Una colossale truffa durata almeno otto anni, con al centro un’azienda agricola di Centallo (Cuneo) e fatture per transazioni fantasma superiori a 20 milioni di euro. Questa la trama dell’inchiesta “Golden Beef”, condotta dai finanzieri della Tenenza di Fossano.
L’IVA e le imposte evase avevano superato i sei milioni di euro. Il raggiro ruotava attorno all’acquisto di bovini vivi dalla Francia e dalla Spagna; razze come Limousine, Blonde d’Aquitaine, Charolaise e meticce. L’azienda agricola di Centallo era usata come base logistica per tutto l’illecito. Il meccanismo era astuto: gli animali entravano in Italia via società di comodo fittizie, per essere poi rivenduti ai clienti italiani finali con l’IVA addebitata, ma a un prezzo più basso di quello pagato per l’acquisto intracomunitario. Così si otteneva un doppio guadagno illecito: da un lato, bestiame a tariffe sotto il mercato; dall’altro, crediti IVA gonfiati e indebiti.
Sulla base delle indagini, l’ autorità giudiziaria ha autorizzato una raffica di perquisizioni in varie regioni – dal Lazio al Piemonte, dalla Calabria alla Toscana, dalla Lombardia alla Sicilia. I finanzieri hanno poi posto sotto sequestro computer, supporti digitali e documenti legati a quattro ditte coinvolte.
VI.G
Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

