redazione il torinese

TAV: MARRONE – MONTARULI (FDI): "CHIAMPABLUFF IL REFERENDUM PUÒ INDIRLO DA SOLO" 

Basta con la pantomima: se Chiamparino vuole la consultazione popolare la indica. Non c’è nulla che lo impedisce e Salvini non ha alcuna competenza su una materia esclusiva della nostra Regione. CHIAMPABLUFF non ci prenda in giro. La verità è che il referendum non lo vuole, altrimenti lo avrebbe indetto un anno fa quando lo chiese Fratelli d’Italia: è colpa del suo indecisionismo se i cittadini non possono esprimersi. Peraltro Chiamparino neppure vuole la consultazione: continua ad essere ostaggio dei no tav presenti nella sua maggioranza.  Con il Governatore uscente che raccatta chiunque, persino i grillini pentiti, pur di non sfigurare nella prossima tornata elettorale. Ogni volta che la sinistra ha governato la Regione la realizzazione della tav ha incontrato ostacoli. L’unica coalizione autenticamente sì tav è quella che si presenterà come alternativa al CHIAMPABLUFF in cui FDI avrà un ruolo di protagonista.

Buone pratiche per organizzare eventi

Districarsi nel dedalo di norme e regolamenti necessari per la realizzazione di una manifestazione non è mai semplice: oggi, ad aiutare i presidenti delle ProLoco e gli amministratori arriva il “Manuale di Buone Pratiche. Come organizzare in sicurezza eventi e manifestazioni”, realizzato da Unpli Piemonte con una commissione tecnica specializzata coordinata dal segretario generale Eleonora Norbiato ed il sostegno di ANCI Piemonte. Presentato nella mattinata di mercoledì 27 marzo a palazzo Lascaris, il Manuale sarà ufficialmente disponibile dal prossimo 6 aprile. “Una risorsa– spiega Alberto Avetta, presidente di Anci Piemonte – che non ha pretese di carattere normativo ma si rivela incredibilmente utile per le amministrazioni, soprattutto nelle piccole realtà, che propongono manifestazioni rilevanti e di pregio, fondamentali non solo perché radicate nella tradizione ma anche per la buona economia locale che suscitano. Con questo manuale – prosegue – vogliamo fornire uno strumento che aiuti l’applicazione delle norme per tutelare la sicurezza nelle manifestazioni, aggiungendo un approccio professionale a quanto già fatto in passato”. Un lavoro che ha coinvolto tecnici ed esperti, come spiega il presidente di Unpli Piemonte, Giuliano Degiovanni, che racconta come il manuale sia “una soluzione, che può essere certamente implementata, ma che mancava. All’indomani del decreto Gabrielli e delle circolari uscite in materia di sicurezza, infatti, la realtà si è fatta difficile per proloco e piccoli comuni: le regole erano facilmente applicabili nelle grandi realtà ma si traducevano, nelle piccole, in ostacoli spesso insormontabili. Insieme ai comuni e con l’aiuto di esperti e professionisti abbiamo lavorato per fornire linee guida, gettando le basi di quella che spero possa essere un’alleanza futura: una collaborazione per la salvaguardia di un bene comune”.

Il mercato di Corso Palestro / Valdocco

Le bancarelle sono distribuite tra via Cernaia e via Garibaldi, al centro di un’area pedonale circondata da alti platani che incorniciano elegantemente tutta la via

