Il Paese dei due Matteo (Salvini e Renzi) e dei separati in casa

in POLITICA

<<Tutti per uno e uno per tutti>>, Il motto dei tre moschettieri che poi in realtà erano quattro non si addice all’Italia.

La riprova è di nuovo la tragicomica di questi giorni. Ovviamente anche le pietre avevano già capito che non c’era armonia nel governo, prima un passo avanti e poi due indietro, con l’Italia ferma su tutto, dai Termovalorizzatori e l’immondizia che si manda persino in Germania e Olanda alla Tav del Piemonte, ma anche al Consorzio della Tap (gasdotto lungo 800 chilometri che da Kipoi arriverà fino in provincia di Lecce) che dovrebbe portare il gas dalla Russia in Italia, al Terzo Valico, all’Ilva che costa all’Italia due percentuali di Pil (Prodotto interno lordo).

Il giorno dopo lo strappo nella maggioranza giallo-verde, il futuro del governo sembra ormai segnato, ma si fa ancora manfrina o si gioca al gioco delle tre carte.

Il premier Giuseppe Conte, scuro in volto, ha annullato la conferenza stampa e si è recato al Quirinale per un colloquio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Mentre diversi esponenti del Movimento 5 stelle ribadiscono la volontà di andare avanti con l’esecutivo, Luigi di Maio sostiene di non aver paura del voto, ma che prima di andarvi vorrebbe votare la riduzione dei parlamentari.

Alla Lega continuano ad arrivare richieste di un cambio di passo nel governo, sostituendo alcuni ministri, per far ripartire l’Italia.

Intanto come al solito siamo in campagna elettorale e chi sta fuori, dalla Carola Rackete alla tedesca presidente della Commissione Ursula Gertrud von der Leyen,         si giovano della nostra debolezza perché noi italiani le cose non le facciamo mai insieme, per il benessere del Paese, ma gli uni contro gli altri e il gioco di squadra non lo sappiamo fare.

Sarà per questo che anche nel calcio facciamo magre figure!

 

Tommaso Lo Russo