Fino al 4 novembre si svolge la terza edizione di Germinale Monferrato Art Fest, mostra di arte contemporanea promossa da quasi Fondazione Carlo Gloria, in Provincia di Asti
Germinale Monferrato Art Fest è giunta alla sua terza edizione e prosegue il suo cammino trasformando le colline del Monferrato in un museo diffuso, in cui arte contemporanea, storia, tradizione e bellezza naturale si incontrano in un viaggio sensoriale alla scoperta del territorio.
Sono diciannove i Comuni del Monferrato coinvolti, trenta le sedi espositive e 65 gli artisti interessati in un’edizione che proseguirà fino al 4 ottobre.
Obiettivo del festival è promuovere l’arte e la cultura contemporanea, ma anche valorizzare il paesaggio e il patrimonio unico di queste terre.
La rassegna ormai da tre anni mette in rete numerosi comuni tra le province di Asti e Alessandria, creando un itinerario artistico ramificato in cui ogni borgo non rappresenta soltanto una tappa di un percorso culturale, ma anche un’opportunità di partecipazione e di condivisione.
Le sedi espositive che compongono la costellazione di Germinale sono state selezionate per il profondo legame che presentano con la storia, l’architettura e la tradizione locale.
Si tratta di chiese sconsacrata, di castelli, costruzioni di pregio storico architettonico e spazi dalla forte valenza simbolica, che diventano lo scenario perfetto in cui ambientare le opere d’arte contemporanea, contribuendo alla loro tutela e valorizzazione.
La mostra d’arte è stata inaugurata venerdì 11 settembre scorso a Rinco di Montiglio Monferrato, in provincia di Asti ed è stata promossa dalla Quasi Fondazione Carlo Gloria.
In questa grande mostra diffusa espongono artisti affermati, mid-career, affiancati da giovani talenti coinvolti in progetti speciali come SELVAartprize o le Residenze d’arte.
Le opere sono collocate in sedi uniche e fortemente simboliche, invitando i visitatori a scoprire attraverso i linguaggi contemporanei gli spazi più suggestivi e le realtà peculiari di questo territorio così vario.
L’offerta della rassegna non si limita all’esposizione visiva di mostre e installazioni open air, ma si arricchisce di un calendario che affiancherà i contenuti espositivi durante tutto il corso dell’evento, con talk, incontri culturali, pratiche esperienziali e workshop. Un ricco programma di spettacoli e performing arts, curato da Casa degli Alfieri, animerà i giorni di apertura e le varie sedi per l’intero periodo del festival.
Il tema di questa edizione di Germinale, il cui scopo è la produzione di almeno un’opera per ogni edizione che possa rimanere in modo permanente sul territorio, è “Di marne feconde, un mare”, rassegna curata da Francesca Canfora e titolo che invita a un’esplorazione profonda, verticale del territorio. Si parte da un percorso che si addentra nelle sue fondamenta geologiche, laddove il tempo si è fatto roccia. L’identità del Monferrato rappresenta un paradosso geografico: le sue colline sono l’esito di un’antica marina. Le marne, un mix di argilla e calcare, non sono semplici sedimenti, ma archivi biologici che conservano la memoria di un oceano scomparso. Questa “eredità oceanica” ancora oggi agisce nel presente, e rappresenta la materia che trattiene l’umidità, il fossile che riaffiora tra i solchi ricordandoci che ogni paesaggio rappresenta una sovrapposizione di ere. Il rapporto con la marna definisce l’anima del Monferrato anche nel suo farsi architettura. L’uomo ha riconosciuto in questa pietra una docilità feconda, scavando gli infernot, le cattedrali sotterranee nate per custodire il vino e oggi riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio mondiale. In queste stanze ipogee il confine tra natura e cultura si annulla, dove l’architettura rivela il cuore profondo della terra.
“Di marne feconde, un mare” rappresenta una sollecitazione a guardare sotto ciò che calpestiamo: il sottosuolo diventa metafora dell’inconscio, della riserva di risorse, della memoria che non svanisce, ma si trasforma.
Germinale 2026 non celebra solo la terra, ma la sua profondità generatrice: è un invito a scoprire che il terreno su cui camminiamo è un amore solido, un giacimento di storie millenarie che attendono di essere nuovamente narrate.
Sessantacinque sono gli artisti che danno vita alla rassegna, e tra questi sono rilevanti i nomi di Luigi Mainolfi, di cui viene esposta una scultura in bronzo nell’atrio Soltitan nel palazzo di Città, ad Asti; Riky Ferrero, che presenta un‘installazione in un infernot di Vignale Monferrato; Domenico Borrelli, che presenta un’installazione a palazzo Mazzetti, ad Asti, e Carlo Gloria, che ha realizzato un murale dato in omaggio alla comunità di Rinco di Montiglio Monferrato, dove è stata inaugurata la terza edizione di Germinale Monferrato Art Fest.
Mara Martellotta
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