 
Dopo aver fatto visita al Giardino Martini, oggi parleremo di un altro mercato in piano centro, vicino alla stazione di Porta Susa e a due passi dalla Cittadella, cioè il vivace mercato di Corso Palestro. Le bancarelle sono distribuite tra via Cernaia e via Garibaldi, al centro di un’area pedonale circondata da alti platani che incorniciano elegantemente tutta la via, e, in primavera ed estate, colorano ed ombreggiano la zona mercatale, sempre assai frequentata, dato il vasto assortimento di prodotti ed articoli vari. Ma, prima di addentrarsi tra i banchi, il Bar Nostradamus (già Caffè Cernaia) offre ottime idee per rifocillarsi a dovere; affacciato sui portici di fronte all’omologa Caserma Cernaia, il locale conserva nella prima sala l’elegante arredamento del 1927, largamente ispirato ai modelli di fine ottocento: vediamo infatti il bancone, il banco-cassa e la boiserie in legno su tutta la fascia perimetrale e sul pilastro centrale, realizzati dalla ditta Chiappa. A questo punto possiamo immergerci nel nostro giretto in corso Palestro, che offre, oltre al mercato, altri spunti di sicuro interesse. Per esempio, in uno dei bei palazzi che si affacciano sul corso si trova il Collegio Artigianelli, oggi meglio conosciuto con il nome di Engim Piemonte, centro di formazione professionale che opera in campo nazionale ed internazionale; tale istituto deve le sue origini a Don Giovanni Cocchi, che dal 1849 si cimenta in un’impresa davvero meritevole: raccoglie ed ospita orfani e ragazzi poveri per insegnare loro un mestiere: da qui, il nome “Artigianelli” del Collegio, proprio per evidenziare la formazione professionale dell’istituto, che infatti vanta laboratori per calzolai, fabbri, ebanisti, tipografi, falegnami, elettricisti. Sempre facenti parte del Collegio e degne di nota sono la scuola “Don Reffo” di pittura/scultura e la tipografia, dove a partire dal 1876 si stampa “La voce dell’operaio” (oggi “La voce del popolo”). Un altro edificio della zona – sito in via Garibaldi angolo corso Valdocco – merita attenzione, per essere stato dapprima la sede della Gazzetta del Popolo, poi, in tempi più recenti e sino al 2016, ha ospitato la sede dell’azienda L’Oréal (che attualmente si trova in via Alfieri 11), come si vede dal’insegna, ancora incisa sui muri esterni. Proseguendo per corso Valdocco, non si può non menzionare il Museo della Resistenza (inaugurato nel 2003), che ha ha sede nel palazzo dei Quartieri Militari di San Celso, costruito su disegno di Filippo Juvarra nel 1716; lo stesso palazzo ospita l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e il Centro internazionale di studi Primo Levi. L’allestimento permanente “Torino 1938 – 1948. Dalle Leggi Razziali alla Costituzione” rievoca, attraverso un’originale installazione multimediale, la vita quotidiana durante la guerra, l’occupazione tedesca, la Resistenza e il ritorno alla democrazia, attraverso immagini, suoni e voci: insomma, un vero tesoro, tutto da visitare! Infine, merita un cenno la Caserma Cernaia, ubicata proprio di fronte all’inizio di Corso Palestro. Progettata per essere la sede della legione allievi del corpo dei Carabinieri Reali, è dedicata alla vittoriosa battaglia avvenuta il 16 agosto 1855 tra le forze franco-piemontesi e quelle russe durante la guerra di Crimea (1853-56): invero, il nome Cernaia deriva dal termine russo chernyy che significa “nero” ed indicava il nome del corso d’acqua che scorreva nella pianura teatro della battaglia. La caserma venne costruita nel 1864 su un terreno appena liberato dalla demolizione delle fortificazioni urbane, la cui unica traccia ancora oggi esistente è costituita dal mastio della Cittadella, recentemente restaurata ed adibita ad eventi vari.
 

