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De Biasi da Torino a Tirana e l'Albania sogna

Il popolo albanese, che vuole entrare in Europa, lo farà anche attraverso il calcio, con l’orgoglio che gli è tipico

 

ALBANI ITALIALa comunità albanese a Torino e in Piemonte è molto forte e integrata pienamente da anni. Inizia da oggi – attraverso il nuovo link del Torinese, IL TIRANESE – la pubblicazione di notizie, opinioni e servizi giornalistici incentrati sui rapporti tra il Piemonte e il Paese delle Aquile, nello spirito di amicizia e interscambio culturale e sociale.

 

 

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de biasiTutto il Paese delle Aquile ha festeggiato da Saranda a Scutari: per la prima volta nella sua storia l’Albania giocherà  infatti la fase finale di un Europeo di calcio. La nazionale guidata da Gianni De Biasi- già allenatore, tra l’altro, del Torino di Urbano Cairo – ha conquistato l’ambito traguardo col 3-0 all’Armenia, valido per il secondo posto nel girone I, con la Danimarca agli spareggi. «Nella mia carriera di soddisfazioni ne ho avute tante, ma questa le supera tutte perché dietro abbiamo un popolo intero», ha detto il ct a Sky Sport. Ed è proprio così. Il popolo albanese, che vuole entrare in Europa, lo farà anche attraverso il calcio, con l’orgoglio che gli è tipico. «Prima della partita ai ragazzi ho detto che tre anni e mezzo fa c’erano pochissime persone con noi, al debutto in Georgia. Ho detto che se mi avessero seguito e che se ci avessero creduto avremmo avuto grandi possibilità. Qualcuno – dice De Biasi – ha sorriso, oggi anche chi ha sorriso si aggrega, ma va bene così. Dietro questo successo c’è il lavoro di un team: Tramezzani, Bellè, tutti coloro che hanno partecipato, tutti hanno contributo a raggiungere questo sogno». un nuovo sogno italo-albanese.

 

Balcani, oltre il confine

Alla Casa della Resistenza di Verbania

 

balcani33Sabato 17 Ottobre  , alle 20,45 , presso la Casa della Resistenza di Verbania Fondotoce, si terrà l’incontro pubblico “Balcani,oltre il confine”. L’evento chiuderà il periodo d’esposizione dell’omonima mostra fotografica di Paolo Siccardi che per oltre un mese è stata visitata dal pubblico. L’evento, coordinato dalla storica Antonella Braga,  sarà aperto dalla proiezione del docu-film realizzato dai ragazzi della V° Liceo Scientifico “B.Cavalieri” di Verbania (Davide Broggini, Paolo Dezuanni, Benedetta Gnemmi, Roberta Mari, Michela Paoletti, Niccolò Parnisari) vincitore del Progetto di Storia Contemporanea 2014-2015 promosso dal Consiglio regionale del Piemonte per la traccia “Bosnia, cuore di un’Europa dimenticata?”. La serata proseguirà con gli interventi e  le testimonianze del  fotografo free-lance, Paolo Siccardi, della scrittrice bosniaca Elvira Mujčić e del giornalista Marco Travaglini. Paolo Siccardi, torinese e autore degli scatti della mostra , dalla fine degli “anni di piombo” ha documentato i primi processi per terrorismo in Italia e seguendo le lotte operaie degli anni ‘80. I suoi servizi, prevalentemente a carattere sociale, sono stati pubblicati dai più importanti giornali italiani ed esteri come il Venerdì di Repubblica, Famiglia Cristiana, Time International, Der Spiegel, Geo Japan, The Guardian, Courrier Iternational.balcani 22

 

Tra i suoi reportages più significativi ci sono le più “calde” zone di guerra del pianeta: dall’ Afghanistan alla Siria, dal Medio Oriente ai Balcani dove, dall‘89 e per dieci anni , ha seguito con la sua macchina fotografica l’evolversi degli avvenimenti nella guerra dell’ex – Jugoslavia (Slovenia’91, Croazia‘91/’92, Bosnia dal ‘92 agli accordi di Dayton, Serbia e Kosovo e Macedonia nel ‘99). Ha pubblicato, tra l’altro, il libro fotografico “Una guerra alla finestra.Ex Jugoslavia:il dramma della gente”. Elvira Mujčić, nata in Serbia nel 1980 e vissuta a Srebrenica, in Bosnia, fino al 1992, e oggi residente a Roma, è scrittrice e traduttrice, oltre che autrice di pezzi teatrali, saggi e reportage per diverse riviste italiane. Per i tipi di Baldini, Castoldi & Dalai ha tradotto in italiano Il letto di Frida di Slavenka Drakulić. Con Infinito edizioni ha pubblicato Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica (2007), E se Fuad avesse avuto la dinamite? (2009), l’e-book Sarajevo:storia di un piccolo tradimento(2011) e La lingua di Ana (2012). Infine, Marco Travaglini, giornalista per i quotidiani L’Unità , La Prealpina e Il Riformista, ha recentemente pubblicato il libro “Bosnia,l’Europa di mezzo. Viaggio tra guerra e pace, tra Oriente e Occidente (Infinito Edizioni).

