
Testimonianze autobiografiche inedite dei soldati italiani che hanno combattuto la Prima guerra mondiale, conservate dall’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
Dal 5 giugno e per quattro settimane (12-19-26) in edicola con il settimanale l’Espresso, troverete “Cronache dal fronte <http://temi.repubblica.it/iniziative-biblioteca/2015/05/26/la-prima-guerra-mondiale-in-italia-cronache-dal-fronte/>”,una collana di volumi realizzata a partire dalle testimonianze autobiografiche inedite dei soldati italiani che hanno combattuto la Prima guerra mondiale, conservate dall’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano. Da quelle testimonianze e dal comune lavoro svolto negli ultimi anni da Nicola Maranesi con il giornalista dell’Espresso Pier Vittorio Buffa, è nato un progetto editoriale che ha portato i curatori a selezionare centinaia di pagine memorabili, accompagnate da bellissime foto dei testi originali scattate da Luigi Burroni, per raccontare la quotidianità del fronte tra il 1915 e il 1918. “Cronache dal fronte” è un “diario collettivo”, concepito come se negli anni di guerra combattenti e civili si fossero passati di mano in mano, giorno dopo giorno, lo stesso taccuino, riempiendolo oggi con la pagina di diario dell’uno, domani con la lettera spedita dall’altro, dopodomani con la memoria scritta dall’altro ancora. Il risultato è uno stupendo coro di voci, talvolta unisone talvolta dissonanti, talvolta limitrofe talvolta lontanissime, che raccontano in un modo unico i 42 mesi della Prima guerra mondiale.
I banditi ricercati sono tutti armati di pistola e a volto coperto
Vicino alla statale del Monginevro
Il centenario della “sezione calcio”

Spiega il presidente Sergio Chiamparino: “il Piemonte è la prima Regione italiana a predisporre un Piano ai sensi della nuova normativa. Inoltre, vengono introdotte misure come la rotazione degli incarichi dirigenziali legata al rischio potenziale di corruzione, secondo la quale non si può dirigere un settore per più di dieci anni”
Ad aprire le danze sono stati gli avvocati delle diverse parti civili costituite che si sono associati alle richiesta fatte nell’udienza precedente della procura. Poi è stato il turno della difesa del multimilionario svizzero
miliardi di lire nell’attività, difficilmente potrebbe venire bollato come un potenziale omicida volontario. “Sono argmenti che fanno breccia nell’opinione pubblica e che dovranno essere approfonditi – spiega Nicola Pondrano, presidente del Fondo vittime amianto – certamente il capo di imputazione presenta dei lati deboli per i quali potrebbe venire impugnato anche in altri gradi di giudizio, forse sarebbe stata più sicura la strada dell’omicidio colposo, provocato da una colpa grave, piuttosto che quella dell’omicidio doloso”. L’11 giugno, prossima udienza, sarà la volta delle repliche a partire dai pubblici ministeri Guariniello e Colace che potranno così argomentare le ragioni che li hanno portati ad imbastire Eternit bis. E dovranno essere convincenti perché se così non fosse anche altri procedimenti, Etetnit ter ad esempio, che si stanno incamminando, potrebbero venire tranciati dal principio del ne bis in idem.




IL GHINOTTO DELLA DOMENICA
Nella frazione Casa Bianca sono stati recuperati 120 metri di cavi