Quale tipologia di immobile oggi è più ricercata a Torino? Sono più i singoli o i nuclei familiari a cercare casa? Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, offrirà una panoramica delle ultime tendenze del mercato immobiliare torinese, al convegno organizzato da Fiaip Torino (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) giovedì 28 marzo dalle ore 10.45 al Centro Congressi dell’Unione Industriale (via Fanti 17). I dati socio-demografici, emersi nelle ricerche effettuate su Torino e provincia attraverso il portale di annunci immobiliari più famoso d’Italia, saranno illustrati nel corso dell’incontro dal titolo “Immobili in un mercato che cambia”.
Nella notte del 17 marzo scorso, un ventiduenne italiano è stato rapinato a Torino in via Berthollet angolo via Sant’Anselmo da due cittadini maghrebini. I due delinquenti con la minaccia di un coltello, si impossessavano dello zainetto del ragazzo contenente effetti personali, denaro contante e materiale vario scolastico e lavorativo, per poi dileguarsi. Personale del commissariato di Polizia di Stato Barriera Nizza e della Squadra Mobile rintracciava quarantott’ore dopo in via Nizza uno degli autori del fatto. Il ragazzo, un cittadino marocchino di 19 anni, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, che in passato aveva fornito numerose diverse generalità, senza fissa dimora a Torino, veniva sottoposto dagli investigatori a fermo di indiziato di delitto per la rapina commessa. Gli accertamenti svolte nell’immediatezza permettevano agli agenti del Commissariato Barriera Nizza di individuare il suo complice. Si tratta di un cittadino marocchino trentaquattrenne, con pregiudizi di polizia e irregolare sul territorio nazionale. Gli operatori verificavano che lo stesso, nelle ore immediatamente successive alla rapina, aveva utilizzato una carta prepagata “Postpay” intestata alla vittima per acquistare delle vivande presso un distributore alla stazione Porta Nuova. Contestualmente al fermo del trentaquattrenne gli agenti denunciavano a piede libero la sua fidanzata, una cittadina italiana di 19 anni, per il concorso nell’indebito utilizzo della carta di pagamento e per resistenza nei confronti di uno degli agenti operanti. Parte della refurtiva recuperata è stata riconsegnata alla vittima.
M.Iar.
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il progetto di bilancio 2018: avanzo di 92 milioni di euro (+8%), patrimonio netto superiore a 2,2 miliardi di euro (+32 milioni sul 2017), posizione finanziaria netta a 254 milioni di euro, 80 milioni di euro a sostegno del territorio Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRT, che si è riunito oggi a Torino sotto la Presidenza del Professor Giovanni Quaglia, ha approvato il progetto di Bilancio 2018. Il documento sarà sottoposto ora all’esame del Consiglio di Indirizzo, che si riunirà il prossimo 30 aprile.
Il bilancio consuntivo 2018 si chiude con un avanzo d’esercizio pari a 92 milioni di euro (in crescita del 7,6% rispetto all’avanzo 2018). Un risultato certamente positivo, realizzato grazie a un’efficiente ed equilibrata gestione operativa e del patrimonio, cui hanno contribuito il ritorno alla distribuzione dei dividendi da parte di UniCredit, con il conseguente pagamento degli interessi sui c.d. titoli Cashes e l’apporto dell’attività di negoziazione. In un anno in cui, a livello mondiale, la maggior parte delle classi di attività ha fatto registrare performance negative, la redditività della gestione del patrimonio della Fondazione è stata conseguita grazie a una mirata attività di negoziazione. Pertanto, pur in presenza di alcune rettifiche di valore delle attività in portafoglio, è stata mantenuta e incrementata la capacità di supportare finanziariamente i progetti dell’attività istituzionale. L’attenzione prestata all’efficienza gestionale ha determinato oneri di gestione sostanzialmente in linea con il 2017, mentre l’onere per imposte IRES, con un valore complessivo dei dividendi incassati invariato, è aumentato di oltre 2 milioni di euro a 16 milioni di euro, portando il carico fiscale complessivo sostenuto dalla Fondazione nel 2018 a 21,3 milioni di euro. Ampiamente positiva la posizione finanziaria netta, salita da 232 milioni di euro nel 2017 a 254 milioni di euro nel 2018. L’avanzo 2018 ha permesso di riservare all’attività istituzionale futura circa 60 milioni di euro, e di incrementare il patrimonio di oltre 32 milioni di euro. Nel 2018 la Fondazione CRT ha attivato risorse per oltre 72 milioni di euro (erano 64 milioni nel 2017): interventi focalizzati su welfare e salute pubblica, ricerca e istruzione, arte e beni culturali. A queste tradizionali modalità di intervento, la Fondazione ha continuato ad affiancare ulteriori iniziative nella logica dei mission related investments.
