di altre regioni, affrontano turni massacranti, ferie negate e uno stress psicofisico insostenibile, mentre le strutture sanitarie vedono un progressivo svuotamento di personale qualificato.»
Attraverso un’indagine condotta dai coordinamenti regionali, Nursing Up ha evidenziato dati allarmanti: la carenza di personale, che supera il 26% rispetto al fabbisogno, grava pesantemente su ospedali e RSA, obbligando gli infermieri a doppi turni e straordinari non retribuiti, con ferie spesso negate. Questa situazione ha portato a livelli di burnout preoccupanti, compromettendo la qualità dell’assistenza ai pazienti e il benessere psicofisico dei professionisti. Sul piano economico, le retribuzioni restano tra le più basse d’Europa, con incrementi previsti solo a partire dal 2025, ma insufficienti a garantire un equo riconoscimento.
Il sindacato chiede al Governo un incremento delle risorse economiche destinate alle professioni sanitarie, con l’obiettivo di raddoppiare l’indennità di specificità infermieristica, estenderla alle ostetriche e garantire un giusto riconoscimento a tutte le categorie coinvolte. È urgente adottare piani di assunzione immediati per rispondere alla crescente carenza di personale, eliminare il vincolo di esclusività e creare condizioni che incentivino i giovani a intraprendere questa professione, restituendo dignità e prospettive. Un altro tema centrale è la sicurezza sul lavoro: è necessario introdurre presidi di pubblica sicurezza presso i pronto soccorso per proteggere gli operatori dalle crescenti aggressioni. Inoltre, il sindacato sottolinea la necessità di valorizzare i percorsi formativi degli infermieri e delle altre professioni sanitarie, con un riconoscimento economico delle specializzazioni e il loro inserimento tra le attività usuranti.
«Non possiamo più permettere che i nostri professionisti siano trattati come tappabuchi di un sistema al collasso,- prosegue Delli Carri. -Lo sciopero del 20 novembre è il primo passo per portare all’attenzione del Governo e dell’opinione pubblica una crisi che sta distruggendo il nostro sistema sanitario pubblico.»
La situazione in Piemonte, come nel resto del Paese, evidenzia un progressivo deterioramento delle condizioni di lavoro e di assistenza, con ospedali e RSA sempre più in difficoltà. La manifestazione nazionale sarà un’occasione cruciale per chiedere interventi concreti e immediati, necessari a tutelare la salute pubblica e la dignità di chi ogni giorno opera in prima linea. «Il 20 novembre incrociamo le braccia per far valere i diritti di chi garantisce il diritto alla salute, e continueremo a lottare finché non vedremo un cambiamento reale» conclude Delli Carri.
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RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
Fosco Maraini, fiorentino di nascita nel 1912, cittadino del mondo e cosmopolita, per vocazione fu: antropologo, etnologo, archeologo, orientalista, viaggiatore, fotografo, alpinista e scrittore. Bilingue, ha studiato svariati idiomi, e si è mosso agilmente tra molteplici discipline, tutte volte a conoscere più a fondo “l’altro”, anche attraverso lunghe osservazioni sul campo. 
Libro monumentale con protagonista Clé, alter ego dell’autore che narra in terza persona e compone questo romanzo autobiografico in cui c’è l’esperienza incredibile della sua vita.
Questo oltre che romanzo è anche una critica sociale e denuncia delle tragiche situazioni di emarginazione e disagio di un’ampia porzione di popolazione mondiale. Non è un caso che Glattauer, nato a Vienna nel 1960, oltreché abile scrittore sia anche giornalista che si è occupato di cronaca giudiziaria a lungo, dunque sa di che cosa si parla.
E’ il quarto romanzo della scrittrice americana che qui si cimenta nella ricostruzione della vita di un personaggio che non è mai realmente esistito. Voce narrante è quella di CM Lucca, giornalista, vedova di X, morta nel 1996, forse l’artista americana più importante e misteriosa.
Helen Wolff è nata come Helene Mosel, a Skopje, nel 1906, da genitori di lingua tedesca; non divenne mai scrittrice, ma fu un’importante editrice. A New York, in esilio, nel 1942 fondò con il marito Kurt la prestigiosa “Pantheon Books”, che pubblicò i testi di autori del calibro di Simenon, Günter Grass, Calvino e Amos Oz, e molti altri.