redazione il torinese

Torino a tutta cultura, la stagione delle grandi mostre: alla Gam è arrivato Claude Monet

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Dopo Raffaello alla Venaria, un altro evento culturale di prestigio:  dalle collezioni del Musée d’Orsay” fino al 31 gennaio 2016, all’ombra della Mole esposti più di 40 capolavori del maestro francese

 

“Seguo la natura senza poterla afferrare: questo fiume scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente”. A dirlo era Claude Monet; ma le sue tele raccontano un’altra storia e lui fu un maestro  nell’ afferrare “l’impossibile” della natura, di scorci di città, scene en plein air, marine, paesaggi campestri, ritratti. Dal 2 ottobre non occorre volare fino a Parigi per constatare di persona la grandezza di uno dei padri dell’Impressionismo, perché la GAM di Torino ospita (fino al 31 gennaio 2016) un’eccezionale rassegna monografica, con capolavori provenienti dalle Collezioni del Musée d’Orsay. Come per le passate mostre subalpine dedicate a Degas (nel 2012) e Renoir (nel 2013) strategica è stata la partnership tra la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino ed il Museo parigino: ed ecco un allestimento unico, curato dal Presidente del Musée d’Orsay, Guy Cogeval, dall’esperto Xavier Rey e dalla Conservatrice della GAM, Virginia Bertone.

 

All’ombra della Mole arrivano più di 40 capolavori, alcuni mai presentati prima in Italia; come il frammento centrale del famosissimo “Le déjuner sur l’herbe”, con cui Monet rispose, ma rese anche il suo personalissimo omaggio, a Eduard Manet (che tanto scalpore aveva creato nel 1863 con “Colazione sull’erba”). L’Impressionismo è oggi uno dei movimenti artistici più famosi ed amati dal pubblico; ma agli esordi fece non poca fatica per affermarsi. Era un movimento rivoluzionario per modernità dei temi, linguaggio pittorico, tagli compositivi, impiego di colori “nuovi” chimici (disprezzati dall’Accademia) e l’interpretazione della realtà come soggettiva percezione di un momento. Claude Monet ne incarnò lo spirito.

 

-Nasce il 14 novembre 1840 a Parigi (secondogenito di un droghiere); ma è a Le Havre (dove la famiglia si trasferisce) che, appena15enne, inizia a disegnare ritratti e caricature a matita o a carboncino. Ancora non sa che il destino sta per fargli incrociare uno dei precursori (meno noti, ma di sorprendente attualità) dell’Impressionismo. E’ il paesaggista Eugène Boudin: dipinge scorci di mondo ed ama soprattutto le marine. In un negozio di cornici nota una serie di caricature, si informa sull’autore e scopre il giovane Claude. Gli insegna a dipingere vedute en plein air, lo incita a sviluppare il suo talento e lo spinge verso Parigi; dove nel 1859, Monet trova tutti gli stimoli di cui ha bisogno. Studia, frequenta altri artisti (della levatura di Pissarro, Sisley e Renoir) e lega soprattutto con Bazille con cui apre il suo primo atelier.

 

-Nel 1874 è tra i promotori della prima esposizione collettiva della “Société anonyme des artistes”, e proprio dal titolo del suo “Impression: soleil levant” nasce il termine Impressionista.

 

Il pubblico (più che altro) è incuriosito dall’incomprensibile novità delle opere; mentre la critica ufficiale commenta con ferocia e marca la distanza siderale tra il nuovo gruppo e gli ambienti accademici. Nonostante stroncature ed insuccesso, di fatto, inizia così la storia “ufficiale” del movimento di cui Monet porterà sempre avanti le istanze: con coerenza e a dispetto delle difficoltà (economiche) e dei lutti (due volte vedovo) che la vita gli metterà davanti. C’è una pagina delle sue alterne vicende proprio dietro “Le déjuner sur l’herbe”, in cui ritrae un gruppo di figure all’ombra di un grande albero; concentrandosi su effetti di luce, giochi dei raggi di sole che si infiltrano tra i rami per depositarsi sulla tovaglia, gli abiti e il prato. Tela di dimensioni monumentali (600x400cm), iniziata tra1865-66 e mai finita. Monet la lasciò in pegno al suo affittacamere, che l’abbandonò in cantina. Anni dopo riuscì a recuperarla, conservandone 3 frammenti; di cui 2 al Musée d’Orsay, il 3° andato perduto.

