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Maggio 2016

La tabacchiera d'oro di re Vittorio

in CULTURA E SPETTACOLI

vittorio tabacchieraAccanto a centinaia di cimeli già presenti, al Museo del Risorgimento è esposta da oggi una tabacchiera d’oro che re Vittorio Emanuele II regalò ad Angelo Brofferio, poeta e uomo politico piemontese, senza dubbio una personalità di spicco del Risorgimento italiano, scomparso 150 anni fa. A un secolo e mezzo di distanza dalla sua morte, il Museo Nazionale del Risorgimento di Torino ricorda la figura di Angelo Brofferio che fu anche avvocato, giornalista e drammaturgo. La preziosa tabacchiera d’oro, regalatagli dal primo re d’Italia, è stata ora donata al museo dal professor Sergio Brofferio, discendente di Angelo, testimoniando fiducia e apprezzamento nell’istituzione culturale torinese e nella sua capacità di conservare e valorizzare la memoria storica del nostro Paese. Ma non si tratta dell’unico pezzo di valore storico. Oltre alla tabacchiera, Sergio Brofferio ha donato al museo anche una rara collezione del Messaggiere Torinese, il giornale che Angelo Brofferio cominciò a dirigere nel 1836. Si tratta in particolare di undici annate, dal 1836 al 1838 e dal 1841 al 1848: una raccolta che arricchisce la Biblioteca del Museo, che già custodisce quasi 2000 testate di periodici italiani del XIX secolo. La tabacchiera è stata realizzata dalla ditta Musy Padre e Figli, antica famiglia di orologiai e gioiellieri torinesi, fornitori ufficiali della Real Casa Savoia dal 1707. Venne donata al Brofferio dal re Vittorio Emanuele II quale attestato di particolare stima, comunicatogli nella sua casa di Verbanella, vicino a Locarno, il giorno prima della morte.

Filippo Re

 

Nella terra dei merli. Il Kosovo tra passato e futuro

in ECONOMIA E SOCIALE

KOSOVO2A quindici anni dalla guerra in Kosovo, la popolazione di etnia serba e quella KOSOVO1albanese vivono in un regime di tregua. Ed è proprio tra le pieghe di questa fragile sospensione che prende spunto il docufilm “Nella terra dei merli – Kosovo tra passato e futuro“, un ritratto toccante di questo lembo d’Europa (Kosovo deve il suo nome alla Kosovo Polje, la Piana del Merli, luogo di molti dei fatti storici che hanno segnato queste terre) che parte dal passato per arrivare fino ai nostri giorni: la storia di uno Stato che, tra molte avversità, prova a guardare a un domani ricco di incognite e problematiche complesse. Il docufilm racconta l’impegno in Kosovo della missione italiana della KFOR, la forza militare Nato – di cui fa parte anche l’Esercito Italiano –KOSOVO3 responsabile del mantenimento della sicurezza e del ristabilimento della pace dopo la cessazione delle ostilità nel 1999. Il film è un viaggio attraverso il Kosovo di oggi, in compagnia di tre unità LMT (liaison monitoring team) dell’Esercito Italiano, che si occupano di monitorare le necessità, le richieste ma anche le proteste della popolazione. Partendo dal Villaggio Italia, sede del Multi National Battle Group-West della KFOR, attraversa da nord a sud il paese per raccontare la situazione complessa di questo piccolo paese. Prodotto da Good Day Films di Michele Bongiorno, in collaborazione con Sky Cinema e diretto da Andrea Bettinetti, Nella terra dei merli: Kosovo tra passato e futuro è stato realizzato con il supporto dello Stato Maggiore della Difesa – Ufficio Pubblica Informazione e dello Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione.

Correndo per le caserme di Torino

in SPORT

applicazione esercitoScuola di Applicazione dell’Esercito, Brigata alpina Taurinense e Scuola Allievi Carabinieri di Torino insieme per lo sport e la solidarietà

Conto alla rovescia per la prima edizione della corsa podistica non competitiva “Correndo per le caserme”, organizzata dal Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito in collaborazione con la  Brigata Alpina Taurinense e la Scuola Allievi Carabinieri Torino. La manifestazione si svolgerà a Torino domenica 5 giugno 2016. La partenza è prevista alle ore 9 dal Complesso Sportivo Militare “M.O.V.M. Cap. N. Porcelli – Piazza d’Armi (Corso Galileo Ferraris 200, Torino) con ogni condizione meteorologica. Il percorso è un anello di 9,2 km che attraversa la Caserma Monte Grappa, Palazzo Arsenale, la Caserma Cernaia e si conclude in Piazza d’Armi. Un’occasione per correre a fianco delle donne e degli uomini delle Forze Armate nei luoghi storicamente più significativi della storia militare piemontese ed italiana. Anche un’opportunità per vivere una giornata all’insegna dello sport e della solidarietà: “Correndo per le caserme” sosterrà infatti la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e si correrà in concomitanza con la 17^ edizione della “Stracandiolo”, manifestazione con la quale è gemellata. Informazioni di dettaglio chiamando i numeri 011.56032130 – 56032131 – 3355922873 dalle 08.30 alle 16.30 di tutti i giorni precedenti l’evento.

