“La foto del mio migliore amico” arriva al torinese “Spazio Kairos”

Dopo due anni di repliche all’“Edgar” di Parigi, la  “prima” italiana dell’esilarante commedia di Fabrice Donnio

Dal 7 al 10 maggio

Per la più spicciola cronaca. Secondo il report “Consumer Cyber Safety Report – Online Dating Edition 2025” di “Norton”, noto “marchio consumer di sicurezza informatica”, circa il 24% degli italiani intervistati utilizza abitualmente “app” di incontri e il 26% delle persone che si iscrivono a tali “app” ammette di mentire sul proprio profilo. La cosa, del resto (anche senza i pur importanti dati scientifici), poteva essere presumibile e ben risaputa, per immaginazione e a fronte di dati – anche a volte assai poco piacevoli – di cronaca, dal largo (e perfino dal più incompetente in materia, come il sottoscritto) popolo – bue. Insomma, il dato è reale. Scoraggiante. Ma anche, se proprio non vogliamo più di tanto abbacchiarci, un tantino risibile. A tal punto da non stupirsi più di tanto, se ben si è pensato di farne argomento di uno spettacolo teatrale a sfondo sociale (d’obbligo) ma non tedioso o bacchettone, quanto piuttosto di largo impatto ironico e capace di smuovere il pubblico a serene, paciose risate.

E’ il caso della commedia francese di successo “La foto del mio migliore amico” firmata dall’attore – sceneggiatore Fabrice Donnio e che, per la prima volta in Italia, debutterà allo “Spazio Kairos” (via Mottalciata, 7) di Torino. Ad essersi aggiudicati i diritti, per il nostro Paese e per i prossimi tre anni, è infatti la Compagnia torinese “Onda Larsen” e la prima messa in scena – per la regia di Andrea Borini, sul palco Riccardo De LeoGianluca Guastella e Lia Tomatis – è in programma per quattro consecutive e ormai prossime date: da giovedì 7 a domenica 10 maggioalle 21. Poi, comincerà la tournée. Dopo aver già avuto i diritti esclusivi per “Una cena d’addio”, il filone della commedia francese per “Onda Larsen” (sempre più attiva e convincente) continua così con questo spettacolo  tradotto, per l’occasione, dal regista Borini. Si tratta di una esilarante commedia degli equivoci ai tempi, per l’appunto, delle “app”. Un primo appuntamento, un profilo fake e un migliore amico “nel posto sbagliato al momento sbagliato”: cosa succede quando il desiderio di trovare l’anima gemella online si scontra con una bugia “fin troppo fotogenica?”.

La stessa domanda si pose (ricordate?) nel remoto 1971 – quando di “app” non girava neppure l’ombra – Luigi Zampa, nella scrittura e nella direzione cinematografica del celebre “Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata”, eccezionali interpreti Alberto Sordi e Claudia Cardinale. In scena, lo sprovveduto emigrante italiano Amedeo Battipaglia (Sordi), la giovane, tutt’altro che illibata Carmela, calabrese trapiantata a Roma (Cardinale) e l’amico “figo” Giuseppe (Angelo Infanti): e poi, lo scambio di freccia identificativa in una foto di gruppo, il rincorrersi di missive strapiene di bugie, l’incontro a Brisbane, il faticoso nominativo rimpallarsi dei due Amedeo – Giuseppe e Giuseppe – Amedeo,  fino alla tragicomica scoperta dell’inganno amoroso e la finale accettazione di una vita in quel di “Bun Bun Ga”, villaggio in pieno deserto australiano, 15 abitanti diventati 16 con la nuova “convenuta” Carmela. Amarezza, descrizione di vite rassegnate ma anche divertimento, commedia dell’“assurdo”. Di un “assurdo” diventato non rifiutabile “realtà”, perché al peggio – come suol dirsi – non c’è mai peggio.

E, dal cinema al teatro.“La foto del mio migliore amico” del francese Donnio mi riporta proprio alla mente infatti (sia pure in tempi dove le lettere scritte a mano, che impiegavano mesi ad arrivare a destinazione, non si sa neppur più cosa mai siano) lo “storico” film di Zampa.

Un parallelo inoffensivo e tutt’altro che spiacevole. Ritorniamo dunque alla commedia che impegnerà a Torino e in tournée, i tre bravi artisti di “Onda Larsen”. Il testo è in scena, con grande successo e da ormai due anni, al Teatro “Edgar” di Parigi. Protagonista é Antonio, che ha finalmente ottenuto un appuntamento con Chiara, conosciuta (vedi un po!) su un “sito di incontri”. Per l’occasione, Antonio chiede dunque al suo migliore amico Guglielmo di accompagnarlo. Perché? Semplice. Proprio perché Antonio (come il Sordi – Amedeo) aveva avuto la geniale idea di utilizzare la foto di Guglielmo come propria immagine del profilo, convinto di essere meno fotogenico dell’amico più “figo”. Ha, così, inizio una girandola di equivoci inarrestabile. Obiettivo: far innamorare Chiara di Antonio o, meglio, di Guglielmo, che finge di essere Antonio, o, forse, di Antonio che finge di essere Guglielmo. La serata sarà così decisamente e comicamente complicata, “perché questo spettacolo – affermano i protagonisti – in un’epoca in cui il mondo degli incontri digitali è diventato la nuova frontiera del corteggiamento, intende analizzare con ironia e cinismo le dinamiche moderne”. Spettacolo da non perdere. Anche perché la versione italiana curata da “Onda Larsen” mantiene intatti lo “spirito brillante” e il “fraseggio serrato” del testo originale, garantendo al pubblico una serata all’insegna del divertimento puro e del ritmo incalzante.

Per info: “Spazio Kairos”, via Mottalciata 7, Torino; tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org

Gianni Milani

Nelle foto: Compagnia “Onda Larsen” e il regista Andrea Borini

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