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Maggio 2019 - page 3

PERFORMING + più competenze a sistema

in Dall Italia e dal Mondo

3 regioni e 6 città, 6 incontri, 87 enti, 27 relatori, 40 ore di formazione e confronto, 1050 km percorsi

Questi alcuni dati che provano a raccontare in maniera sintetica il primo anno di Performing+, progetto triennale promosso da Compagnia di San Paolo e Fondazione Piemonte dal Vivo, in collaborazione con l’Osservatorio Culturale del Piemonte, per rafforzare le competenze dei soggetti del Terzo Settore attivi nello spettacolo dal vivo in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. La scelta di lavorare congiuntamente nasce dalla comune convinzione che il ruolo generativo del comparto nello sviluppo culturale, sociale ed economico di un territorio necessiti di essere potenziato investendo nelle competenze e nella costruzione di relazioni, per una comunanza di pratiche, obiettivi, ragionamenti ed esperienze sempre più efficace ed estesa. “La Compagnia di San Paolo, in particolare con il suo Piano Strategico 2017-2020, a fronte delle domande crescenti da parte del territorio, propone una strategia e co-progetta con la comunità, ponendosi sempre di più come soggetto che diventa moltiplicatore di risorse e fattore abilitante per il territorio. In quest’ottica, con Performing+ la Compagnia affianca, all’erogazione di contributi economici, azioni di capacity building che nascono dal dialogo con altre istituzioni, vengono definite a partire dai bisogni del contesto e maturano con esso, condividendo percorsi capaci di portare valore aggiunto agli enti che lavorano nel settore dello spettacolo dal vivo” afferma Alberto Anfossi, Segretario Generale della Compagnia di San Paolo. “A fronte di una società in trasformazione per abitudini, aspettative e bisogni, come fondazioni culturali siamo chiamati a ripensare il nostro modello di azione: oggi l’innovazione culturale deve passare necessariamente per la costruzione di un capitale culturale collettivo che faccia sì che best practise e modelli proficui diventino scalabili e migrabili verso comunità sempre più ampie. Il tutto sapendo coniugare qualità artistica, sviluppo locale e impatti sociali” commenta Matteo Negrin, Direttore di Fondazione Piemonte dal Vivo. “Il valore che Performing+ assume per l’Osservatorio è quello insito nel dare avvio a un processo di capacitazione dei singoli professionisti e del settore nel suo complesso, che pur nutrendosi della condivisione di buone pratiche, messa a sistema di conoscenze, metodi, relazioni nazionali e internazionali, va oltre e si spinge a progettare insieme un percorso per rendere l’esperienza di Performing+ una policy, alla quale si chiede di dare un contributo importante di ispirazione e orientamento ai singoli e al sistema intero. Uno degli effetti a cui si mira esplicitamente consiste nella costruzione di una comunità professionale intessuta di legami anche deboli tra gli operatori, per costruire quel tessuto che è il terreno di base per future possibilità e per costruire atmosfere creative” dichiara Luca Dal Pozzolo, direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte.

Il primo anno, strutturato in sei giornate itineranti nelle tre regioni da novembre a maggio 2019, è stato dedicato al tema dell’audience development, per agire prima di tutto sullo sviluppo della domanda e sulla connessa capacità dei soggetti di interpretarsi e operare come fattori di crescita degli individui e della comunità di appartenenza. Il comitato scientifico – composto da Sandra Aloia, Compagnia di San Paolo; Luisella Carnelli, Osservatorio Culturale del Piemonte; Mara Loro, Fondazione Piemonte dal Vivo – ha ideato un percorso che ha visto l’alternarsi di relatori da tutta Italia, con consolidate esperienze nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della progettazione culturale: Lucio Argano, Alessandro Bollo, Giuliana Ciancio, Emanuele Masi, Agostino Riitano, Pierluigi Sacco, Rosa Scapin, Catterina Seia sono alcuni dei nomi che hanno incontrato le realtà culturali durante Performing+. Obiettivo del percorso triennale è, da una parte, rafforzare la consapevolezza delle organizzazioni culturali sul loro ruolo chiave per lo sviluppo sostenibile della società e, dall’altra, accompagnarle e facilitarle nella ricerca della loro personale dimensione di sostenibilità, attrezzandosi per gli scenari che si troveranno di fronte e che dovranno necessariamente affrontare. L’appuntamento con Performing + è per l’autunno 2019, con il nuovo ciclo dedicato alla sostenibilità organizzativa, gestionale, economica e ambientale.

