redazione il torinese

Always on my mind

Eri sempre nella mia mente

Forse non ti ho stretta

in tutti quei momenti di solitudine

E credo di non averti mai detto

“sono così felice che tu sia mia”

E se ti ho fatto sentire al secondo posto,

ragazza, mi spiace così tanto, ero cieco”

Siamo nel mondo meraviglioso del country; Johnny Christopher, Mark James e Wayne C. Thompson scrivono quella ballata sentimentale tra le più famose del genere e che, nei decenni, ha viaggiato attraverso diversi interpreti per divenire, definitivamente, uno standard pop agli inizi degli anni ’80, regalando a Willie Nelson la hit più trasversale della sua lunga carriera. Prima di finire tra le mani del più famoso esponente dell’outlaw country (la branca “fuorilegge” del genere perchè lontana dai classici canoni n.d.r.) era stata inizialmente affidata alla voce di Brenda Lee …qualche mese dopo l’Elvis mondiale ne fece una interpretazione melodrammatica che gli valse un posto in Top 20in patria, un numero 9 in Gran Bretagna ed un disco d’oro. Dopo dieci anni la versione di Nelson, prodotta da Chips Moman, va dritta dritta al numero 1 delle classifiche country sbancando ovunque e comunque! Ma, <attenzione> nel 1987 i Pet Shop Boys, ne registrano un suggestivo e particolare arrangiamento in chiave elettronica, conquistando la cima delle classifiche britanniche nel periodo natalizio. Si stima che Always in my mind sia stata cantata almeno in 300 modi differenti. Tutto questo per farvi notare come uno stesso brano possa cambiare in funzione delle mani nelle quali finisce… che dire, un po’ come le persone: magari nelle mani di altri possono migliorare…forse. Proprio quando pensi che le cose non possano andare peggio, lo faranno. (Arthur Bloch, La legge di Murphy)

Buon ascolto

https://www.youtube.com/watch?v=u9sRJ-eOHnc

Chiara De Carlo

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Chiara vi segnala i prossimi eventi … mancare sarebbe un sacrilegio!

Atti osceni a Porta Susa

Nei giorni scorsi nella Stazione di Torino Porta Susa, una ragazzina poco più che quattordicenne è stata destinataria di atti indecenti da parte di un uomo. La giovane recatasi, poco dopo le 9, nei bagni della stazione ubicati di fronte a uno degli ingressi dello scalo e chiusa la porta, si è accorta della presenza di un uomo che infilata la testa nello spazio compreso tra la porta e il pavimento, tentava di spiarla. La ragazzina, spaventata, è uscita dai bagni e si è recata immediatamente presso gli uffici della Polfer di Porta Susa per denunciare i fatti e descrivere sommariamente il molestatore; la pronta diramazione delle ricerche alle pattuglie di vigilanza in stazione ha permesso, di lì a pochi minuti, di rintracciare l’uomo e di accompagnarlo in ufficio. Il soggetto, un venticinquenne italiano del torinese, con precedenti per violenza sessuale, è stato denunciato per atti osceni e molestie.

"Auto rubata". Muore durante il controllo della polizia

Questa notte, alle ore 4 circa, personale del Commissariato Barriera Milano in servizio di volante ha sottoposto a controllo, in strada della Barberina, una Volkswagen Golf con a bordo un cittadino italiano di 41 anni residente a Vercelli.Dalle prime verifiche, a causa di mancata revoca di una precedente denuncia, l’auto risultava rubata circa 40 giorni fa; in realtà il veicolo era condotto dal legittimo proprietario. Durante gli accertamenti, l’uomo è stato colto da malore ed è stato immediatamente soccorso dai poliziotti che hanno tentato inutilmente di rianimarlo.   Trasportato, dopo l’intervento del 118, all’ospedale San Giovanni Bosco è deceduto intorno alle 6.30 per arresto cardiaco.I telefoni cellulari sono stati sottoposti a sequestro e sono in corso rilievi sull’autovettura.

Confindustria presenta la "piattaforma" ai candidati

Oggi Confindustria Piemonte ha illustrato la propria piattaforma per la prossima legislatura regionale. Al centro temi quali la gestione semplificata della funzione pubblica, l’ orientamento scolastico e professionale, il potenziamento delle infrastrutture, un nuovo modello per i Poli di innovazione, il sostegno a investimenti e processi di internazionalizzazione, un Piemonte più forte in Europa. Alla tavola rotonda sono intervenuti  i candidati alla presidenza della Regione Bertola, Chiamparino e Cirio. Commneta il presidente degli industriali Fabio Ravanelli : “purtroppo il Piemonte negli ultimi 10 anni ha perso competitività per effetto delle crisi economiche e per  gravi carenze infrastrutturali e logistiche,  materiali e immateriali, oltre che per l’eccessiva burocrazia, il mancato supporto negli investimenti, l’assenza nell’orientamento scolastico e professionale e la difficoltà nell’attrarre capitali da fuori”.
 
