ilTorinese

Il Libraccio come luogo di incontro culturale per la città

 

Con un ciclo di incontri dedicati la libreria Libraccio Torino si propone come spazio di dialogo tra libri, autori e pubblico.

In una città come Torino, dove il libro continua a essere un punto di incontro tra cultura, pensiero e vita civile, le librerie non sono soltanto luoghi di vendita ma spazi di relazione e di dialogo. Ne Parliamo con Matteo Parlascino oggi responsabile degli acquisti delle novità e dell’organizzazione eventi per le sedi torinesi di Libraccio.

Perché una libreria oggi sceglie di essere presidio culturale e non solo punto vendita?
Perché crediamo che la cultura debba essere abitata. Essere un presidio significa trasformare i nostri negozi in uno spazio pubblico di confronto: non vendiamo solo oggetti, ma ci proponiamo di offrire il contesto e gli strumenti per comprenderli. Il nostro obiettivo è che chiunque entri in una libreria Libraccio ne esca con una domanda in più o una certezza in meno.

Quando avete deciso di diventare luoghi di incontro?
È un’identità che Libraccio porta avanti da tempo in tutta Italia. La scelta di consolidare un calendario strutturato anche a Torino è una prova di maturità: abbiamo voluto superare la logica degli eventi sporadici per creare percorsi coerenti e continuativi. Vogliamo che il Libraccio sia riconosciuto come un’officina di pensiero costante e affidabile per il territorio torinese.

Che tipo di pubblico desiderate coinvolgere?
Puntiamo a un pubblico intergenerazionale. Passiamo dai laboratori per genitori con la pedagogista Giulia Morlacco al coinvolgimento dei giovani su temi caldi come i diritti e l’identità in cicli come Road to Pride. Vogliamo essere un punto di riferimento tanto per le famiglie, quanto per chi cerca un dibattito civile e attuale.

In che modo questi eventi rafforzano il legame con il territorio?
Dando voce alle questioni che toccano da vicino l’anima della città. Un esempio perfetto è l’incontro del 6 marzo in via Ormea. Presenteremo L’ultimo operaio di Niccolò Zancan insieme all’On. Marco Grimaldi. Non è una semplice presentazione: è una discussione necessaria sul lavoro e sulla dignità in una città che ha nell’identità operaia le sue radici e, spesso, le sue ferite. Portare questi temi in libreria significa dire alla comunità: “Siamo qui per riflettere insieme su chi siamo oggi”.

Collaborate con realtà locali o associazioni?

Sì, questa è la linfa della nostra strategia operativa. Proprio il 2 aprile (DA DEFINIRE!) ospiteremo un tavolo sulla cittadinanza attiva. Metteremo a confronto la riflessione istituzionale di Simone Fissolo, autore di Voto dunque sono, con l’esperienza concreta dell’AGS (Associazione Giovani Salesiani) e del progetto Madama Giotto. L’idea è far dialogare la teoria della democrazia con la pratica di chi trasforma ogni giorno lo spazio urbano ai Giardini Anglesio. Il ruolo del Libraccio vuole essere proprio in questo dialogo, favorendolo.

Cosa distingue il vostro modello rispetto ad altre realtà?
Credo ci distingua la nostra trasversalità e la capacità di non mettere barriere. Siamo una piattaforma aperta che mescola linguaggi diversi: possiamo passare dal firmacopie pop in via Santa Teresa alla riflessione sociologica o scientifica in via Ormea. Questa pluralità è la nostra forza.


Gli eventi sono parte di una strategia di evoluzione del brand?

Più che di un’evoluzione, parlerei di una conferma della nostra identità. Libraccio promuove incontri in tutta Italia da anni e nell’ultimo anno le iniziative si sono moltiplicate, andando ad integrare nell’offerta anche attività di comunità alternative alle tradizionali presentazioni. È nel nostro DNA unire il mercato del libro — storicamente legato all’usato e all’accessibilità — con la creazione di spazi di dibattito. A livello locale, il nostro impegno è far sì che questa missione nazionale si traduca in valore concreto per Torino. Chi entra nelle nostre librerie sa che non sta solo acquistando un volume a buon prezzo, ma sta entrando in un ecosistema che si propone di restituire cultura al quartiere.

Come immagini l’evoluzione del Libraccio nei prossimi anni?