 

Cronache renziane: dal Chiampa a Castellani tutti in pista per Piero

in BREVI DI CRONACA

STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Fortuna che conosco da 40 anni chi faceva servizio d’ordine alla manifestazione di ieri all’ Alfieri con Matteo Renzi. In questo modo sono riuscito a raggiungere il teatro senza difficoltà. Sono un po’ imbolsiti ma sempre efficienti. Indicavano alla polizia chi poteva transitare. Diligentemente ho aspettato un’ora esatta con il teatro che si riempiva, mentre fuori il traffico stradale era nel caos

chiampa renzi

tosettoNel parterre c’era tutto, ma proprio tutto il “gruppo dirigente”, con i soliti che tra telefonino ed un continuo andirivieni volevano apparire i più solerti nell’aspettare il “Capo”. Pubblico attento che modula gli applausi con una chiara scala di valori e Piero Fassino è al Top con Sergio Chiamparino a “ruota”. E’ Lui che apre le danze sottolineando la sua amicizia con il Piero che gli è stato vicino in momenti di difficoltà politica ed esistenziale. Prima Fabrizio Morri e Davide Gariglio hanno svolto il loro compitino. Sempre Sergio rivendica il “sistema Torino” che ha decisamente contribuito alla rinascita della città dopo la chiusura di molti stabilimenti. Continuità con Valentino Castellani (presente) Sergio Chiamparino e Piero Fassino. Come paradigma del traffico renzi 3tutto in galleria si palesa Paolo Peveraro nuovo Presidente Iren che ha contribuito con la scelta, sia in Regione che in Comune – scelta scellerata dei derivati -, all’indebitamento ulteriore. Ma si sa, sono solo dei dettagli. E poi Piero Fassino che come un motore diesel da il meglio di sé alla lunga, come se questa lunga e faticosa campagna elettorale gli desse linfa vitale. Diversi e molti gli spunti, due esemplificativi. Primo: da tutto il mondo accademico e politico ci invitano per raccontare renzi matteola nostra esperienza, il perché dei risultati raggiunti. Secondo: Torino è e deve essere di più la città dei diritti, per le diversità come per gli anziani. Sicuramente un Piero Fassino in palla ed in forma e Matteo Renzi fa simpaticamente un passo indietro, che per un egocentrico come lui non è da poco. Probabilmente sta al concordato e non parla del referendum. Si spinge fino a sostenere che la rottamazione è necessaria solo quando chi c’era non ha funzionato. La “volata” per il campione Piero  è fatta. Tutti a sollecitare i 1500 presenti ad uscire per convincere gli amici, i conoscenti, visto che la metà dei votanti decide l’ultima settimana. Nei sondaggi è previsto il ballottaggio , ma non è indifferente la soglia dei numeri con cui andarci. Ad oggi Airaudo arretra al quarto posto. Molto è in ballo, ma come abbiamo già detto la strada sembra tracciata.

(nella foto: traffico paralizzato in corso Matteotti)

Lancia pietra contro cliente del bar e lo ferisce

in BREVI DI CRONACA

salvario 20Era stato invitato ad allontanarsi dopo avere rivolto pesanti apprezzamenti ad alcune ragazze che si trovavano all’interno di un bar, a San Salvario. L’uomo, un peruviano di 35 anni, ha lanciato un cubetto di porfido contro la vetrata, colpendo un cliente. L’aggressore è stato individuato dalla polizia di Torino ed stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato, minacce gravi e lesioni colpose aggravate. Il cliente colpito dalla pietra è stato portato in ospedale, medicato e dimesso.

(Foto: il Torinese)

Esplode fabbrica di vernici: 14 feriti, due gravi

in BREVI DI CRONACA

vigili fuoco soccorsiSono quattordici i feriti, due dei quali, vigili del fuoco, ustionati in modo grave, nell’incendio accompagnato da un’esplosione in un’azienda chimica di Scarmagno. Con l’elisoccorso i  feriti più gravi sono stati portati al Cto, gli altri all’ospedale di Ivrea, dove è stato medicato anche un carabiniere, che ha riportato una lussazione ad una spalla. La forte esplosione ha sventrato il tetto e le pareti  della fabbrica, dove fortunatamente non c’erano persone al lavoro al momento dell’incidente.