 

-Negli anni seguenti riprende il motivo del celebre quadro dedicato alla moglie Camille “Donne in giardino”. Solo che questa volta vuole dipingere interamente en plein air; date le dimensioni dell’opera (255 x205 cm) sembra un’impresa impossibile. Ma lui scava un fosso in cui far scorrere la tela, per dipingere all’aperto anche la parte superiore. E il quadro segna un punto di non ritorno nella sua carriera. Da allora le sue opere parlano sempre più di ciò che ama e della sua visione dell’arte.  Raccontano la sua attrazione per l’acqua; tanto che, per catturarne l’essenza e la sfuggente mutevolezza, si farà costruire una barca-atelier, con cui scivolare lungo la Senna, sempre dipingendo. Nascono così le vedute e gli studi dei riflessi della luce sull’acqua ad Argenteuil. Poi c’è la ricerca di punti di vista inusuali; come quando per le vedute cittadine sale sui balconi e guarda Parigi dall’alto (un po’ come il fotografo Nadar dalla sua mongolfiera) e cattura il brulichio della gente in capolavori come “La rue Montorgueil a Paris: fête du 30 juin 1878”.

 

-Dopo una crisi personale nel 1879 (anno di dubbi, segnato dalla morte della moglie), riprende quella che definì la sua ricerca“dell’impossibile”. Si risposa con Alice Hoschedé e ne ritrae la figlia Suzanne in tele di luce e colore come “Donna con l’ombrello verso destra” (1886); inaugura un periodo di viaggi (alla costante ricerca di suggestioni pittoriche, in giro per l’Europa) e finisce per eleggere sua casa e punto di riferimento, Giverny, in Normandia. E’ lì che realizza il sogno del “giardino acquatico”: uno stagno costellato di ninfee e fonte d’ispirazione. Anche se quasi completamente cieco, dipingerà fino all’anno della sua morte, il 6 dicembre 1926, ucciso da un tumore al polmone.

 

L’allestimento alla GAM racconta magnificamente l’iperbole dell’artista, compresa l’ultima parte della sua produzione. Lo fa con capolavori assoluti come “Les villas à Bordighera” (1884) in  cui Monet racconta il suo soggiorno nella Riviera Ligure con un’esplosione di colori, o con le tele che rimandano a quello a Vétheuil; il ritratto a figura intera di “Madame Louis Joachim Gaudibert”; la resa della neve su cui spicca “La gazza”; le straordinarie versioni della cattedrale di Rouen.  Giusto per citare almeno alcune delle tante tele esposte, che avvolgono il visitatore in un turbinio di pennellate, luminosità e gamme cromatiche modernissime. Raccontano la grandezza di Monet, la sua capacità di catturare sulla tela gli effetti mutevoli di cielo, terra, acqua, e persino atmosfera; come quando dipinge il medesimo porto all’alba e poi al tramonto.

 

E ci riportano alle righe dello scrittore Guy de Maupassant che, ad Etretat, raccontava così il prodigio:“Ho osservato Claude Monet in cerca di impressioni: non era più un pittore, ma un cacciatore… Seguiva ogni mutamento del cielo e aspettava, spiava il sole e le ombre, catturava con qualche colpo di pennello il raggio o la nube vagante e rapidamente li trasferiva sulla tela. L’ho visto cogliere una cascata scintillante di luce sulla scogliera bianca e fissarla con un profluvio di toni gialli che rendevano il sorprendente effetto di quell’impalpabile, abbagliante fulgore. Un’altra volta prese a piene mani un temporale abbattutosi sul mare e lo gettò sulla tela. Ed era pioggia vera quella che dipingeva in quel modo, null’altro che pioggia”.

