“Piemonte, anni 50 e 60 qui in cerca di lavoro: ora la situazione è capovolta”

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Di Mino Giachino *

La realtà anche se alcuni vogliono nasconderla ogni giorno ci presenta il conto. Stamane Marianna Filandri professoressa associata di sociologia dice che il Piemonte e’ la regione peggiore del Nord per crescita di diseguaglianze. Se il Piemonte da 25 anni cresce meno della media nazionale , come dico dal 2008 inascoltato da chi amministra, anche il PIL procapite cala. Nel 2003 il PIL procapite piemontese era 120 sui 100 della media europea . Come ci ha ricordato Eurostat ora siamo sotto i 100. Certo come dice Banca d’Italia e’la diminuita crescita economica di Torino che abbassa il PIL regionale ma tant’è . Il PIL procapite è il livello cui vive la media dei piemontesi quelli che sono distanti dalle luci del centro città , che le vetrine le guardano con tanta tristezza. Quelli che vanno nei bar dove c’è anche il giornale in lettura, quelli che acquistano camice he maglie nei mercati , quelli che girano nei supermercati che costano di meno e mangiano una porzione di tacchino a poco più di 1 euro o 4 porzioni di minestrone a pochi euro. Come dice da tempo il Direttore della Caritas torinese la povertà è in aumento malgrado da 33 anni sia governata dalla sinistra con l’appoggio determinante di alcuni cattolici , di ex Dc e di alcuni torinesi simpatici che si proclamano moderati . Eppure ogni giorno c’è chi invece sui giornali o nelle interviste televisive racconta una realtà diversa. Fino a quando non si sa perché come è noto anche le formiche si incazzano. I giornali possono nascondere le voci scomode ma prima o poi la realtà prende il sopravvento. Certo anche la metà della Città che sta male deve fare sentire la propria voce andando a votare . Il voto è lo strumento più importante gratuito e offerto in modo eguale a tutti, belli e brutti, ricchi e poveri, anzi per i poveri vale molto di più perché consente nel segreto dell’urna di bocciare finalmente chi ha amministrato una Città senza accorgersi che più della metà della città era emarginata, impoverita e insicura. D’altronde dopo trentatré anni di amministrazioni di sinistra alleate al sistema Torino in qualsiasi parte del mondo cambierebbero.
Così difenderemo meglio l’industria,   accelereremo la costruzione della TAV, miglioreremo la tangenziale, rilanceremo fiere e aeroporto,  porteremo lavoro anche in periferia unico modo serio per fermare degrado sociale e violenza. Solo il rilancio  della crescita economica può diminuire le diseguaglianze .
Buona Domenica
* Responsabile torinese UDC
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1 Comment

  1. Buongiorno,c’e’ poco da commentare,l’On. Giachino parla e scrive chiaro.Chi ha vissuto a Torino in questi molti anni passati, conosce e capisce. Dopo i grandi meriti di “mamma” FIAT,
    il disastroso abbandono degli eredi che ha comportato il degrado della città …impossibilitata a trovare un percorso di cambiamento e crescita.
    La politica,senza sponsor, langue e galleggia,niente grandi opere,niente olimpiadi niente investimenti nelle periferie,niente piani di sviluppo delle case popolari….etc..etc… Proviamo un’altra compagine,tanto peggio di così e difficile,non ci sono prospettive,non ci sono progetti…non ci sono investimenti,il patrimonio immobiliare del Comune e abbandonato al degrado,non voglio fare l’esempio del “Palazzo del Lavoro ” di c.so Unità d’Italia,mi fa troppo male,, ( lo ho visto nascere e frequentato” )…
    Non dimentico,purtroppo l’introduzione della tecnologia nelle amministrazioni pubbliche,un disastro”” bisogna ricordare che la popolazione di Torino e’ per circa il 40% composta da ultra sessantacinquenni…..che hanno esigenze rapportate alla loro età e nessuno se ne cura, né nella vita quotidiana né nelle strutture…..
    Bene , riproviamoci,ripartiamo,progettiamo e soprattutto realizziamo, facciamo…..

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