Venerdì sciopero dei mezzi pubblici

in BREVI DI CRONACA

Venerdì 31 maggio 2019 è prevista una giornata di sciopero del trasporto pubblico proclamata dalla organizzazione sindacale Ugl Autoferrotranvieri.
I mezzi pubblici circoleranno nei seguenti orari:

  • Servizio Urbano, Suburbano e Metropolitana: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00
  • Servizio Extraurbano, linee urbane di Ivrea e Servizio Ferroviario (sfm1 – Canavesana e sfmA – Torino–Aeroporto–Ceres): da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30

Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito.
Lo sciopero potrà avere ripercussioni anche sull’operatività dei Centri di Servizi al Cliente e sui diversi servizi gestiti da GTT, con conseguenti possibili disagi per la clientela.
Si precisa a termini di legge che gli effetti sul servizio sopra riportati derivano da due scioperi distinti, di 4 e 24 ore, su temi correlati al Piano Industriale e ad altre tematiche aziendali.

Stalker arrestato. Perseguitava la ex moglie

in BREVI DI CRONACA

Gli agenti del Commissariato di Rivoli hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere a carico di un cittadino italiano. Tale misura è un aggravamento di quella a suo carico in precedenza.
A carico dell’uomo, infatti, a fine del 2018, era stata emesso un divieto di avvicinamento alla persona offesa per le condotte maltrattanti nei confronti della coniuge e del figlio minore e per i ripetuti atti persecutori della quale era stata vittima la moglie, durante la fase di separazione. Tra i diversi comportamenti persecutori, l’uomo in una circostanza aveva anche confezionato un atto pubblico falso proveniente apparentemente dal Tribunale di Torino al fine di ottenere un tentativo di riconciliazione. Nonostante il divieto di avvicinamento, l’uomo ha continuato a perseguitare la donna recandosi più volte nei luoghi da lei frequentati e dal loro figlio. In una circostanza, la donna aveva rinvenuto sulla propria autovettura un uccello morto con la testa quasi decapitata appoggiato sul cofano dell’auto. La stessa mattina, la vittima era stata avvicinata e insultata dal coniuge. I comportamenti persecutori reiterati e l’inottemperanza del divieto di avvicinamento hanno portato all’aggravamento della misura cautelare.
M.Iar.
 