(foto: archivio)

"PedalaCavour", in bici sulla strada delle mele

in LYFESTYLE

rocca cavourE’ ormai quasi al nastro di partenza l’edizione 2015 di “Pedalacavour”, la passeggiate in bicicletta sulla Strada delle mele. L’evento, organizzato da Pro Cavour, è per giovedì 2 giugno con partenza da piazza Sforzini alle 14.30. Le iscrizioni sono aperta sino al momento della partenza per trascorrere un pomeriggio sereno, su un percorso ondulato ma facile, lungo strade di campagna tranquille e controllate. L’arrivo è previsto in piazza III Reggimento Alpini. Tra tutti partecipanti verranno estratti premi a sorte, tra cui un buono viaggio di 700 euro, alcune biciclette, cesti alimentari, buoni acquisto.

Massimo Iaretti

 

Di nuovo in aula per le morti da amianto

in ECONOMIA E SOCIALE

eternit bandiereSi ritorna in un’aula di giustizia per l’ennesima tappa del processo contro Stephan Schmidheiny per le morti da mal d’amianto, Eternit bis. Martedì 31 maggio la Corte Costituzionale dovrà decidere la questione di legittimità sollevata a suo tempo dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Torino un anno fa, Federica Bompieri. In sostanza, i difensori del multimilionario svizzero, gli avvocati Astolfo Di Amato e Giulio Alleva, avevano sollevato la questione del “ne bis in idem”, ovvero del fatto che un imputato non può essere processato due volte per la stessa fattispecie di reato. Di avviso contrario, naturalmente, i pubblici ministeri e gli avvocati delle parti civili costituite. Così, con una decisione che ha colto tutti di sorpresa, il gup, nel luglio scorso aveva disposto la sospensione del processo e la trasmissione delle carte alla Corte Costituzionale. L’udienza di oggi non avrà un’immediata decisione, in quanto occorreranno alcune settimane, forse un mese per arrivare ad una conclusione. In aula ci saranno i difensori di Schmidheiny, la procura torinese, gli avvocati delle parti civili costituite e tra questi quelli di Afeva, del Comune di Casale e l’avvocatura di Stato che nel processo di era costituita per la prima volta. Da Casale è giunta, già da ieri sera una delegazione di Afeva, guidata da Beppe Manfredi, il presidente che ha raccolto il testimone da Romana Blasotti Pavesi. Ci sono anche il Beppe Pondrano, presidente del Fondo Inail per le vittime dell’amanto, l’assessore all’ambiente del Comune di Casale, Cristina Fava e Bruno Pesce, da anni in prima linea nella lotta all’amianto, prima come sindacalista, poi come coordinatore di Afeva..

Massimo Iaretti

 

“Per l’onore dell’Irlanda"

in CULTURA E SPETTACOLI

gulisano irlandaPaolo Gulisano è milanese di nascita ma grandissima parte della sua vita l’ha trascorsa a Lecco dove vive tuttora. E’ medico   ma affianca da anni un impegno culturale come saggista e scrittore. E in questo campo è considerato come il maggiore conoscitore italiano di Tolkien ed è fortemente legato all’Irlanda cui ha dedicato diverse opere. L’ultima, edita quest’anno per i tipi della casa editrice “Il Cerchio” è “Per l’onore dell’Irlanda. L’insurrezione irlandese del 1916” che venne repressa nel sangue dall’esercito britannico. La sua recente presenza a Casale Monferrato, nel corso della quale ha presentato il libro (già esaurita la prima edizione) e incontrato i ragazzi dell’Istituto Superiore Sobrero è stata occasione per approfondire l’argoento dell’Isola di Smeraldo, che – tra l’altro – è argomenti dei romanzi di un’altra scrittrice emergente piemontese, Maura Maffei.

Quando nasce il suo interesse per l’Irlanda ?

Intorno ai vent’anni. Iniziai a leggere tutto quello che c’era in Italia sull’Irlanda, anche i libri che c’erano alla libreria inglese di Milano. Poi a ventiquattro anno, nel 1983 ci andai per la prima volta con la paura di rimanerne disilluso, La realtà, però, superò i sogni. L’Irlanda è un patrimonio dell’umanità.

Che cosa l’ha colpita di più ?

Gli aspetti storici, l’importanza della religione, anche quella pre – cristiana, antecedente l’evangelizzazione di San Patrizio, la passonalità nel vivere il cristianesimo, un cristianesimo senza sconti, degli irlandesi.

La radice cristiana del “Sacro suolo d’Irlanda” si sente ancora oggi ?

Il benessere ha portato, certamente, la secolarizzazione. Oggi di cono due Irlande, una è quella di Dublino, una città cosmopolita, l’altra è quella profonda, rurale, dove la gente continua ad andare a Messa e permane una religiosità forte che è stata a lungo perseguitata nel corso dei secoli.

