redazione il torinese

LinFa: laboratori di autocostruzione per mamma e papà

Fiabosco lancia un calendario di appuntamenti per tutta la famiglia. Il primo in Piemonte

Come costruire con le proprie mani una casa a misura di bambino

Parte domenica 7 Ottobre LinFa – Laboratori in Famiglia, il percorso che propone laboratori diautocostruzione, riuso creativo e percorsi multisensoriali promossi da Fiabosco in collaborazione con associazioni e professionisti di Torino e Piemonte. Si tratta di un progetto unico nel suo genere, dedicato ai piccoli ma anche e soprattutto agli adulti, invitati a lasciare scrivanie, computer e cellulari per (ri)mettersi a “fare”. Fare nel vero senso della parola perché, forti della convinzione che attraverso la manualità si possa ricominciare a “stare” insieme per crescere e scoprire con i propri figli, i laboratori proposti sono di autocostruzione smartL’obiettivo di LinFa è quello di accompagnare gli adulti nel creare oggetti (e opportunità) per i propri figli, sfruttando il laboratorio come momento di condivisione, scambio e esperienzaCasa baby friendly per stimolare l’autonomia Ci sono degli oggetti imprescindibili per una casa baby friendly: dal seggiolone per la pappa alla culla, dal riduttore per il wc al fasciatoio. Altri oggetti, invece, ai più sembrano del tutto superflui, e solo con l’esperienza si capisce quanto invece possano fare la differenza. È il caso ad esempio della learning tower, o torretta per l’apprendimento, uno sgabello con balconcino che permette al bambino, in totale sicurezza e autonomia, di raggiungere le altezze degli adulti. Lo stesso vale per l’appendiabiti che consente ai bimbi di scegliere cosa mettersi e di imparare a vestirsi da soli, o del cestino dei tesori, una cesta piena di odori e forme del mondo, lasciata in mezzo a una stanza e che il piccolo può esplorare con i suoi tempi, spazi e sensi. Il lettino basso senza sbarre consente al bambino di scendere e salire in libertà, senza sentirsi chiuso e senza uscita; o ancora il pannello multisensoriale per la scoperta di movimenti, incastri e suoni del quotidiano, dal lucchetto all’interruttore della luce, ma in totale sicurezza, relax e autonomia. Insomma, i bambini amano partecipare alle attività di casa ed emulare le attività dei più grandi, in cucina, in bagno, ovunque. Soddisfare e assecondare la curiosità dei bimbi è fondamentale e secondo il metodo Montessori, i bambini vanno stimolati nel “fare” e nel partecipare alle attività di casa, e vanno aiutati con i giusti supporti perché possano essere autonomi. LinFa propone ai genitori di costruirli insieme questi supporti, in modo facilitato e divertente.

Laboratori: calendario e partner

I laboratori sono condotti da altri genitori che, in famiglia appunto, hanno già sperimentato l’autocostruzione. Il materiale viene fornito durante il corso e verrà preparato in anticipo; durante l’incontro infatti si procede con la sola fase di assemblaggio e rifinitura. E mentre mamma o papà sono al lavoro, i bimbi con uno dei due genitori, o soli a seconda dell’età, saranno coinvolti in altre attività parallelePossono partecipare mamme e papà, ma anche nonne e nonni, zii, cugini, amici, babysitter!

Location d’eccellenza per questo progetto, unico in Piemonte: gli incontri avranno luogo di domenica mattina, da ottobre a giugno, dalle ore 11 all’interno di Fiabosco, il primo parco emozionale del Canavese. Appuntamenti che verranno garantiti anche in caso di brutto tempo negli spazi coperti della struttura ricettiva Equinozio, dove sono inoltre presenti servizi igienici ed il ristorante per garantire ogni comfort ai partecipanti. Il progetto è realizzato da Fiabosco in collaborazione con Casa maternità Prima Luce,CircowowEquinozio, Janani la casa dell’Ayurveda e la rivista per famiglie Giovani Genitori, media partner del progetto.

