Il tamburello, sport agonistico nato prevalentemente nelle piazze monferrine, fu riconosciuto come disciplina sportiva nel lontano 1890 e dal 1926 rappresentato dalla FIPT, Federazione Italiana Pallavolo Tamburello, comprendente il pallone a bracciale passato in seguito a pallone elastico, e la palla pugno, inserita dal 2001. La storia del pallone a bracciale si concluse nella fossa dei leoni di Moncalvo con l’avvento della seconda guerra mondiale. La febbre del tamburello esplose in tutto il Monferrato durante il boom economico degli anni ’60 e a Murisengo nacque il primo torneo di “tambass” a sei squadre. Pochi anni dopo il numero delle squadre raddoppiò e furono ingaggiati i migliori giocatori del Settentrione. Fu l’epoca del campionato nazionale con la nascita delle serie A, B, C ed in seguito la serie D sul modello del campionato di calcio, periodo culminato con la partita internazionale Italia-Francia disputata al Lago di Codana davanti a tremila spettatori. Con il passaggio al campo libero, le squadre del tamburello a muro furono escluse dal circuito, i costi di euforia collettiva aumentarono, i bilanci delle società erano fuori controllo, le sfide paesane ormai inesistenti allontanarono il pubblico.

Esaurito il grande successo delle squadre monferrine nella serie A nazionale, nel 1976 nacque il torneo a muro del Monferrato, un altro campionato straordinario fondato da Fracchia, Bacchiella, Cerrato e Ravizza. Le squadre erano composte solo da giocatori residenti nel paese e il muro era parte integrante del gioco. Dopo la prima stagione disputata in panchina, nel 1977 il fortissimo mezzo volo Emilio Medesani diventò titolare nel Grazzano Badoglio, suo paese natale e team di Adriano Fracchia, vincitore del torneo. Nei due anni successivi, Medesani fu ingaggiato dal Castagnole Monferrato per disputare i campionati di tamburello libero in serie B e serie C. L’esplosione del fenomeno Medesani avvenne nel Grana dal 1980 al 1983 con quattro titoli consecutivi a muro, battendo in finale per tre volte il suo Grazzano ed una volta il Portacomaro. Il 1984 lo trascorse ancora in serie B a Nizza Monferrato nel campionato regionale vinto dal Vigliano. Ritornato a Grazzano, vinse tre titoli consecutivi a muro dal 1985 al 1987.

Lasciò ancora la sua squadra l’anno successivo per aggiudicarsi il primo posto con il Montemagno nel 1989, acquistato per tre stagioni in una grande asta al rialzo per la sua grande classe. Dopo il terzo posto nella finale nazionale indoor di Torino del 1990 a campo libero, riconquistò il primo posto sempre con il Montemagno nell’unico torneo a muro sperimentale del 1991 composto da soli quattro giocatori, obbiettivo per migliorare lo spettacolo non raggiunto. Acquistato dal Vignale, altri due splendidi primi posti nel 1992 e 1993 nello sferisterio a muro con il grande Alessio Monzeglio, vincitore in campo libero nazionale di sei scudetti, sei Coppe Italia e due Coppe Europa. Il 1994 fu l’anno zero di questo sport con la scissione dalla FIPT, abolizione degli ingaggi e valorizzazione dei giovani, scissione rientrata nel 1997 decisa dai fondatori Fracchia e Bacchiella. Le cinque stagioni successive lo videro protagonista a Vignale e Cerrina in serie B e a muro nel Grazzano senza successi ma nel 1999 si aggiudicò il primo posto nella serie C piemontese a campo libero con il Cortanze. Dopo altre quattro stagioni in serie B, il grande rientro a muro aggiudicandosi tre primi posti, nel 2004 con il Montechiaro, nel 2005 e nel 2006 nella bombonera del Castell’Alfero.

Una stagione con il Gabiano in serie C e due tornei con il Rocca d’Arazzo lo proiettarono alla vittoria nella Coppa Italia del 2010 con il Grana, ingaggiato per due stagioni ottenendo un secondo posto nello stesso anno e un sesto posto nel 2011. Rientrato finalmente a casa dopo due anni di permanenza in serie C, la grande vittoria del 2014 in qualità di allenatore-giocatore con la squadra del Grazzano. Le ultime partite in serie C del 2015 conclusero la splendida carriera di “Re Miliu” con 15 titoli conquistati nel torneo del Monferrato, una Coppa Italia, otto stagioni in serie B, un primo posto e 5 stagioni in serie C, principe del mezzo volo ed in seguito fondocampista e allenatore, recordman e per 40 anni grande trascinatore in campo. Il compianto poeta moncalvese degli sport sferistici Giuseppe Prosio, giornalista del bisettimanale “Il Monferrato”, scrisse di Medesani: “Giocatore esclusivo da muro, considerato il più grande mezzo volo monferrino del dopoguerra, un colpo pericoloso e micidiale abbinato ad una notevole velocità di gamba”. Durante l’intervista, Emilio Medesani ci ha raccontato che, dopo l’esperienza lavorativa in Fiat Teksid, fu assunto nel 1988 come messo comunale a Cereseto, attività conclusa nel 2020 dopo 32 anni di servizio. Vive a Boscorotondo di Passerano Marmorito con la moglie Laura e il figlio Leonardo, filmmaker e fondatore di Roundwood Studios, collettivo di produzioni cinematografiche e salotti divulgativi “Monfrà Stories” dedicati alla tutela dell’ambiente e del sociale che hanno raggiunto il grande schermo, Cinema Teatro Alfieri di Asti e Cinema Massimo di Torino, vincitori del Premio Sala Pastrone all’Asti International Film Festival del 2025
Armano Luigi Gozzano
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