Il rapporto tra gli irlandesi e gli inglesi com’è ?

Non va dimenticato che l’Irlanda è stata sotto il dominio inglese per sette secoli. Oggi, però, le cose sono cambiate, a cento anni dalla rivolta di Pasqua. La maggior parte dei turisti che vengono in Irlanda sono inglesi che possono muoversi senza problemi ovunque.

Questo vale anche per l’Irlanda del Nord ?

Lì c’è stato un conflitto coloniale, con la presenza di una parte di popolazione britannica importata in quelle contee, coloro che sono stati chiamati “Lealisti” per la loro fedeltà alla Corona britannica. Pertanto l’impressione è che a Belfast il fuoco arda ancora sotto la brace e che l’Accordo di Venerdì Santo del 1998 sia una lunga tregua

Veniamo alla Pasqua del 1916 ed a quanto venne dopo. Lei è per Eamon De Valera o per Michael Collins ?

De Valera sicuramente. E’ stato uno dei grandi protagonisti della storia d’Irlanda. Gli venne imputato di aver voluto un’Irlanda cattolica, bigotta, arretrata, cercò invece di introdurre e divulgare attraverso il Fianna Fail la dottrina sociale della Chiesa. Collins nel 1916 era ancora giovane, ciò non toglie che avesse doti di stratega militare. De Valera è stato oggetto di attacchi da parte di una tendenza secolarizzatrice.

Siamo in Piemonte e con noi c’è un’altra scrittrice che si occupa di Irlanda da sempre, Maura Maffei. Come è nata la vostra conoscenza ?

Erano i primi anni Novanta e collaboravo con una casa editrice, la Marna, come consulente. L’editore mi disse di avere un scritto da sottoporre al mio giudizio. Era “Il Traditore” (il romanzo ambientato nell’Irlanda medievale con il quale Maffei ha debuttato come autore), l’ho letto e ho detto che era da pubblicare, ad una sola condizione, che scrivessi io la prefazione. E così è stato.

Occorre a questo punto chiedersi se vi sono legami altrettanto profondi tra la verde Irlanda ed il profondo Piemonte, soprattutto nella sua area collinare e pianeggiante. Ma questo sarà oggetto di un’altra riflessione.

Massimo Iaretti
 
 
 
 
 
 
 

Era il 2 giugno 1946, l'Italia voltava pagina. Settant'anni fa nasceva la Repubblica

in prima pagina

repubblica donnaIl 2 giugno 1946, settant’anni fa, il popolo italiano voltava pagina e, in seguito al referendum istituzionale, poneva fine alla monarchia, scegliendo una forma di governo repubblicano. La parola chiave fu “referendum, gerundio della parola latina referoche significa riferire, rispondere o registrare. E il popolo italiano, quel giorno, fece registrare la propria volontà consentendo la vittoria dei repubblicani con il 54,3% dei voti contro il 47,7% dei monarchici. Per la prima volta – se si escludono le amministrative di marzo e aprile del1946, che riguardarono soltanto alcune regioni – in Italia votarono anche le donne. Una conquista arrivata dopo anni di battaglie e molto più tardi rispetto ad altri paesi. Alle urne si recarono tante donne di ogni ceto insieme a  volti noti come Anna Magnani , la famosa “Dama Bianca” – compagna di Fausto Coppi – o le resistenti antifasciste Camilla Ravera e Teresa Noce, due tra le tante donne che fin dai tempi del fascismo si erano repubblica giornalebattute per la democrazia. Con la fine della monarchia, che aveva guidato l’Italia dal 1861, conducendo la nazione al disastro con il fascismo e la seconda guerra mondiale, si proclamò anche l’esilio dei Savoia. Re Umberto IIlasciò l’Italia dall’aeroporto di Ciampino con un volo diretto in Portogallo. Umberto , ribattezzato il “Re di Maggio” per essersi seduto sul trono per poco più di un mese, dal 9 maggio 1946 fino al 18 giugno, accettò l’esilio e visse il resto della vita  nel distretto di Lisbona, a Cascais, e a Ginevra. Il 2 giugno del 1946 fu un punto di svolta, e al tempo stesso un traguardo storico. Con la Repubblica venne ricomposta l’unità del Paese, che poté intraprendere il lungo cammino verso la rinascita dalle macerie lasciate dalla dittatura e dalle atrocità della guerra. Parallelamente alla nascita della Repubblica venne eletta l’Assemblea Costituente che, a sua volta, elesse Enrico De Nicola capo provvisorio dello stato e – con un fitto calendario di sedute che si svolsero fra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948 -diede vita alla Costituzione della Repubblica Italiana nella sua forma originaria. Oggi, quella del 2 giugno, è forse la più popolare fra le feste nazionali. E quest’anno assume un particolare ancor più importante e significativo.

Marco Travaglini

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