(foto M. Martellotta – il Torinese)

Sulla scena del crimine

Dal primo intervento alle tecniche di riferimento di indagine scientifica, dal modus operandi al profilo del criminale, passando per la lista delle cose da non fare mai per non contaminare la scena del crimine, fino al contributo del medico legale. Tutto questo viene descritto con molta attenzione e vocazione didattica nel libro Sulla Scena del Crimine, scritto da Biagio Fabrizio Carillo ed edito da Espress, presentato a Torino il 5 aprile dal Presidente dell’Associazione Vitaliano Brancati Gianni Firera. Alla presentazione hanno partecipato importanti esponenti del settore che con la loro esperienza hanno contribuito alla risoluzione di importanti e famosi casi di cronaca nera: il Prefetto Filippo Dispenza, già Direttore Centrale della Direzione per gli Affari Generali della Polizia di Stato del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Roberto Testi, Medico Legale e   Consulente Tecnico della Procura della Repubblica e Giorgio Vitari, già Avvocato Generale presso la Corte d’Appello di Torino. “La scena del crimine non è solo uno spazio geografico, ma anche mentale” dice l’autore, Tenente Colonnello dell’Arma dei Carabinieri, criminologo e scrittore, “ l’analisi deve evidenziare, attraverso un percorso ragionato considerato nel suo insieme, cosa e come è avvenuto un reato”. Ogni delitto, infatti, è unico e deve essere analizzato attraverso una prassi che coinvolge sia l’ investigazione della realtà oggettiva, attraverso dati di natura scientifica, ma anche soggettiva lavorando alla ricostruzione psicologica del comportamento criminale. Nel libro troviamo 5 casi reali, eventi criminali veramente accaduti da leggere come se fossero dei noir, descritti, analizzati e commentati a favore della comprensione del percorso investigativo e di cosa ha funzionato nella loro risoluzione. A corredo dei testi e delle spiegazioni, troviamo le belle illustrazioni di Carmine Cassese, semplici e raffinate, e alcune utilissime ed esemplificative tabelle sinottiche. Come dice Gianni Firera, “E’ importante fare cultura attraverso personaggi di qualificata serietà e professionalità”. Questo libro è di fatto una testimonianza rigorosa e autorevole sul complesso e responsabile lavoro dell’attività investigativa che si differenzia, almeno in parte, da quello che la narrativa, il cinema e la tv ci propongono, parzialmente discordante dunque dalla facilità e dagli automatismi tipici dalla produzione romanzesca dedicata al crime.
 

Maria La Barbera

 
 
 
 
 

LAVORI DI ADEGUAMENTO NORMATIVO PER L’UFFICIO POSTALE DI CORSO REGINA MARGHERITA

Poste Italiane comunica che da giovedì 11 a giovedì 18 aprile, l’ufficio postale di corso Regina Margherita, sarà interessato da lavori di adeguamento normativo, volti a migliorare la vivibilità degli ambienti lavorativi e per la clientela.
 
Per garantire la continuità del servizio e per tutta la durata dei lavori, la clientela potrà rivolgersi al vicino ufficio postale di via Vincenzo Maria Miglietti, disponibile per tutto il periodo di chiusura con orario a doppio turno dalle 8.20 alle 19.05 e il sabato dalle 8.20 alle 12.35, dove sarà possibile svolgere tutte le operazioni finanziarie e postali e ritirare la corrispondenza non consegnata per assenza del destinatario.L’ufficio postale di corso Regina Margherita, riaprirà secondo i consueti orari al pubblico venerdì 19 aprile.
 
(foto archivio)
 
 

Sesso in cambio di promozione agli esami? Professore a giudizio

DALLA PUGLIA
E’ stato chiesto dalla procura di Bari  il rinvio a giudizio per un docente universitario barese di 46 anni. I reati ipotizzati sono concussione, tentata concussione, violenza sessuale aggravata e tentata violenza nei confronti di due studentesse. La vicenda risale al periodo 2011-2015 quando il professore, che insegna Diritto, avrebbe chiesto, minacciando le presunte vittime, alcune prestazioni sessuali e, a una di loro anche denaro per superare gli esami. Secondo le risultanze delle indagini il professore   avrebbe costretto  in più occasioni una studentessa di 23 anni a subire atti sessuali nel suo studio privato.