Rugiada Gambaudo

Divino, pagano e cristiano nelle opere di Demarchi

È ospitata nello spazio espositivo di corso Rosselli 11 fino al 21 aprile prossimo la nuova mostra che l’artista torinese astratto Roberto Demarchi dedica al concetto del divino. L’esposizione, il cui titolo è “Dagli dei a Dio”, vuole suggerire un confronto ed un dialogo tra il concetto di divinità nel paganesimo e quello presente nel mondo cristiano. Esiste, infatti, un sottile fil rouge che conduce dal paganesimo al cristianesimo nella rappresentazione del divino. Il sommo scultore greco Fidia, vissuto nel V secolo a.C, e Michelangelo Buonarroti, il grande scultore della Pietà, cui si devono anche gli affreschi della Cappella Sistina, usavano praticamente le stesse “forme figurative ” per rappresentare l’uno lo Zeus dell’Olimpo, il secondo il Dio della tradizione biblico-cristiana. Il pittore Roberto Demarchi utilizza il linguaggio astratto binario del quadrato e del rettangolo, nato per dare forma visibile al momento aurorale del pensiero occidentale, ma anche utilizzato per la rappresentazione della storia del Dio incarnato nel Cristo, che si è fatto uomo. Punto di partenza della sua nuova esposizione è il dipinto intitolato “L’albero della conoscenza”, trasposizione dell’episodio della Genesi riferito all’origine del peccato dell’ uomo. La mostra affianca opere ispirate al Vecchio e Nuovo Testamento ad altre che si richiamano alla religiosità pagana. Tra le opere esposte figurano l’Annunciazione, interpretazione originale dell’episodio biblico legato all’annuncio del concepimento di Gesù, e la “Resurrezione di Lazzaro”, ultima opera da lui realizzata, ispirata ad una delle tele del periodo tardo di Caravaggio
Mara Martellotta

Torino è la città italiana con la maggior incidenza di melanoma

Il  trend è in costante aumento 

Torino è la città italiana con la maggior incidenza di melanoma ed il trend è in costante aumento. L’Istituto di Anatomia patologica della Città della Salute di Torino ha diagnosticato circa 650 melanomi nel 2017 e circa 700 nel 2018. Per avere un confronto con il passato, nel 1976, presso lo stesso Servizio, erano stati diagnosticati 34 melanomi e nel 2011 erano stati 400 i nuovi casi. Questi dati sono relativi al Centro che da sempre è considerato il polo oncodermatologico di riferimento della provincia di Torino e non conteggia i casi di melanoma individuati e rimossi in altri ospedali come l’IRCC di Candiolo, l’ospedale Gradenigo e tutti gli altri presidi ospedalieri di Torino e provincia. Nonostante questo, la mortalità continua ad attestarsi al di sotto del 12%, grazie al lavoro congiunto della diagnosi precoce, della rapidità d’intervento dei servizi di chirurgia e delle innovazioni terapeutiche. L’obiettivo dei prossimi anni è quello di ridurre ulteriormente la mortalità da melanoma in modo consistente. Il melanoma è un tumore maligno della pelle, che origina dalla cute sana e, solo nel 20 % dei casi, è legato ad una trasformazione di un nevo pre-esistente. Fino a 20 anni fa era una patologia considerata rara. Oggi la sua incidenza è andata progressivamente aumentando in tutta la popolazione occidentale, con una crescita annua del 4% circa. Ad oggi in Italia si stimano circa 14 mila nuove diagnosi all’anno e la maggior parte di essi non avrà ricadute sulla salute generale grazie alla diagnosi precoce. Colpisce entrambi i sessi con una prevalenza tra i 40 e i 60 anni, ma è il terzo tumore maligno più frequente sotto i 30 anni. I soggetti maggiormente a rischio sono le persone con carnagione, occhi e capelli chiari. Un altro fattore di rischio da non sottovalutare è rappresentato dal numero e dalla tipologia dei nevi presenti sulla pelle, oltre, ovviamente, alla familiarità. Non bisogna trascurare che anche le esposizioni non corrette alla luce solare, soprattutto in età giovanile, e la cattiva abitudine ad abbronzarsi con l’aiuto di lampade artificiali incrementano il rischio. Le campagne di prevenzione sono fondamentali per contrastare questa patologia e ridurre l’elevata mortalità che la caratterizza. Solo in Italia si contano circa 1800 decessi ogni anno a fronte di una patologia visibile sin dal suo esordio e che nella maggior parte dei casi impiega alcuni anni prima di compromettere la vita del soggetto colpito. Oggi il dermatologo, grazie all’utilizzo di strumenti come il dermatoscopio (microscopia ad Epiluminescenza in vivo), è in grado di effettuare una corretta diagnosi delle lesioni pigmentate della cute ed il melanoma, se asportato precocemente, ha una percentuale di guarigione prossima al 100% con un intervento chirurgico eseguibile in anestesia locale della durata di pochi minuti. Come in altri campi dell’oncologia e della medicina in genere, i recentissimi progressi in campo biomolecolare hanno permesso di individuare nuovi target molecolari ed immunologici portando alla sperimentazione di nuovi farmaci che hanno migliorato sensibilmente la sopravvivenza dei pazienti con malattia metastatica. L’evoluzione più importante è però la possibilità di utilizzare queste terapie prima del possibile sviluppo delle metastasi e quindi migliorare non solo la qualità di vita ma soprattutto la sopravvivenza. Queste terapie, che vengono dette “adiuvanti”, consentono vantaggi concreti se iniziate in breve tempo dopo l’intervento chirurgico di rimozione del melanoma ed è quindi fondamentale una stretta collaborazione tra la fase diagnostica, quella chirurgica e quella farmacologica. Mai come ora una “Skin Cancer Unit” risulta determinante per vincere la lotta contro il melanoma. Di tutto questo si discuterà durante il Congresso “Dalla chirurgia all’immunoterapia: nuovi paradigmi di trattamento nel melanoma”, che si svolgerà venerdì 29 marzo 2019 dalle ore 8,45 presso il Turin Palace Hotel (via Sacchi 8, Torino), organizzato dalla professoressa Maria Teresa Fierro (Direttore Dermatologia universitaria Città della Salute di Torino), Franco Picciotto e Paolo Broganelli, che vede riuniti i maggiori esperti italiani del settore dermato-oncologico allo scopo di discutere ed uniformare le nuove procedure e gli standard internazionali alle realtà locali.