Qui a Torino, così come altrove, lo vedo rafforzare il suo ruolo di hub culturale diffuso. Non un unico centro, ma una rete di sedi che dialogano tra loro e con i rispettivi quartieri: San Salvario, Centro e Borgo San Paolo. Ci proponiamo di essere il luogo dove le persone si sentono autorizzate a partecipare, a prendere la parola e a riscoprire il valore profondo dell’essere cittadini attivi.

Educatorio della Provvidenza a “Just The Woman I Am”

La Fondazione dell’Educatorio della Provvidenza ETS annuncia la propria partecipazione a “Just The Woman I Am” 2026, in programma a Torino il 6,7,8 marzo prossimi, aderendo alla corsa-camminata inclusiva a sostegno della ricerca universitaria sul cancro e garantendo la presenza per l’intera durata dell’evento nel Villaggio della Prevenzione.

“Just The Woman I Am” rappresenta un appuntamento di rilievo nazionale dedicato alla promozione della prevenzione, della cura e dell’inclusione attraverso iniziative che favoriscono partecipazione, consapevolezza e accesso ai servizi. La partecipazione della Fondazione si inserisce nel quadro del proprio impegno storico a favore del benessere delle persone e della comunità.

L’iniziativa si colloca nell’ambito del programma “Donne Exempla”, parte integrante della linea strategica “La Cultura che Cura”, che promuove l’accesso inclusivo alla cultura come leva di benessere, crescita e partecipazione sociale, con particolare attenzione alle persone che vivono condizioni di fragilità. Dal 6 all’8 marzo la Fondazione sarà presente nel Villaggio della Prevenzione, in piazzetta Reale, con uno stand dedicato (numero 55) presso il quale saranno disponibili consulenze gratuite, informazioni sui servizi e sulle attività rivolte ad adulti, ragazzi, ragazze, donne e famiglie.

Tra le iniziative dei servizi presentati, figurano il gioco di ruolo “Donne Exempla”, strumento educativo per una riflessione sui modelli femminili che, in diverse epoche e contesti, hanno contrastato i pregiudizi di genere e sostenuto il diritto all’istruzione, spesso rischiando in prima persona la propria libertà e incolumità. Il gioco si propone di far conoscere le storie personali di queste donne e promuovere nei partecipanti, studenti, giovani e cittadini, una riflessione  consapevole sulla condizione femminile nel mondo. La durata sarà di due ore per sessione, con un massimo di cinque partecipanti.

Iscrizioni: eventi@educatoriodellaprovvidenza.it

Viene anche attivato uno sportello di ascolto e supporto al benessere emotivo e saranno presenti il Centro Psicotech Lab, con attività e strumenti di psicotecnologie applicate al benessere mentale per minori e adulti, e il Centro Psicopedagogico per la Plusdotazione intellettiva e i talenti,  percorsi per valorizzare i talenti individuali e le specificità.

Domenica 8 marzo, alle 15.30, il team “Donne Exempla” della Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS parteciperà alla corsa di 5 km, rafforzando attraverso un gesto simbolico e concreto il proprio impegno per la parità di genere e il diritto all’istruzione.

Con questa partecipazione  la Fondazione Educatorio della Provvidenza intende contribuire al sostegno della ricerca universitaria, la sensibilizzazione sulla prevenzione e promuovere una visione della salute come bene comune, nella quale la cultura diventa strumento di coesione ed equità sociale.

Info: “Just The Woman I Am”-6,7,8 marzo – Villaggio della Prevenzione, Torino

Mara Martellotta

Coabitazioni solidali rinnovate per 5 anni

 

Maggiore coesione e integrazione sociale. Questi i principali obiettivi della delibera presentata dall’Assessore Jacopo Rosatelli e approvata  dalla Giunta. Un rinnovo per cinque anni, dal 2026 al 2030 del progetto “Coabitazioni Solidali Giovanili”, iniziativa promossa dalla Città di Torino – Divisione Edilizia Residenziale Pubblica in collaborazione con l’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale (Atc), con il sostegno del Programma Housing della Fondazione Compagnia di San Paolo, e il coinvolgimento attuale di quattro organizzazioni del terzo settore (Associazione ACMOS, raggruppamento Cooperativa Sinergica – Associazione Cicsene, Cooperativa Il Punto, Cooperativa Liberitutti).