 

Laura Goria

 

Credits:

 

  • Régates à Argenteuil (1872) olio su tela; 48×75,3 cm; inv. RF 2778 2.(id 8) Monet 2. Paris, Musée d’Orsay © RMN-Grand Palais (musée d’Orsay) / Patrice Schmidt

 

  • Madame Louis Joachim Gaudibert (1868) olio su tela; 216,5×138,5 cm; inv. RF 1951 20 10. Paris, Musée d’Orsay © RMN-Grand Palais (musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski

 

  •  Le déjeuner sur l’herbe (entre 1865 et 1866) olio su tela; 248,7×218 cm; inv. RF 1987 12 9. Paris, Musée d’Orsay © RMN-Grand Palais (musée d’Orsay) / Benoît Touchard

 

 

Allarme disfunzioni sessuali: in aumento del 30% tra gli over 60

Lo comunica la Città della Salute di Torino, sede del primo e unico Centro in Italia per la diagnosi e la cura 

 

molinette2Negli ultimi anni sono aumentati del 30% i casi di disfunzione sessuale negli Over 60, problema che riduce del 20% la qualità della vita. Fortunatamente, però, grazie alla farmacoterapia l’80% delle disfunzioni, individuali e di coppia, si può combattere. Lo comunica la Città della Salute di Torino, sede del primo e unico Centro in Italia per la diagnosi e la cura delle disfunzioni sessuali. Il centro organizza sabato il convegno ‘La coppia over 60’.

 

(Foto: il Torinese)
    

Su Whatsapp sequestri dei nomadi: tutto falso, denunciata

Una donna di 34 anni, residente a Trofarello, è stata denunciata 

 

TELEFONINIAveva scritto su Whatsapp a proposito di tentativi di sequestro da parte di un gruppo nomadi, e molti suoi amici hanno postato la notizia su Facebook, ma era tutto falso. Una donna di 34 anni, residente a Trofarello, è stata  così denunciata per procurato allarme dai carabinieri. Aveva scritto che i nomadi avevano tentato di caricarla su un furgone e di rapire un bambino, aspetti in realtà rivelatisi infondati dalle indagini.

Estorsione con pistola a commerciante: due arresti

Al momento di consegnare il denaro c’erano anche gli agenti del Commissariato San Paolo

 

polizia volanteSono stati arrestati dalla polizia per un tentativo di estorsione ai danni di un commerciante di Torino. In due hanno cercato di  farsi consegnare 2.600 euro e  hanno aggredito il commerciante, puntandogli la pistola alla testa. Al momento di consegnare il denaro c’erano anche gli agenti del Commissariato San Paolo, che hanno bloccato i malviventi e sequestrato una pistola semiautomatica illegale, con i relativi proiettili, oltre a un coltello e un passamontagna.

 

(Foto: il Torinese)

Mahler inaugura la stagione dei Concerti del Teatro Regio

Trasformazione e  catarsi, morte e resurrezione nella Sinfonia eseguita da Orchestra e Coro del Teatro Regio diretti dal maestro Noseda

nosedaLa monumentale Sinfonia n. 2 “Risurrezione”  di Gustav Mahler inaugurerà la stagione 2015-16 dei Concerti del Teatro Regio di Torino. A dirigere Orchestra e Coro, magistralmente istruito da Claudio Fenoglio, sarà sul podio il maestro Gianandrea Noseda.La Sinfonia n. 2 di Mahler, la prima a introdurre la voce e a fare esplicitamente riferimento ai Lieder ispirati dai Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo), comprendente poesie e canti popolari, costituisce in un certo senso la prima parte di una trilogia.

 

Il compositore vi lavoro’, non senza interruzioni, dal 1888 al 1894 e diresse la sua prima esecuzione a Berlino il 13 dicembre 1895, dopo aver eseguito i primi tre movimenti nella stessa città il 4 marzo. A Cassel, nel Nord della Francia, negli anni di composizione della Prima Sinfonia, Mahler portò a termine un grande movimento in do minore, una marcia funebre grandiosa, dal titolo “Celebrazione della morte”, che sarebbe divenuta il primo movimento della Seconda Sinfonia. Solo nel 1891 Mahler riprese in mano la Sinfonia ad Amburgo e suonò questo movimento al pianoforte. Riguardo al finale,  il compositore austriaco lo volle per solisti vocali, coro e orchestra, probabilmente temendo un confronto con la Nona di Beethoven. 