Biennale Democrazia al via con "Visibile Invisibile"

251 ospiti; 133 appuntamenti di cui 36 dialoghi, 22 discorsi,
19 performance, 17 dibattiti e 7 iniziative dei ragazzi;
5 giorni; 4 percorsi tematici; 4 anteprime; 96 collaborazioni;
150 volontari; 2300 studenti; 90 classi
 
 
VISIBILE INVISIBILE è il tema scelto per la VI edizione. Viviamo in un mondo ad altissima visibilità, ma in tutti i panorami costellati di luci si nascondono coni d’ombra: come mutano le relazioni umane e sociali – e con esse come cambia la politica – nell’epoca dell’esibizione, della celebrità, della fiction, della realtà che si è fatta reality? Come fronteggiare vecchi e nuovi poteri invisibili coperti dal velo della segretezza? Come uscire dalla posizione di semplici spettatori di fronte alla crisi della democrazia, ogni giorno più profonda?
 
Dal 27 al 31 marzo, Torino ospiterà 251 relatori da tutto il mondo e ognuno di loro contribuirà a una riflessione collettiva, declinata in 36 dialoghi, 22 discorsi, 17 dibattiti e tante altre forme; trattando temi che vanno dalla politica all’arte, dalla filosofia al diritto, dall’economia all’architettura, dalla scienza allo sport, per un totale di 133 appuntamenti.
 
In questa edizione più che mai, Biennale Democrazia ha voluto coinvolgere il territorio – aprendosi a nuovi spazi e confermando le partnership di sempre – e costruendo, con l’aiuto di queste collaborazioni, un approccio transdisciplinare: per capire il mondo contemporaneo il dibattito deve necessariamente attraversare le discipline, scovarne le intersezioni, sfruttarne la complessità e valorizzarne le diversità.
 
Come sempre, Biennale ha mantenuto un dialogo fondamentale con le scuole. Nel quadro dei percorsi formativi “in presenza” sono state coinvolte 90 classi (oltre 2300 studenti), allargando il progetto anche alla provincia di Cuneo; mentre per quanto riguarda il coinvolgimento a distanza, nel Campus allestito durante i giorni del festival saranno ospitati 130 ragazzi da tutta Italia.
 
