redazione il torinese

2018 “da incorniciare” per Fondazione Torino Musei

Oltre 500mila visitatori per Palazzo Madama, GAM e MAO

Chiusura d’anno con il botto per la Fondazione Torino Musei che mette a bilancio del 2018, appena alle spalle, ben 507.362 visitatori, con un incremento del 8,5% rispetto al 2017, allorché se ne contarono, a registri chiusi, 467.353 sui tre Musei, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica e MAO - Museo d’Arte Orientale: Musei diventati sempre di più, nel corso dell’anno da poco terminato, luoghi di incontro e punto di riferimento della vita culturale cittadina per il ricco programma di mostre, conferenze, convegni, workshop, corsi di storia dell’arte, progetti didattici, eventi privati, visite speciali e attività di volta in volta programmate con sapiente lungimiranza e particolare attenzione alle esigenze e alle più svariate curiosità culturali del pubblico. Torinese e non. Da ricordare anche, sottolineano i responsabili, ” che nel 2018 la Fondazione, nel percorso di valorizzazione e diffusione del proprio patrimonio artistico e delle proprie competenze tecnico-scientifiche, ha esteso le attività di scambio in ambito internazionale, nazionale e anche con varie istituzioni del Piemonte, iniziando il confronto con le realtà culturali del territorio e ponendo le basi per progetti condivisi”. Il traguardo più importante dell’anno in ambito internazionale– sempre secondo la Fondazione – si è raggiunto con l’esportazione della mostra “Le figure dei sogni. Marionette, burattini, ombre nel teatro orientale”, promossa e realizzata nel 2016 dal MAO e ancora oggi in corso a Sharjah, Emirati Arabi Uniti, presso il Museum of Arab Heritage, lo spazio espositivo del Sharjah Institute for Heritage.

Le cifre nello specifico:

Nel 2018, Palazzo Madama è stato visitato da 211.177 persone, proponendo, tra le altre, le mostre “Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti“; “Perfumum. I profumi della storia”; “Carlo Magno va alla guerra. Cavalieri e amor cortese nei castelli tra Italia e Francia”; “Una ritrovata Madonna della Fabbrica di San Pietro. Dalla chiesa di San Giacomo Scossacavalli alla basilica vaticana”; ”La Sindone e la sua immagine. Storia, arte e devozione” (ancora in corso fino al 21 gennaio) e ”Madame Reali: cultura e potere da Parigi a Torino. Cristina di Francia e Giovanna Battista di Savoia Nemours (1619 – 1724)”, visitabile fino al 6 maggio.

 

La GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, che chiude il 2018 con 187.736 visitatori (nonostante la parziale apertura per alcuni mesi delle collezioni dell’800) ha presentato tra le altre le mostre “Renato Guttuso. L’arte rivoluzionaria nel cinquantenario del ’68; ”Suggestioni d’Italia, dal Neorealismo al Duemila. Lo sguardo di 14 fotografi”; ”Laura Grisi. Le opere filmiche, 1968-1972″; ”Apollinaire e l’invenzione ‘Surréaliste’. Il poeta e i suoi amici nella Parigi delle Avanguardie”, ancora in corso fino al 24 gennaio, e ”I MACCHIAIOLI. Arte italiana verso la modernità”, aperta fino al 24 marzo.

All’interno del progetto della Fondazione Torino Musei di sviluppo sul territorio piemontese la GAM ha inoltre organizzato a Cuneo, dal 24 ottobre nella ex chiesa di San Francesco, la mostra “Noi continuiamo l’evoluzione dell’arte. Arte Informale dalle collezioni della GAM Torino” che ha totalizzato fino al 31 dicembre 4.432 visitatori.

 

Il MAO – Museo d’Arte Orientale conclude il 2018 con 108.449 visitatori e ha organizzato le mostre: “Nomadi dell’Asia. Storie di donne e uomini tra steppe e altopiani; ”Orienti: 7000 anni di arte asiatica dal Museo delle Civiltà di Roma”;”Tattoo. L’Arte sulla pelle” (fino al 3 marzo); “I tesori del Duca” in collaborazione con il Castello di Agliè; “Màn Vietnam Street Heroines. Fotografie di Ottavia Castellina” e ”Sfumature di terra. Ceramiche cinesi dal X al XV secolo” (aperta fino al 10 febbraio).