Gli anni della ricostruzione visti da Cazzullo

Il Circolo dei lettori, via Bogino 9, Torino

 

Aldo Cazzullo

Giuro che non avrò più fame (Mondadori)

 

Letture di Gianni Bissaca nell’ambito di Portici di carta

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Il nuovo libro dell’inviato ed editorialista del Corriere della Sera, è l’ultimo capitolo della saga dedicata al Novecento italiano. In Giuro che non avrò più fame (Mondadori) lo storico si appoggia al giornalista per cercare tra le pieghe e le piaghe del passato un filo di attualità, affrontando un periodo poco esplorato, ovvero gli anni della Ricostruzione, che prepararono quelli del Boom. La presentazione è con l’autore sabato 6 ottobre, ore 21 al Circolo dei lettori, con le letture di Gianni Bissaca, nell’ambito di Portici di Carta. Il primo film che le nostre nonne e le nostre madri andarono a vedere dopo la guerra fu Via col vento. Molte si identificarono in una scena: Rossella torna nella sua fattoria, la trova distrutta, e siccome non mangia da giorni strappa una piantina, ne rosicchia le radici, la leva al cielo e grida: «Giuro che non soffrirò mai più la fame!». Quel giuramento collettivo fu ripetuto da milioni di italiane e di italiani. Fu così che settant’anni fa venne ricostruito un Paese distrutto. Come scrive Aldo Cazzullo, «avevamo 16 milioni di mine inesplose nei campi. Oggi abbiamo in tasca 65 milioni di telefonini, più di uno a testa, record mondiale. Solo un italiano su 50 possedeva un’automobile. Oggi sono 37 milioni, oltre uno su due. Eppure eravamo più felici di adesso». Ora l’Italia è di nuovo un Paese da ricostruire. La lunga crisi ha fatto i danni di una guerra. Per questo dovremmo ritrovare l’energia e la fiducia in noi stessi di cui siamo stati capaci allora. Cazzullo racconta l’anno-chiave della Ricostruzione, il 1948. Lo scontro del 18 aprile tra democristiani e comunisti. L’attentato a Togliatti e l’insurrezione che seguì. La vittoria al Tour di Bartali e l’era dei campioni poveri: Coppi e il Grande Torino, cui restava un anno di vita. Le figure dei Ricostruttori, da Valletta a Mattei, da Olivetti a Einaudi. Il ruolo fondamentale delle donne, da Lina Merlin, che si batte contro le case chiuse, ad Anna Magnani, che porta al cinema la vita vera. L’epoca della rivista: Wanda Osiris e Totò, Macario e Govi, il giovane Sordi e Nilla Pizzi. Ma i veri protagonisti del libro sono le nostre madri e i nostri padri. La loro straordinaria capacità di lavorare e anche di tornare a ridere. Il racconto di un tempo in cui a Natale si regalavano i mandarini, ci si spostava in bicicletta, la sera si ascoltava tutti insieme la radio; e intanto si faceva dell’Italia un Paese moderno.

 

Torna la Milano-Torino, leggenda su due ruote

Partenza da Magenta e arrivo sul colle di Superga per  la 99a edizione della Milano-Torino. E’ una corsa-mito,  la più antica del calendario internazionale. Quest’anno si terrà il prossimo 10 ottobre con  duecento chilometri di percorso dalla  Lomellina al Monferrato fino alla salita  verso Superga. In totale 21 squadre, di cui 15 UciWorld Teams.  La pendenza media della salita finale è del 9.1%, con una punta del 14% e diversi tratti al 10 per cento. Le precedenti due edizioni sono state vinte da due corridori della Colombia, Miguel Angel Lopez nel 2016 e Rigoberto Uran nel 2017.

