Pont Canavese, 19 settembre 2026 – In vista della seduta del Consiglio comunale di venerdì 25
settembre, il Consigliere comunale Raffaele Costa ha depositato una memoria destinata a tutti i
Consiglieri comunali, quale documento di supporto alla mozione presentata il 5 agosto 2026, che
sarà discussa nella stessa seduta e che riguarda le condizioni di pericolosità geomorfologica e gli
elementi tecnici da considerare nell’ambito dell’ipotesi di realizzazione dell’invaso sul torrente
Soana.
La memoria ha lo scopo di mettere a disposizione dei Consiglieri un quadro degli elementi
conoscitivi oggi disponibili, affinché la discussione della mozione possa svolgersi disponendo anche
delle informazioni relative alla sicurezza del territorio e della popolazione.
La mozione, sottoscritta da Costa e dal Consigliere Gian Piero Bonatto, non esprime una posizione
pregiudiziale favorevole o contraria all’ipotesi dell’invaso, ma richiama la necessità che, nell’ambito
del percorso istituzionale, siano adeguatamente conosciuti e valutati gli elementi tecnico-scientifici
disponibili e le condizioni di sicurezza del territorio.
Un percorso di approfondimento iniziato nel 2024
Il deposito della memoria si inserisce in un percorso di approfondimento che Costa segue dal 2024,
attraverso l’esame della documentazione progressivamente resa disponibile e successive richieste
di chiarimento e approfondimento.
Nel luglio 2026 il Consigliere ha trasmesso PEC al Presidente dell’Unione Montana Valli Orco e
Soana e al Presidente della Regione Piemonte, rappresentando le questioni emerse e chiedendo
un quadro aggiornato del percorso relativo all’invaso, degli approfondimenti tecnici necessari e
delle possibili soluzioni connesse alla gestione della risorsa idrica.
Il 30 luglio 2026 si è inoltre svolto presso la Regione Piemonte un incontro relativo alla proposta di
realizzazione dell’invaso in Valle Soana, seguito da comunicazioni pubbliche riguardanti la possibile
ripresa delle interlocuzioni istituzionali sull’opera.
La sicurezza alla luce della storia dei dissesti della Valle Soana
Il tema della sicurezza del territorio, richiamato nella memoria, non viene considerato soltanto alla
luce delle cartografie ufficiali e degli studi relativi all’ipotesi di invaso, ma anche nel contesto della
storia recente dei fenomeni di dissesto che hanno interessato la Valle Soana.
Nel corso degli anni diversi versanti della valle sono stati interessati da fenomeni di instabilità e
dissesto, con situazioni che hanno coinvolto anche infrastrutture e viabilità. Tra gli elementi
richiamati nella memoria vi sono, in particolare, le problematiche relative all’area Bausano-
Configliè, dove i fenomeni di instabilità del versante hanno interessato anche la viabilità e hanno
reso necessario un intervento infrastrutturale con la realizzazione della galleria stradale di
Configliè.La memoria richiama inoltre gli eventi verificatisi nel territorio di Ingria nel giugno 2024, con il
movimento di materiale verso il torrente Soana.
Si tratta di elementi che, singolarmente, non consentono di formulare conclusioni sulla
realizzabilità dell’eventuale invaso, ma che rappresentano dati della storia recente del territorio
che meritano di essere considerati nel quadro complessivo delle valutazioni sulla sicurezza.
«Quando si parla di sicurezza – sottolinea Costa – credo sia importante non partire soltanto
dall’eventuale opera che si ipotizza di realizzare, ma conoscere anche il territorio nel quale
quell’opera dovrebbe inserirsi. La Valle Soana ha una storia di fenomeni di dissesto che non può
essere ignorata, così come non possono essere ignorati gli interventi che nel tempo si sono resi
necessari per affrontare problematiche di stabilità dei versanti e di sicurezza della viabilità».