Dal Canavese alla terra dei due laghi

in CULTURA E SPETTACOLI

Dal Canavese alla terra dei due laghi” è il titolo dell’incontro promosso dall’ associazione culturale azegliese Artev  per sabato 1 Giugno, alle 21.00. L’iniziativa si terrà alla Residenza di campagna “Fuori porta d’Azeglio”, in via Roma, 1 bis del comune nell’estremo lembo nord-orientale del Canavese. Interverranno, moderati da Rosalba Pennisi dell’Artev, gli scrittori Barbara Castellaro e Marco Travaglini. Tre i libri che saranno presentati. Il primo, “La curva dei persici”, ambientato sul lago d’Orta,in un luogo immaginario, sospeso nel tempo, dove la vita scorre tra grandi e piccoli avvenimenti sullo sfondo del più romantico dei laghi italiani, battuto dal vento fresco delle Alpi. “Le voci del silenzio” è una Spoon River nata sulle sponde canavesane della Dora Baltea. E’ lì che, tra i viali della memoria, Barbara Castellaro ha riallacciato le storie e le vite di persone straordinariamente normali per i più e del tutto speciali per la scrittrice nata a Ivrea. Racconti che strappano dall’oblio i profili di alcuni protagonisti, risarcendoli delle sfortune che hanno sofferto in vita. In quattordici capitoli si snoda il “lessico familiare” dell’autrice, dalla triste storia di Antonio – suo nonno materno – all’orgogliosa e libera personalità di Lia, dal povero caldarrostaio Quasimodo allo zio Pierone e alla “nonna” Sila che costruiva zoccoli intagliandoli nel legno. Per lo storico Gianni Oliva, che ha curato l’introduzione, si tratta del “recupero delle memorie passate che compongono una realtà emotiva presente”. Ultimo libro, “Il tempo dei maggiolini” con Marco Travaglini che prova a dare voce a quel mondo piccolo fatto di  memorie, dove il passato rimanda a tempi meno facili ma più ricchi di semplicità, di saggezza antica, di rapporto umano. “Erano gli anni delle case di ringhiera, dei grandi prati non ancora invasi dal cemento, delle quattro stagioni – commenta lo scrittore Benito Mazzi nella prefazione -, delle primavere verdi punteggiate di rondini e maggiolini; delle serate estive sfolgoranti di lucciole, sull’aia o davanti alla calma scura del lago ancora impregnato dei caldi profumi del giorno, delle creme solari“. Barbara Castellaro, giornalista e scrittrice eporediese, vive a Torino e nel 2002 ha curato, presso la Olivetti di Ivrea, la scelta delle opere e del catalogo della mostra “55 artisti del Novecento dalla raccolta Olivetti”, in collaborazione con Renzo Zorzi. Marco Travaglini, anch’esso giornalista e scrittore, bavenese di nascita e torinese d’adozione, ha vissuto a lungo sui laghi Maggiore e d’Orta.

Cirio: "Chiamparino si dimette? Ci ripensi"

in prima pagina
Il neoeletto presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, commenta la rinuncia al seggio da parte di Sergio Chiamparino: “Sono sinceramente dispiaciuto perché in Piemonte abbiamo bisogno di lui e mi auguro che ci ripensi. Per progettare il futuro di questa regione è indispensabile il contributo di tutti e l’esperienza di una persona come Sergio Chiamparino è fondamentale”. Il governatore uscente ha confermato la volontà di lasciare il seggio che gli spetta in Consiglio regionale e ha chiuso la sua pagina Facebook ringraziando gli elettori.

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione
 
Aladdin – Fantasy. Regia di Guy Ritchie, con Will Smith, Naomi Scott e Mena Massoud. Da un lato Aladdin, che sogna di abbandonare il proprio passato di ragazzo di strada, e dall’altro la principessa Jasmine, la figlia del Sultano della città di Agrabah, anche lei pronta a coltivare i propri sogni, ad esempio uscire da palazzo, entro cui la tengono chiusa un padre iperprotettivo e una dama di compagnia che non la perde mai di vista, per correre in aiuto degli abitanti della città. Mentre il Sultano è alla ricerca di un marito per la figlia, il consigliere Jafar pensa di impadronirsi del trono: ma Aladdin incontrerà Jasmine, verrà suo malgrado coinvolto nei malvagi progetti di Jafar e scoprirà una magica lampada ad olio entro cui vive il Genio, pronto a esaudire ogni suo desiderio. Durata 128 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 2, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci anche 3D)
 
