Il vento di Venaria, la tav e gli intrecci politico-economici

in POLITICA
Torino aspetta nuove elezioni amministrative.  Per il resto rimane la supponenza del Vice Sindaco Montanari e del suo inutile dire
 Dopo la sua partecipazione alle iniziative locali ed internazionali contro la Tav rimane una sola certezza: la Tav va avanti.  Persino il gruppo pentastellato si deve arrendere all’ evidenza dei fatti.  Un po’ patetici ed un po stralunati hanno ammesso che tra commissioni e scimmiottamenti con i centri sociali  l’alta velocità non è  un problema solo italiano. Non credendoci manco più loro tirano a campare. Nonostante il caldo torrido tira il vento di Venaria e non soffia per le vele pentastellate. Ma anche le navicelle del PD non hanno il vento in poppa.  Anzi. È la prima volta (credo) che il PD o in generale la sinistra in Piemonte sia fuori da tutto. Resiste Verbania, lontana da Torino, occasione storica per la destra di eleggere un Sindaco.  Prima volta nella storia della città in democrazia. Liquefacendosi Forza Italia sembra più  un centrodestra a trazione Leghista. Dati incontrovertibili, con la sommatoria dell’8 per cento della Meloni  più Salvini superare il 50 % è dietro l’ angolo. E intanto Cirio  tenta di governare. Nuova Ztl a Torino sbagliata.  Positiva la candidatura del 2025 per le Universiadi. Sul Mercatone qualcosa bisogna fare. Un po’ defilato con Toti e messo sotto pressione dai leghisti. Non si può avere tutto dalla vita.
Da qui a poco il nodo di FinPiemonte.  Già pronto un cavallo di razza : Michele  Vietti, avvocato competente niente popò di meno che Vice Presidente del consiglio Superiore della Magistratura.  E ho detto tutto.  Dovrà sbrogliare la matassa della gestione di Fabrizio Gatti. 12 milioni spariti dalle casse societarie in Svizzera e magicamente ricomparsi su altri  conti correnti  in Svizzera. Non è detto che siano gli stessi soldi. Con la certezza che, nel caso,  non abbia potuto far da solo. Occasione politicamente d’oro per il centro destra piemontese: Fabrizio Gatti è PD doc . Il Chiampa su questa vicenda ci è rimasto proprio male. Non finisce qui. La liquidazione di EuroFidi va avanti con il liquidatore Ambrosini che continua a scavare e diligentemente ogni 3 mesi fa la sua relazione al tribunale fallimentare.  Per ora penalmente parlando ne sono usciti gli amministratori.
Hanno pagato, diciamo così, una multa relativamente bassa per le colpe di omessa vigilanza. Chi ne rimane dentro fino al collo e Ciotti vero deux ex machina delle società.  Direttore e amministratore delegato . Quando passava lui non cresceva più l’ erba ed il silenzio imperversava negli uffici con la sua presenza. Per molti è difficile sostenere che non c’entrava niente. Qui si parla dell’intreccio tra FinPiemonte EuroFidi e le banche ed il sistema bancario italiano nel dare o ottenere garanzie per le piccole medie imprese in Italia.  Con una querelle che va dritto dritto a Medio Credito Centrale.  Non voglio  fare nessun minestrone ma sicuramente le correlazioni e rapporti ci sono. Ma noi piemontesi non ci facciamo mancare nulla. E la magistratura milanese indaga sul rapporto tra ‘ndrangheta politica e mondo dell’imprenditoria. Novara: chi non si ricorda di Gattuso coinvolto suo malgrado  in un giro di riciclaggio di denaro sporco, mentre la magistratura Torinese sta imbastendo un Minotauro due. Vespasiano ammoniva il figlio che pecunia non olet. Dove c’ è crisi c’ è bisogno di soldi ed è più arrembante la criminalità organizzata. Oramai tutto é capovolto.  Matteo Salvini che dava ai meridionali dei tarruncelli scansafatiche ora rischia di essere più popolare a a Napoli che a Milano.  Al tempo stesso i mafiosi si sono messi il vestito buono e la cravatta ed hanno colonizzato il Nord. Hanno fatto di più formando i propri figli nelle università migliori d’ Italia e del mondo.
Dalla globalizzazione dell’ economia alla globalizzazione del crimini. I politici piemontesi si confronteranno anche su questo.
Patrizio Tosetto