E’ in dirittura d’arrivo la sedicesima edizione di “EstOvest Festival 2017”, la Rassegna Musicale (già insignita della “Effe Label”, l’etichetta mirante a selezionare le eccellenze festivaliere europee) organizzata dall’Associazione torinese “Xenia Ensemble”, con il sostegno della Compagnia di San Paolo e della Regione Piemonte. Un’edizione particolarmente importante, quella di quest’anno, che ha registrato una partecipazione di pubblico senza precedenti, premiando un fitto calendario di appuntamenti – 28 concerti con cinque prime nazionali e una prima esecuzione mondiale – che ha toccato le location più impensate (dalla Stazione “Porta Nuova” della Metro torinese, per fermarci a Torino, alla
farmacia di Porta Palazzo via via fino al “Museo Egizio”) dislocate in ben dieci città differenti del Piemonte, con oltre 50 artisti internazionali coinvolti, fra cui la “Camerata RCO” (Royal Concertgebouw Orchestra) e l’“Orchestra da Camera Accademia” di Pinerolo. Coronamento ideale del Festival, sarà un concerto dedicato nello specifico al tema di quest’anno: gli “Spiriti Musicali”, ovvero “quelle sensibilità capaci di comprendere e creare la musica in una dimensione che va oltre la razionalità”. Il doppio appuntamento, sabato 9 dicembre ore 17 al “Museo Ettore Fico” (in via Cigna 114, a Torino, ingresso gratuito con il biglietto del Museo), con replica domenica 10 dicembre ore 17 alla “Chiesa Battuti Bianchi” (in corso Cottolengo 6, a Bra, ingresso gratuito) in omaggio allo scrittore e giornalista Giovanni Arpino nell’anniversario dei trent’anni della scomparsa, vuole ripercorrere alcuni dei momenti musicali più interessanti della rassegna. Non senza qualche novità. A suonare saranno i “padroni di casa” del quartetto “NEXT – New Ensemble Xenia Turin”, già protagonisti, spesso in abbinamento con i numerosi ospiti, di vari appuntamenti in cartellone. Il massimo tributo al tema degli “Spiriti Musicali”, troverà la sua summa nel concerto conclusivo, dedicato a Mozart, genio irrequieto per eccellenza, e all’ironica rivisitazione della sua musica ad opera di Alfred Schnittke. Alla tematica del rapporto fra musica e potere è riconducibile il malinconico quartetto del compositore ebreo Mieczyslaw Weinberg, mentre al percorso sulla spiritualità si riferisce la composizione contemplativa dell’estone Erkki-Sven Tuur. All’impressionismo musicale di Ravel si ispira invece il giovane talento Martin Loridan, vincitore della “Call for Scores 2016” e, anche quest’anno, omaggiato da EstOvest Festival con una prima esecuzione italiana. Spiriti musicali diversi, ciascuno voce di una diversa nazione. Proprio come di differenti provenienze geografiche (a conferma del respiro sempre più internazionale assunto dal Festival dal 2001 ad oggi) sono i quattro esecutori: romeno Adrian Pinzaru, irlandese Ellis Cranitch, italiano Claudio Pasceri e giapponese Mizuho Ueyama.
Info: www.estovestfestival.it
g.m.
DAL NOSTRO INVIATO
eguale, a capitoli, le giornate che si aprono all’alba e si chiudono con fatica al tramonto, i compiti abituali dell’agricoltura, le chiacchiere di niente con i compari, la cucina e Trump in tivù, la vita dell’uomo che si confonde con quella degli animali, la mungitura delle pecore e il terrore dei lupi che creano carneficine, gli alberi e le semine, le macchine cui fare manutenzione, gli steccati e le reti a protezione, una vecchia parente cui accudire, un’altra filosofa pratica della vita e dei destini. 85’ con questo e altro ancora, camera fissa per la maggior parte del tempo, ricerca facile della bella immagine, azioni e parole che
non producono sentimenti e non portano a nulla. Tagliaferri – con la paterna produzione di Matteo Garrone, di cui è stato assistente -, tra i pescherecci di Comacchio e certi freddi, solitari centri del Ravennate, considera invece in Blue kids il legame morboso che lega fratello (Fabrizio Falco) e sorella (Agnese Claisse), costruisce per la coppia la scomparsa della madre, fatta di lacrime finte, un’eredità completamente trasmessa al padre, l’uccisione di costui quasi fosse un gioco, un rituale che li lega e che deve essere compiuto con il sorriso sulle labbra. Una cronaca che certe vicende non solo di oggi ci hanno fatto conoscere, i nomi li abbiamo tutti nella memoria, il disaffetto, i quattrini, la noia, tutto può essere la molla che fa scattare quelle malvagità che non hanno tempo. Ricercare le tante cause ed esatte, entrare negli animi, scovare i meccanismi e il nulla che sta forse all’inizio di tutto: invece qui ogni cosa è freddamente raccontata, e la non partecipazione porta ad un vuoto di scrittura e di direzione che la bella fotografia di Sara Purgatorio cerca di colmare, serpeggiando tra dialoghi inesistenti, tra sguardi che vorrebbero accrescere i rapporti ma li svuotano, tra un fondo d’inerzia narrativa che azzera anche il marcio dei due ragazzi.