L’angelo del crimine – Drammatico. Regia di Luis Ortega, con Lorenzo Ferro e Chino Darìn. Buenos Aires 1971. Giovane, spavaldo, capelli biondi e faccia d’angelo, Carlos entra nelle case dei ricchi e ruba tutto ciò che gli piace. L’incontro a scuola con Ramòn, coetaneo dal quale è attratto, segna il suo ingresso in una banda di criminali, con la quale compie altri furti e soprattutto il suo primo omicidio, di fronte al quale rimane assolutamente impassibile. Fino alla morte dell’amato Ramòn e oltre, Carlos proseguirà indisturbato le sue attività criminali, uccidendo ancora e talvolta facendo ritorno dai genitori come un figlio qualsiasi. Verrà arrestato dopo un colpo non riuscito e l’assassinio di un complice. Da una storia vera. Durata 118 minuti. (Greenwich Village sala 2)
 
L’angelo del male – Horror. Regia di David Yarovesky, con Jackson A. Dunn, Elisabeth Banks e David Denman. Tori è una donna felicemente sposata, cui manca ancora dopo anni di matrimonio il dono della maternità. Finalmente un bel pargolo arriva e nei primi anni di vita ha tutte le carte in regola per far felici papà e mamma: ma con la pubertà un prepotente lato oscuro inizia ad inquietare la famiglia e i dubbi più terribili si insinuano nella mente di Tori. Durata 91 minuti. (The Space, Uci)
 
Attenti a quelle due – Commedia. Regia di Chris Addison, con Anne Hathaway e Rebel Wilson. Due ragazze, provenienti da diverse estrazioni sociali ma ambedue con la frenesia di far quattrini. Il signore preso di mira è un ricco genio del settore tecnologico. Comico, ma capace di guardare anche al giallo e al thriller. Durata 94 minuti. (Ideal, Lux sala 1, Uci)
 
Avengers: Endgame – Fantasy. Regia di Joe e Anthony Russo, con Robert Downey jr, Scarlett Johansson, Chris Evans e Chris Hemsworth. Attesissima dai fan di tutto il mondo, un pubblico affezionato che finora non ha certo perso una tappa, continua la lotta degli eroi della Marvel contro la terrificante Thanos, in una saga che confessa di terminare ma che sotto sotto già annuncia altre avventure, tra eroi che compaiono e ricompaiono mentre altri spariscono del tutto, pronti ad approdare in altre storie, magari nuove di zecca, o perché i loro interpreti hanno ormai esaurito il contratto che li legava alla mastodontica produzione. Per ora Iron Man, Thor e Captain America restano ben saldi sul terreno di gioco. Durata 182 minuti. (Uci)
 
Bangla – Commedia. Regia di Pahim Bhuyian, con Carlotta Antonelli, Pietro Sermonti e Pahim Bhuyian. Quartiere romano di Torpignattara, immigrazione e integrazione, il ventiduenne attore e regista alla sua opera prima, musulmano proveniente dal Bangladesh, nato in Italia, si innamora di Asia, una effervescente quanto spericolata ragazza nostrana, ricambiato: ma tutto viene rimesso in discussione davanti al principio di una religione che prevede la castità prima del matrimonio e all’aut aut della famiglia di lei, conservatrice all’eccesso che certo non può vedere di buon occhio quell’amoretto giovanile. Un’esperienza personale che l’autore ha voluto raccontare sullo schermo, a rendere più verosimile il racconto vi ha inserito la la mamma vera e propria. Durata 86 minuti. (Cinema Massimo – Museo del Cinema sala Rondolino)
 
Dilili a Parigi – Animazione. Regia di Michel Ocelot. Con il suo raffinatissimo disegno, il regista parla del mondo di ieri, della Parigi della Belle Epoque, per parlare alle generazioni e al mondo di oggi, parla di disuguaglianze, di uomini e donne, di soprusi. Lo fa con un piccolo personaggio, Dilili, che indaga sul rapimento di un gruppo di cinque bambine, dell’incontro con chi vuole aiutarla, non esclusi uomini e donne illustri, da Maria Curie a Toulouse-Lautrec a Pasteur. Tutti contro una famigerata banda che ha il suo covo all’interno del Moulin Rouge. Durata 95 minuti. (Greenwich Village sala 2)
 