 

Caducità terrena e sublimazione divina. Morte e resurrezione. La sintesi artistica di queste dicotomie trova il suo perfetto completamento in questa sinfonia, significativamente battezzata “Resurrezione”, capace di sviluppare questo tema epico-salvifico, destinato poi a diventare la chiave di volta di tutte le successive sinfonie mahleriane. Insieme all’orchestra in pieno organico agiscono soprano, contralto e coro. Rispetto alla prima Sinfonia “Titano”,  qui Mahler dimostra di essere già padrone di un linguaggio maturo e complesso, tale da risultare sprezzante agli occhi dei critici coevi. Ma non così dovette risultare per il pubblico, che fu conquistato, il 13 dicembre 1895, nella magnifica lettura di Bruno Walter, dalla forza espressiva e dalla integrità granitica della composizione. 

 

La sua grandezza si palesa già dal primo movimento. La tonalità della sinfonia, il do minore,  è quella beethoveniana per eccellenza. L’Allegro maestoso percorre le tenebre oscure della marcia funebre per il titano. L’Andante Moderato in la bemolle maggiore è strutturato come una danza, incorpora e alterna il tema melodicamente popolare di un Landler,  con due sezioni in trio. Su tutto domina, imperante e  opprimente, il tema della morte. La vittoria della vita sulla morte si celebra nell’ultimo imponente movimento, con cui Mahler dipinge il suo mastodontico Giudizio universale, facendo irrompere un coro a cappella nel momento della ricapitolazione finale, accompagnando il soprano nell’esecuzione del messaggio salvifico della Resurrezione.

 

Il maestro Noseda ha già dato grandi prove nell’esecuzione di questa maestosa Sinfonia della durata di circa un’ora e mezza. La potenza della sua interpretazione verrà catturata dai microfoni della casa discografica fone’, gli stessi usati dai Beatles negli studi di Abbey Rod,  nella realizzazione del secondo progetto di Musica Liquida.

 

Mara Martellotta

La nuova stagione delle montagne olimpiche

L’assessore Giovanni Maria Ferraris ha annunciato che “vogliamo portare manifestazioni sportive importanti, come la Coppa del mondo”

montagnePrezzi invariati per il nono anno tranne il giornaliero che aumenta di 1 euro, 25% di piste blu adatte a sciatori inesperti, skipass leggibili agli ingressi stando in tasca, linea autobus ogni fine settimane e nei periodi di Natale, Carnevale e Pasqua da Torino a Sestriere, 22 milioni di investimenti nei prossimi 6 anni sono le principali novità della nuova stagione sciistica della Via Lattea, presentate a Torino. All’evento sono intervenuti il vicepresidente Aldo Reschigna e gli assessori Antonella Parigi, che ha osservato che “il Piemonte nel turismo va benissimo, come dimostra il 75% in più di contratti a tempo indeterminato, ma ha bisogno d’investimenti e noi come tecnici della politica dobbiamo dare gli strumenti legislativi giusti per lo sviluppo del settore” e Giovanni Maria Ferraris, che ha annunciato che “vogliamo portare nelle montagne olimpiche manifestazioni sportive importanti, come la Coppa del mondo”

 

www.regione.piemonte.it

Al via le vaccinazioni in Piemonte

Il Servizio sanitario offre gratis anche quest’anno il vaccino ai piemontesi con più di 64 anni e che soffrono di malattie croniche

 

vaccinoPrende il via nella prima settimana di novembre la campagna di vaccinazione contro l’influenza. Nel 2014, tra metà ottobre e fine aprile, furono colpiti oltre 600.000 piemontesi, con un considerevole aumento di accessi al Pronto Soccorso e di ricoveri in ospedale. Il Servizio sanitario offre gratis anche quest’anno il vaccino ai piemontesi con più di 64 anni e che soffrono di malattie croniche. Info sul sito www.regione.piemonte.it o rivolgendosi a medici di base, pediatri di famiglia o ai servizi vaccinali delle Asl.