Le Coabitazioni Giovanili Solidali sono comunità di coabitazione, costituite in alloggi di proprietà pubblica (comunale o dell’Atc) situati in quartieri di edilizia residenziale pubblica, o in ambiti urbani con elevata presenza di edilizia sociale, caratterizzati da grave degrado strutturale, disgregazione e marginalità sociale, disuguaglianze economiche; condizioni che hanno fortemente incrementato insicurezze e conflitti. Sono composte da giovani volontari under 35 che hanno scelto di vivere un’esperienza di autonomia in progetti di solidarietà. L’età media dei volontari è di circa 26 anni, prevalentemente laureati o con studi di laurea in corso e studenti-lavoratori, con precedenti esperienze di volontariato o lavoro etico anche all’estero. In cambio di un affitto ridotto al 10% dell’equo canone (attualmente previsto in 480 euro annui), mettono a disposizione gratuitamente ognuno 10 ore a settimana del proprio tempo a beneficio dei cittadini residenti per attività di sostegno, accompagnamento e supporto nel quotidiano, sviluppo di comunità. Considerando che il canone annuo medio applicato agli alloggi di edilizia sociale è pari a mille e 80 euro ad unità alloggiativa all’anno, il vantaggio economico riconosciuto annualmente è di 600 euro ad appartamento.

«Il rinnovo per altri 5 anni di questo progetto contribuirà a migliorare le condizioni di vita degli abitanti residenti nei diversi contesti – afferma l’Assessore alle Politiche sociali e abitative di edilizia pubblica Jacopo Rosatelli – con un aiuto di buon vicinato che prevenga la solitudine, intervenga nella mediazione dei conflitti, ma anche con interventi di animazione socio-culturale, educazione al consumo critico e al rispetto dell’ambiente e degli spazi comuni. Le coabitazioni hanno dimostrato che possono prevenire il degrado sociale e fisico negli stabili sostenendo il rispetto delle regole, l’uso corretto e il mantenimento degli spazi comuni, ma anche la promozione della cultura dell’accoglienza di soggetti deboli. Ma non solo. Vivere in coabitazioni solidali giovanili vuol dire scegliere una vita comunitaria che si apra alla prossimità, alle persone che vivono nello stesso palazzo e al quartiere. Significa non arrendersi all’individualismo e continuare a credere nella forza della collettività».

Le Coabitazioni Solidali attualmente costituite sono 5 grazie ad associazioni o cooperative del Terzo settore che le gestiscono e comprendono un totale di 15 alloggi di proprietà comunale e di Atc del Piemonte Centrale, diffuse in 6 quartieri cittadini: Centro, San Salvario-Lingotto, Madonna di Campagna-Borgo Vittoria, Mirafiori Nord, Barriera di Milano e Aurora.

TorinoClick

Incidente in tangenziale: un morto e un ferito

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Un incidente stradale si è verificato questa mattina intorno alle 6 sulla tangenziale nord di Torino, in carreggiata sud, nei pressi dello svincolo di corso Regina. Per ragioni ancora da chiarire, due veicoli si sono scontrati.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 di Azienda Zero. Nell’impatto un uomo ha perso la vita, mentre un’altra persona è rimasta ferita ed è stata trasportata in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria in codice giallo. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Pesanti anche le conseguenze sulla viabilità: è stata disposta l’uscita obbligatoria a Venaria, con forti disagi per il traffico in direzione sud e rallentamenti anche sulla carreggiata opposta. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco oltre al personale sanitario.

Malinpensa by La Telaccia, in mostra Vanni: “Natura assoluta”

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Dal 5 al 21 marzo 

Vanni vive e lavora in Umbria circondato da una natura incontaminata, che spesso suggerisce trame artistiche che trovano poi la loro narrazione sulle sue tele, con quei tratti cromatici legati alla luce mediterranea a lui tanto cara.

Dopo i primi studi artistici compiuti a Roma, Vanni ha perfezionato il suo percorso pittorico a Parigi, città dove ha vissuto per parecchi anni, entrando in contatto con il variegato mondo artistico della capitale francese e frequentando “Les Etudes des Beaux Arts de Paris”. L’artista ha poi perfezionato i suoi studi presso gli atéliers di affermati espressionisti contemporanei, i cui insegnamenti hanno tracciato il suo indirizzo pittorico, l’osservazione degli spazi circostanti e della loro cromaticità. Figurano al suo attivo numerose esposizioni personali e collettive in Italia, Francia, Belgio, Ungheria, Lussemburgo e Grecia, cosiccome diverse sono le manifestazioni culturali cui l’artista ha preso parte, riscuotendo sempre successo di critica e di pubblico.

