redazione il torinese

Nuova sede per il Centro Studi Piemontesi

Tra le iniziative di «Officina 50», il cantiere di studi per le iniziative del cinquantenario di fondazione del Centro Studi Piemontesi nel 2019, è stata individuata come prima tappa fondamentale l’intervento di Schedatura, riordino e inventariazione dell’Archivio dell’Associazione. Il lavoro avrà la durata di due anni. Per la sistemazione dell’Archivio sono stati necessari alcuni lavori di adeguamento della Sede che sono stati effettuati nel quadro di un complessivo intervento di ammodernamento dei locali che sarà completato nel 2019.

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L’inaugurazione della sede rinnovata si terrà lunedì 22 ottobre

                                        dalle 16,30 apertura sede per vista locali ristrutturati

seguirà alle ore 18  la conferenza di

Lodovico Passerin d’Entrèves

Presidente Fondazione “Specchio dei Tempi” – Consigliere del Centro Studi Piemontesi

con

Angelo Conti

giornalista de “La Stampa”

Specchio dei Tempi”

la voce e la generosità dei torinesi

Info: tel. 011/537486; info@studipiemontesi.itwww.studipiemontesi.it

Via Ottavio Revel 15 – 10121 Torino. Tel. 011/537486

info@studipiemontesi.it – www.studipiemontesi.it

A Torino una “balena di rifiuti”

Progetto TOward 2030. What Are You Doing?

 17 Street Artists per 17 Global Goals da raggiungere entro il 2030. Un passo netto contro l’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, da un punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Questa l’idea di Lavazza e del Comune di Torino di promuovere congiuntamente un percorso artistico di diffusione dei messaggi rappresentati dai 17 Global Goals delle Nazioni Unite attraverso 17 street artist.  All’associazione Il Cerchio e le Gocce è toccato il Goal 14 – Life below water che ha affidato a Mrfijodor lo sviluppo di un lavoro con focus sul mare e le sue creature. Il Goal 14 ha tra i tanti obiettivi quello della prevenzione e riduzione in modo significativo dell’inquinamento marino di tutti i tipi. Su 63 ecosistemi marini presi in esame dall’Onu, il 16% risulta a rischio o seriamente a rischio per l’eutrofizzazione costiera.  Da qui l’artista, imperiese di nascita e torinese di adozione ha pensato di incrociare in una narrazione immediata e tagliente il goals 14  e la sua storia, il richiamo ad una precisa responsabilità sociale e l’evocazione della sua personale biografica di ligure amante del mare e di imperiese proprio come quel Maurizio Giulio Natta di Imperia, che nel 1963 ricevette il Premio Nobel per i suoi studi sui materiali plastici sintetici. Il mare e la plastica sono nel suo DNA. L’artista scrive: Ho interpretato la tematica del Goal 14 – Life Below Water – ponendo come protagonista una balena, il più grande mammifero marino ma anche uno dei più vulnerabili. E’ lei per me a rappresentare la fragilità dell’ecosistema marino e a farsi portavoce dello sfruttamento distratto e miope degli uomini. Anche La sua collocazione è tuttaltro che casuale.Il muro si trova in via Cardinal Cagliero, ovvero tra la zona del Balon e il mercato di Porta Palazzo in piazza Della Repubblica. Si dice che “Se Torino avesse il mare, il porto sarebbe proprio qui a Porta Palazzo”.  Il porto inteso come movimento, interazione, ma anche qualcosa che resta segreto e indecifrabile in noi come amava pensare Ungaretti. Life below water vuole essere una denuncia, una sintesi personale e allo stesso tempo un enorme cerchio di speranza per la vita e per l’affermazione della sua diversità.

