Magna Olsa Lighting, l’allarme di Pentenero (Pd)

La cessione della Magna Olsa Lighting, realtà con sedi a Rivoli e Moncalieri, al fondo tedesco Mutares rappresenta l’ennesima ferita per il tessuto produttivo e metalmeccanico torinese. Parliamo di un’azienda storica nella produzione di illuminazione per auto, con 299 lavoratrici e lavoratori già costretti a un regime di contratto di solidarietà dal maggio 2025 e colpiti da ben tre procedure di licenziamento collettivo negli ultimi tre anni. A rendere la situazione ancora più allarmante è proprio l’identikit dell’acquirente: si tratta dello stesso fondo straniero che di recente ha annunciato la volontà di chiudere lo stabilimento Primotecs di Avigliana. Di fronte all’avanzata di investitori a cui interessano palesemente più le rendite finanziarie che i prodotti industriali, la Giunta regionale e il Governo nazionale continuano a brillare per la loro inazione.
Mentre Stellantis sposta il baricentro in Nord Africa, investendo 200 milioni per potenziare il polo produttivo di Orano in Algeria, a Torino assistiamo all’inesorabile impoverimento dell’indotto. Per questo chiediamo con forza alla Giunta e al Presidente Cirio: a che punto siamo con la cabina di regia permanente sulle crisi aziendali? In passato era stata promessa l’istituzione di un tavolo politico per monitorare le crisi del territorio e affrontarle alla stregua di una vera e propria “calamità naturale” per ottenere fondi da Roma. Oggi, davanti al dramma della Magna Olsa, questo strumento sembra scomparso dai radar.
Oggi più che mai, al Piemonte serve un Assessore al Lavoro a tempo pieno: una figura che oggi di fatto manca nella Giunta, e che abbia il peso politico di alzare la voce a Roma sulle mancate politiche industriali. Serve un’interlocuzione forte e determinata con il Governo nazionale. Chi ci governa deve andare nei Ministeri non solo per pretendere piani industriali credibili, ma anche per esigere provvedimenti urgenti sul fronte energetico. I sindacati hanno già avvertito della necessità vitale di un confronto sulle drammatiche conseguenze che i costi dell’energia hanno sulla produzione. A questo si aggiunge l’aggravante della crisi internazionale del petrolio: il costo dell’energia legato alle tensioni sullo stretto di Hormuz rischia di dare il colpo di grazia alle nostre imprese manifatturiere.
Il tempo degli annunci è finito. Pretendiamo che la Regione si assuma le proprie responsabilità, colmando il vuoto politico attuale, e convochi immediatamente le parti per difendere il futuro occupazionale di Magna Olsa e dell’intero ecosistema automotive piemontese.
Gianna Pentenero – presidente Gruppo PD Consiglio regionale del Piemonte
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