Infine, precisano dalla Fondazione Torino Musei, sono oltre un milione e mezzo i visitatori sui siti web della stessa Fondazione.

g.m.

Nelle foto

– “Madonna di Scossacavalli” (Palazzo Madama)
– “La Vergine, il Beato Amedeo di Savoia e San Giovanni Battista sorreggono la Sindone” (Palazzo Madama)
– Cristiano Banti: “In via per la chiesa” (GAM – “I Macchiaioli)
– Ceramiche cinesi (MAO) 

 

2018 "da incorniciare" per Fondazione Torino Musei

Oltre 500mila visitatori per Palazzo Madama, GAM e MAO

Chiusura d’anno con il botto per la Fondazione Torino Musei che mette a bilancio del 2018, appena alle spalle, ben 507.362 visitatori, con un incremento del 8,5% rispetto al 2017, allorché se ne contarono, a registri chiusi, 467.353 sui tre Musei, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica e MAO - Museo d’Arte Orientale: Musei diventati sempre di più, nel corso dell’anno da poco terminato, luoghi di incontro e punto di riferimento della vita culturale cittadina per il ricco programma di mostre, conferenze, convegni, workshop, corsi di storia dell’arte, progetti didattici, eventi privati, visite speciali e attività di volta in volta programmate con sapiente lungimiranza e particolare attenzione alle esigenze e alle più svariate curiosità culturali del pubblico. Torinese e non. Da ricordare anche, sottolineano i responsabili, ” che nel 2018 la Fondazione, nel percorso di valorizzazione e diffusione del proprio patrimonio artistico e delle proprie competenze tecnico-scientifiche, ha esteso le attività di scambio in ambito internazionale, nazionale e anche con varie istituzioni del Piemonte, iniziando il confronto con le realtà culturali del territorio e ponendo le basi per progetti condivisi”. Il traguardo più importante dell’anno in ambito internazionale– sempre secondo la Fondazione – si è raggiunto con l’esportazione della mostra “Le figure dei sogni. Marionette, burattini, ombre nel teatro orientale”, promossa e realizzata nel 2016 dal MAO e ancora oggi in corso a Sharjah, Emirati Arabi Uniti, presso il Museum of Arab Heritage, lo spazio espositivo del Sharjah Institute for Heritage.
Le cifre nello specifico:
Nel 2018, Palazzo Madama è stato visitato da 211.177 persone, proponendo, tra le altre, le mostre “Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti“; “Perfumum. I profumi della storia”; “Carlo Magno va alla guerra. Cavalieri e amor cortese nei castelli tra Italia e Francia”; “Una ritrovata Madonna della Fabbrica di San Pietro. Dalla chiesa di San Giacomo Scossacavalli alla basilica vaticana”; ”La Sindone e la sua immagine. Storia, arte e devozione” (ancora in corso fino al 21 gennaio) e ”Madame Reali: cultura e potere da Parigi a Torino. Cristina di Francia e Giovanna Battista di Savoia Nemours (1619 – 1724)”, visitabile fino al 6 maggio.
 
La GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, che chiude il 2018 con 187.736 visitatori (nonostante la parziale apertura per alcuni mesi delle collezioni dell’800) ha presentato tra le altre le mostre “Renato Guttuso. L’arte rivoluzionaria nel cinquantenario del ’68; ”Suggestioni d’Italia, dal Neorealismo al Duemila. Lo sguardo di 14 fotografi”; ”Laura Grisi. Le opere filmiche, 1968-1972″; ”Apollinaire e l’invenzione ‘Surréaliste’. Il poeta e i suoi amici nella Parigi delle Avanguardie”, ancora in corso fino al 24 gennaio, e ”I MACCHIAIOLI. Arte italiana verso la modernità”, aperta fino al 24 marzo.
All’interno del progetto della Fondazione Torino Musei di sviluppo sul territorio piemontese la GAM ha inoltre organizzato a Cuneo, dal 24 ottobre nella ex chiesa di San Francesco, la mostra “Noi continuiamo l’evoluzione dell’arte. Arte Informale dalle collezioni della GAM Torino” che ha totalizzato fino al 31 dicembre 4.432 visitatori.
 