Confermate anche le call lanciate per promuovere un coinvolgimento attivo della cittadinanza, delle organizzazioni culturali e degli studenti universitari, con una particolare attenzione al quartiere Aurora, che quest’anno diventerà il secondo cuore pulsante della kermesse con il progetto speciale Welcome Aurora.
 
Il programma della VI edizione prevede 133 appuntamenti che affronteranno il tema VISIBILE INVISIBILE seguendo quattro differenti filoni: Luci e ombre; La società̀ della trasparenza; Legami invisibili; Dal tramonto all’alba.

Tra gli ospiti internazionali: Wolfgang Streeck; Deniz Yücel; Branko Milanović; Jacques Rancière; Rupert Younger; Joan R. Rosés; Jean-Claude Guédon; Emilia Roig e Amal Yacef. Tra i numerosi appuntamenti: l’apertura con Fabrizio Gifuni che legge “I sommersi e i salvati”; lo spettacolo di chiusura di Lella Costa, ispirato a “Le città invisibili”; il concerto di Goran Bregović; un light-show di Serena Dandini; le letture-spettacolo di Nadia Fusini, Piero Boitani, Ernesto Franco.
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BIGLIETTI Come nelle precedenti edizioni, l’ingresso è gratuito per tutti gli appuntamenti fino a esaurimento dei posti disponibili, fatta eccezione per gli spettacoli con biglietto d’ingresso.
I biglietti potranno essere ritirati a partire da un’ora prima presso la sede in cui si svolge l’incontro. Per chi vuole evitare le file e avere la certezza di un posto riservato, sarà possibile effettuare una prenotazione anticipata al costo di 5 euro. 
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Biennale Democrazia è un progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, in collaborazione con il Polo del ‘900.
(foto. il Torinese)

AMBIENTE. ANCONA E LE MARCHE, NUOVA VITA PER GLI OLI INDUSTRIALI USATI

La tappa marchigiana del road show CircOILeconomy, promosso dal CONOU insieme a Confindustria, ha fatto il punto sulle opportunità, per gli imprenditori, di ottimizzare i sistemi di raccolta degli oli industriali usati