La Regione potenzia i centri per l’impiego

L’aumento del personale e il potenziamento dei centri per l’impiego sul territorio regionale, sono le principali novità del piano regionale di attività per l’anno 2018 dell’Agenzia Piemonte Lavoro, approvato in terza Commissione presieduta da Raffaele Gallo, con la presenza dell’assessora al lavoro Gianna Pentenero. In generale, è previsto un rafforzamento delle competenze dei centri, il potenziamento del collocamento mirato, l’aggiornamento delle risorse strumentali e l’aumento sia delle sedi dei Cpi soprattutto nel capoluogo piemontese; anche le risorse umane saranno aumentate, con la previsione di nuove assunzioni da concordarsi con il ministero della Funzione pubblica e del Lavoro. Tra Centri per l’impiego e Antenne lavoro, la Regione ha 46 sedi dislocate su tutto il territorio subalpino: saranno tutte oggetto di consolidamento e rafforzamento. La decisione rientra in un ampio piano di rafforzamento e riorganizzazione delle strutture regionali per le politiche attive del lavoro. Alle comunicazioni dell’assessorato è seguito un dibattito in cui i Commissari hanno rivolto alcune riflessioni all’assessora: Andrea Tronzano (Fi) ha evidenziato come un maggiore rapporto tra le aziende e i centri per l’impiego possa produrre benefici nella soluzione delle problematiche verso le persone con disabilità, Gianna Gancia (Lega ) ha sottolineato la necessità di incoraggiare presso i Cpi non solo il lavoro subordinato ma anche quello autonomo, Francesca Frediani (M5s) si è soffermata sull’utilità di creare una banca integrata dei lavoratori, mentre Andrea Appiano (Pd) e Marco Grimaldi (Leu) hanno chiesto delucidazioni circa la gestione, stabilizzazione e nuove assunzioni di personale presso i Cpi. “Sicuramente un aumento del personale ed una riorganizzaione dell’intero sistema permetteranno un miglioramento ed una maggiore qualità del servizio – ha dichiarato Pentenero – uno dei nostri obiettivi per il 2018 è quello di migliorare la sinergia con le aziende attraverso un potenziamento ed una riorganizzazione dei servizi informatici”. L’agenzia Piemonte Lavoro ha come compiti la collaborazione per il raggiungimento dell’integrazione tra le politiche del lavoro, della formazione e dell’orientamento professionale, nonché dell’istruzione e delle politiche sociali con le politiche dello sviluppo economico-sociale, in attuazione del piano annuale di attività approvato dalla Giunta Regionale.

 

CL – www.cr.piemonte.it

Le residenze degli scrittori

Il silenzio, l’isolamento, la contemplazione della natura, l’assenza di routine e di responsabilità abituali. Solcare i mari in barca a vela, esplorare i ghiacci del Polo Nord o vivere in un altro periodo storico all’interno di una residenza medievale, queste sono le opportunità messe a disposizione degli scrittori per migliorare la concentrazione, incentivare la produttività e solleticare la creatività. Osservare nuovi e straordinari scenari o stimolare l’ispirazione attraverso l’apprendimento di nuove attività è un vero e proprio servizio dedicato di chi ha fatto della scrittura un’ arte, la ragione e la passione della propria esistenza lasciando miracolosamente,   a noi lettori, tracce di infinita bellezza:   I capolavori della letteratura mondiale. Le residenze pensate per i geni della scrittura, per i talenti della penna sono molte, sparse in tutto il mondo, alcune sono davvero incredibili per la loro posizione, per le caratteristiche architettoniche o per l’esperienza che fanno vivere, inoltre sono tutte dotate di spazi o studi dove poter lavorare, creare pensieri e parole e coltivare l’estro. Un Faro alle Isole Shetland, un appartamento sul mare dove scrivere ammirando il mare, immersi nei suoni della natura: le onde, i gabbiani. Una moderno spazio in Svizzera, una hi tech “Treehouses” fatta di metallo e dal design sofisticato da cui venerare le Alpi, con vista privilegiata sul Monte Bianco. Una casa in pieno Circolo Polare Artico con spedizioni in Veliero nei mari del nord comprese, dove il freddo e il paesaggio incredibilmente candido incoraggiano la fantasia. Una vigna in California o in Canada, il dolce profumo del mosto e pregiatissimi vini per far fermentare la creatività. Anche nel nostro paese esistono diverse residenze destinate agli scrittori, posti dove il loro genio viene lusingato e incoraggiato in tutti i modi possibili , tra le più celebri: Santa Maddalena, in mezzo alla meravigliosa campagna Toscana, dove pace, natura e una atmosfera solenne e raccolta fanno da sfondo a soggiorni sapienti, e poi un Castello a Civitella Ranieri, in provincia di Perugia, che ospita, in piena atmosfera medievale, prodigi della scrittura coccolati anche da un meraviglioso e ricercato cibo locale. A Detroit invece, nell’ottica di una riqualificazione culturale e artistica della città, è nato il progetto Write A House che mira a creare una community di scrittori a cui viene dedicata una casa, anch’essa rivitalizzata e ristrutturata ad hoc.