O ci sono o ci fanno. Ma gli altri sono fuori dal mondo

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Chiara Appendino è proprio arrabbiata. Non sta portando a casa nulla, nulla di concreto per i suoi concittadini. E ora arrivano i parlamentari leghisti che vogliono capirci sui conti, Maccanti e Benvenuto di stretta,  strettissima osservanza salviniana. Loro non muovono un dito se non autorizzati dal Vate, sempre più Segretario Ministro e Premier. Chiara Appendino dicono sia delusa dal suo sodale Giggino (Di Maio) che ha accusato il Capitano (Salvini) di fare il gioco delle tre carte. E il Capitano  esorta i pentastellati a leggere ciò che hanno firmato. Apparentemente tutti vanno d’accordo, ma per noi piemontesi c’è un solo risultato pratico. Stanno mettendo il bastone tra le ruote alla Tav. Dunque stanno mettendo i bastoni tra le ruote al Piemonte. E’ suggellato l’accordo tra Borboni (pentastellati) ed Austroungarici (Leghisti). Unica voce fuori dal coro è quella di Gianna Gancia cuneese e capogruppo della  Lega.  I favorevoli alla Torino-Lione? Sonnecchiano. Forza Italia che può spendere solo il poco comunicativo Tajani. E il PD ? Marasma più totale. Non basta Sergio Chiamparino che denuncia: o ci siete o ci fate.  Qualche tweet di qualche esponente PD per dire: “ma noi l’avevamo detto”. A questo punto lo dobbiamo e vogliamo dire : fortuna che ci sono industriali ed operai che ipotizzano una manifestazione congiunta. Sarebbe la prima volta nella nostra storia. Unione industriale. Sindacati. Sindacati non tutti ( forse) con la Cgil divisa al suo interno. E questa volta non tra rivoluzionari e riformisti. Ma alle prese con i pentastellismo montante. Quando me lo spiegano strabuzzo gli occhi. Dentro la Cgil ci sono i pentastellati? Poi riflettendo meglio trovo logico il tutto. Delusi dalla sinistra tradizionale non solo hanno votato il Beppe Grillo ma vogliono di più. Interpretano il reddito di cittadinanza come primo passo. Inorridisco pensando alla pochezza politica pentastellata e capisco che sono io fuori dal tempo.  Capisco che mi rifiuto di credere ma che probabilmente sarà così. Del resto una sinistra tanto sbrindellata non c’è mai stata nel nostro Paese. Riguarda tutti. Articolo uno che rompendo con Sel non si presenterà alle elezioni europee .Sel che beneficiando della rottura tra Rifondazione e Potere al popolo si presenterà con quest’ ultimo alle Europee. Frattaglie.  Ma soprattutto la proposta di Martina di unità alternativa a sinistra è stata rimandata al mittente. Diventa logico che Matteo Renzi abbia campo libero nel Pd nel continuare a dettare l’agenda politica al proprio partito. Altro che semplice senatore. Continua a comandare Lui. E Lui è toscano. Poco interessato alla frontiera tra Italia e Francia. Vede in Macron il naturale leader antipopulista e rimanda tutto a quando i “cialtroni” pentastellati (detto da Lui) si sgonfieranno.  Ma non fa i conti con l’oste. Almeno qui a Torino tra la gente vedi pentastellati e leghisti. Ma non vedi militanti del Pd. Ciò incide negativamente sulla volontà di proseguire sulla Tav. Giacché  industriali ed operai hanno una volontà comune: il lavoro. Ed è per questo che scenderanno in piazza a difendere le grandi opere infrastrutturali per difendere il lavoro. La vedo dura. Ma non tutte le speranze sono perdute. Cambiano i termini dell’ agire politico. Da una parte Unione industriale e pezzi di sindacato. Dall’ altra pentastellati e leghisti. Con un PD volutamente  tagliato fuori da sè stesso. Non solo dal Palazzo, dove continua a vivere, ma dalla gente che non capendo (forse) non lo vuole più.
Patrizio Tosetto

Veleni e vecchi merletti alla Fondazione CRC

Sembra un giallo dove il finale è incerto. Per dirla in altri termini, è come per le ciliegie , una tira l’altra. Per capire le esternazioni di Antonio De Giacomi in merito alle sue dimissioni dalla Fondazione CRC bisognerebbe partire da lontano. Stando ad un antico proverbio cinese: “siediti sulla sponda del fiume e vedrai passare il cadavere del tuo nemico”. Un proverbio lungimirante, ma alquanto terribile in tema di invidie, gelosie e vendette. Venendo al caso delle clamorose dimissioni, i primi screzi con l’attuale presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta risalgono a due anni ai tempi del duello in merito alla presidenza. Nel frattempo le dimissioni porteranno il Comune di Alba a dover nominare un nuovo rappresentante che assumerà le funzioni fino al 2020, anno del rinnovo.