Il MAO – Museo d’Arte Orientale conclude il 2018 con 108.449 visitatori e ha organizzato le mostre: “Nomadi dell’Asia. Storie di donne e uomini tra steppe e altopiani; ”Orienti: 7000 anni di arte asiatica dal Museo delle Civiltà di Roma”;”Tattoo. L’Arte sulla pelle” (fino al 3 marzo); “I tesori del Duca” in collaborazione con il Castello di Agliè; “Màn Vietnam Street Heroines. Fotografie di Ottavia Castellina” e ”Sfumature di terra. Ceramiche cinesi dal X al XV secolo” (aperta fino al 10 febbraio).
Infine, precisano dalla Fondazione Torino Musei, sono oltre un milione e mezzo i visitatori sui siti web della stessa Fondazione.

g.m.

Nelle foto

– “Madonna di Scossacavalli” (Palazzo Madama)
– “La Vergine, il Beato Amedeo di Savoia e San Giovanni Battista sorreggono la Sindone” (Palazzo Madama)
– Cristiano Banti: “In via per la chiesa” (GAM – “I Macchiaioli)
– Ceramiche cinesi (MAO) 

 

Rivalutazione geriatrica al Mauriziano

Nasce il primo ambulatorio in Italia di rivalutazione geriatrica del Pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano di Torino, ovvero una struttura ambulatoriale cui i pazienti sono indirizzati su indicazione del Medico d’urgenza al momento della dimissione dal Pronto soccorso stesso, in base alla valutazione del rischio di ritorno non programmato. L’aumento costante della aspettativa di vita media e dei bisogni di salute della popolazione determina una crescita costante del ricorso al Pronto soccorso di pazienti anziani con malattie croniche. Nel solo 2017 ben 18042 accessi al PS del Mauriziano sono stati effettuati da pazienti sopra i 65 anni (il 38,7% del totale) e 4532 di questi hanno portato al 25,3% dei ricoveri totali. Ridurre il tempo di permanenza e le recidive di accesso di questi pazienti permetterà l’abbattimento delle complicanze associate alla permanenza ospedaliera con conseguente miglioramento della qualità di vita dei suddetti pazienti e contenimento dei costi.Per questi motivi sono apparse urgenti l’ideazione e la validazione di strategie assistenziali dedicate (come proposto anche nelle recenti dichiarazioni congiunte di SIGOT e SIMEU), che possano garantire una maggiore continuità delle cure dopo dimissione, soprattutto nei soggetti a maggior rischio di rientro inatteso in PS. A questo scopo, nell’ospedale Mauriziano ora per la prima volta è stato progettato un Ambulatorio di Rivalutazione Geriatrica, ovvero una struttura ambulatoriale cui i pazienti sono indirizzati su indicazione del Medico d’urgenza al momento della dimissione dal PS, in base alla valutazione del rischio di ritorno non programmato. L’ambulatorio si propone l’obiettivo di monitorare il decorso del paziente dopo la dimissione, individuando tempestivamente potenziali criticità che potrebbero condurlo nuovamente in PS e proponendo adeguati correttivi terapeutici e di percorso assistenziale. L’ambulatorio si propone anche di offrire una valutazione utile per facilitare i medici di famiglia nell’avvio delle pratiche assistenziali domiciliari.Al progetto partecipa il dottor Alessandro Reano (medico specializzando presso la Geriatria e Malattie Metaboliche dell’Osso dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino) con la supervisione del dottor Domenico Vallino (Direttore della Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza e responsabile del Pronto soccorso del Mauriziano) e del dottor Paolo Balzaretti (Dirigente medico della Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza del Mauriziano).