Dolor y gloria – Drammatico. Regia di Pedro Almodòvar, con Antonio Banderas e Penelope Cruz. Tra finzione e autobiografia, l’opera ultima del’autore spagnolo in concorso a Cannes: il regista Salvador Mallo ha perso ogni creatività, le malattie e una recente operazione lo hanno minato non soltanto nel corpo. Soltanto i ricordi dell’infanzia, l’abbandono di certi dissapori con un vecchio amico, l’incontro casuale con un antico amore, la scrittura e il mai abbandonato amore per il cinema lo spingeranno a vedere un tempo di ottimismo. Durata 113 minuti. (Ambrosio sala 2, Classico, Eliseo Rosso, Reposi, Romano sala 1, The Space, Uci)
 
Godzilla II – King of the Monsters – Fantasy. Regia di Michael Dougherty, con Vera Farmiga, Charles Dance, Sally Hawkins e Kyle Chandler. Trentacinquesimo film dedicato all’orribile mostro. In campo l’agenzia criptozoologica Monarch con tutti i suoi membri pronti a fronteggiare una serie di mostri, tra cui Godzilla appunto in lotta con Mothra e Rodan King Ghidorah, il mostro a tre teste, tutti tornati in vita per affermare la propria supremazia e mettere a rischio l’esistenza dell’umanità. Durata 132 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci anche V.O. e 3D)
 
John Wick 3 – Parabellum – Azione. Regia di Chad Stahelski, con Keanu Reeves, Ian McShane e Halle Berry. E siamo così arrivati alla terza puntata delle avventure del killer per eccellenza che ha la faccia e i modi spicci di Reeves: questa volta ha fatto fuori un prestigioso membro della congrega degli assassini internazionali, sulla sua testa viene posta una taglia di 14 milioni di dollari e parecchi amici e nemici iniziano a dargli la caccia. Avventura e adrenalina, quante se ne vuole. Durata 113 minuti. (Massaua, Reposi, The Space, Uci)
 
Pet Sematary – Horror. Regia di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer, con Jason Clarke. Dal romanzo di Stephen King. Louis Creed si trasferisce con la famiglia da Boston ad una piccola città del Maine, in mezzo ai boschi, scoprendo una natura quasi magica. Un giorno il vicino di casa gli mostra l’esistenza di un cimitero in cui vengono sepolti gli animali domestici dei vari proprietari lì intorno: anche il gatto di casa Creed viene travolto da un camion e dopo poco ritorna, vivo ma completamente cambiato. Durata 101 minuti. (Uci)
 
Quando eravamo fratelli – Drammatico. Regia di Jeremiah Zagar. Opera prima, tratta dal romanzo “Noi, gli animali” di Justin Torres (pubblicato in Italia da Bompiani). Le esistenze, nella Pennsylvania rurale e delle grandi coltivazioni, di Manny, Jonah e Joel e dei loro genitori, padre portoricano e madre bianca, un nucleo familiare difficile, tra litigi continui che portano a separazioni traumatiche e a riconciliazioni. I ragazzi, di differenti età, vi si trovano al centro, per Manny e Joel la figura di riferimento è quella del padre, mentre Jonah, non ancora decenne, voce narrante della vicenda e sguardo attraverso il quale autore e direttore della fotografia filtrano il panorama di quanto sta intorno, guarda alla madre e sviluppa un carattere taciturno e introverso. Durata 94 minuti. (F.lli Marx sala Groucho)
 
