Cultura contro crisi e disastri: al Poli il Master che forma le nuove figure chiave del futuro

Il Politecnico di Torino inaugura il Master “Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction. Digital and participatory methods for resilient communities”, il primo in Europa pensato per formare professionisti dotati di competenze digitali e strategiche, capaci di valorizzare il patrimonio culturale come risorsa viva per le comunità. L’obiettivo è rafforzarne la resilienza di fronte agli eventi climatici e contribuire alla sua salvaguardia.

In un contesto in cui il patrimonio culturale assume un ruolo sempre più centrale per il benessere sociale, economico e identitario, il Master si propone di rispondere a questa sfida formando figure in grado di integrare tecnologie avanzate, gestione del rischio e strategie di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.

Il percorso, a carattere internazionale e digitale, nasce dalla collaborazione con l’Università di Nîmes e il Museo di Scienze Naturali dell’Università di Creta, con il coinvolgimento di UNESCO e Protezione Civile. Sono inoltre previsti tirocini presso università, enti pubblici e organizzazioni internazionali.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2026.

Il patrimonio culturale, riconosciuto a livello globale anche attraverso la Convenzione UNESCO, rappresenta oggi una leva strategica non solo per la tutela della memoria, ma anche per lo sviluppo sostenibile e la capacità delle comunità di affrontare le sfide contemporanee.

Con l’obiettivo di prevenire e gestire i rischi legati ai disastri naturali e antropici, inclusi quelli climatici, il Politecnico di Torino promuove il Master nell’ambito del progetto europeo Horizon Europe RESILIAGE, attraverso la propria Scuola di Master e Formazione Permanente. Si tratta di un’iniziativa unica in Europa, che punta a formare professionisti capaci di combinare tecnologie digitali, analisi dei dati e strategie di disaster risk reduction per supportare istituzioni e comunità locali. L’approccio si basa su processi partecipativi e sull’utilizzo di strumenti digitali per valorizzare il patrimonio culturale come fattore di mitigazione, resilienza e ripresa in contesti sempre più esposti a eventi estremi.

Il programma introduce una visione innovativa del patrimonio, superando l’idea tradizionale di semplice bene da proteggere e ponendo al centro anche la dimensione immateriale fatta di tradizioni, pratiche e saperi locali, considerati elementi fondamentali per la capacità di adattamento delle comunità.

“Il patrimonio culturale, nel suo complesso materiale e immateriale, inteso come insieme di pratiche, saperi e identità che rendono le comunità più coese e capaci di reagire alle crisi, è un eccezionale volano per lo sviluppo dei territori, nonché un importante elemento che favorisce la resilienza di una comunità, contribuendo a migliorare la capacità di risposta e recupero di fronte a eventi avversi – spiega Rosa Tamborrino, Direttrice del Master e Coordinatrice del progetto europeo RESILIAGE -. Il cambiamento climatico è una minaccia per la conservazione di questo patrimonio e l’Europa deve abituarsi al fatto che gli eventi estremi non sono più un’eccezione: servono nuove competenze, strategie e capacità di coordinamento nelle comunità locali per rafforzare nel tempo la capacità delle comunità di prevenire, affrontare e superare situazioni di crisi. Il Master nasce proprio per formare professionisti capaci di analizzare il rischio e utilizzare strumenti operativi e tecnologici per supportare le comunità nella prevenzione, nella gestione delle emergenze e nel recupero post-evento attraverso la valorizzazione e la tutela dei beni culturali”.

Dal digital mapping al crisis management: il percorso formativo

Il Master adotta un approccio interdisciplinare che unisce teoria e pratica, affrontando temi come l’analisi dei dati territoriali, la creazione di atlanti digitali del patrimonio e la valutazione delle vulnerabilità. Il programma include moduli dedicati a scenari reali di disastri, fondamenti teorici dell’inclusive heritage, disaster risk reduction, metodi digitali e data-driven, oltre a strumenti per sviluppare progetti basati su metodologie bottom-up e partecipative. Ampio spazio è dato al coinvolgimento delle comunità attraverso memorie collettive, pratiche culturali e conoscenze locali.

Il percorso si conclude con un project work sviluppato insieme a docenti e partner, con possibilità di tirocinio. Il Master si basa su una rete internazionale che coinvolge università, istituzioni e aziende, tra cui UNESCO, Université de Nîmes, il Natural History Museum dell’Università di Creta, Protezione Civile e Ithaca, PMI italiana specializzata nell’analisi dei dati da Osservazione della Terra.

Sbocchi professionali: nuove figure tra patrimonio e gestione del rischio

Il Master è rivolto a studenti e professionisti provenienti da ambiti diversi, tra cui valorizzazione del patrimonio, scienze sociali, architettura, pianificazione territoriale e digital humanities, oltre a operatori già attivi nel settore pubblico e privato.

L’obiettivo è formare figure capaci di operare all’intersezione tra gestione del patrimonio culturale e analisi dei rischi. Tra i profili emergenti si distingue quello dell’Heritage Risk Manager, specializzato nello sviluppo di strategie per prevenire danni e supportare la protezione e la valorizzazione del patrimonio, sia in emergenza sia in ottica preventiva e continuativa. Le competenze acquisite aprono inoltre opportunità presso enti pubblici, istituzioni e organizzazioni impegnate nella valorizzazione culturale.

Da Torino a Trondheim: modelli di comunità resilienti

Tra i casi studio analizzati figura Torino, esempio di città che ha saputo affrontare la de-industrializzazione valorizzando il proprio patrimonio e trasformandolo in una risorsa per lo sviluppo turistico e la consapevolezza civica.

Il programma si arricchisce inoltre delle esperienze del progetto RESILIAGE, che ha coinvolto comunità resilienti in diversi contesti europei, tra cui Trondheim in Norvegia, la municipalità di Karşıyaka in Turchia, alcune aree del Portogallo colpite da incendi, realtà in Belgio e nell’isola di Creta. Attraverso workshop e incontri con partner locali, i partecipanti potranno confrontarsi con pratiche e metodologie sviluppate in contesti differenti.

Le iscrizioni al Master “Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction. Digital and participatory methods for resilient communities” sono aperte fino alle ore 14.00 del 30 aprile 2026. Tutte le informazioni su requisiti, modalità di accesso e scadenze sono disponibili sul sito ufficiale del Politecnico di Torino.

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