“A spasso con i fantasmi. Un viaggio nella Torino dell’Ottocento”

Al Museo Nazionale del Risorgimento il film diretto da Enrico Verra

 

Prodotto dalla Fondazione Vittorio Bersezio – Ente amministrato da Compagnia di San Paolo – diretto da Enrico Verra e scritto e interpretato da Giuseppe Culicchia, approda al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, dopo il buon successo ottenuto alla sua prima presentazione, il film “A spasso con i fantasmi. Un viaggio nella Torino dell’Ottocento”. L’appuntamento è per giovedì 3 gennaio, alle 15,30, presso la “Sala Cinema” del Museo di via Accademia delle Scienze 5, a Torino (tel. 011/5621147). Già impegnata nella realizzazione di supporti multimediali per la diffusione della cultura risorgimentale e la valorizzazione del patrimonio storico subalpino, con la produzione di questo mediometraggio,  la Fondazione presieduta dall’avvocato Mario Napoli ( e il cui obiettivo principe è quello di mantenere viva la memoria dello scrittore piemontese – che fu anche vivace giornalista e deputato del Regno d’Italia – noto soprattutto per la commedia piccolo borghese “Le miserie ‘d Monsù Travèt”, andata in scena per la prima volta all’ “Alfieri” di Torino nel 1863) amplia i propri progetti nel campo audiovisivo. Il film è rivolto al largo pubblico e si ispira a “I miei tempi” di Vittorio Bersezio, libro di memorie personali che in realtà ha come vera protagonista la città sabauda avviata a diventare prima capitale del Regno d’Italia. Realizzato con il patrocinio della Città di Torino e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, “A spasso con i fantasmi” ha attinto a un vasto patrimonio di testi e immagini d’epoca attraverso le maggiori istituzioni di riferimento che hanno sede sotto la Mole: dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano all’Archivio storico della Città di Torino, così come alla Fondazione Torino Musei (Fondo Gabinio) e al Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis. Girato nello scorso inverno, in concomitanza con l’evento annuale di “Luci d’artista”, il film si ambienta in un’unica notte. Dal calar del buio alle prime luci dell’alba, Giuseppe Culicchia “conduce lo spettatore alla scoperta di una Torino apparentemente scomparsa, ma che, a ben guardare, salta fuori ad ogni angolo, offrendo lo spunto a ricostruzioni storiche, notazioni curiose, osservazioni ironiche, parallelismi insospettabili tra ieri e oggi”. In un curioso girovagare sotto le stelle per vie, piazze e portici di una Torino d’antan, da “Fiorio” e “Il Cambio” alla “Piccola Casa della Divina Provvidenza”, da “Palazzo Madama” a Porta Palazzo, dal “Regio” al “Rondò della Forca”, “s’intersecano in continui giochi d’ombre Cavour e le lavandaie sul Po, Carlo Alberto e le prostitute sotto i portici, i nobili a teatro e gli operai in Vanchiglia”. Continuo è il dialogo e il raffronto fra la Torino d’oggi e quella d’allora; fra luoghi rimasti incredibilmente uguali a se’ stessi dal periodo risorgimentale a oggi e altri ormai irriconoscibili, “mentre la narrazione incisiva di Giuseppe Culicchia sottolinea analogie e differenze, coinvolgendo e trascinando lo spettatore nel racconto, rendendo vivo e presente ciò che sembrerebbe appartenere irrimediabilmente al passato”. La visione del film è compresa nel costo del biglietto di ingresso del Museo

g.m.

Nelle immagini: Giuseppe Culicchia e il Museo nazionale del Risorgimento

 

"A spasso con i fantasmi. Un viaggio nella Torino dell’Ottocento"