Quel giorno d’estate – Drammatico. Regia di Mikhaël Hers, con Vincent Lacoste, Isaure Multrier, Greta Scacchi e Stacy Martin. David vive a Parigi dove si arrangia con piccoli lavori occasionali. L’unico contatto familiare è rappresentato dallo stretto legame con la sorella Sandrine e Amanda, la nipotina di sette anni, cresciuta senza un padre. Durante l’estatyeDavid incontra Lena, appena trasferitasi nella capitale, e tra i due nasce presto un amore. Quando tutto sembra andare per il meglio, le loro vite vengono sconvolte da un attacco terroristico nel cuore di Parigi, nel quale Sandrine perde la vita. Oltre a dover affrontare lo shock e il dolore per la perdita, David deve ora prendersi cura della giovanissima nipote e trovare, insieme a Lena, una nuova serenità per ricominciare insieme a vivere. Durata 106 minuti. (Nazionale sala 1)
 
Pallottole in libertà – Commedia. Regia di Pierre Salvadori, con Pio Marmaï, Adèle Haenel e Audrey Tautou. In una piccola città della Costa Azzurra, la giovane detective Yvonne scopre che il suo defunto marito era ben lontano dall’immagine di eroe che lei credeva e che, tra le altre cose, aveva mandato ingiustamente in prigione l’innocente Antoine per otto anni, sfruttandolo come suo capo espiatorio. La donna è decisa a rimediare e decide di aiutare l’uomo all’uscita dal carcere: ma quell’incontro sarà fatale anche per le loro due esistenze. Durata 107 minuti. (Ambrosio sala 3, Uci)
 
Rocketman – Commedia musicale, biografico. Regia di Dexter Fletcher, con Taron Egerton, Jamie Bell, Richard Madden e Bryce Dallas Howard. Prima Freddie Mercury, oggi Elton John. Questa è la sua storia, la vita tutta in salita di uno tra i più grandi e osannati cantanti del mondo, fatta delle tante tappe che ci si possono aspettare: l’infanzia, il rapporto difficile con due genitori privi di affetto, la scoperta del proprio talento, l’incontro con Bernie Taupin e quello con con John Reid, l’ascesa inarrestabile e gli inarrestabili abusi di droga e alcool, la dipendenza dal sesso, la caduta e la riabilitazione e ancora il successo. Durata 121 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Eliseo Blu, Greenwich Village sala 1, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
 
Sarah&Saleem – Là dove nulla è possibile – Drammatico. Regia di Muayad Alayan, con Silvane Kretchner, Maisa Abd Elhadi e Mohammad Eid. In una Gerusalemme intrigante quanto la trama, dove due comunità dovrebbero coesistere ma dove il potere e l’influenza sono esercitati da un’unica forza dominante, anche una storia esclusivamente privata tra due persone (l’israeliana Sarah ed il suo amante palestinese Saleem da un lato, dall’altro la moglie di questi, in attesa di un bambino) scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile, a dimostrazione di come, in questa terra, nulla sia davvero possibile. Durata 127 minuti. (Romano sala 3)
 
Takara – La notte che ho nuotato – Drammatico. Regia di Kohei Igarashi e Damien Manivel, con Takara Kogawa. L’avventura di un bambino di sei anni, alla ricerca di un padre che vede molto poco, tra le montagne piene di neve del Giappone: un mattino si metterà in viaggio per consegnargli un piccolo disegno che lui ha fatto nella notte. Durata 79 minuti. (F.lli Marx sala Harpo)
 
Ted Bundy – Fascino criminale – Drammatico. Regia di Joe Berlinger, con Zac Efron, John Malkovich e Lily Collins. La storia vera di un serial killer dalla faccia innocente e dai modi estremamente gentili, che convinse la propria fidanzata e altre donne innamorate di lui di essere accusato ingiustamente, come pure gran parte della platea televisiva (fu il primo processo in diretta tv) che seguì il dibattito, riuscendo a rimandare la propria esecuzione per oltre dieci anni, sul finire degli anni Ottanta. Non soltanto una ricostruzione dei fatti, ma pure l’uso di materiale d’archivio, servizi e telegiornali dell’epoca, immagini. Durata 110 minuti. (Ideal, Lux sala 1, Uci)
 