 L’incidenza ambientale ed economica del riutilizzo dei materiali di risulta delle attività industriali è oramai un dato di fatto, e non fanno eccezione gli oli usati che originano da molte lavorazioni che si svolgono all’interno delle imprese. Per questo è opportuno svolgere un’azione di aggiornamento costante dei detentori di questo rifiuto circa le norme e le tecniche che permettono un corretto stoccaggio dell’olio. Un intervento che, se per un verso supporta i produttori nell’adempimento delle regole vigenti, dall’altro contribuisce a rendere più efficiente il processo di rigenerazione incrementando la resa di produzione di olio base rigenerato. Su questo principio si basa l’iniziativa dal titolo CircOILeconomy, fortemente voluta dal CONOU, il Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e Confindustria. Dopo Rimini, Mestre e Brescia l’iniziativa ha fatto tappa ad Ancora, presso la sede della rappresentanza di Confindustria Marche Nord, dove i referenti tecnici del Consorzio e i rappresentati di Confindustria hanno accolto molti imprenditori titolari di aziende del territorio detentrici degli oli usati. I dati diffusi nel corso della manifestazione offrono efficacemente la misura dell’attività svolta sul territorio. Nel 2018, infatti, nel distretto di Ancona, sono state raccolte circa 1.547 tonnellate di olio usato industriale. Per quanto riguarda il territorio regionale va anche citato il dato riferito al distretto di Pesaro/Urbino che si attesta su una raccolta che, per il 2018, è stata di 229 tonnellate. Tutto il materiale raccolto è stato avviato al riciclo tramite rigenerazione, con un conseguente e significativo risparmio sulle importazioni di petrolio del Paese e sulle emissioni di CO2. Negli ultimi anni, rispetto ai quantitativi di olio lubrificante usato immessi al consumo in Italia, il peso del settore industriale ha assunto un’importanza crescente. Per questo motivo il CONOU ha dato vita a una campagna itinerante che sta attraversando l’Italia per incontrare le imprese proponendosi come loro interlocutore privilegiato. Il roadshow, grazie alla collaborazione con le rappresentanze regionali di Confindustria, proseguirà nei prossimi mesi il suo itinerario nelle principali città italiane (www.conou.it). Per le imprese, diventare ‘ambasciatrici’ di buone pratiche di gestione si traduce anche in vantaggi sotto forma di brand reputation, affidabilità e nuove opportunità di business: praticare scelte attente all’ambiente e alla sostenibilità economica facilita i rapporti con le istituzioni, la pubblica amministrazione e le associazioni del settore. “Il tessuto produttivo delle provincie di Ancona e Pesaro – ha dichiarato Salvatore Giordano, Direttore Generale di Confindustria Marche Nord – è rappresentato in larga parte da industrie manifatturiere, in particolare del settore meccanico, che continua ad essere un grande utilizzatore di oli usati industriali. Abbiamo dunque accolto con grande piacere la tappa marchigiana del roadshow promosso da Conou perché ne condividiamo gli obiettivi: anche a livello locale come Confindustria siamo in prima linea su tutti i temi che riguardano l’economia circolare perché riteniamo che sia sempre più un fattore centrale per il benessere diffuso ma anche per la competitività delle industrie, come ha recentemente affermato Claudio Andrea Gemme (Presidente del Gruppo Tecnico Industria e Ambiente di Confindustria e firmatario del Protocollo d’intesa con Conou). Contribuire a formare gli imprenditori che hanno a che fare con un rifiuto complesso da gestire, eleverà ulteriormente l’efficacia di una filiera già molto performante”. “È inscritta nel DNA del Consorzio l’esigenza di promuovere, in ogni ambito della vita civile, l’idea che solo procedendo ad una profonda rivoluzione culturale ispirata ai principi della sostenibilità economica e ambientale delle attività industriali si possa sperare di consegnare alle prossime generazioni un ecosistema ancora vivo e vivibile – sottolinea Riccardo Piunti, Vice Presidente del Conou -. Con CircOILeconomy noi vogliamo contribuire a tradurre in fatti concreti questo passaggio di visione, in particolare per quanto riguarda gli oli industriali usati, nella certezza di trovare accoglienza e rispondenza nei nostri interlocutori che possono individuare nel CONOU il giusto alleato per trarre vantaggio da una corretta gestione di questo rifiuto”.

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Il CONOU

Il CONOU, che raggruppa 72 imprese di raccolta e 3 impianti di rigenerazione, dal 1984 a oggi ha raccolto 5,7 milioni di tonnellate di olio lubrificante usato, ne ha avviato a rigenerazione 5,1 milioni consentendo un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro. Sotto la guida del Presidente Tomasi dal 2003, ha continuato la sua progressione d’eccellenza diventando un esempio virtuoso di economia circolare non solo a livello nazionale. Solo nel 2018 sono state raccolte oltre 189mila tonnellate di lubrificante usato, ancora una volta in crescita   rispetto all’anno precedente. Numeri che, in questo ambito, collocano l’Italia ai massimi livelli europei e internazionali. In particolare, i risultati ottenuti nel campo della rigenerazione assegnano al nostro Paese la leadership del processo di ri-raffinazione di oli usati anche in virtù della presenza di alcune importanti realtà industriali tecnologicamente all’avanguardia nel settore. Tutti questi traguardi, sono stati raggiunti anche grazie a una continua e capillare attività di formazione e informazione svolta sul territorio. In 35 anni di attività, infatti, il Consorzio ha sempre investito energie e risorse nella formazione di tutti gli attori coinvolti con lo scopo di sensibilizzare e sostenere ogni anello della catena in grado di contribuire al successo della filiera. 

