Meno cantieri durante l’estate: questo l’impegno condiviso da tutte le società concessionarie che hanno partecipato, insieme alla Regione Piemonte e al Ministero delle Infrastrutture, al secondo incontro plenario del tavolo tecnico di monitoraggio sui cantieri autostradali, coordinato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Marco Gabusi.
È stato un confronto operativo e concreto per coordinare le attività, ridurre i disagi e garantire la sicurezza della rete autostradale piemontese nei periodi di maggior traffico, dal ponte di San Giovanni a Torino all’esodo estivo ormai alle porte.
“L’obiettivo è chiaro: meno disagi, più sicurezza e informazione puntuale per i cittadini – ha dichiarato Gabusi – Questo tavolo sta funzionando, e la collaborazione tra Regione, Ministero e concessionarie si sta dimostrando efficace e risolutiva”.
La Direzione generale per le autostrade del Ministero delle Infrastrutture competente per Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria ha confermato il pieno sostegno del Ministero e la validità del metodo di lavoro avviato. Particolare attenzione è stata dedicata ai flussi turistici diretti verso la Liguria, le aree dei laghi e la valle di Susa, tutte direttrici strategiche per l’economia e il turismo.
Tutte le concessionarie hanno condiviso la scelta di limitare al massimo i cantieri nei periodi più sensibili, privilegiando le ore notturne e le fasce meno trafficate.
A6 Torino-Savona. Autostrada dei Fiori comunica che entro venerdì 20 giugno, in occasione dell’esodo previsto per la Festività di San Giovanni, verrà ripristinato il transito su due corsie nei fine settimana in carreggiata sud (direzione Savona) in tre dei quattro cantieri inamovibili oggi presenti lungo la tratta Ceva-Altare (viadotti Batei/Spinzei, Strette I/Strette II e Pallare sud). La strettoia del quarto ed ultimo cantiere, relativa ai lavori di miglioramento sismico del viadotto Colla, sito tra gli svincoli autostradali di Millesimo ed Altare, verrà rimossa entro venerdì 27 giugno.
La concessionaria comunica inoltre che da venerdì 27 giugno, dalle ore 14 di ogni venerdì alle ore 12 di ogni domenica si potrà percorrere l’A6 in direzione mare per l’intero sviluppo senza incontrare alcuna strettoia ad una unica corrente veicolare per lavori, configurazione che non accadeva dal gennaio 2021. Le misure adottate consentiranno nei fine settimana la massima capacità di deflusso dell’infrastruttura ed un netto miglioramento della percorribilità della tratta e saranno rese possibili grazie alla conclusione di ulteriori sei importanti cantieri riguardanti l’ammodernamento di viadotti (Cento, Colla, Strette I, Strette II, Bormida di Pallare sud e Bormida di Mallare nord), cinque dei quali in carreggiata direzione Savona tra gli svincoli di Mondovì ed Altare e uno sulla carreggiata direzione Torino tra gli svincoli di Altare e Millesimo. In direzione Torino, restano confermate le misure già in essere, che prevedono dalle ore 12.00 di ogni domenica alle ore 12.00 di ogni lunedì di garantire due correnti veicolari.
A26 Genova-Gravellona Toce. Autostrade per l’Italia conferma che sono previste una serie di riduzioni importanti di cantieri e saranno sempre garantite due corsie per senso di marcia, ad eccezione del tratto Baveno-Carpugnino, dove è attualmente attivo l’ultimo cantiere che riduce la carreggiata: la sua rimozione è prevista per il 6 giugno.
I mesi di luglio e agosto saranno liberi da cantieri, fatta eccezione per la bretella di Santhià. Dal 25 agosto, e per circa due mesi, verrà avviato un nuovo cantiere in corrispondenza del ponte Orba, in prossimità di Ovada, anche in questo caso con il mantenimento di due corsie per senso di marcia.
Autostrada Asti-Cuneo. Nei mesi di giugno e luglio verranno ultimati i lavori previsti nel tratto Isola d’Asti-Costigliole/Govone con il ripristino di tutte e due correnti di traffico veicolari per entrambe le direzioni dal 27 luglio.
A4 Torino-Milano. Saranno presenti alcuni cantieri ad avanzamento progressivo, che garantiranno comunque sempre almeno due corsie per senso di marcia in diurno con relativo bassissimo impatto sulla scorrevolezza della circolazione.
Autostrada A32 Torino-Bardonecchia. Entro la prima settimana di agosto verranno rimossi tutti i cantieri con scambio di carreggiata. In particolare, saranno conclusi gli interventi di adeguamento della galleria Mompantero al d.lgs. 264/06, la riqualificazione della pavimentazione e dei giunti sui viadotti Deveys e Valentino, nonché interventi puntuali nella galleria Cels. In concomitanza delle ferie estive, dall’ 8 agosto al 25 agosto saranno installati cantieri puntuali con chiusura della corsia di marcia nella galleria La Perosa. Dalla prima settimana di settembre, in previsione della chiusura del Traforo del Monte Bianco, su tutta l’A32 non saranno più autorizzati cantieri con scambio di carreggiata. Saranno tuttavia consentite riduzioni di carreggiata con chiusura di una corsia, limitatamente alla tratta tra Susa e Oulx, e solo fino al 16 settembre.
