Torino, 2 marzo 2026 – Il sistema infrastrutturale piemontese mostra segnali di avanzamento secondo quanto emerge dall’edizione 2026 del Rapporto Oti Piemonte, che analizza 71 interventi ritenuti strategici per la competitività del territorio. Entro la fine dell’anno è prevista la chiusura di 15 cantieri, mentre l’orizzonte al 2033 indica il completamento di 42 opere per un investimento complessivo stimato in 30 miliardi di euro.
Dal primo monitoraggio avviato nel 2001 sono state portate a termine 24 infrastrutture tra linee metropolitane, collegamenti stradali, tratte ferroviarie, interporti e trafori alpini.
Il rapporto, promosso da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte con il contributo di Regione Piemonte, Fondazione Slala e delle Accademie di filiera, fotografa una situazione articolata: 27 interventi sono in fase progettuale, 9 restano allo stadio di proposta, 30 risultano già cantierati e 4 sono stati ultimati nel corso del 2025.
Un impulso importante è arrivato dal Pnrr, che ha sostenuto nove opere incluse nel monitoraggio e che contribuirà a determinare l’avanzamento previsto nel 2026.
Amalberto: segnali incoraggianti, ma non basta
“I segnali positivi che emergono da questa edizione dell’Osservatorio Oti Piemonte vanno nella direzione giusta ma non sono però certo risolutivi poiché sono ancora molte le infrastrutture che le imprese aspettano. Si tratta di un freno, tra i tanti, che negli ultimi 30 anni hanno rallentato lo sviluppo della nostra economia. Questo osservatorio in 25 anni è stato una sentinella attiva, segnalando e rimarcando di volta in volta la mancanza di fondi, le progettazioni a rilento e quelle poche opere che hanno visto la luce, meno di una all’anno. Grazie al Pnrr c’è stata un’accelerazione, come imprese siamo a disposizione per fornire pieno supporto affinché stabilmente il Piemonte arrivi a poter usufruire nel 2033 delle opere oggi in fase di realizzazione. Questi investimenti sono le fondamenta su cui far sviluppare la complessa transizione che la manifattura vive da alcuni anni, ma anche il principale asset per aumentare l’attrattività di questo territorio” dichiara Andrea Amalberto, presidente Confindustria Piemonte.
Stato di avanzamento: equilibrio stabile, ma crescono i ritardi gravi
Nel dettaglio, 31 opere risultano coerenti con il cronoprogramma, un dato sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Sono 22 invece i progetti che hanno registrato rallentamenti nell’ultimo anno, mentre salgono da 5 a 9 quelli classificati in grave ritardo. Restano 7 le opere ferme in attesa di una proposta progettuale definitiva.
Tra i 30 interventi già avviati, 19 procedono secondo i tempi previsti, 10 accumulano ritardi e uno presenta criticità significative: si tratta dei lavori sulla Statale 33 del Sempione, dove il cantiere di Villadossola non è ancora partito.
Per quanto riguarda le opere in progettazione (27 in totale), aumentano quelle in fase preliminare e quelle in progettazione definitiva, mentre si riduce il numero degli interventi nelle fasi più avanzate. Le proposte progettuali salgono a 9, includendo nuovi collegamenti viari e infrastrutturali.
Escono dal monitoraggio quattro opere completate nel 2025: il potenziamento della stazione ferroviaria di Rivalta Scrivia, il raddoppio del traforo autostradale del Frejus, l’autostrada Asti-Cuneo e la tangenziale di Fossano. Rimane inoltre incluso nel quadro l’Autostrada Ferroviaria Alpina (AFA).
Coscia: infrastrutture decisive per la competitività
“Lo sviluppo infrastrutturale è uno dei temi centrali per il rilancio dell’economia nell’attuale congiuntura economica e per una strutturata capacità di internazionalizzazione per le nostre imprese, peggiorata da un’incertezza geopolitica internazionale. In una congiuntura complessa come quella che stiamo attraversando, lo sviluppo infrastrutturale rappresenta una delle chiavi di volta per la tenuta dell’economia nazionale. Far parte del progetto OTI Piemonte è per noi strategico perché il programma rientra appieno nelle politiche delle Camere di commercio: monitorare le criticità e raccontare lo stato di avanzamento dei progetti infrastrutturali ritenuti strategici per il territorio è un elemento imprescindibile per sostenere la nostra economia e le nostre imprese” commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Camera di commercio di Alessandria-Asti.
Malabaila: pianificazione e manutenzione al centro
“Nei prossimi anni sarà decisivo fare sistema affinché gli investimenti infrastrutturali generino una ricaduta stabile sul Piemonte. Dobbiamo, quindi, sin da ora impostare un piano pluriennale per la manutenzione delle infrastrutture, integrare le connessioni dell’ultimo miglio e i collegamenti di verso le nuove e vecchie opere. Le Zone logistiche semplificate vanno bene ma dobbiamo anche predisporre incentivi e bandi per la digitalizzazione e l’ammodernamento dei terminal logistici, mappare aree per nuovi investimenti per la logistica per attrarre investimenti, sostenendo la conversione modale con il “ferrobonus”. Infine, c’è il tema della formazione e delle competenze nel settore logistico e costruzioni, che va sostenuto insieme alle Accademie di filiera e la Regione” dichiara Paola Malabaila, presidente Ance Piemonte e presidente della Commissione Infrastrutture e Urbanistica di Confindustria Piemonte.
Il convegno di presentazione
Il Rapporto Oti Piemonte 2026 è stato illustrato nel corso del convegno “Infrastrutture e logistica: necessità strategica per la competitività di territori e imprese”, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni locali, del mondo imprenditoriale e dei principali soggetti coinvolti nella pianificazione e gestione delle grandi opere.
Il quadro che emerge è quello di una regione che sta recuperando terreno sul fronte infrastrutturale, ma che dovrà garantire continuità negli investimenti e maggiore rapidità esecutiva per trasformare i cantieri aperti in un reale vantaggio competitivo per imprese e territori.
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