I CPR sono buchi neri del diritto, vanno chiusi.
“I nostri pensieri vanno innanzitutto alla famiglia di Moussa, a partire dal fratello Thierno, che in questi anni di processo è stata accolta a Torino da una rete solidale sempre più ampia. Una rete che, proprio a partire da quella terribile vicenda, sta lanciando un messaggio chiaro: nelle nostre città non dovrebbero esistere buchi neri del diritto come i CPR, che calpestano la dignità delle persone solo perché straniere. La sentenza di primo grado sul suicidio di Balde nel CPR di Torino conferma – al di là delle singole responsabilità penali, da accertare nei tre gradi di giudizio – che il sistema CPR e il fermo amministrativo dei migranti sono una vergogna di Stato. In quei luoghi peggiori delle carceri vengono reclusi, contro le stesse previsioni normative, soggetti con vulnerabilità psicologiche e fisiche che non dovrebbero essere sottoposti a quelle terribili e ingiustificate condizioni di detenzione, origine di un numero altissimo di atti di autolesionismo e anticonservativi. L’autunno scorso il Consiglio di Stato ha evidenziato che gli attuali capitolati d’appalto per la gestione dei CPR sono inadeguati dal punto di vista di sanitario. Per questo, dal Consiglio Regionale, abbiamo inserito nel Piano socio-sanitario la previsione che le ASL aumentino le verifiche sulle condizioni di detenzione e sullo stato psico-fisico delle persone trattenute. Eppure, il Governo Meloni tira dritto sulle politiche punitive nei confronti dei migranti, dall’esportazione in Albania dell’arcipelago-CPR al blocco navale imposto mentre nel Mediterraneo si cercano mille dispersi. Un orrore senza fine” – lo dichiarano il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi (fra i testimoni della difesa), la Capogruppo di AVS in Regione Piemonte, Alice Ravinale, e la Capogruppo al Comune di Torino di Sinistra Ecologista, Sara Diena.
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