Il linguaggio pittorico di Vanni si concretizza in opere che testimoniano inequivocabilmente la fascinazione provocata nell’artista dalla luce mediterranea, caratterizzata da visioni terse e luminose e da contrasti di colore netti e abbaglianti. Tali contrappunti orientano la produzione di Vanni alla perenne ricerca di un codice chiaroscurale più marcato ed evidente. Colori dominanti, decisi e filtrati in uno sguardo abbagliato dal sole, in grado di cogliere i contorni delle cose. Di qui una palette intensa, ricca di colore, data senza compiacimenti cromatici, e che sembra scolpire nello spazio ciò che lo sguardo coglie.

“Vanni dialoga con la natura – spiega la curatrice della mostra, Monia Malinpensa, direttrice della galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia –  la osserva e la restituisce in chiave lirica, facendo emergere la forza del gesto, la sapienza della stesura materica e la densità emotiva che avvolge ogni soggetto da lui raffigurato. Le sue creazioni, sempre ancorate al mondo naturale, si distinguono per il rigore tecnico e la tessitura materica, tanto da evidenziare una tecnica personale e irripetibile. La costante vibrazione della bellezza naturale, che l’artista Vanni traduce in scenografie di grande incisività, sospese tra sogno e realtà, segnano un’indagine pittorica di grande dedizione e qualità artistica”.

Galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia – c.so Inghilterra 51, Torino – tel: 0115628200 – info@latelaccia.it – www.latelaccia.it

Mara Martellotta

Microlino e Valcastello Polo Club, l’eleganza sportiva dello Snow Polo ad alta quota

 

Valcastello, 04 marzo 2026 – Nello scenario mozzafiato delle Dolomiti ha preso vita una collaborazione che ha ridefinito i confini dell’eleganza. Microlino annuncia la sua partecipazione in qualità di Technical Sponsor di Valcastello Snow Polo Showcase, in occasione dell’esibizione internazionale che il 28 febbraio ha visto contrapposte le Nazionali di Polo di Italia e Francia.

L’evento, organizzato con il supporto della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) e della FIP (Federation of International Polo), si è svolto in un momento particolarmente propizio per gli sport invernali. Inserito ufficialmente nel calendario di eventi “Italia dei Giochi” della Fondazione Milano Cortina, questo Test Match non è stato solo una competizione agonistica, ma un tassello fondamentale nel progetto di avvicinamento dello Snow Polo ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2030.

La collaborazione con questo prestigioso appuntamento sportivo, nasce da una convergenza valoriale chiara: sostenibilità, contatto con la natura e spirito competitivo. Microlino incarna una nuova mobilità urbana green, agile e coerente con uno stile di vita attivo e responsabile. In questa partnership si esprime pienamente un’idea di mobilità Made in Italy che unisce attenzione all’ambiente, design e alta manifattura italiana, rafforzando un posizionamento comune”, ha dichiarato Uberto Gavazzi, Country Manager Italy Microlino.
Questa sinergia non è casuale, ma nasce da una passione condivisa per uno stile di vita ricercato, dove la bellezza e la qualità affondano le radici nell’eccellenza del talento nazionale.

In un contesto alpino così magico e autorevole, la scelta di Microlino come partner tecnico per la mobilità ha sottolineato un impegno concreto verso la sostenibilità: un veicolo elettrico a zero emissioni che dialoga armoniosamente con la natura, offrendo una nuova espressione di esclusività interamente su misura.

A rendere concreta questa visione durante l’evento è stata AutoSalmaso, Microlino official dealer, che da generazioni rappresenta un punto di riferimento per l’acquisto di auto e l’assistenza tecnica specializzata, nota per la competenza e la cura sartoriale riservata ai marchi più rinomati: una flotta di 3 Microlino è stata a disposizione degli atleti e dello staff tecnico dal 23 febbraio al 1° marzo.

A testimonianza della rilevanza della partnership, in occasione del match del 28 febbraio, il logo dei partner era presente sulle maglie dei giocatori.

L’appuntamento di Valcastello ha rappresentato solo il primo capitolo di un’ambiziosa roadmap che vedrà Microlino protagonista sui palcoscenici più esclusivi di questa disciplina, mettendo le proprie vetture a disposizione di occasioni straordinarie.