 

Maria La Barbera

Fratelli torinesi “blindano” con i droni le case Usa

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Si chiama DroneGuardy ed è la startup fondata ad agosto nella Silicon Valley da due giovani fratelli Italiani (18 anni lei, 27 lui) decisi a rivoluzionare, grazie ai droni, il mondo della security e della videosorveglianza

La App DroneGuardy è già in fase di sperimentazione in California – con oltre 1500 piloti iscritti in meno di un mese – e a fine ottobre si chiuderà il primo round di investimento di 250.000 dollari. Simone Russo ha 27 anni e conosce bene il mondo dei droni. Nel 2015 Wired l’aveva inserito nella classifica dei 5 giovani startupper under 35 più promettenti da allora ha lavorato con successo al suo progetto Immodrone (www.immodrone.it), grazie al quale ha integrato l’utilizzo dei droni nel marketing turistico immobiliare. Alessia Russo ha compiuto 18 anni a inizio agosto; l’anno scorso ha frequentato l’ultimo anno di High School in Canada, a Vancouver, e lì ha vissuto in prima persona lo spirito imprenditoriale dei giovani d’oltreoceano, maturando il desiderio di voler creare qualcosa di suo. Nel mese di Agosto Simone e Alessia, insieme, hanno creato Droneguardy.com un “drone guardiano” che sorveglia ville e aziende in caso di allarme. L’idea è che i droni – business che Simone in particolare conosce bene – possono essere efficacemente sfruttati anche nel mondo della security e della videosorveglianza, e in caso di catastrofi e/o calamità naturali. Creata una capillare rete di piloti, un drone può partire e raggiungere qualsiasi luogo, anche il più inaccessibile, in meno di dieci minuti, restituendo immagini in alta risoluzione in tempo reale e da varie angolazioni. Uno strumento che apre molte possibilità di sviluppo e rende più veloce il tempo di intervento, sia nell’eventualità di furto o effrazione sia nel caso di un grande incendio o di un terremoto. “Il mercato della sicurezza negli USA – racconta Simone – vale 67 miliardi di dollari, con una previsione di crescita costante che lo porterà a valere 82 miliardi entro il 2023. Dall’altro lato l’impatto della criminalità sull’economia americana, con 2 milioni di furti nelle case ogni anno, pesa 1 trilione di dollari all’anno. Due dati che ci hanno fatto riflettere: la sorveglianza potenziata da un drone può essere più veloce di qualsiasi guardia di sicurezza privata; ha inoltre un forte effetto deterrente e offre una visuale aerea più completa e efficace. Creare la rete di piloti è stato il primo step della nostra startup. Forte della mia esperienza in Italia, in meno di un mese abbiamo iscritto più di 1500 piloti (tutti regolarmente registrati all’FAA, ovvero l’ENAC americana) solo in California, dove è partita la sperimentazione. E questo ci consente di essere già abbastanza capillari su Los Angeles e di offrire un servizio efficiente a fronte di qualsiasi chiamata. In questo l’America apre delle possibilità ed una velocità di sviluppo incredibili. Anzitutto lì c’è una migliore apertura alla tecnologia e ala ricerca & sviluppo dell’utilizzo dei droni. Mentre in Italia ENAC sta aprendo una sperimentazione per il volo BVLOS (cioè non a vista) a Torino, in America NASA e FAA stanno già studiando l’organizzazione di vie aeree per droni, per esempio per la consegna dei pacchi di Amazon…” Al progetto di Simone e Alessia ci ha creduto fin da subito anche Davide Venturelli, italiano che dal 2012 lavora al centro di ricerca della NASA in Silicon Valley, come scienziato specializzato in intelligenza artificiale e che ha messo a disposizione del progetto la tecnologia di automazione dei droni della sua azienda, Archon. La App funziona in modo semplice ed immediato. I piloti iscritti, geolocalizzati, ricevono la notifica di un volo da effettuare nelle loro vicinanze, oppure nelle vicinanze di una stazione automatizzata con un drone pronto al decollo. Accettata la missione, il drone del pilota si alza in volo e in breve raggiunge il luogo, iniziando a trasmettere immagini in tempo reale al proprietario e alla centrale operativa. L’abbonamento mensile al servizio è venduto a partire dai 99 dollari in Usa ma per il lancio italiano, previsto per il 2019, le tariffe saranno inferiori. “La novità degli ultimi giorni – aggiunge Alessia – è che abbiamo offerto l’utilizzo gratuito della nostra App alle forze di polizia e c’è stato subito molto interesse per pianificare al meglio le operazioni prima del loro arrivo sul posto”. Nella startup ha creduto anche il colosso DJI, leader mondiale nella produzione di droni consumer e professionali, che ha siglato un accordo di partnership con DroneGuardy per la California.