Aveva otto bombe carta nell'armadio, arrestato
Un cittadino italiano di 43 anni è stato arrestato lunedì dagli agenti dagli agenti della Divisone Pas. della Questura di Torino in collaborazione con gli agenti della Squadra Mobile.
Nel corso di attività delegata dall’Autorità Giudiziaria, gli agenti hanno riscontrato la presenza nell’alloggio, nascoste in un armadio della camera da letto, di 8 bombe carta artigianali (le cosiddette ‘cipolle’). Gli artifizi risultavano pericolosi in quanto privi di qualsivoglia certificazione circa la produzione dei manufatti e le condizioni di sicurezza. Le 8 bombe carta sequestrate sono da ritenersi micidiali a causa dell’elevata potenza e perché in grado di produrre una c.d. esplosione per simpatia ovvero un’esplosione che si concretizza allorché un singolo ordigno innesca istantaneamente tutti gli altri vicini provocando un’esplosione che avrà massa pari alla somma della massa di tutti gli esplosivi detonati. Nel corso della perquisizione sono state ritrovate tre “torce illuminanti”. Nell’auto dell’uomo, i poliziotti hanno anche rinvenuto due flaconi contenenti un centinaio di capsule di efedrina e aspirina illegali pe poiché importate dall’estero con flaconi etichettati non in lingua italiana e senza autorizzazione rilasciata dall’Aifa. Alla luce dei fatti, l’uomo è stato tratto in arresto per il possesso del materiale esplodente e denunciato in stato di libertà per la detenzione dei medicinali non corrispondenti alla normativa vigente.
M.Iar.
Amianto, le nuove norme regionali
È stata approvata all’unanimità dei votanti (33 sì, 5 non votanti) la proposta di legge sull’amianto che intende fornire un’ulteriore risposta per la corretta gestione in sicurezza di rifiuti di amianto o contenenti tale materiale. La Pdl è stata presentata da Gianpaolo Andrissi (M5s). Le nuove norme sono finalizzate a promuovere la definizione di linee guida per l’impiego di siti estrattivi inattivi per lo smaltimento dell’amianto, la sperimentazione di tecniche alternative allo smaltimento in discarica, l’attivazione di sportelli amianto a valenza sovra comunale e la definizione di linee guida per l’analisi delle acque della rete degli acquedotti. Il provvedimento riprende quanto disposto sia dal Piano nazionale amianto che da quelli regionali che hanno evidenziato la necessità di promuovere la ricerca e la sperimentazione di metodi alternativi allo smaltimento in discarica e di individuare appositi siti per il loro conferimento. Gli interventi normativi integrano e modificano la legge del 2008 “Norme per la tutela della salute, il risanamento dell’ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto”. Il co-relatore di maggioranza Andrissi ha spiegato che il testo tende a migliorare la gestione del pericoloso materiale, nonché la gestione dei materiali contenenti amianto. L’esponente pentastellato ha sottolineato la necessità di utilizzare siti idonei allo stoccaggio dell’amianto quali miniere abbandonate e in disuso in sostituzione di discariche all’aperto oltre alla creazione di vari centri regionali, che si occupino in pianta stabile della materia in sostituzione di enti locali privi di competenze sull’ambiente. Sarà creato lo sportello amianto a livello territoriale e si farà il controllo di fibre di amianto presenti all’interno delle condotte d’acqua potabile. Silvana Accossato, relatrice di maggioranza, ha dichiarato che la deliberazione si concentra sul tema dell’amianto ed è coerente con l’attenzione che questa Giunta ha dato alla gestione ambientale del territorio, anche perché questo
materiale ha profondamente segnato la vita della nostra regione. L’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia ha dichiarato che si tratta di una legge snella che fa il tagliando alla norma fondamentale sull’amianto del 2008. A distanza di 20 anni si introducono nuove tipologie di intervento immettendo anche nuove risorse per eliminare le coperture di amianto negli edifici pubblici. Collegato al provvedimento un atto di indirizzo, primo firmatario, Domenico Ravetti (Pd) che impegna la Giunta a sostenere l’azienda ospedaliera di Alessandria quale istituto di ricovero e cura a carattere scientifico e a prevedere il fondamentale coinvolgimento dell’Asl di Alessandria con il presidio di Casale Monferrato richiedendo l’attivazione della procedura utile a definire il dossier per la candidatura rafforzando fin da subito la collaborazione tra Aso e Asl.