La partnership proseguirà infatti con la Capri Polo Cup, che farà risplendere l’isola di eleganza per tre giorni consecutivi, a partire dal 7 maggio, con una suggestiva sfilata inaugurale di giocatori e cavalli fino alla celebre Piazzetta di Capri.

Le competizioni si sposteranno successivamente nella Capitale, per un evento di rilievo internazionale realizzato con la partnership di FISE. Dal 27 al 30 maggio, in occasione dello storico debutto del Campionato Europeo di Arena Polo targato FIP, la cornice di Piazza di Siena e del Galoppatoio di Villa Borghese ospiterà la sfida tra sei delle migliori Nazionali europee, impegnate a contendersi il primato in un confronto tra eccellenze.

L’ultima tappa del calendario toccherà il Roma Polo Club per l’attesissimo Campionato Italiano, un perfetto connubio tra sport e solidarietà al fianco di Operation Smile, anch’esso in partnership con FISE. Per questo appuntamento sono attesi nella Capitale oltre 900 spettatori di rilievo, tra artisti e membri stimati dello spettacolo che da oltre cinque anni partecipano a questo evento. Quest’anno saranno una decina le squadre che si sfideranno per conquistare il massimo titolo nazionale, sempre accompagnate da Microlino e unite da una particolare attenzione verso una mobilità che sia al contempo sostenibile, unica e rigorosamente Made in Italy.

Ferrovie piemontesi, cantieri aperti e 71 nuovi treni

“Il Progetto integrato stazioni 2026-2030 sta procedendo con diversi cantieri aperti, essendo stati già finanziati 87 milioni di euro su un totale di 203”. L’aggiornamento è emerso durante l’audizione di Trenitalia e Rfi sul servizio ferroviario metropolitano e regionale, tenutasi in Consiglio regionale nella seconda Commissione, presieduta da Mauro Fava.

All’incontro hanno preso parte i rappresentanti territoriali di Trenitalia, Giuseppe Falbo e Laura Anselmi, e quelli di Rfi, Michele Rabino, Davide Famà, Antonella Parodi e Davide Cavone. Nel corso della seduta hanno risposto alle numerose domande dei consiglieri riguardo alle criticità presenti sulle diverse linee ferroviarie che collegano il territorio piemontese.

“Quando interveniamo nelle stazioni – è stato detto – lo facciamo anche su quello che è predisposto per dare informazioni all’utenza e sempre con un particolare riguardo per l’accessibilità per tutti i viaggiatori. Tra le linee Rfi e Trenitalia e quelle della ex Gtt e della Torino-Ceres non passano le informazioni per il pubblico ed è in progetto di collegare anche quelle linee al sistema informativo di Rfi per il 2027. In questo modo si dovrebbero risolvere tutte quelle problematiche che impediscono di ricevere in tempo reale, per esempio sulla app, le informazioni su cancellazioni, soppressioni. Nel 2026 il sistema di informazione al pubblico verrà comunque attivato entro giugno sulla linea Settimo T.se-Rivarolo”.

Durante l’audizione sono stati inoltre citati alcuni interventi infrastrutturali destinati a rendere più capillare il servizio nel nodo ferroviario torinese. Tra questi figurano i lavori per le stazioni di Torino Dora e Torino Zappata, le nuove fermate previste sulla futura linea Sfm 5 — incluso il collegamento con il nuovo ospedale di Orbassano — e il cantiere della linea diretta tra Torino Porta Susa e Torino Porta Nuova.

È stato inoltre ricordato che entro giugno dovrebbero concludersi gli interventi finanziati con fondi Pnrr, mentre per settembre è prevista la riapertura della tratta Germagnano-Ceres.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche del rinnovo della flotta ferroviaria, che entro la fine dell’anno sarà potenziata con l’arrivo di 71 nuovi treni, oltre a un rafforzamento dell’attenzione alle attività di manutenzione.

Il presidente Fava ha infine sottolineato l’importanza che la Commissione venga costantemente informata sugli interventi più rilevanti e sulle eventuali sospensioni o cancellazioni dei treni che interessano il territorio piemontese. Secondo Fava, Trenitalia e Rfi dovrebbero quindi comunicare tempestivamente alla Commissione le situazioni che causano i maggiori disagi ai viaggiatori, così da permettere ai commissari — definiti vere e proprie sentinelle del territorio — di fungere da punto di raccordo con le comunità locali.