droneguardy.com

I “nuovi” torinesi ci raccontano l’integrazione

Ragazze e ragazzi eterogenei, migranti di prima e seconda generazione raccontano la loro storia

In occasione del ISAO FESTIVAL con il tema “Scorrere in alto” sabato 6 ottobre va in scena “Young and Plural App”, uno spettacolo che trasmette un forte messaggio d’integrazione nella società locale torinese. In questa 25esima edizione il festival ci riconduce al tema dei confini, degli sconfinamenti e della circolazione della cultura e dell’arte. Attraverso il teatro, la musica e il cinema ci porta a riflettere verso dove vogliamo scorrere. Verso il basso, verso l’impossibilità, verso il “nulla si può fare”, verso il tutto è perduto, verso “si stava meglio quando si stava peggio? O scorrere in alto con lo sforzo per guardare verso una nuova e diversa direzione? Il registra Giordano V. Amato con la collaborazione di Eliana Catone ha portato in scena giovani migranti di prima e di seconda generazione provenienti da: Albania, Bosnia, Marocco, Tunisia, Egitto, Mali, Senegal, Nigeria e Italia che hanno avuto la possibilità di conoscere il teatro, mettersi in gioco, indagare su sé stessi e su ciò che li circonda ma soprattutto di riflettere sull’integrazione nella società torinese rimanendo fedele alla propria cultura d’origine.

Il tema principale dello spettacolo costituisce i racconti dei loro percorsi e le loro riflessioni attraverso l’App; uno strumento contemporaneo di cui sono dipendenti i giovani e che cela un grande paradosso. Da una parte l’App è una limitazione che porta all’omologazione e dall’altra invece, rafforza la creatività e l’immaginazione. In questo caso l’App diventa uno strumento per incontrare e capire l’Altro. Con il linguaggio del corpo, la scelta delle parole, la modulazione della voce, la condivisione delle idee e di emozioni i protagonisti hanno avuto la possibilità di esprimersi senza pregiudizi. Poterli conoscere tramite il teatro è un’occasione per affacciarsi alla loro storia, al loro percorso di convivenza a Torino, aprirsi e incontrarsi con l’Altro.

