”La polizia che ti aspetti” è la mostra fotografica sulle specialità della polizia di Stato. L’esposizione si tiene presso l’auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria, in piazza Carlo Alberto. Fino al 19 febbraio sono esposti i 12 scatti del fotografo Massimo Sestini.

Sono ritratti di “agenti che lavorano per passione, che danno tutto loro stessi per un ideale” come spiega Sestini. Sono stati fotografati nel loro impegno quotidiano, “senza cercare il momento drammatico”. Commenta il Questore di Torino Salvatore Longo: “Immagini che raccontano la polizia vera, quella di prossimità, vicina alla gente, che da risposte e aiuto”.
“Santuari à répit. Il rito del “ritorno alla vita” o “doppia morte” nei luoghi santi delle Alpi”, di Fiorella Mattioli Carcano (Priuli & Verlucca editore) è un libro importante, frutto di una originale e impegnativa ricerca condotta dalla presidente dell’associazione storica “Cusius” sui “santuari del ritorno alla vita”
storiografiche su questi santuari, descrivendo lo svolgimento del rito, i luoghi dove avveniva e l’atteggiamento tenuto dalla chiesa. Nel “rito della piuma” il piccolo defunto veniva steso su un altare dedicato alla Madonna alla presenza di un medico o di un’ostetrica che potesse attestarne il ritorno alla vita, seppure per un breve istante: da un sospiro (répit) che facesse vibrare una piuma posta fra le labbra o da un rossore delle guance.In quell’attimo fuggente, il “resuscitato”veniva battezzato dal prete per ri-morire immediatamente dopo. Alla presenza di un
notaio, veniva redatto l’atto pubblico utile alla sepoltura in terra consacrata. I santuari del ritorno alla vita sono piuttosto rari in Italia, ma le Alpi occidentali ne annoverano diversi, soprattutto nei territori colonizzati dalle popolazioni Walser, a ridosso del Monte Rosa tra la Valsesia e l’Ossola. Il bel saggio della storica Fiorella Mattioli Carcano , oltre a esplorare questo rito sotto tutti i punti di vista, offre un censimento dei santuari destinati al “répit” sull’arco alpino piemontese, dalle alpi Marittime alla Val Susa, dalle valli aostane alle alpi Pennine e Lepontine, con un intero capitolo dedicato ai luoghi di culto della Diocesi di Novara, una delle più vaste d’Italia.
Poeti, scrittori e coraggiosi amanti della scrittura che desiderano mettersi “alla prova”: per loro l’Unitre Torino organizza un concorso letterario a tema libero, riservato a italiani e stranieri ed articolato in due diverse sezioni:
partecipare al concorso fino al 10 marzo 2017 inviando il materiale in triplice copia, ciascuna con titolo e dattiloscritta, all’Università della Terza Età – UNITRE – Università delle Tre Età – Segreteria del Premio – Corso Trento 13, 10129 Torino, con l’indicazione “Premio Letterario”. Una delle copie dovrà essere firmata e riportare i dati dell’autore (nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico). Il materiale potrà anche essere spedito via mail, sempre entro il 10 marzo, all’indirizzo info@unitretorino.net. La giuria – composta dai docenti Unitre Lucia Cellino, Roberto Bruciapaglia, Carla Zullo Piccoli, Ricciarda Zangrando – valuterà le opere proposte e decreterà un vincitore per ognuna delle due sezioni del concorso. La premiazione è prevista per il 2 aprile 2017 alle ore 15 presso il Teatro Sant’Anna di Via Brione 40. Nel corso della cerimonia verranno lette le opere vincitrici e gli Autori primi classificati nelle due sezioni saranno premiati
Nella mattinata di giovedì 16 febbraio, a Torino e nel Rivarolese, alcuni volontari della Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Maurizio marrone e la consigliera della Circoscrizione patrizia Alessi scrivono in una nota:
quote indicate dal Ministero dell’Interno alle Questure italiane per le diverse nazionalità dei clandestini che si possono espellere.
Giovedì 16 febbraio, alle 18.00, nella sala conferenze del “Polo del ‘900” a Palazzo San Celso (corso Valdocco 4/A – Torino)

uomini.
DALLA TOSCANA
La Palazzina di Caccia di Stupinigi sarà sede della prima edizione del ‘Salone del Vino’