I maligni sostengono che è già campagna elettorale e si cerca già un candidato alla successione del sindaco di Alba, Maurizio Marello. A distanza di nemmeno due anni dallo scontro con Giandomenico Genta per la carica alla presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Antonio Degiacomi lascia il Consiglio Generale dell’ente. La notizia è stata diffusa martedì 9 ottobre dallo stesso presidente del Centro studi sul Tartufo che (solo venerdì 5 ottobre aveva partecipato all’inaugurazione della 88esima Fiera Internazionale del Tartufo e aveva incontrato lo stesso Genta). Gli aveva anticipato in quell’occasione le dimissioni? Nemmeno per sogno!. Con una lettera aperta (al vetriolo) ai giornali, De Giacomi ha continuato a togliersi i “sassolini” dalle scarpe che aveva abituato a differire nel tempo. Prima lo aveva fatto con Giovanni Quaglia, presidente Fondazione Crt, considerato l’altro nemico e sempre con lettera aperta ai giornali. Riportiamo uno stralcio parziale delle esternazioni:  ”Dopo due anni di esperienza della Presidenza Genta, sento sempre meno efficace il ruolo e l’effettivo coinvolgimento del Consiglio Generale  e intendo tenermi lontano da uno stile di conduzione della Fondazione personalistico, insofferente alle critiche, poco sensibile a possibili conflitti di interesse o comunque a inopportuni cumuli e intrecci di cariche“. De Giacomi – che è stato vicepresidente sotto la presidenza di Ezio Falco e non lontano dai giochi di potere –  continua il suo j’accuse: ”Non mi illudo che la mia decisione contribuisca a stimolare un dibattito nella comunità provinciale sul ruolo della Fondazione, sui profili richiesti ai designati e più in generale sulla anomalia in provincia di Cuneo e in Piemonte costituita dalla occupazione di cariche da parte di un ristretto e ben identificato gruppo di personaggi che rafforzano il potere personale dando e ricevendo appoggi in modo trasversale“. Si capisce chiaramente che, oltre a Giandomenico Genta e Giovanni Quaglia, gli strali siano diretti anche ad altri. Nel frattempo, c’è pure un’interrogazione parlamentare della deputata monregalese Fabiana Dadone del Movimento 5 Stelle, sull’acquisto da parte della Fondazione CRC di 50 milioni di euro di azioni Atlantia (pari a circa il 3% del patrimonio della Fondazione medesima).Lo stesso Genta, nel mese di aprile del 2018, era stato nominato presidente del Collegio Sindacale di Autostrade per l’Italia S.p.A., società controllata dal Gruppo.  Strano, ma nella Provincia Granda, le guerre partono sempre dalle Fondazioni. In questo gioco al massacro, noi riteniamo che un pò più “garbo” nell’attaccare le imprese e quindi Atlantia ci vorrebbe, in quanto alla fine, tutto il sistema Italia ne patisce lo scotto. Dopo la citazione di un proverbio cinese, ci viene in mente un passo del Vangelo: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Sembra strano, ma tutti vedono le colpe negli altri, ma mai in se stessi: Emmanuelle Macron , Jean – Claude Juncker e tanti altri…

Tommaso Lo Russo

Vco, bye bye Lombardia

Alle 19 l’affluenza al referendum per la “secessione” del Vco dal Piemonte verso la Lombardia era del 27,27 per cento. A poche ore dalla chiusura dei 225 seggi in 76 Comuni coinvolti dal voto il quorum era quindi lontanissimo. Il 4 marzo, alle Politiche, alla stessa ora l’affluenza era del 61,89 %.

Crolla rampa di scale nel palazzo, evacuati in 50

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Quasi un miracolo, nessun ferito dopo il crollo di una rampa di scale in un condominio di cinque piani  in via Ormea 156, in zona San Salvario. Il crollo è avvenuto nel primo pomeriggio. Prontamente intervenuti  i vigili del fuoco che stanno mettendo  in sicurezza l’edificio con l’evacuazione di circa 50 persone, non senza difficoltà visto che l’ascensore non può essere utilizzato.