Al Museo Nazionale del Risorgimento il film diretto da Enrico Verra
 
Prodotto dalla Fondazione Vittorio Bersezio – Ente amministrato da Compagnia di San Paolo – diretto da Enrico Verra e scritto e interpretato da Giuseppe Culicchia, approda al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, dopo il buon successo ottenuto alla sua prima presentazione, il film “A spasso con i fantasmi. Un viaggio nella Torino dell’Ottocento”. L’appuntamento è per giovedì 3 gennaio, alle 15,30, presso la “Sala Cinema” del Museo di via Accademia delle Scienze 5, a Torino (tel. 011/5621147). Già impegnata nella realizzazione di supporti multimediali per la diffusione della cultura risorgimentale e la valorizzazione del patrimonio storico subalpino, con la produzione di questo mediometraggio,  la Fondazione presieduta dall’avvocato Mario Napoli ( e il cui obiettivo principe è quello di mantenere viva la memoria dello scrittore piemontese – che fu anche vivace giornalista e deputato del Regno d’Italia – noto soprattutto per la commedia piccolo borghese “Le miserie ‘d Monsù Travèt”, andata in scena per la prima volta all’ “Alfieri” di Torino nel 1863) amplia i propri progetti nel campo audiovisivo. Il film è rivolto al largo pubblico e si ispira a “I miei tempi” di Vittorio Bersezio, libro di memorie personali che in realtà ha come vera protagonista la città sabauda avviata a diventare prima capitale del Regno d’Italia. Realizzato con il patrocinio della Città di Torino e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, “A spasso con i fantasmi” ha attinto a un vasto patrimonio di testi e immagini d’epoca attraverso le maggiori istituzioni di riferimento che hanno sede sotto la Mole: dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano all’Archivio storico della Città di Torino, così come alla Fondazione Torino Musei (Fondo Gabinio) e al Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis. Girato nello scorso inverno, in concomitanza con l’evento annuale di “Luci d’artista”, il film si ambienta in un’unica notte. Dal calar del buio alle prime luci dell’alba, Giuseppe Culicchia “conduce lo spettatore alla scoperta di una Torino apparentemente scomparsa, ma che, a ben guardare, salta fuori ad ogni angolo, offrendo lo spunto a ricostruzioni storiche, notazioni curiose, osservazioni ironiche, parallelismi insospettabili tra ieri e oggi”. In un curioso girovagare sotto le stelle per vie, piazze e portici di una Torino d’antan, da “Fiorio” e “Il Cambio” alla “Piccola Casa della Divina Provvidenza”, da “Palazzo Madama” a Porta Palazzo, dal “Regio” al “Rondò della Forca”, “s’intersecano in continui giochi d’ombre Cavour e le lavandaie sul Po, Carlo Alberto e le prostitute sotto i portici, i nobili a teatro e gli operai in Vanchiglia”. Continuo è il dialogo e il raffronto fra la Torino d’oggi e quella d’allora; fra luoghi rimasti incredibilmente uguali a se’ stessi dal periodo risorgimentale a oggi e altri ormai irriconoscibili, “mentre la narrazione incisiva di Giuseppe Culicchia sottolinea analogie e differenze, coinvolgendo e trascinando lo spettatore nel racconto, rendendo vivo e presente ciò che sembrerebbe appartenere irrimediabilmente al passato”. La visione del film è compresa nel costo del biglietto di ingresso del Museo

g.m.

Nelle immagini: Giuseppe Culicchia e il Museo nazionale del Risorgimento
 

Appetitoso rotolo di tacchino al tonno

Una ricetta semplice, economica, veloce da cucinare ma, al contempo gustosa e nutriente, perfetta da proporre anche ai bambini. Un classico della cucina di casa, la carne di tacchino e’ leggera e si sposa bene con qualsiasi ingrediente. Provatela in questa stuzzicante versione…

***

 

Ingredientitacchino

 

500gr. di fesa di tacchino in una sola fetta

300gr. di tonno sgocciolato sott’olio

3 cucchiai di parmigiano grattugiato

2 cucchiai di capperi sotto sale

1 pizzico di origano

1 piccola cipolla

1 tuorlo

½ bicchiere di vino bianco secco

Olio evo, sale q.b.

***

 

Frullare nel mixer il tonno ben sgocciolato, i capperi, il parmigiano grattugiato, il tuorlo e l’origano. Battere bene la fetta di fesa di tacchino, spalmarla con il composto di tonno, arrotolarla e legarla con dello spago da cucina. In un tegame rosolare in poco olio la cipolla tritata, lasciare appassire, unire la rolata e sfumare con il vino bianco. Aggiustare di sale e lasciar cuocere coperto a fuoco lento per circa 45 minuti. A cottura ultimata lasciar raffreddare completamente, affettare e servire a piacere tiepida  o fredda.