Diritto dell'arte. Vademecum per chi si appresta ad acquistare un'opera

“Due diligence” è l’espressione che indica l’attività di approfondimento, di ricerca di dati ed informazioni relative all’oggetto della trattativa
“La due diligence legale – spiega l’avvocato Simone Morabito, associato dell’omonimo Studio torinese specializzato in diritto commerciale e tributario – è diventata sempre più importante anche in un mondo come quello dell’arte dove domina la scarsa trasparenza, la scarsa liquidità e la presenza di molti intermediari non qualificati, accanto a pochi veri professionisti. Lo scambio di beni artistici ha in sé una caratteristica economica che lo contraddistingue, che è quella di essere “beni di fiducia”. Ciò comporta, quindi, difficoltà notevoli nel valutare la qualità dell’oggetto, in particolar modo da parte di quei consumatori che non possiedono una grande sensibilità o adeguate competenze di carattere storico-artistico”. “Spesso si riscontra inoltre un’asimmetria informativa – aggiunge l’avvocato Morabito – tra acquirenti e venditori. Primo passo obbligatorio da fare è quello di verificare l’identità del venditore, ottenendo da costui la dichiarazione di essere l’esclusivo proprietario dell’opera, onde evitare il pericolo di commettere vari illeciti, anche di natura penale, tra cui il reato di ricettazione”.
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“Esistono poi specifici obblighi – precisa l’avvocato Morabito – per chi acquista un’opera d’arte c.d. “notificata”, ossia che presenti interesse culturale, tra cui il divieto di trasportarla all’estero e comunque di spostarla senza la previa autorizzazione da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali. Esiste poi l’obbligo di restaurare l’opera d’arte e di mantenerla in un buono stato conservativo, oltre all’impossibilità di esporla senza il preventivo consenso del sopra citato ente. Non tutte le opere sono, comunque, notificabili. Una recente riforma al Codice dei Beni Culturali è stata introdotta nel 2017 dalla riforma Franceschini, dal nome dell’ex Ministro del MIBACT. L’opera d’arte, infatti, tra gli altri requisiti, deve essere stata prodotta da autore non più vivente e la sua realizzazione deve risalire a più di settanta anni addietro”. “L’acquirente dell’opera d’arte – precisa l’avvocato Morabito – nel verificare la lecita provenienza dell’opera, potrebbe anche consultare le banche dati pubblicamente disponibili, come l’Art Loss Register (www.artloss.com ), registro delle opere rubate, e quella curata dal Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri (http://tpcweb.carabinieri.it/SitoPubblico/search ). L’acquirente, se compra da un operatore professionale, deve richiedere il certificato di autenticità e provenienza dell’opera, sulla base dell’articolo 64 del Codice dei Beni culturali. La lista potrebbe ancora allungarsi, ma un ulteriore elemento potrebbe essere verificare eventuali contestazioni o presenza di falsi sul mercato legati all’opera di un artista o di una specifica galleria “.

Mara Martellotta

Avvocato Simone Morabito
Studio Legale Tributario Morabito
www.studiomorabito.eu
www.artlawyers.legal 
 

Una casa dal cielo

A = Amicizia. Amicizia = solidarietà . Solidarietà = Aiuto. Aiuto = Amore. Amore = Purezza , Integrità e Umiltà”

Questi probabilmente dovrebbero essere ingredienti indispensabili capaci di comporre le relazioni del cuore, quelle non solo atte a far passare il tempo con amene futilità , ma al contrario idonei   nellaiutare non solo noi stessi ma tutti coloro che accanto a noi hanno la capacità delicata e garbata di riuscire a parlare anche di quella qualità della vita che molti di noi, comuni mortali, necessiteremmo di scoprire

