Giachino: “Più managerialità (e umanità) nella politica per il rilancio di Torino”

Non prendiamo lucciole per lanterne. La notizia buona è che l’industria torinese, anche se si è ridotta, è ancora competitiva sui mercati internazionali e da’ un bel contributo all’aumento delle esportazioni. Ma, e qui la notizia è negativa,  nel 2022 il Piemonte, frenato proprio da Torino, cresce meno della media nazionale. Nel 2021 siamo cresciuti bene perché nel 2020 avevamo perso più delle altre regioni.

Caro Direttore,
Qualcuno, guardando l’andamento economico del 2021 della nostra Regione , sta prendendo lucciole per lanterne. Nel 2021 il Piemonte è cresciuto di più solo perché nel 2020 , l’anno del Covid , aveva perso più delle altre regioni, tanto è vero che le previsioni di Prometeia ci dicono che nel 2022 il Piemonte dovrebbe crescere meno della media nazionale, mentre tutte le altre regioni del Nord cresceranno più della media nazionale. Il dato positivo è quello messo in luce dal Presidente degli industriali torinesi, Giorgio Marsiaj, e cioè l’aumento superiore alla media nazionale delle esportazioni cui ha dato un grande contributo l’industria torinese e ciò malgrado le difficoltà del settore automotive. Senza l’aumento delle esportazioni il PIL piemontese e italiano sarebbero molto più bassi.
Questi dati  stanno a significare che malgrado il buon andamento del turismo, questo non basta a pareggiare ciò che si sta perdendo nell’industria. A quasi trent’anni dalla tesi del Sindaco Castellani in base alle quale all’industria che stava calando occorreva contrapporre un forte investimento nel turismo e nella cultura, dobbiamo dire che la ricetta era buona ma insufficiente . Dopo trent’anni i dati ci dicono che l’industria torinese anche se è stata ridimensionata, causa il ridimensionamento del settore auto dovuto agli insuccessi dei modelli FIAT e delle scelte dei suoi azionisti, è ancora molto importante per noi. Ma allora ora dovrebbe essere chiaro a tutti che negli ultimi vent’anni le Amministrazioni avrebbero dovuto difendere di più il settore industriale e l’automotive , mentre invece la FIAT ha fatto ciò che voleva e Torino si è lasciata scappare Salone dell’auto,  automotoretro’ e tante aziende .
Ecco perché sostengo da tempo che chi si candida a guidare la Città, la Regione o il Paese dovrebbe avere una esperienza e una cultura manageriale.
Qualsiasi manager studia meglio il portafoglio clienti della propria azienda e se per caso ne perde qualcuno si da subito da fare per trovarne dei nuovi altrimenti gli azionisti lo mandano a casa.  Ma molti purtroppo parlano senza conoscere la composizione del PIL torinese e regionale e non sanno che turismo e cultura , due settori importantissimi per le loro ricadute, valgono oggi la metà del settore industriale.
Ecco perché chi punta solo sull’auto elettrica , come il Sindaco e la FIOM, vuole il suicidio sociale di Torino perché perderemmo tante belle aziende dell’indotto e decine di migliaia di posti di lavoro.
La minore crescita economica della Città, che data dal 1996 , ha impoverito famiglie e aziende ma ha anche impoverito la struttura della Città causa la diminuzione degli investimenti sia sa parte della FIAT che quelli pubblici, dalla lentezza dell’investimento della TAV alla Linea 2 della Metro, fermi gli investimenti sul sistema tangenziale e in ritardo quelli sulle nostre autostrade . Anche gli investimenti annunciati da Lorusso riguardano lavori che partiranno prevalentemente nel 2024 (linea 2) .
Il 2023 sarà un anno difficile sia per il rallentamento internazionale della economia sia per il freno agli acquisti auto perché l’auto elettrica è molto cara. Ecco perché sarà importante il DPCM del Governo che dovrà indicare come impiegare il miliardo del fondo Giorgetti, che mi vanto di aver promosso insieme ad alcuni parlamentari e in particolare a Riccardo Molinari.
Ecco perché io insisto sulla accelerazione degli investimenti pubblici , a partire dalla TAV, ecco  perché insisto sul cambio di passo del nostro aeroporto, ecco perché insisto sul cambio di passo nella politica della logistica regionale.
Cercare la ripresa della economia e del lavoro è l’impegno più serio che dobbiamo prendere di fronte alle migliaia di famiglie costrette a rivolgersi alla Caritas, alle Parrocchie o al SERMIG per mangiare e per vestirsi.
Ecco perché urlo che le qualità migliori di chi si impegna in politica o si candida a governare Comuni, Regione o il Paese sono la sensibilità umana, cioè sentire come proprie le difficoltà degli altri, la competenza e l’esperienza. Michela Murgia in un pezzo incredibile ha accusato i cattolici di rifugiarsi nel Gesù Bambino per non voler affrontare la complessità della società moderna. Si rilegga l’esperienza di Don Bosco, dei Santi Sociali piemontesi e dei grandi uomini di governo piemontesi , a partire da Michele Coppino cui si deve l’obbligo scolastico , o a chi si è preso insulti per fare le infrastrutture che sono state e saranno  essenziali per sviluppare economia e lavoro, per capire che invece c’è qualcuno che non si gira dall’altra parte di fronte ai problemi e si impegna per rilanciare economia, lavoro e benessere per Torino a partire dai suoi Quartieri più svantaggiati perché sedotti e abbandonati da chi ha governato questa Città negli ultimi trent’anni.
Un augurio che è un impegno per l’anno che viene.
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Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO
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