Come difficilmente dimenticabile è Daphne dell’inglese Peter Mackie Burns con il faccino bello di Emily Beecham. Decisamente disinibita, riempie la solitudine con lettura di Slavoj Zizek e sesso senza troppi problemi, qualche incontro con l’amica per rinfacciarsi quale delle due sia più “stronza”, giri nei bar per qualche bicchierino di troppo e per qualche tiro di cocaina per tenersi a galla, il suo lavoro in un ristorante dove il proprietario è innamorato silenziosamente di lei e lei aspira ad una promozione a secondo chef. Poi una madre che sta morendo di cancro e si rifugia negli affetti recalcitranti di una
figlia e nella fiducia in una religione che le insegni una nuova sopportazione; e una rapina che la sbalza dall’andamento sempre eguale delle sue giornate: forse sarà una nuova salvezza, uno sguardo mai considerato, un momento inaspettato per andare incontro agli altri e riscoprire se stessa. Un bellissimo ritratto di donna circondato da altre partecipazioni che non sono indifferenza, una storia triste e brillante al tempo stesso, gli angoli della vita con la drammaticità e le sfide espressi in modo narrativamente piacevole e forte, le annotazioni giuste, la concretezza dei vari passaggi più che apprezzabile. Non si chiede poi troppo!




Domenica al Raduno sarà possibile vedere ed acquistare, a fronte di donazione, una delle 150 Mole, frutto del lavoro di 260 classi del Piemonte, come idea natalizia. Le opere vincitrici (le prime tre classificate della sezione Infanzia e della sezione Primaria) saranno premiate durante la manifestazione “Un Babbo Natale in Forma”. Le prime due saranno esposte nell’atrio della Museo Nazionale del Cinema durante il periodo Natalizio. La Commissione Giudicatrice è composta dai rappresentanti delle seguenti realtà: Iren SpA, Truly Design, Museo del Cinema, Centrale del Latte di Torino, BCC di Casalgrasso e Sant’Albano Stura, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, La Fattoria del Gelato e l’azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza. Sempre per i più piccoli: bolle di sapone, magia, giochi con la Protezione Civile degli Alpini e i Trampolli! E poi ulteriore Novità: la competizione Solidale tra Aziende
di Pier Franco Quaglieni
docenti ebbero la consapevolezza di che cosa stava succedendo e lo denunciarono con fermezza. Si denunciava il protrarsi di una <<situazione di violenza, illegalità, paralisi che aggrava profondamente la crisi dell’Università italiana>>. Si affermava che <<l’agitazione studentesca, partita all’origine da ragioni valide connesse all’invecchiamento e alle molteplici manchevolezze della struttura universitaria, è stata strumentalizzata in funzione politica da organizzate minoranze >> La lettera si conclude con questa
affermazione profetica :<< Riteniamo che debolezza, conformismo e desiderio di facile popolarità da parte di autorità accademiche e dei docenti, siano al momento il pericolo principale>>. 
Centro Interculturale della Città di Torino Corso Taranto, 160 Dimostrazione finale secondo Laboratorio del Progetto 





In otto sono rimasti feriti non gravemente in un incidente stradale causato dalla neve: coinvolti sette autoarticolati, un furgone e tre auto