Questa massima non vuole essere la recita di una preghiera ne tanto meno un sermone atto a far piegare la testa a coloro che ci circondano, ma indurci a pensare a questa sì. Spesso le persone cadono in quella che potrebbe essere definita la sindrome del : dare tutto per scontato, ignorando il valore delle cose buone e fondamentali per il miglioramento eccellente della vita di ognuno di noi e per quella di altrui. Ovviamente per fare ciò dovremmo anche essere muniti di un pochino di spirito di adattamento e di sacrificio, quel minimo occorrente ma importante, atto a far sì che almeno parte di quelle sofferenze, o impedimenti inutili causati dalle ombre nere della vita, possano in qualche modo essere diminuite. Dovremmo considerare le relazioni, i deboli stati di fatto, le fonti di aiuto, le emergenze e non solo, come piante bisognose delle nostre cure,  evitando quindi che giorno per giorno queste si secchino. Per fare ciò basterebbe aprire semplicemente un po’ di più gli occhi , godere di ciò che la vita ci ha dato e smettere di essere ingordi solo di quella smania superficiale ,atta soprattutto alla compensazione di quellopportunismo , frutto solamente  del nostro unico” piacere di avere. Trovare piacere ad esempio nel solo atto di cominciare a dare” al di fuori del nostro riempimento abituale personale di soddisfazione , beh, potrebbe essere già un buon inizio. Ci sono fasi nella vita che  potrebbero poi anche sussurrarci quanto importante sia preoccuparci  e prenderci cura di ciò che solitamente rendiamo invisibile, costruendoci pian piano un punto intermedio che possa darci la meraviglia di riuscire a dare senza che questo possa trasformarsi in unemorragia emotiva,  ma semplicemente il piacere” di farlo nei confronti di altrui e innanzitutto per noi stessi. Senza null’altro pretendere però che da quel momento in poi qualcuno debba darci qualcosa in cambio.Tutto questo può amabilmente nascere in compagnia di amici, coloro che riteniamo più veri, magnificamente fedeli e assolutamente ottimi candidati generosi per un futuro nel quale saper dare” , dare davvero.Chi ? Chi se non le persone che più amiamo , come la famiglia o gli amici più cari a noi vicini, possono darci questa consapevolezza e quella bellissima sensazione ,capace di poter costruire anche laddove può sembrare apparentemente impo
ssibile provare a farlo.

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A Torino, qualcuno è riuscito a donarsi questo grande regalo, la complicità e il cuore di capire ciò che sarebbe stato più giusto fare.  Tutto questo nasce dalla creatività emotiva di un gruppo di Amici, legati da unamicizia fraterna, fermamente decisi di dare personalmente” preziose risorse di impegno personale, tempo e forza economica per una concreta e spettacolare iniziativa di SolidarietàNel 2005, venti persone, venti sono stati gli amici , di diversa estrazione sociale e professionale ,  capaci fra di loro di fondare una Associazione  O N L U S : DIMORE SAN GIOVANNI,  presieduta dallIngegnere Giovanni Piccolis , aprendo un mutuo comune per acquistare un piccolo appartamento a Torino e seguendo  i principi di Uguaglianza, di Libertà e di Fraternità che fino a quel tempo erano stati davvero capaci di unirli così fraternamente , talmente tanto da riuscire a generare dal nulla  uniniziativa così unica. Unottima idea questa per regalarsi qualcosa di grande e poterlo trasmettere anche ad altrui, al fine di ottimizzare uno scopo sociale davvero nobile. Una  ONLUS capace di accogliere e ospitare gratuitamente le famiglie bisognose di bambini malati , nazionali e internazionali, senza distinzione quindi di provenienza o etnia, che arrivano a Torino per essere ricoverati negli ospedali torinesi per gravi malattie. Ma questa non fu solo uniniziativa fiorita in una cena fra amci dal cuore grande  e fatta vivere solo per pochi e per poco tempo, al contrario limpegno di questi Amici” persevera ancora oggi nella continuità di unintento sempre più oneroso e importante, a tal punto da creare altre quattro unità immobiliari (oltre a quella aperta nel 2005). Ad oggi lAssociazione DIMORE SAN GIOVANNI ha già ospitato circa 100 famiglie per circa 4500 giorni di occupazione degli appartamenti suddetti. Inoltre c’è in embrione anche il progetto di creare ununica struttura immobiliare, attrezzata e munita di personale addetto capace di ospitare numeri ancora più alti di famiglie che necessitano, per le loro insostenibili possibilità economiche di una trasferta, di essere ospitati . Parliamo oltretutto di famiglie aventi figli in tenera età destinati, per varie e complesse patologie , a interventi chirurgici anche complessi che richiedono quindi lungodegenze. 

Il lavoro poi persevera anche nellobbiettivo di creare iniziative vincenti a favore delle Dimore San Giovanni, con a seguito tutto limpegno che ne concerne.