Ecco la Borsa Internazionale del Turismo del Gusto

Dal 23 al 26 ottobre da Stresa, sede del workshop quest’anno, gli operatori si sposteranno alla scoperta delle eccellenze di tutto il Piemonte

 

turismo stresaTour su tutto il Piemonte per i numerosi buyer internazionali in arrivoda domani al 26 ottobre, per la XVI edizione di BITEG – Borsa Internazionale del Turismo Enogastronomico. L’evento, quest’anno, sarà ospitato al Regina Palace di Stresa, nella splendida cornice del Lago Maggiore, a pochi chilometri dall’Expo 2015 che si concluderà alla fine del mese a Milano.

 

Dopo i primi due giorni di workshop b2b – che a partire da questa edizione vede la sinergia operativa con TTG – da sabato pomeriggio a lunedì mattina, gli oltre 70 buyer stranieri, provenienti da 23 Paesi del mondo (Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Irlanda, Norvegia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Uk e USA), si divideranno in gruppi, sui vari territori, per gli eductour realizzati dalla Regione Piemonte in collaborazione con le Agenzie turistiche locali. Da Torino alle Colline Unesco di Langhe-Roero e Monferrato, ma anche il CuneeseBiella VercelliNovara e il Distretto dei Laghi

 

La Borsa può contare, quest’anno, anche sulla partnership con “La Scuola di Stresa”: gli studenti della classe III del corso tecnico turistico dell’Istituto Erminio Maggia supporteranno, infatti, l’accoglienza degli operatori e animeranno le pagine social legate all’evento.

 

“La BITEG – sottolinea  Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte – si ripresenta con un’edizione il cui orientamento ai mercati internazionali si lega a Expo 2015: sia per il periodo individuato – l’ultima settimana dell’Esposizione – sia per la scelta come location del suggestivo Distretto dei Laghi, facilmente raggiungibile dal sito di Rho come dall’aeroporto di Malpensa. Una BITEG rinnovata rispetto al passato, con diverse novità che si annunciano capaci di rendere il workshop quanto mai incisivo ed efficace, valorizzando, con i tour, anche le singole aree del nostro territorio”.

 

I TOUR DI BITEG

 

Torino e provincia

Degustazione di cioccolato da Guido Gobino e tappa al ristorante del Circolo dei Lettori, dopo una lunga passeggiata nel centro storico: da Piazza Castello, con Palazzo Reale, Palazzo Madama, la Biblioteca e l’Armeria Reale, la Galleria Sabauda, il Teatro Regio e la Chiesa di San Lorenzo, fino a Piazza Carignano, con il Museo del Risorgimento, l’Accademia delle Scienze e il nuovo Museo Egizio. Passeggiata anche sotto i portici di via Po per raggiungere il Museo del Cinema e la Mole Antonelliana. Tappa poi a Chieri, al Museo “Martini” di storia dell’Enologia e da Eataly in Collina, spostandosi alla Reggia di Venaria per una Merenda Reale all’insegna della pasticceria torinese. La giornata si concluderà a bordo dell’originale bus elettrico del Turin Eco City Tour by night, prima di pernottare all’NH Collection di Piazza Carlina, un tempo dimora di Antonio Gramsci.

 

Colline Unesco

Il tour comincerà dal Monferrato alessandrino con un momento di relax alla spa Lago delle Sorgenti di Acqui Termeproseguendo alla Brasserie I Caffi. Partenza,  poi, alla volta di Costigliole d’Asti per visitare la Casa del Trifulau e sperimentare il fascino della ricerca del tartufo, con la sua storia e le sue tradizioni. Tappa anche a Nizza Monferrato, in mezzo alle colline della Barbera d’Asti, e visita alle cantine Bersano, prima di spostarsi nelle Langhe, a Barbaresco, per salire sulla Torre mediavele inaugurata questa estate. Il tour proseguirà a La Morra con una degustazione di vini e ad Alba per la visita alla Fiera internazionale del Tartufo bianco, cena, invece, a La Crota di Roddi. Il giro si concluderà ad Asti con una passeggiata nel centro storico della città.