 

(foto archivio il Torinese)

Pari granata a Bologna. Mazzarri: “Abbiamo buttato via due punti”

BOLOGNA TORINO 2-2

Il tecnico granata Walter Mazzarri, al termine della partita contro il Bologna, finita 2-2, ha rilasciato queste dichiarazioni a Sky Sport:

“Non abbiamo fatto una parata, abbiamo preso due gol da soli. Come ci è già capitato, sottovalutiamo i pericoli. Abbiamo dominato la partita, facendo gol e creando più  occasioni, mangiandoci anche qualche gol. Se siamo riusciti a pareggiarla è perché siamo autolesionisti. Dobbiamo stare concentrati, è difficile spiegare  una partita così. Finalmente avevamo giocato come piaceva a me anche fuori casa, mettendo in difficoltà una signora squadra. Siamo stati bravi dal punto di vista del gioco ma poi ci siamo trovati con questo risultato assurdo, buttando via due punti. Stiamo crescendo, ma dobbiamo fare il salto di qualità”.

 

(foto Luca Tonatto)

Stroncato da un infarto dopo la corsa per non perdere il bus

Un uomo di 38 anni, di origini marocchine, questa mattina in via Gorizia è morto d’infarto per una lunga corsa. Tutto per prendere il bus  58 barrato. Non appena raggiunto il mezzo  alla fermata, l’uomo si è  accasciato senza vita . A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione di due ambulanze giunte sul posto con i carabinieri.

La classicità moderna di Colonna

“Giorno e notte”, museo civico Moncalvo. A cura di ALERAMO ONLUS.Sino al 16 dicembre – Sabato e domenica 10-19. Altri giorni su appuntamento tel  3277841338

Gianni Colonna possiede ricchezza di formazione, approfondimento di esperienze e incontri sviluppati creativamente in cui si intrecciano passato e presente attraverso particolari sovrapposizioni.

Il rigoroso mestiere, a sostegno della propria poetica, lo fa approdare ad una intensità di risultati in cui l’idea si concretizza grazie alla figurazione; mai cede a lusinghe di mode effimere che imitano, banalizzandole, le geniali intuizioni delle avanguardie storiche che hanno valore solo se irrepetibili mentre il nichilismo attuale impoverisce l’arte e quindi la conoscenza del mondo. A Colonna non serve l’annullamento iconico per creare il Nuovo poiché lo trova appropriandosi degli artisti del passato “dipingendovi sopra”, come suole dire, con libertà stilistica. Si tratta di una moderna classicità non sottoposta a sterili mode del momento bensì è vocazione alla Bellezza delle immagini che durano nel tempo, è un ritorno all’ordine che recupera simboli, miti e l’alchimia dei contrari che si avvicendano perennemente come in un processo vichiano. Ad ogni opera, qualunque sia la tematica, dà lo stesso titolo “Giorno notte”, a cui non è estraneo il richiamo alla Tomba Medicea di Michelangelo, uno degli artisti che maggiormente ammira. Nel tema dei paesaggi, naturalistici, silenti e misteriosi, si attua un processo di semplificazione stilistica, di essenzialità spaziale di sublimata purezza che quasi si incammina verso l’astrazione; tutto è immobilizzato in una sorta di realismo magico che l’artista, torinese, ha assorbito dalla atmosfera della “città metafisica” di De Chirico, Nietzsche e Casorati, suo maestro, ma che risentono soprattutto il senso di calma e di cosmica fratellanza di Piero Della Francesca. La collina monferrina, pura e incontaminata, costantemente sotto la luna, diventa simbolo dell’eterno riconciliarsi degli opposti di alba e tramonto tra luci e colori. Se nel tema del paesaggio non compare figura umana, alla cui presenza allude la luce che esce dalla porta spalancata della casa, il tema sacro, poco trattato nell’arte moderna e contemporanea passata dal trascendente all’immanente, è al contrario umanizzato per l’esigenza di mantenere in vita la nostra cultura millenaria che rischia di disperdersi.