Venaria Reale, nuovo supermercato Borello in piazza Michelangelo

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 “Una risposta concreta ai cittadini”

Una novità importante per i residenti di Venaria Reale: nella mattinata di lunedì 2 marzo è stata annunciata ufficialmente l’apertura di un nuovo punto vendita Borello in piazza Michelangelo. La notizia è stata accolta con entusiasmo dai cittadini del quartiere, che da tempo chiedevano un supermercato nella zona.

Il marchio Borello Supermercati, fondato nel 1985 da Fiorenzo Borello, è oggi una realtà consolidata della grande distribuzione locale, con oltre 50 supermercati presenti in tutta la provincia di Torino e nell’area metropolitana.

L’annuncio è stato dato proprio dal fondatore, affiancato dalla moglie Antonella e dai figli Aurora e Gianluca che gestiranno il punto vendita, durante un incontro pubblico che ha visto la partecipazione del sindaco di Venaria RealeFabio Giulivi, e dell’assessore al Commercio Monica Federico. Presenti anche una cinquantina di residenti del quartiere, visibilmente soddisfatti per una richiesta che finalmente trova risposta.

Fiorenzo Borello

«Questo nuovo negozio è figlio della determinazione di una residente, la signora Agnese – ha raccontato Fiorenzo Borello – che quasi ogni mese ci inviava una mail chiedendoci di valutare l’apertura di un punto vendita in piazza Michelangelo. Alla fine abbiamo deciso di dire sì, anche grazie a una petizione e a un lungo confronto con il sindaco Giulivi e con l’assessore Federico, amministratori che hanno dimostrato grande attenzione verso la città».

Secondo Borello, quando una comunità si mobilita con una richiesta così forte, significa che esiste un bisogno reale. «Quando dei cittadini danno vita a una petizione di questo calibro – ha aggiunto – vuol dire che noi di Borello possiamo davvero fare la differenza nella vita quotidiana del quartiere».

La partnership con Unes non cambia l’identità Borello

Nel frattempo, l’azienda ha avviato una nuova partnership con Unes, una collaborazione strategica nel settore della distribuzione. Tuttavia, per i clienti non cambierà nulla.

Il marchio Borello continuerà infatti a essere presente in tutti gli oltre 50 punti vendita, mantenendo gli stessi standard di qualità, la stessa attenzione ai prodotti e il legame con il territorio che da sempre contraddistingue l’insegna.

L’obiettivo della collaborazione è rafforzare ulteriormente la rete e i servizi offerti, senza modificare l’identità dei supermercati Borello né l’esperienza di acquisto dei clienti.

Con l’apertura del nuovo negozio in piazza Michelangelo tra pochi mesi, Borello conferma quindi la propria volontà di crescere restando vicina alle comunità locali, ascoltando le esigenze dei cittadini e investendo nei quartieri. Una scelta che a Venaria Reale nasce proprio dalla voce dei residenti e che presto diventerà una nuova realtà commerciale per il territorio.

“Incontro con il capolavoro”, Jan Vermeer a Palazzo Madama

Per oltre quattro mesi  Torino ospita un’opera – icona seicentesca del maestro del “secolo d’oro” olandese

Dal 5 marzo al 29 giugno

Sono state soprattutto le donne, quelle rappresentanti la più semplice intimità domestica, i soggetti ispiratori delle sue tele. Ritratte solitamente in interni (“vere nature morte con esseri umani”), con quegli altalenanti effetti di luce che arrivano sempre, si è notato, da sinistra – probabilmente la parte del suo studio munita di finestre – e che riescono perfino “a rappresentare l’umidità dell’aria”. E allora ecco, su questa linea, anche quella magnifica, lineare “Donna in blu che legge una lettera”, arrivata a Torino in “Palazzo Madama”, dove resterà in esposizione al pubblico in “Sala Atelier” da giovedì 5 marzo a lunedì 29 giugno, proveniente dal “Rijksmuseum” di Amsterdam. Olio su tela, databile intorno al 1663, il dipinto porta la firma di Jan (Johannes) Vermeer (Delft, 1632 – 1675), esponente di spicco del “secolo d’oro” della pittura olandese, e si presenta come prima opera del Progetto “Incontro con il capolavoro”, nuovo ciclo espositivo – a cura di Clelia Arnaldi di BalmeAnna La Ferla e Giovanni Carlo Federico Villa, rispettivamente “conservatrice”, responsabile “sezione didattica” e “direttore” di “Palazzo Madama” – dedicato ai grandi protagonisti della storia dell’arte antica e moderna. E’ questa la prima volta che Torino accoglie in uno dei suoi “santuari” espositivi, un’opera di Vermeer, artista (allievo di quel Carel Fabritius, tra i più dotati discepoli di Rembrandt) collocabile sicuramente ai vertici più alti della pittura europea del Seicento. L’opera passò per varie Collezioni private, finché, nel 1839, venne acquistata dal banchiere Adriaan van der Hoop, che la donò in seguito alla Città di Amsterdam, con l’intera sua raccolta di 225 dipinti ( tra cui, pare, anche la “Sposa ebrea” di Rembrandt). Al “Rijksmuseum” arrivò nel 1885, primo quadro di Vermeer nelle sue Collezioni.