 

Paperita Patty

 

Tragedia sulle piste: bimba di 9 anni muore sugli sci

Non c’è stato nulla da fare per salvare la  bambina di 9 anni, di Roma, morta dopo essere caduta sugli sci sulle piste di Sauze d’Oulx, al Fraiteve. Era in discesa con il proprio papà  e ha probabilmente  perso il controllo degli sci cadendo lungo il pendio per 50 metri e sbattendo contro una barriera frangivento. Il grave  trauma toracico  le ha provocato un arresto cardiocircolatorio

(Foto archivio)

Con la Befana arriva “La spada nella roccia”

La compagnia delle Formiche presenta il musical per bambini e famiglie “La Spada nella Roccia” sabato 5 gennaio h. 15.30 e 20.30 e domenica 6 gennaio h. 15.30 
Un potente mago, una perfida fata e un regno conteso tra il bene e il male.Quando il giovane Artù sarà chiamato a diventare un grande uomo, la sua vita cambierà per sempre. Il destino lo trascinerà in un vortice d’amore, avventura e pericoli, e potrà contare soltanto sulla sua intelligenza, tagliente come una spada, e sul suo cuore, forte come la roccia. Il pubblico sarà trasportato dalle magie di Merlino in un mondo fantastico, popolato da animali parlanti e stravaganti personaggi che accompagneranno Artù e Ginevra in una storia d’amore senza tempo. Il nuovo musical della Compagnia delle Formiche trasforma il celebre mito di re Artù in uno spettacolo emozionante e divertente per tutta la famiglia, con musiche inedite e scenografie spettacolari.
Nel 2016 lo spettacolo ha vinto il primo premio del concorso nazionale del musical originale “PrIMO”
PREVENDITE: tutti i giorni presso la cassa del teatro ore 10,00-12,30 e 15,30-19,00 e su www.teatroverdimontecatini.it – www.ticketone.it
sabato 5 dicembre, h. 16.30 e 20.30
domenica 6 gennaio, h. 15.30
TEATRO NUOVO TORINO
la Compagnia delle Formiche presenta
La Spada nella Roccia il Musical
MATTEO OSTUNI – Artù
BENEDETTA BOSCHI – Ginevra
SIMONE MARZOLA – Merlino
CLAUDIA NALDONI – Morgana
LAPO BRASCHI – Rufus / Il gufo Pitagora
GIANNI MINI – Sir Thomas / Il cane Cane
BENEDETTA CHIARI – Lady Ellen
GINEVRA QUACQUARINI – Mrs Patches / La gatta Cindy
BALLERINE E BALLERINI DELLA M.D.T. – Ensemble

Infarto e frattura, paura in montagna. Ma arriva l’elisoccorso

Salvataggio doppio e in contemporanea per il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese (Sasp) e l’eliambulanza del  118, a Pont Canavese. Gli uomini del soccorso sono intervenuti per aiutare una donna di 46 anni  di Moncalieri che si era fratturata una gamba su una via ferrata, e un uomo colto da infarto. Il medico  dell’eliambulanza si è recato nell’abitazione per prelevare l’infartuato, nel frattempo l’elicottero  ha recuperato la donna in parete, poi è tornato in piazzola dove è stata data precedenza alll’uomo mentre la scalatrice è stata messa su un’ambulanza diretta in ospedale.
(Foto M. Alesina)

Docenti dei Diritti Umani: a proposito di mobilità

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti dei Diritti Umani, in occasione della mobilità 2019/2020, propone al Governo e ai Parlamentari di modificare le aliquote inerenti ai trasferimenti; attualmente, ricordiamo, è previsto il 60% delle disponibilità accantonato per le immissioni in ruolo determinate al termine dei trasferimenti provinciali; i trasferimenti interprovinciali del personale docente si effettuano dopo quelli provinciali nel limite del 30%. Sarebbe ora opportuno consentire alle famiglie smembrate dalla legge 107 del 2015 di ritornare ad una qualità di vita decorosa. Per i docenti in servizio fuori sede non sono previste indennità di alcun genere, e diventa chiaro quanto sia utopistico sognare un rientro a casa per i lavoratori appartenenti a determinate classi di concorso (es. A046 – discipline giuridiche ed economiche), se non ci sarà un impegno immediato da parte del Governo, che pure, attraverso i suoi rappresentanti più eminenti, aveva fatto sperare tutto il contrario. Ci rivolgiamo in maniera particolare a quei parlamentari, che, spesso appartenenti al mondo della scuola, avevano durante la campagna elettorale incontrato tanti insegnanti e ne avevano condiviso pubblicamente le istanze, affinché mediante un emendamento alla legge di bilancio 2019 possano inserire novità importanti per il ritorno a casa dei numerosi docenti in attesa.

Presidente Romano Pesavento

Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani