redazione il torinese

Botellon,organizzatori promettono: niente eccessi

I residenti, memori del disastro provocato in piazza Cavour lo scorso febbraio, chiedono un maggior controllo, misure di sicurezza e punizioni severe per chi non rispetta le regole. 

movida33Si attende con ansia, misure preventive e dialogo con gli organizzatori, la serata di venerdì nella quale è’ prevista in Piazza Carlo Alberto la festa studentesca per celebrare la fine degli esami universitari a suon di musica e alcool. Il Botellon, che in italiano vuol dire “bottiglione ” , è’ nato in Spagna circa vent’anni fa e il mood è’ rimasto identico: fare festa fino all’alba, in piazza o in qualche parco, portandosi dietro da bere e da fumare in modo da spendere poco.

I residenti, memori del disastro provocato in piazza Cavour lo scorso febbraio, chiedono un maggior controllo, misure di sicurezza e punizioni severe per chi non rispetta le regole. Si dovrà attendere la fine della festa per decretare l’impegno degli amministratori per garantire sicurezza e decoro in città.

Camminare per un'altra Torino scommettendo sul domani

turistipiazacastello biciSTORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto

Mi ritrovo in una città che molte volte mi è sfuggita. Tutto è possibile per due motivi. Cammino e ancora non sono scappato via. Forte è stata la tentazione. La crisi economica (assolutamente non finita)  ha facilitato questo desiderio di fuga. Ma sono rimasto e non me ne pento. Forse non ho più l’età. E come Pepe Cavalho “brucio” i libri letti per rendere maggiormente sostenibile questo presente…

 

Mi dicono persone a me care che, quando scrivo, sono migliore di quello che realmente sono. Hanno ragione. Siamo sempre divisi dialetticamente tra ciò che siamo, quello che siamo stati e quello che vorremmo essere.Elio Vittorini nel suo memorabile “Uomini e no” conclude il romanzo dicendo: ciò che ho scritto è ciò che sono. L’essere comunista, quello che vorrei essere. Dopo avrebbe rotto con Togliatti e dunque con il Pci. In questo piccolo episodio di grandi personaggi intravedo sempre e comunque speranza. Speranza per quello che si vuole essere, che la realtà s’avvicini sempre di più a quello che vorremmo essere. Sentendoci dei privilegiati perchè possiamo raccontare ciò che vediamo ed elaboriamo. Tra le miei varie fortune, quella di avere un cane. Di fatto è lui che mi porta in giro. Poche centinaia di metri da corso Casale, ad esempio vero villa Rey, e  ti ritrovi in un “altro mondo”. Ma siamo a Torino.

 

Sì, siamo a Torino e da piccole vie sbucano vocianti ragazzini che giocano a pallone. Si scende in boschi incontrando altre case. Qui i rumori sono rarefatti. Sbaglierò ma anche la gente è “migliore” e sicuramente meno stressata. Maggiore la parola maggiori i sorrisi. Anche il cane che ferocemente abbaia per difendere la sua casa, non ti spaventa. MI ritrovo,lo  confesso. Mi ritrovo in una città che molte volte “mi è sfuggita”. Tutto è possibile per due motivi. Cammino e ancora non sono scappato via. Forte è stata la tentazione. La crisi economica (assolutamente non finita)  ha facilitato questo desiderio di fuga. Ma sono rimasto e non me ne pento. Forse non ho più l’età. E come Pepe Cavalho “brucio” i libri letti per rendere maggiormente sostenibile questo presente…

 

Nel vedere, nel guardare, nell’osservare i turisti “rapiti” da un pezzo di Storia d’Italia che si chiama Torino. E dopo tanti tanti anni essere orgoglioso d’essere nato in questa città, non solo per quello che è stata, ma anche per quello che è. E speriamo per quello che potrà essere. Sicuramente più facile dirlo che farlo. Ma le code lunghe di persone per entrare al museo Egizio sono il presente, e io mi sento piccola parte di questo presente. Essere parte di un insieme. Anche per questo, sarà banale, consiglio a tutti di camminare. Camminare tanto. Le “cose” che si vedono si gustano di più. Questa nostra, alla fine, bella città si può “gustare” maggiormente. Non sono andato via anche per le mie due figlie. Sicuramente loro sono il futuro. Almeno il mio futuro. Scommettendo su Loro ho già vinto: voglio riscomettere su questa città sperando di vincere.

 

 

Ai Giardini reali "La salute in Comune"

Gli eventi sono aperti al pubblico con ingresso libero

 

sanitaDal 1 luglio al 22 luglio ai Giardini Reali di corso San Maurizio, il Polo cittadino della Salute della Città di Torino organizza La Salute “in Comune”, l’appuntamento cittadino dedicato al tema della promozione della salute, giunto alla settima edizione. Gli eventi sono aperti al pubblico con ingresso libero.

Tre parchi cittadini come palestre a cielo aperto

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Negli spazi verdi è allestita una postazione fissa con uno sportello informativo itinerante

 

Il Parco Ruffini, Piazza d’Armi e il Valentino, tre tra i parchi più noti di Torino si trasformano in “palestre a cielo aperto. E’ un progetto di Comune,Istituto di medicina dello sport, Arpa, Esercito. Negli spazi verdi è allestita una postazione fissa con uno sportello informativo itinerante, dove un medico sportivo, coadiuvato da due laureati in Scienze motorie, farà valutazioni mediche e motorie, consulenze gratuite sull’ alimentazione, e darà consigli per praticare correttamente l’allenamento.

 

(Foto: il Torinese)

La gloriosa sezione Pci di Barriera vivacchia in epoca grillina

Wamar

STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Capitava che odori spingessero forte in gola, da ragazzini. Era l’incontro tra puzza delle colate di gomma della Ceat  e profumo dei panettoni della Wamar. Un odore che quasi stordiva. Ed il ricordo ha l’olfatto. All’angolo con corso Vercelli c’era un basso fabbricato in legno, dedicato ad Antonio Banfo, operaio antifascista ucciso dai nazifascisti. Casa del Popolo, sede della 9a sezione del PCI

 

Miseria e nobiltà. Anche in questa nostra Barriera, con una vena di tristezza che accompagna queste riflessioni. Piazza Crispi è il fulcro di una storia che si sviluppa dalla fine degli anni ’50 ad oggi. Si mischiavano case ed industrie. Dalla mitica Grandi Motori alla Wamar dei dolciumi, alla Ceat cavi di via Leoncavallo. Capitava che odori acri spingessero forte in gola, da ragazzini. Era l’incontro tra puzza delle colate di gomma della Ceat  e profumo dei panettoni della Wamar. Un odore che quasi stordiva. Ed il ricordo ha l’olfatto. All’angolo con corso Vercelli c’era un basso fabbricato in legno, dedicato ad Antonio Banfo, operaio antifascista ucciso dai nazifascisti. Casa del Popolo, sede della 9a sezione del PCI.

 

Dal dopoguerra la Barriera ha sempre massicciamente votato a sinistra. Solo alle ultime politiche il movimento 5 Stelle è diventato di maggioranza relativa. Il basso fabbricato fu venduto a Banca San Paolo che costruì moderni e bruttini alloggi anni ’60 e i locali per una sua filiale. La sede della 9a sezione “vagò” per un po’, trovando definitiva ed ultima dimora in via Cervino, sede che segui le vicissitudinidel Pci. Ultimamente divisa in tre settori: Pd, Arci, e Sel e ospitante L’Anpi ( Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). Ieri ho saputo della fine di questa storia. Il proprietario dei muri è il circolo Arci, intitolato ad Antonio Banfo.  Gli iscritti sono solo – e vogliono essere solo – 20. Il Motivo? Ognuno di loro ha personalmente contributo a comprare il tutto. Sel ha disdettato ed ora il Pd dovrebbe accollarsi tutti i costi affittuari relativi, che ammontano a circa 10 mila euro annuali.

 

Problema? Sono previsti 5000 euro d’incasso e ne mancano altrettanti. Come mai? Semplice: drastica riduzione degli iscritti e il presidente di Quartiere, diventata consigliere  regionale, decide non percepire il relativo stipendio, non versando le quote mensili relative. La maggioranza dei presenti ha poi paura che l’effetto di Venaria, tra un anno arrivi in Barriera. Penso, scusate la banalità: tanto va la gatta al largo che ci lascia lo zampino. Lascio ai lettori le valutazioni. Chi ha rinnovato azzerando tutto non ha saputo probabilmente creare realmente il nuovo. Chi ha vinto il congresso ora dice che tutto il partito deve risolvere. Ma il partito non c’è più. E difficilmente qualcosa che non c’è più può risolvere. Rimane la tristezza che diventa nostalgia. Ma con la nostalgia non si fa politica. Vedremo tra un anno. Personalmente con poche speranze.

Sulla rotta delle spezie al Museo di Arti Orientali

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Un viaggio attraverso le foto degli artisti del National Geographic Italia che ritraggono il ricco universo delle spezie

 

Le spezie sono le protagoniste assolute della mostra che il Mao di Torino dedica a queste polveri esotiche e profumate, in collaborazione con il National Geographic, fino al 27 settembre prossimo. Avvalendosi della consulenza dello storico Alessandro Venoli,  l’esposizione, ndalntutolo “Sulla rotta delle spezie”, si compone di 73 fotografie dei grandi fotografi del National Geographic, ed è arricchita di numerosi mappe e di un’installazione che evoca un suk.  Queste polveri, con le loro mille sfumature colorate, dall’oro al carminio,   provenienti da isole remote e terre lontane, spinsero in passato uomini coraggiosi a cavalcare le onde degli oceani,  scatenando guerre e rincorrendo ricchezze favolose, dando così il via alle grandi scoperte geografiche.

 

Il percorso illustra le tappe principali delle rotte marittime seguite dai mercanti,  per poi approfondire alcuni aromi in sezioni specifiche. Si parte dalla tintura dei tappeti e si prosegue nelle sale dedicate a peperoncino, zenzero,  noce moscata, zafferano, vaniglia, chiodi di garofano, cannella e sesamo, ricche di oggetti, profumi e immagini suggestive di coltivazioni di ingredienti ancora oggi molto diffusi sulle nostre tavole.

 

Un tempo le spezie alimentavano un potente meccanismo economico  e una parte del loro potere di fascinazione dipendeva dall’uso che se ne faceva in cucina; il cibo dell’Europa medievale, almeno di quella più ricca, veniva in gran parte profumato da questi aromi. Un altro aspetto altrettanto importante era il loro uso come farmaci e rimedi fondamentali. Ai tempi dell’Impero Romano valevano più dell’oro e delle pietre preziose. Per secoli alimentarono gli scambi tra Occidente e Oriente. La via marittima dall’Europa all’India e oltre, fino alle Isole delle Spezie, o Molucche,  la cui apertura fu ottenuta con l’uso della forza militare tra 1400 e 1500 dai portoghesi,  rappresenta, infatti, il punto di partenza dell’espansionismo europeo nel mondo e del colonialismo.

 

Tra gli artisti presenti in mostra Steve Winter, Joel Santore, Steve Raymer,  Pascal Maitre,   Mark Moffett,  Steve Mc Curry,   Bruce Dale, Paul Chesley,  George F. Mobile,  Winfield Parks.  In occasione della mostra “Sulla rotta delle spezie”, Il Mao e il Museo Nazionale dell’Automobile, che ospita fino al 27 settembre la mostra intitolata “Modus vivendi”,  applicheranno la reciproca riduzione sul biglietto d’ingresso nei rispettivi musei. A partire dal 28 giugno fino a settembre,  il Mao promuoverà un ricco ciclo di eventi dedicati al tema dell’esposizione.  Gli appuntamenti saranno incentrati sulle spezie, la loro storia, la scoperta delle terre di loro provenienza.  Incontri, workshop e visite tematiche racconteranno la mostra in un viaggio esperienziale che coinvolgerà tutti e cinque i sensi. Seguendo la suggestione delle spezie, si degusteranno anche cocktail e dolci dal sapore esotico; verranno inoltre proposti appuntamenti con botanici e storici in merito alle scoperte geografiche. A completamento le visite guidate e le attività per adulti e bambini.

 

Mara Martellotta

UNIVERSITA' DI TORINO: NIENTE TASSE PER I PROFUGHI, NEOMAMME CON LO SCONTO E DUE NUOVI CORSI DI LAUREA

Per aiutare i futuri studenti è disponibile un’ app  gratuita per tutti negli store Apple e Android

palazzo nuovoNovità in arrivo per gli accademici di Torino. Il rettore Gianmaria Ajani e la prorettore Elisabetta Barberis hanno presentato le novità previste per quest’anno accademico. L’Università  di Torino, dopo la protesta degli studenti per l’inadeguatezza degli spazi e la chiusura di Palazzo Nuovo per l’allarme amianto, promette nuove opportunità sia in termini di corsi che di impiego. E’ stato abolito il numero programmato a dieci corsi di laurea e ne sono stati inseriti due nuovi, “Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione” e “Stochastics and date science”, quest’ultimo interamente in inglese. L’Ateneo diventa inoltre un datore di lavoro per gli iscritti al terzo anno di studi, offrendo l’opportunità ad una cinquantina di studenti di accedere ad un bando per tutor con contratto di collaborazione a tempo parziale e retribuiti regolarmente. Inoltre le studentese incinta e le neo-mamme pagheranno le tasse al 50%, mentre i profughi sono totalmente esonerati dal pagamento delle tasse per due anni. 

Sperando di non inasprire con quest’ultima novità introdotta dal “magnifico” l’entusiasmo di chi con grandi sacrifici economici, anche delle proprie famiglie, giunge da altre parti d’Italia per ambire ad un diploma di laurea del prestigioso Ateneo torinese, pagando regolarmente e interamente le tasse universitarie, informiamo che per aiutare i futuri studenti è disponibile un’ app – gratuita per tutti – negli store Apple e Android. Tutte le procedure di immatricolazione sono da svolgersi on line.

 

                                                                                                                                                       Clelia Ventimiglia

 

Si riqualifica l'ex Moi con la biomedicina

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Sono 18 mila i metri quadri dell’ex Moi, l’area oggi degradata su cui  sorgerà un polo tecnologico-scientifico specializzato nella biomedicina. Il sindaco di Torino, Piero Fassino, e i rettori del Politecnico, Marco Gilli e dell’Università,Gianmaria Ajani, hanno siglato l’accordo per la concessione dell’edificio da parte del Comune. L’investimento per il progetto è di circa 20 milioni e fa parte delle linee di riqualificazione urbana, in vista della costruzione della Città della Salute nell’area adiacente l’ex Fiat- Avio.

 

(Foto: il Torinese)

Drops to zero, esce un pezzo ogni domenica

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Jack: “Ci siamo conosciuti a scuola, io suonavo la chitarra e Dani suonava il basso. All’inizio andavamo in sala prove assieme ad altre undici persone e suonavamo per lo più rock e metal, ma con il tempo ci siamo sparsi e siamo rimasti solo noi due”

 

Mi sono recato nel centro di Torino per intervistare Giacomo Sapienza e Daniele Giuggia, in arte Drops to Zero, produttori musicali che nell’ultimo anno hanno realizzato diversi beat per Shade (vincitore di MTV Spit 2013), Blue Virus e molti altri rapper. Entrando sono stato accolto molto cordialmente e dopo una rapida visita delle varie sale in cui viene svolta la produzione delle canzoni iniziamo l’intervista.

 

Ciao! Inanzitutto come vi siete conosciuti e com’è nata la vostra collaborazione?

Jack: Ci siamo conosciuti a scuola, io suonavo la chitarra e Dani suonava il basso. All’inizio andavamo in sala prove assieme ad altre undici persone e suonavamo per lo più rock e metal, ma con il tempo ci siamo sparsi e siamo rimasti solo noi due. A quel punto abbiamo deciso di incominciare a usare i computer per colmare i buchi che erano rimasti e ci siamo messi a risuonare i vecchi pezzi che avevamo con l’aiuto di un software.

 

Una svolta nella vostra carriera è arrivata con le produzioni per Blue Virus, come vi siete incontrati e com’è nata l’idea di fare canzoni assieme?

Con Blue Virus ci siamo conosciuti a una serata rap nella quale cantava un nostro amico. In quell’occasione abbiamo cominciato a scambiarci complimenti, allora abbiamo deciso di provare a fare un pezzo assieme e da lì siamo finiti a fare l’intero album. 

 

Jack: Blue ormai lo vediamo come un fratello, durante i lavori per “I migliori anni del nostro mitra” (l’album) ci vedevamo talmente spesso che a un certo punto gli ho fatto un doppione delle mie chiavi di casa! Al mattino, mentre dormivo, lui entrava, faceva il caffè, mi svegliava e poi andavamo al lavoro insieme. Con lui c’è sintonia sia dentro che fuori dallo studio, questo rende tutto più facile.

 

Sul web avete anche creato alcuni contest nei quali chiedevate ai rapper di scrivere delle strofe sui vostri beat, come sono andati?

Abbiamo iniziato l’anno scorso con l’Rkh contest che inaspettatamente ha avuto una buona risposta. Allora quest’anno abbiamo deciso di replicare, ma la cosa ci è un po’ sfuggita di mano, in una settimana ci sono arrivate più di duecento strofe!

 

Ora invece che progetti state portando avanti?

Oltre a produrre regolarmente beat su richiesta, attualmente stiamo facendo il Drops to Sunday nel quale facciamo uscire un pezzo a settimana, la domenica, con le partecipazioni di vari artisti come Paskaman, Roman, Shade, lo stesso Blue Virus e altri ancora.

 

Che consigli vi sentite di dare a chi sta per iniziare o ha iniziato da poco a produrre?

Daniele: Il consiglio che mi sento di dare è di non avere la presunzione di inventare nulla, ma di andare a cercare una serie di artisti o generi che durante la produzione ti possano servire da punti di riferimento. In questo modo anche se un giorno non ti senti ispirato grazie a quei punti hai comunque qualcosa da cui partire.

 

Jack: Non fossilizzarsi su un solo genere o arttista, ma ascoltare di tutto in modo da avere più influenze possibili. E’ importante anche riuscire a dare un’impronta personale alle proprie produzioni, in questo modo quando quacuno ti ascolta è in grado di distinguerti.

 

Grazie mille e in bocca al lupo per il futuro! “Grazie a te e un saluto a tutti il lettori del Torinese!”

 

Filippo Burdese