L’amore non muore mai di morte naturale

“L’amore non muore mai di morte naturale. Muore perché noi non sappiamo come rifornire la sua sorgente. Muore di cecità e di errori e tradimenti. Muore di malattia e di ferite, muore di stanchezza, per logorio o per opacità.” Oggi si parla di Rock Sinfonico. Nel 1976 (avevo 4 anni, dannazione) la Jet Records produce un album intitolato “A New World Record”. L’album contiene un brano a mio avviso degno di nota, scritto da un certo Jeff Lynne, polistrumentista, produttore discografico, compositore e cantante inglese di musica rock e pop attivo dalla fine degli anni sessanta ai primi anni duemila…mica poco. E.O.L.,ovvero come incarnare l’antitesi del cool ed essere comunque uno dei più grandi gruppi pop degli anni ’70: venti singoli nella Top 20 inglese e diciannove nella classifica di Billboard parlano molto chiaro. Nella band di Jeff, ambizione e kitsch vanno di pari passo, uniti da una vena melodica prettamente beatlesiana (si dice?!) che rende ogni loro composizione un magniloquente artificio di musica popolare. Il brano, nello specifico, gode di interventi orchestrali molto pesanti ma oltremodo efficaci, in una canzoncina che parla della perdita di un amore che pesca a piene mani dalla tradizione Motown (la Motown era una forza culturale impressionante: fondata da Berry Gordy nel 1959, l’etichetta è diventata una delle aziende gestite da afroamericani più indipendente e di successo. Nomi come Smokey Robinson, i Supremes, i Temptations, Marvin Gaye, Stevie Wonder e i Jackson 5 sono solo un assaggio dell’eredità di questa etichetta. n.d.r.) pur aggiornandola ai tempi moderni. Curiosità: nel 1994 Jeff fu chiamato dai tre Beatles superstiti per produrre Free As A Bird e Real Love. Ascoltatela, vi stupirà. Spero.                        

Chiara De Carlo

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Chiara vi segnala i prossimi eventi …mancare sarebbe un sacrilegio!

Chi trova un amico…

Sembrano togliere il sole dal mondo coloro che tolgono l’amicizia dalla vita”
Cicerone nel Laelius de amicitia si interrogava su cosa fosse davvero l’amicizia e su quale fosse il confine tra quest’ultima e la semplice conoscenza

Lo sa bene Alessandro Migliardi che, nella sua prima raccolta di poesie “E con me ti porterò”, racconta la propria esperienza di fronte a questo sentimento. Si tratta di un viaggio attraverso luoghi, relazioni, persone e oggetti che hanno attraversato, in punta di piedi, di passaggio o lasciando un segno profondo, la sua vita. Alessandro sceglie di autoprodurre una raccolta che regala, in tiratura limitata, agli amici, quelli veri, ricreando in loro lo stupore, la meraviglia e la felicità di vedersi dedicato qualche verso, consapevoli di aver lasciato una traccia indelebile non solo sulla pagina bianca, ma anche nel cuore di chi ha scritto. Fa tesoro delle esperienze e dei singoli attimi, senza però rimanere ancorato al passato, avvolto da un po’ di malinconia ripercorre le età della vita, dalla giovinezza al mondo adulto; sensibile e fiducioso, non lascia mai trasparire quel retrogusto amaro del tempo che scorre. Nel suo zaino ideale fa di Neil Young, dell’ukulele, degli amori passati e di quello esclusivo per Elena, delle delusioni, dell’amico del cuore e degli oggetti più cari, i propri compagni di viaggio, a cui si aggiunge una sorpresa inaspettata: la serenità. Forse frutto della maturità, degli affetti autentici e della vita stessa, che ogni giorno regala un motivo per sorridere e meravigliarsi. Avere un buon lavoro, un’ottima salute e l’amore è ciò che riempie la nostra vita di felicità, ma che mondo sarebbe se non avessimo un vero amico al nostro fianco? L’amicizia è la cosa più difficile al mondo da spiegare, non è qualcosa che si impara a scuola ma è ciò che unisce i cuori delle persone, ciò che lega, negli anni, modi di vita e di pensiero anche molto diversi, una diversità che affascina, da sempre, l’autore. Un animo sensibile e poliedrico quello di Alessandro, un uomo dai molteplici interessi che si affaccia curioso su ogni forma d’arte, dalla scrittura al ballo fino alla musica. Un amico che tutti meriterebbero di avere, per condividere quotidianità, “amori del passato, amori che verranno, sentieri e strade ci portano lontano per poi farci ritrovare”.
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Alessandro Migliardi nasce a Genova il 28 marzo 1968. Si trasferisce poi a Torino dove completa gli studi in Scienze sociali e dove oggi vive e lavora.

