Anche Luciana Littizzetto ha condiviso il divertente video dell’attrice:
https://youtu.be/UKDfDufROns
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La torinese Cristiana Maffucci, attrice e psicologa, è stata l’unica tra i comici, a superare le audizioni di “Italia’s got Talent”, sorprendendo pubblico e giuria con la sua freschezza e con la sua spontaneità. Vincitrice di prestigiosi riconoscimenti come il “Premio Alberto Sordi” nel 2011 e il “Premio Walter Chiari” nel 2012, la Maffucci brilla per intelligenza e autoironia e ci insegna che per riuscire ad amare gli altri dobbiamo, innanzitutto, imparare ad amare noi stessi, una lezione che molto spesso dimentichiamo. La incontriamo per parlare della sua carriera, dei suoi successi, del video “Non è mai troppo tardi per amare se stessa” e di una collaborazione iniziata tre anni fa con il mondo del pattinaggio artistico, grazie all’intuizione dell’Ice Club Torino di far dialogare sport e recitazione.

Cristiana Maffucci, attrice e psicologa. Quale delle due passioni è nata per prima?
“Sarebbe come cercare di stabilire se sia nato prima l’uovo o la gallina! Direi che sono nate insieme e sono proseguite parallelamente: l’una ha aiutato l’altra a crescere e a rafforzarsi. Fin da bambina ho sempre avuto una passione per la comicità. Ero la “buffoncella” di casa, mi piaceva fare le imitazioni, le battute nascevano spontanee e amavo il teatro. A 17 anni ho deciso di iscrivermi a Teatranza e ho seguito corsi di recitazione. Durante quegli anni il mio direttore artistico mi ha spinta a sviluppare il mio lato comico. Nel frattempo, proseguivo gli studi, mi diplomavo e decidevo di iscrivermi alla Facoltà di Psicologia, dedicandomi ad una disciplina che mi aveva colpita e interessata. Ho continuato a studiare recitazione e a frequentare l’Università. Nel 2003 sono entrata in una compagnia teatrale amatoriale e, successivamente, ho fatto un provino e ho iniziato a lavorare con la Compagnia Comica di Giorgio Molino, proseguendo la collaborazione per 10 anni. Spinta da un’amica, quasi per caso, ho iniziato a scrivere testi comici e ho vinto il Premio “Aquilegia Blu” nel 2004 e sono arrivata in finale al Festival della Comicità femminile. Nel corso degli anni ho imparato a differenziare teatro e cabaret e a sfruttare la psicologia nei miei spettacoli”.
E, oltre a cabaret, teatro e televisione, hai ricoperto un ruolo in un film di un grande maestro del cinema italiano, Dario Argento. Un’esperienza diversa dalle altre…
“Sì un’esperienza formativa, legata ad un momento particolarmente doloroso della mia vita. Avevo perso mia madre da qualche giorno quando sono stata contattata dall’agenzia per ricoprire un ruolo in “Giallo” di Dario Argento. In quel momento drammatico il mio primo impulso è stato quello di chiedere qualche giorno per pensarci. E’ stato mio padre a spingermi ad accettare, dicendomi che mia madre avrebbe voluto che cogliessi l’occasione e proseguissi la mia carriera. Lavorare con Dario Argento, con Adrien Brody, sia pure in un ruolo minore, è stato importante per me”.
Arriviamo a qualche giorno fa e ad “Italia’s got Talent. Hai superato le audizioni e hai conquistato pubblico e giuria.
“Da 17 anni sono un’attrice e da 10 anni faccio cabaret. Quando, a maggio dello scorso anno, sono stata contattata dalla redazione di “Italia’s got Talent” ho espresso qualche dubbio sulla possibilità di riuscire ad esprimere me stessa in un monologo di pochi minuti. Mi sembrava difficile riuscire a comunicare in un tempo tanto limitato. Devo confessare che il risultato ottenuto con i giusti tagli mi ha sorpresa, come mi sorprendono le visualizzazioni (quasi 2 milioni), le persone che mi scrivono, che mi cercano, che mi fanno i complimenti. Io vengo da un mondo circoscritto, da un’atmosfera solipsistica come quella del teatro e questo successo inaspettato, a prescindere da come andrà la gara, mi ha colpita. L’affetto del pubblico è stato travolgente, incredibile. Il messaggio che ho cercato di trasmettere è molto semplice, ma, al tempo stesso, estremamente importante: dobbiamo imparare ad amarci perché soltanto partendo da noi stessi riusciremo ad amare veramente gli altri”.
Teatro, cabaret, cinema, televisione e pattinaggio… Da tre anni ha iniziato una collaborazione con l’Ice Club Torino. Com’è nato questo rapporto?
“Il rapporto con il mondo del pattinaggio è nato grazie a mio marito che è un allenatore dell’Ice Club
Torino. Edoardo De Bernardis, allenatore e coreografo, mi ha proposto di tenere stage ai loro ragazzi per aiutarli ad interpretare i programmi anche attraverso le espressioni del viso, i movimenti delle braccia. Da circa tre anni tengo due stage di recitazione: uno in inverno e uno durante l’estate e quest’anno parteciperò anche al ritiro estivo. Mi hanno chiesto di entrare a far parte del loro gruppo e mi ha fatto un immenso piacere”.
Lavora soltanto con la squadra agonistica o anche con i bambini e i ragazzi dei corsi?
“Lavoro a più livelli. Sia con i gruppi amatoriali, sia con i bambini e naturalmente anche con la squadra agonistica e gli atleti della Nazionale. Con i piccoli è più facile perché non si vergognano e si lasciano andare. Con i ragazzi più grandi è stato un processo in divenire. All’inizio, per esempio, Giada Russo che è una splendida pattinatrice, mi diceva: “Non ce la farò mai”. Lasciarsi andare è difficile. Con il tempo tutti hanno fatto grandi progressi. Una pattinatrice molto talentuosa che, proprio per la sua giovane età, è riuscita a seguirmi con una facilità maggiore è Lucrezia Beccari. Si vergogna meno e trova più semplice abbandonarsi ai miei insegnamenti e alla mia guida”.
Come si inserisce un’attrice in un mondo di allenatori, coreografi, sportivi come quello dell’Ice Club Torino?
“Sono stata accolta in modo meraviglioso. Tra tutti i membri dello staff dell’Ice Club c’è un incredibile rispetto. Ciascuno contribuisce a creare qualcosa ed è responsabile del proprio pezzettino. Io lavoro sull’espressione e metto a disposizione la mia professionalità, esattamente come fanno allenatori, coreografi, insegnanti di danza, preparatori e tutti coloro che fanno parte del gruppo. Penso che Claudia Masoero e Edoardo De Bernardis abbiano cercato di creare un team che possa preparare al meglio, sotto tutti gli aspetti, i pattinatori. E’ un’enorme soddisfazione poterne fare parte”.
Barbara Castellaro