«I Consiglieri devono conoscere anche il profilo della sicurezza»
«Ho ritenuto importante depositare questa memoria come supporto alla mozione del 5 agosto –
spiega Costa – perché tutti i Consiglieri comunali devono poter disporre di un quadro conoscitivo
il più possibile completo. La mozione e la memoria non intendono esprimere una posizione
favorevole o contraria all’ipotesi dell’invaso, ma richiamare l’attenzione su un aspetto
fondamentale: insieme alle esigenze legate alla gestione della risorsa idrica devono essere
adeguatamente conosciute e valutate anche le condizioni di sicurezza del territorio e della
popolazione. È su questo quadro complessivo, documentato e verificabile, che dovranno poi essere
assunte le eventuali decisioni nelle sedi e secondo le competenze previste».
Gli elementi tecnici richiamati nella memoria
La memoria richiama in particolare la relazione di pre-fattibilità del Politecnico di Torino – DIATI,
distinguendo tra l’assenza, sulla base delle informazioni disponibili considerate nello studio, di
elementi ostativi alla prosecuzione dell’iter e la necessità, evidenziata dalla stessa relazione, di
ulteriori approfondimenti.
Tra gli aspetti richiamati figurano quelli geologico-strutturali e geotecnici, la stabilità e l’evoluzione
dei fenomeni franosi, i possibili crolli, i depositi morenici dell’abitato di Ingria, la suscettibilità alle
colate detritiche dei tributari del torrente Soana e il conseguente trasporto solido.
Un ulteriore elemento è rappresentato dalle cartografie ufficiali ISPRA–IdroGEO, nelle quali
risultano individuate anche aree classificate P4 – pericolosità molto elevata.
La memoria precisa che la classificazione P4 non significa automaticamente incompatibilità o
impossibilità di realizzazione dell’opera, né coincide di per sé con una classificazione del rischio
per la popolazione. Rappresenta tuttavia un dato ufficiale relativo alla pericolosità del territorio
che deve essere conosciuto e valutato insieme agli altri elementi tecnici disponibili.
«Nel dibattito pubblico deve trovare spazio anche la sicurezza»
«Dopo il rilancio dell’ipotesi dell’invaso – prosegue Costa – ho esaminato le comunicazioni
pubbliche diffuse in questo periodo. Ho riscontrato un’ampia attenzione alla necessità della risorsa
idrica e alla possibilità di riattivare il percorso dell’opera, mentre nelle comunicazioni che hoesaminato non ho riscontrato un analogo richiamo agli elementi relativi alla sicurezza del
territorio, alle condizioni di pericolosità geomorfologica e agli ulteriori approfondimenti indicati
dalla relazione del Politecnico».
«È proprio per questo – aggiunge – che ho ritenuto importante portare questi elementi
all’attenzione dei Consiglieri comunali, affinché possano essere conosciuti e considerati nel
confronto istituzionale».
Informare prima di decidere
Il documento richiama inoltre il concetto di “rischio zero” contenuto nella mozione, precisando
che esso viene inteso come assenza di incremento del livello di rischio diretto o indiretto
conseguente alla realizzazione dell’opera, e non come eliminazione assoluta dei fenomeni
naturali.
La memoria richiama quindi l’esigenza di considerare, accanto alle caratteristiche dell’eventuale
opera, anche le condizioni dei versanti, delle sponde, dei terreni e dei corsi d’acqua collegati al
bacino, sulla base delle valutazioni degli enti e dei soggetti tecnicamente competenti.
«Il principio che ritengo debba guidare il confronto è molto semplice: prima di ogni decisione
bisogna conoscere. La gestione della risorsa idrica rappresenta certamente un’esigenza
importante, ma la sicurezza della popolazione e la tutela del territorio costituiscono una priorità
fondamentale e devono necessariamente essere poste al primo posto in ogni valutazione. Le due
esigenze devono essere considerate insieme, sulla base di dati tecnici verificabili e delle valutazioni
degli enti competenti».
La memoria, corredata dalla cartografia ISPRA–IdroGEO con l’evidenziazione delle aree P4, è stata
depositata unitamente alla mozione del 5 agosto 2026, con la richiesta che entrambi i documenti
siano messi a disposizione e consegnati a tutti i Consiglieri comunali, in vista della discussione
della mozione nella seduta del Consiglio comunale di Pont Canavese del 25 settembre 2026.
Raffaele Costa
Consigliere comunale – Comune di Pont Canavese
Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