Per il grattacielo Fuksas 6,7 milioni di danno alle casse regionali ma i politici non pagheranno

La Torre Unica  ospiterà probabilmente dall’anno prossimo i nuovi uffici della Regione Piemonte

 

grattacielo r5La Corte dei Conti ha ipotizzato un danno erariale pari a 6,7 milioni di euro a carico di tre funzionari della Regione Piemonte per l’affidamento, avvenuto senza gara, della progettazione del grattacielo del Lingotto – la Torre Unica – che ospiterà probabilmente dall’anno prossimo, i nuovi uffici della Regione Piemonte.grattacielo r4

 

Pare siano salvi invece i politici, compresa la presidente della Giunta di allora, Mercedes Bresso, che non dovrà risarcire alcunché.  

 

Secondo il pm Ivano Malpesi, i tre funzionari regionali  avrebbero contribuito in diverse occasioni a violare le norme della concorrenza e avrebbero grattacielo r1in tal modo provocato il danno erariale autorizzando la liquidazione delle parcelle ai progettisti dell’archistar Massimiliano Fuksas, che ha “griffato” l’edificio.

 

(Foto: il Torinese)

Forum dello Sviluppo Economico: Torino diventa capitale mondiale per quattro giorni

GRAN MADRE

fassino 33mole vittorioDal 13 al 16 ottobre è la capitale dello sviluppo sostenibile. Si tratta di un evento organizzato insieme con l’Undp, il programma di sviluppo delle Nazioni Unite

 

 Il Terzo Forum Mondiale sullo Sviluppo Economico Locale, che si tiene a Torino dal 13 al 16 ottobre intende promuovere lo Sviluppo Economico Locale come mezzo per implementare la futura agenda globale. L’obiettivo è “favorire la condivisione delle buone pratiche di politiche di governance locale nel mondo per uno sviluppo sociale, ambientale e economico sostenibile”.

 

A Expo il Forum Mondiale ha avuto per protagonista la città di Torino, in occasione della presentazione dell’ evento organizzato insieme con l’Undp, il programma di sviluppo delle Nazioni Unite. A presentarlo all’esposizione universale,  il sindaco, Piero Fassino. “Il tema della sostenibilità è ormai nell’agenda di tutte le Nazioni e di tutte le città. Per quattro giorni tutto il mondo ne discuterà a Torino, – così l’Ansa riporta le parole del primo cittadino – con 1.500 rappresentati di governi, imprese, ong, mondo del volontariato e organizzazioni sociali. L’evento sarà concluso dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e sarà una grande occasione per definire gli obiettivi di un futuro che sia sempre più vivibile per tutti”. Il tema della sostenibilità, il sindaco ne è convinto “deve interessare tutti gli ambiti cittadini, anche le politiche alimentari. In questo senso Torino sarà la prima città che nel suo statuto introdurrà il diritto al cibo adeguato. Abbiamo tutte le carte in regola per essere una grande capitale del food e della sostenibilità”.

 

E fino al 25 ottobre, in occasione dell’esposizione universale di Milano ed in collegamento con il 3° Forum Mondiale Onu sullo Sviluppo Locale, Torino promuove l’iniziativa Nutrire le Città, un mese di eventi internazionali e di appuntamenti culturali e artistici il cui programma completo è disponibile sul sito dedicato. È disponibile anche Just In Town, una piattaforma dell’associazione culturale JiT, per conoscere, seguire e condividere gli eventi e gli appuntamenti.

 

 

 www.ledforumtorino2015.org

 

PanoRama sull'arte in sei tappe

panorama

Un progetto diffuso a cura di Olga Gambari nelle gallerie del quartiere Vanchiglia: Burning Giraffe, Art Gallery, Moitre, Nopx, Opere scelte, Pepe Fotografia, Van Der

 

A Torino si accende il circuito di PanoRama, una mostra diffusa, articolata in sei gallerie nel quartiere Vanchiglia, che vuole indagare “l’eredità inconsapevole” di Carol Rama, recentemente scomparsa, attraverso i lavori e le ricerche di giovani artisti di generazioni e nazionalità differenti. Il progetto dichiara una natura poetica e non filologica nel dare vita a una piccola geografia attorno alla figura di questa artista outsider, naturalmente contemporanea e internazionale. Ogni galleria presenterà un gruppo di artisti, sviluppando una mostra autonoma ma allo stesso tempo inserita nel circuito del progetto globale.