 

Distretto Laghi

Tour nel segno della cucina stellata con una tappa al Piccolo Lago di Verbania, due stelle Michelin dello chef Marco Sacco, e a Villa Crespi di Orta San Giulio, due stelle Michelin di Antonino Cannavacciuolo. Momenti enogastronomici accompagnati dalla scoperta del territorio, con una passeggiata immersa nelle atmosfere medievali del borgo di Orta e la suggestiva vista lago dell’Hotel San Rocco, oltre alle due tappe sull’Isola di San Giulio e sull’Isola Bella per visitare Villa Borromeo e i suoi giardini. A Crusinallo di Omegna i buyer scopriranno, invece, il factory shop della Alessi, mentre a La Casera di Verbania (laboratorio, negozio, osteria e cantina per la selezione, affinatura e produzione casearia di alta qualità) troveranno i sapori intensi dei formaggi locali. La scoperta di questa eccellenza piemontese proseguirà anche al Residence La Darbia a Vacciago di Ameno, con una degustazione di toma del Mottarone accompagnata dai vini delle colline del Novarese, mentre all’agriturismo L’Oca Mannara, specializzato in apicoltura, protagonista sarà la dolcezza del miele locale.

 

Novarese 

Il tour comincerà dal birrificio Hordeum di Novara, proseguendo con uno showcooking al Ristorante Pinocchio di Borgomanero e la visita del caseificio Baruffaldi di Castellazzo, tra i principali produttori di Gorgonzola. Poi tour di Novara, con le tappe al Broletto e alla Basilica di San Gaudenzio, per salire in cima alla cupola dell’Antonelli, e una sosta al biscottificio Camporelli, per assaggiare i celebri biscottini, finendo con il nuovo Cannavacciuolo Cafè & Bistrot, inaugurato recentemente dal noto chef stellato,  accanto allo storico Teatro Coccia. Ci si sposterà poi al Museo Etnografico dell’Attrezzo Agricolo ‘L çivel di Casalbeltrame, dove i buyer faranno tappa anche all’Azienda Agricola “Riso Buono”, mentre per una degustazione dei vini locali saranno ospiti a Ghemme della Cantina Rovellotti e della Cascina Ca’ Nova di Bogogno, con una tappa anche sul green dell’omonimo Golf Club.

 

Biella e Vercelli

Nel Biellese i buyer visiteranno la Botalla formaggi, uno dei principali produttori caseari del territorio, e la Cascina Molino Torrine di Cavaglià, azienda agricola che coltiva erbe aromatiche, abbinando l’eccellenza agroalimentare a quella tessile della lana e del cashmere con una tappa al factory shop di Piacenza. Poi tour del centro storico di Vercelli e le visite alla Tenuta Margherita di Desana, specializzata da oltre cento anni nella produzione di riso con la speciale tecnica di pulitura a pietra, e alle cantine di Gattinara, alla scoperta del vino docg a cui la cittadina dà il proprio nome.

 

Cuneese

Si comincerà a Saluzzo con una degustazione di prodotti tipici nell’ex convento di San Giovanni, oggi sede dell’omonimo resort: dal Prosciutto Crudo di Cuneo dop al tradizionale “Toumin del Mel” della Val Varaita, accompagnati dal pane della piccola borgata di Calcinere, in Valle Po, e dalla birra artigianale del birrificio Kauss di Piasco. Poi, nella suggestiva cornice del Santuario di Vicoforte, tappa alla Fabbrica del cioccolato di Silvio Bessone, al cui interno si trova anche l’originale Ciccolocanda, e a Carrù per visitare la Casa della Piemontese, alla scoperta della pregiata razza bovina. Per non stupire solo il palato, dopo la salita a Vicoforte, discesa alla Grotta dei Dossi di Villanova Mondovì, la grotta più colorata d’Italia. 

 

ALCUNI NUMERI SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO

 

Il turismo del gusto vale il 30% della spesa turistica in Italia, con un giro d’affari stimato in circa 11 miliardi di euro (Fonte Coldiretti 2015).

