Martedì 15 settembre, ore 18:30, inaugura alla Libreria Borgopò la mostra che raccoglie le opere realizzate dal pittore durante l’isolamento del 2021. A cura di Gregorio Thaon di Revel Mazzonis, allestimento di Marco Gennaro.
Sono nati per caso, o quasi. Nel 2021, durante uno dei mesi più duri del lockdown, Fabio Francardo, pittore con una lunga carriera alle spalle, ha ripreso in mano la matita per un motivo che definisce “quasi domestico”: insegnare a disegnare a una nipotina. Da quel gesto, ripetuto giorno dopo giorno, sono nati centinaia di piccoli disegni, realizzati recuperando i ritagli delle scatole delle cialde del caffè: un formato minuscolo, dieci centimetri per dieci, diventato presto una pratica quotidiana.
Quei disegni compongono ora “Posso uscire”, la mostra che la Libreria Borgopò di Torino inaugura martedì 15 settembre alle 18:30, a cura di Gregorio Thaon di Revel Mazzonis, con l’allestimento dell’architetto Marco Gennaro.
Un segno infantile, una mano esperta
Nelle piccole tavole di Francardo convivono un’immediatezza quasi ingenua e decenni di mestiere. Le fonti sono le cronache di quei mesi sospesi: i giornali, i telegiornali, le notizie che arrivavano da un mondo fermo. Da lì nascono vere e proprie serie tematiche. Alcune guardano all’attualità più stringente, come la condizione delle donne in Afghanistan al momento del ritiro americano, raccontata in opere come Lo sposo che balla per voi e Cosa hai fatto di me?. Altre affrontano il tema dell’immigrazione, particolarmente caro all’artista, in lavori come Porte aperte e Dove andare. Non mancano incursioni nella memoria personale, con il ricordo delle lotte politiche di fine anni Sessanta in Chiedo il permesso, accanto a soggetti più leggeri e decorativi ispirati alla natura o al mondo animale, come in Topigni bar, dove gli animali diventano specchio ironico dei comportamenti umani.
A legare idealmente l’intera produzione è una frase di Papa Francesco che ha colpito profondamente l’artista, «Adelante juntos», scelta anche come titolo di una serie di disegni: l’idea che da soli non si possa andare avanti, che serva farlo insieme.
Una vita per strade impreviste
Classe 1944, nato a Sangano, in provincia di Torino, il 4 agosto, Fabio Francardo ha attraversato con la sua biografia più di un’epoca e più di un mestiere. Dopo studi irregolari fino al 1961, lavora dal 1964 come disegnatore in un cantiere di posa cavi telefonici. Nel 1966 presta servizio militare a Padova, dove vince il primo premio di pittura interregionale per militari; l’anno successivo lo vede cuoco nel deserto del Sahara, a Ekkar, in un fortino della legione straniera. Con il 1968 vive, come molti della sua generazione, la stagione delle lotte politiche, viaggiando tra Londra e Parigi, per poi lavorare nel cinema come aiuto scenografo.
È nel 1971 che comincia la sua attività di artista, esponendo pittura figurativa alla galleria Il Vaglio di Firenze. Dal 1972 cambia casa quasi ogni anno: San Pancrazio Val di Pesa, Pantelleria, Torino, mentre dalla metà degli anni Settanta si dedica a una scultura-pittura di impronta concettuale e minimalista, con interventi di Land Art, esposta in gallerie come Mantra a Torino (1974), Omar Aprile Ronda a Biella (1977), Paolo Tonin a Torino (1978), Piero Cavellini a Brescia (1979) ed E-Tre a Roma (1980).
Nel 1982 arriva una svolta radicale: Francardo abbandona improvvisamente l’arte per lavorare nel campo dell’abbigliamento sportswear, prima come designer poi come responsabile d’azienda, un’occupazione che comunque definisce creativa e stimolante e che lo porta a viaggiare in tutto il mondo, da Hong Kong a Bangkok, da New Delhi a Città del Messico, da Los Angeles a New York, accumulando una vasta esperienza visiva.
Nel 1992 si trasferisce a Formentera, dove riemerge il suo vecchio amore per la pittura. Tornato a Torino nel 1996, ricomincia a esporre regolarmente: la galleria San Michele di Brescia (1997), L’Isola di Trento (1998), Weber di Torino (1999) e ancora L’Isola nello stesso anno, oltre a due partecipazioni all’Arte Fiera di Bologna, nel gennaio 1998 e nel 2000.
Oggi Francardo vive tra Torino e Formentera. “Posso uscire” segna la sua prima mostra dopo un lungo periodo lontano dalla scena artistica. Non resta che uscire, dal lavoro, da casa, e incontrarci, questa volta di persona, alla Libreria Borgopò che inaugura domani martedì 15 settembre alle ore 18:30, in via Luigi Ornato 10, Torino.
Lori Barozzino
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