Il traditore – Drammatico. Regia di Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Ferracane e Fausto Russo Alesi. Una pagina di storia italiana, la vicenda della cattura e del processo di Tommaso Buscetta, il primo pentito di mafia, che ebbe la propria famiglia sterminata dai Corleonesi, i suoi nemici di sempre, le confessioni e la conoscenza offerta a Falcone e Borsellino della struttura mafiosa di Cosa Nostra, svelandone la cupola e consegnandola alla giustizia, rivelando le collusioni con il mondo politico e il traffico di droga con la mafia italo-americana. Durata 128 minuti. (Massaua, Eliseo Grande, Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria, Reposi, Romano sala 2, The Space, Uci)
 
Torna a casa, Jimy! – Commedia. Regia di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos. Yannis, musicista fallito, abbandonato da una fidanzata che ancora lui ama, progetta una tre giorni in Olanda, in cerca di nuove emozioni, non solo musicali, e soprattutto per il piacere di lasciare Nicosia, la capitale cipriota, città in cui vive, divisa a metà tra greci e turchi, secondo ferree leggi. A mandare a monte tutti i suoi progetti è il suo bastardino Jimy, in ricordo di Hendrix, che gli sfugge di mano per scappare proprio nella parte avversa. Il problema non è recuperarlo, il problema è riportarlo a casa, dal momento che le leggi proibiscono di “importare” cibo, piante e animali. Yannis dovrà farsi dare una mano dal turco che ora occupa la casa che un tempo era appartenuta ai suoi genitori e ad un losco trafficante che bada esclusivamente ai propri affari. Durata 93 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Harpo)
 
Tutti pazzi a Tel Aviv – Commedia. Regia di Sameh Zoabi, con Kais Nashif, Lubna Azabal e Yaniv Biton. Salam, un affascinante trentenne palestinese che vive a Gerusalemme, fa l’assistente ai dialoghi per una nota e seguitissima soap opera intitolata “Tel Aviv brucia”, prodotta a Ramallah. Ogni giorno, per raggiungere gli studi televisivi, Salam deve passare attraverso un posto di blocco israeliano. Qui incontra il comandante incaricato del posto di blocco, Assi, la cui moglie è una fedelissima fan della soap opera. Per impressionare la moglie, Assi si fa coinvolgere nella stesura della storia che è ambientata a Tel Aviv nel 1967. Durata 97 minuti. (Nazionale sala 2)
 

Tutti al “Gran Ballo del Risorgimento”

in Cosa succede in città/LYFESTYLE

Fra crinoline, merletti e impeccabili acconciature d’antan, si torna a volteggiare, al Museo del Risorgimento, con i Balli dell’Unità d’Italia