 

Samia Makhlouf

Migrazione e speranze. Una mostra a Milano

Inaugurazione sabato 13 ottobre 2018 dalle ore 11.00 alle ore 17.00

Prenotazione obbligatoria all’indirizzo:

info@collezionegiuseppeiannaccone.it

 

 

Sabato 13 ottobre 2018, in occasione della Quattordicesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, Giuseppe Iannaccone apre al pubblico le porte del suo studio legale, allestito con opere della propria collezione contemporanea, presentando un progetto speciale all’interno della rassegna IN PRATICA, dedicato all’artista Giovanni Iudice. La mostra, nata da un’idea di Giuseppe Iannaccone con la collaborazione di Rischa Paterlini, ha l’intento di far riscoprire come la pittura, sebbene sia il metodo più antico che si conosca e in Italia quasi considerato obsoleto, sia sempre in grado di trasferire emozioni e rinnovarsi continuamente. “Conosco Giovanni Iudice da sempre” scrive Giuseppe Iannaccone nell’introduzione al catalogo “Voglio dire che l’ho conosciuto da ragazzino quando mi impressionava con le sue formidabili matite pronte a cogliere angoli umili e scordati della sua meravigliosa Sicilia. Giovanni è stato il primo artista a dipingere i clandestini fin dal lontano 2006. Li ha studiati, Li ha amati, ne ha dipinto le ansie, le sofferenze e le speranze”. Nonostante da qualche tempo Giovanni Iudice abbia manifestato l’intenzione di voler abbandonare il tema dei migranti, perché sempre più utilizzato a fini propagandistici, d’altro canto l’artista non riesce a sottrarsi dal fare i conti con la realtà che lo circonda e che lo ha portato alla realizzazione di Asino, 2018 d.C. “Un trittico” prosegue Iannaccone “che racconta una storia fantastica, di miopia e d’amore, di sofferenza e di speranza, una storia contemporanea: i clandestini che non possono sbarcare, che guardano senza grandi speranze dall’oblò per scrutare ciò che li aspetta. Tra di loro c’è Masha e il suo bambino Mobruk, nato nel corso della navigazione; sulla nave è salito Giovanni, l’artista; vuole stare con loro qualunque cosa accada, vuole confortarli, guidarli proteggerli”. “L’interesse di Giovanni per il reale” scrive Rischa Paterlini “lo avvicina molto ai film di Federico Fellini o a quelli di Pier Paolo Pasolini, in particolare nel loro intento di ritrarre una vita vera, fatta di gente che dice quel che pensa anche se sono pensieri tremendi. I suoi disegni a matita paiono volutamente ingannevoli al punto di avere il dubbio di trovarsi davanti a una fotografia. Nulla di male in questo perché lui, attraverso la ricostruzione minuziosa dei dettagli, dà una connotazione emotiva alla fotografia”. La Collezione Giuseppe Iannaccone comprende un gran numero di opere dell’artista: disegni a matita e dipinti ad olio raffiguranti modelle in interni domestici o spiagge animate, oltre a tele incentrate sul tema dell’immigrazione, a cui in particolare Giovanni Iudice si è dedicato a partire dal 2006. Una realtà che viene scandagliata e visceralmente affrontata dall’artista sino ai giorni nostri. “Ho scelto di dipingere” dichiara Giovanni Iudice “profughi, immigrati, clandestini per intima necessità, perché mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone più rappresentative del contemporaneo: il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato”. Il piccolo volume che accompagna l’opera, distribuito gratuitamente, da questa edizione si rinnova nella grafica ed è disegnato dallo Studio Temp fondato nel 2007 a Bergamo da Guido Gregorio Daminelli, Fausto Giliberti e Marco Fasolini.

 

Opening sabato 13 ottobre 2018 solo su invito e prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento posti all’indirizzo: info@collezionegiuseppeiannaccone.it

Blocco del traffico dal 15 ottobre

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Iniziano lunedì 15 ottobre a Torino e nei comuni metropolitani i blocchi del traffico diesel in base ai provvedimenti antismog che indicano i  limiti ai veicoli più inquinanti fino a blocchi progressivamente più severi, in relazione a più giorni consecutivi di concentrazione delle polveri sottili. La decisone è del tavolo metropolitano sulla qualità dell’aria, dopo l’analisi della delibera della Regione. Sono previste  esenzioni come  quella per gli ambulanti , con deroghe fra le 8 e le 8.30 e fra le 14 e le 17. Deroghe anche per gli ultrasettantenni e per le auto storiche nei weekend.