 

Ogni mostra sarà un tassello di una grande collettiva i cui lavori, nei confronti di Carol Rama, sveleranno punti di contatto, affinità e assonanze mai in maniera diretta, didascalica o tematica, ma sempre con libertà evocativa e poetica, che significa proporre un confronto fra attitudini, sensibilità, soggetti, modalità espressive diverse. Gli artisti coinvolti – Silvia Argiolas, Francesca Arri, Guglielmo Castelli, Lin De Mol, Michela Depetris, Greta Frau, Andrea Guerzoni, Liana Ghukasyan, Keetje Mans, Silvia Mei, Vittorio Mortarotti, Cristiana Palandri, Melania Yerka, Ann-Marie James, Mario Petriccione, Maya Quattropani, 108 nero e Alessandro Torri – sono stati individuati per un’attitudine, un certo carattere, un particolare sguardo verso le cose, un determinato gusto, una modalità di narrare e raccontare storie affini ed empatiche con il sentire, il fare e l’esprimersi di Carol Rama.

 

Il progetto, nato da un’idea di Andrea Guerzoni, si è poi sviluppato all’interno di un gruppo composto da galleristi, curatori, critici, artisti che ne ha condiviso ogni fase: Claudio Cravero, Andrea Guerzoni, Vittorio Mortarotti, Stefano Riba, Antonio La Grotta, Chiara Vittone, Andrea Rodi, Alessio Moitre, Viola Invernizzi, Emanuela Romano, Valentina Bonomonte, Cristina Mundici, Giorgia Mannavola e Andrea Ferrari, con la curatela generale di Olga Gambari. A ogni collettiva sarà abbinata una libera lettura critica di figure diverse, coinvolgendo: Sara Boggio, Roberta Pagani, Milena Prisco, Annalisa Pellino e Beatrice Zanelli (Arteco), Aris Nobatef e Francesco Forlani. PanoRama prende la forma di mostra diffusa, intimamente legata al luogo del suo accadimento, cioè al quartiere Vanchiglia, che negli ultimi anni ha visto il fiorire di una serie di gallerie legate all’arte internazionale così come a linguaggi artistici e pratiche espositive che contaminano ambiti diversi. Vanchiglia si afferma come una delle zone con maggior fermento creativo cittadino, quartiere con un’altissima concentrazione di studi, gallerie, laboratori e spazi di creatività emergente e sperimentale.

 

L’angolo di mondo in cui soprattutto si è svolta la vita di Carol Rama, che ha abitato da sempre in via Napione. Questa mostra, quindi, sembra germinare da un tessuto urbano che ha contenuto infiniti passi, sguardi, pensieri, accadimenti della quotidianità di Carol Rama, ed è interessante l’identità contemporanea che sta assumendo, come se, idealmente, l’artista avesse seminato negli anni un terreno che ora produce wild flowers a lei familiari. La mostra intende creare un luogo condiviso, impregnato di presenza di Carol Rama, figura che volutamente sarà presente come gioco poetico, concettuale e sentimentale e non riferimento diretto. Durante lo svolgimento della mostra, sarà messo a punto un calendario di eventi, espressioni di linguaggi diversi, che ogni settimana proporranno appuntamenti nelle gallerie partecipanti al progetto. Questi eventi continueranno a fare vivere la mostra, proponendo la possibilità di visitare il circuito delle mostre ogni settimana in un orario serale. La cura di questa sezione è realizzata in collaborazione con il Teatro della Caduta, altra realtà creativa del quartiere Vanchiglia. Interlocutori importanti sin dall’inizio sono stati sono stati l’Archivio Carol Rama e la Fondazione Sardi per l’Arte, che ha promosso il catalogo. Il progetto ha il patrocinio della Circoscrizione 7.