I lavori dello svincolo di Chiomonte stanno proseguendo regolarmente senza causare particolari turbative al traffico, entro il 31 luglio saranno completati i lavori principali, relativi alle strutture dei viadotti delle nuove rampe.
Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema della chiusura programmata dell’uscita autostradale di Tortona, prevista dal 16 giugno per lavori di consolidamento del cavalcavia sulla SS35 nei pressi della rotonda “ex Liebig”. L’intervento, ritenuto non più rinviabile per motivi di sicurezza, avrà una durata stimata di circa quattro mesi e mezzo. La chiusura comporterà deviazioni obbligatorie per i mezzi pesanti verso il casello di Casei Gerola e Castelnuovo Scrivia, con ricadute importanti sui costi e sui tempi di percorrenza per le imprese del settore logistico e dell’autotrasporto. È stata ribadita l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul territorio e di valutare, in coordinamento con la società concessionaria e gli enti competenti, eventuali ulteriori misure di mitigazione per ridurre l’impatto sulle attività produttive locali.
“Il tavolo – ha concluso l’assessore Gabusi – continuerà a riunirsi per garantire un monitoraggio costante. In caso di criticità sarà attivato un confronto rapido e informale con videocollegamenti settimanali tra i soggetti coinvolti, così da intervenire tempestivamente e in modo condiviso”.

Dietro questo spritz c’è una storia che intreccia passato e futuro: quella dell’aperitivo torinese, nato tra le boiserie dei caffè ottocenteschi e oggi rilanciato nella cornice avveniristica delle OGR, cattedrale della cultura contemporanea. Il “Gran Torino” reinterpreta questa tradizione con un linguaggio nuovo ma fedele alle radici: ogni ingrediente parla piemontese, ogni sorso racconta la città.
La notizia della morte di Giuseppe Parlato mi riempie di forti e dolorose emozioni. Fummo ambedue allievi di Alessandro Galante Garrone e di Narciso Nada con cui ci laureammo all’Universita’ di Torino. Parlato aveva già allora idee sicuramente di destra o almeno considerate tali e quindi non ritenute degne di attenzione. Credo sia stato il referendum sul divorzio del 1974 a segnare delle scelte divergenti: Parlato si espresse per l’abrogazione , io scelsi la difesa strenua del divorzio a fianco di Pannella. Nella nostra Università torinese non c’era posto per studiosi come Parlato, liquidato in modo sbrigativo da Galante Garrone come un reazionario. Cercai di parlare con Galante Garrone di Parlato, ma lui ebbe la stessa chiusura del giacobino “non mite” che ebbe poi con Vittorio Messori un altro mio amico. Parlato ebbe il coraggio di rompere i ponti con Torino e approdò a Roma alla scuola di Renzo De Felice , anche lui un reietto e un perseguitato. Della scuola defeliciana fu uno dei più coerenti seguaci. Ci incontrammo molte volte a Roma e a Torino dove lo invitai a parlare in più occasioni. Prima di lui invitai Gianni Scipione Rossi che presentò un suo libro sulla destra e Israele in dialogo con Elena Lowenthal. Un dibattito che fece epoca. Parlato ha sempre dimostrato l’equilibrio dello storico scrupoloso in tante occasioni diverse, aperto al confronto sereno con tutti. Qualche suo lavoro non mi convinse e la sua contiguità – più apparente che reale – con l’Msi non mi piacque. Una volta venne presentato un mio libro alla Fondazione De Felice di Roma da lui presieduta. C’era in prima fila la vedova di Er Pecora, l’on. Teodoro Buontempo che gentilmente mi applaudì. Provai un certo imbarazzo, poi la cena con Parlato fu l’occasione per rivederci dopo tanti anni. Parlammo per alcune ore in cordiale amicizia. La sua conversazione era sempre sfolgorante. Venne anche a trovarmi al mare dove gli chiesi di fare una conferenza su Guareschi che ebbe grande successo. Un assessore di origini comuniste lo presentò in piazza senza imbarazzo. Circa un anno fa, in occasione di un convegno sull’omicidio di Giovanni Gentile a Torino, ci sentimmo per definire il suo intervento. Mi disse che era ammalato di cancro , ma che non aveva nessuna voglia di morire e, citando Guareschi, mi disse che non sarebbe morto neppure se lo avessero ucciso. Non poté partecipare al convegno a cui mandò una magistrale relazione che venne letta. Peccato che il mancato finanziamento al convegno della Regione Piemonte abbia impedito la stampa degli atti. Di lui resterà la sua passione inesausta per la ricerca storica e la sua onestà intellettuale. Sono virtù che non vedo molto praticate dai giovani intellettuali di destra che dovrebbero ispirarsi a lui come ad un maestro che ha pagato prezzi altissimi per essere sè stesso. Vorrei anche ricordare la sua ironia, ma non è questo il momento, perché il dolore per la sua scomparsa me lo impedisce.