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Il crocifisso, simbolo irrinunciabile, sovrapposto a modelli del Cristo patiens col capo reclinato sulla spalla ma con gli occhi aperti, privo di ferite sanguinanti e di chiodi a mani e piedi, vivo nel preannunciare la resurrezione, è reso attuale inserendolo tra i vigneti del Monferrato.In alcuni quadri il luogo è immediatamente riconoscibile nell’” Angolo di giardino alla Colma” di Angelo Morbelli, il più osservante del Divisionismo, a cui Colonna rende omaggio rispettando la stesura a puntini e trattini della vegetazione in cui il Cristo è incluso.La Vergine, dipinta su opere di Simone Martini, di Van Eyck, Orazio Gentileschi con libertà stilistica, nella Pietà rivela un tacito tranquillo colloquio tra Madre e Figlio differenziandosi per l’essenzialità e per il sentimento di speranza che si distacca anche dalla dolorosa elegia di Giambellino e dalla tragedia cosmica di Sebastiano Del Piombo, spesso citati. La Madonna, dipinta su quella di De La Tour, umile nella stanzetta rischiarata dalla luce di una immaginaria candela, è attorniata da antichi libri che spesso Colonna immette nei quadri, per avvalorare l’importanza della cultura umanistica che sta alla base della propria pittura. La Vergine, sovrapposta alla” Annunciazione” del Beato Angelico è timida e timorosa all’apparire dell’angelo che le offre una rosa rossa al posto del candido giglio, mantenendo ricordi anche di Simone Martini e Lorenzo Lotto.Trattata con attenzione ai modelli di riferimento, la figura femminile sovrappone contenuti e invenzioni formali personalissimi: La Venere di Velasquez, privata dei particolari del letto, dello specchio e dell’angelo, giace nuda sul terreno avvolta in una atmosfera blu ad indicare il primigenio congiungimento di uomo e natura, terra e cielo. Riprendendo il “Riposo nella fuga in Egitto” di Caravaggio, l’angelo musicante si trasforma in figura femminile allo stesso modo in cui il Cristo della” Flagellazione” di Piero è sostituito da una donna alludendo al problema attuale del femminicidio.

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Essendo uomo del proprio tempo, Colonna è sensibile a quanto avviene intorno a lui come pure è aperto a movimenti artistici moderni e contemporanei che rispettino il passato pur nell’innovazione; ama quindi Picasso, Carrà, Balthus e altri grandi artisti delle avanguardie che non hanno annullato completamente la figurazione; alcune figure muliebri, svuotate del corpo avvolto in linee curve e col volto privo di lineamenti, fanno pensare a una affinità con Kostabi. Le nature morte abbinano particolari realistici come il pollo della” Cena in Emmaus” caravaggesca a enigmatici straniamenti dechirichiani, un autoritratto contiene la citazione della barca di Carrà come desiderio di avventurarsi in sperimentazioni e, ancora,” la foresta” di Max Ernst viene posta su una mentale isola bianca, levigata e lucida come la seta, sospesa in un cielo striato di blu, mentre “La notte” di Michelangelo è accostata ad un notturno di Magritte. Per la prima volta in assoluto, inoltre, è esposto, nella mostra in corso nel Museo di Moncalvo, un quadro giovanile di Colonna ispirato dal tema circense del periodo blu e rosa di Picasso. Sempre aleggia nei dipinti un senso di serenità, sono pochi i momenti in cui Colonna mostra pessimismo ed è quando medita sul rischio della perdita della bellezza e della tradizione tracciando sulle opere una riga simile ad una ferita per simboleggiare la morte dell’Arte che egli ritiene avvenga nei giorni nostri. La convinzione che la forza dell’Arte sia vincente gli fa però continuare il cammino intrapreso che, ponendolo in posizione isolata, paradossalmente lo rende un artista rivoluzionario.

 

Giuliana Romano Bussola

 

 

 

Ragazza muore dopo serata in discoteca, aperta inchiesta

Una ragazza di 24 anni, residente a Novara,  è morta in casa di amici dopo  un malore accusato  nella notte tra venerdì e sabato a Guastalla, in Emilia Romagna, al termine di una serata trascorsa in discoteca. Annunziata, questo il suo nome, era originaria di Napoli, ma residente nel Novarese, anche se si era appena trasferita nel Mantovano dove lavorava in un bar. La vicenda presenta circostanze poco chiare e la Procura di Reggio Emilia  ha aperto un’inchiesta per la quale è stata decisa l’autopsia al fine di accertare le cause della morte e capire se  la giovane abbia ingerito qualcosa di letale.