Hiroshima Mon Amour, la settimana dei riti live: Marlene Kuntz e Venerus

 

A Torino ci sono luoghi che non si limitano a ospitare concerti: li trasformano in esperienze, li accendono, li restituiscono alla città come piccoli riti contemporanei. Tra questi, lHiroshima Mon Amour resta un epicentro emotivo prima ancora che musicale. Un palco che ha visto passare generazioni, linguaggi, trasformazioni. E che questa settimana torna a vibrare con due appuntamenti che parlano a pubblici diversi ma con la stessa intensità.

Mercoledì 8 aprile e giovedì 9 aprile all’Hiroshima Mon Amour, non sarà semplicemente un concerto. Sarà una sorta di convocazione collettiva, un ritorno alle origini per chi c’era e una scoperta per chi arriva adesso. I Marlene Kuntz portano in scena Il Vile, album culto che ha segnato una linea netta nella musica italiana degli anni ’90. Dopo il successo del tour celebrativo dei trent’anni del loro esordio, la band torna a immergersi in uno dei dischi più ruvidi, viscerali e necessari della propria discografia. Non nostalgia, ma materia viva: suoni che graffiano ancora, parole che non hanno perso peso.Il live si annuncia come un rituale sonoro, una liturgia laica in cui il pubblico diventa parte integrante del racconto. L’Hiroshima, con la sua anima ruvida e autentica, è il luogo perfetto per questo tipo di collisione emotiva. Ore 22.00. Ingresso 32 € (biglietti disponibili su Vivaticket – seconda data già sold out)

Venerdì 10 aprile cambia il respiro, ma non l’intensità. Venerus arriva a Torino con il suo Speriamo – Il Tour 2026, portando sul palco un universo sonoro stratificato, liquido, in continua mutazione. Il concerto, ospitato al Teatro Concordia, si preannuncia come un’esperienza immersiva più che una semplice esibizione: un flusso emotivo che attraversa le canzoni dell’ultimo album Speriamo e i brani che hanno definito il suo percorso artistico.Sul palco, le tracce si dilatano, si trasformano, respirano. Non esistono versioni definitive, ma continue riscritture. E quel “speriamo” che dà il titolo al tour diventa quasi un codice condiviso con il pubblico: fragile, necessario, profondamente contemporaneo. Ore 21.00. Ingresso 32 €.

Due serate, due linguaggi, due modi diversi di abitare la musica dal vivo. Da una parte la tensione elettrica e carnale dei Marlene Kuntz, dall’altra la dimensione fluida e visionaria di Venerus. Nel mezzo, Torino. E luoghi come l’Hiroshima Mon Amour, che continuano a essere non solo spazi, ma crocevia di storie, suoni e identità.

Valeria Rombolà

Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

K-pop GOLDEN Experience

Articolo Successivo

A Torino, una “Scuola Popolare di Salute Mentale”

Recenti:

IL METEO E' OFFERTO DA

Fit Homeless