 

Catalogo Graphic design: Leandro Agostini Editore: ArteSera Produzioni Gallerie Nopx, Via Guastalla 6/A, www.nopx.it Moitre, Via Santa Giulia 37, www.galleriamoitre.com Opere scelte, Via Matteo Pescatore 11/D, www.operescelte.com Van Der, Via Giulia di Barolo 13, www.vandergallery.com Burning Giraffe Art Gallery, Via Bava 8, www.bugartgallery.com Pepe Fotografia, Via Santa Giulia 10 B, www.pepefotografia.it

 

Grazie ai prodotti taroccati 10 mila posti di lavoro in meno

GUARDIA FINANZA

La contraffazione nella nostra regione ha un valore di circa 55 milioni di euro l’anno

 

In Piemonte, Se i prodotti falsi venissero venduti sul mercato legale ci sarebbero circa 10.000 posti di lavoro in più. E’ quanto sostiene il segretario di Confartigianato Piemonte, Silvano Berna, che ha presentato le proposte per combattere il fenomeno. La contraffazione nella nostra regione ha un valore di circa 55 milioni di euro l’anno, e la previsione di crescita è del 74-75% nei prossimi dieci.

Metrò, la scala è immobile: che fare?

metro scala mobile

Gtt dia una risposta in tempi rapidi

 

Una signora anziana cerca l’uscita su corso Vinzaglio dalla stazione della metro. Si trova una lunga scala mobile ferma, senza spiegazioni, con un palo rosso e bianco. Per fortuna c’è l’ascensore per le persone disabili che tuttavia ti fa uscire dall’altra parte su corso Vittorio e tocca riattraversare. Intendiamoci, può succedere una volta ma non ogni settimana in questa stazione come nelle altre della metropolitana torinese. Che fare? Lo chiediamo alla Gtt che ci dia una risposta in tempi rapidi e così lo chiediamo al Sindaco di Torino.

 

 (foto: il Torinese)

FMB

Papa Francesco scrive a Fassino per il Forum Mondiale

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Il pontefice auspica un “vero discernimento etico e per la creazione di economie e di imprese veramente libere”

 

In occasione del Terzo forum mondiale dello sviluppo economico locale – Led, Papa Francesco ha inviato una missiva al sindaco di Torino, Piero Fassino: “Le crisi mondiali hanno dimostrato che le decisioni economiche che” promuovono “il permanente incremento del profitto siano insostenibili e di per sé immorali”.  Il pontefice auspica un “vero discernimento etico e per la creazione di economie e di imprese veramente libere”.

 

(Foto: il Torinese)

Ospedale Oftalmico, dibattito infuocato in Consiglio regionale

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consiglio X 1Per l’assessore Saitta la scelta della Giunta porterà addirittura vantaggi all’utenza: “L’inserimento delle attività attualmente ospitate all’Ospedale Oftalmico presso strutture ospedaliere complesse garantirà ai pazienti attualmente tutte le attività di supporto diagnostico e terapeutico necessarie e non presenti attualmente”. La capogruppo leghista Gancia riceve la delegazione dell’Amministrazione comunale di Scarnafigi,  in rappresentanza della comunità che nel 1812 diede i natali al fondatore dell’Oftalmico, Casimiro Sperino

 

“La Giunta Chiamparino non commetterà con l’Oftalmico lo stesso errore che la Giunta Cota fece con il Valdese, chiudendolo senza preoccuparsi di dare adeguate risposte ai bisogni di salute delle pazienti. Non è possibile tornare indietro rispetto a decisioni prese nel passato con Roma, ma il trasferimento delle strutture attualmente presenti all’interno dell’ospedale Oftalmico presso due Hub quali l’A.O.U Città della Salute e il San Giovanni Bosco porterà vantaggi sia ai pazienti sia agli operatori, migliorando il livello delle prestazioni, la qualità dell’assistenza e la sicurezza. Il tutto avverrà senza creare problemi ai malati, nessun dipendente rischierà di perdere il posto di lavoro, e manterremo il Pronto Soccorso h24 e così il Centro di riabilitazione visiva. In questa operazione la Regione coinvolgerà i sindacati, gli operatori e i professionisti che lavorano nel presidio e le associazioni dei pazienti a partire dall’Unione italiana ciechi”. Questa l’opinione dell’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, in occasione della seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata al futuro dell’Ospedale Oftalmico di Torino.

 

Ma non è dello stesso avviso l’opposizione: “Con il voto di oggi l’Oftalmico viene smembrato dal centrosinistra. Al grido di ‘contrordine compagni’ la Giunta Chiamparino quindi mostra il suo vero volto: quello di forza politica opportunista che gioca le partite a fianco dei cittadini, partecipando a fiaccolate, convegni e raccolte firme, ma esclusivamente per fini elettorali”. A sostenerlo il gruppo di Forza Italia e in particolare il capogruppo degli azzurri Gilberto Pichetto e i consiglieri regionali Porchietto e Vignale.