 

Grazie a donazioni e soprattutto alla destinazione gratuita del 5 x 1000 della denuncia dei redditi da parte di chi è stato ed è vicino allAssociazione ciò può essere anche più facile da conquistare. Con la tenacia e la serietà del lavoro eccezionale di questi valenti personaggi, sono stati consolidati nel tempo i rapporti con le strutture ospedaliere di riferimento, in particolare con lospedale pediatrico Regina Margherita, il Centro Traumatologico e i reparti di pediatria dellOspedale S.Anna. Mediante i contatti con le Caposala e con i Medici di reparto , vengono segnalate le priorità delle famiglie dei bimbi ricoverati in stato di difficoltà e trasmesse a loro volta allassociazione. Successivamente le famiglie vengono accolte negli alloggi appena arrivati a Torino e immediatamente aiutati per integrarsi in una realtà del tutto nuova per loro, con amore e dedizione. Dobbiamo ricordare inoltre che il patrimonio altrettanto prezioso di questa iniziativa sono anche tutti i volontari  che si rendono disponibili  con queste famiglie e che fino ad oggi si sono prodigati nellaiutarle e supportarle. Sul sito dellAssociazione inoltre (www.dimoresangiovanni.org) , potrete anche ammirare la cura con cui sono stati creati gli appartamenti, davvero deliziosi , curati nei particolari , nellordine e nella pulizia. Nulla è lasciato al caso ed è tutto in equilibrio con il desiderio di offrire al massimo un aiuto più che soddisfacente, al fine di poter offrire loro non solo un supporto economico ma innanzitutto psicologico. Ognuno di noi dovrebbe prendere spunto da questa iniziativa davvero incredibile e cercare in qualche modo , se pur non così generoso, almeno di donare attenzione a ciò che ci gravita attorno e prendere spunto da questo per imparare a divertirsi” anche  aiutando a sorridere gli altri e non solo noi stessi. E’ un orgoglio per questa città anche solo venire a conoscenza di realtà così meravigliose.

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Segnaliamo un importantissimo evento a favore  di questa iniziativa: 

sabato 13 aprile 2019 ore 16.30 presso lAuditorium Vivaldi – Biblioteca Nazionale , si terrà levento  ANIMA-LI IN LIBERTA’” Spettacolo di solidarietà a favore di Dimore San Giovanni Onlus” presentato da Alis DAmico. Al pianoforte Fabio Mengozzi, al flauto Ilaria Pisacane e alle crystal bowls Chicca Morone. Lattrice comica Cristiana Maffucci  rallegrerà il pubblico con la sua ironia e poeti mitomodernisti leggeranno le filastrocche gioiose con protagonisti animali  speciali illustrati da Chiara Rota. Un piccolo rinfresco concluderà levento. Prenotazione obbligatoria (Stella: 335.8215134)Non potete mancare, questo è anche un modo come unaltro per imparare ad essere veramente AMICI!

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Monica Di Maria di Alleri Chiusano

Presi i minorenni ladri di biciclette


I Carabinieri della Stazione di Saluzzo hanno deferito in stato di libertà tre ragazzi dimoranti nel saluzzese, due dei quali minorenni, poiché ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso.
Il bottino preferito dai tre erano le biciclette, ovunque esse fossero lasciate incustodite dai proprietari: bastava tagliare le catene che le tenevano legate ad un palo, oppure appostarsi per approfittare di una momentanea distrazione della vittima e fuggire via con la bicicletta. La tecnica, evidentemente rodata, in alcuni casi è stata anche immortalata dalle telecamere di videosorveglianza, da cui è stato possibile ricostruire i movimenti dei tre indagati che hanno commesso le azioni delittuose anche in forma autonoma. Gli episodi contestati si riferiscono ai furti aggravati di almeno tre biciclette, sottratte in pieno centro città, mentre i proprietari si trovavano nei negozi a fare compere. Tutte le persone sentite dai Carabinieri hanno concordemente riferito di essere entrate in un locale pubblico e, dopo esservi uscite, non avevano più trovato la bicicletta. In alcuni casi il velocipede è stato anche assicurato con una catena e un lucchetto, recisi però dai ladri mediante un utensile specifico. Nel corso delle indagini, una delle biciclette rubate è stata trovata in possesso di un extracomunitario a cui era stata venduta da uno dei tre indagati, per la somma di soli 20 euro. Il bene è stato recuperato e restituito all’avente diritto. I tre giovani dovranno rispondere di furto aggravato rispettivamente alla Procura della Repubblica di Cuneo e a quella per i Minorenni di Torino.