Ben chiaro il soggetto, suggerito dallo stesso titolo. Il dipinto rappresenta una giovane donna dalla figura statuaria intenta a leggere una lettera e presumibilmente incinta data la morbida rotondità del ventre e la casacca blu – giacca da letto – chiusa da piccoli fiocchi dello stesso colore. Chissà? Forse la missiva l’ha interrotta nell’esercizio delle attività quotidiane, come parrebbe indurre il libro e la collana di perle posata sul tavolo e che magari stava per indossare. L’atmosfera è silente ed essenziale, in quella sua “esaltazione della quotidianità” che è cifra costante della narrazione segnica e cromatica (tutta giocata sui toni dell’azzurro – bluastre anche le ombre sulla parete – del giallo e dell’ocra) dell’artista olandese. La ragazza è in piedi, vicino a un tavolo, in parte coperto da un drappo, accanto a due sedie con borchie; alle sue spalle il muro è in parte coperto da una grande “carta geografica della Frisia e dell’Olanda occidentale, realmente esistita (disegnata nel 1620 da Balthasar Forisz van Beckenrode e pubblicata da Willem Jansz Blaeu, qualche anno dopo) e che compare anche in un altro dipinto di Vermeer, in quel “Soldato con ragazza sorridente”, databile intorno al 1658 e conservato nella “Frick Collection” di New York.

“L’esposizione – annotano i curatori – propone una lettura di Vermeer e della sua opera non solo come ‘maestro della luce’ e degli ‘interni domestici’, ma come autore di una autentica ‘pittura mentale’, il cui fulcro visivo è la ‘macchia azzurra’ dell’abito della giovane, che domina l’intera composizione con una forza silenziosa e magnetica”. “Il blu – proseguono – non è un semplice elemento cromatico, ma un vero campo di energia visiva … ottenuto attraverso l’utilizzo di un pigmento raro e prezioso, il ‘lapislazzuli’, importato attraverso le grandi rotte commerciali che collegavano l’Europa all’Asia”. Concepito, al di là della semplice lettura estetica,  come occasione preziosa di studio ed approfondimento, l’allestimento del dipinto è accompagnato da pannelli tematici dedicati nello specifico alla conoscenza della “pittura olandese” e a quella sua certosina capacità di rappresentare il “reale”, arrivando finanche all’uso della “camera obscura” che permetteva a Vermeer (e a molti altri artisti fiamminghi come Van Eyck o, in epoca barocca, allo stesso Caravaggio e a Velàzquez) una sorprendente precisione “fotografica” e fisiognomica, accanto ad alcuni effetti “fuori fuoco”, tipici proprio della moderna “tecnica fotografica”.

L’allestimento è inoltre provvisto di una tavola con riproduzione del dipinto in alta definizione e disegno in rilievo: tramite tre “Qrcode” è possibile accedere a una descrizione audio in “lingua italiana” e “inglese” e a una descrizione in “LIS – Lingua dei Segni Italiana” con sottotitolazione.

Gianni Milani

“Vermeer. Donna in blu che legge una lettera”

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, piazza Castello, Torino; tel. 011/4433501 o www.palazzomadamatorino.it . Dal 5 marzo al 29 giugno; Orari dal lun. alla dom. 10/18. Chiuso il martedì

Nelle foto: Johannes Vermeer “Donna in blu che legge una lettera”, olio su tela, ca. 1663; Particolare allestimento (Ph. Perottino)