Davanti a Palazzo Civico, oggi alle 12, un minuto di silenzio è stato osservato in memoria delle vittime dell’attentato terroristico al Museo del Bardo
Carolina Bottari, la dipendente rimasta gravemente ferita nell’attentato in cui morì il marito Orazio Conte. Per osservare il silenzio i dipendenti del municipio sono usciti dagli uffici scendendo in piazza Palazzo di Città. Nell’attentato del 18 marzo 2015, morì oltre a Conte anche un’altra dipendente, Antonella Sesino, presente la mamma, e rimasero gravemente ferite Bottari e la collega Anna Abbagnale.
S’intitola “Coraggio..musica!” il Cd della Band Del Pian Cavallone che propone testi e canzoni della lotat di Liberazione
Fitzgerald, Dario Fo, Gianni Rodari, Sergio Liberovici, Sergio Endrigo, Trilussa. “La parte centrale del nostro lavoroè dedicata ai canti che riguardano le vicende partigiane appartenenti al Piemonte nord orientale e alla Lombardia nord occidentale, attorno al bacino del Lago Maggiore, alle Prealpi e alle Alpi, le montagne che furono teatro della lotta di liberazione”, afferma Maglio. La musica , del resto, è da sempre la voce dei territori e – come sostengono quelli della “Band del Pian Cavallone” serve a dare testimonianza di un percorso di ricerca e di esperienze storico musicali vissute per soddisfare il bisogno di ‘fare memoria’, con l’intento di mantenere vivi i principi ed i valori che hanno animato e animano ancor oggi i ‘resistenti’ cercando di attualizzarli attraverso un linguaggio musicale contemporaneo. La “Band” il prossimo 21 aprile ( alle ore 21) salirà sul palco del centro Sant’Anna a Pallanza (Vb) per il primo appuntamento di “Coraggio…Musica!” che nei prossimi mesi li porterà a percorrere diverse tappe con il loro spettacolo di narrazione musicale.
l 20 marzo alle 18, presso l’Nh Santo Stefano in via Porta Palatina 19, si terrà un appuntamento che affronterà il tema delle successioni e non solo

Gent.mo Direttore,

Già lo scorso anno ebbi a dimostrare come il motto in argomento 



Il nuovo Auditorium di Rivalta (To), intitolato a Franca Rame, prende vita: domenica 19 Marzo, alle 16.00 nella sala di viale Cadore, l’inaugurazione.
carismatiche del panorama teatrale del ‘900. Il tutto si è concretizzato in una messa in scena forte, delicata e sensibile, su di un tema quanto mai attuale quale la violenza sulle donne. Lo spettacolo giunge a Rivalta dopo i successi in Italia e all’estero, dove è stato rappresentato,tra l’altro, a Liverpool e Manchester. Uno spettacolo dal sapore internazione quindi, per inaugurare la nuova sala di Viale Cadore, intitolata ad una figura di spicco dell’universo teatrale, in Italia e nel Mondo. Roberta La Guardia, giovane interprete e regista è reduce da numerose esperienze, in Italia e all’estero. Nel 2014 l’incontro con Dario Fo e Iacopo Fo, che autorizzarono ufficialmente la realizzazione dello spettacolo.