La febbre del Capitano e la diaspora pentastellata

in POLITICA
Pentastellati nel marasma più totale e anche Matteo Salvini ha un po’ di febbre.  Tutti e due cercano di smarcarsi dai loro problemi sostenendo che di problemi non ce ne sono
Mentono sapendo di mentire, giocando fino in fondo il ruolo che si sono dati.  Il ruolo dei vincenti.  Ammetto, mi aspettavo un Rambo (Salvini) più coriaceo. Nega invece di conoscere chi da più di vent’anni anni frequentava assiduamente.  Paura? Forse no, ma qualche timore l’ avrà. Anche sull’ Europa è un momentaccio.  Giggino e Horban votano in un modo. Lui nell’ altro. Corre in aiuto Chiaretta (Appendino). Licenzia Montanari.  Sicuramente il più antipatico assessore del dopoguerra. E all’ Ufficio tecnico di Torino si stappano le bottiglie di prosecco.  Oltre che antipatico è piuttosto incompetente. Ora organizzerà i comitati anti maggioranza e gli insoddisfatti dell’ operato di Chiaretta, con il dettaglio che contenderanno quello che lui ha o non ha fatto. Il massimo sono la cosiddetta componente di sinistra 5 Stelle. I più raffinati contestano la Sindachessa in Barca a vela.  Chiamali stupidi.Gli altri amoreggiano con  il Sindaco di Napoli De Magistris, alias Potere al Popolo. Insomma la diaspora pentastellata è cominciata. Finalmente liberi da Salvini. Hanno tutto pronto, se non sarà De Magistris sarà  lo stesso Grillo tornato al suo antico lavoro. Ora fa’ solo il comico. Ma il ruolo gli va stretto. Comunque 5 Stelle e leghisti sono uniti su due punti. Non essere d’accordo su nulla è affermare che il governo durerà.  Qualcosa non torna, ovviamente. Non torna anche a sinistra.  Articolo uno si sta liquefacendo. Almeno qui in Piemonte.  Aldo Corgiat dopo aver clamorosamente perso tutte le elezioni del caso nella sua ex roccaforte Settimo e zone limitrofe si autopremia e si autoelegge segretario regionale di ciò che rimane. Roberto Placido non ne vuole sapere più e accusa i vertici nazionali di storica assenza ed incapacità.  Effettivamente Speranza non sa che pesci prendere. Persino l’equilibrato Wilmer Ronzani non ne può più delle beghe Torinesi. E Andrea Scroscio ex segretario regionale scuote la testa: non ci siamo proprio.  Il viale del tramonto per questa sinistra è imboccato.  Resiste  Marco Grimaldi, consigliere regionale a cui Sinistra Italiana ha chiesto di sostituire il dimissionario Fratoianni da coordinatore nazionale. Ma Lui ha troppo da fare qui.  Interessante la domanda presentata da Gian Luigi Passoni per il cda di FinPiemonte.  Molto ma molto competente, arriva da una nobile famiglia di comunisti e di commercialisti. E Lui ha fatto per decenni l’assessore al bilancio del Comune di Torino. Non a caso il bilancio con lui, Chiampa e Fassino funzionava. Con Chiaretta disastro assoluto. Forse, e dico forse,  la situazione a Roma è più disastrosa. Azienda raccolta rifiuti capitolina. Dopo i mille spazzini in mutua un’ altra chicca.  Molti dipendenti rubavano gasolio all’ azienda. A tutti gli effetti ladri ma non licenziabili ancorché rei confessi. Perché? Semplice, con un accordo sindacale si sono beccati solo 19 giorni di sospensione. Veramente brutte persone . E qui la Raggi non ha colpe. Come non ha colpe Matteo Salvini sul discutibile atteggiamento dei Leghisti e  dei Fratelli d Italia in Parlamento durante l’ ultimo saluto al maestro Andrea Camilleri colpevole di essere stato e di voler essere comunista. Matteo Salvini no. Questa volta no, sobrio.  Politicamente non andavano radicalmente d’accordo. L’ Italia con morte del Maestro ha qualcosa in meno. Arrabbiatissimo Fico con il Governo che non gli risponde sul riferire in aula sul caso Russia Gate. Ci pensa Conte.  Poi ci sono commenti tipo: il PD non può parlare perché ha preso i soldi dall’ Urss. Straparlano ed abbiamo pietà per chi ci crede. Opinioni e falsità sono cose molto diverse e molto distanti. E finalmente Chiaretta s’ incontra con il Sindaco Sala.  Si dice meglio tardi che mai.  Qui, mi sa, siamo proprio fuori tempo massimo.  E dopo incassa dal suo gruppo l’appoggio condizionato. Non è dato sapere cosa accadrà, visto che tutto ciò che stato promesso non è stato mantenuto.  A Torino come Roma tra deputati senatori consiglieri ed assessori tengono famiglia.  Che altro dire? Continua la sceneggiata ancora per un po’.  Come a giorni alterni Giggino e Rambo bisticciano e poi si riappacificano. Del resto odio ed amore è tipico dei colpi di fulmine. Dispiace per Giorgetti che incontrando il Presidente della Repubblica Mattarella ha ritirato la sua candidatura in Europa. Povero Conte, manco come segna punti lo vogliono più. Conclusioni? Anche qui la solita sceneggiata.
Patrizio Tosetto