18 febbraio 1861: a Torino si riuniva nell’allestimento temporaneo presso la grande corte di Palazzo Carignano (già sede del Parlamento Subalpino), il nuovo Parlamento che già si definiva “Italiano”, pur numerandosi come VIII Legislatura, continuando così la numerazione delle Legislature del Regno di Sardegna. Ma tant’é. L’Italia (o gran parte di essa) era cosa fatta. E quel giorno Torino si vestì a tutta festa. Di sera la città si illuminò di scenografici fuochi artificiali e grandi incontenibili festeggiamenti animarono ogni angolo della prima capitale del Regno d’Italia. Ovunque, nelle strade, nelle piazze e nei Palazzi – signorili, nobiliari e non – fu un tripudio festoso di musica e balli che durarono, si presume, fino a notte fonda. Ebbene, a 158 anni di distanza, è proprio quel clima di incontenibile gioia, di slancio e miracolosa coesione sociale che si intende andare a ricreare attraverso il “Gran Ballo del Risorgimento” ospitato a Torino per la seconda volta dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano (via Accademia delle Scienze, 5; tel. 011/5621147) e organizzato dalla Società di Danza Torinese, fondata nel 2009 (con sede in piazza Massaua, 17) per “promuovere lo studio, la pratica e la diffusione delle danze storiche ottocentesche”. L’appuntamento è per domenica 2 giugno, a partire dalle ore 15, quando negli splendidi Saloni del Museo, ben cento danzatori provenienti da alcuni dei quaranta Circoli Italiani della Federazione Società di Danza, fondata a Bologna nel 1991 da Fabio Mollica, daranno vita a vertiginosi Valzer, a divertenti Contraddanze e a Quadriglie non meno che a danze figurate con bellissime riproduzioni di abiti da ballo ottocenteschi, fra crioline, merletti e ampollose acconciature à mode de l’époque. Il tutto sulla base di scrupolose ricerche storiche condotte dal ’93 dallo stesso Maestro Mollica. A dare ali alle danze saranno le più belle composizioni di Giuseppe Verdi (per restare in clima ancora fortemente risorgimentale) e degli Strauss viennesi (eccelsa dinastia di compositori di musica da ballo e operette dell’Ottocento austriaco), sulle quali sarà possibile, attraverso la leggiadria dei ballerini, tornare indietro nel tempo di oltre centocinquant’anni, a quel clima di travolgente festosità di quel lontano 18 febbraio del 1861, quando i torinesi scesero in piazza per gridare al mondo la nascita dell’Italia. Al Gran Ballo del Risorgimento, potranno assistere tutti i visitatori del Museo muniti di regolare biglietto di ingresso (sono previste le consuete tariffe e riduzioni – gratuito per i possessori delle tessere Abbonamento Musei e altre card).  Ulteriori info su www.societadidanzatorinese.it o www.museorisorgimentotorino.it
 

g. m.

 
 

Piazza San Carlo allo specchio

in FOTO DEI LETTORI

porrtici san carloLuce sfumata e architetture antiche nell’immagine riflessa di piazza San Carlo, scattata da Sonia Busé

Chiamparino lascia il seggio e chiude Facebook

in POLITICA

Ecco il testo integrale del  post pubblicato dal presidente uscente della Regione Piemonte
 
“Ancora un grazie di cuore a tutte le elettrici e gli elettori che mi hanno dato la loro fiducia; a tutti coloro che mi hanno sostenuto nella recente campagna elettorale; ai tanti che mi hanno fatto sentire il loro calore ed il loro affetto sia durante la campagna sia ora, in questi giorni amari ma sereni, dopo una sconfitta pesante e senza appello. Un grazie ai miei più stretti collaboratori, e prima ancora amici, con cui ho condiviso larga parte delle giornate nei cinque anni trascorsi e ancor di più nei mesi di campagna elettorale; un grazie infine alla squadra con cui abbiamo governato il Piemonte in questi anni in cui, ne resto profondamente convinto, abbiamo ridato dignità credibilità ed utilità alla Regione Piemonte. Tuttavia, come già accennato, la sconfitta è stata netta e pesante e la responsabilità è prima di tutto di chi ha guidato l’amministrazione e la battaglia elettorale. Confermo quindi la rinuncia al seggio che mi verrà assegnato in quanto candidato classificato al secondo posto, come segnale di assunzione piena di responsabilità, in modo da lasciare spazio ai nuovi eletti, senza condizionamenti del passato. Di conseguenza chiudo questo spazio pubblico di confronto, ringraziando ancora tutti coloro che mi sono stati vicini in questi ormai tanti anni di impegno pubblico per Torino ed il Piemonte”.

Arrestato il pirata della strada che investì ragazza incinta

in prima pagina

È stato arrestato dalla polizia municipale il presunto pirata della strada che, giovedì  a Orbassano ha investito sulla provinciale 6 una donna di 19 anni incinta, all’ottavo mese di gravidanza, e poi è fuggito. E’  un marocchino residente a Piossasco. La giovane, trasportata al Cto di Torino aveva partorito con un cesareo d’urgenza. La neonata, la piccola Sofia, è ricoverata in gravi condizioni al Sant’Anna. 

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