Fondazione Crt, Quaglia ora e sempre
Giovanni Quaglia marcia a tappe forzate verso la riconferma alla presidenza della ricca Fondazione Cassa di risparmio di Torino
All’appuntamento mancano ormai poche settimane e nulla sembra impensierire il banchiere cuneese, che senza colpo ferire conta di trascorrere sette anni sulla poltrona più importante di via XX settembre. Un’importante tappa sul cammino di Quaglia è venuta dalla riconferma per mano del Consiglio regionale di Anna Maria Di Muscio e Giampiero Leo nel Consiglio d’indirizzo della Fondazione. Sono entrambi considerati fedelissimi di Quaglia e devono la nuova designazione allo stretto rapporto tra Quaglia e Sergio Chiamparino, che a Palazzo Lascaris ha stroncato sul nascere qualsiasi candidatura alternativa. Ma forse la designazione di Di Muscio e Leo, apparentemente avvenuta senza problemi, potrebbe diventare il classico sassolino capace di mandare in tilt un meccanismo potente e ben oliato. Nei palazzi della politica piemontese qualche mugugno e forse anche qualcosa di più incomincia a levarsi verso i criteri con i quali viene gestito l’importante tesoro custodito nella cassaforte della Fondazione. Nonostante la natura privatistica della Fondazione si tratta pur sempre di un patrimonio delle collettività, dove una volta operavano sportelli e la raccolta risparmi della Cassa di risparmio di Torino. A differenza di quanto accade in Lombardia nella nostra regione le Fondazioni bancarie si sono rinchiuse in castelli dorati nelle cui segrete riunioni si stabiliscono investimenti e nomine salvo ogni tanto vestire i panni dei grandi elemosinieri degli enti locali. Chissà se i due nuovi consiglieri avranno la voglia e la curiosità di
conoscere la politica degli stipendi dei dipendenti della Fondazione di via XX settembre, la cui classifica è guidata con grande distacco sugli altri dal segretario Massimo Lapucci che tra stipendi e altre prebende si mette in tasca alcune centinaia di migliaia di euro l’anno confermandosi una delle buste paga più ricche di Torino. O se ai due consiglieri verrà in mente di chiedere cosa hanno detto i consiglieri espressi dalla Fondazione nei consigli d’amministrazione di Atlantia e di Autostrade dopo la tragedia del ponte Morandi e il duro scontro con il Governo. Nelle due società del gruppo Benetton via XX settembre ha investito parecchio senza influenzare le scelte della società e meno che mai favorire investimenti in Piemonte. Ma l’amore di Quaglia per le società autostradali è da sempre noto. E ancora forse non è peccato immaginare che i due nuovi consiglieri chiedano di conoscere i conti delle Ogr, il più importante investimento della Fondazione negli ultimi anni, sul quale in molti, ma a mezza voce, hanno storto il naso pensando sarebbe stato meglio spendere con tanta abbondanza per creare posti di lavoro con un occhio di riguardo alle periferie torinesi, dove il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli degni delle più depresse aree meridionali.
