L’emergenza dei furti di “oro rosso”
torna a colpire il cimitero cittadino. Nella notte tra il 21 e il 22
aprile, ignoti hanno preso di mira diverse tombe di famiglia, con
modalità che riportano alla memoria quanto accaduto nel settembre 2023,
quando furono trafugati 370 vasi di rame.
Anche questa volta il bilancio è pesante: almeno sei tombe di famiglia
violate, vetri infranti e strutture forzate per portare via portoni in
rame e ottone, vasi bronzati e altri elementi metallici. A terra restano
i segni evidenti del passaggio dei ladri: frammenti di vetro, oggetti
divelti e fiori abbandonati accanto alle lapidi danneggiate.
«Si tratta di un fatto gravissimo, che colpisce il rispetto dovuto ai
defunti e alle loro famiglie», ha dichiarato il sindaco Roberto Ghio,
evidenziando lo scalpore suscitato dall’accaduto. «Sono già in corso
le indagini da parte dei Carabinieri e della Polizia Locale, anche
attraverso il controllo delle telecamere di videosorveglianza, per
risalire ai responsabili», ha aggiunto.
Sulla stessa linea il vicesindaco Paolo Romano, che parla di «un gesto
inaccettabile, che va oltre il danno economico e colpisce un luogo che
deve essere tutelato», sottolineando come «l’amministrazione
seguirà da vicino l’evolversi della situazione e valuterà ulteriori
misure di controllo».
Interviene anche l’assessore ai servizi cimiteriali Cristian Barbini:
«Ci troviamo di fronte a un atto vile, che ha colpito duramente diverse
tombe di famiglia. Stiamo effettuando tutte le verifiche del caso e
collaborando con le forze dell’ordine per fare piena luce su quanto
accaduto», spiegando che «sarà nostra priorità ripristinare le
condizioni di decoro nel più breve tempo possibile».
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