A Torino, in via Carlo Alberto, è presente “Una Storia tra le Mani”, il mercatino artigianale promosso dall’omonima Associazione che riunisce eccellenze della produzione artigianale del territorio piemontese, ospitando anche artigiani provenienti da altre Regioni. Le date dell’edizione natalizia saranno 7-8 dicembre, 14-15 dicembre e continuativamente dal 19 al 24 dicembre, con orario dalle 10 alle 19. Durante queste giornate che si avvicinano alle Feste, nel bellissimo contesto pedonale del centro storico di Torino, in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, si potranno ammirare e acquistare manufatti di oltre 40 artisti e artigiani che, alternandosi, presenteranno al pubblico le loro originali creazioni, quali sculture in cartapesta colorate, paesaggi, vasi-lampade, oggetti d’uso, monili in ceramica, abiti trasformabili confezionati con ricercati e naturali tessuti, originali gioielli in metallo e fili di tessuto colorati, gioielli in cemento, in legno, gioielli-scultura, infusione a cera persa, preziosi oggetti e monili realizzati con la tecnica della vetrofusione, strumenti musicali realizzati con zucche e canne di bambù, coperti e abbigliamento realizzate con tessuto a telaio ottenuti da tessuti naturali colorati a mano, borse, cappelli e numerosi altri oggetti realizzati da artigiani e artisti con molteplici tipologie di lavorazione, utilizzando svariati materiali, quali metalli, legno, vetro, cuoio, carta e filati pregiati.

Gli artigiani sono selezionati sulla base di precisi parametri, primo fra tutti la loro manualità, con cui realizzano pezzi unici, ovvero una produzione non seriale, la creatività e la capacità di valorizzare la materia prima, trasformandola in oggetti e lasciando una personale impronta artistica e una grande cura per il dettaglio.
“Una Storia tra le Mani” non è un semplice mercatino dell’artigianato, gli artigiani e artisti che ne fanno parte condividono la mission di far conoscere al pubblico la storia che nasce dalle loro mani, lo studio dei materiali e delle tecniche di lavorazione e l’ispirazione che vi è dietro la lavorazione di un oggetto.
“Ogni manufatto è portatore di una storia, una trasmissione di saperi che è il risultato di tanti elementi: che cosa ha ispirato l’artigiano, che materiale ha scelto di utilizzare, le difficoltà incontrate nel crearlo. Tutto contribuisce a dare valore a quell’oggetto e al pensiero che possa durare nel tempo, è che oltre alla sua unicità permetta al visitatore di fare acquisti ‘consapevoli’, vale a dire di conoscere il dove, il come e la mano esperta che lo ha realizzato”.
L’Associazione è nata nel 2011 con l’obiettivo di offrire al pubblico torinese e ai turisti, in costante aumento nella città di Torino, un evento ricorrente durante tutto l’anno, con cadenza mensile e con un periodo più ampio nel mese di dicembre.
Mara Martellotta





Il quartiere periferico “Il Corvetto” di Milano con l’episodio del ragazzo immigrato ucciso in seguito ad un inseguimento dei carabinieri, dopo che detto giovane si è dato alla fuga senza fermarsi all’alt delle forze dell’ordine, rivela solo in minima parte gli errori gravi commessi dal sindaco Sala che ha pensato di declinare l’inclusione, l’integrazione e la sicurezza senza filtri e azioni volte ad impedire l’invivibilità delle periferie attraverso la tutela dell’ordine pubblico, un’espressione considerata reazionaria a priori. Non è solo Sala ad aver commesso questi gravi errori che hanno fatto esplodere il disagio visto come un elemento giustificativo della illegalità. Questa idea secondo la quale la colpa non è mai individuale ma sempre della società ci fa riandare al tardo positivismo ottocentesco, a Zola. E infatti le Banlieues francesi hanno origine dalla metà dell’800, ma la loro invivibilità è diventata totale da quando esse sono monopolio degli immigrati stranieri e anche francesizzati. La situazione è peggiorata man mano che sono cresciute nuove generazioni che non vogliono integrarsi neppure sul piano minimo del rispetto delle leggi vigenti. E’ quanto si sta delineando in modo sempre più chiaro anche a Milano e in altre città meridionali. Il governo in questi due anni si è rivelato inerte o incapace anche se lo sciopero generale di Landini tradisce un atteggiamento catastrofista. La stupidaggine del portare immigrati in Albania è talmente incredibile da rivelare la presenza ai vertici di politiche velleitarie. Noi cittadini siamo in mezzo a sindaci demagoghi, governanti incapaci, opinionisti che sparano continue provocazioni mai costruttive, anche se gli ululati sul pericolo fascista appaiono infondati. La situazione economica e produttiva appare invece assi critica e non è infondata la sensazione di vivere sopra una polveriera che può esplodere da un momento all’altro. Destra e sinistra hanno responsabilità diverse, ma in realtà simili. Viviamo il dramma di una democrazia malata in mano a mediocri eletti da un sistema elettorale che consente agli incapaci di cooptare altri ancora più impreparati: quello che accade nella Lega, ad esempio, è vistoso quanto intollerabile. La torinese Barriera di Milano sta avvicinandosi a tappe forzate ai quartieri milanesi che rivelano tutta l’incapacità di Sala . Torino guarda a Milano anche nel peggio. Un Mi.To inedito davvero terribile. L’estremismo violento a Torino nella giornata di sciopero generale rivela un infantilismo politico davvero fuori dalla realtà che vorrebbe essere una “rivolta sociale”. Non torniamo a Sorel, ma al ribellismo sessantottardo o al clima, Dio non voglia, del Biennio rosso che, questo sì, che scatenò il fascismo.
Lettere
Ho letto un libro che pubblica in abbinamento con “La stampa” testimonianze di una ventina di donne torinesi, alcune delle quali scelte con un criterio che potrei definire da Museo E g i z i o: sempre le stesse donne che si credono protagoniste della vita di Torino e pestano acqua nei mortai del conformismo. Quel libro in realtà spiega perché Torino ha una minoranza di donne in carriera ipercelebrate. Ci sono donne che occupano posti di potere a ripetizione da decenni. Sono sempre le stesse. Lei cosa ne pensa? L. Ferri