Giovanni Colonna
Sette arresti per i furti di macchine escavatrici
Nell’ambito dell’operazione “Digger” condotta dai carabinieri della Compagnia di Canelli e coordinata dal Procuratore della Repubblica di Asti, Alberto Perduca e dal suo Sostituto Giorgio Nicola, nel novembre scorso erano state eseguite sette ordinanze di applicazione di misura cautelare, emesse dal Tribunale di Asti, a carico di soggetti accusati di furto, ricettazione e riciclaggio di macchine operatrici di ingente valore. L’indagine aveva consentito lo smantellamento di un sodalizio criminale specializzato nel furto di grossi mezzi da lavoro, che operava principalmente nel basso Piemonte, non solo nella provincia di Asti ma anche in quelle di Torino ed Alessandria ed anche in altre zone del nord Italia. Le attività d’indagine proseguite in questi mesi hanno permesso di individuare i tre soggetti, due italiani di Racconigi (Cuneo) e Costigliole d’Asti e un albanese residente ad Alessandria, già colpiti dalle misure restrittive eseguite nella prima fase dell’operazione, ritenuti responsabili di ulteriori due furti avvenuti nel settembre scorso a Rottofreno e Gragnano Trebbiense in provincia di Piacenza. Sono stati recuperati un escavatore Caterpillar e un semirimorchio del valore complessivo di 200.000 euro, già restituiti ai legittimi proprietari.
M.Iar.
Oggi, mercoledì 27 marzo, Agenti del Comando Porta Palazzo hanno proceduto al sequestro di alimenti in cattivo stato di conservazione in un esercizio commerciale all’inizio di via Andreis. Sono stati rinvenuti e sequestrati 36 polli in pozzetto congelatore privi di involucro di protezione e già scongelati. Il titolare, cittadino di nazionalità egiziana, è stato denunciato per violazione della legge 283/1962 sulla disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande
“In risposta ad una interrogazione da me presentata, l’Ufficio Regionale competente ha confermato che sta procedendo con le consultazioni interne al fine di pubblicare una delibera regionale che disciplini l’ammontare degli appalti riservati e le tipologie di attività che potranno essere oggetto di tali appalti” afferma il Consigliere regionale Daniele Valle. La Regione Piemonte, tra le prime in Italia, si è dotata, attraverso la Legge Regionale 16/2017-Art.104, presentata dai Consiglieri Valle e Rossi, di una riserva minima del 5% dell’importo complessivo dei suoi appalti non socio-sanitari ed educativi da assegnare ad imprese che si impegnino all’inserimento di personale disabile o svantaggiato. Una legge importantissima, che sfrutta la possibilità data dal nuovo Codice degli Appalti di utilizzare le gare pubbliche per perseguire una finalità sociale. “A regime si parla di circa 37 milioni di euro l’anno, che potrebbero portare all’inserimento di circa 1.300 persone – ha proseguito il Consigliere Pd Domenico Rossi – l’Ufficio regionale cooperazione ha già aperto un tavolo permanente con SCR (la Società di Committenza Regionale) e le Centrali Cooperative. Anche se, comprensibilmente, sarà
la cooperazione sociale la più interessata a questo percorso, la legge incoraggia e premia tutto il mondo dell’impresa ad assumere personale svantaggiato”. Nonostante manchino ancora le linee guida della Giunta, vista la Legge regionale approvata, alcuni enti hanno già provveduto a deliberare appalti in cui siano premiate le aziende virtuose sul tema degli inserimenti lavorativi. In particolare ATC ha deliberato un primo appalto riservato per le pulizie del valore di 2 milioni e 300 mila euro, l’IPLA per un valore di 323 mila euro, mentre SCR ha pubblicato un bando di gara con importo di ben 50 milioni di euro, in scadenza il 12 aprile 2019, per le pulizie di ASL e Aziende Ospedaliere in cui, per la prima volta, si assegna un punteggio a chi porterà avanti attività formative ed inserimenti lavorativi rivolti a svantaggiati e disabili. “Siamo sulla strada giusta – conclude il Consigliere Valle – in questi mesi abbiamo riscontrato una grandissima disponibilità da parte degli enti regionali ad adottare il provvedimento che abbiamo presentato. Spero veramente che questa presa di coscienza possa essere uno stimolo per tutte le amministrazioni locali a seguire questo esempio”.
E’ morta sul colpo la donna di 56 anni che, questa mattina, alle 6.30, ha avuto un incidente sul raccordo autostradale Ivrea-Santhià, nei pressi di Albiano d’Ivrea. Viaggiava su una Fiat Panda che, per cause ancora da verificare, si è scontrata con un furgone. I due mezzi stavano procedendo verso e Santhià e sono finiti in mezzo ai campi. Il conducente del furgone è stato trasportato in ospedale a Ivrea e non è grave.