Fiorentina-Torino, i precedenti tra i due tecnici

Tra Serie A, Serie B e Coppa Italia, Pioli è nettamente avanti (7-4) su Mazzarri

Il Fiorentina-Torino di domenica pomeriggio (ore 15) sarà il sedicesimo confronto assoluto (il quattordicesimo in campionato) tra Walter Mazzarri e Stefano Pioli. Le strade dei due tecnici s’incrociano per la prima volta nella stagione 2003-2004, in cadetteria, quando Mazzarri è alla guida dell’ambizioso Livorno e Pioli a dirigere la Salernitana: entrambi i confronti si concludono a favore dell’attuale tecnico granata, con un doppio 2-0 (prima in Toscana, poi in Campania), con il Livorno che a fine stagione centra lo storico ritorno in massima Serie dopo un’attesa durata 55 anni, mentre i salernitani si accontentano della salvezza. I due tecnici tornano ad incontrarsi nella stagione 2006-2007, con Mazzarri ancora vincitore: la sua Reggina piega, infatti, per 3-2 il Parma di Pioli, successivamente sostituito con Claudio Ranieri e, quindi, assente nella gara di ritorno in Emilia. Il confronto Mazzarri-Pioli è, poi, presente per quattro annate consecutive, con il tecnico emiliano che riesce ad invertire la tendenza: nelle nove gare disputate dalla stagione 2010-’11 alla stagione 2013-’14 ha, infatti, la meglio per cinque volte, a fronte di una sola sconfitta e tre pareggi. La stagione 2010-’11 vede Pioli alla guida del Chievo, col quale piega il Napoli “mazzarriano” sia all’andata in Campania (3-1) sia al ritorno a Verona (2-0); passato al Bologna, l’attuale tecnico viola continua il suo trend positivo con l’allenatore toscano anche nella stagione 2011-’12, bloccando il Napoli sull’1-1 in trasferta e piegandolo per 2-0 in Emilia, per poi compiere una duplice impresa nel 2012-’13, quando i felsinei espugnano il “San Paolo” per due volte nel giro di pochi giorni: 3-2 alla diciassettesima giornata di Serie A il 16 dicembre 2012 e 2-1 negli ottavi di finale di Coppa Italia di tre giorni più tardi. L’attuale allenatore del Toro si prende, però, la rivincita nella gara di ritorno del medesimo campionato (3-0 in trasferta), per poi, passato all’Inter, impattare entrambi gli incontri della stagione successiva (1-1 al “Dall’Ara” e 2-2 a Milano). Il successivo confronto tra i due allenatori ha luogo solamente il 18 marzo 2018 a Torino (nel contesto della ventinovesima giornata della Serie A 2017-’18), concludendosi col successo 2-1 della Fiorentina di Pioli sul Toro di “WM” (subentrato a Sinisa Mihajlovic il precedente 4 gennaio). Infine, i confronti dell’attuale stagione, con l’1-1 in campionato (decima giornata) dello scorso 27 ottobre (viola avanti al “Grande Torino” già al 2′ con Benassi, ma raggiunti al 18′ grazie ad un’autorete del loro portiere Lafont) ed il successo viola per 2-0 nella gara degli ottavi di finale di Coppa Italia (13 gennaio 2019, con doppietta di Chiesa, a segno all’87’ e al 92′). Ricapitolando, Mazzarri e Pioli si sono affrontati quindici volte: due in Coppa Italia (con due affermazioni di Pioli), due in Serie B (“doppietta” di Mazzarri) ed undici in massima Serie (due vittorie di “WM”, cinque di Pioli e quattro pareggi), per un totale che vede Pioli avanti per 7-4.

Giuseppe Livraghi