 

Continuano i consiglieri di Forza Italia: “Saitta smentisce quanto da lui dichiarato fino a pochi giorni fa. L’Oftalmico non verrà solo spostato di sede e inglobato in un’altra struttura, ma smembrato tra le Molinette e il San Giovanni Bosco. Lo dimostra la bocciatura non solo della nostra mozione – che chiedeva che il nosocomio di Via Juvarra non venisse trasferito fino alla costruzione della nuova Città della Salute – ma soprattutto il voto contrario espresso dal centrosinistra all’ordine del giorno del consigliere di maggioranza Monaco che domandava il mantenimento dell’unitarietà del presidio. Una situazione paradossale e priva di qualsiasi criterio oggettivo visto che già in Piemonte esistono ospedali monospecialistici quali Candiolo, CTO, Regina Margherita e Sant’Anna. E in Europa si pensi ad esempio al Moorfields Eye Hospital di Londra, all’Hospital Jules Gonin di Losanna e al Karolinska Institutet in Svezia”.

 

«Se proprio Chiamparino vuole smembrare l’Oftalmico, abbia la cautela di attendere la costruzione della Città della Salute, dove eventualmente trasferire in blocco l’ospedale, che fino a quel momento è bene resti dov’è, nell’interesse dei pazienti e degli operatori sanitari». Gianna Gancia, presidente del gruppo Lega Nord in Consiglio regionale del Piemonte, è intervenuta a sostenere le ragioni sottoscritte da oltre 40 mila cittadini e raccolte in una mozione consiliare (poi bocciata dalla maggioranza) . «Non si tratta di essere contrari per partito preso a qualsiasi forma di razionalizzazione amministrativa della Sanità – ha spiegato Gianna Gancia -, ma dividere l’Oftalmico in due tronconi è una scelta certamente antieconomica, illogica e pregiudizievole per la salute dei pazienti. Non c’è alcun bisogno di intervenire, la struttura è stata sottoposta a totale ristrutturazione e non presenta criticità di bilancio. E’ un ospedale di eccellenza, di assoluta priorità per la salute dei cittadini». La presidente leghista ha anche incontrato e ringraziato la delegazione dell’Amministrazione comunale di Scarnafigi, presente al Consiglio regionale con il sindaco Riccardo Ghigo, il consigliere Mauro Bollati e il gonfalone comunale, (nelle foto) in rappresentanza della comunità che nel 1812 diede i natali al fondatore dell’Oftalmico, Casimiro Sperino.

 

Per l’assessore Saitta la scelta della Giunta porterà addirittura vantaggi all’utenza: “L’inserimento delle attività attualmente ospitate all’Ospedale Oftalmico presso strutture ospedaliere complesse, dotate di tutte le funzioni di strutture ‘di secondo livello’, quali la Città della Salute o l’Ospedale S. Giovanni Bosco, porterà vantaggi da numerosi punti di vista. Intanto, garantirà ai pazienti attualmente tutte le attività di supporto diagnostico e terapeutico necessarie e non presenti attualmente all’Oftalmico, quindi senza necessità di trasferimento del paziente come accade oggi. Analogamente, arricchirà le competenze delle Strutture ‘ospiti’ di una specialistica di eccellenza, mettendo a disposizione di pazienti e professionisti l’esperienza maturata presso l’Oftalmico, e favorirà l’integrazione tra specialisti (oculisti, neurochirurghi, cardiologi, ecc.) permettendo la crescita e l’affinamento delle diverse tecniche di approccio al paziente. Tutto questo si tradurrà in aumento della qualità dell’assistenza dal momento che verrà aumentata la sicurezza dei pazienti (mettendo a disposizione degli stessi tutti i supporti eventualmente necessari, compresi quelli legati all’assistenza in emergenza e intensiva – in particolare nei casi di complicanze e/ o di emergenze cardiovascolari o neurologiche – e riducendo gli eventuali trasporti/trasferimenti legati all’espletamento di prestazioni/attività non presenti presso l’Ospedale Oftalmico). Senza dimenticare che la ricollocazione delle attività e l’organizzazione più efficiente del personale consentirà di ‘liberare’ risorse preziose da impiegare a favore dei cittadini”.

 

Pochi giorni e corso Inghilterra riapre nei due sensi

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I lavori di copertura del passante ferroviario  stanno procedendo nel pieno rispetto del cronoprogramma

 

L’assessore ai Trasporti Claudio Lubatti, dopo il sopralluogo nei cantieri aperti annuncia che i lavori di copertura del passante ferroviario di Torino, finanziati grazie ai 25 milioni nel decreto ‘Sblocca Italia’, stanno procedendo nel pieno rispetto del cronoprogramma. Così Entro la fine della settimana corso Inghilterra sarà di nuovo percorribile dalle auto su due corsie.