La spesa media per viaggio enogastronomico è di circa 193 euro e il nostro Paese detiene ancora il primato in Europa, grazie a 4.886 prodotti tradizionali censiti a livello regionale, 272 specialità Dop e Igp riconosciute a livello comunitario, 415 vini Doc e Docg, e quasi 21mila agriturismi, 1/3 dei quali sia alloggio che ristorazione.

 

L’enogastronomia è considerata, a livello internazionale, un aspetto fondamentale del Made in Italy, insieme all’arte e alla moda: due stranieri su tre considerano la cultura e il cibo la principale motivazione del viaggio in Italia (in particolare Francia, USA, Regno Unito e Paesi Bassi).

I cosiddetti foodies sono per il 54% uomini e per il 46% donne, compresi soprattutto nella fascia d’età 35-44 anni e con un diploma di scuola superiore (Ricerca Episteme 2013).

 

Anche in Piemonte, nel 2014, le colline Unesco e il prodotto enogastronomico si sono confermati una meta sempre più internazionale, con un incremento generale degli arrivi del 2% circa e oltre 1,6 milioni di pernottamenti, metà dei quali in arrivo dall’estero. In testa Svizzera, Germania e BeNeLux, con una buona crescita di Usa e Regno Unito e il boom della Cina, mercato emergente con una crescita delle presenze che sfiora il 50%.

 

www.biteg.it

Sel: “troppe case senza famiglie, troppe famiglie senza casa"

Sinistra Ecologia Libertà: “Servono reddito e casa. Servono un tetto, acqua, cibo, luce, non camionette e divise antisommossa”

 

aurora poliziaGiovedì alle 8, 45 alcune camionette della polizia hanno chiuso via Giacinto Collegno e gli agenti sono entrati nel palazzo del n. 37, occupato venerdì scorso da diverse persone (una quarantina in tutto) fra cui molti bambini. I quattro piani dello stabile erano vuoti da 18 anni. “La città non può lavarsi le mani sostenendo di non essere a conoscenza di queste operazioni. Se fosse così credo che il Sindaco debba immediatamente chiedere al Prefetto di cambiare strategia e una moratoria sugli sfratti. Se così non fosse, non si possono affrontare questioni tanto delicate con l’uso della forza. Le palestre non sono soluzioni degne ad ospitare famiglie con minori” ha dichiarato Michele Curto, capogruppo di SEL in Comune.

 

“Come chiesto più volte da SEL in Consiglio comunale e regionale, servono misure che rendano immediatamente disponibili luoghi abbandonati per dare risposte agli sfrattati che non accedono alle case popolari e ai programmi di social housing” dichiara Maurizio Trombotto, consigliere comunale di SEL.

 

“Sfrattare famiglie con bambini senza offrire delle soluzioni alternative, come sta avvenendo a Torino e a Bologna, è un gesto che rompe il binomio legalità etica. Vorrei un Sindaco che, in una situazione di emergenza abitativa che non accenna a recedere, proponga soluzioni immediate ispirate al principio della solidarietà, non certo a quello dell’ordine. Le foresterie delle Caserme sono ancora vuote? Non ci si può permettere di abdicare alle proprie responsabilità politiche mandando avanti le forze dell’ordine” sostiene Marco Grimaldi, capogruppo di SEL in Regione Piemonte.

 

Su iniziativa di SEL, dopo l’approvazione della mozione sul fondo Salvasfratti al Comune di Torino, la Regione a settembre del 2014 ha approvato il medesimo intervento, oltre a una legge sull’autorecupero di edifici ATC per sbloccare altre centinaia di alloggi. In questi mesi Sinistra Ecologia Libertà sta presentando in tutto il Piemonte la proposta di legge regionale sul reddito di autonomia per inoccupati, disoccupati, precari, sottoccupati e inabili al lavoro. Tuttavia serve uno sforzo maggiore: le città e la Regione devono impegnarsi a censire e rendere al più presto disponibili, per coloro che hanno subìto uno sfratto per morosità incolpevole, spazi di edilizia pubblica e privata. 

 

(Foto: archivio)