“La Tempesta” di Alfredo Arias al teatro Astra: nessuno pensa di essere il male

Vi è un momento, ne “La Tempesta” di Shakespeare, in cui il mago Prospero, ex Duca di Milano esiliato con sua figlia Miranda dal fratello Antonio, che ne aveva usurpato il Ducato con l’aiuto del Re di Napoli Alonso, uscendo dalla sua caverna sull’isola, luogo d’esilio e teatro magico di una vicenda  dove lo spirito dei venti, Ariel, interagisce con i personaggi in una vicenda teatrale sinfonica, impone il tema centrale e il senso dell’opera con una battuta iconica, che mette in relazione il mistero del sogno, della letteratura e della vita stessa: “Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”, parole che evidenziano non tanto l’illusorietà della vita, quanto la verità del sogno.

Con questo spiritus, mettendo fortemente in luce un mostro nascosto dentro ognuno di noi, un demone bugiardo che ci fa vedere il Male sempre al di fuori dei nostri confini e lontano dalla nostra anima, il regista argentino Alfredo Arias ha messo in scena al teatro Astra di Torino, per la stagione 2025-2026 “Mostri”, un allestimento poetico e originale, universale, intimamente legato, nei gesti e nelle azioni degli interpreti, al senso della sopracitata battuta di Prospero, il cui ruolo è stato affidato a un intenso e spiritato Graziano Piazza, attore affermato sulla scena nazionale e internazionale. Arias sembra giocare con questa particolare sostanza che accomuna la vita e il sogno, andando perfino oltre la traduzione di Agostino Lombardo, che indica come “sostanza” il termine inglese “stuff”, parola antica del XIII secolo, arcaismo utilizzato da William Shakespeare e ripreso nel suo senso originale, “stoffa”, nella traduzione del poeta e drammaturgo Roberto Mussapi.

“Stuff” indica la prima stoffa creata dall’uomo, un semplice canovaccio, un insieme di fili che intrecciandosi danno forma a qualcosa di riconoscibile, simbolico e caratterizzante: è la stoffa dei costumi degli attori in scena, quello che il poeta inglese Yeats definiva il corpo come indumento dell’anima, attingendo a Plotino.

Shakespeare voleva indicare che questa tramatura non è un’affermazione relativa, come spesso viene intesa, ma il contrario: la nostra vita ha la capacità di durata e di eternità del sogno, che scompare, ma essendo immateriale ha una durata inattaccabile, anche se muta e fuggente.

In questa versione di Alfredo Arias de “La Tempesta”, un labirinto funge da teatro dell’intera vicenda, luogo metafisico e simbolo di perdizione fisica e spirituale, una sorta di gabbia in cui i personaggi (tra loro legati dalla responsabilità dell’esilio di Prospero sull’isola), vittime della tempesta voluta da Prospero e innescata da Ariel, interagiscono in quanto vittime della magia vendicativa del mago in un continuo confronto con le conseguenze delle loro azioni e il pentimento. L’uscita dal labirinto muta in fonte di luce, nel miracolo del perdono che prende forma grazie all’amore tra Miranda, figlia di Prospero e vera protagonista dell’opera, il cui nome evoca l’oggetto dello spettacolo, la meraviglia da guardare, e Ferdinando, figlio del Re di Napoli Alonso. Sarà proprio l’amore la grande magia dell’intera opera, il bene che porta il mago Prospero a riconsegnare la sua bacchetta agli abissi marini, scegliendo così la via del perdono e della salvezza per i traditori.

 “Il regista Alfredo Arias, con il suo stile unico e inconfondibile, mette in scena La Tempesta di William Shakespeare nella nuova coproduzione del Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro, Tieffe Teatro, TPE – Teatro Piemonte Europa, in collaborazione con Estate Teatrale Veronese. Per Arias è un ritorno alla direzione di quest’opera, tra le più complesse e ricche di simbolismi scritta dal grande autore inglese, che ha rappresentato nei primi decenni della sua carriera, nell’ambito del Festival di Avignone del 1986.

Sull’isola-palcoscenico il regista argentino realizza un allestimento poetico e originale, capace di coinvolgere il pubblico, facendolo immergere nel suo mondo costruito con un linguaggio universalmente riconoscibile. Il protagonista è Graziano Piazza che interpreta Prospero: mago, demiurgo, sovrano dell’isola su cui approdano i naufraghi di una tempesta che egli stesso ha scatenato. Piazza, che nella sua prestigiosa carriera ha lavorato in ruoli da protagonista con i più grandi registi della scena nazionale e internazionale, ne La Tempesta incarna perfettamente la “forza magica” di questo testo immortale, reso unico dalla direzione di Arias”.

Adattamento e regia di Alfredo Arias; in scena Graziano Piazza, Guia Jelo, Federico Fiorenza, Fabrizio Indagati, Franco Mirabella, Marcello Montalto, Luigi Nicotra, Lorenzo Parrotto, Alessandro Romano, Rita Fuoco Salonia e Rosaria Selvatico; le scene sono di Giovanni Licheri e Alida Cappellini, i costumi di Daniele Gelsi e le luci di Gaetano La Mela. Lo spettacolo è prodotto da Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro, Tieffe Teatro, TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Estate Teatrale Veronese.

Lo spettacolo, consigliatissimo, rimarrà in scena al teatro Astra fino a domenica 22 marzo 2026.

Gian Giacomo Della Porta

 

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