Sta iniziando l’ottava stagione di “Vitamine Jazz”, il concerto n° 467 avverra’ grazie alla collaborazione con il “Moncalieri Jazz Festival”.
Ideata da Raimondo Cesa e realizzata per la Fondazione Medicina a Misura di Donna presieduta dalla Prof.ssa Chiara Benedetto, la rassegna prevede una serie di concerti jazz nei reparti dell’Ospedale Sant’Anna di Torino.
Le vitamine risuonanonel Day Hospital oncologico, al pronto soccorso, nelle sale d’aspetto e in maternità. L’ultimo dei 4 pianoforti donati è arrivato nel reparto maternità.
Martedì 5 Novembre 2024
Il Jazz che Cura
Ottava Stagione Vitamina Jazz N° 467
Ore 10.30: Ospedale Sant’Anna sala 3°Paradiso “Il Jazz che Cura”
In collaborazione con la Fondazione Medicina a Misura di Donna nell’ambito del progetto di Vitamine Jazz.
Via Ventimiglia, 3 Torino – tel. 011/6408492
“B.I.T. Duo”
Danielle Di Majo sax – Manuela Pasqui pianoforte
Danielle e Manuela si esibiscono in duo dal 2019. Fin dall’inizio è nato un legame speciale grazie alla condivisione di obiettivi artistici che hanno ispirato la loro “ricerca musicale”.
Con questa formazione hanno già registrato due album del duo Back-in-Time (B.I.T.) era basato su una nuova interpretazione di repertori classici e canzoni originali. La loro intenzione era quella di costruire un suono e un lirismo personali, oltre a sviluppare un linguaggio musicale comune.
Il loro secondo album è una raccolta di brani originali. Fornisce un terreno fertile alle due strumentiste per approfondire l’espressività melodica e l’arte dell’interazione dialettica tra due strumenti musicali. E’ risultato di una ricerca continua e profonda, sia compositiva che improvvisata.


Nel 1994 morì Luciano Perelli, storico preside del liceo “Gioberti” ma il suo anniversario è stato ignorato. È stata invece intitolata la biblioteca del liceo, enclave della sinistra torinese, a Lidia de Federicis docente di Lettere italiane e soprattutto coautrice del “Materiale e l’immaginario”. Una rivoluzionaria antologia, concepita con Remo Ceserani, che avrebbe dovuto cambiare il modo di insegnare e studiare la letteratura in una dimensione interdisciplinare e internazionale. Tanti sono ancora oggi gli ammiratori della professoressa dal carattere impossibile e dal modo di scrivere spesso riservato a pochi addetti. La de Federicis proveniva dal PSI lombardiano, ma il suo punto di arrivo non fu certo il partito socialista. Era una professoressa molto politicizzata e divisiva, sempre pronta a stizzirsi e a polemizzare. Su altri versanti disciplinari simile a lei fu Carlo Ottino del liceo “Alfieri”, uomo polemico all’eccesso, un dottrinario laicista che non voleva la laicità della scuola, ma l’ateismo di Stato, anzi la libertà per tutti salvo che per i cattolici.